Ha superato i 100milioni di euro la cifra del finanziamento delle pratiche private relative alla ricostruzione post terremoto nel Comune di San Severino Marche.
A comunicarlo il sindaco, Rosa Piermattei, nel corso dell’ultima seduta dell’assise settempedana.
“La somma andrà per il recupero di 349 edifici, di cui 245 interessati da interventi di ricostruzione leggera, altri 58 da ricostruzione pesante e 46 dall’Ordinanza 100 emanata dal Commissario straordinario alla Ricostruzione, avvocato Giovanni Legnini. In totale sono 705 le istruttorie presentate all’ufficio Sisma. Di queste, 380 fanno riferimento alla ricostruzione leggera di edifici classificati come B e C con scheda Aedes. Altre 182 sono relative, invece, alla ricostruzione pesante di edifici classificati come E con scheda Aedes. Ulteriori 135 pratiche sono quelle relative alla medesima Ordinanza 100, mentre, con riferimento alla ricostruzione delle attività produttive, sono 8 le pratiche presentate. Sono 12, in tutto, le pratiche che sono state invece rigettate. Ulteriori 45 richieste hanno interessato, infine, la delocalizzazione delle attività produttive. A San Severino Marche - ha sottolineato ancora il sindaco, Rosa Piermattei, nel corso dell’ultimo Consiglio comunale - sono stati chiusi 253 cantieri. Di questi, 208 sono relativi alla ricostruzione privata, altri 3 alla ricostruzione pubblica e 42 agli interventi su proprietà che hanno fatto ricorso al Sisma Bonus. Negli scorsi giorni abbiamo provveduto al pagamento del Cas, il contributo per l’autonoma sistemazione, relativo al mese di febbraio liquidando la somma di 335.394,53 euro a 456 nuclei familiari”.
Importante anche il capitolo legato agli interventi di carattere pubblico: “Per quanto riguarda i lavori riferiti al sisma sono quasi concluse le opere di adeguamento alla normativa antincendio e la riqualificazione degli ambienti interni del palazzetto dello sport “Albino Ciarapica”. A breve inizieranno le opere di riqualificazione energetica delle facciate esterne. In questi giorni, inoltre, si è provveduto all’affidamento dei lavori di riparazione dei danni e miglioramento sismico del Palazzo Comunale. L’appalto integrato, per un importo di oltre 1 milione e 600 mila euro, vedrà affidati congiuntamente la progettazione e l’esecuzione dei lavori”.
Rispondendo a un’interrogazione della minoranza il primo cittadino settempedano ha poi ricordato: “Il Comune di San Severino Marche è stato colpito nel 2016 da un sisma che non ha precedenti negli ultimi 300 anni, ed a questo si è aggiunto dallo scorso anno la pandemia mondiale Covid 19. Quindi abbiamo vissuto e stiamo vivendo anni difficili, avremo ancora anni difficili prima di ritornare a tempi migliori, e nonostante ciò siamo fiduciosi.
L’amministrazione comunale, sempre compatta, ha fatto sì che il nostro comune sia stato il primo comune nel cratere, per quanto riguarda l’emergenza sismica, a demolire e portare via le macerie degli edifici danneggiati, merito riconosciuto anche dall’ex presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e dall’ex presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli, nel corso della loro visita istituzionale in occasione dell’inaugurazione della scuola provvisoria in Via Lorenzo D’Alessandro.
Nelle ultime statistiche diffuse dal Commissario Straordinario Sisma, Avvocato Giovanni Legnini, il Comune di San Severino Marche è risultato essere il primo nel cratere per numero di cantieri chiusi e secondo per contributi ricevuti per la ricostruzione. Abbiamo costruito dal nulla una scuola provvisoria per 300 studenti grazie al cofinanziamento del Miur, abbiamo lavorato fattivamente per la realizzazione delle 103 Sae e per poter ottenere 6 appartamenti dell’invenduto Erap. Su 6 delle opere pubbliche ammesse a finanziamento 2 cantieri sono stati chiusi, vale a dire ex Scuola di Stigliano e Porta Romana, 2 stanno per essere terminati, cioè l’Ipsia Pocognoni e palazzo Governatori. E’ in fase di verifica il progetto della scuola Luzio, mentre la nuova struttura che dovrebbe ospitare gli uffici strategici del Comune è in fase di progettazione. Grazie ai fondi del ministero dell’Interno abbiamo sistemato diverse strade e marciapiedi”.
A comunicarlo il sindaco, Rosa Piermattei, nel corso dell’ultima seduta dell’assise settempedana.
“La somma andrà per il recupero di 349 edifici, di cui 245 interessati da interventi di ricostruzione leggera, altri 58 da ricostruzione pesante e 46 dall’Ordinanza 100 emanata dal Commissario straordinario alla Ricostruzione, avvocato Giovanni Legnini. In totale sono 705 le istruttorie presentate all’ufficio Sisma. Di queste, 380 fanno riferimento alla ricostruzione leggera di edifici classificati come B e C con scheda Aedes. Altre 182 sono relative, invece, alla ricostruzione pesante di edifici classificati come E con scheda Aedes. Ulteriori 135 pratiche sono quelle relative alla medesima Ordinanza 100, mentre, con riferimento alla ricostruzione delle attività produttive, sono 8 le pratiche presentate. Sono 12, in tutto, le pratiche che sono state invece rigettate. Ulteriori 45 richieste hanno interessato, infine, la delocalizzazione delle attività produttive. A San Severino Marche - ha sottolineato ancora il sindaco, Rosa Piermattei, nel corso dell’ultimo Consiglio comunale - sono stati chiusi 253 cantieri. Di questi, 208 sono relativi alla ricostruzione privata, altri 3 alla ricostruzione pubblica e 42 agli interventi su proprietà che hanno fatto ricorso al Sisma Bonus. Negli scorsi giorni abbiamo provveduto al pagamento del Cas, il contributo per l’autonoma sistemazione, relativo al mese di febbraio liquidando la somma di 335.394,53 euro a 456 nuclei familiari”.
Importante anche il capitolo legato agli interventi di carattere pubblico: “Per quanto riguarda i lavori riferiti al sisma sono quasi concluse le opere di adeguamento alla normativa antincendio e la riqualificazione degli ambienti interni del palazzetto dello sport “Albino Ciarapica”. A breve inizieranno le opere di riqualificazione energetica delle facciate esterne. In questi giorni, inoltre, si è provveduto all’affidamento dei lavori di riparazione dei danni e miglioramento sismico del Palazzo Comunale. L’appalto integrato, per un importo di oltre 1 milione e 600 mila euro, vedrà affidati congiuntamente la progettazione e l’esecuzione dei lavori”.
Rispondendo a un’interrogazione della minoranza il primo cittadino settempedano ha poi ricordato: “Il Comune di San Severino Marche è stato colpito nel 2016 da un sisma che non ha precedenti negli ultimi 300 anni, ed a questo si è aggiunto dallo scorso anno la pandemia mondiale Covid 19. Quindi abbiamo vissuto e stiamo vivendo anni difficili, avremo ancora anni difficili prima di ritornare a tempi migliori, e nonostante ciò siamo fiduciosi.
L’amministrazione comunale, sempre compatta, ha fatto sì che il nostro comune sia stato il primo comune nel cratere, per quanto riguarda l’emergenza sismica, a demolire e portare via le macerie degli edifici danneggiati, merito riconosciuto anche dall’ex presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e dall’ex presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli, nel corso della loro visita istituzionale in occasione dell’inaugurazione della scuola provvisoria in Via Lorenzo D’Alessandro.
Nelle ultime statistiche diffuse dal Commissario Straordinario Sisma, Avvocato Giovanni Legnini, il Comune di San Severino Marche è risultato essere il primo nel cratere per numero di cantieri chiusi e secondo per contributi ricevuti per la ricostruzione. Abbiamo costruito dal nulla una scuola provvisoria per 300 studenti grazie al cofinanziamento del Miur, abbiamo lavorato fattivamente per la realizzazione delle 103 Sae e per poter ottenere 6 appartamenti dell’invenduto Erap. Su 6 delle opere pubbliche ammesse a finanziamento 2 cantieri sono stati chiusi, vale a dire ex Scuola di Stigliano e Porta Romana, 2 stanno per essere terminati, cioè l’Ipsia Pocognoni e palazzo Governatori. E’ in fase di verifica il progetto della scuola Luzio, mentre la nuova struttura che dovrebbe ospitare gli uffici strategici del Comune è in fase di progettazione. Grazie ai fondi del ministero dell’Interno abbiamo sistemato diverse strade e marciapiedi”.
Ricostruzione post-sisma e pagamenti. Questo il tema su cui punta l'attenzione Stefano Foresi, responsabile Settore Edile Confartigianato interprovinciale che chiede di “Snellire le pratiche per velocizzare la ricostruzione”.
"La mancanza di liquidità frena l’azione imprenditoriale - scrive in una nota - sebbene il 2021 abbia portato ad una generale accelerazione nella liquidazione delle fatture (con distinguo a seconda dello stato di avanzamento lavori), gli imprenditori lamentano ancora troppa burocrazia, che allunga le tempistiche. In questo scenario così complesso, il Covid sta poi pesando come un macigno, mettendo in seria difficoltà la categoria.
All’orizzonte si prospetta l’avvio di una massiccia ricostruzione pesante, con la creazione di molti cantieri. Confartigianato Imprese Macerata- Ascoli Piceno - Fermo vuole mettere subito in agenda le principali problematiche del Settore Edile, che sta operando in una fase cruciale per il territorio.
Da un’analisi sul campo, la tempistica media dei pagamenti nel 2020 era maggiore rispetto a quella odierna - ammette - . Ma si potrebbe fare decisamente meglio, nell’interesse dell’intero sistema.
Prendendo in riferimento la ricostruzione Leggera, lo stato di avanzamento lavori al 50% prevede tempi di 2 o 3 mesi per la liquidazione della pratica. Tempi che si allungano per il Sal Finale, arrivando in alcuni casi anche a 4 o 5 mesi.
Nel suo report, Confartigianato ha evidenziato come pochissime aziende associate abbiano opzionato il Sal Zero, che ricordiamo prevede il pagamento della quota parte del contributo a seguito di opportuna fideiussione. L’anticipo viene, del resto, concesso non prima di 3 o 4 mesi dall’invio della pratica, e la polizza fideiussoria scoraggia molti imprenditori: trovare fideiussioni, oltre che oneroso, è piuttosto difficile.
Quanto alla ricostruzione pesante - aggiunge - , la maggior parte delle imprese ha da poco aperto il cantiere: anche qui, comunque, si registrano attese nei pagamenti di circa 3-4 mesi".
Foresi si fa dunque portavoce degli imprenditori evidenziando come loro “lamentano ancora troppa burocrazia e considerevoli passaggi. I tecnici dell’imprese, essendo oberati di lavoro, fanno spesso difficoltà ad essere celeri nell’invio della documentazione, ma da contropartita l’Usr (Ufficio Speciale Ricostruzione) ha bisogno di molto tempo per verificare accuratamente tutte le procedure. Le aziende parlano anche di ritardi degli istituti bancari, che prendono giorni prima di liquidare il credito già decretato dall’Usr”.
C’è poi la fase pandemica, “che sta condizionando questo meccanismo di liquidazione - ha aggiunto Foresi -, con forti stop: in alcuni casi si è stati costretti a sostituite il tecnico preposto in corsa, con nuovo dispendio di tempo. La speranza è che con il progressivo rallentamento della curva si possa entrare a regime”.
I nostri imprenditori, a breve, saranno impegnati nella fase della Ricostruzione Pesante - le conclusioni di Foresi -: i cantieri saranno più corposi rispetto alla Ricostruzione Leggera e la paura di problemi finanziari legati alla mancanza di liquidità frena molto l’azione imprenditoriale. Le aziende vorrebbero davvero cogliere le opportunitàche il mercato offre, ma eventuali ritardi considerevoli potrebbero portarle sull’orlo del dissesto finanziario”.
GS
"La mancanza di liquidità frena l’azione imprenditoriale - scrive in una nota - sebbene il 2021 abbia portato ad una generale accelerazione nella liquidazione delle fatture (con distinguo a seconda dello stato di avanzamento lavori), gli imprenditori lamentano ancora troppa burocrazia, che allunga le tempistiche. In questo scenario così complesso, il Covid sta poi pesando come un macigno, mettendo in seria difficoltà la categoria.
All’orizzonte si prospetta l’avvio di una massiccia ricostruzione pesante, con la creazione di molti cantieri. Confartigianato Imprese Macerata- Ascoli Piceno - Fermo vuole mettere subito in agenda le principali problematiche del Settore Edile, che sta operando in una fase cruciale per il territorio.
Da un’analisi sul campo, la tempistica media dei pagamenti nel 2020 era maggiore rispetto a quella odierna - ammette - . Ma si potrebbe fare decisamente meglio, nell’interesse dell’intero sistema.
Prendendo in riferimento la ricostruzione Leggera, lo stato di avanzamento lavori al 50% prevede tempi di 2 o 3 mesi per la liquidazione della pratica. Tempi che si allungano per il Sal Finale, arrivando in alcuni casi anche a 4 o 5 mesi.
Nel suo report, Confartigianato ha evidenziato come pochissime aziende associate abbiano opzionato il Sal Zero, che ricordiamo prevede il pagamento della quota parte del contributo a seguito di opportuna fideiussione. L’anticipo viene, del resto, concesso non prima di 3 o 4 mesi dall’invio della pratica, e la polizza fideiussoria scoraggia molti imprenditori: trovare fideiussioni, oltre che oneroso, è piuttosto difficile.
Quanto alla ricostruzione pesante - aggiunge - , la maggior parte delle imprese ha da poco aperto il cantiere: anche qui, comunque, si registrano attese nei pagamenti di circa 3-4 mesi".
Foresi si fa dunque portavoce degli imprenditori evidenziando come loro “lamentano ancora troppa burocrazia e considerevoli passaggi. I tecnici dell’imprese, essendo oberati di lavoro, fanno spesso difficoltà ad essere celeri nell’invio della documentazione, ma da contropartita l’Usr (Ufficio Speciale Ricostruzione) ha bisogno di molto tempo per verificare accuratamente tutte le procedure. Le aziende parlano anche di ritardi degli istituti bancari, che prendono giorni prima di liquidare il credito già decretato dall’Usr”.
C’è poi la fase pandemica, “che sta condizionando questo meccanismo di liquidazione - ha aggiunto Foresi -, con forti stop: in alcuni casi si è stati costretti a sostituite il tecnico preposto in corsa, con nuovo dispendio di tempo. La speranza è che con il progressivo rallentamento della curva si possa entrare a regime”.
I nostri imprenditori, a breve, saranno impegnati nella fase della Ricostruzione Pesante - le conclusioni di Foresi -: i cantieri saranno più corposi rispetto alla Ricostruzione Leggera e la paura di problemi finanziari legati alla mancanza di liquidità frena molto l’azione imprenditoriale. Le aziende vorrebbero davvero cogliere le opportunitàche il mercato offre, ma eventuali ritardi considerevoli potrebbero portarle sull’orlo del dissesto finanziario”.
GS
Passi avanti importanti per la ricostruzione pubblica a San Severino: il comune settempedano ha fatto sapere, infatti, di aver affidato l'appalto per i lavori che riguarderanno il Palazzo Comunale. In una nota è stato pubblicato l’esito della procedura negoziata, relativa all’appalto integrato per l’affidamento dei lavori di riparazione dei danni e di miglioramento sismico.
L’appalto, per un importo di quasi un milione e settecentomila euro, è stato affidato al Consorzio stabile Rennova. La società con sede a L’Aquila non è stata l'unica a presentare l’offerta: ha partecipato anche il Consorzio stabile Teramano Alchemy.
Complessivamente erano state invitate, a seguito di manifestazione pubblica d’interesse, dieci imprese. La società aggiudicataria ha praticato un ribasso prossimo al 22%.
l.c.
L’appalto, per un importo di quasi un milione e settecentomila euro, è stato affidato al Consorzio stabile Rennova. La società con sede a L’Aquila non è stata l'unica a presentare l’offerta: ha partecipato anche il Consorzio stabile Teramano Alchemy.
Complessivamente erano state invitate, a seguito di manifestazione pubblica d’interesse, dieci imprese. La società aggiudicataria ha praticato un ribasso prossimo al 22%.
l.c.
Nella mattinata di oggi il professor Francesco Karrer, docente ordinario di urbanistica de La Sapienza di Roma e già Presidente del consiglio superiore dei lavori pubblici, ha visitato la città di Camerino in qualità di capo del pool di architetti a cui sono stati affidati i piani attuativi. A condurlo durante il sopralluogo in centro storico l’amministrazione guidata dal sindaco Sandro Sborgia. Il professor Karrer ha parlato dei piani attuativi e della separazione tra ricostruzione pubblica e privata: “Questi piani attuativi sono piani del fare, molto mirati, e che ci permetteranno di non avere fasi intermedie, andando direttamente all’obiettivo. L’amministrazione è stata in grado di evidenziare i problemi, estrapolandoli dal quadro complessivo, ce li ha proposti e noi potremo proseguire nel lavoro già iniziato. Per quanto riguarda la parte privata si è già a buon punto e si procede con rapidità. Per la parte oggetto dei piani attuativi, su cui la prevalenza riguarda operazioni pubbliche, ci sarà invece bisogno di attivare appunto la macchina pubblica. Nel farlo – ha concluso Karrer – cercheremo di mettere a punto una certa separazione tra i due percorsi, ma facendo in modo che l’operatore privato riesca a lavorare anche laddove prevale la dimensione pubblica”.

Il sindaco Sandro Sborgia ha sottolineato l’importanza di non perdere ulteriori tempi nell’avviare i processi di ricostruzione e ha sottolineato la levatura delle professionalità a cui sono stati affidati i piani: “Personalità di altissimo profilo, riconosciute a livello nazionale. Sicuramente daranno una spinta importante per tornare ad avere una Camerino così com’era e, perché no, persino migliore. Ricostruzione pubblica e privata seguono percorsi diversi, ma che devono viaggiare allo stesso ritmo senza ulteriori indugi: sono stati persi tempi importanti, ora è il tempo di recuperare”.
Lorenzo Cervigni

Il sindaco Sandro Sborgia ha sottolineato l’importanza di non perdere ulteriori tempi nell’avviare i processi di ricostruzione e ha sottolineato la levatura delle professionalità a cui sono stati affidati i piani: “Personalità di altissimo profilo, riconosciute a livello nazionale. Sicuramente daranno una spinta importante per tornare ad avere una Camerino così com’era e, perché no, persino migliore. Ricostruzione pubblica e privata seguono percorsi diversi, ma che devono viaggiare allo stesso ritmo senza ulteriori indugi: sono stati persi tempi importanti, ora è il tempo di recuperare”.
Lorenzo Cervigni
È ufficialmente iniziata la ricostruzione pesante a Pioraco: nell'ultima settimana sono stati ritirati i primi due permessi di costruire con demolizione e ricostruzione per danni gravi, mentre sono già in corso di esecuzione sei cantieri su edifici fortemente danneggiati dal sisma 2016. Passi avanti importanti, come testimoniato dalle parole del sindaco Matteo Cicconi: “Per quanto riguarda la ricostruzione leggera, i cui termini scadevano a fine novembre 2020, le domande presentate sono 87: dove la documentazione presentata è risultata completa il Comune ha già rilasciato il parere di conformità. Sono invece 32 le pratiche che si sono concluse e i relativi immobili tornati agibili, 19 invece i cantieri in corso d'opera”.
La maggiore criticità, emersa già nel post sisma del 1997, è quella che riguarda il quartiere “Madonnetta”. L'area, a rischio idrogeologico, ha richiesto studi di approfondimento portati avanti dall’Università Politecnica delle Marche: “Entro maggio UNIVPM consegnerà lo studio finale sulla perimetrazione del quartiere Madonnetta – ha proseguito Cicconi –, con il quale si potrnno gettare le basi per la successiva implementazione del Piano Speciale di Ricostruzione. Coinvolgendo i cittadini interessati, cercheremo di capire come e cosa ricostruire in loco e chi invece dovrà delocalizzare. Stiamo cercando di accelerare in modo da dare un indirizzo definitivo anche a questa situazione”.
l.c.
La maggiore criticità, emersa già nel post sisma del 1997, è quella che riguarda il quartiere “Madonnetta”. L'area, a rischio idrogeologico, ha richiesto studi di approfondimento portati avanti dall’Università Politecnica delle Marche: “Entro maggio UNIVPM consegnerà lo studio finale sulla perimetrazione del quartiere Madonnetta – ha proseguito Cicconi –, con il quale si potrnno gettare le basi per la successiva implementazione del Piano Speciale di Ricostruzione. Coinvolgendo i cittadini interessati, cercheremo di capire come e cosa ricostruire in loco e chi invece dovrà delocalizzare. Stiamo cercando di accelerare in modo da dare un indirizzo definitivo anche a questa situazione”.
l.c.
Caldarola. I carabinieri lasceranno i container. Entro il 2021 sistemazione in municipio
26 Mar 2021
Potranno lasciare i container entro il 2021 i carabinieri di Caldarola che, dopo il sisma del 2016, avevano adottato la soluzione provvisoria lungo via Aldo Moro.
Lo spiega il sindaco Luca Maria Giuseppetti annunciando che i lavori di ampliamento del nuovo municipio permetteranno di ospitare provvisoriamente l'Arma dei carabinieri.
"Erano mesi - dice il primo cittadino - che l'Arma aveva chiesto di poter spostare i quattro carabinieri, che sono nei container dal 2016, in un luogo più consono.
Purtroppo, la loro ex caserma è ancora in fase di progettazione per la ricostruzione, in attesa del via libera del Ministero. Per il nostro paese è importante continuare ad avere i militari come punto di riferimento, così abbiamo pensato di lasciare una parte del nuovo ampliamento del municipio all'Arma fino a che non sarà ripristinata la vecchia struttura. Si tratta di una scelta che abbiamo fatto insieme al Prefetto e che troverà attuazione nei prossimi mesi.
Entro la fine dell'anno - confida il sindaco - spero di trasferire la caserma nel nuovo stabile. Spero che non ci siano problematiche burocratiche, ma con le ordinanze fatte dal Commissario Giovanni Legnini molto probabilmente andremo più veloci e mi auguro che entro la fine del 2021 i carabinieri possano essere nella nuova struttura".
Per quanto riguarda l'ampliamento, il sindaco spiega che i costi rientreranno con l'affitto richiesto alla Prefettura per l'Arma: "L'ampliamento è stato concesso dalla Protezione Civile - dice Giuseppetti - . Noi avevamo un importo da spendere nel palazzo comunale di piazza Vittorio Emanuele II, quello che prima ospitava gli uffici comunali. Quella struttura, però, non sarebbe stata più consona a quell'utilizzo e abbiamo chiesto alla Protezione Civile di poter usufruire di una parte di quel contributo per delocalizzare gli uffici.
Le spese per ospitare la caserma nell'ampliamento ammonteranno a circa 40mila euro, ma saranno coperte dall'affitto che ci verrà corrisposto.
Guardando al futuro - conclude - quella resterà la sede permanente del municipio: ci sembra un luogo idoneo anche per la vicinanza dell'ufficio postale e delle scuole e, in attesa che sia terminata la ricostruzione della vecchia caserma, ospiteremo anche i carabinieri".
GS
Lo spiega il sindaco Luca Maria Giuseppetti annunciando che i lavori di ampliamento del nuovo municipio permetteranno di ospitare provvisoriamente l'Arma dei carabinieri.
"Erano mesi - dice il primo cittadino - che l'Arma aveva chiesto di poter spostare i quattro carabinieri, che sono nei container dal 2016, in un luogo più consono.
Purtroppo, la loro ex caserma è ancora in fase di progettazione per la ricostruzione, in attesa del via libera del Ministero. Per il nostro paese è importante continuare ad avere i militari come punto di riferimento, così abbiamo pensato di lasciare una parte del nuovo ampliamento del municipio all'Arma fino a che non sarà ripristinata la vecchia struttura. Si tratta di una scelta che abbiamo fatto insieme al Prefetto e che troverà attuazione nei prossimi mesi.
Entro la fine dell'anno - confida il sindaco - spero di trasferire la caserma nel nuovo stabile. Spero che non ci siano problematiche burocratiche, ma con le ordinanze fatte dal Commissario Giovanni Legnini molto probabilmente andremo più veloci e mi auguro che entro la fine del 2021 i carabinieri possano essere nella nuova struttura".
Per quanto riguarda l'ampliamento, il sindaco spiega che i costi rientreranno con l'affitto richiesto alla Prefettura per l'Arma: "L'ampliamento è stato concesso dalla Protezione Civile - dice Giuseppetti - . Noi avevamo un importo da spendere nel palazzo comunale di piazza Vittorio Emanuele II, quello che prima ospitava gli uffici comunali. Quella struttura, però, non sarebbe stata più consona a quell'utilizzo e abbiamo chiesto alla Protezione Civile di poter usufruire di una parte di quel contributo per delocalizzare gli uffici.
Le spese per ospitare la caserma nell'ampliamento ammonteranno a circa 40mila euro, ma saranno coperte dall'affitto che ci verrà corrisposto.
Guardando al futuro - conclude - quella resterà la sede permanente del municipio: ci sembra un luogo idoneo anche per la vicinanza dell'ufficio postale e delle scuole e, in attesa che sia terminata la ricostruzione della vecchia caserma, ospiteremo anche i carabinieri".
GS
Passi avanti importanti per il cinema teatro 70 di Pioraco, dove è stata affidata la progettazione definitiva per il recupero della struttura danneggiata dal sisma del 2016. Il sindaco Matteo Cicconi ha spiegato: “Un altro tassello importante per la ricostruzione pubblica: un’opera che sta a cuore di tutta la comunità di Pioraco. Tutti noi abbiamo un ricordo della struttura in cui si organizzavano feste e tante attività che animavano la vita sociale del paese. Speriamo prima o poi che anche questi lavori possano vedere la luce. Un altro passaggio molto importante è stato fatto quindi con l’affidamento della progettazione: procederemo ora con la firma del contratto e quindi sarà cura del progettista redigere il progetto. Anche in questo caso un ringraziamento particolare agli uffici comunali per l'efficacia di tutte le procedure burocratiche e amministrative che, come sappiamo, sono lunghe, farraginose ma purtroppo necessarie per arrivare all'obiettivo. Un ringraziamento particolare va anche al geometra Roberto Lucarelli, responsabile del procedimento, sia curato in prima persona”.

Fondi importanti anche per il rifacimento della rete fognaria, anch’essa danneggiata dal terremoto di cinque anni fa, un’opera significativa anche sotto il profilo ambientale: “Abbiamo verificato con delle sonde lo stato della rete fognaria – ha proseguito Cicconi –. Il sisma aveva danneggiato, con lo spostamento del terreno, tutta la struttura che costeggia la strada. In questo caso il danno non si vede ma è importante, con problemi connessi al depuratore e a tutta la rete. Devo ringraziare in questo caso il dottor Borrelli della Protezione Civile. Siamo una fase, anche qui, di progettazione esecutiva, per poi realizzare la rimessa a norma e il ripristino nel più breve tempo possibile. L'opera è molto importante come investimento: 1 milione e 300mila euro, ed è fondamentale soprattutto sotto il profilo ambientale e dell'efficienza del depuratore”.
l.c.

Fondi importanti anche per il rifacimento della rete fognaria, anch’essa danneggiata dal terremoto di cinque anni fa, un’opera significativa anche sotto il profilo ambientale: “Abbiamo verificato con delle sonde lo stato della rete fognaria – ha proseguito Cicconi –. Il sisma aveva danneggiato, con lo spostamento del terreno, tutta la struttura che costeggia la strada. In questo caso il danno non si vede ma è importante, con problemi connessi al depuratore e a tutta la rete. Devo ringraziare in questo caso il dottor Borrelli della Protezione Civile. Siamo una fase, anche qui, di progettazione esecutiva, per poi realizzare la rimessa a norma e il ripristino nel più breve tempo possibile. L'opera è molto importante come investimento: 1 milione e 300mila euro, ed è fondamentale soprattutto sotto il profilo ambientale e dell'efficienza del depuratore”.
l.c.
New Sport Center a Tolentino, Pezzanesi: "Vogliamo essere barriera e custodia dell'entroterra"
25 Mar 2021
"Tolentino si erge a barriera e custodia dell'entroterra". Con questa premessa il sindaco Giuseppe Pezzanesi espone l'obiettivo in cui rientra la realizzazione del New Sport Center, il palazzo delle arti sportive, visive e musicali.
Per renderlo realtà è stato affidato l'incarico al responsabile unico del procedimento che dovrà individuare i fondi necessari alla realizzazione dei lavori.
"Si tratta di uno dei pezzi mancanti del grande sforzo che abbiamo preso sulle spalle quando siamo stati riconfermati - dice il sindaco al microfono di Carla Campetella per Radio C1...inBlu - . Una necessità inderogabile del territorio ma anche un sogno che, nell'immaginario dei ragazzi, c'è sempre stato ma ancora non si è mai riusciti a centrare. È stato affidato questo incarico per un mandato esplorativo: l'inizio di un percorso che possa portare a un palazzetto multifunzione che sia esempio ed icona della ricostruzione e della vitalità dell'entroterra".
L'obiettivo del primo cittadino tolentinate è infatti quello di dar vita ad una struttura fruibile da un intero territorio e non solo dalla città: "Tolentino - dice - si erge a barriera e a custodia dell'entroterra per una serie di servizi importanti. A noi piace pensare che questa struttura possa essere di uso e utilità per tutto l'entroterra e tutti i Comuni che, con noi, stanno facendo questo cammino di resistenza alle avversità per difendere un territorio meraviglioso".
La posizione di Pezzanesi è chiara rispetto al ruolo che la sua città dovrà avere nella ricostruzione e nel futuro del Maceratese: "Ci vuole rispetto e sostegno per l'entroterra - dice - noi ci rivolgiamo solo a Tolentino, ma ad un intero territorio che arriva fino al confine con l'Umbria. Siamo orgogliosi di questa idea e lo sono anche i miei colleghi. Non si può costruire una struttura così importante ovunque: non si può pensare di realizzarla dove ci sono già ricchezza e altri servizi. Credo che questo palazzetto rappresenti l'equilibrio dell'entroterra. Faremo una convenzione con l'Unione Montana dei Monti Azzurri e con tutti i Comuni che si sentiranno partecipi di questa idea e che vorranno sfruttare questa struttura. È un progetto - conclude - di cui tutti dobbiamo essere artefici e orgogliosi".
Per renderlo realtà è stato affidato l'incarico al responsabile unico del procedimento che dovrà individuare i fondi necessari alla realizzazione dei lavori.
"Si tratta di uno dei pezzi mancanti del grande sforzo che abbiamo preso sulle spalle quando siamo stati riconfermati - dice il sindaco al microfono di Carla Campetella per Radio C1...inBlu - . Una necessità inderogabile del territorio ma anche un sogno che, nell'immaginario dei ragazzi, c'è sempre stato ma ancora non si è mai riusciti a centrare. È stato affidato questo incarico per un mandato esplorativo: l'inizio di un percorso che possa portare a un palazzetto multifunzione che sia esempio ed icona della ricostruzione e della vitalità dell'entroterra".
L'obiettivo del primo cittadino tolentinate è infatti quello di dar vita ad una struttura fruibile da un intero territorio e non solo dalla città: "Tolentino - dice - si erge a barriera e a custodia dell'entroterra per una serie di servizi importanti. A noi piace pensare che questa struttura possa essere di uso e utilità per tutto l'entroterra e tutti i Comuni che, con noi, stanno facendo questo cammino di resistenza alle avversità per difendere un territorio meraviglioso".
La posizione di Pezzanesi è chiara rispetto al ruolo che la sua città dovrà avere nella ricostruzione e nel futuro del Maceratese: "Ci vuole rispetto e sostegno per l'entroterra - dice - noi ci rivolgiamo solo a Tolentino, ma ad un intero territorio che arriva fino al confine con l'Umbria. Siamo orgogliosi di questa idea e lo sono anche i miei colleghi. Non si può costruire una struttura così importante ovunque: non si può pensare di realizzarla dove ci sono già ricchezza e altri servizi. Credo che questo palazzetto rappresenti l'equilibrio dell'entroterra. Faremo una convenzione con l'Unione Montana dei Monti Azzurri e con tutti i Comuni che si sentiranno partecipi di questa idea e che vorranno sfruttare questa struttura. È un progetto - conclude - di cui tutti dobbiamo essere artefici e orgogliosi".
GS
Dati positivi e una decisa accelerazione per quanto riguarda i progetti di ricostruzione post sisma: è quanto emerso dall’incontro online dello scorso fine settimana tra i vertici della Regione Marche – il Presidente Acquaroli e l’assessore alla ricostruzione Castelli – il commissario Legnini, il subcommissario Goffredo e il direttore dell’Ufficio speciale ricostruzione Babini.
Il Presidente Acquaroli ha dato lettura dei dati: “Dal confronto è emerso un dato molto positivo che denota un’accelerazione estremamente rilevante rispetto all’andamento e all’approvazione dei progetti di ricostruzione degli edifici danneggiati. Da fine dicembre 2020, cioè dal momento dell’insediamento del direttore Babini, ad oggi, i decreti emessi dall’Usr Marche sono passati da 4427 a 5689, con un aumento di 1262 decreti in circa tre mesi, e un aumento significativo anche nei Sal finali, che corrispondono alla chiusura degli interventi di ricostruzione, passati da 2219 a 3039, con un incremento di 820 nello stesso arco di tempo, anche per effetto dell’ordinanza 100”.
Nel corso dell’incontro sono state anche esaminate le istanze pervenute dai Comuni destinatari di ordinanza speciale in deroga. Il prossimo 31 marzo potrebbero già essere licenziate le prime ordinanze specifiche per le esigenze puntuali di semplificazione rilevate.
L’assessore alla ricostruzione Guido Castelli ha commentato: “Ci concentreremo ora sul Recovery Plan terremoto attraverso una campagna d’ascolto dei sindaci, che convocheremo entro la prima decade di aprile”.
Ampio spazio sarà dedicato alla definizione della proposta di utilizzo della cifra pari a 1,78 miliardi che Draghi ha confermato essere destinata alla rigenerazione socioeconomica delle aree del sisma.
“Proposte che saranno poi convogliate nel pacchetto che le Marche intendono presentare al Governo – ha concluso Castelli – e proprio per questo il Presidente Acquaroli ha invitato ad Ancona il Ministro agli affari regionali Maria Stella Gelmini per un confronto sulle istante marchigiane inerenti al PNRR”.
La Giunta regionale ha inoltre chiesto alla Conferenza dei Capigruppo del Consiglio Regionale di calendarizzare una seduta straordinaria aperta dell’assemblea legislativa: l’obiettivo è di fare il punto della situazione in merito alla ricostruzione post-sisma, a circa sei mesi dall’insediamento della nuova amministrazione regionale.
l.c.
Il Presidente Acquaroli ha dato lettura dei dati: “Dal confronto è emerso un dato molto positivo che denota un’accelerazione estremamente rilevante rispetto all’andamento e all’approvazione dei progetti di ricostruzione degli edifici danneggiati. Da fine dicembre 2020, cioè dal momento dell’insediamento del direttore Babini, ad oggi, i decreti emessi dall’Usr Marche sono passati da 4427 a 5689, con un aumento di 1262 decreti in circa tre mesi, e un aumento significativo anche nei Sal finali, che corrispondono alla chiusura degli interventi di ricostruzione, passati da 2219 a 3039, con un incremento di 820 nello stesso arco di tempo, anche per effetto dell’ordinanza 100”.
Nel corso dell’incontro sono state anche esaminate le istanze pervenute dai Comuni destinatari di ordinanza speciale in deroga. Il prossimo 31 marzo potrebbero già essere licenziate le prime ordinanze specifiche per le esigenze puntuali di semplificazione rilevate.
L’assessore alla ricostruzione Guido Castelli ha commentato: “Ci concentreremo ora sul Recovery Plan terremoto attraverso una campagna d’ascolto dei sindaci, che convocheremo entro la prima decade di aprile”.
Ampio spazio sarà dedicato alla definizione della proposta di utilizzo della cifra pari a 1,78 miliardi che Draghi ha confermato essere destinata alla rigenerazione socioeconomica delle aree del sisma.
“Proposte che saranno poi convogliate nel pacchetto che le Marche intendono presentare al Governo – ha concluso Castelli – e proprio per questo il Presidente Acquaroli ha invitato ad Ancona il Ministro agli affari regionali Maria Stella Gelmini per un confronto sulle istante marchigiane inerenti al PNRR”.
La Giunta regionale ha inoltre chiesto alla Conferenza dei Capigruppo del Consiglio Regionale di calendarizzare una seduta straordinaria aperta dell’assemblea legislativa: l’obiettivo è di fare il punto della situazione in merito alla ricostruzione post-sisma, a circa sei mesi dall’insediamento della nuova amministrazione regionale.
l.c.
Parte il cantiere con i badge, delusione della Uil: "Nessun invito a chi lo ha reso possibile"
16 Mar 2021
"Abbiamo lavorato in tanti ma 'festeggiano' in pochi".
Si può riassumere così la delusione di Filomena Palumbo di Feneal Uil che condanna l'organizzazione della cerimonia di avvio di un cantiere in traversa Valporro, a Tolentino, dove da questa mattina è partito l'utilizzo dei badge elettronici tra i lavoratori.
Si tratta del secondo cantiere della provincia a partire con queste modalità: il primo, per il quale non è stato possibile svolgere la cerimonia per via della zona rossa, è partito il 6 marzo scorso a Camerino, per la ricostruzione del Collegio Bongiovanni dell'arcidiocesi.
"Purtroppo - denuncia la Palumbo - ho appreso la notizia dell'incontro in programma per questa mattina alle 7.40 solo ieri pomeriggio, stesso momento in cui ho scoperto che non era stata invitata nessuna delle parti che avevano lavorato al tavolo in Prefettura per il progetto dei badge di cantiere.
Dal momento che questa mattina non avrei potuto partecipare ho chiesto se la cerimonia si potesse rimandare di un giorno ma mi è statto detto che non era possibile.
Non ne comprendo il motivo".
Il rammarico della rappresentate Uil è lo stesso degli altri soggetti che si sono impegnati per la realizzazione del progetto: "Abbiamo lavorato in tanti e molto - dice Filomena Palumbo - , ci avrebbe fatto piacere essere presenti come lo è stata la Cgil, a me per prima, come sigla sindacale di rappresentanza e come parte del tavolo. Non è stata data la possibilità di condividere l'invito: ritengo che fosse indispensabile la presenza della Cassa Edile sia artigiana che industriale, visto che sono proprio loro a fornire i badge alle ditte, ma anche la presenza delle scuole edili, del CPT di Macerata e della Prefettura.
Per quale ragione - si chiede - un giorno è differente da un altro per dare inizio a qualcosa di propositivo per il quale abbiamo lottato tutti. È un lavoro durato anni, che rappresenta un cambio di pensiero e del modo di lavorare. I meriti sono di tutto il tavolo ed in primis del Prefetto precedente, Iolanda Rolli, e di quello attuale, Flavio Ferdani".
Il cantiere in questione riguarda il palazzo dove si trova la sede della Cgil tolentinate.
GS
Si può riassumere così la delusione di Filomena Palumbo di Feneal Uil che condanna l'organizzazione della cerimonia di avvio di un cantiere in traversa Valporro, a Tolentino, dove da questa mattina è partito l'utilizzo dei badge elettronici tra i lavoratori.
Si tratta del secondo cantiere della provincia a partire con queste modalità: il primo, per il quale non è stato possibile svolgere la cerimonia per via della zona rossa, è partito il 6 marzo scorso a Camerino, per la ricostruzione del Collegio Bongiovanni dell'arcidiocesi.
"Purtroppo - denuncia la Palumbo - ho appreso la notizia dell'incontro in programma per questa mattina alle 7.40 solo ieri pomeriggio, stesso momento in cui ho scoperto che non era stata invitata nessuna delle parti che avevano lavorato al tavolo in Prefettura per il progetto dei badge di cantiere.
Dal momento che questa mattina non avrei potuto partecipare ho chiesto se la cerimonia si potesse rimandare di un giorno ma mi è statto detto che non era possibile.
Non ne comprendo il motivo".
Il rammarico della rappresentate Uil è lo stesso degli altri soggetti che si sono impegnati per la realizzazione del progetto: "Abbiamo lavorato in tanti e molto - dice Filomena Palumbo - , ci avrebbe fatto piacere essere presenti come lo è stata la Cgil, a me per prima, come sigla sindacale di rappresentanza e come parte del tavolo. Non è stata data la possibilità di condividere l'invito: ritengo che fosse indispensabile la presenza della Cassa Edile sia artigiana che industriale, visto che sono proprio loro a fornire i badge alle ditte, ma anche la presenza delle scuole edili, del CPT di Macerata e della Prefettura.
Per quale ragione - si chiede - un giorno è differente da un altro per dare inizio a qualcosa di propositivo per il quale abbiamo lottato tutti. È un lavoro durato anni, che rappresenta un cambio di pensiero e del modo di lavorare. I meriti sono di tutto il tavolo ed in primis del Prefetto precedente, Iolanda Rolli, e di quello attuale, Flavio Ferdani".
Il cantiere in questione riguarda il palazzo dove si trova la sede della Cgil tolentinate.
GS
