“Per noi è importante dare risposte alle comunità e fare in modo che la popolazione abbia piacere di vivere il territorio e avere strutture che migliorino la qualità della vita e la socialità”. Una risposta che, con le parole Rosario Valastro, Presidente della Croce Rossa Italiana, si è concretizzata nuovamente oggi, con la consegna del nuovo Centro polifunzionale di Valfornace, undicesima opera realizzata dalla CRI nelle aree interessate dal Sisma del 2016.

“Ci rivedremo l’anno prossimo per l’inaugurazione di altre due strutture e poi nel 2025”, ha aggiunto Valastro, annunciando la consegna di altre opere nelle zone colpite dal terremoto del Centro Italia. Proprio pensando all’impegno della Croce Rossa in quei difficili momenti, il Presidente della CRI ha inoltre rivolto un pensiero a chi era in prima linea durante quella grave emergenza: “Le Volontarie e i Volontari che sono qui oggi sono le braccia, le gambe e il cuore che i cittadini conoscono. A loro il mio ringraziamento per quello che fanno tutti i giorni: hanno portato speranza in un momento tanto difficile”.

“Con Croce Rossa condividiamo la consapevolezza che l'erogazione dei servizi nell'Appennino centrale debba avvenire in spazi inclusivi, che rispondono al criterio della sostenibilità energetica, nei quali i nostri cittadini possano sentirsi accolti e condividere il senso di comunità. Per questo l’inaugurazione di oggi del centro polifunzionale Maria Ciccotti a Valfornace è particolarmente significativa. Capacità, efficacia e solidarietà: la Croce Rossa conferma ancora una volta la sua vicinanza nei confronti di questi territori. All'opera di soccorso portata alla popolazione nel 2016 oggi si affiancano interventi affini con l’opera di riparazione sociale ed economica che stiamo mettendo in campo” le parole di Guido Castelli, Commissario straordinario alla ricostruzione Sisma 2016, intervenuto dopo i saluti del Sindaco di Valfornace, Massimo Citracca.

Un ringraziamento alla CRI è arrivato anche dal Presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli: “Questa inaugurazione fa parte di un percorso - ha detto - attraverso il quale vengono restituite strutture ai nostri territori. Ringrazio la Croce Rossa per il contributo non solo alla realizzazione di questa struttura ma perché i Volontari con le loro o divise rosse sono diventitati un punto di riferimento per la nostra comunità”.

Al termine della cerimonia, il Presidente del Comitato CRI di Camerino, Gianfranco Broglia, ha consegnato al Sindaco di Valfornace, Massimo Citracca, un DAE per uso adulto pediatrico, donato da Poste Italiane, dispositivo che integra la rete di cardioprotezione realizzata dalla CRI nelle aree del Cratere Sisma. Si tratta del sedicesimo DAE donato ad oggi ai Comuni delle zone colpite dal Sisma del 2016.
Si è svolta a Pioraco un’assemblea del Consiglio comunale nel corso della quale è stato approvato il Psr (Programma straordinario di ricostruzione) per il quartiere “Madonnetta”. L’intervento, che fa seguito all’Ordinanza Speciale già dedicata al comune del maceratese, regola non solo la parte urbanistica, comprese le opere di urbanizzazione e le aree da espropriare o da acquisire (dal costo di 36mila euro), ma definisce in modo chiaro le delocalizzazioni degli immobili del quartiere. Dei 63 edifici, 36 rientrano nelle perimetrazioni, 14 saranno delocalizzati dall’Erap, altri 13 saranno delocalizzati in parte con l’acquisto di immobili equivalenti nello stesso Comune o in Comuni vicini, in parte con costruzioni di nuovi edifici.

Al consiglio comunale hanno partecipato anche il Commissario Straordinario alla Riparazione e alla Ricostruzione sisma 2016, Guido Castelli, e il sub commissario Gianluca Loffredo.

Il Commissario Guido Castelli ha dichiarato: “L'approvazione del piano straordinario di ricostruzione di Pioraco è il punto di approdo di un percorso complesso che ha visto la partecipazione e la cooperazione attiva di tanti attori istituzionali. Per progettare la ricostruzione, o meglio, la riprofilazione del quartiere la Madonnetta sono stati necessari approfondimenti tecnici e amministrativi tutt'altro che banali. Il terremoto infatti ha scaricato la propria furia su decine di unità immobiliari che erano state costruite su terreni già compromessi dal punto di vista idraulico. Il lavoro della Struttura commissariale, dell'Usr Marche, del Comune e della Politecnica delle Marche aveva l'obiettivo di armonizzare gli aspetti squisitamente progettuali con la necessaria soddisfazione dei diritti dei terremotati. Sono molto soddisfatto del risultato raggiunto. Sullo sfondo di questi importanti sforzi amministrativi, si staglia la volontà di ricostruire in piena sicurezza e applicando tecnologie innovative. La Madonnetta di Pioraco, tra delocalizzazioni e ripristini in sito, è un esempio di tutto questo”.

Il Sindaco di Pioraco Matteo Cicconi ha dichiarato: “È una giornata molto importante per Pioraco, è stata approvata la proposta di PSR per il quartiere Madonnetta in attesa da ben sette anni. Un risultato ottenuto grazie alla collaborazione di tecnici e amministrativi e grazie allo slancio che ha dato il Commissario Castelli in questi ultimi mesi. Estendo il ringraziamento anche ai cittadini coinvolti per la fattiva collaborazione dimostrata per il conseguimento di questo obiettivo. Ora è fondamentale che l’Ufficio speciale per la ricostruzione possa avviare il piano per la demolizione in modo tale che i tecnici, a loro volta, intervengano"
Sedici milioni di euro destinati a edifici storici del centro di Visso. Si tratta di risorse aggiuntive destinate al territorio dell’Alto Nera dalla Cabina di coordinamento, presieduta dal Commissario Guido Castelli.

Merito delle misure inserite nelle Ordinanze Speciali in deroga che, nel caso del Comune di Visso, riguarda ulteriori quattro interventi, per un valore complessivo di circa 16 milioni di euro destinati a interventi unitari per gli aggregati pubblico-privati di Palazzo Priori (3,5 milioni), Palazzo Governatori (4,9 milioni), Palazzo Varano (2,7 milioni), la Chiesa e Palazzo San Giacomo (5 milioni).

Inoltre, attraverso un'ulteriore modifica all’Ordinanza Omnibus, è prevista la realizzazione di una struttura temporanea di supporto agli impianti sciistici di risalita sul Monte Prata, nel Comune di Castelsantangelo sul Nera, prossimi alla riapertura dopo sette anni. Una struttura in grado di offrire ospitalità in sicurezza, la cui realizzazione si rende necessaria in attesa della ricostruzione del rifugio "Nido delle aquile", di cui è stato approvato il progetto definitivo.
Valorizzare la cultura, la bellezza e la qualità della vita che offrono i borghi dell’Appennino centrale anche attraverso una visione innovativa di turismo e imprenditorialità. Non solo dunque curare i mali del passato, a partire dalla ricostruzione post sisma del 2016, ma incentivare le prospettive per il futuro di questo vasto territorio creando le condizioni per il suo rilancio, rendendolo attrattivo nei confronti di persone e capitali.

Questo il focus del convegno “Meraviglie dell’Appennino centrale. Rigenerazione urbana, economica e sociale dei luoghi e dei borghi”, organizzato dalla Struttura del Commissario alla Ricostruzione Sisma 2016 e Anci Marche che si è tenuto a Camerino, presso la sala dell'Accademia della Musica “Franco Corelli” della Andrea Bocelli Foundation. Presenti per l’occasione Francesco Acquaroli, Presidente Regione Marche; Guido Castelli, Commissario Straordinario Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016; Paolo Calcinaro Presidente ANCI Marche e Sindaco di Fermo; Roberto Lucarelli, Sindaco di Camerino; Chiara Biondi, Assessore Cultura Regione Marche; Gianluca Pasqui, Vicepresidente Assemblea Legislativa Regione Marche; Gino Sabatini, Presidente Camera di Commercio Marche; Claudio Pettinari Rettore Università di Camerino. Un’occasione importante di incontro e confronto tra istituzioni, mondo accademico e sistema imprenditoriale delle Marche, che prende il via anche da esperienze di successo realizzate in altri territori dell’Italia centrale. Tra i relatori infatti Daniele Kihlgren, l’architetto dell’albergo diffuso di Santo Stefano di Sessanio, in Provincia de L’Aquila, esempio di come l’iniziativa privata possa confrontarsi in modo positivo con le esigenze di sviluppo locale. Roberto Rappuoli, già sindaco di San Quirico d’Orcia, ha invece spiegato come si sia venuto a creare il “caso Val d’Orcia”: il territorio toscano compreso tra Pienza, Montepulciano e Montalcino diventato una rinomata capitale internazionale del turismo "slow". Inoltre, durante il suo intervento, il Commissario Castelli ha reso noto che ai Comuni del cratere marchigiano sarà inviato in giornata un form on line nel quale potranno indicare quei borghi, frazioni o immobili compresi nel loro territorio che meriterebbero di essere valorizzati attraverso un'attività congiunta di promozione.

Guido Castelli 3

Dichiarazione Presidente Regione Marche, Francesco Acquaroli: “In questi tre anni abbiamo puntato sulla strategia dello sviluppo delle aree interne e dei borghi, perché riteniamo che in questi territori si giochi la possibilità reale delle Marche di recuperare punti di Pil e soprattutto un’attrattività che la porti a essere finalmente una regione a 360 gradi, competitiva, accogliente e, appunto, attrattiva. Lo abbiamo fatto puntando anche sulle infrastrutture e ricordo il completamento del tratto della Pedemontana che era stata progettata dalla Quadrilatero, ma anche la prosecuzione verso sud e verso nord di questa direttrice che sarà la spina dorsale di questi territori e che ci consentirà di attraversarli in maniera molto più veloce, senza necessità di scendere sulla costa e risalire da altre valli. Alla rigenerazione e al rilancio dei borghi è destinata una somma importante della programmazione europea, con politiche attive per l’accoglienza, la promozione socioeconomica, che incentivano anche imprese culturali, manifatturiere, artigianali e l’enogastronomia. Abbiamo un potenziale enorme ma serve una maggiore consapevolezza delle ricchezze che possediamo”.

“Il compito assegnatomi dal Governo, che ha scelto di affiancare alla ricostruzione anche la riparazione sociale ed economica, richiede a tutti noi uno sforzo ulteriore per trovare soluzioni efficaci al rilancio dell’Appennino Centrale - ha detto il Commissario Castelli - Se è vero che con le risorse del Piano nazionale complementare sisma stiamo fornendo una importante spinta al tessuto imprenditoriale locale, con 1.357 progetti finanziati per oltre 396 milioni di euro e 767 milioni di investimenti generati, è altresì vero che qualsiasi operazione di rilancio che voglia andare oltre la logica dell’assistenzialismo deve necessariamente passare dalla collaborazione tra enti, territori e tra pubblico e privato. E su questo stiamo puntando. La ricostruzione post-sisma è una missione prioritaria e dovuta ma, al contempo, da sola rappresenterebbe una risposta parziale rispetto ai problemi strutturali di cui soffrono questi territori e che oggi stiamo affrontando. Ricostruire e rigenerare questi territori è il presupposto necessario per renderli nuovamente “abitabili” dalle loro comunità tradizionali e attrattivi da un punto di vista turistico e imprenditoriale, non solo come luoghi in cui trascorrere un periodo di vacanza, ma anche nei quali vivere stabilmente. Abbiamo l’occasione - ha concluso Castelli - di promuovere il “modello Appennino” in Italia e all’estero, facendo leva sulla grande ricchezza di cui questo territorio è portatore: cultura, spiritualità, natura, senso di comunità”.
«Alla vigilia del nuovo anno scolastico accolgo con soddisfazione l'adozione del decreto con cui il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha effettuato la ripartizione delle risorse, per la parte riferita all’anno scolastico 2023/2024, delle somme che il Decreto ricostruzione ha stanziato, attraverso l’approvazione di un mio emendamento, per garantire la continuità didattica nelle scuole del cratere 2016 fino all'anno scolastico 2028/29». Lo afferma il commissario Guido Castelli.

La cifra destinata alle 4 regioni del Centro Italia è di circa 3,5 milioni di euro, di cui 2 milioni destinati alle Marche. L’emendamento presentato all’epoca dal commissario Castelli modifica, di fatto, la legge 189 del 2016 finalizzata alla formazione delle classi in deroga fino all’anno scolastico 2028/ 29 così da garantire la continuità didattica: un elemento strategico per la riparazione del cratere.

«La ripartizione odierna – prosegue Castelli - dà attuazione a questa previsione e consente agli Istituti scolastici regionali, che ora possono contare sulle risorse già previste, di formare gli organici scolastici e di garantire le classi secondo quando previsto e predisposto dalla norma. Esprimiamo soddisfazione per questo atto di estrema importanza e ora sarà ora mia cura interagire con gli Uffici Scolastici Regionali affinché avvenga la piena attuazione di quanto previsto».

«Per restituire un futuro di crescita e sviluppo all’Appennino centrale - conclude il Commissario - il contrasto allo spopolamento è decisivo e, in tal senso, fornire servizi come quello scolastico rappresenta un incentivo a restare in territori che dopo decenni di parziale marginalizzazione ora sono tornati al centro dell’agenda del governo».
La Cabina di coordinamento sisma, presieduta dal Commissario Guido Castelli, ha raggiunto l’intesa sull’Ordinanza speciale in deroga che regolerà la cantierizzazione del centro storico di Camerino.

L’Ordinanza, molto attesa per sbloccare la ricostruzione di uno dei centri storici più pregiati e danneggiati del cratere sismico, fa riferimento al Piano straordinario di ricostruzione approvato dal Comune e prevede l’istituzione dello specifico Ufficio di coordinamento cantierizzazioni. Quest’ultimo dovrà garantire il rispetto delle tempistiche e il buon avanzamento dei complessi lavori di ricostruzione del centro cittadino che sarà, nei fatti, gestito come un unico grande cantiere.

“Solo attraverso un coordinamento sinergico tra Struttura commissariale, Regione Marche, Ufficio speciale per la ricostruzione e Comune, possiamo dire oggi di avere dato una risposta concreta per superare la fase di stallo nella ricostruzione di Camerino, superando una situazione che ledeva tutta la comunità - dichiara il Commissario Castelli -. Parliamo di una realtà di particolare valenza in virtù, anche ma non solo, della bellezza del suo centro storico e della presenza di una delle più antiche università d'Italia. Questa Ordinanza è un provvedimento innovativo e coraggioso, nato dalla volontà di ascoltare quotidianamente i problemi concreti della ricostruzione che ha visto il Presidente Acquaroli dare un contributo decisivo. Non possiamo più permetterci rallentamenti o incertezze nel restituire vitalità e dignità a uno dei punti di riferimento del nostro Appennino centrale. Camerino è stata concepita come un unico, grande, cantiere perché il suo centro rappresenta un valore che vogliamo far tornare a far pulsare”.

Il quadro dei danni - Camerino ha subito 1,2 miliardi di danni a causa nelle scosse del 26 e 30 ottobre 2016, di cui 896 milioni di euro riferibili alla sola edilizia privata. Relativamente ai lavori necessari da realizzare, Camerino è il secondo comune più danneggiato dell’intero cratere e il primo delle Marche.

Centro storico - La zona rossa del centro storico, prima di alcuni interventi di messa in sicurezza che ne hanno ridotto l’estensione, era la più ampia dell’intero cratere sismico. Si fa riferimento, infatti, a una superficie di oltre 163mila metri quadri, edificata per oltre la metà. Nel centro storico della città ducale ci sono 371 edifici, di cui solo 41 ancora agibili mentre i restanti registrano quasi tutti danni gravi. Relativamente all'edilizia pubblica, sono presenti gli edifici del Comune, della Provincia, dell’Arcidiocesi, dell’Università, mentre la maggior percentuale degli edifici (circa il 62%) sono di privati.

Il problema della viabilità - Il centro storico di Camerino ha un impianto medievale, con due sole possibilità di accesso a mezzi di grandi dimensioni. Le vie sono dunque per lo più strette e vi sono poche aree disponibili per stoccare i materiali dei cantieri. Inoltre, gli edifici, nonostante i gravi danni all’interno, hanno fatto registrare un numero ridotto di crolli e gli interventi di demolizione e ricostruzione vanno quindi impostati tenendo conto dell’ampiezza limitata della viabilità e del progredire, nel tempo, degli altri lavori nei palazzi vicini. Una complessità di cantierizzazione inedita e di difficile soluzione che aveva determinato una situazione di semi-stallo della ricostruzione, fatta eccezione per pochissimi interventi.

La soluzione dell’Ordinanza speciale - L'Ordinanza ha definito gli strumenti e l'operatività per l'attuazione del Psr, frutto dell'accurato, meticoloso, lavoro svolto dal Comune, che per la sua definizione si è confrontato anche con i cittadini del centro storico. In particolare, l’Ordinanza indica nel Comune il Coordinatore della ricostruzione del centro storico: sarà quindi l’amministrazione a costituire l’Ufficio di coordinamento cantierizzazioni, composto da personale comunale e da eventuali esperti individuati dalla Struttura Commissariale e dall’USR Marche. Il Comune potrà inoltre esercitare il potere sostitutivo nel caso di inerzia da parte dei privati. In questo modo si eviterà che, all’interno del centro storico, alcuni edifici non vengano ricostruiti.

Nessun ritardo per chi vuole presentare i progetti - Il centro storico sarà gestito come un unico grande cantiere, in modo da installare in modo ragionato i mezzi e le aree di stoccaggio. Questo comporterà la partenza a scaglioni delle varie aree, secondo un cronoprogramma a cura del Comune ma che in ogni caso non impedirà ai proprietari delle case di presentare il proprio progetto di ricostruzione. Il fatto di avere casa in un’area del centro piuttosto che in un’altra non dovrà dunque limitare la redazione e la presentazione dei progetti.

L’Ordinanza per l’Hotel Roma e Vallicelle - La Cabina di coordinamento ha anche assegnato ulteriori 3,8 milioni di euro per due interventi di particolare rilevanza per la comunità. Il primo, nel centro storico, riguarda la demolizione con indagine archeologica Presidenza del Consiglio dei Ministri Il Commissario Straordinario del Governo per la riparazione, la ricostruzione, l’assistenza alla popolazione e la ripresa economica dei territori delle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria interessati dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016 dell’Hotel Roma, finalizzata a valutare i successivi piani di ricostruzione alla luce degli esiti degli scavi. L’Ordinanza imposta anche la soluzione per la ricostruzione di Vallicelle, il quartiere più popoloso di Camerino prima del sisma. Fino a oggi non si era potuto procedere con progettazioni e lavori a causa dei problemi dovuti alla presenza dell’elettrodotto Terna. Viene ora invece finanziato l’interramento dell’elettrodotto, il che consentirà a cento famiglie, che al momento vivono nelle Sae o in affitto grazie al Contributo di autonoma sistemazione, di avviare le progettazioni per la ricostruzione. I lavori potranno avvenire nelle more della tempistica necessaria per l’interramento.
Al via i cantieri di Rete Ferroviaria Italiana, società capofila del Polo Infrastrutture del Gruppo FS, previsti dal Piano nazionale complementare sisma nelle stazioni di Tolentino, Macerata e Fabriano, e subito dopo l’estate si avvierà anche il restyling della stazione di Ascoli Piceno. Interventi del valore complessivo di circa 15 milioni di euro, che si aggiungono a circa 40 mln di investimenti che il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane ha pianificato nel territorio del cratere marchigiano.

"La mobilità su ferro è parte integrante della strategia che insieme alla Regione Marche e Gruppo FS Italiane abbiamo impostato per il rilancio dei territori del cratere -spiega il Commissario Guido Castelli -. Le aree interne, anche per oggettive difficoltà dovute alla conformazione del territorio, hanno da lungo tempo patito un maggiore isolamento. Per questo l’investimento del Pnc sia per la viabilità su quattro ruote che per la riqualificazione delle stazioni ferroviarie, assume una forte valenza strategica anche nel lungo periodo. Le stazioni saranno sempre più importanti nell’ottica di un trasporto intermodale, che garantisca ai viaggiatori di poter accedere ai nostri territori nel modo più comodo e sostenibile possibile. Iniziamo a porre le basi per un Appennino centrale connesso, sostenibile e sicuro”.

I progetti nel dettaglio - I lavori del Pnc nelle quattro stazioni marchigiane prevedono il miglioramento sismico delle strutture, per garantire un più elevato grado di sicurezza, e la riqualifica dei fabbricati viaggiatori, ottenendo in tutti gli spazi in cui i viaggiatori transitano, una maggiore accessibilità, efficienza e comfort. Durante il processo di restyling, verranno inoltre adottate soluzioni ecosostenibili per ridurre l'impatto ambientale e promuovere la sostenibilità a lungo termine delle infrastrutture ferroviarie. Gli interventi tengono conto anche dell’identità architettonica degli edifici, preservandone e migliorandone l’estetica per valorizzarli nel contesto urbano in cui si collocano.


Il valore dell’investimento PNC: Per la stazione di Ascoli Piceno è previsto un finanziamento pari a circa 5 mln di euro, per la stazione di Fabriano circa 3 mln di euro, per la stazione di Macerata circa 5 mln di euro e per la stazione di Tolentino circa 2 mln di euro, tutti a valere sul Pnc sisma, il Fondo complementare al Pnrr gestito dalla Cabina di coordinamento integrata.

La tempistica dei lavori – L’avvio dei lavori è avvento nel mese di marzo, con successive attività propedeutiche e consegna delle aree fino a luglio. L’avvio delle lavorazioni avverrà in un arco temporale a partire dal mese di luglio 2023 e saranno completati entro la fine del 2025. L’intervento di realizzazione della stazione di Tolentino-Campus, inizialmente previsto nel contesto del Pnc sisma, è stato cofinanziato da Regione Marche e RFI su fondi del contratto di programma.
Nuove strategie integrate di sviluppo culturale, economico e sociale per la rigenerazione dei centri maggiormente colpiti dal terremoto del 2016. Questo il focus dell’incontro, nella sede del Museo Diocesano MARec, con i sindaci dei Comuni del cratere delle Marche.

A fare il punto, anche sulle attività già in corso, il Commissario Straordinario per la Riparazione e Ricostruzione sisma 2016, Guido Castelli e il Presidente della Fondazione Maxxi - Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo -, Alessandro Giuli. Con loro Mons. Francesco Massara, Arcivescovo di Camerino, l’Assessore alla Cultura della Regione Marche Chiara Biondi, il Sottosegretario con delega alla ricostruzione Lucia Albano e il Sindaco di San Severino Rosa Piermattei.

Nel corso dell'incontro l'annuncio, dato dallo stesso Commissario Castelli, che il prossimo 24 novembre, alle ore 11, Papa Francesco riceverà 
tutti i sindaci del cratere in udienza privata in Vaticano.

L’obiettivo del Protocollo in essere tra la Struttura Commissariale e la Fondazione MAXXI è supportare i Comuni del cratere per lo sviluppo di progetti di rigenerazione urbana e territoriale legati alle risorse territoriali, al rilancio dell’economia culturale e sociale, con particolare attenzione alla qualità architettonica e urbanistica dei programmi che vengono portati avanti. Tra le finalità dell’accordo anche l’istituzione di un gruppo di lavoro destinato alle strategie di sviluppo economico, culturale e sociale dei borghi e dei propri territori, che lavora al servizio del territorio dalla sottoscrizione del protocollo. A tale scopo presso la Struttura commissariale da un anno il “Gruppo Borghi” è al lavoro per mettere a sistema proprio i legati alla ricostruzione: transizione digitale ed energetica, valorizzazione dei legami umani, esplorando i temi più urgenti del nostro tempo, tra cui il rapporto tra uomo e natura, e le possibili applicazioni nella rigenerazione dei borghi colpiti dal terremoto delle innovazioni dell’arte, dell’architettura, della scienza e dell’intelligenza artificiale.

“È nostro dovere tutelare il patrimonio identitario e la storia dell’Appennino centrale, per il bene delle generazioni presenti e future - ha dichiarato Castelli -, attraverso l'opera sia di ricostruzione materiale sia di ricucitura sociale e culturale dei territori feriti. Oggi siamo al MARec espressione della capacità e della tenacia di un territorio che ha saputo risollevarsi e raccontare sé stesso dimostrando di saper guardare al futuro delle generazioni grazie alla formazione artistica e culturale per il recupero delle opere d’arte. A questo si aggiunge la capacità di programmazione del Piano Nazionale complementare dedicato al centro Italia per lo sviluppo economico e sociale e di rigenerazione urbana. E’ il momento di passare dalla programmazione all’attuazione della Terza Italia, ovvero la nuova valorizzazione delle potenzialità locali dell’Appennino centrale”.

Il Presidente della Fondazione MAXXI Alessandro Giuli: “E’ particolarmente significativo questo incontro al MARec, il Museo dell’arte recuperata, un progetto prezioso che rende fruibili opere d’arte meravigliose in attesa che tornino nelle chiese per le quali sono state create. Le Marche, del resto, come tutta l’area dell'Appennino centrale, sono ricche di un patrimonio culturale diffuso da recuperare, proteggere, valorizzare. E' importante essere oggi, insieme ai sindaci e al Commissario Castelli, in questo territorio che ha puntato proprio sull’arte, sulla cultura, sulla rigenerazione urbana per rinascere. il MAXXI è onorato di mettere a disposizione le sue esperienze e competenze per contribuire a questa rinascita e a riattivare la vita nei luoghi colpiti dal sisma".

L’Arcivescovo Francesco Massara: “Il programma per un rilancio autentico dell’economia del turismo nei territori del sisma non può non ripartire dalla consapevolezza dell’importanza dei beni culturali ecclesiastici come risorsa fondamentale:il patrimonio culturale ecclesiastico è tra i più considerevoli nella regione, sia in termini di quantità che di qualità. Le scelte strategiche non devono nascere dalle emergenze, ma non c’è dubbio che questa crisi debba, per forza, spingere ancora di più all'aggregazione. Creare sistemi dalle strutture flessibili, non burocratiche, con personale competente e specializzato in modo da passare da un progetto all’altro cogliendo di volta in volta finanziamenti appositi. Perché alla fine salvare questo territorio è possibile solo facendo sinergia tra tutte le istituzioni presenti sullo stesso in modo da creare un circolo virtuoso. Ringrazio il Commissario Castelli che si sta muovendo proprio in questo senso per una ripresa economica,culturale e sociale di tutto il cratere grazie anche a questa nuova collaborazione con il MAXXI”.

SAN SEVERINO 3 Castelli e Giuli

“È significativo - commenta l'assessore alla Cultura della Regione Marche Chiara Biondi - che l'incontro di oggi si tenga nella sede del Museo Diocesano MARec, eccellente prodotto di una straordinaria intuizione: l'arte e la bellezza acquisiscono senso se vivono nella comunità. Ringrazio il Commissario Straordinario Guido Castelli, il presidente della Fondazione MAXXI Alessandro Giuli e Monsignor Massara per questa attenzione al nostro patrimonio. La presenza dei sindaci dell'area del sisma ci aiuta a tenere presente una funzione sociale a cui la cultura adempie per sua natura. La continua opera di costruzione e ricostruzione della nostra identità, che è evidentemente un momento di coesione. Salviamo e tuteliamo i beni materiali perchè ad essi riconosciamo un valore immateriale, un' appartenenza, ciò a cui siamo legati. Un'opera d'arte, un monumento è anche la storia di una serie relazioni, di scambi che poi diventano anche sociali ed economici. A questo nucleo fondamentale si ispirano anche le strategie regionali. Possiamo e dobbiamo ripartire dalla cultura perché è qui ciò che amiamo".

Il Sottosegretario Lucia Albano: “La rigenerazione culturale dei luoghi, con il supporto del MAXXI, è centrale per rendere i borghi centri di sviluppo economico. Restituire i beni alla collettività non significa soltanto permettere alle persone di rientrare nelle proprie abitazioni e riprendere le proprie attività. Questa è la prima, irrinunciabile, necessità. Significa anche restituire alla collettività un territorio migliore, più ricco e attrattivo. Economia e cultura sono strettamente interconnesse: il patrimonio culturale può contribuire significativamente allo sviluppo di un'economia sana e può anche svolgere un ruolo importante nel rilancio socioeconomico, in particolare a seguito di calamità”.

Il Sindaco Rosa Piermattei: “San Severino Marche rientra tra i Comuni maggiormente colpiti dagli eventi sismici del 2016. Tra le realtà del cratere è una di quelle che ha registrato i danni maggiori con oltre 1.200 edifici dichiarati inagibili e, in piena emergenza, con quasi 3mila persone costrette a sfollare. Ad oggi sono stati chiusi quasi 400 cantieri ma occorre ancora fare tanto: serve velocizzare il ritorno alla normalità ma serve, sicuramente, anche guardare oltre perché, se è vero che è necessario ricostruire, è anche vero che risulta di vitale importanza dare una speranza a queste nostre terre per il loro futuro. Progetti come quello che riguarda la Fondazione Maxxi e la Struttura Commissariale vanno proprio in questa direzione perché mirano allo sviluppo, a migliorare i territoriali, a rilanciare la loro economia culturale e sociale. Il cantiere che sta interessando il nostro giardino storico “Giuseppe Coletti” è stato pensato volgendo uno sguardo attento alla dimensione umana della ricostruzione. Quello che si sta recuperando, infatti, è un paradiso nel cuore del nucleo urbano e, al tempo stesso, un posto dell’anima per tanti settempedani che, mi auguro, possano qui ritrovare non solo la loro dimensione ma anche il loro stare insieme e il loro tornare ad essere comunità vera. Anche questo è uno degli scopi della ricostruzione: ridare speranza e riconsegnare ai Comuni colpiti dal terremoto la propria identità”.
Lo stop al cantiere dell’istituto tecnico “Eustachio Divini” è arrivato anche in consiglio comunale. Le schermaglie dei giorni scorsi tra la minoranza guidata da Tarcisio Antognozzi e la giunta capitanata dal sindaco Rosa Piermattei si è spostata dai giornali all’aula dell’assise cittadina. Era stato proprio Antognozzi, nel pomeriggio di lunedì a sottolineare come alcuni abitanti della zona dell’istituto tecnico avessero notato che il cantiere era in fase di smontaggio. Indiscrezioni in seguito confermate. Il cantiere è in fase di stallo e la Cari costruzioni, la ditta aggiudicataria dell’appalto, ha provveduto alla smobilitazione di alcuni dei mezzi e delle strutture impiegati nei lavori.

Nelle ore successive ha parlato anche il commissario straordinario alla ricostruzione, Guido Castelli, che si è confrontato in prima persona con i vertici della ditta edile. Proprio il commissario ha confermato le intenzioni della ditta di non voler abbandonare il cantiere e la necessità di trovare una soluzione finanziaria e burocratica per l’impasse che si è creata. Il cantiere è ormai fermo dallo scorso novembre e questi ultimi avvenimenti hanno spinto anche il consiglio di istituto del “Divini” a intervenire nel dibattito. Parole ma anche fatti, visto che nel tardo pomeriggio di ieri, poco prima della seduta consiliare è apparso uno striscione proprio ad opera del consiglio di istituto. «Non ci fermiamo, ricostruiamo! Il tempo del Divini è adesso» hanno scritto, per poi assistere in presenza alla riunione del consiglio comunale.

È stato il sindaco Piermattei a fare chiarezza sui diversi punti della vicenda, partendo dalle dimissioni nello scorso febbraio dell’ingegner Marco Barcaioni, fino ad allora direttore dei lavori. «Il responsabile dell’area tecnica del comune non è più direttore dei lavori – ha precisato Piermattei –, avendo lasciato l’incarico nello scorso mese di febbraio. Detto questo il commissario Castelli ha fatto sapere di aver incontrato la ditta appaltatrice Cari Costruzioni e di essersi lungamente confrontato con l’azienda, che non ritiene di abbandonare il cantiere. Tuttavia la ditta pretende la puntuale esecuzione di quanto disposto dal collegio tecnico consuntivo. Il commissario mi ha anche riferito di aver tracciato una linea di condotta che potrà consentire la definizione positiva della vicenda, cosicché possano riprendere a pieno ritmo i lavori del cantiere. Ricordo poi, come già riferito in precedenza, che il soggetto attuatore dei lavori dell’istituto non sarà più la struttura commissariale, ma la provincia di Macerata».

l.c.
«Un appello accorato» al commissario Castelli e al presidente della provincia Parcaroli, quello del consiglio di istituto dell’Itts “Eustachio Divini” di San Severino Marche. In un comunicato diramato alla stampa, l’organo della scuola ha espresso «preoccupazione, indignazione e rammarico» in merito alla notizia dello stop ai lavori della nuova sede. Continua dunque la discussione intorno allo smobilitazione del cantiere dell’istituto tecnico settempedano. Dopo il botta e risposta tra la giunta Piermattei e la minoranza guidata da Tarcisio Antognozzi, anche il consiglio di istituto ha reso nota la sua posizione a pochi giorni dallo smontaggio del cantiere della maggiore opera della ricostruzione pubblica nel cratere sismico.

I lavori sono fermi dallo scorso novembre e il cantiere è stato smontato a inizio settimana. Al momento non è chiaro quando le opere potranno ripartire. A tal proposito il consiglio di istituto ha sottolineato di non voler «entrare assolutamente nel dibattito politico che si sta sviluppando – dicono –. Siamo comunque costretti a constatare che gli ostacoli alla realizzazione della nuova scuola si stanno dimostrando infiniti. I lavori della nuova sede rischiano addirittura di fermarsi. Questo in un momento in cui le aziende ci chiedono sempre più diplomati-tecnici da assumere e in una fase storica che, con i fondi del Pnrr, ci consente l’acquisto di nuovi strumenti per la didattica e l’avvio di numerosi corsi di aggiornamento per alunni e docenti. L’ultimazione della nuova palestra non risolve il problema di fondo – continuano –, che rimane la realizzazione e la consegna dell’edificio principale. C’è grande delusione, visto che un’ opera dello stato dalla priorità assoluta deve soggiacere a lungaggini amministrative e ad accordi disattesi tra le parti coinvolte. Questo consiglio si è chiesto ripetutamente: “A chi giova se il nuovo ‘Divini’ non vedrà la luce?” Non certo alla cittadinanza settempedana, né agli abitanti dei comuni limitrofi. Testimoni dell’attenzione che il sindaco Piermattei ha rivolto in questi anni alla realizzazione della scuola, rivolgiamo un accorato appello al commissario alla ricostruzione, Guido Castelli, e al presidente della provincia di Macerata, Sandro Parcaroli, proprietaria degli istituti superiori. Chiediamo che tutto quanto in loro potere sia fatto per far ripartire i lavori e concludere l’opera, ridando speranza ai giovani del territorio e a tutta la comunità. Se così non fosse – concludono – dovremo assistere all’ennesima sconfitta dello Stato che, pur avendo autorizzato l’opera e concesso il finanziamento, a distanza di ben 7 anni dal sisma non riesce ancora ad aprire una scuola essenziale per lo sviluppo e il rilancio del territorio».

l.c.
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