“Poco fa abbiamo raggiunto con la prima dose di vaccino la copertura di metà dell'intera popolazione marchigiana”. Lo ha comunicato nel tardo pomeriggio di ieri, con un post sulla sua pagina Facebook, l’assessore regionale alla sanità, Filippo Saltamartini.

Su una base di 1 milione e 250mila abitanti, infatti, sono oltre 750mila i cittadini delle Marche che hanno ricevuto la prima inoculazione di vaccino anti-Covid.

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Uno screenshot del portale di monitoraggio vaccinazioni a supporto del post, che prosegue sottolineando come la Regione si stia adeguando alle nuove direttive per gli under 60: “Oggi (ieri,ndr), sia il Presidente Draghi che il Ministro della sanità hanno sottolineato che il siero con base virale (AstraZeneca e J&J) non puo’ essere utilizzato sotto i 60 anni, né per la 1 dose e neppure per il richiamo, chiedendo alle Regioni di adeguarsi nei prossimi giorni. La Regione Marche si è adeguata dalla sera di venerdì scorso con un sms diretto a tutti i dirigenti Asur e da ieri mattina il richiamo (cioè la prima dose) viene effettuato con Pfizer. Quindi la campagna vaccinale prosegue con la prevalente somministrazione di Pfizer e Moderna. Mercoledì c’è la conferenza delle Regioni in cui si dovrà affrontare il tema dell’impiego dei vaccini a base virale anche per le persone con più di 60 anni, nei confronti dei quali questo farmaco sembra essere più idoneo a sviluppare la copertura immunitaria”.

l.c.
Si è riunito lunedì un Tavolo tecnico finalizzato ad un primo confronto volto ad esaminare le proposte per affrontare la fase della ripartenza e le eventuali possibilità di intervento nel settore delle piscine, alla luce delle ricadute economiche che l’emergenza sanitaria ha determinato.

Oltre all'assessore regionale allo Sport Giorgia Latini e al Vice Presidente del Consiglio regionale Gianluca Pasqui, erano presenti i rappresentanti provinciali della categoria gestori piscine regionali, Venanzo Aquili, Mirko Santoni e Andrea Sebastianelli, il Presidente del Comitato Regionale F.I.N. Fausto Aitelli e il Dirigente Politiche giovanili e Sport Giovanni Pozzari.

Nel corso del primo incontro, i rappresentanti dei gestori delle piscine marchigiane hanno espresso innanzitutto il loro sentito ringraziamento per come la Regione Marche è stata concretamente vicina alla categoria durante questi lunghi mesi di pandemia.
Sono state ribadite le enormi difficoltà che il settore si trova ad affrontare, a fronte di costi vivi di manutenzione elevati e indifferibili per non lasciare cadere letteralmente in rovina le strutture.

All'ente Regione sono state sottoposte due proposte.

La prima riguarda la possibilità di uniformare, magari al ribasso, i costi dell'acqua che sono differenti in tutta la Regione a seconda dell'Aato di riferimento.

La seconda proposta è invece relativa alla possibilità di stabilizzare il personale con contratti di lavoro a tempo indeterminato.

"Si tratta di proposte senz'altro valide e interessanti" ha detto Pasqui aggiungendo "ora saranno valutate dal dottor Pozzari ed eventualmente messe all'attenzione del Consiglio e della Giunta. Di certo, come Regione continueremo ad avere la massima attenzione verso un settore che consideriamo strategico come quello delle piscine".
c.c.






















“Nessuna polemica: è giusto che la Regione porti avanti la sua politica culturale”. Giambattista Tofoni, tra gli organizzatori di RisorgiMarche, ha spento sul nascere ogni possibile dibattito sui tagli al festival musicale dedicato alla ripresa del cratere.

Gli ingredienti per una polemica c’erano tutti. Qualche giorno fa, l’assessore regionale alla cultura, Giorgia Latini, aveva affermato come ci fossero, oltre a RisorgiMarche, “iniziative ugualmente meritevoli, visto che tutta la Regione, dopo la pandemia, ha bisogno di ripartire. Non esiste soltanto il cratere”. Parole che, seppur legittime nella spiegazione della distribuzione dei fondi, avrebbero potuto innescare una feroce discussione. Non è stato così.

Giambattista Tofoni ha immediatamente provveduto a rasserenare gli animi: “È giusto e legittimo che la Regione si occupi dell’allocazione dei fondi nel modo che ritiene più opportuno, è il suo compito. Non è intenzione né mia, né di Neri (Marcorè, altra mente del festival, ndr) fare polemica al riguardo. Il festival non è nato per generare introiti per chi lo organizza, piuttosto la sua è una matrice sociale: lo abbiamo sempre proposto per portare la lente dei media su un territorio, l’entroterra marchigiano, che all’epoca del sisma sembrava essere stato dimenticato. L’indotto, sia mediatico, sia economico, è stato una conseguenza del lavoro svolto”.

Poi la replica all’altra questione sollevata dall’assessore Latini, quella sui compensi per gli artisti ospitati: “Non crediamo che i compensi siano una richiesta degli artisti – sottolinea Tofoni – , siamo noi a volerli pagare. La dimensione solidale che il festival ha assunto nelle edizioni precedenti alla pandemia si è arricchita di un’altra sfaccettatura: quella della solidarietà verso gli artisti stessi. Quasi tutti non lavorano da un anno e mezzo, e oltre a loro non lavorano nemmeno i professionisti del settore. Dobbiamo essere solidali anche con loro, e sarebbe giusto che ricevano un compenso. Il taglio ai fondi è notevole, ma la nostra intenzione è quella di proseguire – conclude Tofoni – , se potremo, andremo avanti”.

l.c.
"Sono ottimista, ma scaramantico". Si definisce così il Presidente della Regione, Francesco Acquaroli, sulle possibilità di vedere le Marche in zona bianca. 
L'intervento del Governatore all'inaugurazione dell'aula magna dell'ITTS "Divini" di San Severino è stato infatti l'occasione per parlare anche degli sviluppi della pandemia da Covid-19.

Fondamentale, secondo Acquaroli, procedere velocemente con la vaccinazione, visto che "la pandemia ci ha insegnato che è impossibile fare pronostici a lungo raggio - commenta - . Teniamo alta la guardia, restiamo concentrati e continuiamo a utilizzare tutti gli strumenti a nostra disposizione per tenere a bada i contagi e ridimensionare il Covid. È necessario farlo per non avere una nuova ondata. La vaccinazione e il tracciamento sono le nostre armi, qualora non bastassero, allora abbiamo, purtroppo, le restrizioni".

All'alba dell'apertura della campagna vaccinale per gli under 30, il Governatore conclude: "Finalmente viaggiamo verso l'immunità di gregge: sarà indispensabile".

l.c.
Quando la sensibilità di un cantautore come Simone Cristicchi si unisce alla purezza di un bambino il risultato non può che arrivare dritto al cuore.
Ancora di più se, a suggellare quella luce, ci sono le Marche e l’entroterra maceratese.
La canzone vincitrice della 63esima edizione dello Zecchino D’Oro è come uno scrigno che racchiude tutti questi gioielli e, da quando è stato aperto, non riesce a smettere di sfavillare da Belforte del Chienti, paese della piccola Anita Bartolomei, su tutta la nazione.

Raramente una canzone dello Zecchino D’Oro è arrivata così tanto al cuore di chi la ascolta. Forse perché in una terra doppiamente ferita come questa, si è più predisposti ad accogliere messaggi di speranza; o perché Anita è riuscita a far arrivare le parole di Simone Cristicchi e Gabriele Ortenzi al cuore di ognuno e, saperla vicina a noi, la rende un po’ figlia, sorella e nipote di tutti.

Ma per appezzare ancora di più l’insegnamento che questo testo vuole dare basta conoscerne le origini e scoprire come la sensibilità dei più piccoli possa essere contagiosa e creare cose grandi: “'Custodi del mondo’ – dice Simone Cristicchi ai microfoni di RadioC1…inBlu - è una canzone speciale che nasce grazie ad un esperimento: un asilo nel bosco che si trova a Genazzano, nel Lazio, dove i bambini si prendono cura di loro stessi e dell’ambiente in cui vivono, facendo lezione a contatto con la natura.

Esistono diversi esperimenti di questo tipo che stanno prendendo piede negli ultimi anni e ‘Custodi del mondo’ vuole essere un seme per tante esperienze come quella dei custodi del bosco che potranno germogliare in futuro”.
Un germoglio che era già nato tra i più piccoli, tanto che prima della gara di domenica scorsa, la canzone cantata da Anita Bartolomei aveva già ricevuto il ‘Premio Chicco e Doretta’ assegnato da tutti i bambini della Galassia dell’Antoniano.

“Questo ci aveva riempito il cuore di gioia – prosegue Cristicchi – e, successivamente, la conquista del gusto e del parere positivo delle altre giurie, ha decretato la vittoria della canzone, grazie all’interpretazione bellissima di Anita”.

La piccola belfortese di 8 anni ha raccontato a tutti con grande emozione di aver parlato al telefono con uno degli autori della canzone: “Ho voluto chiamarla subito dopo la sua esibizione – racconta Simone Cristicchi - , prima ancora che sapessimo il verdetto. Era molto emozionata nel sentire la mia voce, ci siamo scambiati poche parole e per me è stata una emozione da batticuore.
È bellissimo vedere come questa canzone sia arrivata al cuore di tutti, grazie alla sua semplicità. Una grande emozione anche la commozione che è uscita fuori nel momento della proclamazione della vittoria”.

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Anita Bartolomei

Un momento in cui tutti, grandi e piccini, hanno compreso come sia giusto non perdere mai, crescendo, le caratteristiche dei bambini che Cristicchi definisce “superpoteri”.
“Essere su questo pianeta comporta delle responsabilità – ammette il cantautore -, ognuno di noi deve fare il proprio meglio per prendersi cura di questo pianeta meraviglioso e i bambini ci insegnano, con la loro purezza, intuizione e curiosità, la strada per avere cura di questo nostro mondo”.

La vittoria è stata data dalla potenza di un testo davvero significativo unita alla purezza della splendida Anita, ma il legame di Cristicchi con le Marche è sempre stato un valore aggiunto, da quando nel 2005 vinse Musicultura allo Sferisterio di Macerata.

Sono molto legato a questa regione – confida - perché mia madre ha origini marchigiane e tante sono le cose che in questi anni mi hanno legato a questa splendida regione. Spero di poter tornare presto, questa estate, con un concerto e poter godere dell’affetto del pubblico marchigiano che non mi ha mai abbandonato”.

A Camerino, poi, nessuno ha mai dimenticato il suo impegno per Casa Amica, con l’appello per la racconta fondi lanciato dal palco di Lunaria nel 2010: “Ricordo – dice - che in quella occasione cantai una canzone a cui sono molto legato ‘L’ultimo valzer’,  dedicandola proprio a questa casa per anziani che visitai il pomeriggio stesso del concerto.
Anche io porto nel cuore quella esperienza così toccante. I nostri anziani sono preziosi – conclude - dobbiamo sostenerli, avere cura di loro, perché sono la nostra memoria storica e ci possono insegnare davvero tanto”.

Giulia Sancricca
“Ci sono degli eventi nuovi che la Regione Marche sta portando avanti”. Così l’assessore regionale alla cultura, Giorgia Latini, ha spiegato le ragioni del taglio dei fondi destinati a RisorgiMarche. Il festival, nato per iniziativa di Neri Marcorè, ha visto anno dopo anno ridursi la propria fetta di finanziamenti. Dai 300mila euro delle prime edizioni, fino ai 50mila della prossima, con un taglio dei due terzi del budget rispetto allo scorso anno.

La scelta della Regione, come puntualizzato dall’assessore Latini, è dovuta al lancio di altre iniziative: “I cento anni dalla prima rappresentazione operistica allo Sferisterio – commenta Latini – ci hanno portato a scegliere di aumentare i fondi destinati al Macerata Opera Festival. Insieme al MOF abbiamo lanciato il ‘Marchestorie’, un festival itinerante nei borghi marchigiani. Con RisorgiMarche – prosegue l’assessore – siamo riusciti a stanziare 50mila euro. I fondi ministeriali per l’area del cratere sono stati stanziati in questo modo, ma ci sono molte iniziative che riguarderanno anche aree al di fuori delle zone colpite dal sisma, che ugualmente avranno bisogno di nuova linfa. Dovessimo approvare una variazione al bilancio, magari potremo supportare maggiormente anche RisorgiMarche, anche se credo che sia un festival da rivedere nella sua formula: non sarà più come prima, visto che gli artisti ospitati vorranno ricevere dei compensi, mentre prima venivano a titolo gratuito. Bisogna non solo concentrarsi sul terremoto – conclude Giorgia Latini – , non sappiamo se avremo altri fondi dal Ministero, ma dobbiamo pensare a rilanciare tutte le Marche attraverso la cultura”.

l.c.
Il gruppo consiliare della Lega in Regione esprime piena soddisfazione per l’ampliamento della rappresentatività nel CREL( Consiglio Regionale dell'Economia e del Lavoro)  conseguente all’approvazione della proposta di legge che porta anche la sua firma. Un provvedimento che colma le lacune dell’assetto precedente, palesemente inadeguato a rappresentare, con le sole categorie contemplate, la poliedricità di settori che hanno negli anni assunto rilievo crescente. Basta pensare, solo per fare un esempio, alle categorie professionali. Era necessario un intervento non solo che prendesse atto dell’oggettiva evoluzione socio-economica delle Marche, ma anche delle dinamiche di un momento storico in cui le politiche del lavoro sono al centro del dibattito e della programmazione per fronteggiare il post covid. La Lega considera da sempre l’ascolto un valore fondante della politica: è evidente che, senza un’adeguata rappresentatività “l’ascolto” e la sua trasposizione fattuale sarebbero ridotti.

Così il capogruppo del gruppo consiliare Lega in Regione Renzo Marinelli a commento dell’approvazione delle modifiche alla composizione del CREL che passa da 27 a 39 membri.
Nella giornata di ieri Fabriano è scesa in strada per contestare la vertenza che porterà alla delocalizzazione di Elica. Tre ore di “maxisciopero”, con i lavoratori del distretto elettrodomestici che si sono astenuti dal lavoro, occupando la strada statale che da Ancona porta in città. Erano quasi in mille, non solo cittadini e lavoratori, ma anche esponenti della politica locale e regionale, con la seduta del consiglio regionale appositamente rinviata per prendere parte alla manifestazione. I vertici dell’azienda insistono sulla inderogabilità della vertenza, e la politica fa quadrato intorno al tema, superando gli schieramenti ideologici.

Simona Lupini, consigliera regionale del Movimento 5Stelle e già parte dell’amministrazione comunale fabrianese, ha rimarcato l’importanza di un segnale così forte dalla politica, ma sottolinea come il futuro delle aree interne e dei loro distretti produttivi debba passare necessariamente da un cambio di marcia nella gestione delle crisi: “Non più rincorrere le emergenze, ma anticiparle – ha detto –. Il nostro territorio ha ancora delle eccellenze, e le misure a contrasto della delocalizzazione non devono più essere così tardive e dai connotati tipici dell’assistenzialismo. Dovremo essere capaci di anticipare queste situazioni emergenziali: in questo senso ci siamo attivati con la viceministra del MISE, Alessandra Todde. Dall’azienda abbiamo incontrato però un atteggiamento di chiusura: diventa davvero difficile così trovare una mediazione”.

“Le delocalizzazioni spesso ci trovano impreparati, ci mettono nella condizione di dover rincorrere le emergenze sociali ed economiche che le seguono – ha proseguito Lupini –. La politica ieri ha saputo dare il segnale di unità necessario nell’affrontare questi momenti. L’imperativo deve essere quello di saper rendere nuovamente attrattive le nostre zone per gli imprenditori. La nostra Regione ha ancora un know how importante da valorizzare: dobbiamo saperlo incentivare. Per farlo è necessario avere un’intesa politica in asse con il Governo , metterci intorno a un tavolo – lo abbiamo proposto anche in Regione – per creare una nuova filiera che ridia slancio a questi distretti. Con l’Onorevole Terzoni abbiamo richiesto anche delle agevolazioni tipiche delle aree del sud – conclude la consigliera –: le Marche sono in transizione, vanno trattate con la massima attenzione e devono poter avere a disposizione strumenti di gestione delle crisi adeguati alle problematiche oggi in atto”.

l.c.
Ascoltare e condividere i punti di vista degli imprenditori e dei lavoratori delle aree rurali marchigiane: è con questi obiettivi che questa sera, al Lanciano Forum di Castelraimondo, riparte la serie di incontri promossa da Regione Marche e Piano Sviluppo Rurale Marche. Si parlerà delle strategie da mettere in atto per dare nuovo slancio alle aree interne: le istituzioni locali e i cittadini avranno l'occasione di confrontarsi con il Presidente della Regione, Francesco Acquaroli, e con il suo vice e assessore all'agricoltura, Mirco Carloni, in vista dei prossimi bandi. Potranno così essere ascoltate le loro istanze sull'utilizzo di risorse per circa 170 milioni di euro, che potranno sostenere e sviluppare un territorio colpito prima dal sisma, poi dalla pandemia.

Il sindaco di Treia, Franco Capponi, è tra quelli della Comunità Montana di San Severino che parteciperanno all'incontro. Le loro richieste riguarderanno principalmente il tema del sostegno ai giovani e alle imprese che intendono investire nel rurale, attraverso finanziamenti e infrastrutturazione: “Le aree interne hanno la vocazione delle produzione agricole di qualità – ha commentato Capponi –. Abbiamo diverse proposte da suggerire, ma il tema prinicpale è quello di dedicare alle aziende del cratere dei fondi speciali: pensiamo che sia importante sviluppare una filiera e che ci sia un'attenzione particolare per il turismo rurale. Ciclovie e investimenti nel turismo sostenibile devono essere integrati dalla presenza di aziende che producono prodotti di qualità o che si occupano di ospitalità: in quest'ottica parleremmo anche di una generale riqualificazione dei borghi delle aree interne”.

Capponi ha quindi proseguito sul sostegno ai giovani, che devono essere incentivati a rimanere sul territorio: “Il 'premio giovani' previsto dall'Unione Europea per favorire l'inserimento dei giovani nel settore dell'agricoltura dovrà essere rafforzato, con il fine di generare delle vere start-up agricole. Lo spopolamento delle aree interne deve essere contrastato anche con gli investimenti sulle infrastrutture – ha proseguito Capponi –: in questo senso la realizzazione e la manutenzione delle strade rurali è fondamentale, visto che spesso i Comuni non hanno le risorse per occuparsene direttamente. In generale – conclude – ci soffermeremo sui temi del sostegno alla zootecnia, alla produzione di qualità, ai giovani e alla infrastrutturazione di questi territori”.

l.c.
Sono rimaste inascoltate, finora, le richieste della presidente di Alzheimer Uniti Italia, Manuela Berardinelli, sulla priorità da riservare ai caregivers per le vaccinazioni anticovid.

La sua voce è stata quella unanime di tanti familiari di persone che hanno bisogno di assistenza e che sono preoccupati del contagio che non permetterebbe loro di continuare a restare vicini ai malati.

Una di loro che, per motivi di privacy chiameremo Giorgia, ha di nuovo lanciato l’allarme su una situazione davvero preoccupante: “Ho chiamato il numero verde questa mattina – dice – mi hanno risposto da Roma spiegandomi che la Regione Marche non ha ancora avviato le prenotazioni per le vaccinazioni dei caregivers. Per noi è stato solo possibile aderire alla “pre” lista di attesa per la vaccinazione, ma i canali ufficiali sono ancora tutti chiusi al momento”.

Un problema che interessa molte famiglie e che la presidente Berardinelli aveva proposto di risolvere aprendo le vaccinazioni ai caregiver prima della fascia 60-65.

Ora che invece l’assessore alla Sanità regionale, Filippo Saltamartini, ha annunciato di avviare le vaccinazioni anche per quella fascia di età, il grido di allarme dei familiari dei malati si è fatto più forte e disperato.

“Non sappiamo davvero più cosa fare – commenta Manuela Berardinelli - . Si tratta di una priorità fondamentale non solo per l’Alzheimer, ma ovviamente per i tanti che si prendono cura delle molteplici patologie che danno disabilità e che non consentono autonomia.

Se si ammala uno di loro, anche se la persona malata è vaccinata, si rischia ugualmente la tragedia perché nessuno se ne potrà occupare".

GS


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