Sono tanti gli attestati di vicinanza al governatore Francesco Acquaroli che ieri sera, con un post su Facebook, ha annunciato di essere in autoisolamento.
"Nel pomeriggio - aveva scritto poco dopo le 19 - mia moglie ha avuto un tampone positivo al Covid-19. Non appena sono venuto a saperlo, sono tornato a casa e mi sono messo in autoisolamento in attesa di effettuare il tampone. Al momento non ho sintomi e mi sento bene".
Ancora non si sa, dunque, se il contagio possa essere avvenuto anche per il presidente delle Marche.
Non è la prima volta che la regione si trova in apprensione per via della possibilità di contagio del presidente: a marzo scorso, infatti, fu Luca Ceriscioli a dover restare in quarantena a seguito della positività di Guido Bertolaso con cui era entrato in contatto nei giorni di concertazione per l'emergenza ospedaliera.
In quel caso la quarantena si risolse senza alcun contagio. La speranza è che l'esito sia lo stesso anche per Acquaroli.

GS
Buone notizie per la regione Marche il cui colore riguardante l'andamento della curva dei contagi potrebbe variare verso il giallo nei prossimi giorni.
Il presidente Francesco Acquaroli, infatti, ha annunciato di essersi confrontato con il Ministro Speranza che ha "confermato l'andamento molto positivo dell'indice Rt anche nella scorsa settimana. Se questi dati verranno confermati anche nella settimana in corso - dice il governatore regionale - , e dai risultati parziali che abbiamo questa sembra essere la tendenza, dal prossimo 4 dicembre la nostra regione dovrebbe tornare in zona gialla. Il ministro mi ha anche preannunciato che l'ordinanza in scadenza oggi sarà prorogata fino al 3 dicembre, poiché i 14 giorni per cambiare fascia non vanno considerati dal giorno in cui l'ordinanza è stata emessa ma dal giorno in cui si registra il primo risultato positivo. Cerchiamo di restare attenti e vigili - esorta il presidente - . Ringrazio i cittadini marchigiani per l'atteggiamento costruttivo e collaborativo e per i sacrifici che stanno compiendo".

GS
Bonus Ristorazione, c’è la proroga. Lo ha annunciato a sorpresa l’Assessore e Vicepresidente della Regione Marche Mirco Carloni: “Abbiamo chiesto e ottenuto tale proroga, che ci è stata concessa fino al 15 dicembre 2020”. 

Una buona notizia che risponde a un appello che Confartigianato aveva già lanciato nei giorni scorsi, in previsione della mole di domande che sono poi effettivamente arrivate. Oltre cento gli imprenditori che hanno richiesto assistenza all’Associazione per partecipare al bando.  La necessità della proroga è stata ribadita oggi dal Presidente interprovinciale Renzo Leonori, che ha parlato di un momento di estrema difficoltà: “Servono azioni efficaci ed efficienti. L’imminente scadenza del bonus al 28 novembre, vista la difficoltà nel preparare la domanda, penalizza questa azione”. 

Poi l’appello dei ristoratori in vista dei dpcm che riguarderanno il periodo natalizio, inutile a loro avviso un’apertura delle attività solamente fino alle 18. A loro modo di vedere, sarebbe vitale posticipare l’orario al post cena

Carloni condivide la posizione: “Sarebbe essenziale un’apertura fino alle 22 o alle 22 e 30, per garantire il lavoro serale”. Carloni ha infine ricordato gli interventi in essere posti nel “Pacchetto Covid”, approvati nell’ambito dell’assestamento di bilancio regionale. Tra questi, anche contributi forfettari in forma semplificata (circa 7 milioni di euro) per sostenere chi vorrà fare impresa.

Tra le questioni sul tavolo, alcuni operatori balneari hanno richiesto alla Regione un’istanza al Governo, per chiedere la possibilità di intervenire sul canone demaniale, con una riduzione o una dilazione per il 2021.

Red.
Accordo raggiunto in Regione per effettuare test diagnostici rapidi per la ricerca di anticorpi Covid. Lo ha fatto sapere l’assessore alla Sanità, Filippo Saltamartini, soddisfatto di un percorso avviato per aumentare il livello di accertamento della diffusione del Coronavirus.

Saltamartini afferma: “Il Ministero della Salute ha evidenziato l'utilità dei test diagnostici rapidi per la ricerca di anticorpi come strumento di prevenzione, anche se il test molecolare rimane il riferimento per la diagnosi”.

La frequenza di episodi febbrili porta a dover affinare gli strumenti diagnostici per la prevenzione del contagio: in caso di sospetto o di esposizione al rischio si potrà ricorrere al test direttamente nelle farmacie.

In base all’accordo raggiunto tra la Regione e la rete delle farmacie aderenti a Federfarma Marche e a Confservizi Assofarm Marche i cittadini che lo vorranno potranno eseguire presso le farmacia: l’esecuzione del test avverrà nel rigoroso rispetto delle misure di sicurezza e con prenotazione telefonica obbligatoria. I risultati saranno poi trasmessi al Dipartimento di Prevenzione dell’ASUR per valutare se sottoporre il cittadino al test molecolare. La Regione ha concordato il prezzo massimo consigliato di 19 euro a carico del cliente.

Sugli autotest, di cui ha parlato nelle scorse settimane il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia, ancora non c’è la validazione da parte del Ministero della Sanità, dunque si resta in attesa di poter aggiungere un’altro strumento diagnostico. 

Red.
Un camper per i tamponi anti-Covid. A Sarnano oggi il taglio del nastro della struttura pensata dalle Terme di Sarnano in collaborazione con il comune sarnanese. Tamponi itineranti dunque, a supporto delle strutture sanitarie sotto grande pressione durante questa seconda ondata di contagi da Coronavirus.

All’inaugurazione, oltre al presidente delle Terme, ha presenziato anche il Presidente della Regione Francesco Acquaroli: “Purtroppo questa ondata ci mette in difficoltà: per questo motivo tutte le iniziative che sono volte a cercare di limitare il virus e al tracciamento efficace dei contagi, sono essenziali per cercare di fare squadra e per preservare la salute e la sicurezza dei cittadini. Di conseguenza ne beneficiano anche le strutture sanitarie, che soffrono se la curva cresce in maniera incontrollata. Sinergie fondamentali per raggiungere un risultato importante. Dobbiamo tutti essere impegnati in prima fila in questa lotta, visto che gli effetti del virus non solo sono a livello sanitario, ma anche economico”.

Il sindaco di Sarnano, Luca Piergentili, ha fatto i suoi complimenti agli autori dell’iniziativa, sottolineando l’importanza di un servizio simile: “Devo fare i complimenti alla direzione delle Terme, hanno dimostrato di essere sul pezzo per il bene della cittadinanza, insieme a noi e ai comuni vicini, per questo li ringrazio e con loro anche i sindaci dei comuni limitrofi. Uno strumento fondamentale per avere diagnosi in tempi brevi, visto che siamo in un territorio sprovvisto di questi servizi. Questa struttura mobile potrà garantire grande velocità nelle diagnosi e nei tracciamenti, con professionisti di assoluta qualità”.

Red.
Covid Hospital a Camerino: domani l’incontro tra i sindaci e il Presidente della Regione Francesco Acquaroli, un meeting che farà luce sugli sviluppi della gestione pandemica nelle Marche e che potrebbe coinvolgere alcuni reparti del nosocomio camerte. Una discussione che tiene banco, con alcuni pazienti Covid che potrebbero essere trasferiti nella corsia di ortopedia dell’Ospedale Santa Maria della Pietà.

Già oggi le prime schermaglie sul tema tra il sindaco di Camerino, Sandro Sborgia, e l’ex primo cittadino camerte e ora vicepresidente del Consiglio Regionale, Gianluca Pasqui. Sborgia ha affermato di avere garanzie sul fatto che nulla si sarebbe mosso prima della riunione di domani, ma ha recriminato sul fatto che le garanzie fossero assolute, non legate alle contingenze, come detto da "autorevoli rappresentanti regionali". Non si tratterebbe di campanilismo, secondo Sborgia, ma del rispetto del piano pandemico, della situazione post-sisma dell’alto maceratese, e logistiche.

Proprio l’accusa di campanilismo è quella che viene rivolta al sindaco camerte da Gianluca Pasqui, che sottolinea come l’eventuale conversione sarebbe una decisione legata all’assenza di strade alternative. In una nota si legge come Pasqui inviti le amministrazioni locali a evitare campanilismi, appunto, piuttosto favorendo uno spirito di unità di intenti: "C'è chi ancora trova il tempo e il modo per alimentare polemiche sterili e rancori personali con articoli di stampa nei quali si cercano ipotetici colpevoli e si individuano altrettanto ipotetici salvatori della patria. Mi è sembrato di capire, parlando con tanti sindaci dell'entroterra maceratese, che tutti abbiano condiviso il principio per il quale quella per l'ospedale di Camerino e per la salute dei cittadini non può essere una battaglia partitica o ideologica. Su questo dovremmo lavorare. Insieme".

Al vicepresidente dell’Assise regionale ha fatto eco il sindaco di Fiuminata, Vincenzo Felicioli: "Non sta sicuramente a me stabilire il piano pandemico, ma penso che oggi le esigenze siano chiare. Il Covid, come la Spagnola, come la peste, sarà sconfitto, presto sarà fortunatamente un ricordo. Per questo motivo evitiamo queste schermaglie: domani al Presidente Acquaroli chiederò non di modificare il piano pandemico, quanto di parlare di sanità in generale, di futuro, per fare in modo che il problema della sanità, esistente a prescindere dalla pandemia, venga risolto in maniera congrua alle esigenze della cittadinanza delle zone montuose. I rappresentanti di queste zone ci sono e hanno la possibilità di far sentire la loro voce, lo facciano".

Pietro Tapanelli, sindaco di Sefro, parla di un problema di fondamentale importanza. Preservare i servizi ordinari, già parzialmente compromessi dall'emergenza, è vitale: "Sul tema c'è forte preoccupazione per i servizi ordinari che l'ospedale dovrebbe garantire a un territorio già vessato da altre emergenze ben note. La sanità è di tutti e comunque dobbiamo essere a disposizione. Credo si debba essere in grado di garantire i servizi essenziali e ordinari, visto che gli ospedali di Camerino e San Severino servono un vasto territorio, quello dell'alto maceratese. Depotenziare queste strutture sarebbe un grave errore, non solo allo stato attuale delle cose, ma anche in tempo di 'pace'".

Il sindaco di Pieve Torina, Alessandro Gentilucci, come Felicioli, guarda anche al futuro: "Un sacrificio che avremmo evitato, siamo messi a dura prova dalla pandemia. Per questo chiediamo che ci sia un riconoscimento per i sacrifici dei cittadini del territorio, che già soffrono per il sisma. Evidentemente non possiamo tirarci indietro: in quei letti di ospedale potremmo vedere i nostri cari. Garantiamo i servizi essenziali comunque, il pronto soccorso, i servizi di analisi. Si resti vicini ai cittadini: questa deve essere un'occasione per guardare avanti. Domani dovremo avere un ospedale efficiente, per personale e per strutture. Impariamo a investire nel nostro futuro, l'ospedale di Camerino sia già da subito un baricentro dei servizi che salveranno le nostre vite".

Domani l’incontro, dal quale dovrebbe emergere una visione più chiara su come la pandemia verrà affrontata nel maceratese e su quale, in questo quadro emergenziale, potrà essere il ruolo dell’ospedale di Camerino.

l.c.



Bambini e mascherine: un tema delicato che preoccupa i genitori. Molte ore con la mascherina sul viso sono un pericolo per la salute dei più giovani? Il Garante Andrea Nobili parla di equilibrio: attenzione massima per il contenimento del contagio, ma un occhio di riguardo per i minori. Per questo è fondamentale il parere tecnico degli specialisti del settore. Molte le perplessità sul tema espresse dai genitori e giunte sul tavolo del Garante, che ha parlato della questione ai microfoni di Radio C1 inBlu: “Segnalazioni dei genitori che esprimono preoccupazioni molto vive: per un bambino che magari è a scuola a tempo pieno sono molte le ore con la mascherina indosso. Questo crea senz’altro ansie nei genitori, e magari anche nei bambini stessi: ricordiamoci che la tutela della salute deve essere sul piano fisico, ma anche su quello psicologico. Abbiamo sottoposto il tema all’associazione di Pediatria e all’Ordine dei Medici di Ancona. Cerchiamo di capire quali potrebbero essere le ripercussioni nella salute dei bambini, senza alcun tipo di opinione o posizione preconcetta, piuttosto tentando di tutelare sia la salute della collettività, sia i diritti dei più giovani”.

Red.
Mentre tutti danno per certa la riconversione di un piano dell'ospedale di Camerino in Covid Hospital, il primo cittadino della città ducale attende ancora la comunicazione ufficiale dalla Regione.
"Apprendo questa notizia dalla stampa come accadde qualche giorno fa - commenta Sandro Sborgia - e per domani pomeriggio c'è in programma una riunione tra noi sindaci dell'entroterra e i vertici regionali. Mi è stato assicurato che prima della riunione nulla verrà fatto nell'ospedale camerte. 
Avevamo sollevato il problema nei giorni scorsi - ricorda il sindaco - perchè questa decisione era nell'aria, ma qualche autorevole esponente regionale era intervenuto per smentire tutto. A quanto pare, invece, la strada che è stata imboccata è proprio quella e trovo addirittura peggio pensare di convertire un solo piano con la consapevolezza che il resto dell'ospedale non sarebbe comunque in grado di rispondere agli altri servizi. Continuo ancora a chiedere un ripensamento sulla necessità di guardare altrove per l'utilizzo di altre strutture in considerazione dei rischi collegati alla privazione dell'intero territorio di montagna".

Territorio che domani sarà rappresentato da tutti i sindaci dell'entroterra durante la riunione con la Regione: "È chiaro che noi abbiamo ben presenti le difficoltà che i cittadini vivono in queste zone - . Non solo per la crisi sismica. Non è una questione di campanilismo: recarsi all'ospedale da Visso, Serravale, Pievebovigliana non è semplice come per chi vive a Macerata e Civitanova. Sono condizioni oggettivamente diverse, a ridosso di un inverno in cui anche oggi la nebbia impedisce di vedere la strada a tre metri di distanza".

Poi sandro Sborgia cita il piano pandemico: "Non mi pare che ponga come priorità la conversione di Camerino - precisa - . Si legge che, nel caso in cui il picco pandemico dovesse aumentare, saranno convertiti Camerino/Civitanova e la sezione distaccata ex malattie infettive di Macerata. Io ne non voglio fare una questione letterale, ma non c'è esplicitamente scritto che la priorità debba essere data a Camerino.Prendiamo atto di questa decisione ma è bene che non si attribuiscano a documenti ufficiali significati non espliciti".

Infine l'attesa di una presa di posizione dei rappresentanti della montagna in Regione, coloro che sono stati eletti dalle zone dell'entroterra per essere rappresentanti: "Al momento non sono pervenuti - conclude Sborgia - . Non ho rilevato una loro presa di posizione chiara e netta sull'argomento. Aspettiamo che si esprimano".

GS
Marche a piccoli passi verso l'inserimento in zona rossa? Questa la voce che sta circolando in relazione alla possibile decisione del ministro della salute Roberto Speranza, che potrebbe inserire la nostra regione tra quelle a più alto rischio di contagi. Evenienza questa di cui sembra stiano tenendo conto, cercando ovviamente di scongiurarla, anche i vertici dell'esecutivo regionale, preoccupati per un eventuale aggravamento delle restrizioni da parte del governo.

Al momento, come detto, si tratta di semplici voci che stanno circolando in queste ore, ma, senza voler fare allarmismo, alcuni segnali sembrerebbero voler anticipare quello che da pù parte si teme. In primo luogo l'ordinanza anti assembramento emanata nella giornata di giovedì dal presidente della regione Francesco Acquaroli, soprattutto nella parte che vieta il consumo di alimenti e bevande dopo le ore 16 nei luoghi pubblici e aperti al pubblico e di cui molti si domandano il senso.

In secondo luogo la curva dei contagi che, sia pure assestandosi, resta tuttavia su numeri alti, con la provincia di Macerata che, contrariamente alla prima ondata, detiene la maglia nera all'interno del territorio marchigiano.

Non ultimo il dibattito circa la necessità di aprire un altro presidio ospedaliero Covid che, al di là delle diatribe sul fatto che debba essere Camerino piuttosto che Civitanova o Macerata, sembra indicare un sistema sanitario regionale prossimo al collasso.

Allora come non pensare male sugli sviluppi della situazione, visto che, come diceva Andreotti, "si farà pure peccato, ma alla fine si indovina?".

f.u.
Un assestamento di bilancio in Regione da oltre 10 milioni di euro per intervenire a favore delle attività colpite dal lockdown: è questo il provvedimento approvato dalla giunta regionale e ora in corso di illustrazione in Commissione Bilancio.

L’assessore al bilancio Guido Castelli ha commentato: “Interventi puntuali per le attività economiche che hanno subito danni a causa del lockdown. Pur in un contesto di limitati margini di manovra, determinato dal fatto che nell’ultima parte dell’anno le risorse risultano in gran parte già utilizzate, la nuova Giunta regionale ha comunque voluto dare un forte segnale di contrasto all’emergenza Covid, rastrellando le risorse di bilancio del 2020 per destinarle a famiglie, imprese e fasce deboli”.

“Viviamo un periodo drammatico per l’economia - continua Castelli - ed è compito anche delle istituzioni, in questo momento, sostenere e preservare il tessuto economico produttivo con incentivi e contributi che forniscano la liquidità necessaria alla sopravvivenza delle attività. Sono giustissimi i ristori, ma sono altrettanto convinto, che le bombole di ossigeno per rianimare l’economia e sostenere la ripresa siano gli investimenti”. 

Nel dettaglio l’assestamento, rimodulando le spese, di fatto stanzia fondi aggiuntivi per:

8,5 milioni di euro nel 2020 per contributi pluriennali a favore degli enti locali per la realizzazione di investimenti;

6,3 milioni di euro nel 2020 per contributi a favore delle piccole e micro imprese danneggiate dall’emergenza Covid che si aggiungono ai 700 mila euro che saranno destinati alla medesima finalità con delibera;

1,2 milioni di euro nel 2020 e 2021 per incentivi agli investimenti delle imprese nelle aree di crisi;

2 milioni di euro nel 2020 per trasferimenti alle aziende di trasporto finalizzati al ristoro degli abbonamenti scolastici non goduti a causa dell’emergenza Covid;

500 mila euro nel 2021 e 2022 per la riduzione del rischio idraulico del Fiume Misa;

900 mila euro nel 2020 per contribuiti per la gestione delle aree protette;

150 mila euro nel 2020 per manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade;

2,497 milioni di euro nel 2020 per rimborso ad Asur per il contributo di solidarietà a supporto delle cure oncologiche;

140 mila euro nel 2020 per fondo di solidarietà per le spese di residenzialità di utenti incapienti;

500 mila euro nel 2020, 2021 e 2022 per contributi ai Comuni per progetti di supporto all’accoglienza turistica;

100 mila euro nel 2020 per la promozione e valorizzazione dei prodotti agricoli

Red.

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