Al via dalle ore 12 di oggi, lunedì 29 marzo, la prenotazione per il vaccino anti-Covid19 per la fascia d’età 70-79 anni.

Per tutti coloro che possono raggiungere i punti vaccinali della popolazione (PVP) individuati sul territorio regionale sarà possibile prenotare le vaccinazioni anti-Covid-19 attraverso il portale di Poste Italiane https://prenotazioni.vaccinicovid.gov.it o tramite il Numero Verde 800.00.99.66 (attivo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18).

Per la prenotazione online, oltre ai dati personali dell’utente, occorrerà disporre del numero di tessera sanitaria e del codice fiscale, e di un numero di cellulare al quale verrà notificata la conferma. 

Con l’ausilio di Poste Italiane, è possibile prenotare anche nei PostaMat attivi sul territorio regionale (è sufficiente inserire la tessera sanitaria) o tramite i portalettere che consegnano la posta a casa.

Una volta avviata la prenotazione, all’utente verrà immediatamente comunicato il giorno, la sede dove verrà somministrato il vaccino e l’orario in cui ci si deve presentare al Punto di Vaccinazione.

Al momento della somministrazione della prima dose, sarà comunicato il giorno per effettuare il richiamo.

Tutte le informazioni sulla campagna vaccinale nelle Marche sono disponibili al link:https://www.regione.marche.it/vaccinicovid
c.c.


Con l’appoggio della Regione Marche, è partita la campagna di crowdfunding “Cinema e teatro uniti per un corto in tempo di crisi”: una raccolta fondi che finanzierà la produzione del cortometraggio “Autoritratto con Arma” di Giovanni Ortoleva e ideato dal produttore Stefano Mutolo e dalla sua Berta Film.

Un lavoro girato interamente nelle campagne settempedane, che racconta la crisi di una generazione alla ricerca della sua identità. La storia, la cui sceneggiatura porta le firme di Ortoleva e di Bartolomeo Pampaloni, vede il giovanissimo protagonista portato a forza dal padre ad una battuta di caccia, durante la quale gli si presenterà l’occasione di ribellarsi, aiutato da una natura complice nel suo processo di autodeterminazione.

Con la produzione esecutiva di Damiano Giacomelli, di YUK! Film, in collaborazione con l’Associazione Noa Noa, il lavoro ha l’intento di unire due settori, quello del cinema e quello del teatro, profondamente toccati dalla crisi pandemica e promuove una sinergia tra i due mondi della recitazione.

Nel farlo, Stefano Mutolo celebra il territorio in cui è cresciuto: “Il corto sarà interamente girato nei boschi delle montagne maceratesi e poi inviato ai maggiori festival internazionali. Grazie alla Regione Marche abbiamo avuto la possibilità di credere nel cinema, oggi più che mai, in un momento storico in cui il cinema è in crisi”.

Dopo aver vinto il bando della Regione Marche per l’audiovisivo la produzione lancia un appello per sostenere il lavoro: la campagna di crowdfunding disponibile all’indirizzo: bit.ly/3eskm2D .

Maria Cicconi

 
“Un lavoro di ascolto e, ove possibile, di concertazione con le categorie economiche e produttive oltre che di interlocuzione con il governo centrale”. Con queste parole il Governatore Francesco Acquaroli ha aperto l’incontro con la stampa nel quale ha illustrato le misure di rilancio dell’economia marchigiana post Covid presentate al ministro dello sviluppo economico Giorgetti.

Un lavoro condotto in prima persona dal vice presidente e assessore al commercio e attività produttive Mirco Carloni, che ha rappresentato al ministro lo scarso coinvolgimento fino ad ora delle regioni sulla programmazione delle risorse economiche. “Non si può più parlare di emergenza dopo un anno di chiusure – così l’assessore Carloni – ma di un fatto strutturale che necessita di misure di sostegno adeguate. Abbiamo chiesto al ministro Giorgetti, che ci ha rassicurato in tal senso, la necessità che il governo emani un nuovo decreto a sostegno delle attività produttive che non tenga conto solo della perdita di fatturato, ma anche dei costi fissi sostenuti e mai ristorati di intere categorie che sono state completamente azzerate. Tutto ciò per evitare, dopo il superamento dell’emergenza pandemica, la più grave recessione della nostra storia”.

Una diversa modalità di ratink per l’accesso al credito, così che le banche possano facilitare la concessione di finanziamenti, il bisogno di crescita dimensionale delle imprese attraverso il sistema delle filiere, la tematica dell’attrazione di investimenti attraverso la defiscalizzazione e l’innovazione tecnologica le altre urgenze che il vice presidente della Giunta Regionale ha rappresentato al ministro dello sviluppo economico. “Continuare a lavorare sui patti di sviluppo per le aziende che vogliono investire attraverso un progetto di filiera che utilizzi lo strumento del recovery è una delle richieste essenziali che abbiamo voluto rappresentare al governo”.

A chiudere il presidente Acquaroli che chiede al Governo di “prevedere ristori immediati e sufficienti a permettere alle imprese di superare questo momento difficile. Tante le attività fiaccate dalle restrizioni e dalla zona rossa, per cui lo Stato deve mettere in campo tutte le risorse il prima possibile”.

f.u.
Vaccini per gli ordini professionali: la Presidente della Quarta commissione consiliare permanente sanità e politiche sociali, Elena Leonardi, garantisce che non ci saranno scorciatoie né favoritismi nella campagna di vaccinazione “delegata” al privato, ipotesi al centro del dibattito politico e ideologico degli scorsi giorni: “Parliamo di una possibilità che non pregiudicherà quelle che sono le precedenze stabilite nella vaccinazione da parte dal Ministero della Salute, sia per quanto riguarda i fragili sia per quanto riguarda le fasce di età – ha affermato Leonardi –. Questo protocollo, che prevede un’adesione volontaria da parte delle imprese e degli ordini professionali, potrà essere attuato solamente nella famosa e attesa Fase 3, nella quale avremo delle quantità di vaccini molto importanti. È una strategia pensata per alleggerire il sistema sanitario: l’impresa o l’ordine professionale si farà carico, attraverso un proprio medico e attraverso un protocollo stabilito, della vaccinazione ai propri dipendenti o ai propri aderenti. Il tutto ovviamente con la finalità di non sovraccaricare ulteriormente il sistema quando si lavorerà a pieno regime, quando con le nostre forze non potremo vaccinare più di un certo numero di persone al giorno. Questo in una fase – ha ribadito la Presidente Leonardi - che speriamo possa arrivare presto in cui la disponibilità sarà abbondante, senza togliere nulla a nessuno”.

l.c.
Dati positivi e una decisa accelerazione per quanto riguarda i progetti di ricostruzione post sisma: è quanto emerso dall’incontro online dello scorso fine settimana tra i vertici della Regione Marche – il Presidente Acquaroli e l’assessore alla ricostruzione Castelli – il commissario Legnini, il subcommissario Goffredo e il direttore dell’Ufficio speciale ricostruzione Babini.

Il Presidente Acquaroli ha dato lettura dei dati: “Dal confronto è emerso un dato molto positivo che denota un’accelerazione estremamente rilevante rispetto all’andamento e all’approvazione dei progetti di ricostruzione degli edifici danneggiati. Da fine dicembre 2020, cioè dal momento dell’insediamento del direttore Babini, ad oggi, i decreti emessi dall’Usr Marche sono passati da 4427 a 5689, con un aumento di 1262 decreti in circa tre mesi, e un aumento significativo anche nei Sal finali, che corrispondono alla chiusura degli interventi di ricostruzione, passati da 2219 a 3039, con un incremento di 820 nello stesso arco di tempo, anche per effetto dell’ordinanza 100”.

Nel corso dell’incontro sono state anche esaminate le istanze pervenute dai Comuni destinatari di ordinanza speciale in deroga. Il prossimo 31 marzo potrebbero già essere licenziate le prime ordinanze specifiche per le esigenze puntuali di semplificazione rilevate.

L’assessore alla ricostruzione Guido Castelli ha commentato: “Ci concentreremo ora sul Recovery Plan terremoto attraverso una campagna d’ascolto dei sindaci, che convocheremo entro la prima decade di aprile”.

Ampio spazio sarà dedicato alla definizione della proposta di utilizzo della cifra pari a 1,78 miliardi che Draghi ha confermato essere destinata alla rigenerazione socioeconomica delle aree del sisma.

“Proposte che saranno poi convogliate nel pacchetto che le Marche intendono presentare al Governo – ha concluso Castelli – e proprio per questo il Presidente Acquaroli ha invitato ad Ancona il Ministro agli affari regionali Maria Stella Gelmini per un confronto sulle istante marchigiane inerenti al PNRR”.

La Giunta regionale ha inoltre chiesto alla Conferenza dei Capigruppo del Consiglio Regionale di calendarizzare una seduta straordinaria aperta dell’assemblea legislativa: l’obiettivo è di fare il punto della situazione in merito alla ricostruzione post-sisma, a circa sei mesi dall’insediamento della nuova amministrazione regionale.

l.c.
In occasione della prima Giornata nazionale per la memoria delle vittime della pandemia da Covid-19, il Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli ha diffuso un messaggio di cordoglio.

Nella nota del Presidente si legge: "Oggi, 18 marzo, è la prima Giornata nazionale in memoria delle vittime della pandemia, istituita dal Parlamento. In questo anno abbiamo conosciuto un dolore inedito, abbiamo perso decine di migliaia di persone, che le famiglie e i propri cari non hanno potuto salutare nel modo più dignitoso. Il nostro pensiero, oggi e ogni giorno, va a tutti loro, alle persone che non ci sono più: alle 2.464 nelle Marche e alle oltre 100.000 in Italia. Questa ferita deve farci riflettere su quanto sia fondamentale oggi essere uniti nella lotta al Coronavirus, su quanto anche ciascuno dei nostri comportamenti sia importante per uscire il prima possibile da questa drammatica pandemia".

l.c.
Didattica in presenza per i figli dei professionisti sanitari: questa la richiesta di Nursind Marche, il sindacato delle professioni infermieristiche e ostetriche. L’associazione sindacale ha sposato la causa degli infermieri con figli minorenni, che preferirebbero riprendere a lavorare piuttosto che fruire dei congedi per seguire i figli durante la didattica a distanza.

Nella nota diramata dal sindacato si legge: “Abbiamo fatto un appello al Ministro Speranza e al Presidente del Consiglio Draghi, al Presidente della Regione Marche Acquaroli, affinché vengano dati strumenti per poter svolgere il nostro lavoro senza dover abbandonare i nostri figli. Il nuovo DL n.30 del 13/03/2021 eroga a seguito della chiusura delle scuole di ogni ordine e grado, la possibilità di richiedere aspettativa al 50% o non retribuita o bonus baby sitting, ma ciò in realtà non dà risposte adeguate alle problematiche del Servizio Sanitario Regionale e ai professionisti sanitari. Reperire una baby Sitter per le famiglie con sanitari è sempre stato un problema, per molteplici ragioni, non ultima la paura di contagi e la flessibilità di orari; inoltre le Aziende Sanitarie nonostante il diritto, spesso ostacolano la concessione dell’aspettativa con gli Ordini di Servizio e le priorità gestionali organizzative dovute all’emergenza in atto. In particolare evidenziamo le conseguenze negative, di tali misure con permessi di personale utile/indispensabile, su un sistema sanitario già molto precario, con carenze numeriche estreme di personale sanitario, si andrebbero ulteriormente a stressare sanitari ormai al collasso psico-fisico. Chiediamo che venga garantito il diritto di usufruire della didattica in presenza, attuare quanto previsto nel c.d. “Piano Scuola 2020-2021”, non solo per gli studenti con “disabilità e con bisogni educativi speciali”, ma anche agli studenti figli di infermieri e altro personale sanitario e di tutti i lavoratori di servizi essenziali, che sono impegnati nel fronteggiare la pandemia CoViD-19 e di applicare il “Documento per la pianificazione delle attività scolastiche e formative in tutte le Istituzioni del Sistema Nazionale di Istruzione” approvato con DM 26 Giugno 2020, n. 39 e richiamato dallo Stesso MIUR nella nota del 4/03/2021, dove si prevede che le Regioni possano regolamentare la questione della didattica con proprie ordinanze.

Il virus corre veloce, la politica tarda a dare risposte, noi stiamo facendo il massimo ed anche oltre permetteteci di farlo sempre come siamo capaci. Chiediamo la didattica in presenza, velocizzare le assunzioni tramite concorsi e attivare tutte le mobilità aperte. Noi ci siamo e insieme con il reale sostegno delle istituzioni possiamo farcela”.

l.c.
Nelle Marche, in via del tutto precauzionale, è stato accantonato l'utilizzo del lotto AstraZeneca ABV5811, a seguito degli eventi verificatisi in Piemonte, e sostituito con altri ulteriori lotti di vaccino a disposizione.
La decisione è assunta a scopo cautelativo in attesa delle verifiche del caso e di ulteriori eventuali decisioni delle autorità competenti.
A riguardo l'Aifa ha già dichiarato che non esiste nessuna causalità dimostrata tra il decesso e la somministrazione del farmaco e che le attività di farmacovigilanza proseguono sia a livello nazionale che europeo.
Aifa rassicura fortemente i cittadini sulla sicurezza del vaccino AstraZeneca. La Regione Marche è attenta a garantire in ogni caso la massima sicurezza nella campagna vaccinale e crede nella necessità e nell'efficacia della profilassi al fine del superamento della pandemia.
c.c.


"Ma veramente il PD pensa che la Regione Marche nasconda i vaccini?"
Non si è fatta attendere la risposta di Elena Leonardi, Presidente IV Commissione Sanità e Politiche Sociali, alla denuncia dei dem sul numero dei vacciti dichiarati dalla Regione che sarebbe diverso da quello fornito dal Servizio Sanitario.

"Sembrerebbe una barzelletta ben raccontata - commenta il consigliere FdI - se non fosse che a dirla siano l’ex vicepresidente della Regione, Anna Casini e l’ex presidente del consiglio regionale, Antonio Mastrovincenzo. Due politici che dovrebbero avere a cuore i marchigiani soprattutto in un momento così drammatico e invece passano le giornate a denigrare l’operato della giunta regionale, a lanciare inutili allarmismi e a fare continua becera propaganda politica sulla pandemia. Al PD Marche estraneo da se stesso sfugge che i dati sui vaccini sono comunicati quotidianamente e pubblicamente dal Governo di cui loro stessi fanno parte. Dovrebbero anche sapere che le dosi dei vaccini vengono consegnate con la scorta e che esistono dei protocolli stringenti per la fornitura e la conservazione".

Elena Leonardi spiega, quindi, la causa della discrepanza: "Le dosi totali effettivamente consegnata alla Regione Marche dalla struttura commissariale sono 176.810, come riportato nella tabella del Governo, ma gli uffici nella risposta hanno conteggiato le dosi non sulla base delle dosi indicate sul foglietto illustrativo dei vaccini, ma sulla base della massima sfruttabilità, ingenerando inevitabilmente un dato maggiorato rispetto a quello reale e confermato dal Governo. Anzi, le Marche sono una delle Regioni migliori a livello nazionale dal punto di vista della somministrazione dei vaccini".

Infine l'affondo all'opposizione: "Il PD si metta a fare una opposizione costruttiva e la smetta di speculare su ogni cosa, oggi sulla pelle di chi aspetta il proprio turno per la vaccinazione, e domani chissà". 

GS
«Possiamo effettuare diecimila vaccini al giorno, ma con le dosi che abbiamo ne vengono somministrati tremila».

La presentazione dell’iter per la realizzazione del nuovo ospedale di Tolentino è stata l’occasione per l’assessore regionale alla Sanità, Filippo Saltamartini, per fare il punto della situazione sul tema dei vaccini.

«Ieri (ogni martedì arrivano le dosi) ne sono arrivati 18.700 di Pfizer e 2.500 di Moderna. 

Abbiamo già convocato il tavolo con i medici di famiglia - ha spiegato - per i vaccini da somministrare a casa per gli ultraottantenni che hanno problemi di deambulazione e siamo pronti anche qualora ci inviassero i vaccini per i disabili o per le persone con patologie cliniche che richiedono la vaccinazione. Dal primo di marzo potremo vaccinare gli insegnanti: ci stiamo fornendo degli elenchi di tutto il personale scolastico, delle università, del personale delle scuole materne; stiamo chiedendo le liste  del personale degli agenti di polizia locale nei Comuni, ma anche dei Tribunali. Faremo una banca dati così che chi vorrà vaccinarsi potrà prenotarsi tramite la piattaforma o chiamando il numero verde. Vorremmo concentrarci anche sul personale dei Comuni, sui sacerdoti, sul personale delle pompe funebri e i giornalisti».

Quindi la sua posizione sulla possibilità di produrre i vaccini in Italia e nelle Marche: «Sono stato attaccato per aver detto che avremmo potuto produrre i vaccini nel nostro Paese - dice - , ma non comprendo per quale motivo l’Italia non voglia investire in questo senso. Questo è il momento della vaccinazione, se nelle Marche potessimo vaccinare diecimila persone al giorno riusciremmo ad avere l’immunità di gregge entro l’estate (il presidente dell’Aifa sostiene che si possa raggiungere con 600mila vaccinazioni)».

Due, dunque, le strade suggerite dall’assessore: la produzione dei vaccini o l’acquisto dalle altre Regioni.

«Dalla conferenza Stato-Regioni - spiega - è emersa una discrepanza tra la necessità dei vaccini al Nord, dove la popolazione è più anziana, ed al Sud dove ci sono più giovani. Se ci venisse data la possibilità di acquistare i vaccini dalle Regioni che devono restituirli, dal momento che abbiamo i bilanci in ordine, potremmo velocizzare i tempi. Ma ritengo importante che sia l’Italia a produrli, e addirittura le Marche. L’Università di Camerino dice di essere pronta a farlo, cosa aspettiamo - si chiede Saltamartini - ad investire per produrre gli anticorpi monoclonali che guariscono nelle prime fasi della patologia. Dobbiamo essere consapevoli che siamo una delle prime nazioni al mondo per tutto, avere la consapevolezza di chi siamo ci permetterebbe di essere pronti a progettare il futuro».

La necessità di procedere spediti con i vaccini deriva dalla vocazione manifatturiera della regione: «Siamo la prima regione italiana manifatturiera d’Italia e la terza in Europa - conclude Saltamartini - . Dobbiamo permettere alle nostre aziende di lavorare, altrimenti sarà il sistema economico a rimetterci ulteriormente».

Infine la risposta al sindaco Giuseppe Pezzanesi sull’interrogazione che il Pd di Tolentino ha presentato alla maggioranza chiedendo il motivo per cui la città non sia stata scelta come punto di vaccinazione: «Condivido quando sostenuto dal sindaco, cioè che Tolentino non avrebbe avuto una struttura ospedaliera pronta ad intervenire in caso di eventuali complicazioni. Ma se fossi nella minoranza chiederei, piuttosto, al sindaco come sia riuscito a portare il beneficio di un nuovo ospedale in questo territorio».

GS

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