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La droga arriva tramite servizio postale, i carabinieri di Fabriano incastrano un 18enne del luogo, uno dei principali punti di riferimento per l'approvvigionamento di marijuana sulla piazza fabrianese. Il giovane era solito farsi arrivare lo stupefacente tramite il servizio postale e i militari hanno teso la trappola. Così un militare, travestito da addetto, si è affiancato all'incaricato al fine di controllare la consegna dei plichi. Il carabiniere – postino ha immediatamente consentito che altri militari, nel frattempo appostati, intervenissero a bloccare l'attività illecita. Effettuate le verifiche, gli agenti hanno rinvenuto in entrambi i pacchi circa 700 grammi di marijuana, confezionata in modo da eludere anche eventuali controlli con scanner e/o cani antidroga con lo stupefacente messo sotto vuoto e avvolto in confezioni di alluminio. Il giovane è stato condotto in caserma e sottoposto agli arresti domiciliari per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Ora i militari dovranno verificare attraverso quale sistema vengono effettuati gli ordini e, soprattutto, la provenienza della droga, che se si accertasse provenire da un paese straniero aggraverebbe la posizione del giovane.
Attività di formazione, sviluppo tecnologico e innovazione, ricerca e proposte culturali, corsi destinati a medici e operatori sanitari residenti e attivi nei Paesi in via di sviluppo. Questo, in sintesi, è il contenuto dell'accordo firmato questa mattina in Rettorato, tra l'Università di Camerino e l'Associazione Italiana Carlo Urbani Onlus finalizzato a mantenere e a sviluppare proficui rapporti di collaborazione tra le due istituzioni seguendo il lascito professionale e umano di Carlo Urbani, medico marchigiano scomparso nel 2003, dopo aver bloccato la micidiale Sars – sindrome acuta respiratoria grave.
Alla cerimonia per la presentazione dell'accordo hanno partecipato, insieme al Rettore Unicam Prof. Flavio Corradini e al Presidente dell'Aicu Emilio Amadio, firmatari del documento, il pro Rettore Vicario Unicam, Prof. Claudio Pettinari, e il figlio di Carlo Urbani, Tommaso.
“La nostra Università – ha sottolineato il Rettore Unicam, Prof. Flavio Corradini – è costantemente impegnata a promuovere collaborazioni nel campo della ricerca, della didattica e della cultura con soggetti pubblici e privati che abbiano competenze nelle aree culturali presenti presso l'Ateneo e questo accordo consente di attivare e rafforzare collaborazioni per lo svolgimento di tirocini, stage, elaborati di tesi e attività formative, anche nel campo farmaceutico - sanitario e degli enti no-profit. In particolare è prevista la possibilità di finanziamento di borse di studio intitolate al dottor Carlo Urbani destinate a coloro che si dedicano allo studio, alla prevenzione e alla cura delle malattie infettive e parassitarie. Altre azioni riguarderanno la promozione, il finanziamento e il perfezionamento di corsi di formazione nel settore delle malattie infettive e parassitarie. I corsi saranno destinati a medici e operatori sanitari residenti e attivi nei Paesi in via di sviluppo”.
“La convenzione tra Unicam e Aicu - ha dichiarato Emilio Amadio, presidente dell'Associazione Italiana Carlo Urbani Onlus - è un importantissimo passo che avvicina la figura di Carlo Urbani alle nuove generazioni, sia italiane che straniere, ed è la prima importante decisione del nuovo direttivo che presiedo. L'obiettivo della convenzione è lo sviluppo e il sostegno di attività formative, di ricerca, di innovazione tecnologica e di proposte culturali, scientifiche o divulgative, in sintonia con il lascito professionale e umano di Carlo Urbani. Partiremo con una giornata dedicata a Carlo e rivolta a tutti gli studenti Unicam, si approfondirà in seguito con giornate di studio e informazione sulla cooperazione internazionale”.
Nato nel 1956 a Castelplanio 'An), (arlo Urbani manifesta sin da giovanissimo amore per il prossimo, per i più deboli e per la dignità umana. Concretizza le sue aspirazioni, e divenuto medico infettivologo, segue il sogno di rendere “accessibile la salute ai dimenticati del mondo”. Svolge la sua professione in aree povere e remote, diventa consulente dell'OMS e opera come Medico Senza Frontiere. Nella veste di presidente MSF ritira ad Oslo, nel 1999, il Premio Nobel per la Pace e continua il suo impegno diretto come medico in Vietnam. Visitando un paziente ad Hanoi scopre la terribile SARS, lavora freneticamente, ricerca e indica procedure protettive contro il contagio, convince le autorità locali e internazionali ad attivarsi immediatamente. Il dottor Urbani riesce infine, con il suo sacrificio, a bloccare la temuta, micidiale, pandemia di SARS rimanendone purtroppo vittima il 29 marzo 2003. L'Associazione Italiana Carlo Urbani 'AICU)(è nata per ricordare e onorare la figura del dottor Carlo Urbani, dal punto di vista umano, professionale e scientifico, e per continuarne l'opera attraverso la promozione e il finanziamento di studi e ricerche sulle malattie parassitarie ed infettive con iniziative, progetti e aiuti, di particolare interesse sanitario nei Paesi in via di sviluppo.
Sabato 24 gennaio il Consiglio Comunale di Urbisaglia conferirà la cittadinanza onoraria a Helga Feldner, medico cardiologo viennese, quale doveroso risarcimento al dolore e alle sofferenze sopportate a causa dall'internamento di suo padre presso il Campo di Urbisaglia.
Il padre di Helga Feldner si chiamava Paul Pollak. Durante la cerimonia Paolo Giubileo, Sindaco di Urbisaglia, consegnerà alla nuova cittadina una copia dei documenti conservati nell'Archivio Storico di Urbisaglia riguardanti il lungo internamento di Paul Pollak ad Urbisaglia.
Medico capo della Direzione di Polizia di Vienna prima dell'annessione dell'Austria alla Germania, il dott. Pollak fu fermato a Milano in quanto ebreo straniero appartenente a uno Stato che applicava la politica razziale e trasferito nel Campo di Urbisaglia il 25 luglio 1940.
Negli anni della sua permanenza ad Urbisaglia Pollak continuò ad esercitare la sua professione di medico a favore degli internati del Campo. Nel 1942 il Ministero gli concesse un compenso mensile per il lavoro svolto e lo stesso direttore del Campo fece richiesta al Questore di Macerata di poter allestire una vera e propria infermeria attrezzata da affidare al dott. Pollak, definito “clinico valente che riscuote l'unanime fiducia della comunità degli internati.”
Il Campo di Urbisaglia contava un centinaio di internati, fra cui figurano personaggi di spicco della cultura ebraica, ebrei italiani considerati pericolosi per motivi politici, antifascisti e sloveni. Il Campo fu considerato ufficialmente chiuso il 29 ottobre 1943 e gli internati furono prima trasferiti nel Campo di Sforzacosta, poi a Fossoli, in provincia di Modena.
Il dott. Paul Pollack, insieme a tanti ebrei italiani, venne infine deportato a Auschwitz con il convoglio arrivato il 10 aprile del 1944. Nella dichiarazione rilasciata al comando russo di Cracovia l'8 febbraio del 1945, Pollak racconta la sua tragica permanenza ad Auschwitz e le vicende legate alla sua liberazione: “Il 25 gennaio ero già in fila per tre pronto per essere ucciso dalle SS di Gleiwitz quando alle ore 12 un motociclista SS sussurrò qualcosa all'orecchio di un ufficiale e le SS assassine fuggirono dal Lager. Due giorni dopo fummo liberati dall'Armata Rossa.”
Mentre Paul Pollak era internato ad Urbisaglia, sua figlia Helga venne deportata, con la madre e la sorella Elisabetta, nel campo di Terezin, tristemente noto perché presentato dalla propaganda nazista come "zona autonoma di insediamento ebraico", ma nella realtà era un campo di concentramento e transito per i deportati diretti ad Auschwitz e altri campi. Anche Helga, un giorno, finì sulla lista di quelli che dovevano essere trasportati ad Auschwitz per entrare nelle camere a gas, ma poiché le operazioni per far salire centinaia di persone nei vagoni piombati richiesero molte ore, lei si addormentò in una baracca vuota. Quando si svegliò il treno per Auschwitz era partito. La morte si era dimenticata di lei.
Dopo la liberazione Helga Feldner riuscì a ricongiungersi con la famiglia, studiò medicina e intraprese la professione del padre, lavorando per anni come cardiologo.
Dopo il conferimento della cittadinanza onoraria da parte del Consiglio Comunale di Urbisaglia, la dott.ssa Helga Feldner si recherà all'Abbadia di Fiastra per visitare Villa Giustiniani Bandini, dove suo padre fu internato per più di tre anni. Alle 18,30 parteciperà all'esecuzione del Requiem di Mozart in onore delle vittime della Shoah, presso la Chiesa di S. Maria di Chiaravalle di Fiastra. Prima del concerto la dott.ssa Feldner ricorderà la figura di suo padre e la sua esperienza nel campo di Terezin, un'occasione sicuramente importante per ascoltare, dalla viva voce di un testimone diretto, i drammi della Shoah.
Scatta martedì 20 gennaio a Camporotondo di Fiastrone, con l'assemblea pubblica convocata dal sindaco Emanuele Tondi, il progetto “Controllo del Vicinato”, primo nelle Marche. A partire da tale data l'amministrazione comunale, in collaborazione con la Prefettura di Macerata, ha messo a punto una strategia avente come obiettivo quello di scoraggiare razzie e furti nelle abitazioni. Oltre ad un maggiore e più attento controllo del territorio da parte delle forze dell'ordine, si è pensato di iniziare in via sperimentale nei comuni di Camporotondo di Fiastrone e Cessapalombo il progetto “Controllo del Vicinato”. Sono quindi iniziati i contatti con l'associazione “Controllo del Vicinato” 'http:(/controllodelvicinato.it), e in particolare con il responsabile Gianfrancesco Caccia, già attiva da tempo su questi temi. Il programma prevede l'auto-organizzazione tra vicini per controllare l'area intorno alla propria abitazione. Questa attività è segnalata tramite la collocazione di appositi cartelli. Lo scopo è quello di comunicare a chiunque passi nell'area interessata al controllo che la sua presenza non passerà inosservata e che il vicinato è attento e consapevole di ciò che avviene all'interno dell'area. Un insieme di piccole attenzioni fa sì che i molti occhi di chi abita il quartiere rappresentino un deterrente per chi volesse compiere furti o altro genere di illeciti “da strada” come graffiti, scippi, truffe, vandalismi ecc. La collaborazione tra vicini è fondamentale perché si instauri un clima di sicurezza che verrà percepito da tutti i residenti e particolarmente dalle fasce più deboli come anziani e bambini.
È dalla splendida cornice del Teatro Feronia che Mafalda Minnozzi ha voluto il debutto del suo ultimo lavoro, “eMPathia” in collaborazione col chitarrista Paul Ricci.
Nata a Pavia e trasferitasi con la famiglia a San Severino Marche quando era ancora molto giovane, fin da piccolissima impara ad ascoltare ed ad apprezzare i più diversi generi musicali. Cresce, infatti, ascoltando i maggiori interpreti del jazz americano degli anni trenta e quaranta come Duke Ellington, Cole Porter, Billie Holiday e molti altri. Amava molto questi generi musicali e facevano crescere in lei la voglia di cantare, di esibirsi nei festival con la sua grande voce e anche di creare un gruppo musicale. È all'età di 18 anni che decide di inseguire il suo sogno e trasferirsi a Roma, prima tappa del suo viaggio musicale. Studia canto napoletano, recitazione e teatro alla scuola del famoso regista Saverio Marconi, ed inizia a lottare per vedere realizzato il proprio sogno. Il talento e la voglia di non arrendersi mai la portano a diventare in brevissimo tempo una delle maggiori attrazioni del famoso locale romano La Cabala e membro del cast artistico del programma Rai “UnoMattina”. Contemporaneamente al suo esordio televisivo, vince diversi importanti concorsi per nuove voci, che gli spalancheranno la porta di importanti agenzie di spettacolo. La giovane Mafalda inizia ad esibirsi sui grandi palchi d'Italia e d'Europa, finché nel 1996 l'editore carioca Ary De Carvalho non le offre il palco del “Paradiso”, il suo nuovo locale ispirato al film “Nuovo Cinema Paradiso”. Mafalda si innamora di Rio de Janeiro, dei suoi incantevoli paesaggi e del suo immenso patrimonio musicale. Questa è la seconda tappa per la giovane cantante, ma anche quella decisiva: infatti in quello stesso anno '1996)(il poeta e cantante Brasiliano Renato Russo e la sua band Legião Urbana lanciano in Brasile il Cd "Equilibrio Distante", proponendo in lingua originale canzoni di giovani autori italiani come Paolo Vallesi, Massimo Bubola, Enrico Bonocore, Raf.
L'album riscuote un successo ed un consenso strepitosi. Come si può leggere scorrendo tra le righe della sua biografia nel sito ufficiale della cantante, il successo di questo album e le straordinarie parole di Renato Russo saranno fondamentali per la carriera della giovane cantante: “Mafalda, sta a te portare avanti tutto questo”. Infatti qualche mese dopo egli viene a mancare, lasciando in mano a Mafalda il cammino che aveva iniziato a tracciare, la quale firma il suo primo contratto con la casa discografica "Som Livre". La scelta si rivelerà vittoriosa, e da allora il suo successo è cresciuto sempre di più, molti CD sono stati pubblicati e non sono mancate collaborazioni con l'Ambasciata Italiana in Brasile.
“eMPathia” attraverso un mix di jazz, swing e bossanova, propone un repertorio assai eterogeneo e assolutamente non banale che contiene i successi italiani come “Azzurro”, “Arrivederci”, “Estate”, “Nessuno” ma anche successi stranieri come “La vie en rose”, “Inutil Paisagem”, “Agua de beber” e moltissimi altri brani. La scelta della data, 17 gennaio, coincide con l'uscita del cd sulle piattaforme digitali più importanti. Un connubio quello di Mafalda e del chitarrista Paul Ricci che ha dell'incredibile: la grinta, la potenza, il coraggio della voce della cantante, e la perfezione, il pentagramma, il metodo della chitarra di Paul. Ecco il significato della “M” e della “P”. L'Italia è solo il punto di partenza di questo progetto. Concepito, plasmato e prodotto in Brasile, partirà dall'Italia per avere nel mondo varie ed importanti stazioni.
Imperdibile appuntamento quello del 17 gennaio alle ore 21, al Teatro Feronia, dove potrà anche essere acquistato in anteprima il CD di questo straordinario duo.
Il costo del biglietto d'ingresso è di € 10,00. Prevendita presso Pro Loco San Severino Marche in Piazza del Popolo, ore 10-12 / 16-19 tel. 0733/638414. Sarà possibile acquistare il biglietto anche il giorno dello spettacolo presso il Botteghino del Teatro.
Il ministro dei trasporti e delle infrastrutture Maurizio Lupi ha tenuto a battesimo il nuovo tratto della superstrada 77 Valdichienti Serravalle – Colfiorito, nove chilometri di strada a quattro corsie tra le Marche e l'Umbria. Un tassello decisivo in vista del completamento dei lavori e dell'apertura dell'intera arteria Civitanova-Foligno prevista per la prossima primavera. Viaggia, dunque, a pieno ritmo verso la sua conclusione un'opera strategica per la comunità maceratese e per l'intera comunità marchigiana, una strada che guarda al futuro, realizzata dalla società Quadrilatero spa. Marche ed Umbria, dunque, da oggi ancora più vicine come hanno sottolineato i governatori delle due regioni, Catiuscia Marini e Gian Mario Spacca. “Una strada fatta insieme- ha tenuto a dire il presidente di Quadrilatero Marche-Umbria Guido Perosino – progettata con lo scopo di unire territori importanti del centro Italia, affinché le persone, i mezzi, le merci e con loro anche le idee possano circolare meglio per creare opportunità”. “Migliorare la mobilità tra le due regioni – ha fatto eco il presidente di Anas Pietro Ciucci – ma anche offrire un ulteriore collegamento trasversale tra Adriatico e Tirreno è l'obiettivo di quest'opera”. Nelle sue conclusioni il ministro Lupi ha sottolineato come “l'utilità di un'opera la si vede quando la stessa è pronta. A noi – ha concluso – spetta una sfida. Non tutte le opere sono importanti, ma le priorità che un territorio, le istituzioni centrali e locali si danno vanno realizzate nei tempi giusti, con i costi giusti, con la trasparenza giusta”. Dopo la benedizione da parte dell'arcivescovo di Camerino – San Severino Marche, Francesco Giovanni Brugnaro, il taglio del nastro, accompagnato dalle note dell'Inno di Mameli suonate dall'orchestra dello Sferisterio di Macerata.
'Nell&(39;audio allegato l'intera cerimonia di inaugurazione)
Da circa due anni i carabinieri del Nucleo Operativo tenevano d'occhio una coppia di Fabriano, che le indagini indicavano come una tra le principali fonti di approvvigionamento di cocaina sulla piazza locale. La coppia è stata tenuta costantemente sotto osservazione, aspettando il momento opportuno per agire. Così alla vigilia dell'Epifania i militari sono entrati in azione, con l'ausilio di unità cinofile, perquisendo i locali in uso alla coppia. Nel corso di tale attività uno dei cani antidroga ha segnalato, in una delle abitazioni, la presenza di circa 35 grammi di cocaina parte della quale già suddivisa in dosi. Rinvenuti anche alcuni bilancini, numerose sostanze da taglio nonchè la somma di 330 euro ritenuta provento di spaccio. La coppia è stata così arrestata e dovrà rispondere di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Alla guida di un autoarticolato carico di verdura ha creato momenti di panico lungo la superstrada Civitanova-Foligno, sulla quale procedeva a forte velocità zigzagando.- Questa la segnalazione pervenuta verso le 03,30 di questa mattina alla centrale operativa della Compagnia Carabinieri di Tolentino da alcuni automobilisti. Così, prima che si potesse verificare qualche tragedia, sono scattate le ricerche delle pattuglie in servizio. Qualche minuto dopo, i militari hanno rintracciato il grosso automezzo, che nel frattempo aveva lasciato la superstrada a Tolentino est e continuando a sfrecciare sulla via Nazionale si stava dirigendo verso il centro della città. Già al primo contatto con il conducente, D.T. di 37 anni residente ad Avezzano, in Abruzzo, i militari rilevavano i sintomi tipici dello stato di ebbrezza. L'uomo, subito manifestava la propria contrarietà al controllo, tuttavia acconsentiva di sottoporsi alla prova dell'alcoltest con l'etilometro. Ma visto che il risultato della prima prova era abbondantemente superiore ai limiti di legge, al momento di effettuare la seconda prova di verifica l'uomo reagiva e, scagliatosi contro la pattuglia, si dava alla fuga a piedi nascondendosi nel giardino di una casa. Veniva però subito raggiunto, ma per evitare di essere bloccato continuava ad inveire contro i militari con calci e pugni, oltre che con minacce. Ma le intemperanze del camionista non terminavano subito: anche una volta immobilizzato sul sedile posteriore della “gazzella” continuava nel tentativo di colpire i carabinieri. A questo punto è stato inevitabile l'arresto, anche perché a due dei militari intervenuti aveva provocato contusioni ed abrasioni varie giudicate guaribili in 5 giorni. Ora il camionista si trova rinchiuso nella camera di sicurezza in attesa di essere giudicato per direttissima, nella mattinata di domani, per oltraggio, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e guida in stato di ebbrezza. Naturalmente per lui ci saranno anche le conseguenze legate alla sospensione della patente di guida, ritirata immediatamente dai carabinieri.
L'autoarticolato è stato riconsegnato al titolare della ditta di autotrasporti per la quale il D.T. lavorava.
Con il voto unanime di tutti i Comuni presenti, e l'accoglimento pieno di una mozione programmatica presentata alla vigilia delle elezioni dal sindaco di San Severino Marche, Cesare Martini, l'Unione montana “Alte Valli del Potenza e dell'Esino” è divenuta realtà. L'esito del voto, dato per scontato, ha confermato al vertice dell'ente il presidente Gian Luca Chiappa, già commissario straordinario della Comunità Montana Ambito 4. Membri dell'organo esecutivo dell'Unione sono stati eletti Matteo Cicconi 'vice (residente), Alessandro Delpriori, Renzo Marinelli e Monaldo Vignati.
“La costituita Unione montana delle Alte Valli del Potenza e dell'Esino – ha sottolineato Chiappa a margine del voto – darà un nuovo corso alle cose. Già come Comunità Montana tutti i sindaci facenti parte dell'ente hanno sempre marciato uniti e compatti cercando la soluzione migliore in un momento di difficoltà, anche economica, che sta interessando tutti e nel quale la politica deve fare scelte diverse da quelle che arrivano da Roma e che spesso sono impopolari. Localmente i sindaci devono trovare soluzione a problemi quotidiani. Soluzioni che hanno risvolti nel sociale, nella sanità, nella scuola. Il nostro territorio, quello che sta dentro la nuova Unione, è molto particolare, ha le sue valenze ma anche le sue peculiarità che vanno rispettate e salvaguardate. Non siamo mai stati chiusi di fronte alle ipotesi di eventuali aree vaste ma anche olograficamente occorre tenere conto delle nostre comunità locali, del fatto che esse continuano ad invecchiare, dello spopolamento dell'entroterra e di altri fattori che sono determinanti in tutte le scelte. Poi c'è l'aspetto economico – prosegue Chiappa – Noi rappresentiamo la continuità e possiamo dire tranquillamente di aver lasciato e di riprendere un bilancio sano. Continueremo a guidare una struttura poco onerosa. Prossimo impegno è quello di abbattere i costi accentrando, quanto più possibile, i servizi. Faccio un esempio per essere chiaro: se compriamo mille risme di carta per le fotocopie probabilmente le paghiamo qualcosa di meno di dieci risme. Poi ci sono gli uffici tecnici che, se uniti, possono avere maggiore forza progettuale in maniera diversa e migliore. Infine ci sono le risorse europee, cui dobbiamo guardare pensando al presente ma anche, e soprattutto, al futuro. La cattura di finanziamenti, attraverso progetti seri, deve essere una prerogativa della nuova Unione Montana. Attiveremo, in proposito, un ufficio dedicato. Fin da subito, comunque, abbiamo deciso di metterci al lavoro perché c'è molto da fare”.
I carabinieri della compagnia di Fabriano hanno individuato una banda composta da tre uomini, due colombiani e un messicano, dedita ai furti nelle abitazioni. I tre sono stati individuati dai militari mentre a bordo di una Toyota Yaris si aggiravano nella zona fra Castelplanio e Serra San Quirico nei pressi di villette isolate. Dopo un breve inseguimento la vettura è stata fermata alle porte di Fabriano dai carabinieri del nucleo radiomobile. Identificati e sottoposti a perquisizione i tre uomini, con precedenti specifici per furto e reati contro la persona, sono stati trovati in possesso di guanti di gomma e numerosi arnesi da scasso. Nei confronti dei tre soggetti, che non hanno saputo giustificare il possesso degli arnesi da scasso, è scattata una denuncia per possesso ingiustificato di tali utensili. Sospettati, inoltre, di essere gli autori di numerosi furti sono stati tutti foto segnalati, per consentire alle vittime di furti di individuarne in loro gli autori.
