Urbisaglia, cittadinanza onoraria a Helga Feldner

Mercoledì, 21 Gennaio 2015 01:00 | Letto 1117 volte   Clicca per ascolare il testo Urbisaglia, cittadinanza onoraria a Helga Feldner Sabato 24 gennaio il Consiglio Comunale di Urbisaglia conferirà la cittadinanza onoraria a Helga Feldner, medico cardiologo viennese, quale doveroso risarcimento al dolore e alle sofferenze sopportate a causa dallinternamento di suo padre presso il Campo di Urbisaglia. Il padre di Helga Feldner si chiamava Paul Pollak. Durante la cerimonia Paolo Giubileo, Sindaco di Urbisaglia, consegnerà alla nuova cittadina una copia dei documenti conservati nellArchivio Storico di Urbisaglia riguardanti il lungo internamento di Paul Pollak ad Urbisaglia. Medico capo della Direzione di Polizia di Vienna prima dellannessione dellAustria alla Germania, il dott. Pollak fu fermato a Milano in quanto ebreo straniero appartenente a uno Stato che applicava la politica razziale e trasferito nel Campo di Urbisaglia il 25 luglio 1940. Negli anni della sua permanenza ad Urbisaglia Pollak continuò ad esercitare la sua professione di medico a favore degli internati del Campo. Nel 1942 il Ministero gli concesse un compenso mensile per il lavoro svolto e lo stesso direttore del Campo fece richiesta al Questore di Macerata di poter allestire una vera e propria infermeria attrezzata da affidare al dott. Pollak, definito “clinico valente che riscuote lunanime fiducia della comunità degli internati.” Il Campo di Urbisaglia contava un centinaio di internati, fra cui figurano personaggi di spicco della cultura ebraica, ebrei italiani considerati pericolosi per motivi politici, antifascisti e sloveni. Il Campo fu considerato ufficialmente chiuso il 29 ottobre 1943 e gli internati furono prima trasferiti nel Campo di Sforzacosta, poi a Fossoli, in provincia di Modena. Il dott. Paul Pollack, insieme a tanti ebrei italiani, venne infine deportato a Auschwitz con il convoglio arrivato il 10 aprile del 1944. Nella dichiarazione rilasciata al comando russo di Cracovia l8 febbraio del 1945, Pollak racconta la sua tragica permanenza ad Auschwitz e le vicende legate alla sua liberazione: “Il 25 gennaio ero già in fila per tre pronto per essere ucciso dalle SS di Gleiwitz quando alle ore 12 un motociclista SS sussurrò qualcosa allorecchio di un ufficiale e le SS assassine fuggirono dal Lager. Due giorni dopo fummo liberati dallArmata Rossa.” Mentre Paul Pollak era internato ad Urbisaglia, sua figlia Helga venne deportata, con la madre e la sorella Elisabetta, nel campo di Terezin, tristemente noto perché presentato dalla propaganda nazista come "zona autonoma di insediamento ebraico", ma nella realtà era un campo di concentramento e transito per i deportati diretti ad Auschwitz e altri campi. Anche Helga, un giorno, finì sulla lista di quelli che dovevano essere trasportati ad Auschwitz per entrare nelle camere a gas, ma poiché le operazioni per far salire centinaia di persone nei vagoni piombati richiesero molte ore, lei si addormentò in una baracca vuota. Quando si svegliò il treno per Auschwitz era partito. La morte si era dimenticata di lei. Dopo la liberazione Helga Feldner riuscì a ricongiungersi con la famiglia, studiò medicina e intraprese la professione del padre, lavorando per anni come cardiologo. Dopo il conferimento della cittadinanza onoraria da parte del Consiglio Comunale di Urbisaglia, la dott.ssa Helga Feldner si recherà allAbbadia di Fiastra per visitare Villa Giustiniani Bandini, dove suo padre fu internato per più di tre anni. Alle 18,30 parteciperà allesecuzione del Requiem di Mozart in onore delle vittime della Shoah, presso la Chiesa di S. Maria di Chiaravalle di Fiastra. Prima del concerto la dott.ssa Feldner ricorderà la figura di suo padre e la sua esperienza nel campo di Terezin, unoccasione sicuramente importante per ascoltare, dalla viva voce di un testimone diretto, i drammi della Shoah.

Sabato 24 gennaio il Consiglio Comunale di Urbisaglia conferirà la cittadinanza onoraria a Helga Feldner, medico cardiologo viennese, quale doveroso risarcimento al dolore e alle sofferenze sopportate a causa dall'internamento di suo padre presso il Campo di Urbisaglia.

Il padre di Helga Feldner si chiamava Paul Pollak. Durante la cerimonia Paolo Giubileo, Sindaco di Urbisaglia, consegnerà alla nuova cittadina una copia dei documenti conservati nell'Archivio Storico di Urbisaglia riguardanti il lungo internamento di Paul Pollak ad Urbisaglia.

Medico capo della Direzione di Polizia di Vienna prima dell'annessione dell'Austria alla Germania, il dott. Pollak fu fermato a Milano in quanto ebreo straniero appartenente a uno Stato che applicava la politica razziale e trasferito nel Campo di Urbisaglia il 25 luglio 1940.

Negli anni della sua permanenza ad Urbisaglia Pollak continuò ad esercitare la sua professione di medico a favore degli internati del Campo. Nel 1942 il Ministero gli concesse un compenso mensile per il lavoro svolto e lo stesso direttore del Campo fece richiesta al Questore di Macerata di poter allestire una vera e propria infermeria attrezzata da affidare al dott. Pollak, definito “clinico valente che riscuote l'unanime fiducia della comunità degli internati.”

Il Campo di Urbisaglia contava un centinaio di internati, fra cui figurano personaggi di spicco della cultura ebraica, ebrei italiani considerati pericolosi per motivi politici, antifascisti e sloveni. Il Campo fu considerato ufficialmente chiuso il 29 ottobre 1943 e gli internati furono prima trasferiti nel Campo di Sforzacosta, poi a Fossoli, in provincia di Modena.

Il dott. Paul Pollack, insieme a tanti ebrei italiani, venne infine deportato a Auschwitz con il convoglio arrivato il 10 aprile del 1944. Nella dichiarazione rilasciata al comando russo di Cracovia l'8 febbraio del 1945, Pollak racconta la sua tragica permanenza ad Auschwitz e le vicende legate alla sua liberazione: “Il 25 gennaio ero già in fila per tre pronto per essere ucciso dalle SS di Gleiwitz quando alle ore 12 un motociclista SS sussurrò qualcosa all'orecchio di un ufficiale e le SS assassine fuggirono dal Lager. Due giorni dopo fummo liberati dall'Armata Rossa.”

Mentre Paul Pollak era internato ad Urbisaglia, sua figlia Helga venne deportata, con la madre e la sorella Elisabetta, nel campo di Terezin, tristemente noto perché presentato dalla propaganda nazista come "zona autonoma di insediamento ebraico", ma nella realtà era un campo di concentramento e transito per i deportati diretti ad Auschwitz e altri campi. Anche Helga, un giorno, finì sulla lista di quelli che dovevano essere trasportati ad Auschwitz per entrare nelle camere a gas, ma poiché le operazioni per far salire centinaia di persone nei vagoni piombati richiesero molte ore, lei si addormentò in una baracca vuota. Quando si svegliò il treno per Auschwitz era partito. La morte si era dimenticata di lei.

Dopo la liberazione Helga Feldner riuscì a ricongiungersi con la famiglia, studiò medicina e intraprese la professione del padre, lavorando per anni come cardiologo.

Dopo il conferimento della cittadinanza onoraria da parte del Consiglio Comunale di Urbisaglia, la dott.ssa Helga Feldner si recherà all'Abbadia di Fiastra per visitare Villa Giustiniani Bandini, dove suo padre fu internato per più di tre anni. Alle 18,30 parteciperà all'esecuzione del Requiem di Mozart in onore delle vittime della Shoah, presso la Chiesa di S. Maria di Chiaravalle di Fiastra. Prima del concerto la dott.ssa Feldner ricorderà la figura di suo padre e la sua esperienza nel campo di Terezin, un'occasione sicuramente importante per ascoltare, dalla viva voce di un testimone diretto, i drammi della Shoah.

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