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Alla presenza del sindaco di Treia Luigi Santalucia, del presidente del Cosmari Fabio Eusebi e dell'assessore provinciale all'ambiente Carlo Migliorelli è stata inauguata l'isola ecologica situata nella zona artigianale di Passo di Treia. La struttura, progettata dal Cosmari su delega dell'Amministrazione Comunale, sarà aperta, con orario sperimentale sino a Settembre, il martedì dalle 10 alle 13 ed il venerdì pomeriggio dalle 14 alle 19 affiancando l'altra "isola" già esistente sul territorio, quella in località SS.Crocefisso che sta avendo, da 4 anni, riscontri oltremodo positivi. 5 sono i contenitori installati riservati ai rifiuti ferrosi, a quelli ingombranti, al legno, agli scarti verdi ed al vetro. "La raccolta differenziata  peraltro potrà essere ulteriormente potenziata, ha detto il sindaco Luigi Santalucia anche se abbiamo percentuali molto elevate se pensiamo che siamo arrivati al 36,20% nel 2007 ed al 37% nei primi due mesi del 2008. Tutto questo grazie alla sensibilità della popolazione ed alla dedidizione dei nostri addetti tra cui merita una mensione Sandro Farabollini". "Quest'isola, ha sottolineato il presidente del Cosmari, è in linea con quanto i comuni debbono fare e che ci sta permettendo di vivere una realtà molto più tranquilla rispetto ad altre zone dove la problematica rifiuti è gravissima e potrebbe evidenziarsi anche in aree diverse dalla Campania." Per Carlo Migliorelli "è necessario mantenere la gestione pubblica dei rifiuti" mentre il consigliere regionale Franco Capponi ha rimarcato come sia fondamentale "salvaguardare ambiti che si sono organizzati autonomamente".L'isola ecologica di Passo di Treia è costata complessivamente 154 mila euro ed è stata finanziata per buona parte dalla Regione Marche con i fondi Docup che hanno coperto 102 mila euro. Il rimanente è stato a carico del Comune di Treia, 37 mila euro e del Cosmari, 14 mila euro.

“Una giornata favorevole e positiva che testimonia la qualità della nostra regione e della nostra vita comunitaria”. Così il presidente Spacca alla cerimonia ufficiale di consegna delle Bandiere Blu ai 15 Comuni marchigiani che hanno ottenuto l'ambito riconoscimento da parte della F.E.E. (Foundation for Environmental Education – Blue Fag), in collaborazione con la Lega delle Autonomie. Un risultato che pone le Marche in testa nella classifica nazionale, insieme con la Toscana. I Comuni premiati sono quelli di: Gabicce Mare, Pesaro, Fano, Senigallia, Sirolo, Numana, Porto Recanati, Civitanova Marche, Potenza Picena, Porto S. Elpidio, Fermo-Lido, Porto San Giorgio, Cupra Marittima, Grottammare, San Benedetto del Tronto.

Alla cerimonia erano presenti anche Fernando Rosi, referente F.E.E. Marche, e Roberto Piccinini, coordinatore della Lega Autonomie Marche per le Bandiere Blu.

“Abbiamo fatto del turismo – ha continuato Spacca – inteso come espressione di una nuova cultura della comunità regionale, uno degli obiettivi strategici di questa legislatura. Non ci basta essere la regione più industrializzata d'Italia. Lo sviluppo della nostra economia va legato anche alla crescita del turismo, in un'ottica di sostenibilità ambientale. Un processo che richiederà tempo ma che va seguito con coerenza e costanza”.

Le 15 Bandiere Blu rappresentano una prima verifica di questo percorso di qualificazione e valorizzazione dell'immagine turistica regionale. Le Marche, con 180 km di costa, spiagge di varie tipologie, 9 porti turistici, sistemi logistici sviluppati, sono in grado di garantire un'offerta diversificata. A ciò si aggiungono le 4 Bandiere Blu assegnate agli approdi turistici di Fano, Numana, Grottammare e San Benedetto del Tronto e le 16 Bandiere Arancioni, per un'offerta integrata con l'entroterra che esalta l'ambiente, la cultura, il paesaggio e l'enogastronomia.

“Oggi – ha proseguito Spacca – celebriamo lo sforzo complessivo e coerente che le istituzioni e la comunità regionale stanno facendo per allinearsi al progetto di rendere le Marche una regione sempre più attraente. Abbiamo ancora dei passi da compiere: bisogna migliorare il nostro sistema d'accoglienza e per questo ci siamo già attivati con la Banca europea per gli investimenti per la concessione di finanziamenti volti al miglioramento delle strutture ricettive”.

Piccinini ha ribadito l'importanza del rapporto tra Regione, Province e Comuni, mentre Rosi ha parlato di “traguardo meraviglioso” per le Marche. “Questi risultati – ha detto Rosi – vanno però mantenuti. Cinque azioni sono necessarie a questo scopo, per il 2009: attenzione alla raccolta differenziata dei rifiuti, la difesa dei fiumi dalla sorgente alla foce, il servizio di assistenza e salvataggio ai bagnanti in tutte le spiagge, la costituzione dei Comitati dei Comuni per le Bandiere Blu e, infine, attività di eco-school che coinvolga gli studenti”. (s.g.)

 

“Lo spazio scolpito” è il titolo della mostra dell'artista Rolando Sampaolesi che sarà inaugurata ufficialmente domenica 15 giugno, alle ore 18, presso le sale storiche del Museo Napoleonico di Palazzo Parisani Bezzi a Tolentino.

Interverranno al vernissage, oltre all'artista, il Sindaco di Tolentino Luciano Ruffini ed il critico e giornalista Alvaro Valentini.

La mostra, che presenta una ampia gamma di sculture e pannelli, anche di grandi dimensioni, che consentono di apprezzare l'intero percorso artistico di Rolando Sampaolesi, rimarrà aperta fino al prossimo 13 luglio e sarà visitabile tutti i giorni, escluso il lunedì, dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 15 alle ore 19.

Le creazioni artistiche di Rolando Sampaolesi possono essere definite, con un gioco di soggettiva interpretazione, “sculture pittoriche”. Ogni sua opera, infatti, superando il limite del vincolo figurativo, grazie alla propria tridimensionalità, presenta paesaggi, figure, astrazioni, monumenti, piazze con un linguaggio che si caratterizza per la coerenza, l'essenzialità delle forme e la perfetta adesione alla materia utilizzata, il legno, esplicitandone la sua più intima natura e nello stesso tempo modificando la consueta percezione di coloro che si trovano ad osservarlo.

A corredo dell'esposizione il Comune di Tolentino ha provveduto a pubblicare un pregevole catalogo curato da Giorgio Leggi, con i testi critici di Alvaro Valentini e con le fotografie di Roberto Muscolini.

 

Sabato 14 giugno, alle ore 8.20 e alle ore 9.20 circa, andranno in onda su Raiuno le immagini che lo chef Gianfranco Vissani e la troupe del regista Massimo Biagini hanno girato – mercoledì 11 giugno – in piazza del Popolo, a San Severino, per il programma “Sabato & domenica”.

Presente anche l'autore Massimo Barcella, le telecamere della Rai si sono soffermate sulla rievocazione storica del Palio dei castelli, grazie ai personaggi in costume d'epoca dell'omonima associazione, e sulle bellezze storiche, artistiche e monumentali della città. Non poteva mancare la “vetrina” dell'enogastronomia con i prodotti tipici dell'associazione “I tesori di San Severino” e il contributo tecnico dello chef Roberto Sebastianelli e del giornalista Ugo Bellesi. Sono intervenuti, fra gli altri, l'assessore comunale allo Sviluppo economico e turistico, Cadia Carloni, lo storico Raoul Paciaroni, l'architetto Luca Maria Cristini, nonché una nutrita rappresentanza del Gruppo comunale di Protezione civile.

Una “bussola” per orientare le risorse e una “cornice” su come muoversi in futuro.  Così, parafrasando una parte dell'intervento del presidente Giulio Silenzi, si può definire il nuovo Programma pluriennale di sviluppo presentato dalla Provincia a pochi giorni dall' avvenuta approvazione in Consiglio provinciale, ha presentato nel corso di un'iniziativa pubblica ospitata nell'Aula Magna dell'Università di Macerata. Una sede, questa, scelta non a caso. Infatti il Programma  ha visto il diretto coinvolgimento degli Atenei di Macerata e Camerino, che hanno costituito un gruppo di lavoro composto da dieci esperti che, attraverso una fase di continua consultazione con le forze economiche e sociali, ha varato il documento di programmazione su cui ora dovranno essere attivate le azioni di sviluppo del territorio. A tracciare l'itinerario fin qui svolto è stato l'assessore provinciale, Daniele Salvi, per il quale la redazione del Piano ha rappresentato un momento di “crescita” per tutti, per le stesse due Università che hanno rafforzato la conoscenza del territorio, per le parti sociali che si sono cimentate in uno sforzo di analisi e di proposta, per l'Amministrazione provinciale che si è dotata di uno strumento in grado di fornire un quadro d'insieme delle problematiche e delle possibilità del territorio. Un apprezzamento per la decisione della Provincia di affidare la predisposizione del Programma pluriennale di sviluppo ai due Atenei è stato espresso, nei saluti iniziali al folto pubblico, dai rettori Roberto Sani e Fulvio Esposito. L'utilità dello strumento di programmazione è stata rimarcata dal sindaco di Macerata, Giorgio Meschini, per il quale il nuovo Programma “potrà indicare le linee di sviluppo per un futuro sempre più difficile in quanto, nel mondo globalizzato, i processi si muovono con difficoltà fin dal livello provinciale e regionale”. L' assessore regionale Pietro Marcolini ha ricordato che “anche la Regione Marche sta lavorando alla stesura di un documento unico di programmazione attraverso sei grandi obiettivi e dieci interventi nell'ottica  di evitare la dispersione delle risorse”. Sui contenuti del Programma pluriennale si è addentrato il professor Francesco Adornato, preside della facoltà di Scienze politiche dell'Università di Macerata e coordinatore del gruppo di lavoro che ha elaborato il Piano: “Il segreto del passato, del presente e anche del futuro di questa comunità – ha detto - è racchiuso nella possibilità di mettere a sistema le sue diversità che ne costituiscono la ricchezza, ovvero il ritmo lento  del territorio (i suoi beni culturali, l'attenzione per la qualità della vita, la salvaguardia dell'ambiente) e il ritmo veloce (il recupero del ritardo infrastrutturale, l'innovazione tecnologica, l'economia). Questo lavoro ha segnato un punto di non ritorno, partito dal lavoro fatto in passato. Le Università non solo hanno collaborato ma hanno condiviso un percorso con tutte le parti sociali. Siamo riusciti a ricondurre in unità le pluralità – ha aggiunto Adornato, che ha poi concluso - Di certo questo non è un documento settoriale ma è partito dalle risorse del territorio e ha costruito un'idea di visione integrata dello sviluppo”.

 

‘' FRANCESCO …AMICO MIO ‘'è il titolo dello spettacolo andato in scena al Teatro di Caldarola; protagonisti non ‘' i soliti attori famosi'', ma tutti gli alunni dalla scuola elementare.

Oltre 100 ragazzi, dai 6 agli 11 anni, si sono cimentati con successo, sul palcoscenico del Teatro Comunale, in un' esibizione che ha strappato applausi. In platea le autorità: il primo cittadino Fabio Lambertucci, il suo vice e assessore alla cultura Mauro Capenti, nella doppia veste di genitore e rappresentante istituzionale, il parroco don Mariano Blanchi e un ospite speciale, l'Arcivescovo di Camerino- San Severino Marche, Francesco Giovanni Brugnaro ( nella foto con i bambini,al termine della serata), che al momento del suo ingresso è stato accolto con un calorosissimo applauso. Il teatro era gremito e l'applauso è stato spontaneo; la presenza del vescovo non era prevista, ma il prelato ha voluto fare una sorpresa al parroco e vicario diocesano Blanchi ed anche agli alunni, alle insegnanti e al dirigente scolastico Sergio Piccioni.

Francesco Amico mio, cantando sulle note del maestro Diego Guardati, ballando le coreografie della maestra Alessandra Spurio e recitando sul copione , interamente ispirato alla vita di San Francesco, e riadattato della maestra Ivana Miconi, che lo ha riscritto interamente con il solo scopo di far coinvolgere le diverse culture. Infatti bambini cristiani e musulmani hanno cantato, danzato e recitato un solo messaggio, umile e semplice: il messaggio di Chiara e Francesco e soprattutto imparare e comprendere il significato dell'amore, della carità che Dio ci ha dato.

Una bambina ha scritto… ‘' La maestra Ivana Miconi voleva farci capire, e con noi bambini c'è riuscita, il significato dell'insegnamento di Francesco.

Abbiamo lavorato insieme noi bambini cristiani e mussulmani, con gioia, consapevoli che con l'amore, l'umiltà, l'amicizia, le diversità si possono superare. Questa è la vera integrazione.

Ma anche i nostri genitori, i nostri nonni si sono commossi per il lavoro svolto e per il messaggio che ci è stato dato in custodia; nel teatro infatti si respirava aria di fratellanza.

Al termine dello spettacolo il dirigente scolastico Sergio Piccioni ha voluto ringraziare tutti i bambini: ‘' Bravi, bravissimi… ‘' ha detto. Poi ha continuato, riprendendo alcune frasi pronunciate alcuni giorni prima dall'arcivescovo Brugnaro, parole significative nei confronti della scuola, dei ragazzi e delle insegnanti: '' la nostra è una società disorientata, i diritti sono illimitati, la contrazione dei doveri è sempre più forte, fino ad arrivare al paradosso che qualche bambino possa dire, tutti diritti, nessun dovere… ‘' e il dirigente ha aggiunto un consiglio ai genitori, ‘' per raggiungere degli obiettivi, qualche volta dobbiamo dire dei No.., ringraziamenti anche per tutte le insegnanti, sono state professionali, ma ancora di più, hanno speso molte ore del loro tempo per un progetto come lo spettacolo andato in scena, Sergio Piccioni ha affermato un concetto fondamentale: la scuola non è solo ‘' bullismo'' , la scuola è soprattutto impegno e serietà, lavoro e ragazzi formati…

Ha concluso il suo intervento con una poesia di un bambino, che partecipando alle prove prima della recita, si è immedesimato in Gesù, scrivendo una poesia che ha consegnato al preside incontrato lungo il corridoio della scuola….

'.. Ascolta, ho uno sguardo triste e perduto, mi chiamo Gesù e sono in cielo salito.

Proprio lassù, in mezzo al blu provo amarezza .. ho tanta tristezza.

Mi sento come un sole pieno d'amore, ma sono confuso i miei figli si uccidono

e mi hanno deluso, mi sento distrutto, con gioia ho donato un regno incantato

che nessuno ha apprezzato, ho nel mondo distribuito profumi, farfalle e fiori per riempire di letizia i vostri cuori.

Pensavo che tra voi non ci fosse rivalità, ma solo tanta bontà, lealtà e generosità

Ora che il mondo sta per crollare, una speranza vi voglio donare,

seguendo l'esempio di Francesco vi potete salvare…

Succesivamente, su invito del dirigente scolastico, è intervenuto l'Arcivescovo Brugnaro, che, rivolgendosi ai ragazzi, ha detto: ‘' Voi avete cantato una parola: Alleluia! Sapete cosa vuol dire?”. Dopo qualche secondo di silenzio, è il vescovo stesso a spiegare il termine. Alleluia vuol dire “lodate Dio”! Avete detto questa sera, cari bambini, lodate Dio. Mi rivolgo agli insegnanti: cari insegnanti , mi commuove una cosa, non badate al riconoscimento, educare l'intelligenza, educare il cuore, anche quando c'è fatica, avete anche voi le vostre famiglie , le vostre preoccupazioni, fate un' opera infinita, anche quando la società alle volte non riconosce l'opera che compite.

Vi ricordo solo che un grande pensatore che si chiamava Wittgenstein, fondatore della filosofia del linguaggio, quando si è trattato, alla bellezza di 72 anni, di lasciare l'università ha detto che avrebbe voluto insegnare nella scuola elementare perché li si pongono le basi della formazione intellettuale.

Mi rivolgo ai genitori, forse tutti siete stati colpiti , anche i nonni, dalla bellezza, dall'innocenza, dall'ingenuita; io mi domandavo: ma che cosa sarà fra 10 anni, avrete ugualmente la capacità di commuovervi difronte a loro?

Credo che questi ragazzi, ha continuato il vescovo, vi chiedano: ' Dedicateci tempo, dedicateci tempo, non danaro, tempo! Insegnateci a divertirci, insegnateci ad amare la vita, non la vita astratta, ma la vita concreta, questa vita'.

E' stata letta questa bella poesia, credo che l'insegnamento del Vangelo e l'insegnamento della chiesa sia questo: bisogna amare la vita concreta, questa dei figli, dedicarsi a loro, sacrificare un pochino delle tante cose che ci distraggono per dedicarci alla loro esistenza, al loro affetto, quella che oggi è ingenuita, innocenza, deve diventare responsabilità e libertà. Questa è la fatica.

L'innocenza non è bella perché è bella, ma è bella perché nasconde, domani, la capacità di diventare liberi.

L'innocenza commuove, ma è senza responsabilità; domani possiamo in parte perdere l'innocenza, ma non possiamo mai perdere la responsabilità e la libertà.

Credo che questi ragazzi fra 10 anni ci diranno grazie … se ci avete insegnato queste cose.

Io sono vescovo, prete. La chiesa e il Vangelo come abbiamo sentito da quel bambino, hanno una sola malinconia… che questi ragazzi non diventino capaci di essere contenti, di godere, di imparare a lavorare, di amarsi, di pensare alla loro famiglia, di pensare al loro futuro e al nostro futuro con un cuore pieno di gioia.

Un grande pensatore diceva che quello che deve stupirci al mondo è la capacità di stupirci, di meravigliarci. Questa sera ci siamo meravigliati per quello che hanno fatto. Chiediamo al buon Dio, cari genitori, che li continuiamo a mantenere nella meraviglia, scoprire la meraviglia di diventare adulti, capaci di dire si alle responsabilità, no al male, a qualsiasi forma di male e a prendersi l'impegno di mantenere questi nostri paesi, questa nostra Italia in una condizione non solo di libertà, ma di quella pace, operosità, rispetto di tutti quei valori di cui è necessario avere il cuore riempito perché la vita diventi amabile.

Io mi sono commosso sentendo le parole di quel bambino che ha detto che Gesù è triste; qualche volta Dio è triste, è triste non tanto perché gli uomini non credono a Lui, quanto perché gli uomini non si fidano degli uomini…. E quando non ci si fida degli uomini allora il lupo diventa un nemico. Ma non è il lupo nemico, è l'uomo che diventa lupo all altro uomo e quando si diventa lupi all altro uomo la vita diventa invivibile, insopportabile in famiglia nei rapporti coniugali, nei rapporti filiali nei rapporti parentali nella società.

Credo che allora il nostro impegno in queste occasioni è quello di gioire, di essere contenti, di far capire ai nostri figli che la vita è si gioia, perché ci dedichiamo a loro, perché vogliamo che crescano nella loro libertà, ma è anche impegno, impegno a dedicarsi agli altri.

Ringrazio il dirigente, il sindaco e anche don Mariano per questo invito e grazie a voi ragazzi, siete stati bravi… (applauso…..) anche perché questo spettacolo è il frutto di mesi di lavoro, ringraziamo il maestro Diego e tutti gli altri…

Bambini, chiedete ai genitori di moltiplicare il tempo per divertirci così, va bene! Ci vuole tanta fatica, ma ci vuole tanto poco per divertirsi bene, perche la vita è un divertimento. Vi siete divertiti? E i genitori si sono divertiti? Ecco bisogna dire allora che la vita è un divertimento bello, gioioso e ci rende ancora più contenti di stare al mondo… Grazie.

L'agricoltura marchigiana e le problematiche del settore sono state le questioni poste durante l'incontro tra la giunta regionale e la Cia Marche (Confederazione Italiana Agricoltori). Molti i temi trattati e le osservazioni poste dal presidente Cia Nevio Lavagnoli. In particolare gli agricoltori attraverso il loro portavoce hanno richiesto che la Regione si faccia promotrice di una Conferenza agraria, punto di partenza per una nuova politica agricola. Hanno sottolineato che il Piano di sviluppo rurale attraverso i parametri per l'acceso ai bandi escludono piccole e medie imprese. Rinnovato l'utilizzo del metodo della concertazione e quello della sussuidiarietà quale strumenti principali per rendere migliori i servizi forniti agli agricoltori. Inoltre, hanno richiesto norme di edilizia per evitare lo spopolamento delle campagne, di avviare una politica che privilegi la prevenzione e non il risarcimento del danno della caccia, di promuovere e valorizzare le produzioni agroalimentari e di far dismettere la produzione di zucchero della Sadam con un piano di riconversione dell'azienda stessa.

“Piena condivisione – ha detto Spacca – sulla realizzazione di una Conferenza agraria che permetta gli agricoltori di riorientare le scelte rispetto ai loro investimenti e allo sviluppo delle loro imprese. Importante anche la  concertazione per stabilire un metodo e una maggiore condivisione delle scelte strategiche della Regione nei diversi settori. E' importate la concertazione sul secondo motore dello sviluppo delle Marche, cioè su tutta l'area che interessa il territorio, ambiente, agricoltura e turismo”.

“Siamo favorevoli – ha proseguito il Presidente - sul principio della sussidiarietà cercando di sburocratizzare, per quanto possibile, la struttura amministrativa. Il fatto che abbiamo differenti modelli imprenditoriali e produzioni agricole per la nostra Regione è una ricchezza preziosa che dobbiamo salvaguardare pur inquadrando i problemi nella logica più unitaria possibile.

“Sul discorso della promozione – ha concluso Spacca - dobbiamo cercare di organizzarci in maniera integrata per entrare in alcuni segmenti di mercato internazionale, cercando anche di coordinarci di più con le Camere di Commercio”. Sulla scia di Spacca anche il vice presidente, Paolo Petrini, ha ribadito che la “condivisione delle scelte con le organizzazioni del settore sono strategiche. In termini di sburocratizzazione abbiamo realizzato la firma digitale a tutti gli agricoltori e anche se i bandi, in linea con il Piano di sviluppo rurale, rischiano di buttar fuori alcune aziende è bene riconfrontarci”. (a.f.)

Prosegue il viaggio della fiaccola delle Olimpiadi provinciali. Il suo passaggio si sta trasformando sempre più in una vera e propria festa in diversi centri del Maceratese. Venerdì scorso, 6 giugno, la manifestazione ha fatto tappa a Pievebovigliana. Sette giovani tedofori – Roberto Giorni, Loredana Camela, Matteo Sargenti, Beatrice Cucculelli, Sabrina Napoleoni, Francesco Scipioni e Bardi Asani – hanno sfilato con la fiamma in mano dagli impianti sportivi comunali fino alla centralissima piazza Vittorio Emanuele dove si è poi svolta una manifestazione promossa dal sindaco, Sandro Luciani, e dall'Amministrazione comunale in collaborazione con il Coni e la Provincia di Macerata, i due enti che organizzano le Olimpiadi provinciali. Madrina d'eccezione dell'iniziativa è stata Francesca Scattolini, Miss Marche 2007. Con lei, sul palco, anche i giocatori della Sangiustese Calcio, che sono stati festeggiati per la recente promozione, e il maratoneta Jimmy Pallotta, campione del mezzo fondo, originario proprio di Pievebovigliana, che nel 2006 ha conquistato un eccellente 31esimo posto assoluto alla Maratona di New York. A lui è spettato l'onore di accendere il braciere olimpico. Grande festa per tutti, soprattutto per i calciatori della Sangiustese, rappresentati dal patron, Antonio Pantanetti, e dal sindaco di Monte San Giusto, Franco Bordoni. Fra la squadra e la cittadina di Pievebovigliana c'è uno stretto legame: d'estate, infatti, la Sangiustese Calcio, con le sue formazioni giovanili, viene ospitata nella cittadina del Maceratese per la preparazione atletica. In rappresentanza del Coni provinciale il passaggio della fiaccola olimpica a Pievebovigliana è stato salutato dal vice presidente Oreste Moretti mentre per la Provincia di Macerata ha assistito alla cerimonia il consigliere delegato allo Sport, Antonio Monadi. A fine serata fuochi d'artificio e spettacolo musicale del gruppo Jazz Daniel's.

L'incentivazione del servizio di raccolta differenziata dei rifiuti, la promozione della pace fra i popoli, la riduzione dell'inquinamento, la sistemazione delle aree verdi e la realizzazione di un villaggio studio. Sono stati questi gli argomenti trattati in una seduta “speciale” che si è svolta nell'aula del Consiglio provinciale di Macerata. “Speciale” perché a discuterne non sono stati i consiglieri – anche se diversi di loro erano presenti – bensì gli studenti delle scuole del Maceratese che, a chiusura dell'anno scolastico, hanno preso parte alla prima seduta del Consiglio provinciale dei Ragazzi convocato dall'assessore provinciale ai Diritti dei Bambini e all'Istruzione superiore, Clara Maccari, e presieduto da Benedetta Natali dell'istituto di istruzione superiore “Filelfo” di Tolentino, assistita da Michele Pieroni, coordinatore della Consulta provinciale giovanile. In tutto una quarantina gli alunni presenti nell'Aula consiliare in rappresentanza dei Comuni dove è già presente un “Consiglio junior” e degli istituti coinvolti nell'iniziativa: il comprensivo “Monti” di Pollenza, i circoli didattici “F.lli Cervi” e “Via Panfilo” di Macerata, l'istituto comprensivo “Grandi” e l'istituto “Filelfo” di Tolentino, il Liceo classico e l'istituto comprensivo “Leopardi” di Recanati, gli istituti comprensivi di Colmurano, “Mestica” di Macerata, “Giovanni XXIII” di Mogliano e “Tacchi Venturi” di San Severino Marche.

La seduta è stata aperta da un breve intervento del presidente della Provincia di Macerata, Giulio Silenzi, ed è stata poi seguita dal presidente del Consiglio, Silvano Ramadori e dal suo vice, Umberto Marcucci, dagli assessori provinciali Clara Maccari, Carlo Migliorelli, Alessandra Boscolo, dai consiglieri Maggini, Giulietti, Cruciali, Attardo e Manzi e dall'assessore all'Ambiente del Comune di Tolentino, Alessandro Bruni.

Nella foto, gli alunni del Consiglio provinciale dei ragazzi, riuniti nella sala consiliare della Provincia con i loro insegnanti e gli amministratori provinciali

Grazie all'aiuto della Provincia di Macerata gli appassionati di bocce di Pioraco potranno praticare il loro sport preferito in due campi completamente rimessi a nuovo. L'inaugurazione delle strutture è avvenuta in occasione della festa del Patrono della cittadina della carta, San Vittorino. Alla cerimonia hanno preso parte, fra gli altri, l'assessore provinciale Daniele Salvi, il sindaco, Giovanni Torresi, il presidente della bocciofila locale, Romano Liberati, il parroco, don Cherubino Ferretti. L'intervento è consistito nel rifacimento della pavimentazione e nella risistemazione della recinzione esterna.

“Per i piorachesi è stata una vera e propria festa – sottolinea il sindaco Torresi – Grazie alla Provincia i due campi da bocce sono tornati nuovi. Ringrazio per questo il presidente Silenzi e la giunta provinciale. E' bello vedere che le istituzioni si ricordino dei piccoli Comuni che spesso hanno poche risorse a disposizione e non riescono ad effettuare opere che sono comunque importanti per la comunità locale”.

La sistemazione delle strutture è stata realizzata grazie ad un contributo di 10mila euro elargito dalla Provincia nell'ambito di un progetto più generale che riguarda la realizzazione, o l'adeguamento, di impianti sportivi di base in altri 37 Comuni del Maceratese al di sotto dei cinquemila abitanti, di cui 26 con meno di duemila residenti. Complessivamente l'investimento sfiora i due milioni di euro, di cui un milione e trecentomila destinato proprio ai centri più piccoli.

“L'importanza di ripristinare le strutture dei piccoli Comuni è fondamentale per aiutare le persone, anche quelle un po' più avanti negli anni, nella socializzazione e nella pratica di sport come, ad esempio, le bocce – ricorda il presidente Giulio Silenzi – Questo intervento di cofinanziamento va in questa direzione. Siamo felici di aver potuto riconsegnare ai piorachesi i due campi da bocce completamente rinnovati”. 

 

 

 

Nella foto: l'assessore Salvi e il sindaco Torresi all'inaugurazione dei campi da bocce

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