Radioc1inBlu
Queste le loro dichiarazioni alle agenzie di stampa, poi loro stesse hanno rilasciato dichiarazioni alle radio e alle televisioni.
Adesso, interviene la Diocesi di Camerino - San Severino Marche con un comunicato ufficiale dell'Arcivescovo Francesco Giovanni Brugnaro.
A proposito del gesto compiuto in Piazza Pio XII da due ex-religiose legittimamente dimesse nel gennaio 2007 dal Monastero delle Carmelitane scalze di Camerino, il sottoscritto ordinario nota quanto segue.
La vicenda ebbe inizio nel 2005. Il caso è stato sottoposto al discernimento di tutti gli Organismi interessati sia del Carmelo sia della Sede Apostolica.
Successivamente sono stati aperti due procedimenti, tutt'ora in corso, presso
A nome dell'Arcidiocesi e mio personale, e per conto della Comunità del Monastero, partecipo la mia evangelica comprensione per ogni sofferenza e presto l'attenzione dovuta alle esigenze di giustizia.
Tuttavia il rispetto dovuto alla Magistratura ci obbliga ad evitare ogni indebita pressione, ma ci autorizza comunque a ricordare che oltre alle esigenze delle ex-religiose interessate, esistono anche i diritti primari d'una intera Comunità religiosa da troppo tempo costretta alla sofferenza e privata della necessaria serenità.
E' opinione di questo Ordinario che la delicatezza del caso deve suggerire a tutti una maggiore fiducia nella legittima Autorità della Chiesa e un'attenzione più completa alla complessità della vicenda.
+Francesco Giovanni Brugnaro,
Arcivescovo di Camerino-San Severino Marche
30° Pellegrinaggio a piedi Macerata-Loreto
Diamo comunicazione dei messaggi di S.S. Benedetto XVI e
del Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano,
con viva preghiera di diffusione e di pubblicazione.
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Nota informativa di servizio:
Un servizio di bus/navetta presterà servizio gratuito a Macerata, sabato 7 giugno, dalla Stazione FFSS allo Stadio Helvia Recina dalle ore 15,30 alle 21,30, con fermate presso c.so Cairoli, Rampa Zara ed ex-Standa.
A Loreto, domenica 8 giugno, dal parcheggio Eurhope-Bagaloni al IV livello, ci saranno pullman a disposizione dei pellegrini che vorranno tornare a Macerata.
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COMUNICATO STAMPA N. 10
Messaggio del S. Padre Benedetto XVI
al Vescovo di Macerata
S.E.R. Mons. Claudio Giuliodori
Occasione trentesima edizione Pellegrinaggio a Piedi da Macerata at Santa Casa Loreto Sommo Pontefice desidera assicurare spirituale presenza at provvida manifestazione promossa dal movimento di Comunione e Liberazione unitamente a diocesi Macerata prelatura Loreto et altre associazioni ecclesiali e rivolge cordiale saluto a partecipanti chiamati a riflettere sul tema “Il vero protagonista della storia è il mendicante”. Sua Santità auspica che quanti prenderanno parte at così significativa esperienza di preghiera, che ripropone in modo originale un gesto profondamente sentito dal popolo cristiano, possano fare gioiosa esperienza di Cristo Via Verità e Vita, sperimentando materna intercessione Maria Madre di Speranza. Con tali voti Santo Padre invoca su Vostra Eccellenza presuli sacerdoti et pellegrini tutti copiose grazie celesti et invia speciale Benedizione Apostolica.
Cardinale Tarcisio Bertone
Segretario di Stato di Sua Santità
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Messaggio del Presidente della Repubblica
alla Prof.ssa Paola Olivelli
Presidente del Comitato Pellegrinaggio a Loreto
Gentile Professoressa,
la ringrazio, a nome del Presidente della Repubblica, per il cortese invito alla XXX edizione del Pellegrinaggio Macerata-Loreto, dal tema “Il vero protagonista della storia è il mendicante”, in programma il 7 e l'8 giugno prossimi. (...)
Il Presidente Napolitano esprime apprezzamento per la manifestazione, che ogni anno coinvolge migliaia di persone, in particolare giovani provenienti da diversi paesi, accomunati dalla condivisione dei valori della pace, della giustizia, della solidarietà e della libertà religiosa.
Il Capo dello Stato invia a lei e a quelli che prenderanno parte all'iniziativa un cordiale saluto, cui unisco il mio personale.
Donato Marra
Segretario Generale del Presidente della Repubblica
Una nuova cultura del trasporto pubblico, per liberare le nostre città dall'inquinamento che ha superato i livelli di emergenza in tutti i centri con più di diecimila abitanti e per affrontare i problemi posti dall'impennata dei prezzi del carburante che impedisce, di fatto, a molti cittadini, l'accesso alla mobilità. È la filosofia che guiderà il nuovo Piano regionale dei trasporti che sarà pronto entro i primi mesi del 2009. Tra le priorità del provvedimento - nel nome della sicurezza, dell'efficienza e della compatibilità ambientale ed economica - il completamento del sistema dei nodi di interscambio, l'integrazione modale (diverse tipologie di trasporto coordinate tra loro, in modo che l'utente abbia la percezione di viaggiare su un unico mezzo), l'integrazione tariffaria (introduzione di un sistema unico tariffario regionale) e il sistema di bigliettazione elettronica, in via di sperimentazione nel bacino di Ancona. Di questo si è parlato nel corso del convegno: “Verso il nuovo Piano dei trasporti”, organizzato dalla Regione al Teatro Rossini di Pesaro, al quale hanno partecipato numerosi amministratori locali e rappresentanti delle aziende di trasporto. “L'ultimo appuntamento in tema di Trasporto pubblico locale (Tpl) risale al novembre 2006 - ha esordito l'assessore regionale ai Trasporti,
Il giudice Paolo Borsellino, assassinato dalla mafia nel 1992, è “un eroe del nostro tempo e di lui, come di tutti gli eroi, rimane la testimonianza preziosa dell'impegno per il bene degli altri”; egli è stato “un uomo con un grande senso dello Stato, di un'alta dirittura morale e con un profondo ideale di giustizia”. Questi due ritratti del giudice Borsellino, tratteggiati dal prefetto di Macerata, Vittorio Piscitelli, e dal consigliere regionale Francesco Comi, spiegano il significato dell'iniziativa che la presidenza del Consiglio provinciale di Macerata e la presidenza del Consiglio regionale delle Marche hanno organizzato per celebrare i 60 anni della Costituzione italiana. La presentazione, nella sala consiliare della Provincia di Macerata, del “quaderno” che il Consiglio regionale delle Marche ha dedicato a scritti inediti del giudice Paolo Borsellino, è stata infatti il miglior modo per celebrare i veri valori della Carta costituzionale. Il volume si intitola “Giustizia e verità” e, come ha sottolineato il consigliere regionale Comi, intervenuto in rappresentanza del presidente Bucciarelli, “queste due parole raffigurano anche gli ideali cui si è ispirata l'opera del magistrato Borsellino. Esse rappresentano inoltre l'“orizzonte” che ogni individuo deve avere di fronte”.
L'incontro si è aperto con il saluto del presidente del Consiglio provinciale, Silvano Ramadori, il quale, presentando l'iniziativa, ha ricordato come al giudice Paolo Borsellino sia stata conferita la medaglia d'oro al valore civile “a riconoscimento dello zelo e dell'eroica determinazione del suo duro lavoro di investigatore”.
“Il ricordo di Borsellino è il modo migliore per celebrare i sessant'anni della nostra Costituzione – ha detto il sindaco di Macerata, Giorgio Meschini – Egli ha dedicato tutta la vita per l'affermazione dei principi di uguaglianza di ogni uomo di fronte alla legge per la parità dei diritti e dei doveri di tutti”. Ai numerosi studenti della scuola media “Dante Alighieri” di Macerata, presenti nella sala del Consiglio (loro quando avvenne la strage di via D'Amelio non erano ancora nati), ha rivolto il suo intervento anche Anna Petrozzi, caporedattore della rivista “Antimafia 2000”, la quale ha parlato dell'opera svolta dal magistrato antimafia e di cosa abbia significato la lotta alla mafia negli anni in cui Borsellino operò in Sicilia. A seguire è intervenuto l'assessore provinciale Daniele Salvi il quale, ricordando il periodo storico degli anni più duri della lotta alla mafia, ha sottolineato come “la figura di Paolo Borsellino, così come quella di Giovanni Falcone, abbia lasciato un grande esempio nella società civile e nelle istituzioni. Esempio che ancora oggi tutti sentiamo”. In chiusura è intervenuto il presidente della Provincia di Macerata, Giulio Silenzi: “Non dobbiamo abbassare la guardia – ha detto Silenzi, aggiungendo – La maggioranza degli italiani non si rassegna; anzi, continua ad essere mossa da un profondo spirito di giustizia e di avversione ad ogni forma di criminalità organizzata”.
Nella foto, il tavolo dei relatori con al centro il prefetto Piscitelli
Il Palasport “G. Chierici” di Tolentino ha ospitato la “Giornata delle Marche”, una vera e propria festa regionale dedicata alle scuole e organizzata con lo scopo di riflettere ed approfondire i valori umani, etici e culturali legati al significato della stessa “Giornata delle Marche” e valorizzare quindi la storia e l'identità della regione, in una prospettiva globale di apertura nel mondo.
Nel corso della manifestazione sono stati resi noti anche i nomi delle scuole vincitori dei diversi concorsi banditi per l'occasione, nell'ambito di un accordo tra Regione Marche e Ufficio Scolastico regionale per il progetto “Le Marche una regione laboratorio”.
Oltre al Presidente Gian Mario Spacca ed a molte altre autorità, sono intervenuti anche il Sindaco di Tolentino Luciano Ruffini e l'Assessore all'Istruzione del Comune di Tolentino Alessandro Bruni.
Il Sindaco, nel salutare tutti gli intervenuti, si è detto felice di ospitare, per la seconda volta, una così importante manifestazione promossa dalla Regione e che coinvolge il mondo della scuola su temi di particolare importanza come l'identità marchigiana e che consente, oltre a importanti momenti di riflessione, di avviare un nuovo progetto educativo e formativo strettamente connesso alle nostre radici, culturali e storiche.
Nella giornata diocesana della gioventù del 15 marzo 2008 il vescovo Francesco Giovanni Brugnaro ha aperto l'anno giubilare per il 550° anniversario della nascita della beata Battista Camilla da Varano. Nella sala, ora adibita a cappella a motivo dei lavori in corso nella chiesa del monastero, il 2 giugno è stata celebrata la memoria liturgica della beata Battista Camilla con particolare solennità nel quadro dell'anno giubilare con due conferenze, una di mons. Sandro Corradini, promotore generale della fede nella congregazione vaticana delle cause dei Santi, e l'altra del padre francescano, Silvano Bracci, vice postulatore della causa della beata. Il postulatore p. Luca de Rosa, non ha potuto essere presente.
Camilla era nata, infatti, il 9 aprile 1458, primogenita illegittima del principe Giulio Cesare da Varano con la nobildonna Cecchina di mastro Giacomo. Non ci si meravigli di questo perché il principe, sebbene avesse pomposamente sposato, a vent'anni, la dodicenne Giovanna, figlia di Sigismondo Malatesta, signore di Rimini, ebbe ben cinque figli illegittimi prima dei tre legittimi. Tuttavia la sua giovane sposa si prese cura degli uni e degli altri con ammirevole carità cristiana. La data di nascita viene fornita dalla stessa Camilla; per quella del decesso bisogna ricorrere alla Cronica del Lili, al 31 maggio 1524.
Molte sono le fonti, che affiancano la storia della beata. Anzitutto gli olivetani, il cui fondatore è riconoscibile nell'affresco del pittore folignate Corraduccio, che fa da sfondo alla sala, l'uomo che indica vistosamente con la mano destra il Crocifisso. E' olivetano il tanto atteso padre spirituale: Antonio “Hispanus”, confessore di Camilla e propagatore dei suoi primi scritti. Anche gli oratoriani di s. Filippo Neri si incrociano con la storia della beata. E quasi come l'eco in una valle alpina, giungono a noi personaggi e fatti lontani nel tempo. Il trattatello dei Dolori mentali di Gesù nella sua passione giunge nelle mani del cardinale Federico Borromeo, s. Filippo Neri, s. Alfonso Maria de' Liguori, lo Scupoli nel suo Combattimento spirituale, ma coinvolge anche il cardinal Giovanni Enrico Newman (1801-1890), anche lui prossimo alla canonizzazione. Un suo scritto parallelo sui dolori mentali corre parallelo alla beata, tanto da ipotizzarne una diretta conoscenza. In questo ultimi tempi, a gettito continuo, fervono edizioni critiche di alcune Opere spirituali della Battista, partendo da quella dell'indimenticabile don Giacomo Boccanera nel 1958, fino a quella del p. Gattucci: Da segnalare contributi specifici e attente presentazioni della figura come La cicala di Dio di mons. mons. Eraldo Pittori con il suo stile brioso ma profondo.
Fu un'estate d'odio quella che nel 1502 travolse la signoria dei Da Varano a Camerino, la sua famiglia e portò alla rovina Camerino. Il 1 maggio 1501 il papa aveva scomunicato Giulio Cesare, padre della beata, privando lui e tutti i Varano dei diritti sulla signoria.
Giulio Cesare fu definito da Roma “figlio d'iniquità”. Questi decise di battersi insieme ai tre figli Annibale, Venanzo e Pirro, dopo aver spedito a Venezia il piccolo Giovanni Maria con la madre e a Fermo la figlia suor Camilla Battista, riparata poi presso la duchessa di Atri. Camerino assediata da Valentino Borgia, i Varano caddero prigionieri e furono trucidati: il padre, nella fortezza di Pergola, i figli, nel torrione di Cattolica. Sorprende il fiorire di studi ed approfondimenti in Italia e all'estero
Sempre mons. Corradini ha indicato
Il vice postulatore per la canonizzazione della beata Battista ha invitato tutti e meditare gli scritti della beata come maestra di spirito. I frati olivetani dopo la morte della beata ne divulgano la spiritualità con il libro Piccola vita di Antonio da Segovia. Suor Battista sentiva di corrispondere a Dio con molta umiltà, quando diceva che se Gesù le avesse fatto vedere il volto non avrebbe retto perché “ il suo cuor se liquefìa”.
Ha aggiornato il pubblico sui passi ulteriori che ci separano dalla canonizzazione della beata. Infatti, si è in attesa del riconoscimento di un miracolo sia dal punto di vista medico come di quello teologico avvenuto nel 1891 ed esaminato nel processo diocesano. In quello anno avvenne che una bambina affetta da rachitismo si alzasse in piedi improvvisamente dopo tre giorni di triduo di preghiera. La bambina non solo si alzò, ma percorse con la mamma addirittura un chilometro e mezzo a piedi. Si è concluso che la beata in queste celebrazioni centenarie ottenga la grazia di un risveglio vocazionale nell'ordine francescano e nella nostra diocesi.
Il vescovo ha presieduto una solenne concelebrazione eucaristica in sala, presso l'urna della beata Battista. All'omelia ha esortato tutti a far festa per la vita e la fede di una donna geniale per santità. Ha sottolineato lo stupore per la familiarità della beata con le sacre scritture in un momento storico cruciale per la cristianità a motivo delle stesse scritture. In quel periodo, infatti, Lutero stava consumando la ribellione alla Chiesa cattolica in nome della bibbia. La beata Camilla fissò lo sguardo sempre verso Dio e, pur nel contrasto che provò inizialmente per le attrattive di questo mondo assicuratele dalle particolari condizione di agio della sua famiglia principesca, pian piano seppe valutare il tutto “come spazzatura di fronte alla sublimità della conoscenza del Cristo” (Ef 3, 8).
Il vescovo ha posto delle domande alla beata Battista ed ha cercato di interpretare le risposte che lei stessa avrebbe dato.
Hai lavorato più tu o Cristo in te? Il “siate perfetti” evangelico equivale ad “accogliete” l'opera di Dio.
Chi ti ha illuminato? S. Francesco, ma lui si commoveva per i dolori fisici, mentre la beata Battista per quelli mentali. La scrittura le ha insegnato a comprendere i suoi dolori mentali. La beata ha anticipato di molti secoli tutte le indagini psicologiche sul Cristo sofferente conosciute ai giorni nostri.
Che dici a noi oggi? Comprendere il genio femminile all'interno della Chiesa. Come l'apostolo Paolo dimentico del passato proteso al futuro, guardiamo al domani. Scoprire il bisogno dei giovani di oggi non con la paura del tremebondo Anania, ma con il coraggio e la franchezza di chi anela alla vita perfetta ed ama la vita.
L'indulgenza plenaria è stata concessa dal vescovo a quanti hanno partecipato alla festa in onore della beata Battista Camilla da Varano.
Vincenzo Finocchio
Sabato 7 giugno, alle ore 12,00, presso la Sala conferenze del piano nobile del Palazzo dei Cardinali Pallotta, a Caldarola, Vittorio Sgarbi ed il Sindaco, Fabio Lambertucci, presenteranno alla stampa la personale di pittura dell'artista Massimo Mariano, " il Ligabue delle Marche".
L'inaugurazione della Mostra "Le opere di Massimo Mariano", a cura di Vittorio Sgarbi, avrà luogo nello stesso pomeriggio di sabato 7 giugno, alle ore 17,00, Palazzo dei Cardinali Pallotta.
Massimo Mariano nasce a Montecassiano, dove vive e lavora.
Rifiuta il lavoro di carpentiere dell'impresa di famiglia, va in fabbrica ma è continuamente alla ricerca di qualcosa che non riesce ad esprimere. Poi, a 20 anni, dopo aver girato il mondo, inizia con i primi disegni, seguiti dalle pitture ed è subito successo di pubblico e di critica.
Pubblica cinque libri di poesie recensiti su importanti quotidiani, come il Corriere di Roma, dove vengono definiti “ versi maturi alla ricerca della verità”.
Da tre anni scrive musica classica da autodidatta.
Espone in diverse città italiane, europee ed americane, recentemente con una personale “Madonne di Mariano” a Palazzo Reale, a Milano, e dal 7 giugno al 24 agosto a Caldarola, con "Le opere di Massimo Mariano", con il patrocinio del Comune, a cura di Vittorio Sgarbi che così parla del poliedrico artista: “Raramente di un artista contemporaneo appare così evidente l'anima dentro la forma” e dopo una lunga immersione nell'incredibile confusione dello suo studio a Montecassiano, “ la convinzione del talento di Mariano si fa più motivata e, in taluni dipinti, indiscutibile, decisiva. L'energia delle sue figure femminili, sempre solitarie rivela affinità non cercate con i grandi maestri dell'Espressionismo”.
A Palazzo dei Cardinali Pallotta, in Caldarola, sarà così possibile ammirare, fino al 24 agosto, sia la mostra “Scoperte nelle Marche intorno a De Magistris”, sia “Le opere di Massimo Mariano “.
I giovani si avvicinano sempre più alla zootecnia e tra loro cresce la presenza femminile. Anzi sono proprio le ragazze a mettersi in luce. Due giovanissime “under 20”, infatti, si sono aggiudicate i due concorsi che l'Anabic (Associazione nazionale allevatori bovini italiani da carne) ha indetto tra tutti gli allevatori o figli di allevatori iscritti con propri capi animali alla mostra nazionale della razza bovina “Marchigiana” svoltasi nell'ambito della Rassegna agricola del centro Italia, che a Villa Potenza di Macerata ha chiuso i battenti della 24^ edizione.
L'età massima per iscriversi alle gare era 25 anni e ben quattordici giovani hanno partecipato. Entrambi i concorsi, “Allevatore del futuro” e “Giovane conduttore”, sono stati vinti, come detto, da due ragazze. Nel primo, dove era predominante la prova di preparazione culturale in materia agricola e zootecnica, ha vinto Cristina Marchianni, 19 anni di Recanati; nella seconda dove i punteggi più “pesanti” erano relativi alla conduzione del bovino nella sfilata davanti alla giuria, alla toelettatura dell'animale e all'abbigliamento del conduttore, ha vinto Martina Salciccia, appena 13 anni, di Osimo. Tra i partecipanti anche un giovanissimo, di soli 10 anni, Alessio Staffolani di Morrovalle, il quale nella prova di “conduzione” del bovino ha ottenuto il punteggio più alto 26 su 30), superando tutti i suoi colleghi più “anziani”, tra cui molti “over 20”.
“Lo scopo di questi concorsi – ha detto Roberta Guarcini, direttrice dell'Anabic – è di aumentare il coinvolgimento dei giovani allevatori, facendoli appassionare a questo lavoro che può offrire molte soddisfazioni e contribuire così al ricambio generazionale. Nei concorsi vengono esaminate le conoscenze delle tematiche relative all'allevamento e alla selezione del bestiame, verificando anche la professionalità nella presentazione e conduzione dei bovini”.
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La Raci era nata nel 1982 per valorizzare la razza bovina “Marchigiana” di cui la provincia di Macerata vanta la maggiore concentrazione per numero di capi e di allevamenti. Ogni edizione della Raci ha ospitato un'edizione della Mostra nazionale dei bovini della “Marchigiana” iscritti al Libro genealogico ed è così che anno dopo anno le due manifestazioni: il contenitore l'una, il principale contenuto l'altra, hanno camminato di pari passo. Ed ora, se anche il futuro dell'una dipende dal futuro dell'altra, si può essere ottimisti. La mostra nazionale dei bovini di razza “marchigiana” ha quest'anno espresso nuove potenzialità che vanno oltre la già ottima qualità della razza e il crescente interesse del mercato nazionale ed internazionale. La novità che fa guardare con ottimismo al settore zootecnico maceratese e marchigiano è proprio il ricambio generazionale degli allevatori che, già iniziato negli ultimi anni, sembra destinato ad un'accelerazione. Durante la Raci, nel padiglione zootecnico si sono visti nei giorni scorsi tanti giovani allevatori come non mai.
Nelle foto: Cristina Marchianni (a destra) e Martina Salciccia
Dopo quasi tre anni di stop, riprendono con il mese di giugno i lavori di restauro e miglioramento sismico della chiesa e della torre campanaria del Duomo antico al Castello di San Severino. L'associazione temporanea d'impresa “Servizi integrati e Tecnogroup” de L'Aquila ha firmato infatti in Comune l'atto per la riapertura del cantiere: il termine contrattuale porta la data del 29 maggio e la ditta ora ha tempo fino al 31 gennaio 2009 per completare l'opera. L'intervento, finanziato con i fondi della ricostruzione post terremoto, prevede un investimento complessivo di circa 400 mila euro. “Rispettando gli impegni assunti – sottolinea con soddisfazione il sindaco Cesare Martini – la ripresa dei lavori cade proprio alla vigilia della festa del patrono (8 giugno; ndr) e rappresenta il ‘regalo' più bello dell'Amministrazione comunale alla città. Il Duomo antico del Castello è il monumento-simbolo di San Severino e con il 2009 tornerà a essere il fiore all'occhiello del suo ricco patrimonio storico-artistico e monumentale”.
Con la cerimonia dell'accensione della fiaccola olimpic nella centralissima piazza XX Settembre di Civitanova Marche, ha preso il via il viaggio dei tedofori che, il 20 giugno prossimo, faranno arrivare allo stadio “Nicola Tubaldi” di Recanati la fiamma con la quale sarà inaugurata la terza edizione delle Olimpiadi dello Sport della Provincia di Macerata in programma, proprio nella città leopardiana, dal 21 al 29 giugno prossimi. All'evento, cui hanno assistito molte persone, erano presenti il presidente della Provincia, Giulio Silenzi, e quello del comitato provinciale del Coni, Giuseppe Illuminati, in rappresentanza dei due enti – Provincia e Coni – che organizzano l'iniziativa. A rappresentare il Comune di Civitanova Marche, che nel 2005 ospitò la seconda edizione delle Olimpiadi provinciali, sono intervenuti il sindaco Massimo Mobili e l'assessore Erminio Marinelli. Dieci i tedofori che hanno animato la prima delle tappe del viaggio della fiaccola che nei prossimi giorni interesserà diversi Comuni del Maceratese: Ermanno Carassai dell'Atletica Maxicar, Carlo Corallini ed Alessandro Mattei dell'associazione Anthropos, Veronica Perini della Feba basket, Roberto Screpanti della Roller Maxicar, Alessio Marinelli, Giacomo Sabbatini e Matteo Francolini del Club Vela, Sergio Bambozzi dell'Atletica Maxicar e Mauro Torresi Lelli della Naturino Virus basket. La partenza dei tedofori è stata preceduta da un saggio delle allieve della Scuola di danza civitanovese che hanno chiuso
Alle Olimpiadi dello Sport della Provincia di Macerata prenderanno parte, complessivamente, quasi 6 mila atleti, compresi 200 nuovi tesserati che per la prima volta si avvicinano alla pratica sportiva, e 28 Federazioni. 47, invece, i Comuni aderenti. La manifestazione vedrà protagonisti ragazzi e ragazze dai 10 ai 20 anni.
"La pratica sportiva – ha già avuto modo di sottolineare il presidente della Provincia, Giulio Silenzi - ha una grande capacità di aggregazione e di socializzazione ed aiuta i giovani nella loro formazione. È per esaltare queste potenzialità che
