Gemellaggio tra Licei di Camerino e Liceo "Giuseppe Peano" di Torino

scritto Lunedì, 16 Aprile 2018

Gemellaggio tra i Licei di Camerino e l’Istituto di Istruzione Superiore “Giuseppe Peano” di Torino. Nell’arco di più giorni,  coinvolgendo in particolare la classe terza A del Liceo Scientifico torinese, sezione Scienze Applicate, impegnata in un’attività di alternanza scuola-lavoro, i ragazzi svilupperanno l’argomento “Terremoto: cause ed effetti. il caso di Camerino”. Alunni e docenti del Liceo “Peano”, in questi giorni sono ospiti dell’ Istituto “Varano” e dell’Università di Camerino. L’ateneo proporrà  agli alunni una serie di attività, in particolare presso le sue strutture dei poli di Geologia e di Scienze e tecnologie di Ascoli Piceno. In programma anche una escursione al Monte Vettore, una gita ad Assisi e la visita delle grotte di Frasassi. Accompagnati dai docenti, gli studenti torinesi sono stati accolti dal caloroso benvenuto degli alunni dei Licei di Camerino , i quali per l'occasione hanno approntato molteplici iniziative, anche di carattere conviviale. Al gemellaggio hanno collaborato anche Comune di Camerino, Vigili del Fuoco, Protezione Civile, associazione “Io non crollo” e CUS Camerino che ha messo a disposizione le strutture sportive in località Le Calvie. Arrivati in città domenica 15 aprile, i ragazzi torinesi  hanno già vissuto questa mattina un'esperienza di particolare suggestione, visitando la 'zona rossa'.  

i due licei

“E’ anzitutto un voler condividere con i pari età la brutta esperienza del terremoto e un toccare con mano la situazione- ha spiegato il dirigente Francesco Rosati- Il gemellaggio, è nato peraltro grazie a una camerinese che, attualmente in pensione, per tanti anni ha insegnato nella stessa istituzione torinese. Il contatto si è evoluto con l'idea di renderla comunque un'esperienza didatticamente significativa per i ragazzi che frequentano un liceo scientifico con sezione Scienze Applicate e dunque, a curvatura marcatamente scientifica. In uno studio per gruppi molto approfondito, gli alunni dovranno preparare un reportage sul terremoto, curando vari aspetti: da quello strettamente geologico, a quelli legati alla gestione dell'emergenza e ai risvolti sociali e antropologici. Ecco quindi che si sono potuti sviluppare più rapporti, da quello di tipo conviviale con la nostra scuola, a quello con l’ateneo di Camerino, senza trascurare la parte culturale Significativo anche l’incontro con l'associazione IoNonCrollo per raccontare l'esperienza della gestione delle emergenze e- ha aggiunto il preside- la stessa visita della zona rossa, non un giro turistico, ma un approfondimento sugli aspetti tecnici delle messe in sicurezza. Fra qualche anno i ragazzi si iscriveranno probabilmente ad Ingegneria e, riteniamo che l’esperienza vissuta a Camerino, abbia un valore non solo dal punto di vista umano ma anche didattico e formativo”.

“Lo scorso anno- ha riferito Paola Eandi, docente del Liceo di Torino - siamo partiti con l'idea di fare un qualcosa di solidale con qualcuno avesse vissuto l'esperienza del terremoto e, in occasione delle notizie che ci arrivavano da queste zone, l'idea si è evoluta in un progetto che fosse di studio, di condivisione e di solidarietà. Quanto alla visita in zona rossa – ha continuato Paola Eandi- sicuramente è stata impressionante; ero stata qui a dicembre per cominciare a capire come organizzare il tutto e qualcosa mi aspettavo ma l’emozione è stata davvero forte. Di sicuro si percepisce la desolazione, la vita che c'era e non c'è più. Spero che i miei ragazzi colgano molti aspetti e, soprattutto, che la vita ti regala aggregazione. I rapporti sociali sono importanti e mi auguro che questa comunità possa ritrovarli appieno”.

 

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Tornare nel centro storico per i ragazzi del Liceo di Camerino è stata un’emozione indescrivibile.

In me e nei miei compagni- ha dichiarato Fabio Cardona, rappresentante degli studenti- ha fatto riaffiorare ricordi della routine quotidiana: il giro in centro storico la mattina prima di entrare in classe, il rientro a casa sempre passando per il centro storico per raggiungere l’area dei parcheggi. E’ stato un po' come ritornare a un anno e otto mesi fa e, anche la visita seppure all'esterno della nostra vecchia scuola ci ha trasmesso un senso di nostalgia e di sofferenza” .

Ragazzi dei Licei di Camerino davanti alla sede loro scuola

Impressioni forti anche per l'altro rappresentante degli studenti, Samuele Di Pillo: “ Non mettevamo più piede in quelle zone dal 26 ottobre 2016, e abbiamo provato sensazioni indescrivibili; passare in un paese quasi 18 anni della vita e, da un momento all'altro, non riuscire più a rientrare in quella che in realtà era la nostra casa, sono state emozioni veramente forti. E’ stato come rivivere un sogno che fino a due anni fa sembrava infinito, ma che da un giorno all'altro è tramontato.. Il bello sono azioni solidali come quelle del Liceo “Peano” che non possiamo che qualificare come un enorme atto di umanità”. “Il fatto di aver ospitato questi ragazzi in una situazione che non è solo verifica della distruzione ma anche inizio di ricostruzione- ha aggiunto Fabio Cardona- vale a dimostrare che studenti, cittadini e commercianti, stanno provando a rialzarsi e a ritornare alla vecchia e cara quotidianità”.

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“Sono davvero rimasto molto impressionato anche dal silenzio surreale che c’è- ha commentato Alessio Peirot del liceo 'Peano'-; ho immaginato la città piena di persone e la scena opposta, di chi all’interno delle mura ci abitava e, tornandoci, la trovi disastrata e vuota. Tutto questo è orribile e spaventoso. La situazione è alquanto critica e davvero le immagini su internet non rendono assolutamente quello che realmente è accaduto; c'è bisogno di un aiuto da parte di tutta Italia per questa città”.

Ad accogliere i ragazzi nella loro visita in centro storico, c’era l’assessore Antonella Nalli che ha definito il gemellaggio tra le due scuole, un altro segnale di speranza e di grande solidarietà.

Quello della solidarietà, in un momento dove le istituzioni purtroppo non hanno svolto ancora perfettamente la loro parte, è l'unico motore che ha dimostrato di funzionare perfettamente; vedere questi ragazzi a Camerino e volerli incontrare personalmente come amministrazione comunale al piazzale della Vittoria, significa dire a questi giovani, che loro comunque hanno vinto. Piazzale della Vittoria è la zona dove c'erano i ragazzi, dove ci sono le scuole e dove spero ritorni vitalità. La Rocca borgesca, è l'unico posto bellissimo,, rimasto agibile da subito dopo il sisma. Quindi l’ invito a tornarci è rivolto a tutti, soprattutto ai nostri giovani che magari a volte, quasi si dimenticano che c’è. E’ ora di riappropriarci piano piano della nostra città. E’ un appello che rivolgo ai giovani che ci danno forza e che ci dicono che a volte, basta il semplice gesto di prendersi per mano. Insieme ce la possiamo fare” .

Carla Campetella

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Accompagnati dai docenti, gli studenti torinesi sono stati accolti dal caloroso benvenuto degli alunni dei Licei di Camerino , i quali per loccasione hanno approntato molteplici iniziative, anche di carattere conviviale. Al gemellaggio hanno collaborato anche Comune di Camerino, Vigili del Fuoco, Protezione Civile, associazione “Io non crollo” e CUS Camerino che ha messo a disposizione le strutture sportive in località Le Calvie. Arrivati in città domenica 15 aprile, i ragazzi torinesi  hanno già vissuto questa mattina unesperienza di particolare suggestione, visitando la zona rossa.   “E’ anzitutto un voler condividere con i pari età la brutta esperienza del terremoto e un toccare con mano la situazione- ha spiegato il dirigente Francesco Rosati- Il gemellaggio, è nato peraltro grazie a una camerinese che, attualmente in pensione, per tanti anni ha insegnato nella stessa istituzione torinese. Il contatto si è evoluto con lidea di renderla comunque unesperienza didatticamente significativa per i ragazzi che frequentano un liceo scientifico con sezione Scienze Applicate e dunque, a curvatura marcatamente scientifica. In uno studio per gruppi molto approfondito, gli alunni dovranno preparare un reportage sul terremoto, curando vari aspetti: da quello strettamente geologico, a quelli legati alla gestione dellemergenza e ai risvolti sociali e antropologici. Ecco quindi che si sono potuti sviluppare più rapporti, da quello di tipo conviviale con la nostra scuola, a quello con l’ateneo di Camerino, senza trascurare la parte culturale Significativo anche l’incontro con lassociazione IoNonCrollo per raccontare lesperienza della gestione delle emergenze e- ha aggiunto il preside- la stessa visita della zona rossa, non un giro turistico, ma un approfondimento sugli aspetti tecnici delle messe in sicurezza. Fra qualche anno i ragazzi si iscriveranno probabilmente ad Ingegneria e, riteniamo che l’esperienza vissuta a Camerino, abbia un valore non solo dal punto di vista umano ma anche didattico e formativo”. “Lo scorso anno- ha riferito Paola Eandi, docente del Liceo di Torino - siamo partiti con lidea di fare un qualcosa di solidale con qualcuno avesse vissuto lesperienza del terremoto e, in occasione delle notizie che ci arrivavano da queste zone, lidea si è evoluta in un progetto che fosse di studio, di condivisione e di solidarietà. Quanto alla visita in zona rossa – ha continuato Paola Eandi- sicuramente è stata impressionante; ero stata qui a dicembre per cominciare a capire come organizzare il tutto e qualcosa mi aspettavo ma l’emozione è stata davvero forte. Di sicuro si percepisce la desolazione, la vita che cera e non cè più. Spero che i miei ragazzi colgano molti aspetti e, soprattutto, che la vita ti regala aggregazione. I rapporti sociali sono importanti e mi auguro che questa comunità possa ritrovarli appieno”.     Tornare nel centro storico per i ragazzi del Liceo di Camerino è stata un’emozione indescrivibile. ” In me e nei miei compagni- ha dichiarato Fabio Cardona, rappresentante degli studenti- ha fatto riaffiorare ricordi della routine quotidiana: il giro in centro storico la mattina prima di entrare in classe, il rientro a casa sempre passando per il centro storico per raggiungere l’area dei parcheggi. E’ stato un po come ritornare a un anno e otto mesi fa e, anche la visita seppure allesterno della nostra vecchia scuola ci ha trasmesso un senso di nostalgia e di sofferenza” . Impressioni forti anche per laltro rappresentante degli studenti, Samuele Di Pillo: “ Non mettevamo più piede in quelle zone dal 26 ottobre 2016, e abbiamo provato sensazioni indescrivibili; passare in un paese quasi 18 anni della vita e, da un momento allaltro, non riuscire più a rientrare in quella che in realtà era la nostra casa, sono state emozioni veramente forti. E’ stato come rivivere un sogno che fino a due anni fa sembrava infinito, ma che da un giorno allaltro è tramontato.. Il bello sono azioni solidali come quelle del Liceo “Peano” che non possiamo che qualificare come un enorme atto di umanità”. “Il fatto di aver ospitato questi ragazzi in una situazione che non è solo verifica della distruzione ma anche inizio di ricostruzione- ha aggiunto Fabio Cardona- vale a dimostrare che studenti, cittadini e commercianti, stanno provando a rialzarsi e a ritornare alla vecchia e cara quotidianità”. “Sono davvero rimasto molto impressionato anche dal silenzio surreale che c’è- ha commentato Alessio Peirot del liceo Peano-; ho immaginato la città piena di persone e la scena opposta, di chi all’interno delle mura ci abitava e, tornandoci, la trovi disastrata e vuota. Tutto questo è orribile e spaventoso. La situazione è alquanto critica e davvero le immagini su internet non rendono assolutamente quello che realmente è accaduto; cè bisogno di un aiuto da parte di tutta Italia per questa città”. Ad accogliere i ragazzi nella loro visita in centro storico, c’era l’assessore Antonella Nalli che ha definito il gemellaggio tra le due scuole, un altro segnale di speranza e di grande solidarietà. “ Quello della solidarietà, in un momento dove le istituzioni purtroppo non hanno svolto ancora perfettamente la loro parte, è lunico motore che ha dimostrato di funzionare perfettamente; vedere questi ragazzi a Camerino e volerli incontrare personalmente come amministrazione comunale al piazzale della Vittoria, significa dire a questi giovani, che loro comunque hanno vinto. Piazzale della Vittoria è la zona dove cerano i ragazzi, dove ci sono le scuole e dove spero ritorni vitalità. La Rocca borgesca, è lunico posto bellissimo,, rimasto agibile da subito dopo il sisma. Quindi l’ invito a tornarci è rivolto a tutti, soprattutto ai nostri giovani che magari a volte, quasi si dimenticano che c’è. E’ ora di riappropriarci piano piano della nostra città. E’ un appello che rivolgo ai giovani che ci danno forza e che ci dicono che a volte, basta il semplice gesto di prendersi per mano. Insieme ce la possiamo fare” . Carla Campetella

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