SAS Award Unicam a Carlo Doglioni e Salvatore Settis. Young Investigator a tre dottorande

Giovedì, 18 Ottobre 2018 14:19 | Letto 895 volte   Clicca per ascolare il testo SAS Award Unicam a Carlo Doglioni e Salvatore Settis. Young Investigator a tre dottorande Per il loro contributo allavanzamento della scienza e della società, la School of Advanced Studies dellUniversità di Camerino, ha conferito i premi SAS Distinguished Award 2017a Carlo Doglioni, presidente dellIstituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e a Salvatore Settis, accademico dei Lincei. Aperta dai saluti del prorettore vicario di Unicam prof. Graziano Leoni e dallintervento del direttore della SAS prof. Roberto Ciccocioppo, la  cerimonia  si è conclusa con il conferimento dei SAS Young Investigator Award alle tre dottorande Unicam, Laura Bordoni, Silvia Galano, Maria Elena Giusepponi.  Grande interesse per la dettagliata relazione del prof. Carlo Doglioni, ordinario allUniversità La Sapienza di Roma e attuale presidente dellINGV. Geologo strutturale, il prof. Doglioni si occupa di geodinamica e in particolare delle asimmetrie globali, dei meccanismi che ne sono causa e dellorigine della sismicità. Filo conduttore del suo discorso la tematica dei gradienti, motore della terra. La definizione di gradienti, abbraccia vari aspetti- ha detto il presidente INGV- ; possiamo spiegarli come una forma di energia  che funziona  in ambiente geologico, come  in qualsiasi altra disciplina, fino ad  arrivare agli ambiti socio economici;  conoscerli e in qualche modo riuscire a governarli, è un po la chiave per un mondo migliore. Da presidente dellIngv, istituto che attraverso le Reti di osservazione distribuite su tutto il territorio nazionale ne sorveglia la sismicità ,(oltre a sorvegliare lattività dei vulcani attivi e dei maremoti nell’area mediterranea), Doglioni non ha mancato di evidenziare limportanza della tecnologia, di cui si avvale lo stesso INGV  e che ha contribuito nel tempo a migliorare la conoscenza dei fenomeni .  Scienza e tecnologia debbono viaggiare insieme-  ha affermato-; ogni avanzamento scientifico passa per idee e dimostrazione  tramite esperimenti, che in qualche modo confermino eventuali teorie , ma  la scienza di base è comunque necessaria per poter arrivare a delle Scienze Applicate che poi traducono in tecnologia che si riverbera poi di nuovo, nella scienza.   Nela foto  sotto il prof. Carlo Doglioni Dedicato allenergia culturale e alle conseguenze delle asimmetrie culturali,  lintervento del prof. Salvatore Settis, storico dellarte, già responsabile della ricerca al Getty Museum con lauree honoris Causa in Giurisprudenza ed Architettura e membro dellAccademia dei Lincei.  Evidenziando  limportanza di aver raggiunto la conclusione del loro percorso,  così si è rivolto ai dottorandi: E giusto che il vostro pensiero si rivolga al futuro; è bene che tuttavia sappiate che tutti i successi o i fallimenti a cui andrete incontro nel vostro futuro individuale,  dipendono non soltanto da ciascuno di voi, ma da come si muove la società nel suo insieme. Ed è proprio per le asimmetrie che si sono create tra il nostro Paese e altri Paesi che ne è derivata negli ultimi anni, lemorragia intellettuale di 34 mila persone che sono emigrate dallItalia. Non sarebbe successo niente di male se fossero rientrati da noi altri 34 mila provenienti dal resto del mondo, ma purtoppo non è stato così. Quale che sia la vostra abilità di negoziare con la società o con la comunità - ha continuato Settis- , la cosa più importante è domandare a voi stessi in che cosa potete contribuire, non soltanto per il vostro mestiere( geologo- biologo- archeologo)  ma in generale, a favore del progresso sociale. Tema vero è dunque il rapporto tra scienza, cultura e cittadinanza. Quindi, l incoraggiamento ad avere una concezione larga della cultura che non riguardi esclusivamente la disciplina per cui si è stati  formati, ma la società nel suo insieme Una cultura che guardi lontano perché, se non abbiamo una cultura della cittadinanza, della dignità umana e della giustizia sociale- ha sottolineato- le nostre culture tecniche varranno troppo poco. Altro spunto su cui riflettere, quello riferito al ruolo marginale della cultura nella Comunità Europea, considerata non essenziale e relegata ad aspetto secondario, rispetto allEconomia alla Finanza e ai Mercati Se vogliamo unEuropa più giusta e anche uneconomia migliore, credo che questa gerarchia andrebbe semplicemente capovolta.  Nella società di oggi - ha aggiunto- non viene più promossa la creatività: è uno dei motivi per cui il nostro Paese sta creando unemorragia dei suoi talenti migliori  Utilizzando infine una citazione di Aristotele riferita alla parola eudaimonìa, Settis  ha augurato ai dottorandi una piena realizzazione nella vita e che, attraverso il loro contributo, possa alimentarsi la speranza che il Paese diventi migliore. Per Aristotele e per la filosofia morale antica- ha detto- eudaimonìa  è lequilibrio tra il desiderio e le potenzialità,  lessere coscienti che le proprie potenzialità potrebbero realizzarsi nella società in cui viviamo; se ciascuno di noi fosse convinto di questo, la società nel suo insieme sarebbe migliore. Noi saremo più felici, più creativi e, anche la nostra economia ne trarrebbe vantaggi.    Carla Campetella   SAS AWARD 2017: un momento della relazione del prof. Salvatore Settis

Per il loro contributo all'avanzamento della scienza e della società, la School of Advanced Studies dell'Università di Camerino, ha conferito i premi SAS Distinguished Award 2017a Carlo Doglioni, presidente dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e a Salvatore Settisaccademico dei Lincei. Aperta dai saluti del prorettore vicario di Unicam prof. Graziano Leoni e dall'intervento del direttore della SAS prof. Roberto Ciccocioppo, la  cerimonia  si è conclusa con il conferimento dei SAS Young Investigator Award alle tre dottorande Unicam, Laura Bordoni, Silvia Galano, Maria Elena Giusepponi.

dottorandi

 Grande interesse per la dettagliata relazione del prof. Carlo Doglioni, ordinario all'Università La Sapienza di Roma e attuale presidente dell'INGV. Geologo strutturale, il prof. Doglioni si occupa di geodinamica e in particolare delle asimmetrie globali, dei meccanismi che ne sono causa e dell'origine della sismicità. Filo conduttore del suo discorso la tematica dei gradienti, motore della terra. " La definizione di gradienti, abbraccia vari aspetti- ha detto il presidente INGV- ; possiamo spiegarli come una forma di energia  che funziona  in ambiente geologico, come  in qualsiasi altra disciplina, fino ad  arrivare agli ambiti socio economici;  conoscerli e in qualche modo riuscire a governarli, è un po' la chiave per un mondo migliore". Da presidente dell'Ingv, istituto che attraverso le Reti di osservazione distribuite su tutto il territorio nazionale ne sorveglia la sismicità ,(oltre a sorvegliare l'attività dei vulcani attivi e dei maremoti nell’area mediterranea), Doglioni non ha mancato di evidenziare l'importanza della tecnologia, di cui si avvale lo stesso INGV  e che ha contribuito nel tempo a migliorare la conoscenza dei fenomeni . " Scienza e tecnologia debbono viaggiare insieme-  ha affermato-; ogni avanzamento scientifico passa per idee e dimostrazione  tramite esperimenti, che in qualche modo confermino eventuali teorie , ma  la scienza di base è comunque necessaria per poter arrivare a delle Scienze Applicate che poi traducono in tecnologia che si riverbera poi di nuovo, nella scienza".  

Nela foto  sotto il prof. Carlo Doglioni

Doglioni INGV

Dedicato all'energia culturale e alle conseguenze delle asimmetrie culturali,  l'intervento del prof. Salvatore Settis, storico dell'arte, già responsabile della ricerca al Getty Museum con lauree honoris Causa in Giurisprudenza ed Architettura e membro dell'Accademia dei Lincei.  Evidenziando  l'importanza di aver raggiunto la conclusione del loro percorso,  così si è rivolto ai dottorandi: " E' giusto che il vostro pensiero si rivolga al futuro; è bene che tuttavia sappiate che tutti i successi o i fallimenti a cui andrete incontro nel vostro futuro individuale,  dipendono non soltanto da ciascuno di voi, ma da come si muove la società nel suo insieme. Ed è proprio per le asimmetrie che si sono create tra il nostro Paese e altri Paesi che ne è derivata negli ultimi anni, l'emorragia intellettuale di 34 mila persone che sono emigrate dall'Italia. Non sarebbe successo niente di male se fossero rientrati da noi altri 34 mila provenienti dal resto del mondo, ma purtoppo non è stato così. Quale che sia la vostra abilità di negoziare con la società o con la comunità - ha continuato Settis- , la cosa più importante è domandare a voi stessi in che cosa potete contribuire, non soltanto per il vostro mestiere( geologo- biologo- archeologo)  ma in generale, a favore del progresso sociale. Tema vero è dunque il rapporto tra scienza, cultura e cittadinanza". Quindi, l' incoraggiamento ad avere una concezione larga della cultura che non riguardi esclusivamente la disciplina per cui si è stati  formati, ma la società nel suo insieme " Una cultura che guardi lontano perché, se non abbiamo una cultura della cittadinanza, della dignità umana e della giustizia sociale- ha sottolineato- le nostre culture tecniche varranno troppo poco". Altro spunto su cui riflettere, quello riferito al ruolo marginale della cultura nella Comunità Europea, considerata non essenziale e relegata ad aspetto secondario, rispetto all'Economia alla Finanza e ai Mercati "Se vogliamo un'Europa più giusta e anche un'economia migliore, credo che questa gerarchia andrebbe semplicemente capovolta.  Nella società di oggi - ha aggiunto- non viene più promossa la creatività: è uno dei motivi per cui il nostro Paese sta creando un'emorragia dei suoi talenti migliori"  Utilizzando infine una citazione di Aristotele riferita alla parola eudaimonìa, Settis  ha augurato ai dottorandi una piena realizzazione nella vita e che, attraverso il loro contributo, possa alimentarsi la speranza che il Paese diventi migliore. " Per Aristotele e per la filosofia morale antica- ha detto- eudaimonìa  è l'equilibrio tra il desiderio e le potenzialità,  l'essere coscienti che le proprie potenzialità potrebbero realizzarsi nella società in cui viviamo; se ciascuno di noi fosse convinto di questo, la società nel suo insieme sarebbe migliore. Noi saremo più felici, più creativi e, anche la nostra economia ne trarrebbe vantaggi".  

 Carla Campetella

 

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