12 dicembre dialettiamoci
“Tutti i bambini del mondo hanno gli stessi diritti, qualsiasi sia il loro sesso, luogo di nascita, religione e lingua”, è questo il principio fondante della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza adottata 30 anni fa, il 20 novembre 1989 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (ONU). La Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, che in Italia è stata ratificata il 29 maggio del 1991, si celebra in tutti gli angoli del mondo per sancire il diritto alla vita, alla sopravvivenza, allo sviluppo e a non essere discriminati in nessun modo e per nessun motivo.
"Nessuno direbbe che alcuni bambini hanno meno diritti di altri - scrive l'agrinido di San Ginesio -, eppure nel piccolo borgo di Vallato a San Ginesio nelle Marche da oltre tre anni 22 bambini da 0 a 6 anni sono discriminati e violati di un loro diritto fondamentale, avere una nuova struttura dopo che i terremoti del 2016 hanno reso inagibili gli spazi che ospitavano i servizi educativi autorizzati e accreditati dell’asilo nido e dell’Agri-Infanzia, gestiti dall’azienda agricola “La Quercia della Memoria” in convenzione con il Comune di San Ginesio".

L’Agrinido, Agri-Infanzia della Natura è un progetto educativo innovativo, che ha ricevuto riconoscimenti a livello nazionale per il suo approccio caratterizzato da attività all’aperto, immersi nella natura del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Dopo tre anni dal terremoto 2016 ospita oggi 22 bambini 0-6 anni, una utenza in crescita nonostante la precarietà della tenda Yurta, un autentico miracolo in un territorio montano marginale che vede ridursi sistematicamente la popolazione scolastica, con Istituti comprensivi e plessi a rischio chiusura per carenza di alunni.

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l'interno della yurta

Nonostante la mobilitazione dei genitori dei bambini che hanno acquistato il terreno dove dovrebbe essere realizzata la nuova struttura, donato poi al Comune di San Ginesio, e realizzato il progetto architettonico esecutivo, non si riescono a trovare le risorse finanziarie necessarie per avviare i lavori della ricostruzione. Fondi introvabili nei bilanci ordinari degli Enti Pubblici e nelle risorse straordinarie della ricostruzione post-terremoto a causa di paradossi burocratici ed una ingiustificata complessità delle norme e procedure.

Per richiamare l’attenzione delle Istituzioni nazionali e regionali, incredibilmente sorde e indifferenti ai numerosi appelli lanciati da questa piccola comunità educante nel cuore del cratere del terremoto, i piccoli bambini dell’Agrinido/Agri-Infanzia della Natura, insieme ai loro genitori e alle loro educatrici lanciano nella Giornata Internazionale dei diritti dell’infanzia una Campagna “dalla Tenda Yurta alla Scuola” per rivendicare il loro diritto all’istruzione di qualità. Partendo dal piccolo borgo di Vallato, con gran parte delle case oggi demolite, i piccoli allievi realizzeranno un percorso ideale e laboratori manuali per immaginare la loro nuova scuola, realizzando una loro campagna di comunicazione e sensibilizzazione per ricordare che non può essere considerata normale la presenza per 3 anni di 22 bambini all’interno di una tenda.

GS
Un viaggio all’insegna dell’accoglienza, dell’amicizia e dell’ospitalità quello appena vissuto dal
sindaco di San Ginesio, Giuliano Ciabocco, che i giorni scorsi ha presentato il proprio territorio in occasione del "2019 Jiangsu International Conference on Township Development”, organizzato dall’Associazione per l’Amicizia con i paesi stranieri della Regione dello Jiangsu.
Ciabocco ha rappresentato la delegazione dei comuni Bandiera Arancione (l’unica
delegazione italiana ad essere stata invitata), di cui ricopre il ruolo di vice presidente.
Al Forum che si è svolto nella città di Suzhou, a Le Meridien Hotel, dove hanno partecipato ben altre
250 delegazioni provenienti da tutto il mondo, San Ginesio ha avuto la possibilità di far conoscere
le proprie bellezze, descrivendone e mostrandone - anche attraverso proiezioni - l’aspetto artistico
culturale e turistico.
Durante l’evento, alla presenza delle più alte cariche della Regione dello Jiangsu, è stato sottoscritto
un Memorandum d’Intesa per la Cooperazione Amichevole con lo scopo di facilitare gli scambi
amichevoli tra i paesi della Regione dello Jiangsu (Cina) e i paesi italiani.
Il patto di Amicizia firmato dal Comune di San Ginesio è con la municipalità Haiyu e in virtù di questo 
accordo si potranno sviluppare relazioni amichevoli per migliorare la conoscenza reciproca della
Cina e dell’Italia; istituire piattaforme per la promozione degli scambi e la cooperazione tra i due
paesi; incentivare progetti di collaborazione per promuovere la cooperazione nei settori economico
commerciale, culturale e del turismo.

GS
Nella bellissima cornice del Teatrino di Corte del Palazzo Reale a Napoli, si è svolta la premiazione del prestigioso Concorso Nazionale “La Scuola Adotta un monumento” promosso dalla Fondazione Napoli Novantanove.

Le due Scuole Primarie del Comune di San Ginesio, Istituto Comprensivo "V.Tortoreto", con grande orgoglio, tra le 1300 scuole partecipanti in rappresentanza di 450 Comuni, hanno ricevuto entrambe il massimo riconoscimento con due cortometraggi.

Ad accompagnare gli alunni, oltre alle insegnanti e alla Dirigente Grazia Maria Cecconi, si sono recati il Sindaco di San Ginesio Giuliano Ciabocco e gli Assessori Mari e Alessandrini.

Il Sindaco ha voluto condividere con gli alunni questo momento di immensa felicità e ha sottolineato l’importanza del Concorso “La Scuola Adotta un Monumento” in quanto contribuisce a far conoscere tesori del nostro Paese straordinari e spesso sconosciuti che per gli studenti stessi diventano oggetto di amore e conoscenza.

 

Approfondimenti sul premio nel numero de L’Appennino camerte in edicola il prossimo 21 novembre

 

 

Hanno dimostrato che volere è potere e che, quando le forze si uniscono, a raggiungere un obiettivo che può sembrare lontano si fa meno fatica.
Sono i volontari dell'associazione Anffas Sibillini Onlus che questa mattina hanno tagliato il nastro di un sogno diventato realtà. A Pian di Pieca di San Ginesio, infatti, è finalmente operativa La Casa nel Cuore: la
 struttura che ospiterà attività rivolte a persone con disabilità intellettiva. Una casa che nasce dall’idea di creare una realtà dotata di tutti i sussidi necessari a supportare quotidianamente le persone con disabilità intellettiva: un ambiente protetto, ma non isolato. Non si tratta di un istituto, ma di uno spazio inserito nel contesto della comunità locale. 

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L’entusiasmo di Paola Monaldi nel tagliare il nastro è stato quello di tutti i ragazzi che, come lei, sono stati la spinta, per i propri genitori, a creare qualcosa che resti saldo per il loro futuro.
Un messaggio di speranza per l’intera comunità che questa mattina ha partecipato commossa a questo grande progetto.

460 mq in legno, composti da due piani di cui attualmente è stato completato solamente il piano terra. La casa ha un ampio locale in cui svolgere i laboratori di movimento, un secondo locale per le altre attività laboratoriali più statiche, una stanza relax per gestire i momenti di criticità, un ampio giardino, un orto dove sarà possibile impiantare una serra e una cucina industriale destinati a sviluppare attività di lavoro protetto. I ragazzi di Anffas Sibillini, infatti, stanno già affrontando percorsi propedeutici al lavoro attraverso laboratori pratici finalizzati allo sviluppo di competenze ed esperienze lavorative vere e proprie come quella attualmente in corso all’Azienda Il Salto di Sant’Angelo in Pontano.

Un sogno che è stato realizzato grazie alla complicità di molti e che appena sarà possibile vedrà terminato anche il piano superiore che prevede la realizzazione di
 due appartamenti ad uso residenziale che ospiteranno percorsi di sviluppo dell’autonomia. In pratica, i ragazzi, supportati da personale specializzato, impareranno gradualmente a gestire la propria giornata ognuno secondo le proprie possibilità. 

Presenti all’inaugurazione,
Mario Sperandini dell’Anffas nazionale, gli assessori regionali Loretta Bravi e Angelo Sciapicnetti, il consigliere regionale Luca Marconi, i consiglieri provinciali Deborah Pantana e Tarcisio Antognozzi, insieme al presidente dell’Unione Montana nonchè dell’Ambito 16, Giampiero Feliciotti, l’assessore di San Ginesio, Giordano Saltari, il sindaco di Sarnano Luca Piergentili, Teresa Minnucci di Caldarola e il parroco don Luigi Verolini.

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Molti i donatori a cui si deve questo traguardo: privati, di aziende, associazioni, scuole; La Casa nel Cuore è rientrata tra i progetti finanziati dal Comitato Sisma Centro Italia. 

A loro il ringraziamento di Giuseppe Monaldi che, guardano il cielo sereno di stamattina, ha ringraziato anche l’ex sindaco di San Ginesio, Mario Scagnetti, che fu il primo ad appoggiare questo progetto dopo il sisma.

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”Il progetto vero è il dopo di noi - ha detto Monaldi - che va costruito durante noi. Per questi ragazzi oggi è già domani. Bisognava fare in fretta, bisognava correre e lo abbiamo fatto. Ci siamo riusciti e abbiamo dimostrato che è possibile. Questa parola la dobbiamo ripetere all’infinito. La Casa nel Cuore mette insieme persone che sanno prendersi cura di questi ragazzi e non accudirli”.

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 A rafforzare la tesi dell’importanza delle famiglie dei giovani disabili l’assessore Loretta Bravi, toccata personalmente da questa realtà: “Un momento che va nel segno di ciò che è davvero il sostegno alla famiglia. Vedendo questa realtà dobbiamo chiederci chi è più fragile in una società del genere e dobbiamo soprattutto investire sulla famiglia come risorsa e non sulla famiglia come assistenzialismo. Questa non è solo una casa ma la concezione della vita che ognuno di noi sa dare”.
 

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L’argomento con foto, interventi ed interviste, sarà approfondito ampiamente nella prossima edizione de L’Appennino Camerte.

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Prosegue a San Ginesio l'emergenza idrica che perdura da tre settimane in gran parte del territorio comunale, coinvolgendo anche la zona di Santa Maria dove c'è un distaccamento delle Sa.

"La grossa parte del territorio comunale - dice il consigliere delegato, Francesco Paletti - purtroppo non riesce ad essere fornita h24 con l'acqua. Il problema nasce dal fatto che la srogente dove noi siamo allacciati, in virtù di un ex consorzio che è quello del Fargno, è ormai asciutta.
Io l'ho verificata anche un paio di settimane fa: stiamo attingendo acqua da un pozzo di emergenza che è sempre posizionato a Bolognola. Ma anche questo pozzo sta scendendo di portata per cui non riuscendo più a rifornire il serbatoio centrale posizionato nel capoluogo e che ridistribuisce l'acqua nella rete idrcia nelle zone problematiche, neanche togliendo l'acqua la notte".

Sono tre settimane, infatti, che il Comune toglie l'acqua tutte le sere per la notte.


"Abbiamo attivato da qualche giorno la fornitura dell'acqua con delle autobotti - aggiunge - in collaborazione con il Tennacola, ma malgrado questo non riusciamo a sopperire alle necessità per una distribuzione normale dell'acqua.
Abbiamo inteso fare queste chiusure notturne che, sepsso non vengono mantenute con gli orari, perchè più la porata diminuisce e più ore sono necessarie per riempire questo sebratoio.
Se non piove, in modo anche abbastanza abbondante, soprattutto a Bolognola, è chiaro che i giorni a seguire saranno ancora peggiori.
Da tre settimane tengo sotto controllo la situazione, ma ogni giorno che passa è sempre peggio. Attendo aggiornamenti dal Tennacola, al massimo tra domani e martedì dovremo convocare una riunione d'urgenza per tamponare questa problematica. Li ringraziamo proprio per il grande lavoro che stanno facendo da giorni.
Chiederemo anche l'apporto della Protezione Civile per portare acqua nel serbatoio centrale del Comune".
Una situazione che getta nello sconforto un territorio già fiaccato dal sisma: "Sono davvero anni particolari per il nostro paese. Ho sentito persone che cominciano davvero a pensare di lasciare questi posti, anche i servizi più semplici diventano un problema. Purtroppo le amministrazioni sono davvero messe a dura prova. Si paga lo scotto di voler ostinatamente seguitare a vivere in questi paesi ma a volte lo sconforto prende davvero il sopravvento".

GS


I Paesi Italiani Bandiera Arancione voleranno fra qualche ora per la Cina e non potrà certo mancare
San Ginesio, rappresentata dal suo sindaco Giuliano Ciabocco nonché Vicepresidente Nazionale
dell’Associazione.
Grazie alle attività di promozione turistica e valorizzazione dei territori messa in campo in questi anni
dall'Associazione Paesi Bandiera Arancione, la delegazione di rappresentanti guidata da Giuliano
Ciabocco e composta da otto comuni Bandiera Arancione come San Ginesio, Dolceacqua, Palena,
Mercatello sul Metauro, Gradara, Lucignano, Castelnuovo Magra e Aggius è stata invitata a
partecipare in Cina dall’Associazione del Popolo della Provincia di Jiangsu per l’Amicizia con
l’Estero al “Jiangsu International Forum on Development of Themed Towns”, evento
denominato “Borghi caratteristici” in programma dal 4 all'8 novembre 2019.
"Sarà un’importantissima opportunità - commenta il primo cittadino - per rafforzare gli scambi internazionali e la cooperazione tra i
paesi coinvolti considerando che i temi proposti nel convegno si concentreranno su concetti di
gestione per lo sviluppo dei comuni in chiave culturale e turistica, ma non mancherà di certo la
possibilità di scambiarsi esperienze e buone pratiche per incentivare la tutela e conoscenza della
qualità e delle risorse paesaggistiche, artistiche e storiche dei territori.
Il modello turistico dei Paesi Bandiera Arancione certificati dal Touring Club Italiano, non solo
rappresenta un simbolo del Made Italy per tipicità della propria identità, ma si differenzia da altri
modelli turistici grazie alla conservazione e al sostegno delle tradizioni produttive locali
potenzialmente capaci di rispondere ad una domanda globale al fine di migliorare anche l'offerta
internazionale".

GS
Lo chef Bruno Barbieri ha scelto San Ginesio per la nuova edizione di “Quattro Hotel”, il programma di Sky Uno in cui quattro proprietari di hotel di una stessa area geografica si competono in una appassionante sfida per mostrare e far primeggiare l’eccellenza dei loro servizi.

Ogni albergatore invita gli altri tre nella propria struttura ed insieme a Bruno Barbieri i concorrenti assegneranno i loro voti.
La scelta dello chef nel borgo ginesino è ricaduta sul Wabi Sabi, antica locanda in stile giapponese chiamata 
Bio-Ryokan: l’esclusività di un luogo dove poter ritrovare la pace e il benessere psicofisico, seguendo l'antica filosofia Giapponese Wabi Sabi, che esprime un ideale estetico poetico e semplice, legato alla via e alla cerimonia del tè verde, alla meditazione e dove chi entra sarà sempre accolto dalla gentilezza e disponibilità dei proprietari Riki e Serenella.

Il sindaco Giuliano Ciabocco, questa mattina, accompagnato dall’assessore Alessandrini ha avuto occasione di conoscere lo chef e di raccogliere in anteprima le sue impressioni.
Barbieri si è mostrato entusiasta della struttura in cui è stato accolto ed è rimasto colpito dalla possente cinta muraria e in generale dalla bellezza del paese che, nonostante le ferite inferte dal sisma, riesce ancora a trasmettere al visitatore la magia di un antico borgo dal passato glorioso e millenario.








Nuovo look per l'illuminazione della cinta muraria di San Ginesio: arriva il tricolore che si aggiunge ad un progetto più ampio di restyling come spiega il primo cittadino, Giuliano Ciabocco: "Fino a qualche anno fa - dice - le luci erano già presenti, poi con la società che ci gestisce il servizio abbiamo deciso di riprendere la funzionalità di quelle esistenti e aggiungere il tricolore.
Una scelta che deriva dalla vicinanza con il parco della Rimembranza e perchè ci piaceva come simbolo di identità nazionale. Sarà illuminata tutta la cinta muraria con un nuovo progetto che valoirizzarà i quattro km della cinta. Ho chiesto sistemi - aggiunge il sindaco - che possano far variare i colori delle luci anche per dare una identità alle quattro porte, così da fare in modo che nelle giornate del Palio vengano illuminate ognuna con il proprio colore".

GS

Giochi, laboratori, momenti di spensieratezza, incontri fra bambini e anziani per ricostruire il senso di comunità. Sono queste le attività che hanno dato forma ai campi estivi organizzati nell’ambito del progetto Resiliamoci lungo l’estate del 2019, a servizio dei minorenni del cratere sismico. Iniziative per bambini e ragazzini si sono tenute in quattro località, a Pioraco, Treia, Tolentino e Macerata, con lo scopo di dare linfa alle comunità che vivono da tre anni la dimensione del dopo terremoto.  

Ancora in questi giorni, mentre il suono della prima campanella si avvicina, proprio a Macerata si sta tenendo il campo estivo Verde estate, nella struttura di Villa Cozza. I laboratori organizzati dagli educatori  sono occasione di scambio intergenerazionale fra i bimbi e i nonni, verso il rafforzamento della dimensione comunitaria. Ad organizzare il campo è l’associazione Anima Giovani asd, una delle quaranta realtà del Terzo settore che si sono mobilitate.

Le attività di Glatad nei campi estivi Resiliamoci


Il progetto Resiliamoci ha fatto dei campi estivi uno strumento per il contrasto alla povertà educativa che rischia di radicarsi nei territori spopolati dal sisma. Aperti a tutti in forma gratuita, vi hanno partecipato anche minori rimasti senza casa dopo la scossa del 2016 e che da allora hanno conosciuto la vita da sfollati, il soggiorno nei container e nelle Sae, l’attesa infinita della ricostruzione.


L'argomento sarà approfondito con una intervista all'educatrice Rachele Pallotto nella prossima edizione del settimanale L'Appennino Camerte.

GS


Che sarebbe stata una giornata speciale il 24 agosto, e non solo per la ricorrenza dei tre anni dal sisma, lo si è capito sin dal mattino, quando a Visso hanno cominciato ad arrivare persone e richieste da ovunque, per poter assistere allo spettacolo di Giorgio Felicetti. Nonostante l’incertezza di un meteo che prometteva pioggia, in tanti, vissani e non, erano a caccia di un posto nella centralissima piazza di Visso, la ”zona rossa” che rimane, nonostante la devastazione, una delle piazze più belle d’Italia. E la pioggia è arrivata puntuale, nel pomeriggio, così il toccante incontro tra le scrittrici Simona Vinci e Lucia Tancredi sui temi di “Coraggio e paura, si è tenuto nei locali provvisori del comune.

L’attesa dei tanti, che scrutavano nell’aria le nubi minacciose, è stata poi premiata in serata, quando l’imponente organizzazione impeccabile del Comune, dei Vigili del Fuoco, e dell’Esercito, è riuscita a far entrare gli spettatori, tutti con il casco di sicurezza. Il momento dell’ingresso in piazza delle persone, insieme vissani e non, è stato indescrivibile: molti abitanti di Visso non erano mai più entrati nella loro piazza, è stato per loro il vero ritorno a casa: e lì è iniziata quella forte commozione, che, alle prime battute di Giorgio Felicetti, si è amplificata ulteriormente ed è continuata sino alla fine del racconto teatrale, quando il pubblico è scattato in piedi per una standing ovation e si è liberato in un applauso interminabile. Molte le lacrime durante lo spettacolo, allestito dentro e sopra le macerie, con l’attore che si muoveva nello spazio devastato, con le luci che davano una visione di terribile bellezza di tutto l’ambiente dentro la piazza. E tutto il pubblico alla fine ha circondato l’attore per ringraziarlo in una stretta di mano collettiva.

“Qui torniamo veramente al senso più antico del teatro” dice Felicetti (nella foto sotto) “a quel rito primordiale, a quel senso laico di una comunità che si ritrova per ascoltare la propria storia, il proprio destino, per l’elaborazione del proprio dolore; è stata una vera catarsi collettiva. Si va oltre il valore della pura rappresentazione teatrale, si arriva al sentire più profondo di ogni persona che ha vissuto questa tragedia. Avreste dovuto vedere come ha reagito il pubblico qui, la reazione e la commozione sono molto forti, certo si è pianto insieme, c’è stata anche e soprattutto qui, una reazione fisica alla rappresentazione, ma alla fine tutto si scioglie come in una grande liberazione. E’ un percorso psicanalitico, le persone si abbracciano tra di loro, abbracciano me. Stasera anche in me è stata forte la commozione, credo si avvertisse, mi sento ancora dentro ogni centimetro di questa piazza, ogni pietra. E lo sguardo dei presenti, è uno sguardo indimenticabile, non descrivibile. Quanto accaduto stasera, credo rimarrà per sempre nella memoria di questa collettività, ognuno, me compreso, un giorno dirà: io c’ero”. Ed in effetti, a Visso i commenti ora sono di una bellissima serata indimenticabile.

E mercoledì 28 agosto, il rito si ripeterà a Monte Cavallo: anche qui nella centrale piazza del Comune di uno dei borghi più piccoli e forse per questo più dimenticati del cratere maceratese.


felicetti
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