Regionali. Mancinelli si chiama fuori:"Non sarò il problema"

Mercoledì, 19 Febbraio 2020 14:51 | Letto 410 volte   Clicca per ascolare il testo Regionali. Mancinelli si chiama fuori:"Non sarò il problema" Non volevo e non voglio assolutamente essere un problema. Provavo semmai a dare una mano se  ritenuta utile, ma se non serve o non è gradita, nessun problema. Si vada dunque avanti perché ormai il tempo è scorso ampiamente. Così la sindaca di Ancona Valeria Mancinelli nel fare chiarezza e nello spiegare i motivi che la spingono a ritenersi fuori dalla ventilata ipotesi di una sua candidatura a presidente delle Marche nella prossima tornata elettorale. Valeria Mancinelli ha deciso di affidare a Facebook il suo lungo messaggio esplicativo, ritenuto doveroso e importante per dire con chiarezza come stavano e stanno le cose, anche per togliere ogni alibi a chi dentro e fuori il PD ha invece inteso utilizzare strumentalmente in modo inaccettabile la mia disponibilità, come una sorta di contrapposizione, divisione interna, volontà di creare problemi o addirittura volontà di azzoppare il candidato presidente uscente.  Da Ancona vi saluto: ora chi deve decidere, decida;  qui, a Pesaro o a Roma, io sono fuori. Non sono un problema e come marchigiana spero solo che la decisione verrà presa nellinteresse delle Marche tutte per davvero, scegliendo per davvero il candidato, non quello che dà meno fastidio alle varie  fazioni in campo, ma il candidato che effettivamente possa essere più forte, più autorevole, più popolare e dunque più in grado di vincere le elezioni; chiunque sarà il candidato del centrosinistra avrà il mio sostegno.  Si conclude così il lungo annuncio della sindaca di Ancona, iniziato spiegando che di fronte alla scadenza del rinnovo del governo delle Marche e alle elezioni regionali, non si pò pensare di dire, la cosa non mi riguarda o per me è indifferente perché il governo della Regione è un fatto importante che incide nella vita dei cittadini e nel futuro delle città. Proprio perché è un fatto importante, è una materia che va trattata con cautela e con senso di responsabilità da parte di tutti, in particolar modo da parte di un sindaco e, in particolarissimo modo, da parte del sindaco della città capoluogo che ha una responsabilità in più rispetto agli altri.  Da qualche settimana - continua Valeria Mancinelli- gira con insistenza il mio nome come possibile candidata del centrosinistra alla guida della regione Marche nelle prossime elezioni. Gira da troppo e anche male; il rischio che si corre  e che si è corso, è quello di apparire anche io attore di un teatrino della politica che francamente non mi appartiene  e che non aiuta la credibilità della politica tutta. E giunto quindi il momento di fare chiarezza: è una chiarezza dovuta ai cittadini tutti, in particolar modo ai cittadini di Ancona, ma è anche una chiarezza necessaria a appunto a contribuire a preservare quella credibilità della politica che uno degli impegni principali per i quali provo a dedicare tempo ed energie nel ruolo che svolgo come sindaco e nel rapporto con i cittadini.  Con lintento di fornire delucidazioni nella ricostruzione di tutta la vicenda che da più settimane la sta riguardando, Valeria Mancinelli ha voluto direttamente specificare di non essersi candidata a niente, nè di averne fatto richiesta ad alcuno: E’ successa unaltra cosa - precisa- e cioè che da novembre dello scorso anno numerosissimi  dirigenti ed esponenti del PD e dellintero centro-sinistra, mi hanno chiesto se ci fosse una mia disponibilità ad accettare una proposta di candidatura che venisse dal PD e dalla coalizione di centro-sinistra.  Quando dico che non mi sono candidata niente,  intendo proprio questo: non mi passava neanche per lanticamera del cervello essendo sindaco in carica per il secondo mandato con 3 anni ancora davanti da svolgere. Mi hanno chiesto se fossi stata disponibile ad accettare una proposta di candidatura che arrivasse dal PD e dalla coalizione di centro-sinistra: non era facile rispondere e cho pensato seriamente a lungo perché se si fosse data quella ipotesi questo significava ovviamente immaginare una interruzione anticipata del mio mandato di sindaco e  quindi cera un tema di responsabilità verso la città e cera anche un tema di correttezza nei confronti della squadra che insieme a me si è presentata alle elezioni nella città di Ancona, parlo non  soltanto di componenti della giunta ma anche dei consiglieri comunali e del mandato che cittadini mi avevano affidato. Ci ho riflettuto quindi a lungo e alla fine avevo dato una disponibilità ad accettare un eventuale candidatura proposta, pensando che le Marche stanno attraversando una fase complicata e difficile della loro storia della loro vita, anche con segnali di ripresa interessanti ma con una crisi economica ancora fortissima che preoccupa e fa che stare nell’incertezza  famiglie e  imprese e quindi anche per il terremoto le Marche sono in un passaggio molto complicato e dunque, se se il sindaco della città capoluogo poteva dare una mano per provare ad affrontare nel modo più efficace queste questioni, ho pensato che potesse essere una responsabilità da prendersi se richiesta. E dunque a chi me la chiedeva ho dato quella disponibilità di accettare una eventuale proposta di candidatura e ho detto però anche a quali condizioni proprio perché lo spirito era questo: ho detto che le condizioni essenziali erano due o tre.  Prima delle condizioni essenziali per dare la sua disponibilità ad una ipotesi di candidatura  quella di una valutazione fatta dal  Governatore uscente, dal PD e dallintera coalizione di centro-sinistrache per tante ragioni, in questa situazione e  in questo contesto, il governatore uscente poteva non essere  il candidato più forte e più competitivo per le prossime elezioni regionali. Se ci fosse stata questa valutazione da parte dello stesso governatore , da parte del PD e della coalizione e dunque se lo stesso governatore il PD e la coalizione, avessero deciso che per provare ad assicurare alle Marche quel governo di cui hanno bisogno, fosse necessario aprire una nuova pagina, una nuova fase, un secondo tempo anche con nuovi giocatori, a quel punto poteva essere spesa se ritenuta utile la mia disponibilità e qualora ovviamente su questo, ci fosse stato il consenso dei soggetti che concorrono a scegliere un candidato governatore. In questa ottica ho detto sono a disposizione. Giochi di partito secondi tempi dei Congressi del Pd non centrano niente con la disponibilità che avevo dato in questi termini.  Laltra a condizione - prosegue Valeria Mancinelli - era quella dei tempi perché è evidente che qualunque scelta si fosse fatta per il candidato governatore, era necessario stringere i tempi. In realtà ad oggi nessuna di queste condizioni si è verificata perché  legittimamente il governatore uscente, e ce lo dice tutti i giorni in tutti i modi possibili immaginabili, è convinto di essere il candidato più forte che il centro-sinistra può esprimere,  il più autorevole il più popolare quello più competitivo quello che può vincere più facilmente; ce lo spiega tutti i giorni e dunque già una prima condizione è evidente che non cè. Il gruppo dirigente del PD o perlomeno la maggior parte dei dirigenti attuali del PD a livello regionale hanno fino a oggi condiviso questa posizione, ritenuto cioè che il governatore uscente fosse il candidato più forte: nessun problema. Altri dirigenti del PD e parte degli alleati hanno ritenuto che fosse invece necessario aprire una nuova pagina, ma che per questa nuova pagina fosse preferibile puntare sull alleanza coi 5 Stelle anche aspettando fino a marzo-aprile e che in questa ottica il candidato in qualche modo sponsorizzato dei 5 Stelle, cioè l’ex rettore dell’università Politecnica, fosse il candidato più competitivo, più forte più popolare.  Mi pare  quindi evidente che le due o tre condizioni minime che avevo indicato perché la mia disponibilità potesse essere effettiva, non si siano realizzate. Queste le parole che, almeno per ora, segnano una sorta di uscita di scena della sindaca di Ancona dalla competizione elettorale.C.C.
"Non volevo e non voglio assolutamente essere un problema. Provavo semmai a dare una mano se  ritenuta utile, ma se non serve o non è gradita, nessun problema. Si vada dunque avanti perché ormai il tempo è scorso ampiamente". Così la sindaca di Ancona Valeria Mancinelli nel fare chiarezza e nello spiegare i motivi che la spingono a ritenersi fuori dalla ventilata ipotesi di una sua candidatura a presidente delle Marche nella prossima tornata elettorale.
Valeria Mancinelli ha deciso di affidare a Facebook il suo lungo messaggio esplicativo, ritenuto doveroso e importante per "dire con chiarezza come stavano e stanno le cose, anche per togliere ogni alibi a chi dentro e fuori il PD ha invece inteso utilizzare strumentalmente in modo inaccettabile la mia disponibilità, come una sorta di contrapposizione, divisione interna, volontà di creare problemi o addirittura volontà di azzoppare il candidato presidente uscente.  Da Ancona vi saluto: ora chi deve decidere, decida;  qui, a Pesaro o a Roma, io sono fuori. Non sono un problema e come marchigiana spero solo che la decisione verrà presa nell'interesse delle Marche tutte per davvero, scegliendo per davvero il candidato, non quello che dà meno fastidio alle varie  fazioni in campo, ma il candidato che effettivamente possa essere più forte, più autorevole, più popolare e dunque più in grado di vincere le elezioni; chiunque sarà il candidato del centrosinistra avrà il mio sostegno". 
Si conclude così il lungo annuncio della sindaca di Ancona, iniziato spiegando che "di fronte alla scadenza del rinnovo del governo delle Marche e alle elezioni regionali, non si pò pensare di dire, la cosa non mi riguarda o per me è indifferente "perché il governo della Regione è un fatto importante che incide nella vita dei cittadini e nel futuro delle città. Proprio perché è un fatto importante, è una materia che va trattata con cautela e con senso di responsabilità da parte di tutti, in particolar modo da parte di un sindaco e, in particolarissimo modo, da parte del sindaco della città capoluogo che ha una responsabilità in più rispetto agli altri. 
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Da qualche settimana - continua Valeria Mancinelli- gira con insistenza il mio nome come possibile candidata del centrosinistra alla guida della regione Marche nelle prossime elezioni. Gira da troppo e anche male; il rischio che si corre  e che si è corso, è quello di apparire anche io attore di un teatrino della politica che francamente non mi appartiene  e che non aiuta la credibilità della politica tutta. E' giunto quindi il momento di fare chiarezza: è una chiarezza dovuta ai cittadini tutti, in particolar modo ai cittadini di Ancona, ma è anche una chiarezza necessaria a appunto a contribuire a preservare quella credibilità della politica che uno degli impegni principali per i quali provo a dedicare tempo ed energie nel ruolo che svolgo come sindaco e nel rapporto con i cittadini".  Con l'intento di fornire delucidazioni nella ricostruzione di tutta la vicenda che da più settimane la sta riguardando, Valeria Mancinelli ha voluto direttamente specificare di non essersi candidata a niente, nè di averne fatto richiesta ad alcuno: " E’ successa un'altra cosa - precisa- e cioè che da novembre dello scorso anno numerosissimi  dirigenti ed esponenti del PD e dell'intero centro-sinistra, mi hanno chiesto se ci fosse una mia disponibilità ad accettare una proposta di candidatura che venisse dal PD e dalla coalizione di centro-sinistra.  Quando dico che non mi sono candidata niente,  intendo proprio questo: non mi passava neanche per l'anticamera del cervello essendo sindaco in carica per il secondo mandato con 3 anni ancora davanti da svolgere.
" Mi hanno chiesto se fossi stata disponibile ad accettare una proposta di candidatura che arrivasse dal PD e dalla coalizione di centro-sinistra: non era facile rispondere e c'ho pensato seriamente a lungo perché se si fosse data quella ipotesi questo significava ovviamente immaginare una interruzione anticipata del mio mandato di sindaco" e " quindi c'era un tema di responsabilità verso la città e c'era anche un tema di correttezza nei confronti della squadra che insieme a me si è presentata alle elezioni nella città di Ancona, parlo non  soltanto di componenti della giunta ma anche dei consiglieri comunali e del mandato che cittadini mi avevano affidato. Ci ho riflettuto quindi a lungo e alla fine avevo dato una disponibilità ad accettare un eventuale candidatura proposta, pensando che le Marche stanno attraversando una fase complicata e difficile della loro storia della loro vita, anche con segnali di ripresa interessanti ma con una crisi economica ancora fortissima che preoccupa e fa che stare nell’incertezza  famiglie e  imprese e quindi anche per il terremoto le Marche sono in un passaggio molto complicato e dunque, se se il sindaco della città capoluogo poteva dare una mano per provare ad affrontare nel modo più efficace queste questioni, ho pensato che potesse essere una responsabilità da prendersi se richiesta. E dunque a chi me la chiedeva ho dato quella disponibilità di accettare una eventuale proposta di candidatura e ho detto però anche a quali condizioni proprio perché lo spirito era questo: ho detto che le condizioni essenziali erano due o tre". 
Prima delle condizioni essenziali per dare la sua disponibilità ad una ipotesi di candidatura  quella di una valutazione fatta dal  Governatore uscente, dal PD e dall'intera coalizione di centro-sinistra"che per tante ragioni, in questa situazione e  in questo contesto, il governatore uscente poteva non essere  il candidato più forte e più competitivo per le prossime elezioni regionali. Se ci fosse stata questa valutazione da parte dello stesso governatore , da parte del PD e della coalizione e dunque se lo stesso governatore il PD e la coalizione, avessero deciso che per provare ad assicurare alle Marche quel governo di cui hanno bisogno, fosse necessario aprire una nuova pagina, una nuova fase, un secondo tempo anche con nuovi giocatori, a quel punto poteva essere spesa se ritenuta utile la mia disponibilità e qualora ovviamente su questo, ci fosse stato il consenso dei soggetti che concorrono a scegliere un candidato governatore. In questa ottica ho detto sono a disposizione. Giochi di partito secondi tempi dei Congressi del Pd non c'entrano niente con la disponibilità che avevo dato in questi termini.
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 L'altra a condizione - prosegue Valeria Mancinelli - era quella dei tempi perché è evidente che qualunque scelta si fosse fatta per il candidato governatore, era necessario stringere i tempi. In realtà ad oggi nessuna di queste condizioni si è verificata perché  legittimamente il governatore uscente, e ce lo dice tutti i giorni in tutti i modi possibili immaginabili, è convinto di essere il candidato più forte che il centro-sinistra può esprimere il più autorevole il più popolare quello più competitivo quello che può vincere più facilmente; ce lo spiega tutti i giorni e dunque già una prima condizione è evidente che non c'è. Il gruppo dirigente del PD o perlomeno la maggior parte dei dirigenti attuali del PD a livello regionale hanno fino a oggi condiviso questa posizione, ritenuto cioè che il governatore uscente fosse il candidato più forte: nessun problema.
Altri dirigenti del PD e parte degli alleati hanno ritenuto che fosse invece necessario aprire una nuova pagina, ma che per questa nuova pagina fosse preferibile puntare sull' alleanza coi 5 Stelle anche aspettando fino a marzo-aprile e che in questa ottica il candidato in qualche modo sponsorizzato dei 5 Stelle, cioè l’ex rettore dell’università Politecnica, fosse il candidato più competitivo, più forte più popolareMi pare  quindi evidente che le due o tre condizioni minime che avevo indicato perché la mia disponibilità potesse essere effettiva, non si siano realizzate". Queste le parole che, almeno per ora, segnano una sorta di uscita di scena della sindaca di Ancona dalla competizione elettorale.
C.C.

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