Sborgia: "Il modello di ospedale unico, va ripensato"

Mercoledì, 08 Aprile 2020 17:34 | Letto 1165 volte   Clicca per ascolare il testo Sborgia: "Il modello di ospedale unico, va ripensato" Un modello sanitario che non debba mai più essere costretto a scegliere chi salvare, ma che abbia a cuore la vita preziosa di ognuno . Così il sindaco di Camerino Sandro Sborgia nel ribattere sulla necessità di riflessione che il lungo periodo dellemergenza Covid- 19 deve insegnare.  Secondo il pensiero del primo cittadino, condiviso dai colleghi sindaci di Civitanova, Tolentino Belforte e Matelica, ogni decisione su modelli ospedalecentrici come il progetto dellospedale unico della Pieve a Macerata, oggi cone oggi è quantomai prematura. E tempo di riflessione  non di decisioni al buio, inadeguate alla crisi di una società e di un mondo che cambia- dice Sandro Sborgia- Quello che sta succedendo deve pur insegnarci qualcosa. Di fronte alla tragedia che ha colpito il Mondo, le decisioni sul modello sanitario sono argomento talmente delicato che non possono essere affrontate senza la necessaria lucidità e senza una riflessione ponderata. E per questo che chiedo alla Regione Marche una pausa di riflessione e il rinvio di ogni decisione; lo ritengo necessario nellesclusivo  interesse della salute dei cittadini, a partire dai più anziani che sono quelli che stanno pagando il prezzo più alto. Il primo cittadino torna quindi ad esprimersi  su quella che ritiene questione così seria e così delicata, tale da richiedere a tutti di fermarsi: solo una volta che lemergenza Coronavirus potrà dirsi superata potremo avere degli elementi per valutare che cosa ha rappresentato e come labbiamo affrontata- continua il sindaco di Camerino-. Pausa di riflessione dunque necessaria per capire quello che è successo, quello che sta succedendo e quello che sarà domani. Solo superato questo drammatico periodo potremo capire quale potrà essere il modello sanitario di cui abbiamo bisogno, per non dover più scegliere tra chi salvare e chi no. Abbiamo visto medici combattuti e anche straziati dalla necessità di prendere delle decisioni su chi salvare tra anziani o più giovani: non dobbiamo più permettere che questo succeda.  Ecco perché è necessario che il modello sanitario sia ripensato e proprio in ragione di quelle che saranno i cambiamenti che questa emergenza ha già prodotto. Cambiamenti che fanno riferimento ai nostri modelli di vita, culturali e alla nostra società, quindi, anche al nostro modo dintendere la salute. Con le esigenze dellemergenza che si è venuta a creare, si è già visto che il modello ospedalecentriconon è stato in grado di dare le risposte che tutti ci attendevamo. Quello è un modello fallimentare e necessariamente dobbiamo ripensarlo- sottolinea Sandro Sborgia-  Dobbiamo invece riadattare e rafforzare la rete di assistenza sanitaria territoriale. Questo è quello che penso. Chiedo pertanto che ci si prenda una pausa di riflessione per riprendere il ragionamento a mente serena, dopo che sarà passata la bufera. Ci sarà modo, tempo e anche lucidità per affrontare decisioni di vitale importanza nellinteresse dei cittadini e della loro salute. Mi fa piacere che ci siano altri sindaci che la pensano come me, ma voglio sottolineare che questa è una vicenda che deve necessariamente riguardare ognuno di noi e poter trovare un terreno di ragionamento sereno e scevro da ogni interesse politico e campanilistico.Questa è essenzialmente una battaglia di civiltà che riguarda ognuno di noi che dobbiamo assolutamente riappropriarci del diritto di dire la nostra e di ragionare.  E un momento come questo, deve servire a prendere coscienza su qualcosa di drammatico che ha creato uno stravolgimento nelle nostre condizioni di vita e nel nostro modello di società.  Quindi- conclude Sborgia-  se non abbiamo compreso bene questo e se non abbiamo bene chiari quali sono le conseguenze che il dramma ha comportato e comporterà nel futuro, non possiamo andare avanti con delle decisioni affrettate, dalle quali poi sarebbe difficile tornare indietro.C.C.
"Un modello sanitario che non debba mai più essere costretto a scegliere chi salvare, ma che abbia a cuore la vita 'preziosa' di ognuno" . Così il sindaco di Camerino Sandro Sborgia nel ribattere sulla necessità di riflessione che il lungo periodo dell'emergenza Covid- 19 deve insegnare.  Secondo il pensiero del primo cittadino, condiviso dai colleghi sindaci di Civitanova, Tolentino Belforte e Matelica, ogni decisione su modelli "ospedalecentrici" come il progetto dell'ospedale unico della Pieve a Macerata, oggi cone oggi è quantomai prematura.
"E' tempo di riflessione  non di decisioni al buio, inadeguate alla crisi di una società e di un mondo che cambia- dice Sandro Sborgia- Quello che sta succedendo deve pur insegnarci qualcosa. Di fronte alla tragedia che ha colpito il Mondo, le decisioni sul modello sanitario sono argomento talmente delicato che non possono essere affrontate senza la necessaria lucidità e senza una riflessione ponderata. E' per questo che chiedo alla Regione Marche una pausa di riflessione e il rinvio di ogni decisione; lo ritengo necessario nell'esclusivo  interesse della salute dei cittadini, a partire dai più anziani che sono quelli che stanno pagando il prezzo più alto". Il primo cittadino torna quindi ad esprimersi  su quella che ritiene questione così seria e così delicata, tale da richiedere a tutti di fermarsi: "solo una volta che l'emergenza Coronavirus potrà dirsi superata " potremo avere degli elementi per valutare che cosa ha rappresentato e come l'abbiamo affrontata- continua il sindaco di Camerino-. Pausa di riflessione dunque necessaria per capire quello che è successo, quello che sta succedendo e quello che sarà domani. Solo superato questo drammatico periodo potremo capire quale potrà essere il modello sanitario di cui abbiamo bisogno, per non dover più scegliere tra chi salvare e chi no. Abbiamo visto medici combattuti e anche straziati dalla necessità di prendere delle decisioni su chi salvare tra anziani o più giovani: non dobbiamo più permettere che questo succeda.  Ecco perché è necessario che il modello sanitario sia ripensato e proprio in ragione di quelle che saranno i cambiamenti che questa emergenza ha già prodotto. Cambiamenti che fanno riferimento ai nostri modelli di vita, culturali e alla nostra società, quindi, anche al nostro modo d'intendere la salute. Con le esigenze dell'emergenza che si è venuta a creare, si è già visto che il modello "ospedalecentrico"non è stato in grado di dare le risposte che tutti ci attendevamo. Quello è un modello fallimentare e necessariamente dobbiamo ripensarlo- sottolinea Sandro Sborgia-  Dobbiamo invece riadattare e rafforzare la rete di assistenza sanitaria territoriale. Questo è quello che penso. Chiedo pertanto che ci si prenda una pausa di riflessione per riprendere il ragionamento a mente serena, dopo che sarà passata la bufera. Ci sarà modo, tempo e anche lucidità per affrontare decisioni di vitale importanza nell'interesse dei cittadini e della loro salute. Mi fa piacere che ci siano altri sindaci che la pensano come me, ma voglio sottolineare che questa è una vicenda che deve necessariamente riguardare ognuno di noi e poter trovare un terreno di ragionamento sereno e scevro da ogni interesse politico e campanilistico.
Questa è essenzialmente una battaglia di civiltà che riguarda ognuno di noi che dobbiamo assolutamente riappropriarci del diritto di dire la nostra e di ragionare.  E un momento come questo, deve servire a prendere coscienza su qualcosa di drammatico che ha creato uno stravolgimento nelle nostre condizioni di vita e nel nostro modello di società.  Quindi- conclude Sborgia-  se non abbiamo compreso bene questo e se non abbiamo bene chiari quali sono le conseguenze che il dramma ha comportato e comporterà nel futuro, non possiamo andare avanti con delle decisioni affrettate, dalle quali poi sarebbe difficile tornare indietro".
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