Notizie di politica nelle Marche

A Camerino, UBI Banca riparte da una sede definitiva. Direzione e operatori dell'istituto di credito, dallo scorso lunedì, accolgono i clienti dagli ampi nuovi locali di via Pallotta n.11. A seguito della fusione per incorporazione di Nuova Banca Marche in UBI Banca avvenuta nell’autunno 2017, entrambe le filiali che erano in zona rossa e finora ospitate nei container, trovano sistemazione risolutiva e stabile in un' unica sede.Una riapertura al pubblico che imprime un segnale di rinascita e rinnovata fiducia, frutto della volontà di Ubi Banca di supportare la città e contribuire alla sua ricostruzione. Dopo un lungo periodo di lavoro negli spazi ristretti dei container di via Milziade Santoni, UBI Banca ha voluto investire sulla città e sul territorio, determinata a continuare in un lavoro al fianco della comunità locale, per supportarla nella delicata fase di ricostruzione, tornare al più presto alla normalità e spingere la ripresa economica Situati al piano superiore dello stabile  di Spazio Casa, i locali si affacciano su un’open space di grande impatto visivo, all’interno del quale domina il vetro di pareti divisorie discrete che permettono ad ogni stanza di fondersi con l’altra, conservando la propria identità ed indipendenza

“Finalmente una sede definitiva- afferma con soddisfazione il direttore dott.Gianni Malpiedi- In questi spazi siamo riusciti a realizzare una filiale moderna dotata di ogni possibile confort e forte di tutte le più nuove tecnologie che l’ambito bancario può offrire.Da qui siamo in grado di accogliere la nostra clientela con tutta la serie di servizi che, seppur nella grande ristrettezza degli ambienti di un container, abbiamo comunque sempre mantenuto al completo. Gli stessi operatori di Ubi Banca vivono questa ripartenza con grande entusiasmo”.

Il direttore Gianni Malpiedi

L’inaugurazione della Banca mobile di UBI Banca avvenuta il 1 dicembre 2016 nell’area parcheggio di via Santoni, aveva comunque rappresentato un primo segnale forte alla collettività di rimanere a servire la comunità in un momento difficilissimo e finora, il servizio è andato avanti non senza qualche disagio per gli stessi dipendenti.

ubi Banca locali 3

 

I container sono stata un’ottima soluzione ma gli spazi, non consentivano più di tanti movimenti- osserva il direttore-; eravamo molto stretti, non sempre le condizioni di lavoro erano ottimali e la stessa clientela si trovava a disagio. Qui è tutto un altro clima, c’è molto spazio, si sta molto meglio e ne siamo felici tutti. Quanto alle prospettive di lavoro dell’istituto di credito – continua il dott. Malpiedi- se valutiamo la piazza di Camerino, non possiamo nasconderci che lavoriamo in una zona pesantemente toccata dal terremoto dove le problematiche sono diverse. Di certo, da qui in poi ci troveremo ad affrontare soprattutto i problemi derivanti dalla ricostruzione sulla quale stiamo già lavorando diverse pratiche e probabilmente ne arriveranno molte altre in futuro per cui un'attività molto importante sarà per noi legata proprio a questa fase del post-sisma attraverso i servizi che offriamo nei finanziamenti alla ricostruzione per quel che riguarda le abitazioni dei singoli, nonché per la parte relativa ai contributi per la ricostruzione delle attività commerciali, artigianali e industriali del territorio”.

UBI Banca esterno

 

Dotata di un comodo parcheggio sul piazzale esterno, la sede definitiva di UBI Banca asseconda il nuovo concept evoluto degli spazi: all’ingresso è posizionata l’area accoglienza, una sorta di reception che funge da punto di primo contatto con i clienti e di orientamento verso i servizi richiesti. Al centro lo spazio d’attesa attrezzato con moderni divani e, tutt’intorno, l’area condivisa strutturata in più punti dai quali, supportati dalle nuovissime tecnologie, gli operatori aiutano il cliente a indirizzarsi verso i servizi desiderati.

C.C.

 Ubi Banca panoramica

 

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Un incontro con il Premier Conte e la possibilità di sedersi attorno ad un tavolo per la stesura di nuove norme che possano permettere una ricostruzione rapida e certa. Lo hanno chiesto i 70 sindaci del cratere costituitisi in comitato con l’obiettivo comune di portare all’attenzione delle istituzioni centrali, le istanze delle quattro regioni del Centro Italia colpite dal sisma. Ad inoltrare la richiesta al Presidente del Consiglio i primi cittadini hanno delegato il sindaco di Amatrice Filippo Palombini. 

Sostegno pieno all’iniziativa dei sindaci delle  quattro regino, è venuto dal senatore e sindaco di Visso Giuliano Pazzaglini, seppure abbia preferito non aderirvi formalmente per il duplice ruolo di sindaco e parlamentare che ricopre. Pazzaglini ha anche tenuto a sottolineare che col decreto 55 e le successive  misure il Parlamento ha fatto tutto quello che era possibile fare a livello legislativo e che l’impianto resta quello che è e non può essere modificato.

Unico miglioramento che si potrebbe apportare per velocizzare e favorire la vera partenza della ricostruzione è una modifica delle ordinanze e l’assunzione di una maggiore responsabilità da parte dei sindaci. 

"Abbiamo adottato quasi 60 provvedimenti tra i quali c'è quello indispensabile e da tutti richiesto della sanatoria dei piccoli abusi che tra l’altro- dice Pazzaglini- abbiamo approvata due volte; in prima battuta con la conversione del decreto 55 dove tra le varie fattispecie è stata prevista anche la possibilità di sanare volumi fino al 5%, e successivamente, nel decreto emergenze siamo riusciti ad elevare questo limite al 20% in coerenza con il piano casa regionale, senza contare tutta un'altra serie di provvedimenti che vanno dalla proroga delle scadenze ad altre fattispecie comunque utili. Purtroppo non c'è la percezione del lavoro importante che abbiamo fatto in aula perché l'ottanta per cento della Ricostruzione è gestita dalle ordinanze del Commissario e un ulteriore 10% dalle ordinanze del capo Dipartimento della Protezione Civile e al parlamento rimane pertanto un ruolo quasi residuale. Dato che la situazione è questa e drasticamente non cambierà mai, perché comunque l'impostazione è e rimarrà questa e non potrebbe essere altrimenti, credo che tuttavia l'unico modo per migliorare la situazione di stallo potrebbe essere solo la modifica da parte del Commissario di alcune delle ordinanze che creano più problemi. Fatto tutto questo, servirebbe però  a mio avviso anche una maggiore assunzione di responsabilità da parte dei sindaci che qualche volta dovrebbero anche gettare il cuore oltre l'ostacolo e fare delle scelte dolorose. E parlando da sindaco di Visso, ritengo che la scelta di aver rinunciato alle perimetrazioni porterà ad una ricostruzione più rapida.  L’aver deciso di rinunciare alle perimetrazioni - prosegue è stata una scelta importante perché in comuni come i nostri con un'alta valenza storica e architettonica, rinunciare ai piani attuativi evidentemente è una valutazione che va ponderata.  Dopo aver ragionato per alternative sui pro e sui contro di questa scelta, il consiglio comunale di Visso, ormai parecchi mesi fa, ha tuttavia ritenuto che il minore dei mali fosse appunto quello di rinunciare. L’aver saputo che è stato depositato il primo progetto di un'area da noi deperimetrata, mi rafforza nella convinzione che questa scelta fosse quella giusta. In consiglio comunale abbiamo approvato gli aggregati del centro storico, abbiamo fatto tutta una serie di attività che comunque consentiranno il recupero del centro storico di Visso. Sapere però che ad oggi un primo progetto di un'area che era perimetrata, è stato depositato e on almeno tre-quattro anni  di anticipo rispetto a quello che sarà il percorso di chi rimarrà all'interno delle perimetrazioni, mi convince sempre di più che questa scelta, comunque sofferta, comunque dolorosa, probabilmente è stata quella giusta”.+

C.C

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Sarnano potrebbe essere la prima stazione da sci delle Marche ad essere dotata di una pista artificiale da utilizzare nei periodi in cui c’è poca neve e in estate. Un progetto molto ambizioso da realizzarsi  nell’area di Sassotetto, del quale  si sta valutando la fattibilità e si stanno verificando le coperture economiche per il suo concretizzarsi. 

A confermarlo è lo stesso sindaco di Sarnano Franco Ceregioli: “ Il tutto - dichiara - fa parte di un più ampio progetto che a breve presenteremo e che peraltro, è stato inserito nel Patto per la ricostruzione e sviluppo della Regione Marche: è una parte che riguarda la cosiddetta destagionalizzazione della montagna e dunque, un utilizzo dei luoghi  anche al di là del periodo invernale

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 Abbiamo definito la parte dello studio di fattibilità dei costi e stiamo verificando  le possibilità che ci sono dal punto di vista della ricerca di risorse. Non nascondo che sarebbe un grandissimo risultato perché ci consentirebbe di praticare lo sci anche d'estate--continua il primo cittadino - il che potrebbe sembrare un controsenso, in quanto di solito lo si fa nei ghiacciai ma la tecnologia moderna mette a disposizione gli strumenti per poter sciare anche su qualcosa di artificiale. In realtà si tratta di piste in materiale plastico assolutamente simili come risposta alla neve anche quando è assente,  garantendo la stessa sensazione di sciare e praticare snowboard su un manto di neve compatta.  E noi- conclude Ceregioli- abbiamo una pista che è quella della Faggeta, realizzata di recente anche con la finalità di poterla utilizzare in estate e che potrebbe essere assolutamente funzionale a questo scopo

C.C.

 

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Nell’ambito dei servizi straordinari di controllo e in particolare dell’Operazione “Scuole Sicure”, nella giornata di ieri gli agenti della Squadra Mobile diretta da Maria Raffaela Abbate in collaborazione con le unità cinofile antidroga della Polizia di Stato, hanno effettuato  mirati controlli specialmente nei pressi degli istituti scolastici della città di Macerata  e nei luoghi di aggregazione giovanile dove si concentrano cittadini, soprattutto  extracomunitari, dediti allo spaccio di sostanze stupefacenti.

 Presso il terminal bus di piazza Pizzarello, con l’ausilio della Squadra Cinofili della Questura di Ancona e di altro personale in divisa veniva controllato un noto pregiudicato che non sapendo giustificare la propria presenza sul posto veniva allontanato. Nella sala d’attesa dello stesso terminal, il cane delle unità cinofile antidroga della Polizia di Stato “Walle”,  permetteva di rinvenire due involucri in plastica di colore nero contenenti svariate dosi di hashish e marijuana pronte allo spaccio, per un peso di oltre 10 grammi, sicuramente abbandonate a terra da spacciatori datisi alla fuga alla vista della Polizia. Durante l’orario di lezione inoltre, venivano effettuati continui  passaggi lungo via Cioci e corso Cairoli, luoghi segnalati come punti di ritrovo di giovani, al fine di verificare la presenza di soggetti riconducibili ad attività di spaccio. Nel corso dei servizi, protrattisi per l’intera mattinata,  sono state identificate 40 persone e sottoposti a controllo 24 veicoli.

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Mercoledì, 27 Febbraio 2019 18:25

Nigeriano denunciato per evasione

Era stato arrestato nel novembre dello scorso anno dalla Squadra Mobile di Macerata  nell’ambito della vasta operazione antidroga denominata “ISHAN”.  Dopo un periodo di detenzione in carcere, l’uomo si trova ora agli arresti domiciliari presso la propria abitazione che condivide con altri connazionali sito a Macerata.

Nella giornata del 25 febbraio scorso, ad un controllo effettuato dagli agenti della Volante proprio per verificare la sua presenza, lo stesso risultava essersi allontanato. Per questo motivo l’uomo, 34 anni, rintracciato dopo poche ore all’interno della propria abitazione dove era nel frattempo rientrato, è stato denunciato all’A.G. per il reato di evasione.

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Nel pomeriggio del 13 febbraio scorso, su segnalazione dell’impiegata di un negozio “Compro Oro” a Macerata, sono state diramate le ricerche di un giovane che poco prima aveva cercato di rubare alcuni oggetti preziosi ed era stato inseguito dalla stessa commessa. 

Il ragazzo si era presentato nel negozio chiedendo di visionare alcuni gioielli in esposizione in una vetrinetta. Ad un certo punto l’individuo aveva consegnato una sua catenina da lucidare ed approfittando del fatto che la donna, per compiere l’operazione, si era recata nel retro del negozio, pensando quindi di non essere visto, aveva aperto la vetrinetta in questione ed aveva arraffato un crocefisso ed un anello in oro e granate che lestamente si era infilato in una tasca dei pantaloni. 

L’azione però non è sfuggita alla dipendente del negozio che, avendo osservato le mosse dell’uomo attraverso il vetro applicato sulla parete divisoria del retrobottega, gli aveva subito intimato di restituire il maltolto.  Il ragazzo aveva però respinto le accuse cercando di convincerla di non aver preso nulla. Rilevando la mancanza dalla vetrinetta di alcuni monili e notando il rigonfiamento sospetto della tasca sinistra dei pantaloni indossati dal giovane, la commessa aveva preteso che la svuotasse.

L’individuo allora aveva preso dalla tasca solo l’anello in oro e lo aveva consegnato alla ragazza la quale, accorgendosi però che dalla tasca sporgeva il cartellino del prezzo di un altro gioiello, lo aveva afferrato e tirato, sfilando un crocefisso in oro. L’uomo era quindi uscito in fretta dal negozio facendo perdere le proprie tracce.

Sulla base degli elementi raccolti, gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico diretto dal Commissario Capo Gabriele Di Giuseppe, attraverso minuziose verifiche effettuate anche presso le strutture ricettive della città, sono riusciti ad individuare l’albergo dove l’uomo aveva dormito la sera precedente e che aveva lasciato pochi minuti prima riferendo agli addetti alla struttura di aver avuto improvvise esigenze familiari.

Gli agenti, ritenendo fondato il pericolo che l’uomo stesse cercando di lasciare in fretta la città, si sono recati velocemente presso la stazione ferroviaria dove lo hanno rintracciato, mentre stava aspettando un treno in partenza per Fabriano: si tratta di un giovane di origini siciliane pluripregiudicato per reati contro il patrimonio, residente in Umbria. E’ stato condotto in Questura, sottoposto ai rilievi foto segnaletici e quindi denunciato in stato di libertà per il tentato furto presso il negozio “Compro Oro” di oggetti per un valore di circa 1000 euro.

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La decisione del sindaco di Tolentino, Giuseppe Pezzanesi, di revocare le deleghe ad Alessia Pupo e Alessandro Massi, ha lasciato basiti anche i commercianti della città che, fino a quel momento, avevano visto l’ex assessore all’Urbanistica dalla loro parte in merito alla scelta di lasciare le scuole in centro. E anche se l’amministrazione ha assicurato che per le scuole non è ancora stato deciso niente, i negozianti non nascondono la loro preoccupazione, non solo legata alle scuole ma ad un centro storico che chiede sempre più aiuto. “In merito alla scelta del sindaco sugli assessori – dice Monica Fammilume, presidente del Comitato Commercianti Centro Storico – siamo rimasti basiti, non ce lo aspettavamo, come molti cittadini. Sulle scuole – precisa – nel corso dell’assemblea con il sindaco abbiamo detto che siamo contrari alla possibilità di portare le scuole via dal centro storico e continuiamo a ribadirlo. Anche noi siamo a favore della sicurezza, ma ci chiediamo come mai la casa di riposo per gli anziani in centro sia considerata sicura e una scuola per i bambini no. Non è la revoca di Massi che ci fa paura – conclude - . A noi tutto fa paura, vediamo che il centro storico sta morendo, non lo diciamo solo noi ma anche i clienti che vengono da noi. Siamo preoccupati”.

Nelle pagine de L’Appennino Camerte, in uscita domani, ci sarà un intero focus dedicato alla revoca delle deleghe dei due assessori tolentinati.

GS 

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Consenso unanime da parte del consiglio comunale per il piano d’azione per l’energia sostenibile e il clima presentato ieri sera dal consigliere delegato Piero Pierandrei.

Si tratta di un documento che descrive i passi verso il raggiungimento degli obiettivi stabiliti dal Patto dei Sindaci che Rosa Piermattei ha firmato all’inizio del suo mandato: la riduzione del 40 per cento dei gas a effetto serra entro il 2030.

Ogni due anni l’amministrazione dovrà automonitorarsi e presentare i risultati all’Europa che controllerà costantemente che gli step previsti siano seguiti.

Il team che ha redatto il piano d’azione è stato composto, oltre che da Pierandrei, dalla dottoressa Milleva Milloshi e dal geometra Piero Sileoni.  Dallo studio condotto è emerso che entro il 2030 San Severino dovrà ridurre le proprie emissioni di almeno 17mila tonnellate, portandosi a 25mila tonnellate.

“Il piano prevede numerosissime azioni - ha spiegato Pierandrei - alcune delle quali già realizzate e altre in corso d’opera come la riqualificazione energetica del plesso scolastico Tacchi Venturi, l’iniziativa Plastic Free per eliminare la plastica monouso dagli uffici comunali, l’installazione della colonnina per la ricarica di auto elettriche. È un piano vivo”.

Anche l’assessore Tarcisio Antognozzi ha ricordato altre azioni messe già in campo dall’amministrazione o in programma: nei prossimi cinque anni ad esempio, verrà sostituita tutta l’illuminazione pubblica e verranno installate delle centraline di rilevamento. San Severino ha da tempo sposato l’energia rinnovabile, con una centrale di energia solare al Cannucciaro e un parco eolico nel lago di Bolsena. Avviato anche l’iter per lo sviluppo della mobilità dolce insieme ai comuni dell’unione Montana Potenza, Esino e Musone e ha ricordato anche il piano del Cosmari di passare dalla raccolta porta a porta dei rifiuti dalla tariffazione puntuale, per la cui realizzazione sarà richiesto un grosso sforzo economico anche da parte dell’amministrazione.

g.g.

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Poco fa a Roma, la costituzione bipartisan del comitato dei sindaci del centro Italia, per cercare di riscrivere insieme al Governo, regole che possano ridare speranza alle popolazioni colpite dal sisma che stanno perdendo fiducia sul futuro. All’assemblea e al momento costitutivo, non era presente il sindaco di Visso e senatore Giuliano Pazzaglinicome esponente di Governo, in queste ultime ore impegnato nella conversione in legge di importanti decreti. Il senatore e sindaco si  è sempre detto convinto della bontà di proposte unitarie dei primi cittadini, per portare avanti le istanze dei territori colpiti dalla devastazione. 

Non solo vicino alla costituzione di questo comitato- afferma Giuliano Pazzaglini-anzi, ho sempre auspicato che questo accadesse già a dicembre 2016, per cui, apprezzo molto l'iniziativa e la approvo in pieno perché nessuno conosce più e meglio di un sindaco, le problematiche da risolvere. Sono inoltre convinto che da noi ci siano alcune professionalità e delle esperienze, a mio aviso uniche in Italia, perché provenienti dalla gestione del sisma del 97 (io stesso sono uno di quelli) e quindi, ritengo che il contributo dei sindaci potrebbe essere molto importante in tal senso; avrei partecipato anche volentieri alla costituzione del comitato, seppur  non aderendovi formalmente in quanto, nel duplice ruolo di parlamentare e sindaco, magari la mia sarebbe stata una posizione un po' equivoca e poi, a tre mesi dalla scadenza del mandato -continua Pazzaglini- non ritengo opportuno comunque impegnare il mio successore. Da sindaco personalmente  e anche da parlamentare,  ritengo tuttavia che un comitato costituito da chi è in trincea tutti i giorni, non possa che portare vantaggi a questa ricostruzione".

Quanto agli impegni governativi nella Capitale, il senatore parla dei 642  emendamenti che proprio ieri sono stati votati e stamattina convertiti in legge.

"Siamo riusciti oggi a convertirein leggeil decreto Quota 100 e  Reddito di cittadinanza e dunque, non  mi sarei neanche potuto assentare, altrimenti, sarei andato ad assistere all'assemblea dei sindaci. Avevamo all'ordine del giorno anche altri disegni di legge ma evidentemente, il più importante di tutti era quello che consentiva la conversione del decreto di quota 100".   

C.C.

 

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Il progetto “ In Centro “ è pronto a decollareUn nuovo segnale di speranza e di ripartenza si avvicina per Camerino, grazie all'associazione Iononcrollo. Prevista per sabato 2 marzo alle ore 16:30 l'apertura a San Domenico di "In Centro",  spazio polifunzionale per le attività delle associazioni cittadine. Creare un luogo al chiuso per favorirne l’utilizzo da parte di tutte le associazioni , mettendo a disposizione della comunità uno spazio funzionale a quell’aggregazione che oggi manca, è stato il sogno perseguito da Iononcrollo sin dalla sua fondazione. Un segno di speranza nel riguadagnare la città illumina  lo spazio che si appresta ad essere inaugurato e che sarà accessibile a tutti per eventi ed incontri, su prenotazione presso la Ferramenta Santacchi di Camerino.  A rendere possibile l’ importante passo verso la riapertura del centro storico, i fondi che Iononcrollo è riuscito a raccogliere attraverso la vendita dei pacchi natalizi in un'attività che ha coinvolto i soci nella promozione dei prodotti locali.

“ Un momento che aspettavamo da tempo – commenta il presidente Claudio Cingolani- Negli ultimi mesi, portando avanti l’altro progetto del “quartiere delle associazioni”, ci è sempre più venuta a cuore la possibilità di aprire uno spazio che guardi verso il centro storico. Lo spirito è quello di offrire un luogo alle associazioni e insieme  rivitalizzare quella zona del centro di San Domenico oggi fruibile e che, proprio ai piedi di San Venanzetto, ci permette di riavvicinarci piano piano alla città, pensare che non fa poi così paura e che possiamo riconquistarla in maniera lenta, ma scuramente attiva. Credo che sia compito di tutti i cittadini e di tutti i gruppi dare un contributo alla riapertura del centro e al riavvicinamento verso quelle mura che ci hanno ospitato per tutti questi anni e che non dobbiamo dimenticare". Speranza e positività sono racchiuse nello stesso logo di " In Centro" che verrà svelato proprio nell'occasione del taglio del nastro dei locali di piazza San Domenico. " Sono proprio i segnali di ripartenza e del riavvicinarsi alla città per ripartire, i messaggi che abbiamo voluto richiamare nel logo che lanceremo sabato prossimo- afferma Cingolani- Il segnale è che tutti insieme uniti, possiamo farcela".

Pronto intanto anche il progetto del "Quartiere delle associazioni" che prevede la realizzazione di due padiglioni polifunzionali in legno di 150 mq ciascuno, da posizionarsi vicino alle Sae, fruibili da associazioni e cittadini.  Mancano solo alcuni dettagli da definire con il Comune di Camerino.

"Nascerà nella zona di "Cortine ampliamento"- dice il presidente di Iononcrollo- Stiamo appunto concludendo con il Comune le varie pratiche per la convenzione da firmare e, per il resto, credo che ormai  siamo molto vicini ad una conclusione. Qualche appuntamento e qualche  punto da definire e, finalmente riusciremo a iniziare la costruzione di questo centro alle Cortine che vuole essere un altro spazio per le associazioni ma anche per le persone che vivono in quella zona".

Carla Campetella

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