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All’età di 77 anni ci ha lasciati l’arcivescovo emerito Mons. Angelo Fagiani. Il decesso è avvenuto all’alba di oggi nella casa del clero del seminario arcivescovile di Fermo. Fatale una crisi respiratoria intervenuta a minare le sue già cagionevoli condizioni di salute. Nato a Monterubbiano il 18 aprile 1943 e ordinato presbitero il 13 marzo del 1967, Mons. Fagiani era stato eletto alla sede arcivescovile di Camerino- San Severino Marche il 14 aprile 1997. Il 31 maggio 1997 nel corso di una  solenne concelebrazione, la sua ordinazione vescovile nella cattedrale di Camerino, dalle mani di Mons. Cleto Bellucci dell’arcidiocesi di Fermo.
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Scolpiti negli occhi e nei cuori di tutti sono i suoi gesti semplici che restituiscono l’immagine di un animo umile e buono. Sin dai primissimi passi come parroco, don Angelo è stato un pastore che ha camminato tra la gente e tra i giovani, vicino ai più bisognosi con un sorriso e con la potenza delle sue autentiche azioni. Indimenticabile l’apporto e l’aiuto materiale dato da don Angelo, come preferiva essere chiamato, proprio nell’anno della sua ordinazione. Nella notte tra il 26 e 27 settembre 1997, Camerino e il territorio furono infatti colpiti da un forte evento sismico che causò anche delle vittime. Nonostante le ferite del terremoto che anche allora apportarono consistenti danni al patrimonio ecclesiale camerte settempedano, Mons. Fagiani portò a temine ugualmente il Congresso Eucaristico Diocesano, conclusosi nel settembre 1998. Proprio all’inizio di quell’anno, l’arcivescovo Angelo aveva ricevuto la visita a Cesi del Santo Padre Giovanni Paolo II, visita  che lui stesso aveva sollecitato con forza e che tutti ricordano con particolare emozione.
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All’inizio dell’aprile 2003 fu colpito da un ictus cerebrale in seguito al quale fu ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma;, nonostante un lungo ed impegnativo percorso di riabilitazione, le sue condizioni migliorarono purtroppo solo leggermente, conducendo in breve alle dimissioni. Negli ultimi anni Mons. Fagiani ha vissuto nella casa del clero di Fermo, adeguatamente assistito da personale messo a disposizione da quella diocesi. L’Arcivescovo Francesco Massara, che lunedì alle ore 10.00 parteciperà ai funerali nella Cattedrale di Fermo, ha fatto affiggere un manifesto attraverso il quale si esprime la vicinanza e il dolore  dell’intera Arcidiocesi di Camerino-  San Severino Marche.  

Carla Campetella
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Un compleanno particolare per l'arcivescovo di Camerino - San Severino Marche, da pochi giorni eletto anche vescovo di Fabriano- Matelica, Francesco Massara. La ricorrenza del suo 55° compleanno, infatti, è coincisa con l'inaugurazione all'ospedale di Camerino della nuova Tac di ultima generazione, strumento che pone il nosocomio camerte all'avanguardia e che segna il ritorno al completo servizio del territorio. "Credo che non ci sia modo migliore per festeggiare il mio compleanno - ha dichiarato mons. Massara - Questa nuova Tac sarà una ricchezza non solo per Camerino, ma per tutto il territorio regionale e anche nazionale. Un ringraziamento particolare va alla fondazione Bocelli per la grande attenzione riservata a questo territorio. Un gesto di positività  che aiuta tutti a crescere nel bene".
L'arcivescovo ha poi festeggiato la ricorrenza con un brindisi insieme ad alcuni sacerdoti e ai collaboratori degli uffici della Curia. 

f.u.

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La matita perpetua "Leonardo da Vinci" regalata all'arcivescovo
Domani, mercoledì 27 maggio alle ore 17, nella Chiesa del Seminario di Camerino il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli e Mons. Francesco Massara, Arcivescovo di Camerino – San Severino Marche, firmeranno l’Accordo tra la Regione Marche e l’Arcidiocesi per la realizzazione del “Nuovo museo diocesano presso il Palazzo vescovile di San Severino Marche”. Sarà presente anche l’assessore regionale Angelo Sciapichetti. Nel corso della conferenza stampa verranno illustrati  i contenuti dell’intesa. 
Il complesso architettonico di oltre 2000 metri quadrati disposti su cinque livelli, oggetto di risanamento conservativo e miglioramento sismico dopo il terremoto del 1997, non ha infatti subito danni significativi dal sisma del 2016 e si presenta come sede ideale per allestire spazi funzionali nel rispetto dei criteri tecnico scientifici e degli standard museali.
C.C.
L'annuncio che tanti cattolici attendevano è finalmente arrivato. Da lunedì 18 maggio sarà nuovamente possibile la celebrazione della messa con la presenza dei fedeli. E' stato, infatti, sottoscritto, il Protocollo, frutto di sinergia tra la Presidenza del Consiglio, la Conferenza Episcopale Italiana e il Comtitato Tecnico - Scientifico, che disciplina le misure sanitarie per permettere lo svolgimento delle celebrazioni con la presenza dei fedeli. Sarà, il prossimo 18 maggio, un giorno particolare per la città di Camerino e per l'intero territorio della diocesi, visto che la "riapertura" delle chiese coincide con la festa di San Venanzio.

"Questa è la cosa più bella - commenta mons. Mariano Blanchi, vicario generale della diocesi di Camerino - San Severino Marche - perchè pensavamo che la ripaertura avvenisse successivamente. Così il giorno della festa del patrono tutta la comunità diocesana sarà unita intorno a San Venanzio per celebrare anche questo evento che ci permetterà di ritornare a celebrare l'Eucaristia, che come dice il Concilio "costruisce la Chiesa", insieme alla nostra gente". Un lunghissimo periodo di "digiuno" che termina e che permetterà ai fedeli di tornare a pregare in comunità, sia pure con il rispetto rigoroso delle misure prescritte. "Speriamo - conclude don Mariano - che le persone non si siano ormai abituati alla messa in streaming che, pur utile in questo periodo di quarantena, non può assolutamente sostituire la partecipazione diretta. Celebrare l'Eucaristia, fare la Comunione, pregare e celbrare insieme il sacrificio del Signore Gesù non può essere sostituito da nulla".  

f.u.
Potrebbe arrivare a breve il via libera da parte del governo per la ripresa delle messe con la partecipazione dei fedeli. La Camera dei Deputati, infatti, ha approvato un emendamento al decreto che inserisce la sospensione delle "cerimonie civili e religiose tra le attività che il governo può decidere per contrastare il coronavirus". L’emendamento aggiunge la previsione che il governo debba procedere anche "all'adozione di protocolli sanitari, adottati di intesa con la Chiesa cattolica e con le confessioni religiose diverse dalla cattolica, per la definizione delle misure necessarie ai fini dello svolgimento delle funzioni religiose in condizioni di sicurezza". Una soluzione criticata da Lega e Fratelli d’Italia, unici astenuti, che avrebbero voluto una data certa per la ripresa delle messe, che dunque avverrà soltanto una volta definiti i protocolli per la ripresa in sicurezza delle celebrazioni religiose. Continuano intanto le trattative tra Governo e Cei su una questione molto cari ai fedeli che per troppo tempo si sono visti privati della pratica del culto e della possibilità di vivere pienamente il senso della comunità. Un piccolo spiraglio di luce anche sulla possibilità di celebrare matrimoni, comunioni e cresime, bruscamente interrotta dal Covid 19.

f.u.



Resi noti i cinque vincitori dell’originale concorso #CoronArt, ideato da Mons. Francesco Massara Arcivescovo di Camerino San Severino Marche e Amministratore apostolico della diocesi di Fabriano-Matelica
«Non si poteva sperare in una risposta più bella e così partecipata» E’ il commento entusiasta del Vescovo Massara nel constatare la sentita e vivace partecipazione al fantasioso e creativo concorso, conclusosi con un totale di ben 489 progetti inviati da tutta Italia.

In risposta al periodo di quarantena appena istituito e al fermo obbligato di scuole e  attività sportive nonchè al divieto di assembramenti nelle parrocchie e nelle aule di catechismo,  lo scorso 12 marzo l’Arcivescovo ha rivolto il suo pensiero in particolare a bambini, ragazzi e giovani, organizzando qualcosa che potesse stimolare la loro creatività e offrire l’opportunità di tradurre con l’arte la loro riflessione su tematiche sociali nella prospettiva della speranza cristiana.
Tre i temi proposti ai giovani artisti delle due diocesi marchigiane: Quale sarà la prima cosa che farai appena finisce questo momento del #iorestoacasa? Cosa vorresti dire o vorresti fare per chi sta lavorando per il bene della nostra salute e dell’Italia? (medici, infermieri, scienziati, tutte le forze di polizia, ecc...) e infine, Cosa possiamo fare io, te e tutte le persone del mondo perché tutto questo non avvenga più? 
Ogni attacco d’arte avrebbe dovuto concludersi con una preghiera o un messaggio di speranza rivolto a Gesù.
E’ così che tanta creatività si è messa in movimento non solo dalle diocesi ma dall’intera penisola; elaborati sono giunti a #CoronArt  anche dalla Puglia, dal Lazio, dalla Liguria dall’Abruzzo, riunendo tante località italiane per un totale di 489 partecipazioni tra video amatoriali - registrati e montati rigorosamente a casa - tantissimi disegni, diversi componimenti poetici e numerose esibizioni canore e strumentali.

La giuria tecnica di 3 persone nominata dal vescovo,  ha quindi vagliato ogni singolo lavoro.  I punteggi sono stati attirbuiti in base ai criteri valutativi dell'attinenza al tema trattato, della capacità dell’uso delle tecniche artistico/letterarie e della presenza nell’elaborato di un messaggio spirituale. Ogni giudice ha provveduto a selezionare un elenco di 10 lavori; l’elenco dei primi trenta elaborati è stato successivamente sottoposto al vescovo che ha riesaminato le opere, stilando la classifica dei primi cinque vincitori.
Primo posto assoluto al progetto di Elisa e Susanna Meca di Fabriano aggiudicatesi un buono spesa da 300 euro;
seconda classificata Irene Montanaro di Camerino vincitrice di un buono spesa da 250 euro;
terzo posto per Cassandra Lopez di Matelica che vince un buono spesa da 200 euro;
quarto classificato Francesco Lambertucci di S. Ginesio al quale va un buono spesa da 150 euro;
quinto posto per Davide Angeletti e Benedetta Picchietti di Castelraimondo, vincitori di un buono spesa da 100 euro.

A tutti i partecipanti e alle loro famiglie, l’arcivescovo Francesco Massara invia i suoi vivissimi complimenti per aver aderito all’iniziativa con tanto entusiasmo e con il desiderio di condividere il frutto della loro riflessione e delle loro capacità artistiche.

Le opere premiate verranno pubblicate/esposte sul sito delle Diocesi di Camerino San Severino Marche e Fabriano Matelicahttp://www.arcidiocesicamerino.it/

C.C.
Sospese e rinviate a non prima dell'autunno , tutte le celebrazioni della Prima comunione e della Cresima. Lo ha deciso Mons. Francesco Massara con un decreto diramato ai parroci e valido sia per l'intera Arcidiocesi di Camerino- San Severino Marche che per lla diocesi di Fabriano-Matelica, in considerazione della situazione che si è venuta a creare a causa della pandemia da Coronavirus.  L’intento è quello di ovviare alle incertezze che gravano su impegni pastorali programmati da tempo  e di salvaguardare la salute delle persone, delle comunità e dei sacerdoti. A nessuno è consentito assumersi la libertà di procedere diversamente;  da parte loro i parrocci  potranno tuttavia valutare fin d'ora in tutte le parrocchie, l'opportunità di rinviare tali  celebrazioni al prossimo anno. 

Nello stesso decreto l’arcivescovo Massara stabilisce che, da ora e per tutto il periodo estivo, vengano annullate attività quali Campeggi, Campi scuola, Grest-Oratorio estivo, Esercizi Spirituali, Feste patronali e Sagre organizzate da parrocchie o associazioni ecclesiali.  A far propendere per la decisione il fatto che sia la situazione attuale sia la possibile evoluzione della pandemia sembrano sconsigliare lo svolgimento di attività di tal genere che, alla luce delle disposizioni delle autorità civili, possono comportare per gli organizzatori (parrocchie, monasteri, conventi e diocesi) responsabilità anche gravi e soprattutto nei confronti di minori.

Nel decreto si precisa anche che sono da intendersi annullate anche tutte le iniziative parrocchiali e delle associazioni ecclesiali già programmate per il 2020,  anche nel caso in cui dovessero allentarsi le disposizioni civili riferite alla salute pubblica.
C.C.










Un nuovo Polo museale nel palazzo vescovile "Scina Gentili" di San Severino Marche potrà essere realizzato grazie al finanziamento di 1 milione e 100 mila euro che la Commissione Europea ha inserito nel POR- FESR approvandone la modifica. 
Le opere d’arte dell'Arcidiocesi camerte settempedana, attualmente ricoverate subito dopo il sisma nello stesso palazzo, ritroveranno allestimento nel polo museale della sede del Palazzo vescovile Scina Gentili. Il deposito verrà riorganizzato  grazie a un progetto di rifunzionalizzazione deciso dalla Regione Marche. La  Commissione Europea, infatti, con Decisione del 26 marzo 2020, ha approvato la modifica del Programma Operativo regionale Marche FESR 2014-20, nel quale è inserito il finanziamento per 1 milione e 100 mila euro.  Il complesso architettonico di 2820 mq, disposti su cinque livelli e oggetto di risanamento conservativo e miglioramento sismico dopo il terremoto del 1997, non aveva subito danni significativi dall’ultimo sisma del 2016 e si presenta come sede ideale per allestire spazi funzionali nel rispetto dei criteri tecnico scientifici e degli standard museali. 

“Ho comunicato questa mattina la buona notizia a S.E. Monsignor Massara – ha detto il presidente Luca Ceriscioli – con grande soddisfazione, perché finalmente l’enorme patrimonio artistico di un’area così colpita potrà presto essere fruito di nuovo. Questo magnifico edificio soddisfaceva , infatti, anche per le buone condizioni strutturali, l’esigenza di trovare contenitori idonei al recupero e valorizzazione del patrimonio storico artistico gravemente colpito dagli eventi sismici,  con particolare riferimento a quello proveniente dalle chiese e monasteri gravemente lesionati . Sarà un ulteriore motivo di richiamo per questo bellissimo territorio che merita la massima valorizzazione anche culturale e in chiave turistica. L’inserimento del finanziamento di 1 milione e 100 mila permetterà così di concludere un iter progettuale e amministrativo durato un anno che aveva previsto riprogrammazione finanziaria dopo i 248 milioni di fondi aggiuntivi legati al sisma. “

“Questa notizia per noi è segno di gioia e speranza - afferma Monsignor Francesco Massara-. Sarà il Museo della Rinascita, perché conterrà tutte le opere della diocesi, tranne quelle della città di Camerino, attualmente visibili nel deposito Venanzina Pennesi. Un patrimonio immenso e preziosissimo, purtroppo fortemente danneggiato dal sisma, che potrà essere conservato e che costituisce la storia e l’identità del nostro territorio”.

L’idea progettuale si fonda sul riutilizzo dei locali a sede espositivanon solo come raccolta delle numerose opere d’arte della zona che sono attualmente non visibili, ma anche una sede di laboratori di restauro delle opere – quadri, tavole, affreschi e sculture - che avevano subito danni. 
Gli interventi riguarderanno una attenta dislocazione delle diverse funzioni con conseguente predisposizione impiantistica e allestimento, in modo da realizzare ambienti idonei al ricovero/deposito delle opere d’arte, ambienti per la loro esposizione nonché ambienti per lo studio e la consultazione con particolare riferimento al patrimonio archivistico. Saranno altresì ricavati spazi per funzioni amministrative e ricettive e particolare attenzione sarà data alla creazione di ambienti multimediali necessari all’implementazione dell’offerta museale, anche con finalità di catalogazione e monitoraggio del patrimonio storico artistico.

Si potrà procedere ora alla stipula di un accordo in corso di definizione, fra Regione Marche e Arcidiocesi di Camerino San Severino, proprietaria dell’immobile settempedano e soggetto attuatore dell’intervento, che ne disciplinerà tempi (progettazione, appalto ed esecuzione delle opere) e modalità di rendicontazione della spesa.
C.C.

Nella foto sotto, Madonna di Macereto 1490-1500 attribuita a Luca Antonio Barberetti
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Messaggio dell'Arcivescovo Francesco Massara dell'Arcidiocesi di Camerino - San Severino Marche e Amministratore della diocesi di Fabriano - Matelica.
Presenti alcuni disegni del concorso diocesano CoronArt.

Voce narrante Paolo Notari.
La benedizione delle Palme non poteva mancare per tutto il territorio e per il Covid Hospital di Camerino, sicuramente uno dei luoghi dove oggi più che mai c'è bisogno di pace e di speranza.
Una domenica che, seppur nella sua tristezza, rimarrà nella memoria di molti per come è stata vissuta. La santa messa celebrata dall'arcivescovo Francesco Massara, trasmessa in diretta Facebook, ha raggiunto i cuori di una comunità lontana ma unita.
Ed è l'unione che l'arcivescovo e il sindaco di Camerino Sandro Sborgia hanno voluto tenere in alto tra i valori di questa Pasqua.
"Vi auguro una Santa Settimana in cui, anche se siete nella vostre case, possiate dare il meglio di voi stessi - ha detto Massara - . date il vostro cuore ai vostri figli, ai vostri anziani, con un pensiero per coloro che lavorano per gli ammalati".

vescovo infermieri ospedale

Proprio con gli operatori sanitari del Covid Hospital della città ducale, l'arcivescovo ha voluto fare un'altra benedizione delle palme. La sua visita all'esterno della struttura sanitaria, insieme al primo cittadino, è stata un messaggio di vicinanza e speranza a chi ogni giorno, con umiltà e fatica, lavora per debellare il mostro del virus.



"Che questa Pasqua vi dia la forza di andare avanti per i sacrifici che state facendo - ha detto l'arcivescovo ad una rappresentanza di operatori sanitari, ai quali ha chiesto di portare ai loro colleghi il suo saluto - . Tornerò domenica prossima per portarvi l'acqua santa. Sono con voi".
Anche a loro ha annunciato l'idea di una processione, fatta in solitaria, il venerdì santo, dalla basilica di San Venanzio alla cattedrale di piazza Cavour "per portare - ha spiegato Massara - la croce che racchiude tutte le sofferenze, gli ammalati, coloro che hanno perso la vita, le vostre preoccupazioni. Perchè il Signore cammina con noi, ci sta vicino, ma dobbiamo essere certi che dopo questa sofferenza ci sarà la resurrezione".


Un messaggio di speranza anche quello del primo cittadino: "È una Pasqua diversa - ha detto Sborgia ai microfoni di RadioC1...inBlu - ma non per questo meno sentita, anzi, forse è nei momenti di difficoltà che le ricorrenze come questa devono farci capire che facciamo parte di una comunità, quella comunità che nelle avversità della vita si ritorva unita. Ne usciremo più forti di prima, ma occore resistere - ha ribadito - , occorre andare avanti ed essere rigorosi nel restare a casa, con la consapevolezza che tutto questo finirà, ma ci attende una ultima scalata che supereremo solo stringendo i denti".

GS

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