“Ancora qualche settimana per il lotto che collega Fabriano a Matelica Nord”. Lo ha detto Antonio Pettinari, Presidente della Provincia di Macerata, in occasione del sopralluogo ai cantieri della Pedemontana.

Nel fabrianese i lavori procedono spediti, e Pettinari ne è soddisfatto: “Entro breve la tratta tra Fabriano e Matelica sarà ultimata: aver effettuato questi sopralluoghi è importante per rafforzare la collaborazione tra le istituzioni coinvolte, in modo da portare avanti opere che rappresentano il bene comune”.

La visita nel Muccese, insieme ai funzionari della Soprintendenza Archeologica delle Marche e ai vertici di Quadrilatero, ha invece fatto il punto sui ritrovamenti di interesse storico riemersi nel corso degli scavi per la costruzione dello svincolo con la strada 209 della Valnerina. Il tratto è soggetto alle indagini della Soprintendenza, appunto, e Pettinari ha sottolineato: “In questo caso è fondamentale che si proceda con grande rispetto e considerazione dell’interesse culturale dei ritrovamenti, coniugando la tutela del patrimonio archeologico alla rapidità nel completamento di un’opera di primaria importanza per la montagna maceratese”.

l.c.
La Provincia di Macerata con provvedimento del 6 agosto 2021, ha espresso il diniego al rilascio dell’autorizzazione alla realizzazione di un impianto fotovoltaico in località Piedicolle nel Comune di Corridonia, presentato dalla ditta VRE s.r.l. di Milano.

L’impianto fotovoltaico avrebbe avuto una potenza di 4,8 MW, occupando una superficie totale pari a 6,6 ettari; l’elettrodotto di connessione avrebbe avuto una lunghezza di 8,5 km, estendendosi anche nei Comuni di Petriolo e Urbisaglia, e attraversando la Riserva Naturale dell’Abbadia di Fiastra.

L’impianto si sarebbe andato a cumulare ad uno già esistente, in un’area dove la Pianificazione territoriale regionale e provinciale riconosce l’alto valore dei caratteri paesistico-ambientali e della condizione di equilibrio tra fattori antropici e ambiente naturale, prevedendo l’attuazione di una politica di prevalente conservazione e di ulteriore qualificazione dell’assetto attuale, utilizzando il massimo grado di cautela per le opere e gli interventi di rilevante trasformazione del territorio.

Valutati, quindi, i vincoli e le tutele ambientali e paesaggistiche presenti che rendono l’area non idonea all’installazione di tali tipi di opere, considerati i pareri espressi dalle Amministrazioni coinvolte nella procedura e, in particolare, dai Comuni e dall’Ente Gestore della Riserva Naturale, la Provincia di Macerata ha espresso il giudizio negativo di compatibilità ambientale e la valutazione di incidenza negativa, precludendo la possibilità di realizzare l’impianto.

“Il fotovoltaico è una risorsa molto importante da utilizzare per creare energia rinnovabile - dichiara il presidente della Provincia Antonio Pettinari - ma va realizzato senza compromettere l’ambiente e il paesaggio”.
c.c.

Un imponente finanziamento per la messa in sicurezza dei ponti, pari a oltre 11,5 milioni di euro, erogato dal Ministero delle Infrastrutture per la Provincia di Macerata. “Per i prossimi tre anni - così il Presidente Antonio Pettinari - il MIT ha stabilito gli importi precisi per ogni annualità da destinare alla messa in sicurezza di ponti e viadotti sulla viabilità provinciale. Con l’ufficio tecnico, abbiamo così individuato gli interventi prioritari, tenendo conto della fattibilità, delle difficoltà progettuali e dei tempi di esecuzione, ed entro il 30 settembre dobbiamo inserire le proposte sulla piattaforma del Ministero”.

Sono undici gli interventi previsti per il triennio, con una suddivisione di spesa che prevede 3,5 milioni di euro per la prima e terza annualità e 4,5 milioni di euro per il 2022.

“La Provincia è stata sempre molto impegnata sui ponti e viadotti in questi anni - prosegue Pettinari - sia sulla costruzione, che sulla manutenzione ordinaria e straordinaria. L’obiettivo è mettere in sicurezza le infrastrutture e per questo abbiamo destinato importi differenti sugli impalcati, poiché i lavori dipendono dalla tipologia di ponte e dalla grandezza”.

Nel dettaglio, nel 2021 sono stati previsti i seguenti interventi: il ponte sulla “Recanati-Osimo” (1,5 milioni); quello sulla provinciale “Tolentino-Camerino” (450mila) a Belforte del Chienti; a Treia e Pollenza sulla provinciale 53 (450mila); a Penna San Giovanni e Monte San Martino (450mila); a Gagliole (50mila); a Sant’Angelo in Pontano verso Monte San Martino (400mila) e a Caldarola verso Camporotondo (200mila).

Nel 2022 interventi sulla “Fermana” tra Morrovalle e Monte San Giusto (2 milioni); Porto Recanati verso Numana (500mila) e l’inizio del nuovo ponte di Piediripa (2 milioni) che proseguirà l’anno seguente con un importo di 3,5 milioni di euro.


f.u.


Intervento da 510mila euro sulla provinciale 99 “Pontelatrave-Fiordimonte”. Il Presidente della Provincia di Macerata Antonio Pettinari ha approvato con proprio decreto, il progetto esecutivo per i lavori di ripristino del corpo stradale di questa arteria, danneggiata dal sisma del 2016.

L’intervento, inserito nel sesto stralcio del programma dei lavori di ricostruzione, riguarda un tratto di cento metri al km 1,550, nel territorio di Valfornace, dove si è manifestato un fenomeno franoso della scarpata di valle.

La Provincia di Macerata, d’intesa con il Soggetto Attuatore, ingegner Fulvio Soccodato, ha deciso di procedere per risolvere le criticità e sistemare il piano viabile con la realizzazione di un’opera di sostegno a valle, che possa dare stabilità, funzionalità e sicurezza all’infrastruttura.

Il progetto, pertanto, prevede, la realizzazione di una serie di pali, distanti un metro l’uno dall’altro e collegati in testa da una trave di cemento armato. Successivamente, sulla parte superiore, saranno installate le barriere di sicurezza in corten.

“È necessario eseguire tali lavori - dichiara Pettinari - per garantire la messa in sicurezza e il ripristino urgente e indifferibile della viabilità danneggiata dal sisma. Per questo cantiere prevediamo di mantenere la circolazione a senso unico alternato per entrambi i sensi di marcia. Il costo dell’intervento viene finanziato con le risorse individuate per la gestione emergenziale, previste nel programma del Soggetto Attuatore presso ANAS, ed erogate dalla regione Marche di recente, in quanto inserite nel penultimo stralcio”.
In via di acquisizione l'area in zona Pace dove sorgerà il nuovo Campus scolastico di Tolentino.
È il sindaco Giuseppe Pezzanesi a spiegarne i particolari, evidenziando comunque l'attenzione al centro storico che, con la nuova struttura, vedrà dei cambiamenti importanti dal punto di vista organizzativo.

"Siamo concentrati nel dare risposte al mondo scolastico e alle esigenze del centro storico - dice il sindaco - . L'acquisizione dell'area sarà una conseguenza di tutto il progetto di riassetto degli istituti scolastici della città. Si tratta di un'area dove sorgerà una parte della Don Bosco e tutti gli istituti superiori della città".
Ed è proprio sulla Don Bosco che più volte si è spaccata l'opinione pubblica: "Abbiamo bisogno di scuole performanti e in aree sicure - dice Pezzanesi - perchè sistemare il vecchio in una zona sismica non sempre porta buoni frutti".
Entra, infatti, nello specifico il primo cittadino, mostrando il nuovo riassetto della Don Bosco: "Verrà in parte ricostruita - dice - per le elementari e la materna nella ex area delle maestre Pie Venerini, a 100 metri dalla struttura originaria. Le medie, invece, saranno costruite parallelamente al Campus scolastico che sta seguendo la Provincia".
Prprio sul Campus Pezzanesi aggiunge: "In questi giorni, finalmente, abbiamo ricevuto da parte della Provincia di Macerata, il progetto e quindi lo stiamo analizzando in maniera celere ma approfondita, anche con l’intento di valutare bene la proposta realizzativa che ci viene sottoposta e tenendo fede a quanto promesso in sede di presentazione pubblica a studenti, insegnanti e famiglie, avanzeremo, se necessario, tutte quelle osservazioni e le prescrizioni necessarie per avere una struttura rispondente alle esigenze educative e di sicurezza, come già deciso insieme, così da avere un’opera di grande qualità".
Ci tiene poi a ribadire l'attenzione per il centro storico per il quale sono previsti "il rifacimento di vie e dei sotto servizi e il restyling di ampie aree che daranno uno slancio importante come negli altri comuni, all’intera città"
Infine, l'affondo nei confronti di chi condanna la scelta dell'amministrazione: "Questo - conclude - è l'unico modo di lavorare che conosciamo: prendere la decisione giusta e lasciare dietro le polemiche". 

GS




Sono iniziati i lavori, per un importo di oltre 1,8 milioni di euro, per il ripristino del corpo stradale della provinciale 125, “Tolentino - Abbadia di Fiastra”, danneggiata dal sisma del 2016.

La strada collega il centro abitato di Tolentino e la SS 78 “Picena”, in prossimità dell’Abbadia di Fiastra.

Al momento la rete di imprese che si sono aggiudicate l’appalto stanno eseguendo con la trivella le palificazioni per sistemare la parte dell’arteria interessata da danni diffusi, quali smottamenti e dissesti vari. La pavimentazione infatti presenta fessurazioni e abbassamenti della strada che rendono necessario il ripristino corretto del piano viario.

Questo intervento è inserito nel quinto stralcio del programma dei lavori di ricostruzione, e la Provincia di Macerata, d’intesa con il Soggetto Attuatore, ingegner Fulvio Soccodato, ha deciso di procedere nel ripristino della provinciale con due progetti separati: infatti dopo questa fase, ci sarà un successivo stralcio, dal costo complessivo di 450mila euro, che servirà a sistemare una frana, verificatasi al chilometro 3+400, mediante la realizzazione di un breve tratto in variante.

“Si tratta di un intervento importante - dichiara il presidente Antonio Pettinari - perché questa è una strada molto utilizzata, oltre che dalle auto, da ciclisti e corridori, data la presenza nelle immediate vicinanze della riserva dell’Abbadia di Fiastra. Il traffico ora è regolato, nella parte interessata dal cantiere, da un semaforo perché si circola in una sola corsia, a senso alternato”.
Importante novità per il territorio e per la comunità camerte. La Provincia di Macerata, infatti, concederà in comodato d’uso Palazzo Sant’Angelo quale allocazione provvisoria post sismica della Compagnia dei Carabineri di Camerino.

La decisione è avvenuta dopo il buon esito di una ricognizione preventiva effettuata il 25 marzo scorso dal Presidente della Provincia Antonio Pettinari, insieme al Comandante provinciale dei Carabinieri di Macerata, Ten. Col. Nicola Candido, il Comandante della Compagnia dei Carabinieri di Camerino, Cap. Roberto Nicola Cara, il dirigente della Provincia, Luca Fraticelli, e a cui ha partecipato anche il sindaco Sandro Sborgia.

In seguito a questo sopralluogo, la Compagnia dei Carabinieri ha fatto pervenire all’Amministrazione provinciale una richiesta ufficiale di concessione in uso di Palazzo Sant’Angelo, da utilizzare come sua sede temporanea per il tempo necessario alla realizzazione della nuova caserma.

Pettinari, in continuità con il consolidato clima di collaborazione e supporto che ha sempre caratterizzato i rapporti tra l’Ente, la Prefettura e le Forze dell’Ordine, ha accolto immediatamente tale richiesta.

“Con spirito collaborativo e come contributo di questa Provincia nel perseguimento del condiviso obiettivo al miglioramento lavorativo dell’Arma - ha dichiarato il Presidente - per il cui servizio esprimo un sincero apprezzamento, la messa a disposizione di Palazzo Sant’Angelo sarà in comodato d’uso gratuito, considerato anche il notevole interesse pubblico e valore della presenza dei Carabinieri sul territorio”.

Lo stabile, di proprietà dell’Ente, eccetto il piano seminterrato che appartiene al Comune di Camerino e che in passato era stato utilizzato dal mercato delle erbe, si trova in centro storico e non era stato danneggiato dal terremoto del 2016. Trovandosi all’interno della zona rossa, purtroppo, per questi anni, non è stato possibile utilizzarlo, fino a quando a fine gennaio scorso non è stato riaperto il centro di Camerino.

Il sopralluogo ha evidenziato l’ottimo stato di manutenzione dell’immobile che permette in questa maniera di utilizzare fin da subito i locali. L’unico intervento che sarà eseguito riguarda una parete esterna che non era stata oggetto di manutenzione straordinaria in precedenza. Su Palazzo Sant’Angelo, comunque, negli ultimi 4 anni la Provincia è intervenuta per la messa in sicurezza della torretta e per i lavori di manutenzione straordinaria per l’impermealizzazione al fine di eliminare infiltrazioni d’acqua.

“In attesa della formalizzazione degli atti amministrativi necessari al perfezionamento del comodato d’uso - prosegue Pettinari - per porre fine a questa situazione di grave criticità logistica in cui, da oltre 4 anni, è costretta a vivere e a operare la Compagnia di Camerino, ad oggi ancora alloggiata nei container, l’Amministrazione si rende disponibile ad effettuare fin da subito la consegna del proprio edificio. In questo modo si consente una migliore e adeguata collocazione al presidio militare camerte, che potrà beneficiare di condizioni lavorative migliori allo svolgimento dei relativi compiti in materia di sicurezza pubblica, a vantaggio di tutta la comunità locale, per il presidio capillare di questo territorio duramente colpito dal sisma”.
“La pedemontana è un progetto molto importante: penso sia chiaro che non ci possa essere sviluppo economico senza infrastrutture”. Così l’assessore ai lavori pubblici del Comune di Camerino, Marco Fanelli, intervistato sui lavori della pedemontana che riguardano il tratto che attraverserà il territorio camerte.
L’opera, partita a gennaio di quest’anno, su cui il Comune si era già espresso formalmente nel 2018, presenta alcune criticità secondo l’amministrazione Sborgia. La già avvenuta progettazione esecutiva, il finanziamento e la consegna dei lavori renderanno ristretti i margini di manovra per apportare delle migliorie. Fanelli sottolinea che è comunque responsabilità del Comune far presenti queste problematiche e, nei limiti del possibile, trovare soluzioni percorribili.  “Abbiamo riscontrato delle criticità e le stiamo affrontando – ha spiegato Fanelli –, consapevoli comunque che lo spazio di manovra sia ridotto se non addirittura nullo. Il Comune di Camerino si era già pronunciato formalmente nel 2018 e dunque sarà molto difficile intervenire in maniera radicale su determinate scelte. Nonostante questo stiamo cercando di verificare quali siano gli ambiti in cui sarà possibile apportare delle migliorie: la più importante è certamente quella che riguarda lo sbocco della pedemontana in località Rio. La scelta, probabilmente presa per motivi economici, non lascia pienamente soddisfatti: verificheremo se ci saranno margini per apportare modifiche, considerando anche il fatto che una parte della cittadinanza non sembra essere entusiasta. L’amministrazione valuterà tutte le possibilità: siamo consapevoli dell’importanza dell’opera, ma cercheremo spiragli per perfezionarla”.

l.c.
"Carenza di vaccini e impossibilità di scegliere chi possiamo vaccinare".
Sono questi i due problemi principali con cui si sontrano i medici di medicina generale marchigiani che, attraverso una nota firmata dai coordinatori di equipe territoriale Accattoli Paolo (Macerata), Mosca Andrea (Tolentino) e Paparoni Fabrizio (San Ginesio/Sarnano), denunciano la situazione che riguarda i vaccini.

Esordiscono appunto con la mancanza di dosi: "Noi abbiamo avuto a disposizione finora solo un flacone di Moderna, che equivale a 11 dosi, ed abbiamo fatto a pazienti estremamente vulnerabili a domicilio; questa settimana ci daranno, forse, un flacone di Moderna e uno di AstraZeneca. Ci hanno fatto sapere che il Moderna non ci verrà più fornito e avremo la possibilità di avere solo AstraZeneca che però, secondo il piano vaccinale della Regione Marche, potremo somministrare solo ad ultraottantenni con patologie lievi o in buona salute e a pazienti tra 70 e 79 anni, ma non "estremamente vulnerabili".

È previsto che ci forniscano dei vaccini Pfizer - proseguono - , che come è noto non siamo in grado di gestire visto che devono essere conservati a temperature inferiori a -70° e che quindi necessitano di una preparazione abbastanza complessa. Tutto questo mentre si parla del coinvolgimento dei Medici di famiglia nella vaccinazione di massa.
Veniamo bombardati da una serie di richieste a cui non sappiamo cosa rispondere, quasi sempre informati in ritardo rispetto a qualsiasi cambio di programma. Continuiamo ad essere la figura di riferimento di tutti i pazienti che in noi ripongono fiducia e speranza. Invece non ci viene concesso di gestire i nostri pazienti, di cui conosciamo le patologie e le criticità, per andare dietro a un piano vaccinale che fa acqua da tutte le parti".

Ma i medici di medicina generale sottolineano anche di essere pronti a vaccinare: "Come dimostrato dai vaccini antinfluenzali da noi effettuati tra ottobre e novembre - periodo in cui da ciascuno di noi sono stati vaccinati in meno di 2 mesi 400-500 assistiti - i medici di medicina generale sono in grado di fare vaccini ai propri assistiti in sicurezza ed in breve tempo, ma tutto questo sembra che in Regione non sia elemento di sufficiente garanzia. Facciamo notare velocemente che le innumerevoli incombenze burocratiche cui bisogna far fronte sia prima che dopo la somministrazione del vaccino, vengono normalmente sbrigate da personale amministrativo dedicato, mentre per noi sembra non sia possibile organizzare alcun aiuto. Noi iniziamo a pensare che il nostro coinvolgimento in questa emergenza non sia gradito - denunciano - . Ci venga detto con chiarezza e ci faremo da parte senza spargimenti di lacrime.
Se invece c’è ancora la volontà di dar seguito all’accordo firmato tra lo Stato e tutte le sigle sindacali dei medici, chiediamo un cambio di passo sia a livello regionale sia a livello aziendale: non possiamo più sostenere il ruolo degli sprovveduti o peggio di quelli che creano problemi. Se la vaccinazione di massa dovrà essere gestita dai centri vaccinali - affondano - , noi facciamo un passo indietro, rendendo felice chi fin dall’inizio ha paventato che il nostro contributo sarebbe stato un aggravio di spesa enorme per la sanità regionale".

GS
Viene riaperta la provinciale 29 “Collamato”. La strada era stata chiusa una settimana fa a causa della caduta di alcuni massi sulla sede stradale, proprio all’altezza di Collamato, tra Esanatoglia e Fabriano.

I tecnici erano subito intervenuti sul posto, chiudendo la provinciale. Il giorno seguente, alla luce del giorno, erano stati effettuati i sopralluoghi per verificare l’intervento da eseguire.

In tempi rapidissimi la Provincia di Macerata ha operato per il ripristino della circolazione: è stato effettuato così il disgaggio della parete rocciosa e sono state installate le reti a protezione della sede stradale.

L’intervento ha avuto un costo di 68mila euro. Per una settimana il traffico da e per Collamato e Fabriano è stato dirottato in direzione Matelica, ma con la messa in sicurezza della parete rocciosa interessata dai distacchi, viene ripristinata la regolare circolazione viaria.
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