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Dietro ai sipari chiusi da più di un mese c'è un mondo che pochi conoscono e, forse, proprio per questo, non viene ritenuta una attività lavorativa al pari delle altre. Una attività che mantiene uomini, donne e famiglie, oggi senza un lavoro e con la preoccupazione per quello che verrà.
È per questo motivo che Mauro Mazziero, presidente dell’Associazione Culturale  “Centro Culturale”, piccola realtà di Potenza Picena, ha scritto una lettera, sottoscritta anche da amministratori e rappresentanti del settore, al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

"Da anni, assieme ai miei soci e collaboratori - spiega Mazziero - , cerchiamo di risollevare e promuovere la nostra terra, già martoriata dal terremoto, attraverso la materia più preziosa che abbiamo: la bellezza delle tradizioni musicali e artistiche che, da sempre, hanno innalzato la reputazione e la nostra immagine nel mondo, trainando tutto il resto. Abbiamo realizzato un Festival di musica e arte, dedicato al nostro illustre concittadino Bruno Mugellini e un incubatore culturale, MayDay, che sta producendo importanti progetti. Per un piccolo centro il valore del lavoro legato alla cultura, nelle dovute proporzioni, è paragonabile a quello di un ente culturale di una grande città, forse anche di più, perché in provincia tutto è più laborioso.

Vi scriviamo - si legge nella lettera al presidente - in questo momento cruciale non per chiedere un aiuto, ma per condividere una riflessione sull’opportunità di mettere finalmente mano, in modo organico, in un settore così importante e propulsivo per l’identità e l’economia delle nostre comunità. Nella tradizione contadina da cui provengo, profondamente legata alla terra e al cielo, la bellezza nella vita di tutti i giorni era un elemento essenziale e non superfluo. Anche la famiglia più povera non rinunciava a far dipingere il suo carro, a ricamare le lenzuola per il corredo e, infine, a una stanza speciale dove accogliere gli ospiti di riguardo. Gli strumenti musicali e quindi la musica hanno sempre accompagnato la vita dei nostri nonni e genitori anche nei momenti più duri della guerra. Pensiamo che oggi come allora il “lavoro della bellezza” possa essere determinante per fare di questa notte un giorno radioso. La bellezza da sola non salverà il mondo; è la volontà di bellezza, il suo concretizzarsi in lavoro e in nuove occasioni di sviluppo autenticamente civile che potrà ridarci una società migliore e più consapevole.

Questo è il momento per costruire - conclude - , come è avvenuto agli inizi del Novecento, una nuova avanguardia delle arti che sia guida e concreto impegno per tutti coloro che amano la propria terra e il proprio cielo. Convinzione condivisa con tutti i firmatari di questo scritto".

GS

L’hanno già firmata oltre 4.900 persone. L’obiettivo è raggiungerne 5mila. È partita dal Seminario di Architettura e Cultura Urbana di Camerino la petizione online indirizzata al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per salvare Camerino dall’abbandono post sisma. 

Il centro storico è ancora deserto, chiuso, da quell’ottobre di due anni fa e ormai a farla da padrone è anche la vegetazione selvatica che ha iniziato a crescere qua e là. Un tempo era lì che tutto si concentrava: la vita delle istituzioni, dell’Università e degli studenti che popolavano la città, delle attività commerciali, dei fedeli. Camerino era il suo centro storico. 

“Il duplice problema che oggi si pone a Camerino - si legge nel testo della petizione - è di dare forma e sostanza alle conurbazioni esterne, soprattutto dopo gli eventi sismici che hanno comportato un aggravio di utenza delle infrastrutture esistenti e, soprattutto, di restituire alla vita il centro storico che rappresenta la vera anima e la stessa ragion d’essere della città.

Dopo oltre due anni nei cittadini comincia a venir meno l’idea del ritorno: molti, condizionati dall’esilio forzoso stanno ricostruendo la loro vita altrove, i più sono rimasti aggrappati alla speranza di ritrovare quel modo di vivere urbano di antica civiltà che contraddistingue da sempre Camerino”. È per questi ultimi che serve una risposta urgente, prima che anche loro perdano la speranza. E di certo il corpus di procedure e norme fin ora posto in essere non aiuta la città a risollevarsi e a ripartire: è tutto troppo complicato, farraginoso, e i tempi lunghi e incerti.

“È pur vero che occorre il tempo necessario per intervenire con giudizio su un territorio di grande bellezza e di altrettanto grande fragilità. Esistono, comunque, delle priorità incontestabili - prosegue il testo - per cui vale la pena di agire con urgenza: quei luoghi rappresentativi della ‘civitas’ che fungono da attrattori di interesse per la città, promotori della rinascita sociale, culturale, economica e motivo per la sua rioccupazione residenziale”. Per questo il Seminario di Architettura e Cultura Urbana promosso da Università di Camerino, Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori e Archeoclub d’Italia ha individuato quattro complessi monumentali esistenti all’interno del centro storico per una petizione rivolta al Capo dello Stato affinché sia attivata una specifica modalità d’intervento urgente per il loro risanamento: il Palazzo ducale, il Teatro comunale ‘F. Marchetti’, il Polo museale e il Palazzo della Musica.

Il Palazzo ducale, ricco di storia, col suo cortile rinascimentale che si affaccia sulle mura urbiche è sede del Rettorato, della Scuola di Giurisprudenza, dell’Aula Magna, di un’importante biblioteca aperta agli studenti ventiquattro ore su ventiquattro ed è, inoltre, tradizionale meta di visita turistica e di incontro dei cittadini.

Il Teatro comunale, col suo impianto di palchi a ferro di cavallo, rappresenta il meglio del ‘Teatro ottocentesco del Melodramma’ ed è aperto tutto l’anno alle stagioni musicali e di prosa. Il Polo museale di San Domenico raccoglie importanti testimonianze della pittura camerinese del Quattrocento, il museo archeologico e il museo universitario delle scienze, unico nelle Marche. Il Palazzo della Musica, infine, è sede di scuole musicali di ogni livello, di stage, master e concerti che richiamano musicisti e pubblico dall’Italia e dall’estero”.

È per questi edifici, che hanno un livello di danno che comunque ne consente il risanamento strutturale, che si chiedono specifiche modalità di azione così da restituirli alla città e dare una speranza a chi ha scelto di non andarsene nonostante tutto.

 

Per firmare la petizione seguire il seguente link: http://chng.it/4GBWcW7Xxk

 

g.g.

Un dono, quello che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella farà all’arcivescovo Francesco Giovanni Brugnaro domani mattina in occasione della sua visita ad Esanatoglia. La visita, in occasione dell’inaugurazione della scuola media intitolata a Carlo Alberto Dalla Chiesa, prevede infatti anche un passaggio alla Villa del Seminario, poco fuori la cittadini. 

Si tratta di una residenza ristrutturata con i fondi del terremoto del 1997 che oggi accoglie una 50ina di studenti universitari del Collegio Bongiovanni di Camerino, lesionato e delocalizzato a seguito del sisma del 2016. La dimora ospita anche, unica nell’arcidiocesi, campi scuola e attività della vita pastorale.

“Sono molto contento - afferma l’arcivescovo Brugnaro - perché il Presidente Mattarella ha accondisceso a visitare la Villa del Seminario. Per noi è la conclusione felice di un lungo percorso. Siamo onorati di ricevere la prima carica dello Stato ma anche estremamente grati nel completare l’opera che abbiamo dedicato alla vita di un collegio”.

Infatti alla ristrutturazione della residenza ha collaborato la Caritas nazionale, domani rappresentata da don Andrea La Regina e da altre fonti di beneficenza e finanziamento, compresa la legge sulle delocalizzazioni. 

“È frutto - torna poi a dire - anche degli sforzi che la nostra diocesi ha fatto insieme alla Ma.So.Gi.Ba, la Fondazione Maria Sofia Giustiniani Bandini (la principessa che donò il castello di Lanciano alla diocesi di Camerino-San Severino, ndr) per dare un segnale importante. Mi permetto di aggiungere - sottolinea - seppur con modestia, che si tratta di una cosa importante anche per la stessa Esanatoglia poiché i giovani ospiti della Villa animano la cittadina e vanno a beneficio della comunità che li accoglie”.

Infine Brugnaro torna a ringraziare tutti quanti hanno a vario titolo lavorato all’opera che ha definito un “grande segno di solidarietà” che ha fatto seguito alla difficile condizione in cui la diocesi si è trovata dopo il sisma.   

“Questo sentimento di gratitudine - conclude - ci permette di sperare concretamente nei miglioramenti, anche se talvolta la speranza perde un’ala”.
Gaia Gennaretti

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