Paolo Vichi, concluso il pellegrinaggio di solidarietà per Fabrizio

Mercoledì, 03 Agosto 2016 15:59 | Letto 7165 volte   Clicca per ascolare il testo Paolo Vichi, concluso il pellegrinaggio di solidarietà per Fabrizio Partiti dal sagrato della basilica di san Nicola di Tolentino nella mattinata di lunedì 1 agosto Paolo Vichi e i suoi tre scudieri, il fido Andrea Marucci, lumbro Tiziano Severi Pierini, il neofita Paride Palermo, con Luciano Vita alla guida del pulmino di assistenza messo a disposizone dallassessorato ai servizi sociali del comune di Tolentino, sono arrivati alla meta di San Giovanni Rotondo nel primo pomeriggio di mercoledì 3 agosto dopo 350 chilometri percorsi in 3 giorni con tappe intermedie a Pineto e Termoli. Si è così conclusa lennesima impresa di Paolo Vichi che con la sua handbike ha voluto raggiungere la tomba di san Pio da Pietralcina per aiutare Fabrizio, ragazzo tetraplegico amico di Paolo, ad acquistare un pulmino con pedana per potersi spostare in quasi autonomia. Emozione e gioia allarrivo a San Giovanni Rotondo dove ad attendere Paolo cera la sua famiglia e alcuni amici che lo hanno sostenuto nellimpresa. E stata unavventura dura, ma nello stesso tempo emozionante - le prime parole di Paolo Vichi davanti al santuario di padre Pio - Ho vissuto lultimo tratto del percorso, 15 chilometri di salita dura, pregando e riflettendo. Lessere costretto dalla strada ad andare piano mi ha fatto pensare a come viviamo tutti i giorni immersi nella frenesia. Unesperienza che mi ha portato anche a guardarmi dentro e per la quale non finirò mai di ringraziare i miei 4 angeli custodi. E stata dura, ma ce labbiamo fatta - dice Tiziano Severi Pierini - A conclusione di questo pellegrinaggio posso soltanto dire che sicuramente mi mancheranno i miei compagni di viaggio. Unesperienza che già ci emozionava prima della partenza - le parole di Andrea Marucci, compagno inseparabile di Paolo Vichi in tante avventure - Durante limpresa ci siamo anche divertiti, vivendo lesperienza con molta leggerezza nel senso che Paolo con la sua forza, con il suo humor è riuscito a trasmettere serenità anche durante i momenti più duri. Il messaggio che vogliamo lanciare è che tutti possiamo fare tutto in qualsiasi condizione ci ponga la vita. Ultimo in ordine di tempo ad aggregarsi al gruppo è stato Paride Palermo. Non ero mai andato in bicicletta e ho comprato la bici soltanto 5 giorni prima della partenza - confessa candidamente - Conosco Fabrizio, cui Paolo ha dedicato la sua fatica, fin da bambino. Dopo aver conosciuto Paolo proprio grazie a lui e saputo della sua idea non ho esitato a prendervi parte. Speriamo che la nostra impresa serva ad aiutare concretamente Fabrizio.   Paolo Vichi al suo arrivo a San Giovanni Rotondo   I protagonisti dellimpresa     Foto di gruppo davanti al santuario di padre Pio   articolo precedente Da Tolentino a San Giovanni Rotondo in tre giorni, facendo tappa a Pineto e Termoli prima di raggiungere la tomba di san Pio da Pietralcina. E lennesima impresa realizzata da Paolo Vichi, ideatore insieme a Roberto Mancini, presidente dellAsd Monti Azzurri, gruppo ciclistico cui Paolo è iscritto, del progetto Lesi Non Arresi. Dopo lincidente stradale subito nel 2012 che lo ha costretto sulla sedia a rotelle, Paolo Vichi non ha abbandonato la sua innata passione per il ciclismo, continuando a pedalare sulla sua speciale handbike spinta con la forza delle braccia. Così, accompagnato dal fido Andrea Marucci e da Tiziano Severi Perini, amcio proveniente dallUmbria, Paolo ha deciso di recarsi a San Giovanni Rotondo, partendo dalla basilica di san Nicola, per solidarietà. Siamo felici per essere riusciti a sensibilizzare molti per questa nostra avventura – così Paolo Vichi – Uninziativa pensata per aiutare Fabrizio, un ragazzo di Ortona che ho conosciuto quando ero ricoverato a Montecatone nel reparto per mielolesi, ad acquistare un pulmino con pedana per potersi rendere autonomo. Sulla pagina facebook Un cuore per motore si possono trovare tutte le coordinate per sostenere tale progetto. Ringrazio anticipatamente tutti coloro che vorranno rendere, con il loro contributo, il nostro gesto ancora più significativo. Questa impresa la voglio dedicare alla mia famiglia e in particolare a mia figlia, cui ho sottratto tanto tempo per allenarmi. Una dedica anche a tutte le persone che amano la vita e non si chiudono nel dramma. Una pedalata particolare – fa eco Andrea Marucci, uno dei ciclisti che accompagnano Paolo – per ringraziare padre Pio per alcune grazie particolari e per dimostrare che la disabilità non è un limite, ma è un grosso stimolo per compiere grandi imprese. Lidea di recarci a San Giovanni Rotondo è nata quasi per caso. Con Palo abbiamo iniziato a frequentarci in un gruppo di preghiera e piano piano è nata una profonda amicizia. Lho accompagnato in varie tappe del Tour Italian Hanbike e da qui è sorta lidea di fare qualcosa di grande in bici. Vogliamo dimostrare che in ogni caso non ci sono limiti per fare determinate cose – fa eco Tiziano Severi Perini – Spero che questo evento sia il primo di una lunga serie, vista la forza di volontà invidiabile che ha Paolo. Ad unirci è stata sicuramente la passione per la bici, ma, visto il rapporto che ci unisce e i nostri comuni valori, credo che riusciremo a strutturare insieme diverse cose.  Lincontro di Paolo con Fabrizio ad Ortona       Termoli, arrivo della seconda tappa     Larrivo a Pineto, a conclusione della prima tappa   Durante il tragitto lungo la statale Adriatica   Paolo insieme ai suoi accompagnatori Andrea, Tiziano, Luciano, Paride     Sul sagrato della basilica di san Nicola in attesa dellarrivo di Paolo Vichi per la partenza     Andrea Marucci e Tiziano Severi Perini, accompagnatori di Paolo nellimpresa   Con il priore di san Nicola padre Massimo   Foto di gruppo prima della partenza      

Partiti dal sagrato della basilica di san Nicola di Tolentino nella mattinata di lunedì 1 agosto Paolo Vichi e i suoi tre "scudieri", il fido Andrea Marucci, l'umbro Tiziano Severi Pierini, il "neofita" Paride Palermo, con Luciano Vita alla guida del pulmino di assistenza messo a disposizone dall'assessorato ai servizi sociali del comune di Tolentino, sono arrivati alla meta di San Giovanni Rotondo nel primo pomeriggio di mercoledì 3 agosto dopo 350 chilometri percorsi in 3 giorni con tappe intermedie a Pineto e Termoli. Si è così conclusa l'ennesima impresa di Paolo Vichi che con la sua handbike ha voluto raggiungere la tomba di san Pio da Pietralcina per aiutare Fabrizio, ragazzo tetraplegico amico di Paolo, ad acquistare un pulmino con pedana per potersi spostare in quasi autonomia. Emozione e gioia all'arrivo a San Giovanni Rotondo dove ad attendere Paolo c'era la sua famiglia e alcuni amici che lo hanno sostenuto nell'impresa. "E' stata un'avventura dura, ma nello stesso tempo emozionante - le prime parole di Paolo Vichi davanti al santuario di padre Pio - Ho vissuto l'ultimo tratto del percorso, 15 chilometri di salita dura, pregando e riflettendo. L'essere costretto dalla strada ad andare piano mi ha fatto pensare a come viviamo tutti i giorni immersi nella frenesia. Un'esperienza che mi ha portato anche a guardarmi dentro e per la quale non finirò mai di ringraziare i miei 4 angeli custodi". "E' stata dura, ma ce l'abbiamo fatta - dice Tiziano Severi Pierini - A conclusione di questo pellegrinaggio posso soltanto dire che sicuramente mi mancheranno i miei compagni di viaggio". "Un'esperienza che già ci emozionava prima della partenza - le parole di Andrea Marucci, compagno inseparabile di Paolo Vichi in tante avventure - Durante l'impresa ci siamo anche divertiti, vivendo l'esperienza con molta leggerezza nel senso che Paolo con la sua forza, con il suo humor è riuscito a trasmettere serenità anche durante i momenti più duri. Il messaggio che vogliamo lanciare è che tutti possiamo fare tutto in qualsiasi condizione ci ponga la vita". Ultimo in ordine di tempo ad aggregarsi al gruppo è stato Paride Palermo. "Non ero mai andato in bicicletta e ho comprato la bici soltanto 5 giorni prima della partenza - confessa candidamente - Conosco Fabrizio, cui Paolo ha dedicato la sua fatica, fin da bambino. Dopo aver conosciuto Paolo proprio grazie a lui e saputo della sua idea non ho esitato a prendervi parte. Speriamo che la nostra impresa serva ad aiutare concretamente Fabrizio".

 

Paolo Vichi al suo arrivo a San Giovanni Rotondo

vichi arrivo

 

I protagonisti dell'impresa

 

gruppo impresa

 

Foto di gruppo davanti al santuario di padre Pio

piazzale san giovanni rotondo

 

articolo precedente

Da Tolentino a San Giovanni Rotondo in tre giorni, facendo tappa a Pineto e Termoli prima di raggiungere la tomba di san Pio da Pietralcina. E' l'ennesima impresa realizzata da Paolo Vichi, ideatore insieme a Roberto Mancini, presidente dell'Asd Monti Azzurri, gruppo ciclistico cui Paolo è iscritto, del progetto Lesi Non Arresi. Dopo l'incidente stradale subito nel 2012 che lo ha costretto sulla sedia a rotelle, Paolo Vichi non ha abbandonato la sua innata passione per il ciclismo, continuando a "pedalare" sulla sua speciale handbike spinta con la forza delle braccia. Così, accompagnato dal fido Andrea Marucci e da Tiziano Severi Perini, amcio proveniente dall'Umbria, Paolo ha deciso di recarsi a San Giovanni Rotondo, partendo dalla basilica di san Nicola, per solidarietà. "Siamo felici per essere riusciti a sensibilizzare molti per questa nostra avventura – così Paolo Vichi – Un'inziativa pensata per aiutare Fabrizio, un ragazzo di Ortona che ho conosciuto quando ero ricoverato a Montecatone nel reparto per mielolesi, ad acquistare un pulmino con pedana per potersi rendere autonomo. Sulla pagina facebook "Un cuore per motore" si possono trovare tutte le coordinate per sostenere tale progetto. Ringrazio anticipatamente tutti coloro che vorranno rendere, con il loro contributo, il nostro gesto ancora più significativo. Questa impresa la voglio dedicare alla mia famiglia e in particolare a mia figlia, cui ho sottratto tanto tempo per allenarmi. Una dedica anche a tutte le persone che amano la vita e non si chiudono nel dramma". "Una pedalata particolare – fa eco Andrea Marucci, uno dei ciclisti che accompagnano Paolo – per ringraziare padre Pio per alcune grazie particolari e per dimostrare che la disabilità non è un limite, ma è un grosso stimolo per compiere grandi imprese. L'idea di recarci a San Giovanni Rotondo è nata quasi per caso. Con Palo abbiamo iniziato a frequentarci in un gruppo di preghiera e piano piano è nata una profonda amicizia. L'ho accompagnato in varie tappe del "Tour Italian Hanbike" e da qui è sorta l'idea di fare qualcosa di grande in bici". "Vogliamo dimostrare che in ogni caso non ci sono limiti per fare determinate cose – fa eco Tiziano Severi Perini – Spero che questo evento sia il primo di una lunga serie, vista la forza di volontà invidiabile che ha Paolo. Ad unirci è stata sicuramente la passione per la bici, ma, visto il rapporto che ci unisce e i nostri comuni valori, credo che riusciremo a strutturare insieme diverse cose".

 L'incontro di Paolo con Fabrizio ad Ortona

 

vichifabrizio

 

vichifabrizio1

 

Termoli, arrivo della seconda tappa

vichitermoli1

 

vichitermoli1

 

L'arrivo a Pineto, a conclusione della prima tappa

arrivo pineto

 

Durante il tragitto lungo la statale Adriatica

pellegrinaggio tragitto

 

Paolo insieme ai suoi accompagnatori Andrea, Tiziano, Luciano, Paride

accompagnatori

 

 

Sul sagrato della basilica di san Nicola in attesa dell'arrivo di Paolo Vichi per la partenza

 

sagrato di san Nicola in attesa di paolo Vichi

 

Andrea Marucci e Tiziano Severi Perini, accompagnatori di Paolo nell'impresa

Andrea Marucci e tIZIANO sEVERI PERINI

 

Con il priore di san Nicola padre Massimo

Padre MASSIMO

 

Foto di gruppo prima della partenza

UN MOMENTO PRIMA DELLA PARTENZA

 

UN ATTIMO PRIMA DELLA PARTENZA

 

LA FOTO PRIMA DELLA PARTENZA

 

PADRE MASSIMO E I PARENTI DEI CICLISTI

Letto 7165 volte

Radioc1inblu

Radio FM e Internet
P.za Cavour, 8
62032 Camerino (MC)

Tel - Fax 0737.633180
Cellulare: 335.5367709

radioc1inblu@gmail.com

L'Appennino Camerte

Settimanale d'informazione dal 1921
Piazza Cavour, 8
62032 Camerino (MC)

Tel - Fax: 0737.633180
Cell: 335.5367709

appenninocamerte@gmail.com

Scopri come abbonarti

Questo sito utilizza i cookie

Puoi accettare e proseguire la navigazione o per maggiori informazioni Per saperne di piu'

Approvo
Clicca per ascolare il testo