A Camerino, va avanti secondo la prevista tabella di marcia, la realizzazione di un’ala del nuovo campus universitario di Unicam che ospiterà gli alloggi per gli studenti dell’Ateneo, Presentato nel giugno 2019 il progetto di costruzione è frutto di un’adozione oltreoceano, attivatasi e resa possibile grazie all’impegno del Governo del Canada e della Croce Rossa Canadese, che hanno voluto dare il loro concreto supporto. Una folta delegazione canadese aveva partecipato all’incontro che si era tenuto all’università.

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E giorno dopo giorno, sta prendendo sempre più forma la struttura che permetterà l’ampliamento degli alloggi disponibili nell’area Campus. Soddisfazione è stata espressa dal presidente della sezione Croce Rossa di Camerino Gianfranco Broglia.
“Tutto sta procedendo come previsto- afferma Broglia -. Il bel tempo ci permette di andare avanti senza intoppi con i lavori. Entro il mese di marzo ci auguriamo che la struttura possa essere inaugurata. Un bellissimo gesto da parte dello Stato del Canada e della Croce Rossa Canadese che ha raccolto i fondi necessari. Siamo rimasti veramente colpiti dalla solidarietà di questa nazione che ci è stata molto vicina, adoperandosi per favorire le nostre richieste e per raccogliere un aiuto economico davvero importante sia per Camerino che per Muccia”.
Nel paese di Muccia duramente colpito dal sisma, Croce Rossa e Governo Canadese, oltre all’’impegno della comunità italo-canadese e in collaborazione con l’Associazione Nazionale Magistrati, renderanno concreto il progetto del Centro Polifunzionale, all’interno del quale verranno ospitati una biblioteca, una sala conferenze e spazi dedicati alle attività dei cittadini. Presso la struttura  sarà presente anche un presidio della Croce Rossa, attrezzato per rispondere alle esigenze sanitarie e a eventuali emergenze. 
C.C.
L'architetto Mario Cucinella in collaborazione con Ascolto Attivo è tornato nella città ducale per continuare il percorso avviato dal progetto WSR Camerino con il supporto del Comune di Camerino, UNICAM e Arcidiocesi di Camerino - S. Severino Marche.
Giornata di workshop oggi tra gli architetti dello studio MCA, con la partecipazione del sindaco Sandro Sborgia e di alcuni Consiglieri dell'amministrazione. Presenti anche il rettore di Unicam Claudio Pettinari e rappresentanti dell'Arcidiocesi.
Lincontro con larchittto Cucinella
Nel corso dell'incontro, Mario Cucinella ha illustrato uno studio sullo stato delle trasformazioni che ha subìto la città negli ultimi tre anni e sulle opportunità della ricostruzione. Un lavoro che l'architetto ha deciso di restituire alla città di Camerino, programmando una serie di soluzioni sulla base dei diversi incontri avvenuti nei mesi scorsi con l'amministrazione e l'Università, volti ad aggiornare la prima fase di stesura improntata nei mesi immediatamente successivi al terremoto, con la volontà di trovare insieme dei presupposti per ripartire, nonostante il territorio abbia nel frattempo subito modifiche.
Negli anni del post sisma, la città di Camerino ha registrato lo sviluppo di una nuova centralità urbana di servizi e di residenze ai piedi del centro storico, interventi definiti come “temporanei”  ma che, ad oggi, hanno segnato in modo irreversibile il paesaggio e cambiato le stesse abitudini di vita della comunità. A partire da queste condizioni, risulta però evidente che il centro storico debba rimanere protagonista anche come luogo attivatore di un intervento strategico nella città: il suo “ripopolamento”, per il progetto WSR Camerino, rappresenta l’occasione  di ripartire.

"È stato un incontro molto interessante - ha detto Luca Marassi, Capogruppo di maggioranza e consigliere con delega alla ricostruzione –. Un'opportunità unica per continuare a progettare il futuro insieme alle altre principali istituzioni della città. Soltanto un lavoro in sinergia e coesione d’intenti tra i pilastri del territorio sarà infatti in grado di dare vita ad opportunità reali e positive per la Ricostruzione e lo sviluppo. Tutto va naturalmente considerato con grande attenzione, ma da parte dell'Architetto c'è massima collaborazione ". Riparte dunque una nuova fase progettuale sulla base del confronto con le dinamiche ad oggi in atto nella città e che dovrà inevitabilmente proseguire grazie al coinvolgimento attivo dei cittadini.
L’Istituto di Geofisica e Vulcanologia – INGV ha una nuova sede all'Università di Camerino. Nel Polo di Geologia di Unicam, inaugurati gli spazi  destinati ad ospitare la nuova realtà che contribuisce a rafforzare e istituzionalizzare una già stretta collaborazione tra l'ateneo di Camerino e l'ente di ricerca nazionale.
Nel novembre scorso l'approvazione da parte dei Consigli di Amministrazione dei due enti che oggi arrivano a concretizzare un passo fondamentale da cogliere come segnale propulsivo alla  crescita della prima industria del sapere e della formazione a favore dell'intero territorio e della previsione e prevenzione regionale nel settore della protezione civile.
Una soddisfazione chiaramente espressa nel suo intervento dallo stesso rettore  Claudio Pettinari, protagonista insieme al Presidente INGV  Carlo Doglioni e al direttore della sede Emanuele Tondi, del taglio del nastro dei nuovi locali, presenti  il sindaco di Camerino Sandro Sborgia e il Presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli. Alla cerimonia sono intervenuti anche l'assessore regionale alla Protezione civile Angelo Sciapichetti e il responsabile del Dipartimento Marche Davide Piccinini. In sala anche il Commissario Straordinario per la Ricostruzione Piero Farabollini, geologo e docente della Scuola di Tecnologie Unicam.
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 Ricerca di qualità e fondamentale collaborazione sono stati sottolineati nel suo intervento dal rettore Claudio Pettinari: "Da soli non si va da nessuna parte  e dunque la collaborazione con enti, università ed eccellenze come INGV, è qualcosa a cui abbiamo sempre mirato. Fin da subito, abbiamo cominciato a mettere dentro questo obiettivo i contenuti necessari per arrivare ad una concretezza. Di queste attività, delle quali ringrazio tutte le istituzioni per il supporto, beneficeranno non solo ricercatori e studenti di Unicam ma sicuramente tutto il territorio. Un monitoraggio sempre più attento e una ricerca sempre più qualificata- ha aggiunto - potranno consentire chiaramente, non che le catastrofi non avvengano, ma di certo mitigare i rischi e prevenire alcune delle situazioni di disagio che tutti noi abbiamo vissuto. Credo che insieme ad INGV potremo riuscire ad elaborare strategie e scrivere su carta delle linee guida importanti affinchè, nell'evenienza di calamità naturali, queste possano produrre minore impatto e disagio per le comunità. C'è bisogno di buone pratiche, di correttezza e onestà intellettuale, ma c'è bisogno anche di fare le cose come vanno fatte, costruendo dove si può e, fare di tutto perchè i rischi diminuiscano e portino sempre inferiori disagi. Interessa a tutti: c'è dietro la salute e la vita delle persone e poi, c'è dietro un ateneo che sta mettendo l'anima per guardare oltre e al futuro". 
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I saluti istituzionali nell'aula magna del Polo di Geologia, sono poi proseguiti con l'intervento del sindaco di Camerino Sandro Sborgia il quale ha portato l'accento su una università considerata vero gioiello di tutto il territorio e che conferma il suo ruolo da protagonista nel campo delle ricerche scientifiche, anche con questo ulteriore tassello di una collaborazione prestigiosa: " Camerino luogo di studio, luogo di ricerca e di prevenzione- ha detto Sborgia-. Prevenzione significa anche conoscere come intervenire in caso di calamità. E questo significa salvare vite umane per cui non posso che esprimere soddisfazione nell'essere qui a rappresentare una città il cui cuore è costituito dall'ateneo e le esperienze che in esso possono essere sviluppate, a servizio non della sola nostra comunità ma di tutta la nazione e degli altri Paesi che ne vorranno usufruire". Il primo cittadino si è detto orgoglioso di essere parte della comunità camerte, che ha nell'università il suo centro di riferimento, anche per uno studio così prestigioso portato avanti insieme a INGV.
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L'inaugurazione della sede ad Unicam" elemento di crescita " secondo il presidente della Regione Ceriscioli, che lo ha definito punto più elevato, in riferimento alle politiche che vengono intraprese, il cui valore è da cogliere sia nella parte accademica che amministrativa.  
" C'è poi il valore aggiunto di un'attività scientifica che viene fatta sul territorio e- ha detto Ceriscioli- un altro valore aggiunto, è l'opportunità della regione di confrontarci con altre competenze che vanno ad arricchire la forte struttura della conoscenza, in particolare della nostra Regione. Quasi un paradosso avere quattro università di prestigio e non avere sul territorio queste presenze- ha continuato il Governatore-. Elemento di novità dunque per noi di fondamentale importanza e sul quale, intendiamo collaborare, investire e crescere assieme. E' l'inizio di un lungo e fruttuoso lavoro da fare tutti insieme".
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A spiegare la motivazione di una sede di INGV all'università di Camerino è stato il presidente Carlo Doglioni, ricordando che l'ateneo è uno tra i più antichi d'Italia, e la sua Scuola di Bioscienze una tra le più qualificate. " Camerino tra le città che hanno maggiormente subito gli effetti devastanti anche dell'ultimo terremoto e la stessa Regione Marche è una delle terre più esposte non solo al rischio sismico, ma anche idro-geologico. La possibilità di lavorare dal punto di vista della ricerca e formazione- ha sottolineato Doglioni- è un'occasione troppo importante e che INGV non poteva perdere.
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E' per questo motivo che INGV ha deciso di rafforzare il proprio impegno nella Regione Marche e, alla sede di Ancona dove si fa ricerca e si attuano soprattutto le parti operative della rete sismica nazionale, aggiungiamo oggi la sede di Camerino. Da qui, lo sviluppo di una parte complementare che è quella di formazione, con dottorati e tesi di laurea, per studenti che siano interessati allo studio dei rischi naturali e delle risorse naturali. E anche se in zona non ci sono vulcani, la sede di Camerino contribuisce agli studi anche nel settore vulcanologico. Con gli altri partner del Consorzio Redi il contributo è anche per gli studi finalizzati ai rischi naturali ad ampio spettro e in tutte le loro sfaccettature anche di tipo socio economico. Un'opportunità che dunque ci permetterà di crescere".  
 
Sono seguiti  gli interventi di Emanuele Tondi, docente della Sezione di Geologia e Direttore della sede INGV di Unicam, del Direttore della Scuola di Scienze e Tecnologie di Unicam David Vitali  e del Dirigente del Servizio Protezione Civile della Regione Marche David Piccinini. A concludere gli interventi prima dell'inaugurazione della sede il numeroso pubblico in sala ha ascoltato l'interessante lectio del prof. Carlo Doglioni sul tema "Terremoti: VALE la pena studiarli", in cui l'acronimo VALE, sta per
Vita, Abitazioni, Libertà, Economia. Condividere insieme i problemi naturali, rischi e risorse, anche a livello europeo è di fondamentale importanza.
"Il Consorzio REDI, di cui l'università di Camerino è il principale referente insieme a INGv e altri partner-
ha concluso il presidente di INGV- ha una missione: studiare i rischi naturali, proprio per cominciare ad avere un rapporto diverso con la natura".

La Sede camerte di INGV che prevede anche il dislocamento presso Unicam del personale dell’ente di ricerca, svolgerà attività di studio e di supporto alla didattica mediante la condivisione di laboratori e strumentazioni. Disporrà, inoltre, di un budget annuale per il finanziamento di borse di dottorato, assegni di ricerca e tecnici laureati aggiuntivi, ovvero spese relative alle collaborazioni scientifiche dei due Enti.
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Nuovi successi per l'università di Camerino, risultata vincitrice di una delle cinque borse di studio messe a disposizione dalla Fondazione Intesa Sanpaolo Onlus, nell’ambito dell'iniziativa "Dottorati e progetti di ricerca in materie umanistiche". Candidati alla terza edizione erano cinquantasei progetti  provenienti da 25 università italiane.

 “Leadership culturale per lo sviluppo rurale”  il progetto risultato vincitore e presentato da Lucia Ruggeri, docente della Scuola di Giurisprudenza, nell’ambito del dottorato di ricerca su “Il diritto civile nella legalità costituzionale”.

Grazie al finanziamento, la dottoranda Karina Zabrodina svolgerà uno studio sulla regolamentazione post-sisma e sulla rivitalizzazione delle zone colpite dal terremoto. L' approccio multidisciplinare è teso ad analizzare possibili direttrici di sviluppo promuovendo l’uso della cosiddetta leadership culturale.
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La dott.ssa Zabrodina (nella foto sopra ) fruirà di periodi di formazione in Giappone in un centro di eccellenza quale è la Toyo University di Tokyo, con la quale la Scuola di Giurisprudenza di Unicam ha già attiva una proficua collaborazione.

Alla cerimonia tenutasi ieri a Milano era presente anche il rettore Claudio Pettinari, ospite della manifestazione unitamente al team di ricerca camerte.

“A nome dell’intera comunità universitaria – ha sottolineato il rettore Pettinari – mi congratulo con la prof.ssa Ruggeri e con il suo gruppo di ricerca per aver ottenuto questo importante risultato, volto alla formazione di giovani ricercatori, con una potenziale ricaduta sullo sviluppo del nostro territorio”.
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Nuovo successo per la ricerca di Unicam. Grazie alla sensazionale scoperta fatta dal gruppo di studio dell’Università di Camerino coordinato dal prof. Roberto Ciccocioppo, può prospettarsi una strategia innovativa nella battaglia per smettere di fumare .
Il gruppo di ricerca della Scuola di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute di Unicam, composto dalla dr.ssa Esi Domi e dal prof. Massimo Ubaldi e da colleghi dell’Università di Bologna, della svedese Linköping University e dell’azienda statunitense Omeros Corporation, è arrivato a dimostrare che un farmaco comunemente usato per trattare il diabete di tipo 2, abolisce i segni caratteristici dell’astinenza da nicotina. Lo studio è stato appena pubblicato dalla prestigiosa rivista internazionale Journal of Neurosciences. 
Chi tenta di smettere di fumare, subisce diversi effetti collaterali provocati dall’astinenza da nicotina: aumento dell'appetito, irrequietezza, ansia, irritabilità e depressione, sintomi spiacevoli che scoraggiano la maggior parte dei fumatori pur motivati a smetterla con le sigarette.

“Con il nostro lavoro di ricerca – sottolinea il prof. Massimo Ubaldi – abbiamo dimostrato che le iniezioni dirette di pioglitazone nell’area cerebrale dell'ippocampo di topi, hanno ridotto i segni di astinenza fisica da nicotina, inclusi i tremori. L'iniezione di pioglitazone in un'altra area, l'amigdala, ha invece migliorato i sintomi dell’ansia associati alla sospensione della nicotina”.
Il pioglitazone, farmaco utilizzato nelle terapie antidiabetiche, ha infatti come bersaglio uno specifico recettore,  che si trova in aree del cervello coinvolte nella dipendenza da sostanze. I soggetti fortemente dipendenti dalla nicotina hanno un rischio maggiore di circa il 30% di sviluppare il diabete di tipo 2.
I risultati dello studio suggeriscono che, se usato in pazienti diabetici con abitudine al fumo, il pioglitazone, oltre a migliorare la sensibilità all’insulina, può rappresentare un valido aiuto per smettere di fumare, attenuando i sintomi fisici ed emotivi dovuti all'astinenza da nicotina.

Il gruppo di ricercatori di Unicam ha svolto un ruolo di coordinamento delle altre unità italiane, svedesi ed americane coinvolte nella ricerca  e il laboratorio del prof. Ciccocioppo è stato  anche il primo a dimostrare che il farmaco antidiabetico  può essere utile nel trattamento della dipendenza da sostanze da abuso come alcol e nicotina.

Soddisfazione personale e a nome dell’intera comunità universitaria, è stata espressa dal rettore di Unicam Claudio Pettinari:
“Un ulteriore successo che conferma l’eccellenza della qualità della ricerca scientifica dell’Università di Camerino,  sempre più spesso riconosciuta anche a livello internazionale, in settori di notevole interesse che coinvolgono il benessere e la salute pubblica”. cc
Cordoglio e commozione nell'intera comunità universitaria di Camerino per l'immatura e improvvisa scomparsa di Serafina Larocca, docente e ricercatrice della Scuola di Giurisprudenza di Unicam. Aveva 56 anni e lottava da tempo contro una brutta malattia che non le ha lasciato scampo.  Ne parla come una  figura di riferimento dall'alto profilo il rettore dell'università di Camerino Claudio Pettinari che insieme al Direttore della Scuola di Giurisprudenza Rocco Favale  e al Direttore Generale Vincenzo Tedesco, si sono fatti interpreti del cordoglio di tutta la comunità dell'ateneo, partecipando il dolore della famiglia. 
Dopo la laurea in Giurisprudenza conseguita all’Università di Camerino, la prof.ssa Larocca ha proseguito la sua carriera universitaria sempre ad Unicam, dove attualmente ricopriva il ruolo di ricercatore universitario.
“Unicam perde oggi una persona straordinaria – ha dichiarato commosso il rettore Claudio Pettinari – una valente docente e ricercatrice della nostra Scuola di Giurisprudenza, ma soprattutto una persona di un’umanità non comune. Ricordo il sorriso e la gentilezza di Serafina, sempre pronta a collaborare per il suo Ateneo, il suo modo garbato e gentile di rapportarsi con tutti, la sua serena forza di affrontare la malattia, l’affetto che nutriva per i suoi studenti, per la sua Unicam. Fino a pochi giorni fa la incontravamo nelle aule della Scuola di Giurisprudenza, sorridente e pronta per le sessioni di esami, malgrado ciò le comportasse molta fatica a causa delle sue condizioni di salute. Alla famiglia e ai suoi affetti esprimo tutta la mia vicinanza, nella tristissima consapevolezza di aver perso anche una grande amica.”
Stimata ed apprezzata sia dai colleghi che dagli studenti per la sua competenza, professionalità, gentilezza e cordialità, la prof.ssa Larocca era costantemente impegnata anche nell’attività didattica presso la Scuola di Specializzazione in Diritto civile così come nelle attività di orientamento della Scuola di Giurisprudenza. Era inoltre presidente dello spin off Opendorse.
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Va avanti la stretta collaborazione tra Comune e università di Camerino, coinvolti con altri partner europei nel progetto ARCH - Advancing Resilience of Historic Areas against Climate-related and other Hazards sulla capacità di resilienza delle aree d’arte innanzi ad eventi climatici e calamità naturali.
Sul progetto finanziato nell’ambito di Horizon 2020, proprio in questi giorni ha avuto luogo a Bruxelles l’incontro tra le Città-pilota di Camerino, Valencia, Bratislava e Amburgo. Presente nella capitale belga, il gruppo di ricerca di Unicam e per il comune di Camerino, il consigliere Riccardo Pennesi che ha la delega alle progettazioni europee.
“ In questo importante incontro al quale ho avuto l’onore di partecipare in rappresentanza dell'amministrazione comunale  - dichiara il consigliere Riccardo Pennesi- si è parlato di come coinvolgere i vari stakeholders della zona e di tutto il territorio nazionale. La discussione ha riguardato le modalità di approccio per affrontare il progetto dal punto di vista della conservazione del patrimonio culturale che Camerino possiede ma che purtroppo sconta il danneggiamento del sisma. Dal confronto con le altre tre città pilota partecipanti ad ARCH - aggiunge Pennesi- sono emerse problematiche differenti ma che comunque possono essere portate avanti parallelamente e in particolare, con riferimento al rischio idrogeologico e ad altre calamità. Si sono creati dei gruppi di lavoro interni alle città coinvolte e in coordinamento con gli altri partner dell’università di Camerino, Enea e INGV. Ci siamo dati un prossimo step nell’incontro previsto a Bonn nel giugno 2020. Il comune di Camerino è presente con determinazione in questa progettazione europea e vorrà esserlo anche in futuro. Snodo fondamentale adesso  sarà la raccolta dei dati e la sua elaborazione che per il comune di Camerino avverrà attraverso un’equipe di studio, incaricata proprio grazie ai fondi del progetto Horizon 2020”. 
C.C.

*Approfondimento della notizia, nel prossimo numero di “Appennino Camerte"
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E' fissato per sabato 23 novembre alle ore 16.00 a Palazzo Sabbieti, il ritorno di Giulia Varano in terra natìa. A 39 anni dal suo furto avvenuto il 13 luglio nell'allora pinacoteca di San Francesco, il dipinto attribuito al grande pittore Dosso Dossi, farà ritorno a Camerino.
Alla conferenza stampa di presentazione dell'evento sono intervenuti questo pomeriggio il sindaco Sandro Sborgia, l'assessore alla cultura e turismo Giovanna Sartori, il Capogabinetto della Presidenza del Consiglio regionale Daniele Salvi, il rettore Claudio Pettinari, la direttirice dei Musei Civici e diocesani Barbara Mastrocola.
Il dipinto che ritrae Giulia da Varano bambina, figlia del duca Giovanni Maria Varano e Caterina Cybo, proveniente dalla galleria Varano di Ferrara, fu acquistato dal comune di Camerino nel 1988 e faceva parte di una quadreria di 44 opere  ritraente la dinastia dei da Varano. Quella notte tra il 12 e il 13 luglio, insieme all'olio su tela di Giulia bambina ne furono trafugati altri 12. Il ritrovamento si deve ai Carabinieri del Nucleo Tutela e Patrimonio di Genova che sabato prossimo illustreranno i dettagli di tutto l'intricato ritrovamento che ha i connotati del giallo. 
Grande soddisfazione è stata espressa dall'assessore Sartori per i contorni di una felice storia che  sembra quasi un segno del destino. Un ritorno a casa in un momento così difficile e delicato, appare quasi un segno di protezione da parte di una figlia della città che torna a difenderla.
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"Giulia da Varano che torna a Casa - ha detto Giovanna Sartori- si inserisce in un progetto più ampio che è " La bellezza ritrovata e i luoghi per la città" progetto finanziato dalla Regione Marche al quale l'amministrazione comunale, ente capofila, ha partecipato in partenariato con Unicam e l'arcidiocesi, con la  direzione scientifica di Barbara Mastrocola.
Il progetto ha ottenuto il finanziamento regionale - ha spiegato- proprio perchè serve a mettere in collegamento i luoghi della città ancora fruibili e visitabili nonostante il terremoto e che ci auguriamo possano essere sempre di più andando avanti nei mesi e negli anni della ricostruzione". Il collegamento sia fisico che artistico del progetto sarà tra la basilica di San Venanzio, il deposito attrezzato Venanzina Pennesi dove avverrà il posizionamento del dipinto e che prorogherà per l'occasione la mostra "Dalla Polvere alla luce" fino  al 6 gennaio 2020. Altro collegamento avverrà con il Planetario dell'Università di Camerino da poco inaugurato e, grazie alla collaborazione con Contram SPA nei week end del mese di dicembre, i turisti e i visitatori che raggiungeranno la città avranno a disposizione l'innovativa navetta elettrica con guida turistica a bordo che metterà in collegamento con le varie attrattive culturali e d'arte della città. " Siamo molto sodisfatti - ha concluso l'assessore - perchè il progetto contribuirà ad arricchire l'offerta del nostro cartellone delle festività natalizie". 
Felice Sandro Sborgia del ritrovamento dell'opera da parte dell'Arma e in particolare di essere il sindaco a riceverne consegna da parte dei Carabinieri del Patrimonio e Tutela Beni culturali.
"Solo un tassello di un mosaico più grande - ha detto il primo cittadino- che riguarda la ripresa e la ricostruzione della città da un punto di vista storico, culturale ed artistico ".
Sborgia ha anche anticipato che a breve e in altra sede rispetto all'attuale, riaprirà la Biblioteca Valentiniana. La Sovrintendenza ha infatti espresso parere favorevole in merito all'adeguatezza dei locali che, grazie all'università, potranno ospitare gran parte dei volumi. L'edificio del Rotary verrà quindi liberato e potrà essere sottoposto ai lavori di recupero.  " Per la città dunque un ulteriore passo in avanti  nel riappropriarsi del suo patrimonio".
Simbolico il titolo dato alla riconsegna del dipinto secondo il rettore Claudio Pettinari:" Fin da subito dopo le scosse- ha affermato- abbiamo immaginato di ripartire da subito dai beni culturali , come punto di forza universalmente riconosciuto di questo territorio e che può essere motivo per muovere uno dei motori fondamentali dell'economia italiana come il turismo. Particolare significato riveste quest'opera- ha aggiunto- in quanto la dinastia dei da Varano è molto legata all'università sin dalle sue origini. E i due destini della città e della stessa università sono sempre stati collegati tra loro". Nel rivolgere un sentito ringraziamento ai Carabinieri del Nucleo Tutela Beni Culturali, Daniele Salvi  ha detto che il ritorno del quadro si inserisce in una triste tradizione che riguarda le Marche e che ha visto la regione privata, depredata ed espogliata di un ingente quantitativo di opere d'arte dalla portata devastante. " Segnale importante di controtendenza il ritorno della duchessa bambina che per la città di Camerino quasi evoca della necessità che tanti bambini nascano da queste parti. Altro elemento significativo- ha sottolineato- il fatto che la cultura accompagna la ricostruzione e il riguadagnare progressivamente spazi. Importante che appena si riapre uno spazio se ne rivitalizzi il valore". Di quanto sia raro riappropriarsi di opere oggetto di furto ha parlato la direttrice dei Musei Barbara Mastrocola, la quale ha in particolare evidenziato che è proprio in seguito all'acquisto del nucleo di 44 quadri della dinastia dei da Varano del quale faceva parte anche il dipinto di Giulia bambina, che nacque e si formò la pinacoteca civica. Fu Milziade Santoni che sapeva dei dipinti messi all'asta a Ferrara ad acquistare per conto del Comune di Camerino tutto il fondo da Varano della Corte estense, pagandolo 44 lire. Dei tredici quadri rubati nel 1980, tutti di piccola taglia e facilmente celabili, quello di Giulia è il più importante anche per la mano che lo ha dipinto. L'opera è infatti attribuita al pittore ferrarese Dosso Dossi e per Camerino ha il valore di un Raffaello.
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Presentato da Regione Marche e Università di Camerino, il progetto europeo MADE IN-LAND, Gestione e sviluppo delle aree interne. L'avvio di una riflessione sulle esperienze e proposte in materia di potenziamento e crescita delle aree interne, contribuisce alla pianificazione delle azioni previste sul territorio regionale, attraverso l’apertura di un tavolo permanente di confronto che supporterà il progetto nelle diverse fasi di implementazione.
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Promuovere la protezione e la valorizzazione del capitale naturale e culturale delle aree interne, sia in Italia che in Croazia, migliorandone l’accessibilità e la fruizione turistica, l'obiettivo del progetto MADE IN-LAND che vede la rivitalizzazione delle aree interne non solo come processo di valorizzazione del loro capitale naturale e culturale ma anche dal punto di vista della riconnessione funzionale, culturale e paesaggistica di questi beni, con le comunità (istituzioni, imprese, abitanti) che presiedono questi spazi, così come le aree di valle e di costa ad essi connesse.
Il progetto avrà una durata di 30 mesi ed è cofinanziato dal programma Interreg V-A Italy – Croatia 2014 – 2020, per un valore totale di oltre due milioni e duecento mila euro  di cui oltre 760 mila a beneficio dei partner del territorio marchigiano.

Partecipano a MADE IN-LAND 5 regioni croate e italiane  rappresentate dalla Regione Marche col ruolo di capofila, dall’Università di Camerino, dal Comune di San Leo e dall’Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità per la Regione Emilia Romagna, dal Comune di Riccia e dal GAL Molise verso il 2000 per la Regione Molise. 

“La pianificazione della strategia, che ha come “core zone” le aree interne – spiega l’assessore regionale all’Ambiente, Angelo Sciapichetti - ci permette di dare risalto a tutta una serie di specificità endogene rilevanti. Le Marche sono dotate di grande valore artistico, culturale, naturalistico e sociale. Dobbiamo prendercene cura non trascurando le vulnerabilità e le peculiarità. Economie sostenibili, sviluppo del turismo costa-entroterra e diffusione della cultura identitaria sono solo alcuni degli asset da implementare per favorire lo sviluppo di tutto il territorio regionale. Prendere parte ad un progetto di carattere internazionale con dei partner locali di primo livello ci mette nelle migliori condizioni di svolgere un lavoro significativo che genera valore aggiunto”.

A confermare  la capacità progettuale dell'Università di Camerino, i moltissimi progetti internazionali che hanno ottenuto importanti finanziamenti, compreso quello appena presentato. Lo ha sottolineato il rettore di Unicam Claudio Pettinari: "Abbiamo messo in campo azioni che riguardano la valorizzazione economica della conoscenza attraverso il trasferimento delle competenze, a vantaggio del sistema territoriale, per un rilancio delle attività attraverso l’innovazione sociale, economica, tecnologica e culturali dei nostri territori, con particolare attenzione alle aree interne della nostra Regione. Fondamentale è il contributo delle istituzioni e per questo ringrazio la Regione Marche, per aver voluto la nostra collaborazione in questo progetto.

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l’Agenzia di Sviluppo Zadra Nova e l’Università di Zara per la Contea di Zara ed, infine, AZZRI - Agenzia di Sviluppo Rurale dell’Istria per la Contea Istriana.    

A Monte san Martino 10 ragazzi della Repubblica democratica del Congo hanno appena iniziato il corso di formazione Agri- Food– Quality, grazie alla proposta operativa che vede in sinergia l’azienda Self Globe- Università di Camerino, Istituto Italiano “Fernando Santi” e Unione Montana Monti Azzurri.
La presentazione della proposta operativa è avvenuta nella chiesa delle Grazie di Monte San Martino. Presenti il ministro dell’industria del Congo che ha finanziato il progetto, l’ambasciatore, il prof.Carlo Renieri della Scuola di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute di Unicam, il titolare di Self globe Tarcisio Senzacqua, rappresentanti della Regione Marche, il presidente dell’Unione Montana Monti Azzurri Giampiero Feliciotti e le autorità militari. 
Il corso mira a formare dei professionisti qualificati e capaci di favorire lo sviluppo dell’industria agroalimentare nella Repubblica democratica del Congo.
L' obiettivo è infatti quello di fornire agli studenti le conoscenze e competenze relative alla qualità dei prodotti alimentari in tutta la filiera di produzione. Ad influire negativamente sulla qualità dei prodotti agricoli sono diversi fattori: crescita demografica globale, riduzione progressiva di spazi dedicati e disponibili all’agricoltura, cambiamenti climatici e globalizzazione dei modelli agricoli
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"E’ veramente una bella soddisfazione per il territorio ma soprattutto per Monte San Martino- ha dichiarato il presidente dell'Unione Monti Azzurri Giampiero Feliciotti- Già prima del sisma del 2016, avevamo ospitato ben 18 Ambasciatori dell'Africa centrale che avevano interesse a presentarci dei giovani, allo scopo di formarli sul mantenimento dei generi alimentari. Nel loro Paese infatti non è usuale in quanto c'è un alternarsi di stagioni molto lunghe e, grazie alla società Self Globe che fa capo a Tarcisio Senzacqua, questo loro desiderio si è potuto concretizzare. La ditta - spiega Feliciotti- costruisce una serie di prefabbricati container che vengono esportati in tutto il mondo e che possono ospitare dai mattatoi ad uffici di vario genere, compresi quelli  per la selezione di semenze. L'azienda nel post-sisma aveva subito un rallentamento e si era un po' fermata. Oggi siamo stati felici di ospitare il Ministro dell'industria del Congo insieme al'ambasciatore e ai dirigenti del proprio ufficio. Sono loro stessi ad aver finanziato questo corso di formazione che coinvolge 10 ragazzi che resteranno sul nostro territorio per tre mesi,faranno degli stage nelle aziende, il tutto curato dall'università di Camerino sotto la supervisione del professor Renieri. Da noi- continua-  metteranno a.punto la formazione per avere poi la possibilità in Congo di sviluppare queste attività con le tecnologie della ditta di Monte San Martino.
E'  solo l'inizio ma tutto questo serve per fornire agli studenti le competenze relative alla qualità dei prodotti agroalimentari in tutte le fasi della filiera e della produzione. Credo sia un bell' esempio e un bellissimo inizio di collaborazione- conclude Feliciotti-  Siamo anche stati invitati dal ministro nel loro Paese per andare a vedere con alcune nostre imprese, quali possibilità di sviluppo si possano creare. Nei mesi di aprile-maggio vedremo se sarà possibile concretizzare questo viaggio e l' Unione Montana, si farà carico anche di esportare questo nostro know how".
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