Notizie di politica nelle Marche

Parole forti e la richiesta di dimissioni per l’assessore maceratese Stefania Monteverde. Poi un aspro faccia a faccia col sindaco Romano Carancini. 

Questo il risultato della visita dell’europarlamentare Alessandra Mussolini a Macerata. Era a Bruxelles, ha detto, ma non appena il consigliere comunale Debora Pantana le ha fatto sapere quando accaduto in piazza Cesare Battisti il 25 aprile, ha deciso di prendere un aereo e venire in città.

Nel giorno del ricordo della Liberazione infatti, il gruppo Antifa ha allestito, di fronte al bar Venanzetti, il gioco della pignatta con il fantoccio del duce, scimmiottando in maniera grottesca i fatti di piazzale Loreto. Cosa più grave, il gioco era rivolto ai bambini e alle bambine che passavano di lì. In premio, nel momento in cui la testa del fantoccio è stata spaccata, tante caramelle. 

Il gesto ha scatenato reazioni bipartisan, e l’amministrazione soltanto 24 ore dopo, ha preso le distanze definendolo “ignobile”.

Affiancata dal gruppo maceratese di Forza Italia, Mussolini aveva portato con se una scatola di vermi: “Una volta mi recai in Veneto - ha raccontato - e nei pressi dell’hotel in cui mi trovavo mi gettarono dei vermi per farmi capire che non ero ben accetta. Ho ripensato a quel gesto. I vermi hanno una loro funzione nell’ecosistema. Ma l’assessore Stefania Monteverde non ha neanche quello. Non volevo credere alle sue parole, eppure si occupa di cultura e infanzia. Quello che è accaduto qui - ha aggiunto - è una cosa così grave, antieducativa. È una manipolazione violenta di un fatto atroce, di uno scempio che non va rievocato. Se dopo tanti anni continuiamo con la violenza e con l’odio, allora non ci sarà mai una pacificazione”.

Tanto astio nei confronti della Monteverde, deriva da alcune affermazioni della stessa in un post pubblicato su Facebook ma estrapolate da un contesto di riferimento che non era quello di pizza Cesare Battisti. Parole insomma mal interpretate e diffuse anche da un giornale online, da cui si sarebbe scatenata la bufera nei confronti dell’assessore alla cultura.

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“Pretendo delle scuse alla mia famiglia - ha poi detto l’onorevole - perché non si può non essere coscienti dell’impatto che possono avere certe iniziative nel giorno del 25 aprile. Se la destra avesse fatto giocare alla pignatta i bambini, facendoli colpire un fantoccio raffigurante un partigiano, sarebbe stato considerato un gesto gravissimo”. La Mussolini non ha poi potuto fare a meno di ricordare l’efferato omicidio di Pamela Mastropietro, ritenendo ancora più grave il gesto degli Antifa proprio in virtù dei fatti recentemente avvenuti a Macerata: “Non lancerò i vermi alla Monteverde - è tornata a dire - in onore di Pamela. Proprio per quello che è accaduto in questa città, si dovrebbe tutti fare un sforzo in più, soprattutto l’amministrazione, per non alimentare la cultura dell’odio. Chiedo un incontro al sindaco (poi ottenuto, ndr) e le dimissioni della signora Monteverde. Gli vengano ritirate le deleghe. Eppure mi sorprende perché le donne di solito hanno una marcia in più”.

Dopo la conferenza stampa al bar Venanzetti, l’europarlamentare ha ottenuto l’incontro col sindaco Carancini. In realtà si è trattato di un asprissimo faccia a faccia di pochissimi minuti in cui le voci della Mussolini e del primo cittadino si sono sovrapposte fino ad arrivare ad accusarsi reciprocamente.

“Pretendo che chieda scusa alla città e alla mia famiglia - ha più volte ripetuto l’onorevole -. Chieda scusa a me”.

A questo ha ribattuto il sindaco:  “Ho già condannato esplicitamente quel gesto. Ho già detto di ritenerlo ignobile. Lei si deve vergognare per quello che ha detto stamattina. Lei chieda scusa, piuttosto, all’amministrazione per aver insultato la Monteverde”.

Il battibecco si è concluso con la Mussolini che ha definito il primo cittadino una persona “disumana e incivile”, dopo di che, l’ultima tappa è stata in Prefettura dove ha incontrato il Prefetto Roberta Preziotti.

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"Ben vengano i comitati, perché il confronto e la vicinanza sono l’unico vero modo per capire le dinamiche in cui è costretto a muoversi chi è chiamato a prendere decisioni" . Così si esprime in una nota il sindaco Pasqui, in merito al neonato Comitato per il Centro Storico che, dichiara il sindaco:  "costituisce, per me e per l’amministrazione comunale, una occasione di confronto per la quale sento di ringraziare il neo presidente, Francesco Nobili, e gli altri che hanno contribuito a fondare il nuovo sodalizio. Sono convinto, infatti, che vedere le cose da fuori porti inevitabilmente alla maturazione di impressioni e giudizi che mai tengono conto delle effettive difficoltà che segnano i percorsi di una amministrazione comunale. Oggi, lavorando a stretto contatto, ci si potrà rendere conto di quanto e come certe decisioni o certe “non decisioni” siano obbligate. Ne sanno qualcosa- prosegue la nota -  gli amici del Comitato di Montagnano, con i quali dopo un’iniziale diversità di vedute, abbiamo avviato una collaborazione che ci ha portati a prendere decisioni importanti e migliorative per la nostra Camerino (grazie anche alla disponibilità della Parrocchia di San Venanzio) e insieme alla quale da giorni stiamo lavorando fianco a fianco per rendere più accogliente l’area verde del quartiere. A tal proposito desidero ringraziarli per la disponibilità al dialogo e al confronto, mai fatto mancare quando le posizioni di partenza erano differenti, e consolidata poi nello spirito di collaborazione. Un ringraziamento- conclude il primo cittadino-  che desidero quindi estendere al neonato Comitato per il Centro Storico e a tutti quei sodalizi, nati prima e dopo il sisma, che intendono lavorare per il futuro di questa nostra città".

 

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Cresce giorno dopo giorno, la “fabbrica" del nuovo studentato dell’università di Camerino. L’area di fronte al preesistente Campus di Unicam, è ormai da mesi un brulicare di mezzi e di operai al lavoro sui predisposti terrazzamenti, dai quali campeggiano già delle costruzioni pressoché ultimate. Grande lavoro da parte delle ditte incaricate per realizzare quello che a tutti gli effetti è un fondamentale investimento per il futuro dell’ateneo e della stessa Camerino. E’ in quella zona, ormai diventata il cuore della città che, una volta completato il tutto, saranno disponibili oltre 450 posti letto per gli studenti, grazie alla generosa donazione dell’Euregione di Bolzano –Trento e Innsbruck, per un costo preventivato di oltre 9 milioni di euro. Secondo quanto riferito dal magnifico rettore prof. Claudio Pettinari, il primo lotto dell’area, potrebbe essere consegnato già a metà maggio. 

“Al momento - dichiara il rettore- la ditta ci ha confermato la consegna del primo Lotto entro il 15/20 Maggio, come indicato nella tempistica dei lavori. Procederemo subito con il casermaggio e l'arredamento dei locali. Si tratta di un’operazione complessa anche perché- continua Pettinari-, negli 80 appartamenti di cui si compongono le costruzioni, dovremo sistemare gli arredi delle cucine, cucine che dovranno avere un certo numero di fuochi, in modo che tutti gli studenti abbiano gli stessi servizi. Secondo quello che ci hanno detto, lo studentato sarà completato per il mese di luglio e lo speriamo fortemente. Il che significa che potremo affrontare il nuovo anno accademico con tanti posti in più a disposizione, ai quali, dovrebbero aggiungersi anche quelli nei container che renderemo accessibili a un prezzo calmierato, anche per agevolare gli studenti che vorranno rientrare magari per seguire laboratori o per venire a Camerino per sostenere degli esami. In definitiva- prosegue il rettore-, è di questo che noi abbiamo bisogno: di luoghi dove i ragazzi possano dormire la sera, tranquilli e sicuri, sapendo che il mattino dopo dovranno sostenere un esame, fare un'attività di laboratorio, seguire un'attività formativa importante

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Tutto dunque sembra procedere secondo le tempistiche e i programmi che ci siamo dati; in verità – aggiunge - ce ne siamo dati anche altri che al momento non voglio svelare e, per i quali, abbiamo già chiesto al comune il permesso a costruire. Il comune in sostanza ha già avuto un documento che ho provveduto a spedire a suo tempo; è una progettualità che ho condiviso con il sindaco, indicando quelle che secondo me sono delle priorità e delle strategie, da portare avanti insieme. MI auguro che si continui su questa strada che fa intravedere molto di positivo; nel frattempo i ragazzi continuano a seguire le lezioni, a sostenere esami, a laurearsi. La scorsa settimana Unicam ha ospitato un entusiasmante “Career day “ che, a me che ne ho vissuti tanti, personalmente è sembrato uno dei più belli. Oltre 60 aziende presenti, 800 tra studenti e giovani laureati, workshop, seminari, presentazioni. Un’opportunità preziosa per i nostri studenti laureati e dottorandi; è la dimostrazione che, anche dopo il loro percorso di laurea, noi continuiamo a seguirli, ad accompagnarli facendo da tramite con le imprese, con le aziende, con i clienti e le associazioni e - conclude con orgoglio il rettore - dato non trascurabile è che secondo la classifica “Alma Laurea”, l’università di Camerino presenti un più alto indice di occupabilità , rispetto alla media nazionale e, su quasi tutti i corsi di laurea”.

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È di pochi istanti fa la risposta del Comune di Macerata in merito alla rappresentazione di piazza Cesare Battisti, in occasione del 25 aprile. 

Gli Antifa hanno infatti permesso a bambini e bambine di giocare alla pignatta con un fantoccio del Duce appeso a testa in giù. 

Ora, dopo l’annuncio di Alessandra Mussolini che sarà a Macerata domani mattina, la ferma condanna del sindaco Romano Carancini e della giunta, che fino ad ora erano rimasti silenti. 

“L’Amministrazione - si legge in una nota - condanna duramente quanto accaduto in piazza Cesare Battisti in occasione del 25 aprile 2018 e si dissocia respingendo ogni responsabilità in merito ai gravi fatti a cui è completamente estranea. Le iniziative programmate in piazza Cesare Battisti non sono state organizzate dal Comune, né patrocinate dalla giunta comunale, né finanziate”. Gli uffici comunali, si legge nel comunicato, hanno concesso, come previsto dal regolamento, l’occupazione di suolo pubblico richiesta dall’associazione Collettivo CSA Macerata in collaborazione con l'Associazione ASD Popolare Macerata per occupare dalle 14 alle 20 del 25 aprile la piazza con un gazebo, un tatami e un tavolo “allo scopo di svolgere esibizioni di pratiche sportive. Dalla richiesta non si evince nessuna altra indicazione sui contenuti - sottolinea l’amministrazione -. Si precisa che la richiesta di suolo pubblico è una pratica burocratica che può essere fatta da tutti e di norma, se non si ravvisano motivi di sicurezza, viene concessa senza nessuna valutazione da parte dell’amministrazione”.

Carancini l’ha definita “una messa in scena ignobile e indegna”. Una posizione ferma e decisa, dunque, per “una provocazione inaccettabile per la nostra comunità, che tradisce il vero senso della Festa del 25 aprile, infanga il significato stesso dell'antifascismo e fa male alla città. Abbiamo comunicato alla Digos, su richiesta della stessa, le circostanze dei fatti e trasmesso i documenti al fine di accertare le eventuali responsabilità, rispetto alle quali l’amministrazione si riserva ogni azione. Allo stesso modo vergognoso - aggiunge - è l'attacco personale al vice sindaco e assessore alla cultura Stefania Monteverde fatto da un giornale online”.

Il sindaco ricorda infine quali siano state le iniziative patrocinate dal Comune per la ricorrenza e concordate con la Prefettura: la cerimonia al Monumento della Resistenza, il pranzo condiviso con le associazioni in piazza Vittorio Veneto, il concerto con l'Anpi in piazza Mazzini, “eventi molto partecipati dalla cittadinanza - conclude - in serenità e civiltà”.

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Sarà a Macerata, domani mattina, l’onorevole Alessandra Mussolini. Il motivo è presto detto: in occasione della ricorrenza del 25 aprile, festa della Liberazione, l’amministrazione Carancini ha permesso agli “Antifa” di allestire un’area, in piazza Cesare Battisti, in cui i bambini potessero giocare alla pignatta con il fantoccio di Benito Mussolini. Ed è così che è stato, i passanti, soprattutto bambini, hanno potuto prendere a legnate il fantoccio appeso a testa in giù in una riproduzione dei fatti di piazza Loreto. Questo gesto ha scatenato non poche critiche, sia per l’iniziativa in sé, sia per il pubblico a cui era rivolto ed ha provocato anche l’intervento della nipote. Quest’ultima, in un più che sintetico messaggio Twitter ha scritto: “Domani sarò a #Macerata”. È attesa intorno alle 11. Nel frattempo l’amministrazione, seppur criticata da più parti, non ha ancora preso una posizione in merito ai fatti.

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Lunedì torna a riunirsi il consiglio comunale di San Severino. All’ordine del giorno, oltre all’approvazione del bilancio consuntivo, ad alcune variazioni a quello previsionale per il biennio 2018-2020 e all’approvazione del bilancio consolidato del 2016, dovranno essere aggiunte anche due mozioni, una a firma del Movimento 5 Stelle, rappresentato da Mauro Bompadre, ed una del centro destra con Massimo Panicari e Gabriela Lampa. 

La prima, per dire no alla proposta di legge regionale 145.

La seconda, per chiedere al sindaco di attivarsi presso le sedi opportune per chiedere il potenziamento dell’organico della stazione dei Carabinieri .

Sulla legge 145 è già partito il dibattito: comitati, associazioni, schieramenti politici, si stanno già confrontando sull’argomento. Il timore, manco a dirlo, è che la Regione con questa manovra voglia favorire qualcuno e pagare qualche “debito” contratto in campagna elettorale.

Si tratta della legge che permetterebbe ai privati, tramite sperimentazione, di gestire strutture sanitarie pubbliche o singoli servizi. Un sistema in realtà già normato da un decreto del ’92 che ne stabilisce i limiti a 3 anni. La proposta 145 estenderebbe la durata a 5 anni con possibilità di proroga di un anno a discrezione della giunta regionale. La differenza, secondo quanto riporta il testo della mozione dei grillini, sta anche nel fatto che il decreto del ’92 privilegia il coinvolgimento delle organizzazioni senza scopo di lucro mentre la proposta 145 non prevede, al momento, alcuna corsia preferenziale per le onlus. La giunta regionale peraltro, avrebbe poteri decisionali in merito alla modifica della programmazione del servizio sanitario regionale tramite l’inserimento di "innovazioni progettuali" e la possibilità di avviare convenzioni con procedure negoziate, nonché il “controllo totale - si legge nella mozione - in materia di approvazione dei progetti e di affidamento dei servizi, arrivando anche a disporre il passaggio dalla fase di sperimentazione a quella di gestione ordinaria senza selezione”.

Al momento non sono stati discussi i motivi e i vantaggi che si trarrebbero ma allo stesso tempo “si moltiplicano le azioni della Regione tese a favorire la privatizzazione della sanità tramite il convenzionamento di servizi sanitari e si allunga di giorno in giorno l’elenco di progetti di strutture private in attesa di convenzione con il servizio sanitario regionale”. Secondo i 5 Stelle, la norma permetterebbe, cosa ancor più grave, ai privati di usufruire di strutture e attrezzature pagate coi soldi dei cittadini per trarne vantaggi.

La mozione pertanto ha lo scopo di “impegnare il consiglio comunale a sostenere incondizionatamente la gestione pubblica della sanità, chiedendo il ritiro della proposta di legge e la sospensione, fino all'approvazione del nuovo piano sanitario regionale, di qualunque processo di privatizzazione dei servizi ospedalieri”.

Di diverso argomento, ma comunque molto sentito negli ultimi tempi, è invece la mozione a firma di Massimo Panicari e Gabriela Lampa, del centro destra.

“Di recente - si legge nel testo - i numerosi episodi di criminalità e microcriminalità hanno fatto sì che i cittadini sentano la necessità di veder garantita la loro sicurezza, sia in casa che nella loro quotidianità”. Panicari e Lampa ricordano anche quanto dichiarato dal Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Ancona, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2018, il 27 gennaio scorso: “Il rischio di infiltrazione mafiosa ha subito un recente e netto aggravamento a seguito del sisma, per l’evidente attrattiva costituita dall’investimento economico nella fase della ricostruzione. Tale circostanza, emersa fin dai primi controlli, conferma la concretezza del rischio e si ritiene che le indagini saranno progressivamente sempre più numerose, con impegno sempre crescente delle forze dell’ordine e degli uffici requirenti e conseguente necessità di assicurare adeguate risorse operative”. 

Riportano anche quanto notato dalla Procura di Macerata ovvero che sono in aumento rapine, furti, estorsioni, usura e denunce per reati sessuali.

Per tutti questi motivi, ritengono necessario incrementare l’azione di controllo “per garantire una maggiore sicurezza e rispetto della legalità, sia durante l’attuale fase di emergenza che per tutta la durata della ricostruzione”. La stazione dei Carabinieri attualmente è sottodimensionata per quel che riguarda il personale militare e per un’azione efficace ha bisogno che questo problema venga risolto e pertanto con la mozione si intende impegnare il sindaco e la giunta ad “attivarsi in Prefettura e al Ministero della Difesa, nonché presso i soggetti nazionali e regionali preposti alla gestione dell’emergenza e della ricostruzione post-sisma, affinché venga potenziato l’organico della locale stazione dei Carabinieri, nonché a prendere contatti coi sindaci dell’alto maceratese per un’azione congiunta volta a richiedere l’incremento del personale in tutte le stazioni e i comandi dell’Arma del territorio”.

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Un consiglio provinciale esclusivamente dedicato alle tematiche del sisma e della ricostruzione. E’ quanto richiesto con nota ufficiale dal sindaco di Camerino Gianluca Pasqui. La relativa lettera di richiesta è stata inoltrata al presidente Antonio Pettinari e a tutti i membri dell’assise.

“Pur consapevole di agire al di fuori della normativa prevista per la convocazione del Consiglio Provinciale – si legge nella missiva –, Le chiedo che venga convocato, nel più breve tempo possibile, un Consiglio Provinciale appositamente dedicato alle problematiche che questo territorio sta affrontando a seguito del terremoto”.

“Da consigliere provinciale quale sono- spiega il sindaco di Camerino-, sono assolutamente consapevole che il Consiglio provinciale e il presidente, insieme a tutti i consiglieri, danno la massima possibilità di dialogo sul tema terremoto. Credo tuttavia che questo sia un atto assolutamente dovuto, e non al consigliere Pasqui in quanto tale, ma nei confronti di tutte le comunità terremotate. Che il consiglio comunale faccia una seduta nella quale si parli solo ed esclusivamente di terremoto- prosegue – credo sia necessario anche perché ritengo che il presidente della provincia sicuramente rappresenti proprio quell'istituzione che meglio potrà portare avanti quelle istanze fondamentali e che riguardano il percorso legato alla ricostruzione. Anche guardando ad alcuni dati riferiti agli sfollati e alle SAE dei territori dell’entroterra- continua Pasqui- sono sempre più convinto della importante e significativa visione che va data al cratere; una visione futura che non può essere quella presente. Ritengo che, senza escludere nessuno (e l’ho sempre sottolineato ma evidentemente mi pare che su questo non riesco a comunicare bene il mio messaggio), dobbiamo e abbiamo l’obbligo di andare a creare dei livelli di danno da applicare in maniera adeguata alle singole comunità. Qualora quello che io sostengo non dovesse rispondere al vero, e, questo lo dirò in consiglio provinciale certo della possibilità che mi darà il presidente, allora, ritengo che potrebbe diventare importante includere all'interno del Cratere anche quei comuni che dalla devastazione del sisma hanno avuto un danno indiretto, quali ad esempio Civitanova o Porto Recanati. Bisogna dunque prendere una linea che è una linea ben precisa- e che - conclude il sindaco- , al di là di alcune battute e sottolineature poco felici anche da parte di colleghi, guardi alla realtà in maniera diligente e, con quella diligenza del buon padre di famiglia che si applica a ciò che uno fa e, in tal caso, all'attività amministrativa. Una linea che guardi con grande attenzione a quelle popolazioni che hanno molto bisogno e molta necessità di essere assistite. Queste persone, non debbono sentire soltanto la vicinanza di quella comunità alla quale appartengono, ma la vicinanza di tutti”.

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A Camerino si sono svolti i primi due incontri fissati dall’amministrazione comunale per presentare alla popolazione le perimetrazioni proposte e, in corso di adozione da parte della Regione Marche. Presenti il dirigente dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione ing. Cesare Spuri e la Responsabile comunale del servizio di Urbanistica, arch. Barbara Mattei, le prime due riunioni sono state in particolare rivolte alle frazioni.  Prossimi appuntamenti, sempre alle ore 17.30 presso la Geo struttura del City Park, saranno quelli di lunedì 7 maggio per le perimetrazioni riguardanti i quartieri di Vallicelle e Borgo San Giorgio e venerdì 11 maggio per quelle del centro storico. “ Già dai primi due momenti di confronto- riferisce il sindaco Pasqui- sono emerse delle indicazioni importanti sul futuro della città e c’è stata una significativa partecipazione dei cittadini. Del resto- continua il sindaco -  quando si incontra la città questo segnale c’è sempre e, diventa un momento fondamentale di scambio di idee e di visione prospettica. In linea generale abbiamo notato che le perimetrazioni vengono accolte con piacere e soddisfazione, ovviamente, dopo aver ben compreso di cosa si tratta. In questo, fondamentale è l’apporto offerto dalle comunicazioni dell’ingegnere Spuri, oltre che dalle spiegazioni dell’architetto Mattei e degli operatori dell'ufficio Tecnico comunale .

La cosa che mi piace sottolineare- conclude Pasqui- è che sono tante le frazioni cittadine, sulle quali abbiamo previsto la perimetrazione. Ritengo che questo tipo di scelta, rappresenti un’attenzione significativa allo sviluppo di un comune e che, per essere adottata, il comune di Camerino debba esser visto a 360 gradi, partendo dunque dalle frazioni e dirigendosi verso quel centro storico che, insieme alle frazioni stesse, è il cuore pulsante della nostra comunità, per cui si sta lavorando veramente molto. Insieme ai cittadini, mi auguro di poter iniziare a vedere presto quella vera e fondamentale ‘partenza’ che si chiama ricostruzione”.

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Si è regolarmente svolto e concluso il 20 aprile scorso a Fiastra il 1° Corso formativo per il conseguimento dell’abilitazione alla raccolta dei funghi organizzato dall’Unione Montana “ Marca di Camerino “ guidata dal Presidente Alessandro Gentilucci. La scelta dell’Ente montano di ricominciare l’attività formativa e divulgativa sui funghi (che insieme ai tartufi costituisce materia delegata dalla Regione agli Enti Montani), dopo un’interruzione di alcuni anni per vari motivi (passaggio dalla Comunità Montana all’Unione Montana, riorganizzazione personale addetto, ed in ultimo gli eventi sismici), proprio a Fiastra è stata dettata dall’esigenza di ricreare momenti di normalità ed aggregazione in una comunità da poco rientrata nei luoghi di residenza dopo essere stata dispersa per mesi dai recenti eventi sismici: tramite una capillare sensibilizzazione per iniziativa di Simona Balducci e Antonella Forconi, animatrici e guide naturalistiche della Società ALCINA che gestisce il CEA “Valle del Fiastrone”, sono pervenute all’Unione Montana decine di adesioni. In un primo momento come sede del corso il Comune di Fiastra aveva messo a disposizione l’Auditorium presso la trecentesca Chiesa di S. Paolo. Poi però la concomitante recrudescenza dell’attività sismica di inizio aprile ha consigliato l’organizzazione (Ufficio Ambiente dell’Unione M. in collaborazione con Alcina) di spostare precauzionalmente il corso nei locali della ex scuola comunale di Acquacanina (ora incorporata a Fiastra). 

 

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Cantharellus cibarius ( volgarmente detto: gallinaccio, galletto)   

 Nelle 7 lezioni di 3 ore previste, tenute dagli esperti micologi del C.A.M.M. di Ancona (Coordinamento Associazioni Micologiche delle Marche) coordinati da Romano Montanari (Ispettore micologico Asur Marche-Area vasta 3), sono stati trattati i principali aspetti relativi alla biologia, classificazione, riconoscimento ed habitat dei funghi commestibili e non più diffusi in Italia e sull’Appennino nonché norme comportamentali e preziosi consigli per una raccolta rispettosa dell’ambiente ed in piena sicurezza. Ai numerosi partecipanti in prevalenza del posto, cui si sono aggiunti anche una decina di appassionati provenienti da Muccia e Camerino che avevano fatto domanda a suo tempo e riconfermato l’interesse a partecipare al corso di Fiastra, verranno consegnati in questi giorni gli attestati finali necessari al rilascio da parte del preposto ufficio dell’Unione Montana dell’apposito tesserino valido su tutto il territorio regionale.

P.M.

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Una seguita lezione del corso

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Torna ad essere fruibile via Roma;le messe in sicurezza sugli edifici incombenti su entrambi i lati della via, hanno permesso  di ripristinare la viabilità. Come una volta, via Roma risulta ora percorribile a piedi e in auto, a scendere fino al monumento Vitalini. Ci si riappropria di un altro pezzo del centro storico di Camerino, dove continuano le opere di messa in sicurezza e di puntellamento.

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“ Un’altra significativa tappa- ha commentato il sindaco Gianluca Pasqui- ; un altro pezzo significativo della città segnato da una riapertura che ci lascia ben guardare ad un percorso che, come ci diciamo sempre, non è facile e non sarà neppure brevissimo ma, di certo, è un percorso che faremo insieme e che ci farà vedere un traguardo che  è quella ricostruzione che speriamo possa iniziare presto. Per quanto riguarda le messe in sicurezza, il lavoro sta andando avanti ed è importante che man mano si riescano a guadagnare sempre maggiori riaperture, conseguenza di un lavoro che porterà alla ricostruzione”.

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Soddisfazione è stata espressa anche dal vicesindaco e assessore ai lavori pubblici Roberto Lucarelli: “Un altro segnale di ripartenza che raggiungiamo ogni qualvolta riusciamo ad aprire una via piuttosto che un'altra; via Roma è sicuramente un’arteria importante che ci dà anche la possibilità di fruire al meglio la viabilità di via Filzi e la stessa piazza Cavour. Debbo a tal proposito ringraziare l'ufficio tecnico e l’ingegnere Orioli, neo assunti compresi, per il lavoro eccezionale che stanno facendo,. Gestire infatti 250 interventi di puntellatura e messa in sicurezza nel centro storico, non è non è assolutamente una cosa semplice. A breve – ha annunciato il vice sindaco- riusciremo ad aprire anche via Parisani riaprendo la viabilità che ricongiunge a Le Mosse e quindi, anche Piazza San Venanzio. Stiamo lavorando al massimo, per far sì che il tutto sia già percorribile e fruibile per le festività del patrono della città”.

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 Nella foto: Mezzi al lavoro su via Parisani per la messa in  sicurezza della basilica di San Venanzio

 

 

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