“Ripristinare l’ambulatorio di pediatria a Camerino”: È quanto chiede il vice presidente del Consiglio Regionale delle Marche, Gianluca Pasqui, al governatore Francesco Acquaroli, all'assessore regionale alla Sanità Filippo Saltamartini, alla presidente della IV Commissione Sanità regionale Elena Leonardi e alla direttrice generale dell'Asur Marche Nadia Storti.

“Con la presente – scrive nella missiva -, sono nuovamente a portare alla vostra attenzione la questione relativa al fatto che la città di Camerino, ormai da diverse settimane, ha momentaneamente dovuto fare a meno del proprio ambulatorio di riferimento per la Pediatria.

Si tratta di una situazione che sta creando innumerevoli disagi alle famiglie con bambini piccoli, costrette a spostarsi in un altro Comune per poter sottoporre i propri figli a una visita pediatrica. Il tutto, reso ancora più complicato dalle nevicate di questi giorni.
Tutto ciò è inaccettabile – denuncia - , anche perchè stiamo parlando della città di riferimento del territorio in cui insiste il numero maggiore di bambini in età pediatrica.
Prima di Natale, avevo ricevuto ampie rassicurazioni da parte della dottoressa Storti sul fatto che i primi di gennaio sarebbe stato ripristinato l'ambulatorio almeno una volta alla settimana e dal 9 febbraio la situazione sarebbe tornata alla normalità preesistente.
Di ciò, mi ero fatto latore agli organi di stampa, allo scopo di tranquillizzare i genitori che giustamente lamentavano i tanti disagi.
Ad oggi – conclude - , credo che "i primi di gennaio siano stati ampiamente superati e ancora nulla è stato fatto in concreto per riportare l'ambulatorio a Camerino”.




GS
La diversità di trattamento sul Cas per i terremotati che hanno acquistato casa prima o dopo novembre 2019 è al centro di una missiva che il vice presidente del Consiglio regionale delle Marche, Gianluca Pasqui, ha inviato all'assessore regionale alla Ricostruzione Guido Castelli.

Una lettera in cui Pasqui chiede l’intervento dell’assessore “per porre rimedio alla assurda e discriminatoria situazione – dice - che si trovano ad attraversare tanti terremotati, vittime del sisma del 2016.

Si tratta di una questione nota relativa al Contributo di autonoma sistemazione e all'ordinanza 670 secondo la quale chi prima del novembre 2019, data di entrata in vigore di una ordinanza successiva a quella emanata dopo il terremoto del 2016, ha acquistato una casa nel Comune di residenza perde il diritto al contributo. Chi, invece, ha acquistato una casa dopo l'emanazione dell'ordinanza 614 del novembre 2019 ha diritto a ricevere un contributo forfettario pari a tre anni di Cas.

Appare fin troppo evidente – aggiunge Pasqui - che si sia andati a penalizzare chi, non volendosi allontanare dal proprio territorio, aveva deciso di acquistare una nuova casa facendo affidamento sul Cas per coprire le spese del mutuo, oltretutto in un periodo di grave crisi economica e sociale causata dalla pandemia.

La disparità che si è venuta a creare è evidente e, secondo me, viola palesemente il principio di uguaglianza sancito dall'articolo 3 della Costituzione. Pur trovandosi nella medesima situazione, cioè quella di aver provveduto autonomamente ad una nuova sistemazione, i terremotati vengono ad essere trattati in maniera differente per il solo fatto di aver agito prima o dopo l’entrata in vigore dell’ordinanza n. 614/2019.

Altra assurdità – prosegue - è il caso di chi ha acquistato casa, non per andarci ad abitare, ma per darla in locazione o comodato. Questi soggetti, oltre a conservare il Cas, possono percepire pure il canone di locazione.

Il discrimine da prendere a riferimento per riconoscere o meno il contributo forfettario non può essere il 18 novembre 2019, data di entrata in vigore dell’ordinanza, bensì il 26 ottobre 2016 cioè la data dell’evento catastrofico che ha provocato la perdita della casa”.

Per questo motivo il vice presidente del Consiglio regionale invita l'assessore Castelli a farsi carico del caso, di fronte gli organi competenti, per porre rimedio alla questione.

GS

Programma straordinario della ricostruzione: nella serata di ieri si è svolta la riunione con i Capigruppo, aperta anche alla minoranza, per discutere sulla proposta di Programma. Il sindaco Sborgia ha aperto l’incontro a tutti i consiglieri, in modo da avere la massima condivisione su un tema fondamentale per la città ducale. Il primo cittadino camerte ha spiegato: "Proseguiamo con l’iter che porterà all’approvazione di questo fondamentale documento. Abbiamo illustrato la proposta e non ci sono state richieste avanzate da parte della minoranza. Domani sarà la volta di una seconda assemblea pubblica con la cittadinanza per rispondere alle domande dei cittadini e illustrare le eventuali integrazioni. Questo è un momento importantissimo per la città: non possiamo rimandare ancora, la ricostruzione deve partire. I cittadini aspettano da tanto tempo questo momento, sono passati quattro anni. Bisogna agire, senza fretta ma senza ulteriori indugi".

Intanto il gruppo consiliare Radici al Futuro ha fatto sapere, con una nota, di aver avanzato una richiesta di convocazione di un consiglio comunale aperto per discutere del PSR. "Un atto dovuto - si legge nella nota del gruppo - dopo che delle nostre richieste fatte all'amministrazione comunale è stata accolta solamente quella relativa alla data di svolgimento della riunione dei capigruppo. Riteniamo imprescindibile lo spostamento della data ultima di presentazione delle osservazioni al PSR al 10 gennaio prossimo e, soprattutto per garantire un corretto iter procedurale, che il consiglio comunale in cui lo stesso PSR verrà varato sia preceduto da una seduta aperta.  Infatti, la Parte Seconda, Capitolo 8 delle Linee Guida allegate all’Ordinanza 107 recita: 'La  partecipazione dei cittadini  all'attività amministrativa deve essere garantita anche nelle forme dell'udienza pubblica, prima delle scelte di particolare impatto urbanistico, sociale, economico'. Avendo appreso nel corso della riunione dei capigruppo che sono già arrivate diverse osservazioni al PSR e che la seduta del consiglio comunale inizialmente prevista per il 23 dicembre 2020 sarà presumibilmente spostata al 29 dicembre 2020, riteniamo ci sia una congrua tempistica per la convocazione di una assise aperta che garantisca il rispetto dell'ordinanza commissariale sopra citata".

Domani una nuova assemblea pubblica, rivolta a tutta la cittadinanza, sempre in modalità on-line, sul canale Youtube del Comune di Camerino. Saranno presentate le risposte alle osservazioni arrivate proprio dai cittadini.

red.


Quaranta milioni per i terremotati. È per questo emendamento che i consiglieri regionali di Forza Italia, Jessica Marcozzi e Gianluca Pasqui, si complimentano con il vicepresidente del partito di Belrusconi alla Camera, Simone Baldelli.
“Forza Italia – scrivono - ancora una volta al fianco dei terremotati. Non a parole ma con i fatti. Accogliamo con enorme soddisfazione l'ennesima iniziativa del nostro vicepresidente FI alla Camera, Simone Baldelli che ancora una volta, con un emendamento a sua prima firma, è riuscito a far stanziare 40 milioni di risparmi di Montecitorio per le zone colpite dal sisma. Il suo emendamento – spiegano - , sottoscritto da tutti i gruppi parlamentari e dai questori della Camera, è stato approvato.
Sappiamo bene che Baldelli e Forza Italia sono da sempre vicini ai terremotati. Basti ricordare che negli ultimi 4 anni, grazie alle sue iniziative parlamentari, per le zone colpite dal sisma sono stati stanziati ben 352 milioni. Questa è la politica del fare che da sempre ci contraddistingue, a tutti i livelli, e che vede nell'onorevole Baldelli il suo chiaro esempio. A lui il nostro ringraziamento, personale e in qualità di rappresentanti di un Partito che vuole essere sempre più punto di riferimento per i cittadini, in particolare per le zone del territorio marchigiano colpite dal sisma. Ringraziamo anche tutte le forze politiche che hanno sottoscritto l'emendamento, i questori della Camera e l'Ufficio di Presidenza della Camera che ha permesso questi risparmi”.

GS
Dopo la presentazione via web del Piano Straordinario per la Ricostruzione di Camerino, il gruppo di minoranza Radici al futuro chiede di “allungare i tempi concessi alla cittadinanza per far pervenire eventuali osservazioni alla proposta di PSR”.

Secondo la minoranza, infatti, “otto giorni sono un termine temporale troppo ristretto, considerando i delicati argomenti anche di natura privatistica che interessano determinate scelte e pianificazioni (ad esempio: demolizioni e delocalizzazioni).

Per questo – scrive il capogruppo Gianluca Pasqui - , chiediamo, nell’interesse dei cittadini, di prorogare tale termine al 10 gennaio prossimo e di convocare il Consiglio Comunale non appena evase tutte le osservazioni pervenute, in modo tale da poter approvare uno strumento il quanto più possibile condiviso con la cittadinanza”.

Nella nota inviata al primo cittadino, la minoranza fa riferimento anche alla convocazione della riunione dei capigruppo per discutere del Programma Straordinario della Ricostruzione.

“Malgrado il gruppo consiliare Radici al Futuro sia venuto a conoscenza ufficialmente dei contenuti del PSR solamente sabato scorso 5 dicembre – si legge - , ho risposto senza indugio positivamente alla richiesta del sindaco. Considerata l’importanza dell’argomento, all’incontro parteciperanno, insieme al sottoscritto, anche gli altri componenti del gruppo consiliare “Radici al Futuro”. Auspico – conclude Pasqui -  che l’invito a partecipare venga esteso a tutti i componenti dell’assise consiliare”.

GS

Gestione e utilizzo dell’Accademia della Musica al centro del dibattito in consiglio comunale a Camerino.

Il gruppo consiliare Radici al Futuro composto da Antonella Nalli, Roberto Lucarelli, Stefano Falcioni e Gianluca Pasqui hanno infatti espresso il voto contrario al regolamento per la gestione e l'utilizzo temporaneo dell'auditorium dell'Accademia della Musica, la struttura realizzata dalla Fondazione Bocelli.
“Le nostre perplessità – scrive il gruppo in una nota - in merito a come il Comune ha in mente di gestire e sfruttare Auditorium e sale di registrazione sono molteplici, a partire dai canoni di affitto richiesti che, se da una parte è certamente vero che vengono incontro ai residenti, dall'altra sembrano disincentivarne l'utilizzo da parte di artisti di fama che a quelle cifre non avrebbero alcun interesse nell'arrivare a Camerino, con tutte le ricadute benefiche a livello economico e d'immagine che la città potrebbe ricavarne.
Il rischio concreto – spiegano i consiglieri di minoranza - è che la struttura, con una dotazione tecnologica che la pone probabilmente all'avanguardia nazionale, non venga sfruttata per le potenzialità che realmente offre e rischi di restare una cattedrale nel deserto. Il sindaco si è giustificato dicendo che i canoni sono stati determinati dalla Fondazione Bocelli: ci piacerebbe averne una traccia o una conferma scritta.
Altra questione, fra le tante, di indubbia rilevanza è quella relativa alla gestione della struttura da parte dell'associazione Adesso Musica che rischia di essere non una gestione effettiva ma solamente di facciata. Tutti i canoni di affitto, infatti, saranno incassati dal Comune che corrisponderà all'associazione Adesso Musica un massimo di 10mila euro l'anno dietro adeguata rendicontazione. Ci si rende facilmente conto – scrive il gruppo - che si tratta di una cifra irrisoria e anche sotto certi aspetti umiliante per il sodalizio che ha avuto il merito di intessere quei rapporti grazie ai quali oggi Camerino è dotata di una struttura come l'Accademia della Musica.
Il nostro timore – concludono i quattro consiglieri - è quello di trovarci di fronte a un regolamento penalizzante e inadeguato che non poteva trovare il nostro voto favorevole”.


Radici al futuro accusa infatti l’amministrazione Sborgia di pensare alla cultura come elitaria: “Per noi, invece, - termina la nota - la cultura è e deve rimanere un patrimonio popolare al quale chiunque possa attingere per la crescita propria e della comunità cui appartiene”.

GS
Covid Hospital a Camerino: domani l’incontro tra i sindaci e il Presidente della Regione Francesco Acquaroli, un meeting che farà luce sugli sviluppi della gestione pandemica nelle Marche e che potrebbe coinvolgere alcuni reparti del nosocomio camerte. Una discussione che tiene banco, con alcuni pazienti Covid che potrebbero essere trasferiti nella corsia di ortopedia dell’Ospedale Santa Maria della Pietà.

Già oggi le prime schermaglie sul tema tra il sindaco di Camerino, Sandro Sborgia, e l’ex primo cittadino camerte e ora vicepresidente del Consiglio Regionale, Gianluca Pasqui. Sborgia ha affermato di avere garanzie sul fatto che nulla si sarebbe mosso prima della riunione di domani, ma ha recriminato sul fatto che le garanzie fossero assolute, non legate alle contingenze, come detto da "autorevoli rappresentanti regionali". Non si tratterebbe di campanilismo, secondo Sborgia, ma del rispetto del piano pandemico, della situazione post-sisma dell’alto maceratese, e logistiche.

Proprio l’accusa di campanilismo è quella che viene rivolta al sindaco camerte da Gianluca Pasqui, che sottolinea come l’eventuale conversione sarebbe una decisione legata all’assenza di strade alternative. In una nota si legge come Pasqui inviti le amministrazioni locali a evitare campanilismi, appunto, piuttosto favorendo uno spirito di unità di intenti: "C'è chi ancora trova il tempo e il modo per alimentare polemiche sterili e rancori personali con articoli di stampa nei quali si cercano ipotetici colpevoli e si individuano altrettanto ipotetici salvatori della patria. Mi è sembrato di capire, parlando con tanti sindaci dell'entroterra maceratese, che tutti abbiano condiviso il principio per il quale quella per l'ospedale di Camerino e per la salute dei cittadini non può essere una battaglia partitica o ideologica. Su questo dovremmo lavorare. Insieme".

Al vicepresidente dell’Assise regionale ha fatto eco il sindaco di Fiuminata, Vincenzo Felicioli: "Non sta sicuramente a me stabilire il piano pandemico, ma penso che oggi le esigenze siano chiare. Il Covid, come la Spagnola, come la peste, sarà sconfitto, presto sarà fortunatamente un ricordo. Per questo motivo evitiamo queste schermaglie: domani al Presidente Acquaroli chiederò non di modificare il piano pandemico, quanto di parlare di sanità in generale, di futuro, per fare in modo che il problema della sanità, esistente a prescindere dalla pandemia, venga risolto in maniera congrua alle esigenze della cittadinanza delle zone montuose. I rappresentanti di queste zone ci sono e hanno la possibilità di far sentire la loro voce, lo facciano".

Pietro Tapanelli, sindaco di Sefro, parla di un problema di fondamentale importanza. Preservare i servizi ordinari, già parzialmente compromessi dall'emergenza, è vitale: "Sul tema c'è forte preoccupazione per i servizi ordinari che l'ospedale dovrebbe garantire a un territorio già vessato da altre emergenze ben note. La sanità è di tutti e comunque dobbiamo essere a disposizione. Credo si debba essere in grado di garantire i servizi essenziali e ordinari, visto che gli ospedali di Camerino e San Severino servono un vasto territorio, quello dell'alto maceratese. Depotenziare queste strutture sarebbe un grave errore, non solo allo stato attuale delle cose, ma anche in tempo di 'pace'".

Il sindaco di Pieve Torina, Alessandro Gentilucci, come Felicioli, guarda anche al futuro: "Un sacrificio che avremmo evitato, siamo messi a dura prova dalla pandemia. Per questo chiediamo che ci sia un riconoscimento per i sacrifici dei cittadini del territorio, che già soffrono per il sisma. Evidentemente non possiamo tirarci indietro: in quei letti di ospedale potremmo vedere i nostri cari. Garantiamo i servizi essenziali comunque, il pronto soccorso, i servizi di analisi. Si resti vicini ai cittadini: questa deve essere un'occasione per guardare avanti. Domani dovremo avere un ospedale efficiente, per personale e per strutture. Impariamo a investire nel nostro futuro, l'ospedale di Camerino sia già da subito un baricentro dei servizi che salveranno le nostre vite".

Domani l’incontro, dal quale dovrebbe emergere una visione più chiara su come la pandemia verrà affrontata nel maceratese e su quale, in questo quadro emergenziale, potrà essere il ruolo dell’ospedale di Camerino.

l.c.



E' stato chiamato in causa, neppure troppo indirettamente, dal sindaco di Camerino Sandro Sborgia in merito all'ormai avvenuta riconversione di un reparto, quello di Ortopedia, dell'ospedale di Camerino in reparto Covid il vice presidente del consiglio regionale Gianluca Pasqui, che intende rispondere attraverso la seguente nota: 

Malgrado il momento particolarmente difficile per tutti, nel pieno di una emergenza sanitaria che non ha precedenti, purtroppo c'è chi ancora trova il tempo e il modo per alimentare polemiche sterili e rancori personali con articoli di stampa nei quali si cercano ipotetici colpevoli e si individuano altrettanto ipotetici salvatori della patria. Mi è sembrato di capire, parlando con tanti sindaci dell'entroterra maceratese, che tutti abbiano condiviso il principio per il quale quella per l'ospedale di Camerino e per la salute dei cittadini non può essere una battaglia partitica o ideologica. Su questo dovremmo lavorare. Insieme.

E allora va detto, per amore di verità e per corretta informazione, che Pasqui non è stato smentito proprio per niente. Fin dal giorno successivo al mio insediamento, ho incontrato più volte personale sanitario e in ogni occasione, anche quando è intervenuto il presidente Acquaroli, ho sempre detto le cose come stavano: tutto sarebbe rimasto com'era, fin quando la pandemia non avesse preso il sopravvento e resa impossibile qualsiasi altra possibilità di evitare che Camerino tornasse ad essere Covid Hospital. Come prevede un piano pandemico regionale che oggi in piena emergenza ci troviamo a dover applicare e che nessuna istituzione dallo scorso marzo si è preoccupata di poter far cambiare per evitare che ancora una volta fosse l'entroterra a doversi sacrificare. Pasqui non è stato smentito per niente. Semmai, Pasqui ha dovuto cercare di mettere le toppe all'allarmismo creato da post pubblicati su pagine social ufficiali e smentiti poco dopo, come successo domenica scorsa quando si era diffusa la voce che l'ospedale fosse già stato convertito in Covid e "stanno arrivando i primi pazienti in queste ore" quando invece, come mi sono dovuto affrettare a precisare, non era assolutamente vero.
Oggi il nostro impegno reale e concreto deve essere quello di garantire la salute dei cittadini marchigiani. Poi, come da programma, la Regione metterà mano al nuovo piano sanitario. Ma fino a quel momento non avremo altra priorità che quella di salvare quante più vite possibili. A chi ancora oggi vuol giocare a chi è più bravo, dico che non è questo il momento e non è questo che voglio io e che vuole la gente: per le schermaglie politiche ci sarà tempo quando tutto questo sarà finalmente finito. Oggi è tempo di essere uniti per l'obiettivo comune della salute dei cittadini.

Un dato ormai assodato il fatto che la politica, e le sue schermaglie, talvolta polemiche, trovino nei social la loro cassa di risonanza. A questa che ormai sembra una regola non si sfugge neppure in tempi drammatici di pandemia, quando le scelte di fatto diventano di gran lunga più importanti delle dichiarazioni di principio. Un autentico botta e risposta, con reciproco scambio di “accuse” sulle scelte politiche fatte o non fatte, ha visto protagonisti a colpi di post il vice presidente del consiglio regionale Gianluca Pasqui e l’ex assessore regionale Angelo Sciapichetti. Sul piatto la riconversione dell’ospedale di Camerino in presidio Covid, “una conversione che – a detta di Pasqui - è prevista dal piano pandemico regionale approvato dalla precedente amministrazione regionale e che cerchiamo di scongiurare in tutti i modi”.

Non tarda, però, ad arrivare la replica di Sciapichetti che risponde snocciolando date e dati. “In un documento dell'Asur - Area vasta 3 dello scorso 8 ottobre – replica l’ex assessore - per fronteggiare la pandemia in corso sono stati assegnati specifici percorsi ad ognuna struttura ospedaliera provvista di terapia intensiva della provincia di Macerata che prevedono (al netto del Covid hospital di Civitanova) l'attivazione di 43 posti letto presso la palazzina ex malattie infettive dell'ospedale di Macerata; 45 posti presso l'Ospedale di Camerino; 64 posti presso l'ospedale di Civitanova Marche. Ad oggi risultano totalmente occupati i 43 posti ricavati presso la palazzina ex malattie infettive dell'Ospedale di Macerata. Considerato che questi non sono più sufficienti si dovrebbe procedere ora (in base al piano) all'occupazione dei posti presso l'ospedale di Camerino; nella malaugurata ipotesi che non dovessero bastare neanche questi, si dovrà procederà all'occupazione dei 64 posti dell'ospedale di Civitanova Marche. Pasqui dice che Camerino viene convertito in covid hospital perché lo ha deciso il piano pandemico della vecchia giunta, è vero, ma si dimentica di dire che il 30 ottobre la nuova giunta lo ha confermato, deliberando di "approvare le misure strategiche previste dal piano pandemico regionale", Se voleva quindi, il Vice Presidente del Consiglio poteva adoperarsi per "salvare" l'Ospedale di Camerino cambiando il nostro piano pandemico che non è scritto sulle tavole della legge, può essere cambiato, corretto. Perché se lo riteneva così importante non l'ha fatto?”.

Nel mentre Sciapichetti sembra inchiodare il governo regionale alle proprie responsabilità, Pasqui richiama la regola del buon senso come limite anche nella dialettica politica.

“L'ex assessore del Pd prova a intorbidire le acque, snocciolando date e numeri, ma sono proprio quelle date e quei numeri a inchiodare la precedente amministrazione regionale alle sue responsabilità – la contro replica del vice presidente dell’assise regionale - L'8 ottobre – data richiamata da Sciapichetti - doveva ancora insediarsi la nuova Giunta regionale (che verrà ufficializzata dal presidente Acquaroli il successivo 15 ottobre) e l’ex componente la maggioranza sa bene che i consiglieri regionali uscenti esercitano in pieno le loro funzioni fino al giorno immediatamente antecedente alla prima seduta dell’Assemblea della legislatura successiva. E la prima seduta, quella nella quale anche il sottoscritto è entrato in carica ed è stato eletto vice presidente del Consiglio regionale, c'è stata il 19 ottobre. Il successivo 30 ottobre, quindi dieci giorni dopo l'insediamento, la Giunta regionale ha deliberato di "approvare le misure strategiche previste dal piano pandemico regionale". Ora, qualunque persona di buon senso si rende conto che pensare di cambiare un piano pandemico in dieci giorni, peraltro in piena emergenza dettata dalla seconda ondata della pandemia, non solo è folle ma è tecnicamente impossibile. L'ospedale di Camerino non doveva essere proprio inserito nel piano pandemico fin dal principio, perchè ricopre un'importanza fondamentale per tutto quel territorio che ha atteso risposte che non sono mai arrivate dopo il sisma del 2016. Non c'era un piano pandemico quando, in base a una strategia ben precisa, l'ospedale di Camerino è stato lentamente spogliato di quelle che erano eccellenze sanitarie riconosciute a livello nazionale come l'Ortopedia o la Cardiologia. Chi è stato responsabile di questo scempio?”.

“Per sottrarre dal piano pandemico l'ospedale di Camerino basta un semplice atto di giunta, non ci vuole tempo . Il problema è che bisogna avere un'alternativa credibile e pronta in poche ore”, controbatte Sciapichetti che conclude affidando, come sempre, il giudizio a cittadini ed elettori.

Appare, dunque, lunga la diatriba in atto in merito alla gestione della pandemia, come lo è stato per il terremoto e come lo sarà per ogni scelta che chi governa è chiamato a compiere. La maggioranza decide, la minoranza critica. Così è sempre stato e così sempre sarà. A noi non resta che augurarci, richiamando la letteratura classica, che “mentre a Roma si discute Sagunto non venga espugnata”.

f.u.
Sembrerebbe scampata, almeno per il momento, la riconversione dell'ospedale di Camerino in Covid Hospital.
Il tema che ieri aveva messo in subbuglio la città ducale e l'Alto Maceratese, stando alle ultime indiscrezioni pare essersi sgonfiato e non sarà il Santa Maria della Pietà a dover rispondere per primo all'emergenza che avanza.

Dagli ultimi vertici regionali, infatti, sarebbe emerso che per sopperire alla richiesta di posti letto del momento sarà trasformato in ospedale misto quello di Civitanova, come accadde durante la prima ondata.

Una scelta che, secondo il sindaco di Camerino, Sandro Sborgia, sarebbe "più logica anche per via della stagione invernale in arrivo e dei problemi che potrebbe causare alla viabilità montana rispetto a quella della costa".

La decisione di non riconvertire subito l'ospedale di Camerino in Covid Hospital non escluderebbe comunque la possibilità di farlo in seguito qualora la curva dei contagi dovesse salire ancora.

GS

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