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Vaccinazioni anti Covid prioritarie per i residenti delle zone colpite dal terremoto del 2016  e in particolare per chi vive nelle Sae, Mapre e in altri alloggi di emergenza. La richiesta viene dai sindaci di Castelsantangelo sul Nera, Ussita e Visso, tra i comuni dell'Appennino più danneggiati dagli eventi sismici, al punto tale che la quasi totalità della popolazione residente vive nelle strutture emergenziali. Firmata da Mauro Falcucci, Silvia Bernardini e Gian Luigi Spiganti Maurizi, la proposta è stata inviata al commissario straordinario per l'emergenza pandemica generale Figliuolo, al capo della Protezione civile nazionale Curcio, al presidente della Regione Marche Acquaroli e all'assessore regionale alla Sanità Saltamartini. In deroga ai criteri generali adottati a livello nazionale per contenere la possibilità di diffusione dell'epidemia, nell'ambito del Piano vaccinale anti Covid-19 i tre sindaci chiedono appunto  di prevedere la possibilità di eseguire la vaccinazione di tutte le persone residenti nei Comuni colpiti dal sisma, in particolare di coloro che vivono nelle soluzioni abitative di emergenza. 
"Da noi purtroppo registriamo parecchi contagiati- afferma il sindaco di Visso Gianluigi Spiganti Maurizi - e si tratta nella maggior parte dei casi di nuclei familiari che attualemte risiedono in soluzioni abitative di ridotte dimensioni. Nei 40- 60 metri quadri di una SAE, munite di un solo bagno, facile capire che un adeguato distanziamento è molto difficile da praticare e complicatissimo è isolarsi all'interno di queste casette nel caso vi sia uno dei familiari positivo. Ad una lettura attenta- continua il sindaco di Visso-  risulta appunto che i casi di positività sono stati registrati nei nuclei familiari delle casette, proprio per la difficoltà che c'è a mantenere un distanziamento". 
In considerazione dei ridotti numeri di persone residenti nei comuni colpiti dal sisma e che vivono nelle soluzioni emergenziali, senza sostanziali ripercussioni sulla campagna vaccinale nazionale, la deroga consentirebbe di assicurare il raggiungimento dell' immunità di gregge per piccole comunità della montagna che hanno anche difficoltà  a garantire servizi di assistenza domiciliare.
I sindaci auspicano inoltre  che  l'anticipo di vaccinazione possa riguardare anche i dipendenti comunali. 
 c.c.


Sono stati in totale 1864 gli interventi riferiti al “Progetto Sisma” portato avanti da Emergency nei paesi maceratesi più colpiti dal terremoto tra visite infermieristiche e colloqui psicologici. Marilena Silvetti è una maceratese di 23 anni ed è una infermiera del progetto coordinato dalla dottoressa Giovanna Bianco, referente del “Progetto Sisma” per Emergency Macerata.

“La parte infermieristica rappresenta il ruolo dell'infermiere di comunità, un infermiere che, riallacciandosi al concetto di prossimità, è vicino alla popolazione. Per quanto riguarda i bisogni di cui si occupa, si tratta di una medicina di base, dal controllo dei parametri vitali, alla esecuzione di medicazioni, alla somministrazione di terapie, ovviamente sotto prescrizione medica. Ci occupiamo anche di interventi di educazione sanitaria relativi alla situazione attuale da covid-19, ed eventuali altre situazioni con cui il cittadino si trova a doversi fronteggiare. Il ruolo di prossimità va oltre l'aspetto meramente sanitario- tecnico, vuol dire essere vicini fisicamente alla popolazione con una parola, una vicinanza costante."

Un progetto che nasce per mettersi in ascolto dei bisogni del territorio, con cui Emergency lavora in sinergia, dopo la firma di un protocollo d'intesa con la direzione generale dell'Azienda Sanitaria Unica Regionale e le istituzioni coinvolte. Un impegno costante, gratuito e rivolto a tutti i cittadini, grazie ad un camper che si sposta nei luoghi e a professionisti capaci. Il programma sta interessando dal 2018 diversi comuni maceratesi. Emergency subito dopo l'emergenza covid ha operato anche nell’ospedale di Camerino, con l’attivazione di un servizio di ascolto psicologico per gli operatori covid e per i familiari dei pazienti ricoverati o deceduti. Il camper di Emergency è settimanalmente nei comuni di Camerino, Caldarola, Pieve Torina, Visso, Ussita e Castelsantangelo sul Nera.

“Far vedere che noi ci siamo, dimostrare alle persone che non sono sole, che non sono abbandonate.” Questo dice con la delicatezza che è parte integrante della cura, la giovane infermiera che ha collaborato anche nel fornire spiegazioni ad esempio quando ai residenti di Castelsantangelo sul Nera sono stati distribuiti dal Comune i saturimetri. “Una bellissima iniziativa. Emergency in questo caso ha istruito le persone sul suo utilizzo. E’ un dispositivo utilissimo, soprattutto in questo periodo, perché tante persone non sanno cosa sia la saturazione o a cosa serva questo dispositivo.”

Siamo un gruppo che va oltre le due persone che si vedono fisicamente.” Conferma la Bianco parlando di una vera e propria squadra. “Abbiamo un gruppo di coordinamento, referenti di funzione, il nostro coordinatore di Programma Italia, il coordinamento delle cliniche mobili. Tutte queste persone ci sostengono quotidianamente. E’ una organizzazione nel suo complesso che non lascia sola la popolazione verso cui ci rivolgiamo ma anche gli operatori stessi, soprattutto in questa fase storica che stiamo attraversando, in cui siamo distanti fisicamente, lo spirito di squadra e di appartenenza è importante anche per chi si prende cura degli altri.” Per informazioni sui servizi offerti dal Progetto Sisma, si può contattare il numero: 3423878443.

Barbara Olmai
Foto: Francesco Pistilli


“Ci siamo innamorati di questo territorio e delle persone che hanno un cuore grande, alle quali abbiamo portato un aiuto solidale con tutto quello che era necessario, abbigliamento, alimenti, anche suppellettili, oltre che materiale per la pulizia della casa e l'igiene personale.” Parole di Andrea Lampo, Presidente dell’associazione “Orsi nel mondo” di Biella e portabandiera del Piemonte, che subito dopo il sisma si è mobilitata per portare della solidarietà alle persone colpite dai terremoti.

“In 50 mesi, da gennaio del 2017 a febbraio 2021, abbiamo fatto in tutto 50 viaggi impiegato 245 persone, 202 i giorni, utilizzando due pullman, 43 furgoni, 25 auto e due moto, usate come staffetta nel primo periodo. Eravamo giù in cratere, io come volontario di Protezione Civile, la vice Presidente Sandra Ciscato. Abbiamo conosciuto tante realtà a Pieve Torina, Visso, Ussita, Castelsantangelo sul Nera.”

L’organizzazione di volontariato ha anche voluto testimoniare questa esperienza in un libro “Orsi nel mondo. L'impegno biellese dopo il terremoto” scritto da Lorenzo Lucon con la prefazione di Massimo Giletti e i saluti iniziali del Presidente della Regione Piemonte Cirio. “Le scorse settimane a Striscia la Notizia, il nostro concittadino Ezio Greggio, ha presentato il libro, il cui intento è una raccolta fondi. I proventi del libro saranno completamente utilizzati nel cratere proprio per mantenere solida la vicinanza con le popolazioni.”

L’associazione, nonostante le restrizioni covid, non si ferma e ha già preso accordi con l’amministrazione comunale di Ussita per sistemare il campo di bocce che si trova nel parco giochi del paese. In tutto questo tempo sono nate anche delle grandi amicizie. “Grazie alla vice presidente che ha conosciuto Samuele Cristallini che lavorava nel comune di Pieve Torina, si è consolidata l’amicizia, tanto da essere chiamati a fare da testimoni di nozze al matrimonio tra Chiara Marucci e Samuele. I ragazzi hanno voluto passare la loro luna di miele in Piemonte. Ora gli sposi vivono a Vari, frazione di Pieve Torina.”

L’impegno biellese ha visto anche alcuni volontari coinvolti in progetti scolastici di educazione civica, ai più giovani hanno raccontato il terremoto del centro Italia. Altro progetto riguarda la donazione di cibo per gli animali. “Lo portiamo tramite dei contatti con una veterinaria di Ussita, che si occupa delle colonie feline e altri punti di riferimento nella zona di Arquata del Tronto e un'altra persona che si occupa di Norcia e Cascia”.

Per testimoniare almeno in parte la grande riconoscenza che si deve a realtà come questa, il comitato della Croce Rossa Italiana di Visso, ha menzionato la giovane volontaria biellese Beatrice Ruggeri all’attenzione del regionale in una proposta di conferimento di onorificenza al merito per l’attività svolta nelle zone terremotate. Andrea Lampo dice di aver trovato una famiglia nelle Marche. “Non arrivo come un volontario, bensì come un amico di casa.” Il terremoto ha tolto molto ma ha saputo donare tanta umanità e vicinanza. Non dobbiamo dimenticarci mai di chi ci ha teso più di una mano.

Barbara Olmai
Vissani stanchi delle difficoltà legate alla linea telefonica in un territorio già duramente colpito dal sisma.
Lo denuncia Valerio Franconi che punta l'attenzione sui disservizi legati alla Vodafone: "Tutto è cominciato con la connessione Internet che ogni tanto s’interrompe - dice - . Poi è seguito il disservizio telefonico. Come in una favola dell’irrealtà, o come un incubo, riuscire oggi ad attivare o portare a termine una comunicazione telefonica nel territorio del comune di Visso è come prendere una carrozza trainata da cavalli per andare a Roma. Hai l’impressione di vivere ai confini di una realtà fatta di cittadini continuamente vittime di disservizi, o di mettere piede in un mondo ai limiti dell’irreale. Appena inizi una telefonata, se hai avuto la fortuna di poterti collegare con l’utente chiamato o sei stato chiamato a tua volta, la comunicazione s’interrompe in continuazione e a ogni tentativo di riattivarla compare sul display l’avviso-beffa “il telefono chiamato potrebbe essere spento”, oppure quello più realistico “Non c’è copertura di rete”.
La responsabilità del disservizio viene attribuita a Vodafone - dice Franconi - , la cui copertura di rete nel territorio del comune di Visso è del tutto lacunosa. Sono questi i tanti disagi che già angustiano una popolazione terremotata, per di più messa a dura prova dal Covid. Significa considerare i problemi gravissimi che il disservizio stesso comporta per i pazienti curati a domicilio e per quelli sottoposti a quarantena, impossibilitati di fatto a collegarsi telefonicamente con l’esterno. Stiamo meditando manifestazioni di protesta - ammette - . Si è attivata in questi giorni anche l’amministrazione comunale".

Ed è stato proprio il Comune ad informarsi sul disservizio, tanto che il sindaco Gian Luigi Spiganti Maurizi chiarisce: "Gli addetti hanno chiamato in Prefettura per capire la situazione e pare che da tempo i clienti Vodafone fossero stati avvisati della necessità di cambiare la scheda per poter utilizzare il servizio senza problemi. È possibile però che la comunicazione non sia stata chiara a tutti ed è per questo che continuano i problemi. Sicuramente - ammette il sindaco - si tratta di disagi che si aggiungono ad un territorio terremotato. Molti problemi sono causati in generale dall'installazione della fibra e dalla mancanza sporadica di corrente elettrica. Ci auguriamo che gli interventi finiscano presto così da poter avere un servizio internet migliore il prima possibile".

GS
Sono giorni davvero speciali per Valentina Giacinti e per sua sorella Ida. Da lunedì scorso dopo lunghe attese, sono partiti i lavori della delocalizzazione del bar Sister’S Cofee a Visso, chiuso dopo il sisma.

“Il bar è stata praticamente la prima attività commerciale chiusa con le scosse del 24 agosto.” Dice Valentina. “Ci sono state tante peripezie che hanno interessato la delocalizzazione ma anche tante persone che hanno aiutato le due sorelle concretamente. “Ho trovato il terreno grazie al proprietario di un'altra attività commerciale di Visso che ci ha aiutate.”

Valentina è una giovane mamma. “Sono originaria di una frazione del comune di Pieve Torina, Casavecchia. Ho due figli, Maurizio il più grande di 5 anni e mezzo e Riccardo il piccolo di due anni.” Il 2021 per l’attività è un anno speciale. “Se la situazione ce lo permetterà quest'anno il Sister’s Coffee festeggia 10 anni di attività diciamo di apertura, anche se la metà degli anni siamo stati chiusi. Le esigenze in questo periodo così particolare legato oltre che alla pandemia anche alla ricostruzione sono diverse. L’ attività dovrà necessariamente cambiare. Abbiamo tantissime idee e speriamo di metterle in pratica. Dobbiamo reinventarci un lavoro. E’ una situazione nuova anche per noi perché non ci siamo trovate mai a lavorare durante questa situazione del covid, quindi cercheremo di preparare dei pranzi visto anche le ditte che speriamo presto verranno a ricostruire e poi per la pandemia. L'importante è lavorare.”

Valentina vive in Sae con la sua famiglia. “Dopo le scosse di ottobre 2016 con il bambino di 11 mesi, siamo stati ospitati lungo la costa. Non ho pensato a scegliere per me ma per far stare bene lui. La decisione migliore era trasferirsi al mare dove siamo stati per 7 mesi. Poi appena a mia madre le hanno confermato l'agibilità della casa, ci siamo appoggiati da lei aspettando la consegna della nostra Sae. Poi ci siamo trasferiti.” Valentina appena ha potuto è tornata nelle sue montagne. “Io non riesco a chiamare casa un posto differente da questo per quanti bei posti ci siano, per quanto altre possibilità possano offrirti i paesi più grandi, casa mia è questa. Casa mia sono queste montagne. Non ho neanche mai pensato di andarmene via. Sono nata qui. Chi mi conosce sa quanto amo questi posti.”

Barbara Olmai
Una ragazza forte. Questo è Alessandra Antonini. Perché? Perché dopo il terremoto è in procinto di affrontare l’ottavo trasloco, perché dal 2016 ad oggi ha continuamente rimodulato la sua vita, cambiando diversi lavori e non dandosi mai per vinta. Alessandra ha lasciato l’Università perché serviva dare una mano in famiglia, ha aspettato che i suoi genitori e sua sorella si ambientassero nella Sae prima di andare a convivere con il suo compagno Francesco con cui ora sta realizzando il grande passo: hanno acquistato una nuova casa a Matelica, la loro casa, quella dove restare. Alessandra è una sportiva. Ha 29 anni, è originaria di Visso.

Ho cambiato tutti i progetti che avevo. Il terremoto li resetta e quindi devi ricominciare da capo, ti devi ricostruire un nuovo futuro. Ci si riesce non arrendendosi, guardando in faccia alla vita che c'è ancora davanti. Il carattere viene soprattutto dall'esperienza che ho sempre avuto. Dallo sport ho imparato a cadere e rialzarmi, anche nella vita è stato così. Pratico il calcio A5 da quasi 13 anni.”

Da timida come era, grazie ad una conoscenza che poi è divenuta una grande amicizia, Alessandra ha girato l’Italia per raccontare la sua storia ai suoi coetanei, dando loro un forte messaggio di speranza. “Grazie al giornalista Luca Pagliari ho affrontato la paura. Luca mi ha dato la possibilità di essere d'aiuto ad altre persone, perché rivivere ogni volta i ricordi non era facile e anzi faceva male rivivere quei momenti che normalmente si tendono a dimenticare. Allo stesso tempo quando vedi che altre persone vengono e ti ringraziano perché sono riusciti a superare un terremoto interiore, dà tanta forza”. Quando Alessandra parla di “quei momenti”, chiaramente si riferisce alle scosse di terremoto, quello che ha vissuto durante e dopo. “Durante non te ne rendi conto, perché comunque è una questione di attimi in cui pensi solo a salvare la pelle.

Il vero terremoto inizia il giorno dopo della scossa, da quando apri gli occhi e capisci che non hai più niente e che da lì ti devi inventare qualcosa perché comunque non puoi arrenderti, perché sei ancora vivo e lo devi anche a tutte quelle persone che non ce l'hanno fatta.” Alessandra insieme alla sua famiglia ha vissuto anche in auto. “Dopo il terremoto del 24 agosto siamo stati 10 giorni in auto, 10 giorni in auto vuol dire dormire al freddo e con l'umidità perché anche essendo agosto Visso comunque è vicina al fiume. La notte dormivi con i giornali attaccati ai vetri per assorbire gran parte dell'umidità. Dormivamo vestiti, con il giubbetto e con tutte quelle cose che riescono a darti un minimo di calore. Ricordo che la notte ci svegliavamo. Quasi tutto il paese era lì nelle macchine. Scambiavamo due parole, prendevamo un tè caldo e ci davamo forza l'un l'altro, affrontavamo così anche il freddo che c'era.”

Chiedo ad Alessandra, protagonista della rubrica #primalepersone che vuole, attraverso il racconto diretto dei cittadini, testimoniare una situazione vissuta dalla comunità, cosa porta dentro di sé di tutto questo che ha vissuto. “Da allora siamo riusciti a diventare più comunità, comunque sono quelli i momenti in cui capisci che da solo non sei nessuno, insieme fai la differenza e quindi le nottate passate a tranquillizzarsi l'un l'altro, a ridere di qualche cavolata, in quel modo passava la notte. Era spalla a spalla, come durante le partite, quando arrivi che non ce la fai più e ti guardi intorno, guardi la squadra e riesci ad arrivare fino alla fine.”

Tornando ad oggi chiedo ad Alessandra cosa rappresenta la futura casa. “Rappresenta la serenità, la stabilita, comunque ritornare a considerare casa un posto sicuro. Dopo un terremoto è difficile, perché consideri la casa quasi l'incubo quello che t'ha portato a subire tutto questo. Quella che abbiamo acquistato è una casa antisismica, è un nuovo inizio, significa ricominciare a creare un porto fermo, un porto sicuro in cui abitare e creare una famiglia. Ci stiamo un po' adattando per quel che si può a sistemarla con le nostre forze, è anche una soddisfazione in più poter dire che alla fine l'abbiamo messa come volevamo.” Alessandra mi dice che prima di prendere la casa ne ha viste tantissime. Quando si vivono terremoti come quelli che ci sono stati in centro Italia dal 2016, la sicurezza di una casa è elemento fondamentale. Devi tornare a fidarti di nuovo del posto che ti accoglie, della tua casa. Alessandra e il suo compagno nella ricerca hanno chiesto informazioni sulla tipologia di terreno, sulla storia della casa, su come è stata costruita.

Prima di salutarci le chiedo se dovesse paragonare la sua vita a una partita di calcio, cosa direbbe. “Che si sta sbloccando il risultato, che è stata dura, che abbiamo tirato per gran parte del tempo, però iniziano a vedersi i primi traguardi, i primi punti che volevamo.” Quale è il tuo ruolo in camp0? “L'attaccante, quindi quella che sblocca le partite.”

Barbara Olmai

Qui il link del podcast del programma in cui ascoltare l'intervista ad Alessandra.
http://www.appenninocamerte.info/podcast/itemlist/category/121-primalepersone

Altri approfondimenti su " L' Appennino Camerte" in uscita domani




Di seguito la lettera del corrispondente di Visso, Valerio Franconi, con gli apprezzamenti sull'organizzazione per la somministrazione dei vaccini:

"Noi cittadini siamo sempre pronti a divulgare notizie circa le inefficienze e il cattivo funzionamento delle strutture pubbliche, cosicché a circolare sono solitamente le voci negative a scapito di quelle positive. Ciò premesso e costatato, provo un senso di viva soddisfazione nel rompere questa tendenza, dando una descrizione della realtà migliore di come viene solitamente rappresentata.

Martedì 23 febbraio io e mia moglie abbiamo ricevuto la prima dose di vaccino anti covid (siero Pfizer) nella postazione della Asl 3 di Camerino, allestita in un’ampia tecnostruttura in località Vallicelle. Entrambi siamo rimasti favorevolmente impressionati dalla perfetta organizzazione del servizio: immediata accettazione, nessuna fila e personale efficientissimo, straordinariamente gentile, collaborativo e rispettoso, la cui sollecitudine, non priva di un’evidente vena affettiva verso le persone anziane, toccava il cuore. Durata dell’operazione circa mezz’ora, compreso termo scanner, alcune domande sulle condizioni di salute e quindici minuti di osservazione a vaccinazione avvenuta.

Per quanto sopra espresso intendo tranquillizzare quei concittadini che mostrano dubbi e difficoltà a vaccinarsi, ma soprattutto voglio pubblicamente ringraziare tutto il personale sanitario coinvolto nell’operazione, nonché  i volontari della Croce Rossa e della Protezione Civile, per questa dimostrazione di efficienza organizzativa e di cortesia, che andando ben oltre i doveri professionali, fa  onore alla sanità e a  tutti i sevizi pubblici, che meglio di così non possono funzionare. Medici e infermieri, in particolare, dimostrano ancora una volta di saper affrontare al meglio anche le situazioni eccezionali. Sono tornato a casa rinfrancato, ma soprattutto rinforzato nel convincimento che nutro da sempre: il cuore di un sanitario, come pure di un volontario, non batte mai a ritmi contrari".

Valerio Franconi
Nella prima puntata del programma radio e della rubrica #primalepersone, nato per testimoniare, grazie alle interviste dirette e il racconto personale fatto dai cittadini, una situazione che riguarda un territorio, incontro Donatella Rosi. Donatella vive con la sua famiglia in una Sae, soluzione abitativa di emergenza, a Visso, come tanti suoi concittadini. Le chiedo come si sta e subito mi porta nel suo mondo e in quello di migliaia di persone del centro Italia terremotato, alle prese con l’attesa della ricostruzione.

“Non è casa tua, dico solo questo, nel senso che comunque ti ritrovi in un ambiente dove sai che starai per un po' di anni. Si sta abbastanza bene, sono abbastanza confortevoli nonostante i problemi che possono avere e che hanno avuto. Sono molto calde in inverno, però si sta un po' come in un campeggio, nel senso che comunque tu sei lì, vivi insieme agli altri ma nello stesso tempo forse senti di più la solitudine. Quella a Villa Sant’Antonio dove sono io è molto grande, siamo in tanti ma non so neanche chi ci sta. In quelle più lontane da me c'è un silenzio a volte, anche in piena estate, che è inquietante. C'è tanta difficoltà anche a socializzare nelle Sae, perlomeno nella mia realtà.”

Stiamo parlando di un comune piccolo, perché Visso prima del sisma contava oltre 1100 abitanti, adesso non conosciamo i dati precisi ma sappiamo che sono probabilmente qualche centinaio in meno. Quindi tu che sei una vissana non sai chi hai nell'ultima Sae del tuo villaggio? Questo mi fa pensare che le persone si sono ancora di più ritirate. “A Visso in nessun villaggio Sae c'è un'area di incontro, tra l'altro non abbiamo aree di incontro proprio, quindi è difficile trovare un luogo dove vedersi. Non so per quale motivo c’è questa chiusura, ognuno è chiuso all'interno della propria casetta e c'è questo silenzio. Qualche volta si sentono i bambini che giocano. Adesso ci sono anche delle piccole aree in cui hanno donato dei giochi, quindi i piccoli spazi verdi ma manca una apertura, anche da prima del covid-19.”

Voi come famiglie vi siete organizzati prima del covid in una sorta di aggregazione sociale quasi autogestita. “Con alcune famiglie ci siamo visti più volte per delle cene. Per fortuna c'era il container dove era la chiesa, il sacerdote ce l'ha messo a disposizione, quindi lì ci siamo incontrati, facendo anche delle attività che ci hanno fatto dimenticare un po' la solitudine, la difficoltà di socializzare che in questo momento è quella che manca, tu esci e non incontri nessuno, quindi la difficoltà di ricreare rapporti sociali tra sempre meno persone.” In questi territori chi soffre di più la situazione sono soprattutto le persone anziane che non escono dalle casette e i giovani che non hanno luoghi di incontro. “Prima c’era il campo da calcio e il palazzetto del ghiaccio a Ussita dove si organizzavano dei corsi tutto l'anno, un bel gruppetto di bambini faceva il corso con la possibilità anche di fare degli stage estivi e invece adesso nulla, è un problema per tutte le fasce d'età ma soprattutto per i ragazzi, perché comunque a 14-15 anni non hanno ancora l'autonomia per andare fuori e se vuoi fare attività sportiva devi andare fuori. Questo c'era anche prima, noi ci siamo sempre organizzati per quello che ci mancava andando altrove. Però in questo momento non c'è altra possibilità.

Ci organizziamo come genitori, si fatica un po' di più, ci impegniamo per far stare insieme questi ragazzi. Per gli anziani il discorso dei servizi riguarda soprattutto quelli medici. A Visso il dottore è tornato a fare servizio costante tutti i giorni, però nei paesi vicini sono tutt'ora senza medico di famiglia.”

Questi luoghi Visso, Ussita e Castelsantangelo sul Nera, sono stati sempre considerati un po' un tutt'uno, l'Altonera. Tu prevedi anche nel futuro una unione che sia più che formale, sostanziale? “Io non vedo altra strada né altre possibilità che quella di unirsi, perlomeno lavorare insieme e con uno stesso tipo di progettualità. Progettare insieme per rivivere questi territori.” Tu ci credi in cuor tuo Donatella? “Ci credo e ci spero, altrimenti non sarei qua, altrimenti avrei fatto la scelta che hanno fatto in tanti di andar via. Io credo alle potenzialità di questo territorio e credo alla qualità di vita diversa e migliore che qui si può fare. Però io faccio la guida ambientale, quindi amo la montagna, amo il verde, amo anche i posti abbastanza isolati, non mi interessa il centro delle città, qualche volta sì ma insomma.

Qui ci sono tante possibilità di lavorare secondo me che non vengono colte, anche nel turismo. Certo la difficoltà di vita, la mancanza di servizi, rende tutto un pochino più difficile, anche la distanza, lo spopolamento che non è un problema solo di Visso ma di tutto l'Appennino italiano. Però forse la sopravvivenza di questi territori è quella di attingere a persone che abbiano capacità imprenditoriali, che possano trovare in questi luoghi una opportunità di lavoro.”

Barbara Olmai

Altri approfondimenti su “L’Appennino Camerte” in uscita giovedì prossimo

Riascolta qui l'intervista completa:
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Si chiama Fragibilità, il progetto finanziato dalla Regione Marche (POR MARCHE FESR 2014/2020) che prevede servizi per la domiciliarità protetta con interventi domiciliari e di prossimità rivolti alla popolazione anziana negli Ambiti Sociali 10, 17 e 18. Un servizio utile nelle terre del sisma in questo tempo di pandemia che richiede la distanza. Ne abbiamo parlato con Patrizia Vita, operatore di prossimità per i comuni di Ussita, Visso e Castelsantangelo sul Nera. “Fragibilità è un progetto che è riservato a coloro che hanno più di 65 anni e alle famiglie, che prevede una serie di servizi gratuiti per i cittadini come consegna della spesa, il ritiro di farmaci a domicilio. Mi occupo direttamente dei servizi come operatore di prossimità. Tra i servizi previsti anche la fisioterapia, la ginnastica dolce e un'attività di socializzazione con un' animatrice di comunità e una psicologa. Questi due servizi che ho citato per ultimo, quindi la fisioterapia e attività di socializzazione, in questo momento vengono effettuati usando uno strumento che Fragibilità dà in dotazione agli utenti, un tablet, in modo tale che ogni persona può individualmente fare in accordo con il professionista che svolge questo servizio, tramite un programma personalizzato.” Il progetto è anche una sperimentazione che intende facilitare l’attivazione della comunità, rafforzando la rete, mobilitandone le risorse, coinvolgendo in un lavoro di insieme, le associazioni e le istituzioni del territorio. “Questo servizio è stato patrocinato da tutti e tre i comuni Visso, Ussita, Castelsantangelo sul Nera. Per richiedere il servizio c’è una pagina Facebook che contiene tutte le informazioni, o ci si rivolge al proprio comune. Questo progetto è stato realizzato grazie a quattro cooperative BORGORETE (soggetto Capofila), VIVERE VERDE Onlus, CASTELVECCHIO Service e IL MELOGRANO ed è supportato dagli Ambiti Sociali Territoriali 17, 18 e 10. “ Il progetto riguarda ovviamente anche altri comuni. Per informazioni e per la richiesta dell’attivazione di un servizio nei comuni di Ussita Visso e Castelsantangelo sul Nera, si può anche telefonare al numero 3391575644.

B.O.
Si può pensare di risparmiare quando si parla di servizi di soccorso?
È ciò che si chiede il CONAPO prosegueno la battaglia in merito alle criticità operative della sede di Visso.

Dopo il sollecito avanzato all’ufficio del Capo del Corpo lo scorso 5 gennaio, la segreteria provinciale del sindacato autonomo dei Vigili del Fuoco, si rivolge ora ai sindaci della provincia di Macerata chiedendo loro un tempestivo supporto politico ai loro esponenti del Ministero degli Interni affinché si attivino per risolvere i problemi legati alla sede dela paese dell'entroterra.

“Non si può ridurre il soccorso a logiche aziendali dove si deve produrre un tangibile fatturato per poterne consolidare la validità - scrivono in una nota - . Investire risorse nella Sicurezza e nel Soccorso producono un bene difficilmente tangibile benchè immenso, che si manifesta attraverso il mantenere incolume la vita delle persone.
Solamente chi ha avuto salva la vita o un bene da un pronto intervento dei Vigili del Fuoco può comprenderne sino in fondo l’importanza”.

Entra nel merito della questione il sindacato, facendo riferimento alle difficolt attraversate dopo il sisma: "Per quanto preventivabile che a distanza di 5 anni dal terremoto si vogliano applicare significative riduzioni di spesa in un’ottica di risparmio strettamente legata all’emergenza sisma, non si può accettare che lo stesso Dipartimento VVF non abbia previsto una diversa modalità di gestione delle risorse e del personale per garantire comunque una doverosa forza operativa del distaccamento di Visso". 

    Non usano mezzi termini i dirigenti sindacali del CONAPO per manifestare il loro malcontento e la loro preoccupazione.

Ieri si è anche tenuto un incontro con il Comandante provinciale che dopo l’intervento del CONAPO, ha manifestato anch’esso "l’intenzione di richiedere ufficialmente ulteriori risorse al Capo del Corpo nella speranza di ristabilire quanto prima un corretto apparato operativo".

   Diverse sono le proposte avanzate dal sindacato: "Prevedere ulteriori risorse per il richiamo di personale in straordinario come avvenuto sino ad oggi,a prescindere da quale fondo vengano attinte; prevedere un immediato trasferimento dei vigili del fuoco residenti nella provincia di Macerata, ma attualmente dislocati presso altri comandi d’italia; prevedere, per le prossime assegnazioni degli allievi vigili del fuoco che stanno effettuato il corso di   formazione, un numero maggiore di unità da dislocare presso il comando di Macerata. 

   Bypassando le dinamiche legate ai colori politici, come fanno i Vigili del Fuoco quando portano il soccorso, il CONAPO - conclude - ha auspicato da parte di tutti i Sindaci un’azione sinergica che manifesti interesse per la sicurezza di tutti i cittadini".

  L'argomento sarà approfondito nella prossima edizione de L'Appennino Camerte in uscita il prossimo 14 gennaio.

GS
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