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Riaperto a Cessapalombo il Giardino delle Farfalle. Era stato chiuso a causa del terremoto ma la tenacia dei titolari e dell’amministrazione comunale ne ha permesso la riapertura. Un fiore all’occhiello, non solo per il Comune, secondo il sindaco Giammario Ottavi: “Il Giardino delle Farfalle era diventato un punto di riferimento. Riusciva a fare 5 o 6mila ingressi l’anno. Cioè altrettante persone che visitavano il nostro territorio favorendo l’economia di Cessapalombo. Purtroppo col terremoto - racconta - la struttura era andata distrutta e tutto si era fermato. È stato un momento di pausa in cui non si sapeva cosa fare. Io e i gestori però abbiamo creduto che potesse rinascere e così da tutta Italia si è attivata una rete di solidarietà”. Con la Regione è stato aperto un discorso di delocalizzazione della struttura e poi, con l’aiuto di fondi regionali da un lato, e di libere donazioni dall’altro, il parco è stato riaperto: “Potevamo concludere i lavori anche qualche mese prima - dice Ottavi - ma purtroppo la burocrazia e le condizioni meteorologiche ci hanno fatto un po’ ritardare. È comunque un ottimo risultato per noi e per i paesi vicini. Il flusso turistico interesserà anche altri Comuni”.

Non è stato possibile rifare il museo virtuale ma sono state introdotte altre novità che migliorano, secondo il sindaco, la qualità del Giardino delle Farfalle. “La situazione è forse migliorata, perché le novità riguardano il nostro territorio anche dal punto di vista della nostra fauna, del nostro paesaggio”.

Non è stato risparmiato dal terremoto dello scorso ottobre “Il Giardino delle Farfalle”, la fattoria didattica che costituiva uno dei fiori all’occhiello del comune di Cessapalombo, ma ora, grazie alla tanta solidarietà ricevuta, il Giardino è pronto a ripartire. Ultimo in ordine di tempo l’aiuto viene anche da Udine sotto forma di un contributo di 15 mila euro da parte della Fantoni S.p.A., azienda friulana che produce mobili per ufficio. “Siamo dei lavoratori che hanno deciso di aiutare altri lavoratori a ripartire e a far riprendere l’economia locale – spiega Stefano, uno dei rappresentanti dell’azienda – Così abbiamo voluto donare un’ora del nostro lavoro, l’azienda ci è venuta incontro con un contributo pari al nostro e l’intera cifra è stata donata al comune di Cessapalombo. Abbiamo conosciuto questa realtà grazie al Gruppo Alpini di Billerio, sezione di Udine, e insieme a loro siamo venuti per consegnare la donazione. Venendo in queste zone siamo ritornati indietro di 40 anni, visto che nel 1976 anche noi abbiamo subito un terremoto distruttivo”.

 giardino assegno

“Non ci siamo mai dimenticati dell’aiuto ricevuto dopo il terremoto che ha distrutto i nostri paesi – fa eco Luigi Rovaris, del Gruppo Alpini di Billerio – così, quando dopo il sisma siamo stati contatti dalla Protezione Civile del Friuli, abbiamo dato la nostra disponibilità per portare il nostro aiuto. Avendolo, però, potuto fare solo per un tempo limitato, come prevedono le disposizioni della macchina di Protezione Civile, quando un’azienda del nostro territorio ha manifestato l’intenzione di dare un contributo noi abbiamo subito pensato a Cessapalombo, paese nel quale abbiamo prestato la nostra opera. Siamo ritornati non solo per portare i soldi, ma soprattutto per dire a questa popolazione che rimboccandosi le maniche si può tornare a rinascere. Noi in Friuli ce l’abbiamo fatta”.

giardino in comune

“La nostra speranza è quella di poter riprendere quanto prima la normale attività, quello che era un sogno interrotto – così Fabiana, titolare del “Giardino delle Farfalle” – Siamo davvero commossi dalla grande solidarietà ricevuta e il grande cuore delle persone riempie anche il nostro. Per poter ripartire confidiamo in una struttura alternativa che possa essere multi funzionale in modo da poter sopperire a quello che era l’uso della casa che, purtroppo, sarà da demolire”. Un comune, quello di Cessapalombo, che aveva fatto del turismo il volano della propria economia, come conferma anche lo stesso sindaco Giammario Ottavi. “Abbiamo progettato, lavorato, lottato, cercato di rilanciare il nostro paesaggio, il nostro ambiente e ci stavamo riuscendo. Avevamo alcune attività che stavano prendendo piede, come il Giardino delle Farfalle, Palazzo Simonelli, che facevano registrare circa cinquemila presenze l’anno. Purtroppo il terremoto è stata un’autentica catastrofe, ci ha distrutto e dobbiamo ricominciare da zero. Però non ci arrendiamo perché i nostri luoghi sono meravigliosi e devono essere riportati allo stato in cui erano prima del sisma. Questo è il nostro obiettivo e inizieremo cercando di far ripartire quelle attività che sono in difficoltà. Come amministrazione comunale abbiamo in progetto di riaprire quanto prima il Giardino delle Farfalle, grazie anche ai tanti enti e privati che hanno aderito e che ci mostrano continuamente la loro solidarietà. Se riusciremo ad allestire una struttura alternativa idonea, contiamo a Maggio di poter riaprire la nostra fattoria didattica e attraverso i nostri prodotti tipici rilanciare anche questo territorio. Abbiamo in animo anche di ripensare le altre manifestazioni che si svolgevano nel nostro comune, come la Taverna del Castello, che ovviamente non potrà essere nella sua sede tradizionale. La solidarietà ci dà la forza di lottare, ma abbiamo bisogno anche di un forte aiuto da parte dello Stato”. Un dramma che sta mettendo a dura prova la popolazione. “In molti – continua il primo cittadino – sono rimasti senza casa. Io stesso sono attualmente ospite nell’abitazione di un mio amico. Una situazione non facile da vivere, ma la speranza di tutti è quella di poter rientrare nelle nostre case e riprendere, così, la nostra quotidianità. Molte famiglie sono disorientate ed è nostro compito aiutarle perché tutti insieme ce la possiamo fare”.

 

giardino

 

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La Vicepresidente del Consiglio Regionale in visita nei più piccoli comuni terremotati -  il caso di Cessapalombo.

 

 

Anche oggi il Vicepresidente del Consiglio Regionale Marzia Malaigia si sta spostando da un comune all’altro dell’area maceratese colpita dal sisma. Il sopralluogo di stamane ha riguardato innanzitutto il territorio di Cessapalombo. A colloquio col vicesindaco e in giro per le frazioni disastrate, la Malaigia ha raccolto informazioni ed elementi utili per potere redigere una sorta di dossier anche per questa parte di provincia colpita dal sisma.

"La prima cosa che serve, e non solo ovviamente a Cessapalombo, dopo la prima fase di emergenza"- ha dichiarato "è il miglioramento delle linee telefoniche": i telefoni fissi sono tutti nelle case distrutte o inagibili, si ha la necessità di parlare velocemente e adeguatamente con i cellulari. Invito il Presidente della Regione ad impegnarsi anche in questa problematica ed i gestori che siano più operativi ed efficaci in una simile situazione.

Un'altra emergenza- ha aggiunto- è quella di un miglior coordinamento per far si che gli sfollati abbiano una degna collocazione; chi si sposta non può essere rimandato indietro perché sulla costa i locali indicati non avevano più posto: purtroppo è successo anche questo.  Vedere brandine per dormire ubicate nella sala del consiglio comunale, fa capire che qui ancora non sono arrivati adeguati strumenti di sostegno immediato e molto è stato fato grazie all’efficacia dell’amministrazione comunale e del preziosissimo aiuto del Corpo Forestale dello Stato e dei Carabinieri.    

Un altro appello ed un impegno da assumere è invece a livello di beni culturali: quello del salvataggio del crocifisso ligneo e dei quadri della Chiesa di San Benedetto di Montalto di Cessapalombo. Col crollo del campanile e del tetto della Chiesa ora queste importantissime opere d’arte sono sottoposte alla violenza delle intemperie.

Si invii inoltre il personale tecnico adeguato al Comune che non ha tecnici ed amministrativi e si trova in condizioni di elevato svantaggio nell’attività delle ricognizioni post sisma e nello smaltimento delle pratiche ordinarie. La Regione invii personale o si attivi affinché quello provinciale sia adeguatamente utilizzato nell’area. Un solo vigile urbano sopperisce troppi compiti e occorrono rinforzi adeguati. La gente si sente abbandonata e le istituzioni locali anche.

Si cerchi inoltre di riattivare il collegamento tra Cessapalombo e Caldarola: ho sperimentato a mie spese- ha affermato-  l’impossibilità di raggiungere Caldarola con l’auto e ho dovuto desistere.  

Ormai da qualche settimana impazza la “corsa alla fusione” fra comuni, che sta creando entusiasmi, ansia di novità, ma anche incertezze sul futuro, soprattutto fra le popolazioni coinvolte, mettendo, tra l'altro, seriamente a rischio equilibri da tempo consolidati. In quello che fino a ieri era il cosiddetto territorio dei 5 comuni, all'interno dell'Unione Montana dei Monti Azzurri, ha giocato d'anticipo e di sorpresa il sindaco di Camporotondo di Fiastrone, Emanuele Tondi, che ha deciso di percorrere la strada della fusione per incorporazione a Tolentino, rischiando ora di rimanere escluso dal progetto inerente il territorio di cui Camporotondo “naturalmente” fa parte. I sindaci degli altri 4 comuni, Roberto Paoloni (Belforte), Luca Giuseppetti (Caldarola), Giammario Ottavi (Cessapalombo), Silvia Pinzi (Serrapetrona), infatti, si sono riuniti insieme alle rispettive giunte, lunedì 14 marzo, per chiarire alcune situazioni che li hanno visti protagonisti nelle ultime settimane. In un comunicato rilasciato congiuntamente al termine dell'incontro, i 4 primi cittadini hanno evidenziato come “l’Amministrazione di Camporotondo durante le assemblee pubbliche ha rilasciato dichiarazioni non veritiere” e, non apprezzando di essere stati considerati come coloro che “in questo territorio hanno voluto frenare una reale collaborazione fattiva tra i 5 Comuni, vogliono con forza rivendicare i risultati ottenuti in questi anni nella messa a sistema dei servizi e le tantissime collaborazioni tra le varie realtà amministrative. Maggiore concretezza e senso di appartenenza tra le quattro realtà amministrative, analisi dei vantaggi di un processo di fusione vera dei comuni nell'interesse del territorio, accelerazione della messa a sistema dei servizi aggregati per intraprendere un percorso di difesa e rilancio del territorio sono gli obiettivi primari che le quattro amministrazioni hanno messo come priorità nella loro agenda di lavoro.

 

Approfondimenti sul tema nel settimanale L'Appennino camerte in edicola venerdì 18 marzo

Queste "pazze" fusioni. La "moda del momento" sta creando entusiasmi, ansia di novità, ma anche incertezze sul futuro, soprattutto fra le popolazioni coinvolte, rischiando di mettere seriamente a rischio equilibri da tempo consolidati. Tipico caso quello che riguarda i cosiddetti 5 comuni appartenenti all'Unione Montana dei Monti Azzurri, dopo il sasso lanciato nello stagno dal sindaco di Camporotondo di Fiastrone, Emanuele Tondi, che ha deciso di percorrere la strada verso Tolentino. A ciò si aggiunge la mai nascosta "simpatia" di Cessapalombo per Camerino per mettere sul "chi vive" i primi cittadini di Belforte del Chienti, Caldarola, Serrapetrona. Un incontro tra i sindaci dei 5 comuni interessati è previsto nei prossimi giorni per fare il punto della situazione, chiarire le rispettive posizioni e studiare eventuali strategie future per il territorio. Preoccupazioni riguardo la situazione che si è venuta a creare sono espresse dal sindaco di Caldarola, Luca Giuseppetti, contrario ad una fusione per incorporazione in un comune più grande. "Questi nostri piccoli comuni – il pensiero del primo cittadino del paese dei cardinali Pallotta – avranno vantaggi solo se riusciranno a fondersi tra loro, senza andarsi ad ingolfare con una realtà molto più grande. Questo perchè il futuro sindaco che sarà eletto, sicuramente proveniente dal comune di maggiori dimensioni, avrà senz'altro accortezza per il comune inglobato, ma non conoscerà mai a fondo le situazioni specifiche dei territori più piccoli e della popolazione che li abita. Da parte mia spero di poter arrivare ad una fusione, ma di farla con gli altri comuni del nostro territorio. Penso sia questa la soluzione migliore anche per le future generazioni. Se, infatti, non vogliamo far morire i nostri paesi, dobbiamo dare ai giovani che li abitano la possibilità di costruirvi il proprio futuro. Vorrei che dall'incontro che avrò con i miei colleghi sindaci scaturisca la proposta di un comune unico, che sia però del nostro territorio".  

Prende ufficialmente il via il progetto "L.U.M.A.C.A. - Laboratorio Unione Montana dei Monti Azzurri Centri di Aggregazione", presso il Centro di Aggregazione del Comune di Camporotondo di Fiastrone.

Il progetto, della durata di 12 mesi, è cofinanziato dalla Regione Marche e dal Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale, ed è realizzato dall'Unione Montana dei Monti Azzurri in collaborazione con i Comuni di Camporotondo, Loro Piceno, Cessapalombo, Sant'Angelo in Pontano, Colmurano, Società Cooperativa PARS, Associazione Comunità Attiva, Associazione Coroncina. L'iniziativa nasce dalla volontà di mettere a sistema luoghi di aggregazione giovanile, competenze, idee ed iniziative innovative volte congiuntamente alla creazione di ulteriori opportunità per le giovani generazioni e alla valorizzazione del territorio dell'Unione Montana dei Monti Azzurri (beneficiari diretti saranno i giovani da 18 a 35 anni del

territorio).

 

 

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Fusione dei piccoli comuni. La questione è quanto mai attuale vista la forte accelerazione data al riguardo dal governo centrale nell'ottica del miglioramento dei servizi e del contenimento dei costi. Un argomento che infiamma anche il dibattitto tra gli amministratori, soprattutto nei piccoli e medi centri montani. Un progetto su cui si sta lavorando alacramente nei comuni di Visso e Castelsantangelo sul Nero, con Ussita che sembra non uscire dalla sua posizione di stallo, per dare vita al comune di Altonera. Un problema sollevato a Camerino dal consigliere di minoranza Pietro Tapanelli, che vedrebbe di buon occhio l'unione dei comuni della Marca anche con Castelraimondo e San Severino. Una questione che riguarda da vicino anche il territorio dei 5 comuni di Belforte del Chienti, Caldarola, Camporotondo di Fiastrone, Cessapalombo, Serrapetrona, che svolgono già in forma associata gran parte dei servizi e che sono "reduci" dall'esperienza, negli anni '80, di una sorta di unione ante litteram attraverso la vicenda, oggi conclusa, del Con.Turi.Sport.

Cosa pensano dell'eventuale fusione i sindaci dei territori interessati?

La risposta nel numero del settimanale L'Appennino camerte in edicola venerdì 12 febbraio...

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