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Alta tecnologia per l’Istituto di istruzione superiore “Costanza Varano” di Camerino. Nel polo scolastico in località Madonna delle carceri sarà infatti realizzata una infrastruttura Li-Fi che permetterà il contemporaneo accesso alla rete degli studenti e del docente presenti all’interno dell’aula multimediale, annullando le emissioni di campi elettromagnetici nella scuola. Si tratta del primo impianto installato in una scuola della Provincia.

Il progetto innovativo, dal costo di quasi 60mila euro, viene finanziato con il bando regionale “Servizi Scolastici: rete locale Wireless “zero EMF” POR-FESR 2014/2020 Asse 2 Azione 6.2.1B”, che intende conseguire la finalità di sperimentare nuove tecnologie ad alta velocità ed emissione di radiofrequenza nulla o minimale.

Il bando è stato presentato dalla società in house providing Task SRL, incaricata con decreto del Presidente, Antonio Pettinari.

Il Li-Fi (Light Fidelity) è una tecnologia wireless innovativa che, per trasmettere dati e informazioni, utilizza le onde luminose emesse da una lampadina a LED anziché le onde radio.

Grazie alle sue caratteristiche uniche quali velocità di trasmissione dati, connessione senza fili in assenza di onde radio, estrema sicurezza e accuratezza, questa tecnologia potrebbe arrivare presto a sostituire la tecnologia Wi-Fi in molti ambiti applicativi, specialmente in ambienti interni. I vantaggi del Li-Fi rispetto al Wi-Fi sono considerevoli: offre maggiore larghezza di banda (il Li-Fi può raggiungere una velocità di trasmissione datisuperiore ai 10 Gbps), efficienza, disponibilità e sicurezza migliori, trasferimento dei dati più veloce.

La nuova infrastruttura prevede l’installazione di apparecchi di illuminazione Li-Fi a copertura di più postazioni di lavoro. Ogni sistema emettitore ha al suo interno un modem che modula la luce a velocità impercettibile come avviene per i segnali radio; la lampadina funge quindi da Li-Fi router.

La luce viene rilevata da 18 adattatori dongle abilitati che, una volta inseriti nella presa USB del PC, ritrasmettono i dati all’apparecchio di illuminazione tramite un collegamento ad infrarosso. Il flusso dei dati viene codificato e modulato successivamente da un software, che li traduce in impulsi luminosi ad alta frequenza.

A questo punto la lampadina a LED, emettendo migliaia di impulsi luminosi al secondo, garantisce la rapidatrasmissionedeidati.
“Circa 1100 chilometri su 1200 di strade provinciali coinvolte dalla neve e dal ghiaccio”. Con queste parole il presidente della provincia Antonio Pettinari ha spiegato l’importante operato svolto dalla sua amministrazione in particolare durante lo scorso fine settimana.

“Fin dalla mattina del sabato la viabilità era garantita sulle strade provinciali - prosegue Pettinari - nonostante sia stato interessato tutto il territorio: questo perché c’è una grande organizzazione e un lavoro fatto con serietà, sia dai dipendenti, con la struttura tecnica, e sia dalle ditte che si occupano dello sgombero neve e delle operazioni altrettanto fondamentali di spargi sale. Questa annata non è impegnativa come quella del 2012 e del 2017 in cui ci furono fenomeni atmosferici pesanti, ma tra novembre 2020 e il fine settimana appena trascorso abbiamo già speso circa 700mila euro per queste operazione, somme ingenti riguardo alla situazione in cui versano gli Enti e soprattutto le Province”.

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Complessivamente l’Amministrazione provinciale ha in dotazione 20 mezzi attrezzati per la neve, di cui 5 turbine. Inoltre, per situazioni come queste di spazzaneve e spargi sale,vengono effettuate delle procedure di appalto biennali.

“I 1200 km di strade provinciali sono divise in 57 lotti, che vengono individuati in base al rischio di innevamento: un lotto della costa è molto più esteso di quello della montagna. Cinquantasei sono le ditte impegnate; il lotto non assegnato è coperto direttamente dalla Provincia con i suoi mezzi. L’impresa che partecipa deve garantire l’intervento in 30 minuti, quindi stiamo parlando di aziende che sono sul territorio. Tuttavia, in situazioni complesse, non è sufficiente l’operato della singola ditta e c’è bisogno di rafforzare il lavoro per accelerare la percorribilità delle strade colpite da fenomeni nevosi, con un intervento delle nostre turbine e dei nostri mezzi. Trenta sono i nostri cantonieri e questo fa capire quanto l’Ente sia sottodimensionato. Da diversi anni sono bloccati i concorsi per le Province e alcuni dipendenti sono stati trasferiti in altri Enti, mentre altri ancora sono andati in pensione: tutto questo ha portato a una riduzione delle risorse umane e c’è la necessità di riassumere personale”.

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In conclusione Pettinari ricorda che di fronte a fenomeni nevosi intensi serve la collaborazione di tutti, istituzioni e persone. “È chiaro che la nostra priorità è la sicurezza dei lavoratori, operare sulla neve non è una passeggiata e quando ci sono situazioni di pericolo blocchiamo l’intervento. È successo, ad esempio, tra la notte del 25 e il 26 gennaio scorso: in altitudine c’era una bufera di neve e per tutelare le persone abbiamo sospeso l’intervento notturno per riprenderlo nel giorno successivo. Questa decisione salvaguarda chi sta lavorando ma al tempo stesso anche chi si muove in auto, che potrebbe improvvisamente, trovarsi in situazioni molto difficili. In montagna non ci si può avventurare”.

Approvato dal Presidente della Provincia di Macerata Antonio Pettinari il progetto di fattibilità tecnica economica per i lavori di consolidamento, miglioramento sismico, restauro e riparazione del palazzo centrale, in corso della Repubblica a Macerata.

La sede principale era, infatti, stata danneggiata dal terremoto del 2016 che aveva reso inagibile una parte dell’edificio. Con i lavori effettuati nel 2020 è stato possibile mettere in sicurezza la porzione dello stabile e rendere tra l’altro di nuovo agibile la sala della presidenza in cui, oltre alle opere strutturali, si è intervenuto con il restauro e la ripresa degli stucchi e dei dipinti delle pareti e del soffitto dove sono ritratti gli stemmi di dodici Comuni del territorio (Macerata, Cingoli, Pausula (l’attuale Corridonia), San Ginesio, San Severino Marche, Tolentino, Civitanova Marche, Treia, Recanati, Potenza Picena, Matelica, Camerino).

Dopo questo primo stralcio di un importo di 260 mila euro, ora la Provincia di Macerata passa alla seconda fase, molto più corposa, con un progetto del valore complessivo di quasi, 3,5 milioni di euro. L’intervento ha ricevuto dall’Ufficio Speciale Ricostruzione l’esito positivo per quanto riguarda la verifica della congruità dell’importo richiesto e viene finanziato con i fondi del terremoto.

Il lavoro di consolidamento, miglioramento sismico, restauro e riparazione sarà complesso, in quanto l’edificio per la sua varietà tipologica e singolarità costruttiva, dovuta anche alle notevoli trasformazioni subite nel corso della storia, non consente di utilizzare un intervento standard, ma una serie di sistemazioni di opere locali su porzioni distinte del fabbricato, studiate caso per caso, al fine di garantire le esigenze di conservazione del bene, preservarlo dai danni sismici e assicurare i requisiti di sicurezza necessari in relazione alla fruizione e alla funzione svolta.

“Lo scorso agosto abbiamo concluso con un notevole anticipo rispetto al termine previsto dal contratto il primo stralcio - afferma il Presidente Antonio Pettinari - e di fatto tutto l’edificio è tornato agibile. Ora proseguiamo con questo nuovo intervento che rende necessario un attento e puntuale studio del fabbricato per definire un lavoro non invasivo data la complessità di questo Palazzo, la cui origine risale alla costruzione dei Padri Filippini tra il ‘600 e il ‘700”.
c.c.
Tornerà transitabile nelle domeniche di giugno, settembre, ottobre e nei fine settimana di luglio e agosto, nonché tutti i giorni nel periodo di Ferragosto la strada provinciale 136 di Pian Perduto, arteria che collega l’Alto Nera con Castelluccio di Norcia interessata dalle opere di ripristino dopo il terremoto del 2016. A darne notizia il presidente della provincia di Macerata Antonio Pettinari all’esito di un sopralluogo con i responsabili di Anas, della Protezione Civile e gli amministratori del territorio interessato. “Una decisione presa per consentire il transito dei turisti e dare ossigeno ad un territorio martoriato – il commento del presidente Pettinari – nonostante i lavori abbiano subito rallentamenti e ritardi in uno dei lotti più importanti. Purtroppo per vari motivi il crono programma non è stato rispettato e per questo abbiamo ritenuto opportuno fare il sopralluogo per capire quelle che possono essere le iniziative da adottare. La cosa importante, però, è che la strada almeno fino ad ottobre tornerà ad essere parzialmente transitabile”.

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