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Rimborsi Irpef e buste paga pesanti. Il ricorso collettivo presentato da CISL Marche è ormai vicino alle 2000 adesioni e vede in programma altre tre assemblee nei prossimi giorni: il 9 ottobre a Matelica, il 10 a Macerata e il 13 a San Ginesio. Rocco Gravina, responsabile CISL Camerino, ha parlato dell’azione sindacale in atto ai microfoni di Radio C1 inBlu: “Abbiamo preparato le istanze per il rimborso di quanto pagato indebitamente. Nell’ultima modifica del decreto ‘busta paga pesante’ è stata esclusa, a nostro parere ingiustamente, una moltitudine di cittadini del cratere”.

Stando al decreto, il rimborso, pari al 70% dell’Irpef, spetterebbe soltanto a chi ha presentato richiesta, ai tempi del sisma, per la busta paga pesante, escludendo chi invece non aveva provveduto a richiederla.

“Le assemblee nascono per questo motivo, siamo già stati a San Severino, Tolentino e Cingoli proponendo un ricorso collettivo, con scadenza il 30 ottobre. Per noi è un trattamento discriminatorio e ingiusto, oltre che illegittimo e non costituzionale. Chiediamo che, visto che gli esclusi sono veramente molti, tutti ricevano lo stesso trattamento, anche coloro che nell’immediato dopo sisma, per vari motivi, non avevano fatto richieste ma risiedono comunque all’interno dei comuni del cratere”.

L’argomento sarà approfondito nel numero de “L’Appennino Camerte” della settimana prossima.

Red.
Lavoratori e pensionati delle aree del cratere sismico che nel corso del 2017 hanno usufruito dell'opportunità della sospensione dell'irpef, la cosiddetta busta paga pesante, a far data da ieri 15 gennaio, debbono tassativamente  iniziare a restituirla. Una restituzione che prospetta giornate di duro lavoro per i CAF ma anche una serie di preoccupazioni per i cittadini che solo da due giorni ne hanno avuto notizia. In due anni i tempi della restituzione dell’irpef sono cambiati ben cinque volte e ben sei volte sono state modificate le date per iniziare a farlo, senza contare che le proroghe sono arrivate in alcuni casi anche dopo la scadenza. Il che ha fatto sì che alcuni cominciassero già a restituire e, in certi casi, anche prima che il governo decidesse per lo sconto del 60 per cento sugli importi dovuti.

“Speriamo possa dissolversi l’incubo che è durato tre anni – dice il Segretario generale  CISL Marche Marco Ferracuti -. Le varie deroghe che ci sono state, i cambiamenti e un bel po’ di confusione, hanno creato infatti molta instabilità, insicurezza e anche rabbia tra gli abitanti del cratere. 
Almeno da ieri dunque, ed è la scadenza ultima, - spiega Ferracuti-, tutti coloro che hanno usufruito della sospensione dell'irpef, cioè della busta paga pesante, debbono necessariamente iniziare la restituzione. Ricordo che si può fare in due modi: in primo luogo tramite il sostituto d'imposta e il datore di lavoro. A tal proposito, apro un inciso: se si è pensionati o dipendenti pubblici, qualora la restituzione venga chiesta al datore di lavoro, questi è obbligato a farlo; se invece si è dipendente privato, l'azienda può decidere di farlo o meno per conto del lavoratore. In ogni caso, il lavoratore pensionato può procedere autonomamente tramite l'F24. Si va quindi in un CAF che fa il conteggio e poi si restituisce scegliendo tra banca, poste o tramite internet banking e la restituzione può essere costituita da unica rata o da più rate fino ad un massimo di 120”.
Quanto a chi,avvalendosi dei Caf o autonomamente, ha già iniziato a restituire l’Irpef anche prima che il governo decidesse per lo sconto del 60% sul dovuto- continua Ferracuti-  qualora avessero già pagato qualche rata, debbono comunicare il sostituto d'imposta e accertarsi che l’importo venga ricalcolato tenendo conto della riduzione del 60% che va tolta dal totale delle rate pagate. Bisogna tener presente che non è un calcolo semplice e, nel caso di sostituto d'imposta occorre verificare dal cedolino busta paga o delle pensioni che il ricalcolo sia avvenuto; coloro che invece si sono recati nei CAF per farsi fare l'F24, debbono tornarci perché da soli è impossibile farlo. E’ necessario rifare il famoso F24 e poi, se questo è stato fatto, ridare mandato all'istituto di credito per fare l’addebito. Quanto al problema che riguarda chi ha goduto della sospensione ma magari a giugno o a ottobre ha restituito tutto in un'unica soluzione, sebbene queste persone debbano legittimamente poter recuperare il 60%, non essendoci stato tuttavia uno specifico richiamo nel decreto, l 'Agenzia delle Entrate non ha ancora dichiarato quali siano le modalità per cui, in questo momento il recupero è impossibile”.
Altro dei nodi da sciogliere,  quello che riguarda l'ISEE; fino all'anno scorso non era necessario dichiarare gli immobili inagibili ma, forse per una dimenticanza, la norma non è stata prorogata.
“ E’ una questione che bisogna risolvere velocemente - afferma Fearracuti-. Spero che si sia trattato di 'svista' ma effettivamente nella finanziaria non c'è la copertura degli immobili inagibili e questo significa che, se tutto dovesse rimanere così, chi ha un immobile inagibile e deve fare l’ISEE, dovrà inserire l’immobile inagibile tra i propri redditi. Una palese ingiustizia per la quale ci auguriamo che il governo provveda a correggere la norma. Ricordo che anche lo scorso anno c'era stata la stessa disattenzione, poi successivamente recuperata. Certo è che risulta davvero incomprensibile questa modalità che speriamo venga al più presto corretta e, proprio per questo, a meno che non vi sia una scadenza domani, stiamo dicendo di aspettare a fare l'ISEE altrimenti si avrebbe un reddito falsato.
Da parte nostra- conclude il Segretario generale Cisl Marche Ferracuti-  abbiamo pertanto sensibilizzato il governo e i nostri parlamentari affinché risolvano queste due incresciose situazioni, sia quella riguardante chi ha restituito in un'unica soluzione e deve recuperare il 60% , sia il tema degli immobili inagibili che non possono fare reddito. Questioni che vanno dunque corrette, inserendo la necessaria dicitura nel decreto 189”.
C.C.

Serve un cambiamento decisivo, qualcosa che possa rappresentare la svolta per quei comuni paralizzati da ormai due anni e mezzo di nulla cosmico che ha prodotto l’impianto normativo post-sisma 2016.

È divenuta ormai una litania eppure i sindaci sono costretti ancora a ripeterla: “Serve un cambiamento, serve un cambio di marcia”.

Alcuni primi cittadini si sono confrontati oggi pomeriggio a Caldarola nel corso dell’incontro organizzato dalla Cisl dopo la campagna di ascolto delle comunità nei luoghi del sisma. Campagna dalla quale sono emersi dati impietosi sulla rassegnazione e la sfiducia dei cittadini del cratere.

“Per il futuro - ha esordito Mauro Falcucci, sindaco di Castelsantangelo sul Nera - servono certezze, cioè delle norme. E soprattutto serve tutta una serie di agevolazioni altrimenti sulle nostre montagne sarà inutile ricostruire. Ad oggi le aree interne sono state completamente dimenticate e la politica deve scegliere una volta per tutte se vuole far vivere le montagne oppure no. Se sì, servono delle norme ad hoc e allora varrà la pena aspettare”.

Per il padrone di casa, Luca Maria Giuseppetti, “serve che qualcuno dimostri che l’aria è cambiata. Stiamo andando avanti senza una legge speciale e noi sindaci ci stiamo finendo il fegato perché noi possiamo fare ben poco. Quel che è certo è che non si possono curare tutti i mali con la stessa medicina”.

Più forte lo sfogo di Gianluca Pasqui, di Camerino che da tempo porta avanti l’idea di trovare soluzioni specifiche per i comuni il cui tessuto socio-economico sia stato distrutto dal sisma: “Sono tre anni che non facciamo che parlare ed è praticamente l’unica cosa che possiamo fare. Con l’impianto normativo che abbiamo - ha detto - i tempi della ricostruzione non saranno celeri. A monte le cose non funzionano pertanto o avviene un cambiamento importante oppure - ha ironizzato rivolto al commissario Farabollini - mi dovrete insegnare come potrò avere una ricostruzione fattiva”.

Giuseppe Pezzanesi, primo cittadino di Tolentino, ha sottolineato da parte sua l’importanza di non suddividere il cratere ma di restare uniti, ponendo poi due quesiti importanti ai fini della ricostruzione: “Ci sono i soldi? È una domanda lecita che di dobbiamo porre. Poi ci sono altri due problemi, uno normativo e uno delegativo. Il governo ci ha messo ben 7 mesi per permettermi di realizzare le case in contrada La Rancia con lo stesso procedimento delle Sae. È incredibile. La politica deve cambiare le norme che non vanno”.

Diverso il caso di Rosa Piermattei, sindaco di San Severino, comune colpito dal terremoto fortemente, ma non nel centro storico. Le scosse hanno colpito per lo più le zone esterne: “la modalità con cui siamo stati colpiti dal sisma ci ha permesso di andare avanti e continuare a vivere. Vorremmo andare veloci nella ricostruzione leggera e mi chiedo però come mai on venano presentati i progetti. Serve scandire i tempi e snellire anche i procedimenti per la ricostruzione pesante”.

A chiudere sono stati i sindaci Roberto Paoloni e Silvia Pinzi, rispettivamente di Belforte e Serrapetrona.

“Tutto l’impianto normativo - ha detto il primo - ha esautorato i nostri poteri. Così non funziona più. Per la paura delle infiltrazioni mafiose c’è stata una mancanza di fiducia vera e propria. Qualora si decidesse ora di lasciare più potere ai sindaci abbiamo bisogno di risorse e norme e soprattuto che ci si fidi di noi, dei cittadini, dei sindacati e di chi si impegna per il territorio”.

Gaia Gennaretti

Un incontro non senza polemiche, soprattutto dopo l’intervento del commissario Farabollini, quello che si è svolto oggi pomeriggio a Caldarola, organizzato dalla Cisl per presentare i risultati della campagna di ascolto dei cittadini terremotati. 

Tremila quelli a cui è stato sottoposto un questionario da cui sono emersi dati non certo positivi ma un sentimento di sfiducia e incertezza.

A parlarne Sauro Rossi, segretario generale Cisl, Rocco Gravina di Cisl Tolentino, Marco Ferracuti segretario regionale del sindacato, Cesare Spuri, direttore dell’ufficio speciale ricostruzione e Valerio Valeriani, coordinatore ambiti sociali 16,17 e 18.

Insieme a loro, hanno espresso il loro punto di vista alcuni sindaci: Giuseppe Pezzanesi di Tolentino, Luca Maria Giuseppetti di Caldarola, Gianluca Pasqui di Camerino, Rosa Piermattei di San Severino, Mauro Falcucci di Castelsantangelo sul Nera, Roberto Paoloni di Belforte e Silvia Pinzi di Serrapetrona.

Presenti fra gli altri anche il commissario straordinario Piero Farabollini e l’assessore regionale Angelo Sciapichetti.

“Dobbiamo partire dall’ascolto del territorio - ha affermato Rossi - per valutare gli interventi, dare sostegno alle necessità dei cittadini ma soprattutto per condividere con loro un’idea di futuro. Altrimenti non è possibile ricostruire le comunità. Questa campagna di ascolto ci ha permesso di raccogliere tanti elementi che utilizzeremo nel confronto con le amministrazioni, Regione e Commissario per dare una prospettiva concreta al rilancio di questi territori”.

Nessuna novità rispetto a quanto è già noto da tempo. Nel questionario le persone hanno espresso il bisogno di partecipazione e coinvolgimento, ma anche di socialità. “I tempi della ricostruzione - ha spiegato Gravina - sono senz’altro la preoccupazione e l’incertezza più grande. Servono centri di aggregazione e servizi assistenziali e socio-sanitari”.

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La sfiducia è il sentimento che accomuna i cittadini del cratere e su questo punto si è soffermato Ferracuti: “La fiducia non si evoca ma si costruisce con atti concreti, quotidiani, che vanno nella direzione delle persone. Servono spazi di partecipazione dove i cittadini possano esprimere la loro opinione e fare richieste. La discussione sul rilancio deve prevedere dei tavoli territoriali di partecipazione dove almeno le parti sociali possano individuare insieme progetti di sviluppo. Gli abitanti devono essere protagonisti del futuro di queste terre”.

A Cesare Spuri il compito di fare il punto sull’andamento della ricostruzione privata fra tempi lunghi e iter burocratici al limite della sostenibilità: “I tempi non sono quelli dell’immediatezza perché in tutte le procedure della ricostruzione la trasparenza e la sicurezza sono parole d’ordine che vengono coniugate con tante attenzioni. Cosa si può fare? Si deve trovare quell’equilibrio tra le esigenze di legalità e l’umana necessità di ritornare a casa. Spero che questa operazioni a breve arrivi a un capolinea e si trovi una strada da prendere. Nelle Marche - aggiunge - a dispetto del 45 per cento di personale in meno che abbiamo rispetto a quello che ci doveva essere assegnato, abbiamo circa 4mila pratiche depositate all’Usr. Ne sono state decretate circa 2mila, le altre sono in lavorazione di cui un 60 per cento è fermo nei Comuni per il via libera (sanatorie, condoni, piani particolareggiati, e altro). La macchina lavora, una struttura che in un anno e mezzo eroga 300milioni di euro di contributi non si può dire che non lavori. Poi bisogna raffrontarlo con tutto ciò che c’è da fare senza mai dimenticare però - sottolinea - che la filiera non è solo riferita alla parte pubblica, ma inizia prima: da chi deve cercare i tecnici e dai tecnici che devono fare i progetti e io ho la sensazione che sia chi deve iniziare e sia chi deve realizzare siano già in grave affanno perché a noi arrivano circa 50 progetti a settimana che sono più o meno quelli che decretiamo. Non siamo affogati dai progetti, arrivano in numero abbastanza limitato il che significa che un po’ tutto il percorso è sotto sforzo”.

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Il Commissario Farabollini ha ammesso che quanto è stato fatto fin ora può non essere stato percepito ma ha parlato di segnali positivi nel coinvolgimento dei territori, nella questione delle anticipazioni ai professioni e non solo: “Per la ricostruzione leggera c’è la volontà dei comuni di essere i reali artefici. Noi ci stiamo attivando per poter dare forze, competenze, e organizzazione per procedere in questa direzione. Analogamente si ragionerà per i danni pesanti. Ovviamente sono azioni che richiedono coordinamento e compartecipazione di tutti. Noi metteremo a disposizione competenze, risorse e forze. Questo permetterà una velocizzazione. Si sta lavorando per l’anticipazione delle prestazioni professionali del 50 per cento e stiamo ragionando sulle modalità con cui erogarle. Inoltre stiamo lavorando per trovare il giusto coinvolgimento di tutte le parti per quanto riguarda il durc di congruità”.

Gaia Gennaretti

Con un'iniziativa pubblica a Caldarola, Cisl Marche, Cisl Macerata, Cisl Tolentino-Camerino, chiudono la campagna di ascolto realizzata  nelle aree maceratesi del cratere, attraverso assemblee pubbliche nelle aree SAE, interviste alla popolazione e raccolta di dati e proposte.  Un grande lavoro quello svolto dalla Cisl nel corso degli ultimi tre mesi, concretizzatosi nel dare voce ai territori colpiti dal sisma con il coinvolgimento di oltre 3000 persone e la raccolta di più di 500 questionari anonimi tra lavoratori e pensionati.

Gli esiti della campagna d’ascolto saranno illustrati giovedì 21 marzo alle ore 15.00 nel corso dell’incontro pubblico organizzato a Caldarola, e che vedrà coinvolte le istituzioni regionali e del territorio.

L’evento sarà strutturato in tre parti distinte. Nel corso della prima sessione, il Segretario generale della Cisl Marche, Sauro Rossi, e i responsabili della Cisl di Macerata, Silvia Spinaci, e della Cisl di Tolentino – Camerino, Rocco Gravina, illustreranno i dati emersi dalla campagna di ascolto e saranno presentate testimonianze di alcune delle persone coinvolte. Chiuderà la prima sessione il responsabile per il territorio maceratese della Filca Cisl Marche,Jacopo Lasca che, nel suo intervento, non mancherà  di sottolineare l’importanza della tutela del lavoro e della legalità, in quello che si appresta a diventare il cantiere più grande d’Europa.

Protagonisti della seconda sessioneLa visione degli amministratori”, saranno invece i primi cittadini dei territori colpiti dal sisma. Alla tavola rotonda prenderanno parte i sindaci  di Castelsantangelo sul Nera Mauro Falcucci, di Caldarola Luca Maria Giuseppetti,  di Camerino Gianluca Pasqui, di Tolentino Giuseppe Pezzanesi, di San Severino, Rosa Piermattei e il Coordinatore degli Ambiti Territoriali Sociali 16 17 e 18, dott.Valerio Valeriani.

L’incontro pubblico si concluderà con la tavola rotonda “ Ricostruire e rigenerare: come e quando?” che vedrà coinvolte in prima persona, le istituzioni nazionali e regionali, con la partecipazione dell’assessore regionale Angelo Sciapichetti, del  Direttore dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione Cesare Spuri del Commissario per la Ricostruzione Piero Farabollini,. A rappresentare la Cisl Marche sarà il Segretario regionale Marco Ferracuti.

C.C.

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