Lunedì  (11 febbraio) torna a riunirsi il Consiglio comunale di San Severino. Tra gli argomenti all’ordine del giorno della seduta convocata per le 16 nell’ex sala udienza del Giudice di Pace, a palazzo Governatori, figurano le comunicazioni del Sindaco, Rosa Piermattei, l’approvazione dell’atto di indirizzo riguardante la municipalizzata Assem Spa per la stipula di un contratto di rete, la determinazione delle aliquote per l’anno 2019 dell’Imu, l’Imposta Municipale Propria, di quelle della Tasi, il Tributo per i Servizi Individuali, e dell’addizionale comunale all’Irpef.

L’Assise settempedana, inoltre, sarà chiamata ad approvare il Piano finanziario e le tariffe della Tari, la Tassa rifiuti, sempre per l’anno 2019 oltre al Programma dei lavori per il triennio 2019/2021 e quello biennale per gli affidamenti di servizi e forniture per il 2019/2020.

Tra gli argomenti della seduta anche il Piano di alienazione del patrimonio comunale, la ricognizione e la determinazione dei prezzi per l’anno 2019 delle aree e i fabbricati da destinare ad attività produttive e terziarie, l’approvazione del Documento unico di programmazione per il 2019-2021 e l’approvazione del bilancio di previsione 2019-2021 oltre alle variazioni al bilancio previsionale 2019-2021. Sarà poi discussa l’approvazione definitiva del piano di revisione delle società partecipate e una variante parziale al Piano regolatore.

Infine nell’Odg del Consiglio figurano due interrogazioni sulla manutenzione del monumento ai Caduti della Resistenza e sulla realizzazione di una centralina idroelettrica in prossimità del Ponte Sant’Antonio e una mozione in tema sanità presentata dai consiglieri Massimo Panicari, Gabriela Lampa e Mauro Bompadre.

Lunedì prossimo torna a riunirsi il Consiglio comunale di San Severino. L’appuntamento è alle 20:30 e tra gli argomenti all’ordine del giorno,figurano la ratifica della delibera di Giunta sulle variazioni al bilancio di previsione 2018-2020 per parziale destinazione delle donazioni sisma alla sistemazione dell’area adiacente la nuova scuola provvisoria di via Lorenzo d’Alessandro, la sostituzione di un componente della Commissione locale per il paesaggio, la regolarizzazione dello stato di fatto dei confini tra la corte della scuola media “P. Tacchi Venturi” e quella di un fabbricato privato adiacente. L’Assise settempedana sarà infine chiamata a votare la mozione presentata dal consigliere Mauro Bompadre relativa ad azioni da intraprendere per l’adesione all’operazione “Plastic free” proposta dal ministero dell’Ambiente.

Sarà a San Severino il prossimo 12 settembre il ministro dell’istruzione Marco Bussetti. Prenderà parte all’inaugurazione della nuova scuola temporanea in via Lorenzo d’Alessandro, dedicata a quelli che un tempo erano i piccoli studenti della Luzio. A darne notizia, ieri sera, è stata il sindaco di San Severino Rosa Piermattei in apertura del consiglio comunale. 

Dopo aver fornito alcuni numeri del sisma, in realtà rimasti invariati rispetto a quelli dati all’inizio del mese, ha fatto sapere che “Bussetti ha accolto con piacere il nostro invito ad essere presente alla cerimonia del taglio del nastro che era in programma per il 5 settembre ma che abbiamo posticipato al 12 per permettergli di partecipare”. 

Piermattei ha poi confermato lo sblocco del cantiere di ricostruzione dell’Itts Divini dopo il pronunciamento del Tar su due ricorsi presentati da due aziende arrivate rispettivamente seconda e terza alla gara d’appalto. Vanno anche avanti secondo il cronoprogramma anche i lavori dei laboratori di cui è stata montata la struttura metallica. 

“Oggi (cioè ieri, ndr) sono iniziati i lavori di viale Bigioli per il rifacimento della pubblica illuminazione e la sistemazione dei marciapiedi. Questa settimana inizieranno anche i lavori di ristrutturazione dell’edificio di via Porta Romana e la messa in sicurezza di Porta San Francesco. Siamo in attesa - ha poi aggiunto - di un controllo dell’Anac per quanto riguarda i lavori di messa in sicurezza della torre di Carpignano che sono stati affidati provvisoriamente a una ditta campana”.

In settimana termineranno anche i lavori di restauro conservativo della scala di accesso al museo archeologico di Castello al Monte così il complesso, reso inagibile dal sisma, potrà tornare ad esser fruibile. 

In ultimo, il primo cittadino ha fatto sapere che sono in via di conclusione anche i lavori del secondo stralcio per il complesso del Glorioso dove è ospitato il centro diurno per disabili “Il Girasole”. Le opere servono alla ristrutturazione degli spazi al primo piano del lazzaretto dove verrà ospitato il progetto “Dopo di noi”, interamente finanziato con donazioni.

Approvata dal consiglio comunale la mozione dei consiglieri Lampa e Panicari. Chiede che sindaco e giunta valutino l’opportunità di inserire nel regolamento di polizia urbana una norma che preveda l’applicazione di sanzioni contro chi chiede l’elemosina in spazi pubblici. La proposta è stata approvata all’unanimità.

Prima della discussione di alcuni punti relativi a variazioni di bilancio, ieri sera il consiglio comunale è stato aperto con le tradizionali comunicazioni del sindaco che ha illustrato la situazione post Sima e alcune novità: “Per quanto riguarda la ricostruzione privata, sono state presentare 192 pratiche, di cui finanziate 65 e concluse 11. Sono invece uscite dalla procedura perché troppo complessa e macchinosa, 13 pratiche di cui i proprietari hanno preferito accollarsi le spese usufruendo delle agevolazioni del Sisma Bonus”. Sono 876 i nuclei familiari che percepiscono il Cas, e a maggio sono stati liquidato 698.455 euro. Ci sono ancora 106 persone in hotel, 90 a San Severino. 

“A settembre inaugureremo la struttura scolastica temporanea in via Lorenzo d’Alessandro - aggiunge - i lavori dovrebbero finire entro luglio e nel frattempo è stato espletato anche l’appalto per la fornitura degli arredi interni. La scorsa settimana poi abbiamo affidato i lavori per la messa in sicurezza dell’Ipsia Pocognoni”. In merito alla nuova scuola Luzio, il sindaco ha fatto sapere che sono in via di ultimazione le verifiche preliminari per valutare i terreni, dopo di che verranno rese note. In merito alla ricostruzione dell’Itis invece, i lavori per i laboratori proseguono mentre quelli per il corpo principale sono ancora al palo per via di due ricorsi al Tar per i quali il pronunciamento è previsto entro il 18 luglio. Dopo aver ricordato i più recenti interventi e  il gran numero di eventi estivi che hanno già animato il centro, ha fatto sapere che “stiamo studiando con la Regione altre possibilità per far ripartire il turismo e portare la nostra città ad essere internazionale come tanti anni fa”.

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Non affatto scontato invece l’esito della discussione della mozione presentata dai consiglieri di centro destra che è stata approvata all’unanimità. 

Gabriela Lampa ha innanzitutto precisato quale sia l’interpretazione da dare alla proposta, ovvero decisamente non razzista né punitiva e né critica nei confronti dell’ordine pubblico. “Questa mozione - ha detto - vuole spingere a cercare soluzioni ad un problema benché embrionale e contenuto. In un contesto sociale e morale, ogni minimo sintomo, percezione di disagio, va ostacolata per la ricaduta formativa che si deve avere nel contesto sociale”.

D’accordo i consiglieri Mauro Bompadre del M5S e Pietro Cruciani: il primo ha espresso preoccupazione per la possibilità che i ragazzi che chiedono l’elemosina possano avere alle spalle un’organizzazione illegale, il secondo invece ha ribadito che si tratta di un problema da non sottovalutare: “Questi ragazzi talvolta entrano negli studi, negli uffici e in molti si sono lamentati perché viene meno il senso di sicurezza personale. Basta con la tolleranza gratuita”.

Da parte sua, Massimo Panicari ha ammesso che si tratta “di una soluzione non perfetta ma serve a far capire a questi ragazzi che non c’è accoglienza senza formazione e integrazione e soprattutto che si trovano in un Paese in difficoltà. Dobbiamo essere l’argine di un problema embrionale prima che possa dilagare. Noi puntiamo sul concetto formativo dell’accoglienza, non siamo fascisti o xenofobi, cerchiamo di dare una corretta lettura ad un problema che non può essere nascosto”. 

 La maggioranza si è trovata d’accordo nella necessità di trovare una soluzione finalizzata al decoro urbano e all’ordine: “A San Severino, in località Rocchetta, sono ospitati 17 richiedenti asilo ma non sono mai loro a praticare l’accattonaggio. Si tratta di persone che esulano dai programmi di accoglienza. Ci impegniamo comunque a valutare l’opportunità di inserire un nuovo articolo nel regolamento di polizia urbana, frutto di un apposito tavolo di lavoro con presenti tutti gli assessori e consiglieri, le forze dell’ordine e quanti avendone diritto vogliano partecipare. Il risultato verrà poi reso noto in uno dei prossimi consigli comunali”.

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Grande partecipazione della comunità, ieri, all’insediamento del nuovo sindaco di San Ginesio, Giuliano Ciabocco, e del nuovo consiglio comunale eletto il 10 giugno scorso.

Dopo il giuramento di Ciabocco sulla Costituzione italiana, sono stati nominati gli assessori e assegnate le rispettive deleghe: Daris Belli sarà vicesindaco, con deleghe a Bilancio, Programmazione, Ambiente e Territorio; Giordano Saltari assessore all’Urbanistica e alla Ricostruzione (Sisma); Maria Alessandrini, detta Fausta, assessore ai Servizi Sociali e all’Istruzione; Angela Maria Maria sarà invece assessore esterno con deleghe a Rapporti con le associazioni, Sport, Attività ricreative. Il sindaco si è riservato le deleghe a Personale, Lavori Pubblici, Cultura, Turismo, Viabilità e Attività produttive. Per quel che riguarda i capigruppo, Francesco Paletti sarà quello di maggioranza e Eraldo Riccucci quello di minoranza.

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Dopo i ringraziamenti di rito, Ciabocco ha pronunciato un breve discorso intorno ad alcuni concetti chiave quali comunità, condivisione, dialogo, anche con l’opposizione.

“Dalla dialettica tra idee e programmi che a volte si contrappongono - ha dichiarato il sindaco - e dal confronto tra coloro che pensano diversamente trae alimento la democrazia, maturano le società, si consolidano le comunità, e San Ginesio ne ha davvero bisogno. Dobbiamo tutti contribuire a un modello nuovo di paese, una comunità risoluta e pronta a rinascere partendo dalle persone e dai loro bisogni. Non basta solo fare, occorre fare bene, ma è oltremodo necessario che al fare si anteponga il pensare, e lo scegliere insieme nell’interesse di molti e non di pochi”.

La seduta si è animata nel momento in cui il sindaco ha voluto rendere conto di tutti gli ultimi fatti relativi al Nuovo Polo scolastico, dal parere contrario del Mibact agli incontri della nuova amministrazione con la struttura commissariale. “Ieri (mercoledì) il Commissario De Micheli mi ha comunicato che il Mibact si è preso altri due giorni di tempo - ha spiegato Ciabocco - per decidere la controproposta al precedente progetto, che consiste nel permesso di costruire il polo scolastico nello stesso sito già individuato con caratteristiche progettuali simili. Da parte mia ho ribadito che, anche nel caso che il Ministero accettasse la controproposta del Commissario, vorrei che tutte le eventuali modifiche fossero condivise con il Comune.

In questi giorni in molti hanno scritto sui mezzi di informazione e sui social in merito a scelte attese per il futuro di San Ginesio. Ebbene, a tutti dico che qualsiasi iniziativa e decisione sarà ponderata e condivisa nell’esclusivo interesse della comunità ginesina. Facciamo tutti insieme in modo che il domani possa appartenerci”.

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Lunedì torna a riunirsi il consiglio comunale di San Severino. All’ordine del giorno, oltre all’approvazione del bilancio consuntivo, ad alcune variazioni a quello previsionale per il biennio 2018-2020 e all’approvazione del bilancio consolidato del 2016, dovranno essere aggiunte anche due mozioni, una a firma del Movimento 5 Stelle, rappresentato da Mauro Bompadre, ed una del centro destra con Massimo Panicari e Gabriela Lampa. 

La prima, per dire no alla proposta di legge regionale 145.

La seconda, per chiedere al sindaco di attivarsi presso le sedi opportune per chiedere il potenziamento dell’organico della stazione dei Carabinieri .

Sulla legge 145 è già partito il dibattito: comitati, associazioni, schieramenti politici, si stanno già confrontando sull’argomento. Il timore, manco a dirlo, è che la Regione con questa manovra voglia favorire qualcuno e pagare qualche “debito” contratto in campagna elettorale.

Si tratta della legge che permetterebbe ai privati, tramite sperimentazione, di gestire strutture sanitarie pubbliche o singoli servizi. Un sistema in realtà già normato da un decreto del ’92 che ne stabilisce i limiti a 3 anni. La proposta 145 estenderebbe la durata a 5 anni con possibilità di proroga di un anno a discrezione della giunta regionale. La differenza, secondo quanto riporta il testo della mozione dei grillini, sta anche nel fatto che il decreto del ’92 privilegia il coinvolgimento delle organizzazioni senza scopo di lucro mentre la proposta 145 non prevede, al momento, alcuna corsia preferenziale per le onlus. La giunta regionale peraltro, avrebbe poteri decisionali in merito alla modifica della programmazione del servizio sanitario regionale tramite l’inserimento di "innovazioni progettuali" e la possibilità di avviare convenzioni con procedure negoziate, nonché il “controllo totale - si legge nella mozione - in materia di approvazione dei progetti e di affidamento dei servizi, arrivando anche a disporre il passaggio dalla fase di sperimentazione a quella di gestione ordinaria senza selezione”.

Al momento non sono stati discussi i motivi e i vantaggi che si trarrebbero ma allo stesso tempo “si moltiplicano le azioni della Regione tese a favorire la privatizzazione della sanità tramite il convenzionamento di servizi sanitari e si allunga di giorno in giorno l’elenco di progetti di strutture private in attesa di convenzione con il servizio sanitario regionale”. Secondo i 5 Stelle, la norma permetterebbe, cosa ancor più grave, ai privati di usufruire di strutture e attrezzature pagate coi soldi dei cittadini per trarne vantaggi.

La mozione pertanto ha lo scopo di “impegnare il consiglio comunale a sostenere incondizionatamente la gestione pubblica della sanità, chiedendo il ritiro della proposta di legge e la sospensione, fino all'approvazione del nuovo piano sanitario regionale, di qualunque processo di privatizzazione dei servizi ospedalieri”.

Di diverso argomento, ma comunque molto sentito negli ultimi tempi, è invece la mozione a firma di Massimo Panicari e Gabriela Lampa, del centro destra.

“Di recente - si legge nel testo - i numerosi episodi di criminalità e microcriminalità hanno fatto sì che i cittadini sentano la necessità di veder garantita la loro sicurezza, sia in casa che nella loro quotidianità”. Panicari e Lampa ricordano anche quanto dichiarato dal Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Ancona, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2018, il 27 gennaio scorso: “Il rischio di infiltrazione mafiosa ha subito un recente e netto aggravamento a seguito del sisma, per l’evidente attrattiva costituita dall’investimento economico nella fase della ricostruzione. Tale circostanza, emersa fin dai primi controlli, conferma la concretezza del rischio e si ritiene che le indagini saranno progressivamente sempre più numerose, con impegno sempre crescente delle forze dell’ordine e degli uffici requirenti e conseguente necessità di assicurare adeguate risorse operative”. 

Riportano anche quanto notato dalla Procura di Macerata ovvero che sono in aumento rapine, furti, estorsioni, usura e denunce per reati sessuali.

Per tutti questi motivi, ritengono necessario incrementare l’azione di controllo “per garantire una maggiore sicurezza e rispetto della legalità, sia durante l’attuale fase di emergenza che per tutta la durata della ricostruzione”. La stazione dei Carabinieri attualmente è sottodimensionata per quel che riguarda il personale militare e per un’azione efficace ha bisogno che questo problema venga risolto e pertanto con la mozione si intende impegnare il sindaco e la giunta ad “attivarsi in Prefettura e al Ministero della Difesa, nonché presso i soggetti nazionali e regionali preposti alla gestione dell’emergenza e della ricostruzione post-sisma, affinché venga potenziato l’organico della locale stazione dei Carabinieri, nonché a prendere contatti coi sindaci dell’alto maceratese per un’azione congiunta volta a richiedere l’incremento del personale in tutte le stazioni e i comandi dell’Arma del territorio”.

 

Il Consiglio comunale di San Severino Marche ha definitivamente detto no alla

realizzazione di un allevamento non intensivo di piccoli ruminanti a servizio della società

agricola Rocchetta e di un allevamento non intensivo di caprini a servizio della società

agricola Boscorosso, entrambi da realizzarsi in località Ugliano, su cui in passato l’Assise

settempedana si era già espressa, ponendo precisi limiti in merito alle cubature e ai

materiali da utilizzare, ancor prima della Conferenza dei servizi della Provincia di

Macerata, quest’ultima pronunciatasi di recente.

“Pur se conformi alla normativa vigente – ha spiegato in aula, relazionando sul punto nel

corso della dichiarazione di voto, l’assessore comunale all’Ambiente, Sara Bianchi, che ha

parlato per l’intera maggioranza – le due strutture, per le caratteristiche ambientali e i

vincoli dei luoghi ove andrebbero a sorgere, non potranno essere assolutamente realizzate.

Al massimo l’Amministrazione in questa zona può solo accettare piccoli insediamenti di

una dimensione non superiore ai mille metri quadrati per azienda”. Il Consiglio comunale

aveva già detto no una prima volta al progetto dei due interventi ma poi la Conferenza dei

servizi sembrava aver messo in gioco tutto. Ritenendo però il giudizio di quest’ultima non

vincolante sulle decisioni dell’Assise, lo stesso Consiglio ha così detto no con il voto

unanime dei presenti. “Salvo un cambiamento della giurisprudenza amministrativa –ha

precisato l’assessore Bianchi prima di esprimere il voto contrario di tutta la maggioranza –

non sussiste alcuna aspettativa giuridicamente qualificata ad un esito favorevole delle due

proposte di varianti in questione. Gli investimenti e gli oneri finanziari fin qui sostenuti

dalle ditte procedenti, corrispondono a investimenti affrontati nella chiara consapevolezza

della possibilità di un esito sfavorevole della pratica”.

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