Inizio lavori per il parco attrezzato di Fonte San Venanzio. Inaugurato il cantiere che nel giro di poco più di due mesi renderà concreta nel rione di Fonte San Venanzio un’area a verde pubblico arricchita dall’impianto sportivo polifunzionale. Un altro passo significativo verso la riconquista della normalità per tanti bambini e giovani, con la possibilità di ritrovarsi per praticare sport e trascorrere ore spensierate in compagnia; un traguardo importante per tutta la zona residenziale che attendeva da molto tempo la possibilità di uno spazio all’aria aperta e che ne risulterà valorizzata. Spazio a verde attrezzato e impianto sportivo, sorgeranno vicino all’area delle casette e poco lontano dal Polo scolastico provinciale. In prossimità del parco è imminente anche l’inaugurazione della scuola materna e asilo nido della parrocchia di San Venanzio e, non molto distante, dovrebbe sorgere il villaggio Lions “Insula Fonte San Venanzio” dove è previsto un centro aggregativo polifunzionale. Grande la soddisfazione del sindaco Gianluca Pasqui per la prima bennata nel terreno su cui nascerà quello che è un ulteriore tassello nella ricostruzione del senso di comunità. “Il quartiere di Fonte San Venanzio sta aspettando quest’ area verde da tanti anni – dichiara Pasqui-; credo che insieme all’ inizio lavori per la realizzazione del parco, un altro momento ancora più importante per questo quartiere cittadino è la consegna della scuola paritaria Maria Ausiliatrice da parte dell'arcidiocesi. Tutta l’area che fino a un po' di tempo fa era solo un quartiere dove le famiglie si ritrovavano dentro casa per svolgere una quotidianità, senza avere una grande offerta all’esterno come punti d’aggregazione, potrà presentarsi strutturalmente bella e notevolmente arricchita. Si aprono tutti i presupposti perché il quartiere diventi vivo, vuoi attraverso la scuola che garantirà un percorso educativo ai figli , vuoi grazie ad un giardino che non avrà solo la funzione di un parco giochi. L’area infatti sarà dotata di un campo polifunzionale per praticarvi il calcetto, la pallavolo e il basket, addirittura illuminato così da poter essere goduto anche di notte. Nell’area di verde pubblico verrà posizionata anche la donazione che è stata fatta al Gruppo Alpini, i quali avranno la possibilità di avere una sede dentro al parco e contestualmente gestirlo. Siamo davvero felici perché, da qui a 45 massimo 60 giorni, restituiremo un parco verde alla comunità e soprattutto ad un quartiere molto popoloso che mancava di socialità. Lo faremo attraverso la scuola e l'educazione dei piccoli- conclude il sindaco -ma anche attraverso questo parco fruibile dai più piccoli per i loro giochi e dai più grandi che amano lo sport. Tutto il quartiere di Fonte San Venanzio si arricchisce di molto e, sarà più appetibile per tutte le famiglie. Un intervento di 278 mila euro totali reso possibile grazie alle ditte lottizzanti e dall'apporto dell'amministrazione per 90 mila euro ”.

C.C.

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Marco Tardelli e Valentina Vezzali. Questi sono stati gli ospiti d’onore dell’inaugurazione dell’Anna accademico scolastico sportivo del Cus di Camerino. 

Fra gli invitati, anche Manuel Trebbi (28 anni di Pesaro), atleta paralimpico, e Annalisa Agamennoni, campionessa di tiro con l’arco di Belforte. Una mattinata di festa, stamattina a Camerino, per ricordare ai giovani che lo sport è anche cultura. Non solo divertimento ma anche un modo per apprendere tanti valori.

In apertura della manifestazione, presentata da Marco Moscatelli, alcune dimostrazioni degli studenti del liceo sportivo, poi gli interventi del presidente del Cus, Stefano Belardinelli, del rettore di Unicam, Claudio Pettinari e del sindaco Gianluca Pasqui.

“I giovani - ha affermato Tardelli - sono fondamentali per lo sport e spero diano un valore positivo allo sport. All’inizio lo si fa per divertimento ma poi può diventare qualcosa di più ed è utile per imparare degli importanti valori”.

Valentina Vezzali è partita proprio dal Cus di Camerino con la sua brillante carriera sportiva, gareggiando sia in occasione dei campionati italiani universitari sia per le Universiadi di Pechino nel 2001: “Ho provato emozioni davvero uniche, sono felicissima che nelle Marche abbiamo delle eccellenze che ci permettono di poterci affermare anche a livello internazionale”. Ma lo sport e cultura vanno di pari passo: “L’università è un momento importante - afferma - nella crescita delle persone. La cultura è fondamentale oggi più che mai, perché ci permette di poterci confrontare col mondo intero. Ai ragazzi dico che è un percorso che va portato a compimento nel migliore dei modi perché li renderà sicuramente cittadini più consapevoli”.

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Vezzali, Tardelli, Trebbi e Agamennoni intervistati da un giornalista d’eccezione, Guido Vaciago di Tuttosport.

Trebbi collaborerà con il Cus ad un progetto che riguarderà lo sport per atleti disabili.

“Lo sport - ha commentato il rettore - è elemento aggregante, fondamentale per tenere unite le comunità, per dare valori positivi ai giovani. È quello che stiamo cercando di dimostrare e che continueremo a fare. Siamo convinti che ogni sport può far crescere i ragazzi meglio, con valori sani e una predisposizione a mettersi in gioco, a lottare e a ottenere risultati importanti”.

Orgoglioso il presidente del Cus Belardinelli per i risultati ottenuti dagli studenti e per il clima di inclusione e apertura che il Cus favorisce. Poi ha annunciato l’avvio del progetto dedicato allo sport paralimpico: “non so se i tanti successi ottenuti li abbiamo raggiunti solo per meriti o se anche costretti dagli eventi. Viviamo in un territorio bello ma non certo facile ma abbiamo dalla nostra questo centro sportivo. Grazie ad una politica dell’università  molto all’avanguardia che considera parimenti sport e ricerca scientifica”.

g.g.

 

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(GUIDO VACIAGO COL RETTORE PETTINARI)

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(MANUEL TREBBI E IL RETTORE PETTINARI)

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(VALENTINA VEZZALI E PETTINARI)

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(ANNALISA AGAMENNONI)

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(MARCO TARDELLI e IL SINDACO PASQUI)

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Clamorosa protesta dei sindaci dell'Unione Montana di Camerio. 

I sindaci dell'entroterra ( 11 esluso il sindaco di Visso Pazzaglini ) hanno deciso di non prendere parte all'incontro di oggi con il sottosegretario alla ricostruzione, Vito Crimi, e con il commissario straordinario, Piero Farabollini.

In una breve e perentoria nota la comunicazione della scelta: "Non intendiamo rispondere alla convocazione odierna a Tolentino perchè lontana dalle zone che, come noto, sono state catastroficamente colpite dal sisma del 2016".

La nota è stata sottoscritta dai sindaci di Bolognola, Camerino, Castelsantangelo sul Nera, Fiastra, Muccia, Pievetorina, Valfornace, Serravalle di Chienti e Ussita.

Anche il sindaco di Caldarola Giuseppetti ( Unione montana Monti azzurri ) ha deciso di unirsi ai suoi colleghi e successivamente si sono aggiunti i sindaci di Castelraimondo ( Renzo Marinelli ) e del comune di Esanatoglia Nazzareno Bartocci

 

 

Era atteso all’incontro coi sindaci del cratere, oggi pomeriggio a Camerino alle 15:30 ma, stando a voci di corridoio, sembrerebbe che così non sarà. Parrebbe che il commissario straordinario per la ricostruzione Piero Farabollini non parteciperà all’appuntamento organizzato dal sindaco Gianluca Pasqui con i primi cittadini del cratere. 

C’è la possibilità che il commissario abbia le mani legate perché starebbe attendendo le azioni e le disposizioni del presidente del consiglio e di Vito Crimi, il senatore incaricato di seguire il terremoto. 

La motivazione che avrebbe addotto con qualcuno, già informato dell’assenza di oggi, sarebbe una convocazione in senato. Si attende di capire se si tratti solo di una voce o se effettivamente mancherà all'incontro con i primi cittadini.

Sono tre le persone, assunte a tempo determinato per l’emergenza sisma, a cui il Comune di Camerino non potrebbe prorogare il contratto. Ben 19 invece quelle spalmate su tutto il territorio. È l’ultima triste novità, che racconta di quanto la macchina commissariale e della ricostruzione non stia funzionando, sollevata dal sindaco Gianluca Pasqui stamattina in conferenza stampa. 

Sembrava un problema risolto con la legge di bilancio e la proroga fino al 2020 dello stato di emergenza, tant’è che l’amministrazione camerte aveva deciso di rinnovare i contratti a tutto il personale: “Contrariamente ad altri colleghi sindaci - afferma - io sono soddisfattissimo di questi ragazzi. Stanno lavorando molto e gli avevo comunicato che avrei prorogato tutti. Il giorno dopo di questa comunicazione di grande felicità, cioè ieri, è arrivata una lettera della Regione a firma della dirigente Del Bello”.

Col documento si informa che per rinnovare i contratti è necessario 

rispettare il tetto inerente il numero dei contratti e quello della soglia economica. "In base a questo, il Comune non può rinnovare il contratto a tre persone su sei”.

Il Comune, come molti altri del cratere, avevano deciso di assumere ad esempio due persone part time anziché una full time, rispettando così in ogni caso la soglia economica. Ora, stando ad una comunicazione pervenuta dal Commissario Piero Farabollini ad uno dei comuni del cratere, questo non sarà più possibile e sarebbero 24 in totale i Comuni (per 19 dipendenti) che si troveranno ad interrompere i rapporti lavorativi.

“Ringrazio Vito Crimi che si è informato e mi ha garantito che troveranno il modo per tenere in piedi il personale - torna a dire Pasqui - l’onorevole Patassini è stato interessato della questione dal vicesindaco Lucarelli, l’onorevole Terzoni non ha ancora risposto, ma evidentemente è occupata. Tuttavia quelle di Crimi sono parole, i fatti sono che ad oggi non posso tenere tre persone e non ho ancora individuato quelle a cui interrompere il rapporto di lavoro. In ogni caso - conclude - abbiamo già deciso che nel rispetto dei limiti economici previsti dalla legge, terremo tutto il personale. Io non lo mando a casa”.

g.g.

Risolto il dilemma: Gianluca Pasqui si ricandiderà per le prossime comunali del 2019. Manca un anno allo scadere del mandato e le voci iniziavano già a dare per conclusa l’esperienza politica del primo cittadino di Camerino fermo restando l’ipotesi che avrebbe potuto candidarsi per le regionali del 2020.

Ma Pasqui ha deciso di esserci ancora, per dare continuità al processo di ricostruzione.

“In realtà - afferma - l’ultimo pensiero che ho è quello rivolto alla candidatura in questo momento. Mi interessa di più dedicarmi a problemi e questioni concrete. Tuttavia ho una risposta da dare senza la minima esitazione: mi ricandiderò a sindaco del mio Comune per un motivo semplice, che è quello morale, di coscienza. Voglio dare continuità ad un percorso difficile come quello della ricostruzione”.

Pasqui non nega di sentirsi pronto anche per nuovo sfide e forse, dice, avrebbe anche potuto essere il momento giusto ma per questo passo in avanti ha deciso di attendere, “perché ho l’obbligo di guardare i figli della mia terra e dare tutto me stesso per i prossimi anni alla ricostruzione. Sempre che i cittadini mi vogliano ancora come sindaco - precisa - e il bello della democrazia è proprio la possibilità di scelta. Se non dovessero scegliere me, sarò libero di affrontare altri percorsi ma è ovvio che rimarrò a disposizione per il bene della mia città e dei miei concittadini. Questi ultimi mi hanno sempre dimostrato un grande affetto e attaccamento alla mia persona - sottolinea - mi hanno sempre sostenuto ogni volta che ho chiesto un consenso. Non posso deludere nessuno, ci sono, ci metterò ancora la mia faccia”.

Squadra che vince non si cambia: Pasqui non ha dubbi nemmeno su questo. Vuole partire da quella attuale ed è pronto a mettere tutto in discussione qualora ci fosse qualcuno non disposto a ridare la propria disponibilità: “Partirò ovviamente dai miei collaboratori, che hanno tutti la massima stima e fiducia. Se tanto si è fatto è stato proprio per la grande umiltà e voglia di esserci al di là delle ideologie, ma con un unico pensiero che si chiama Camerino. Partendo da loro - conclude - guardo al futuro. Se non daranno la loro riconferma è ovvio che mi sentirei di mettere in discussione tutto ma dò per scontato un percorso ancora da fare insieme”.

g.g.

“Non è il momento di dividersi. Certo che ci sono differenze rispetto ai danni subiti, ma dobbiamo lavorare insieme”. Anche i sindaci Pd del cratere maceratese intervengono sul dibattito creatosi dopo la proposta degli amministratori della montagna di suddividere il cratere in fasce di danno. Un’idea che ha già fatto molto discutere il sindaco di Tolentino Giuseppe Pezzanesi e su cui si sta creando una vera e propria querelle. Ora anche Roberto Paoloni, primo cittadino di Belforte e responsabile degli amministratori locali del Pd maceratese, ha diffuso una nota proprio sull’argomento: “La nostra posizione sui temi legati al cratere è certamente quella di riconoscere in maniera molto chiara e netta che all’interno di esso vi siano delle differenze rispetto ai danni subiti e, soprattutto, rispetto alle condizioni di vita e di socialità in quei territori che hanno quasi completamente perso la maggioranza degli edifici pubblici e privati e numerose attività produttive e commerciali. Infatti - sottolineano - anche il secondo piano delle opere pubbliche prevede giustamente maggiori finanziamenti per i comuni più in difficoltà, e si è voluto con questo principio rispettare le esigenze specifiche di quei territori dove siamo consapevoli che oggi le comunità, seppur assistite, si trovano ad affrontare problematiche complesse”. Nel riconoscere tutto questo però, i primi cittadini affermano con forza quello che ritengono un concetto cardine per la ricostruzione, ovvero che “un cittadino terremotato è uguale in qualsiasi comune facente parte del cratere e anche fuori, se ha subito dei danni. Comprendiamo le paure dei sindaci maggiormente feriti ma riteniamo che non sia il momento di dividersi poiché questa scelta non ci renderebbe certamente più forti”.

Una scelta del tutto inopportuna, secondo gli amministratori del Pd, quella di dividere adesso il cratere: “Non è il momento dei distinguo ma del lavorare insieme per il bene dei nostri territori. Non è il momento di escludere ma di affrontare con unità le prossime sfide relative alla ricostruzione”.

La necessità, dicono, è quella di confrontarsi quanto prima col nuovo Parlamento e soprattutto col nuovo Governo una volta che sarà formato, per risolvere tutte quelle problematiche che stanno rallentando e ingolfando il sistema di ricostruzione. Si dicono anche pronti a discutere con la Regione, l’attuale Governo e il commissario straordinario, e con tutti quei soggetti che possano contribuire a risolvere le varie questioni legate al terremoto “a partire dalle lungaggini che stanno impedendo, nonostante le risorse messe a disposizione, di vedere una reale ripartenza”.

Poi i sindaci Pd avanzano una richiesta al primo cittadino di Camerino Gianluca Pasqui, uno tra i promotori della suddivisione del cratere per fasce di danno: “Utilizzi il ruolo che l’Anci gli ha affidato, ovvero quello di responsabile sisma, e convochi con urgenza una riunione tra tutti i sindaci del cratere della nostra provincia in modo da discutere assieme quali siano realmente le difficoltà e le eventuali soluzioni per i comuni maggiormente colpiti. Siamo infatti disponibili a discutere se servano norme speciali per i territori con maggiori danni, ovviamente valutando con un metodo valido l’individuazione di quei paesi senza che qualcuno possa a secondo simpatie o amicizie escludere nessuno. La nostra - concludono - è una visione di unità per evitare guerre tra poveri che dividerebbe e frammenterebbe ulteriormente i territori”.

“Ogni comunità ha bisogno di interventi mirati sulla base delle proprie necessità. Lungi da noi voler fare distinzioni tra terremotati di serie A, B o C”. Difendono la loro posizione i sindaci che hanno chiesto a gran voce una suddivisione del cratere per fasce di danno. Stamattina, dopo un giro nella zona rossa di Camerino, i parlamentari marchigiani hanno avuto la possibilità di ascoltare i sindaci dell’ex unione montana di Camerino per comprendere a fondo la richiesta che ha fatto infervorare il sindaco di Tolentino Giuseppe Pezzanesi. 

Erano presenti i senatori Donatella Agostinelli e Mauro Coltorti, gli onorevoli Patrizia Terzoni, Paolo Giuliodori e Rachele Silvestri per il Movimento 5 Stelle, il senatore Giuliano Pazzaglini e l’onorevole Tullio Patassini per la Lega, l’onorevole Mauro Morgoni per il Pd, e gli onorevoli Francesco Acquaroli e Simone Baldelli rispettivamente per Fratelli d’Italia e Forza Italia. 

Alla prima parte della mattinata, che prevedeva la visita in zona rossa di Camerino, hanno preso parte solo i rappresentanti del Movimento 5 Stelle e Patassini.

 

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A loro sono state illustrate alcune problematiche, quali ad esempio il fatto che per il centro storico siano previsti 6 milioni di euro di puntellamenti, e al momento ne siano stati realizzati solo per un milione di euro. Oppure la questione che riguarda l’ex tribunale: “Quell’edificio è l’esempio lampante di ciò che può fare il sindaco. Di fronte ad una struttura di quel genere, non può demolire per pubblica sicurezza perché i tecnici GTS dicono che questa, a parte le tamponature lesionate, sia una struttura buona. Poi con la perimetrazione ci sono dei ragionamenti migliorativi. Io questo edificio lo vorrei demolire perché osceno, non si contestualizza con le strutture storiche ed importanti del centro”. Pasqui ha poi parlato brevemente anche della scelta politica di realizzare le aree Sae vicino alle frazioni: “Stiamo aspettando che vengano realizzate 12 aree il più possibili vicino alla città ma anche nelle frazioni, dove le comunità potranno continuare a vivere. Certo - ha sottolineato - sarebbe stato molto più comodo trasferire tutti in una zona più comoda, ma avremmo creato una riserva indiana. Io ho fatto la scelta politica di tenere le persone il più possibile vicino ai loro luoghi di appartenenza”.

 

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Il clou della mattinata, a partire dalle 11:30: i sindaci dell’ex unione montana di Camerino si sono riuniti in una tavola rotonda insieme ai parlamentari per spiegare i motivi che li hanno condotti a richiedere a gran voce la suddivisione del cratere in fasce di danni: “Ogni comunità - ha detto Pasqui introducendo gli altri colleghi - ha bisogno di essere guardata per le necessità che ha. Nessuno ha mai detto di eliminare qualcuno dal cratere o lungi da noi voler creare terremotati di serie A, B o C. Ma non è possibile non considerare quello che noi abbiamo subito”.

Da tutti i primi cittadini la richiesta di dare priorità alle comunità drammaticamente distrutte dal terremoto, di pensare ad interventi ad hoc, mirati per permettere una ripresa. 

Il sindaco di Muccia Mario Baroni ha, dal canto suo, sottolineato l’ingiustizia di chi “si è organizzato a proprie spese dopo il terremoto, realizzando soluzioni abitative temporanee e che oggi stanno ricevendo denunce penali. Il Salva Peppina purtroppo non ha portato grosse soluzioni, serve un provvedimento di provvisorietà”. Sulla stessa lunghezza d’onda, il vicesindaco di Fiastra, Sauro Scaficchia il quale non riesce a spiegarsi perché non si dia la possibilità di applicare l’ordinanza 9 (pensata per le attività produttive) a chi abbia realizzato le cosiddette casette abusive. “Fiastra ad esempio è un territorio prettamente turistico, per fortuna non ci sono stati danni alla viabilità e questa è stata l’unica porta rimasta aperta. Gli esercizi commerciali sono nei container e il decreto Salva Peppina ci ha lasciato comunque con grossi problemi da affrontare. Ci chiediamo come mai non si applichi, anche per le casette ritenute abusive, l’ordinanza 9 per le attività produttive. Fiastra - ha poi detto in chiusura - ha 1.088 ordinanze di inagibilità, sono stati presentati 82 progetti ma solo 8 finanziati. Si procede troppo lentamente”.

 

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Anche Mauro Falcucci, sindaco di Castelsantangelo sul Nera, ha ribadito la volontà di non eliminare qualcuno dal cratere, illustrando alcune delle problematiche più sentite: “Ma è chiaro che non si vuole eliminate nessuno, anche perché ci sono già stati dei finanziamenti quindi credo che la lettura del sindaco di Tolentino sia sterile. Il problema è che qui non sappiamo come e dove spendere i finanziamenti, perché non sappiamo nemmeno se potremo ricostruire dove eravamo. Semplifichiamo le procedure - ha sottolineato - altrimenti qui si impantana tutto. Servono norme specifiche e agevolazioni che incentivino la ripopolazione della montagna. Servono interventi mirati, se vogliamo, il buon senso del padre di famiglia. C’è bisogno di accelerare le pratiche sul dissesto idrogeologico, la ricostruzione delle B e un aiuto per l’occupazione”.

In piena sintonia anche il sindaco di Serravalle di Chienti, Gabriele Santamarianova che ha aggiunto anche la problematica delle seconde case: “Nel ’97 non vennero finanziate e quindi oggi esiste innanzitutto una disparità di trattamento (in questa ricostruzione saranno finanziate anche le seconde case, ndr). Inoltre, alcune non sono ancora state ricostruite e dunque hanno subito ulteriori danni col terremoto del 2016”.

Il sindaco di Pieve Torina Alessandro Gentilucci, si è da parte sua soffermato sulla questione della zona franca: “I nostri territori possono essere paragonati a chi si rivolge al pronto soccorso. Ci sono i malati in codice verde, giallo o rosso. Ecco, noi siamo in codice rosso avanzato. C’è bisogno di dare priorità a chi è stato drammaticamente distrutto. Per quanto riguarda la zona franca - ha spiegato poi - se mettiamo nelle stesse condizioni comuni più verso la costa e noi, significa che si indirizzano gli investimenti in una parte della provincia che è già molto sviluppata”. 

A chiudere Giuliano Pazzaglini che, in qualità di sindaco di Visso, ha anche lui illustrato alcuni problemi fondamentali. Primo fra tutti, la busta paga pesante che non sarà l’unica spada di Damocle che colpirà i cittadini terremotati. A breve infatti alla restituzione dei tributi si sommerà anche quella delle bollette e poi dei mutui: “Praticamente si guadagnerà di meno e si pagherà di più. C’è poi il problema della convenzione tra Anac e Regioni, che rischia di diventare un tappo perché ci saranno tantissime opere pubbliche da fare e l’Anac non sarà in grado di gestirle tutte. I vincoli paesaggistici - ha poi detto - ci impongono di ricostruire come era prima, ma è una follia anche solo pensarlo”. Secondo Pazzaglini, non sarebbe vero che la ricostruzione verrà finanziata al 100%, poiché basandosi sul modello dell’Emilia Romagna, non tiene in considerazione alcune importanti caratteristiche di edificazione tipiche del territorio: “I nostri edifici non sono fatti alla stessa maniera, e per certe cose non è previsto finanziamento. Mancano i soldi, le normative e tutto ciò che serve per andare avanti. I tempi dettati dalle ordinanze sono ridicoli. Va cambiata l’impostazione di questa ricostruzione”.

 

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Sì ad un percorso condiviso degli atenei. Il sindaco di Macerata, Romano Carancini: “Un’interazione e integrazione di Unicam e Unimc può rafforzare in maniera importante il territorio e gli stessi atenei”.

Ieri la cerimonia di inaugurazione del 728esimo anno accademico dell’Università di Macerata, tenutasi al teatro Lauro Rossi alla presenza del magnifico rettore Francesco Adornato, del sindaco Romano Carancini e del presidente della Regione Luca Ceriscioli. Fra gli interventi, anche quello dell’illustre latinista e rettore dell’Alma Mater Studiorum di Bologna, Ivano Dionigi, quello del presidente della Conferenza dei rettori delle università italiane Gaetano Manfredi, quello di Silvia Mozzoni in rappresentanza del personale tecnico amministrativo di Unimc e di Mauro Giustozzi, direttore generale dell’ateneo.

Fra gli invitati, anche il sindaco di Camerino Gianluca Pasqui, che auspica un percorso di condivisione fra le due importanti università della provincia: “Ho molto gradito l’invito del Magnifico Rettore. Mi sono trovato a partecipare ad un’inaugurazione molto curata e con delle relazioni di rilevanza istituzionale e scientifica”. Diversi i passaggi che Pasqui ha ritenuto interessanti, soprattutto quelli in cui si è trattato della presenza di due atenei nel medesimo territorio: “è stato sottolineato il fatto che si può essere di più ma allo stesso tempo collaborare. Si può concorrere insieme, e questa forse è la parte che più mi ha colpito e che ho ritenuto positiva - ha precisato Pasqui - considerando il mio ruolo, che è quello di sindaco di una città universitaria. Sono della stessa opinione, si può fare un percorso insieme, ragionando sulle politiche universitarie. Possiamo rimanere distinti, possiamo continuare ad essere due atenei con delle politiche che fanno fede alle loro logiche, ma possiamo fare comunque insieme il percorso principale”.

 

Inaugurazione Anno Accademico 18 aprile 2018 0230

 

L’Università di Macerata, ha detto Carancini, è un “gene fondamentale della comunità”, motore culturale, sociale, economico e, certamente, luogo di elaborazione e formazione alla vita e alla professione. “Sono tanti gli spunti di riflessione inediti tratti dalle relazioni”.

Fra Unimc e Unicam c’è già una stretta collaborazione, ma ciò non toglie che si possa fare ancora di più. Lo stesso Carancini, la scorsa settimana in occasione del convegno organizzato dal Ministero dei Beni Culturali e dalla Regione, aveva espresso la propria posizione sulla possibilità che venga istituito un unico ateneo per tutta la provincia: “Proprio il professor Dionigi, nella sua mirabile prolusione, ha ripercorso storicamente la grave e ingiustificata frattura fra atenei umanistici e atenei scientifici. Credo sia necessario fare passi in avanti decisivi non certo per annullare l’uno o l’altro o per annettere l’uno all’altro, ma per rafforzare il nostro territorio. Credo - ha sottolineato - sia necessario andare oltre le semplici collaborazioni o le semplici dichiarazioni di dovere. Se l’aiuto del Ministero competente, la grande forza illuminata dei rettori, con l’aiuto dei territori, riescono a fare una considerazione che guardi oltre il semplice domani ma davvero ad un futuro per tutti, credo che una interazione e integrazione fra Unicam e Unimc possa davvero rafforzare in maniera importante il nostro territorio e naturalmente gli stessi atenei”.

Ancora il terremoto, come era logico aspettarsi, al centro del dibattito nell'incontro tra il sindaco di Camerino Gianluca Pasqui e la cittadinanza, trasmesso in diretta Facebook da RadioC1.

Tante le domande rivolte al primo cittadino e al vicesindaco Roberto Lucarelli, dalle Sae, Soluzioni abitative di emergenza, al Contributo per l'autonoma sistemazione, dai puntellamenti per la messa in sicurezza nel centro storico ai problemi dei commercianti. Si è parlato anche di altre questioni, come la viabilità e le scuole, che sono sempre e comunque legati ai temi della ricostruzione.

In apertura di serata, c'è stato uno scontro verbale piuttosto acceso tra un cittadino, Stefano Balsametti, proprietario di un terreno in località Vallicelle, espropriato per far posto alle casette. Il cittadino ha chiesto chiarimenti al sindaco soprattutto in merito agli accertamenti geologico, che il sindaco ha spiegato essere di competenza della Regione Marche. “Chiederò l'annullamento dell'atto”, ha concluso Balsametti, contestando vivacemente il sindaco.

Stefano Balsametti

 

Da Vallicelle al centro storico, che un cittadino ha lamentato essere un po' uscito dai riflettori. “Prima del terremoto – ha spiegato il cittadino nel suo intervento – il centro non era popolatissimo. Ora per gli studenti universitari si sta pensando ad una soluzione fuori dal centro, il commercio era già in difficoltà prima, ora ancora di più. Come si muove il Comune?”. Pasqui ha spiegato : “nessuno di noi vuole abbandonare il centro storico. Abbiamo scelto di fare stare le persone vicino alla città con le Sae proprio per questo. Per quanto riguarda le messe in sicurezza, il sindaco può dare gli incarichi, ma non si può occupare delle coperture finanziare, che devono arrivare dagli enti superiori, coperture che non arrivano. Io sono il primo che vuole aprire il centro storico ma se i soldi non arrivano.... Ad oggi, il Comune ha messo a disposizione 4 milioni di euro in anticipazione proprio per le messe in sicurezza. Ora la situazione si è sbloccata; dal 16 febbraio abbiamo le coperture per gli interventi nel centro storico. Procederemo come fatto finora, dalle zone più esterne fino al centro. Senza dimenticare che su 328 interventi nelle Marche, ben 94 sono stati fatti a Camerino.

pubblico secondo incontro con il sindaco

Si è aperto poi il capitolo Mario Cucinella, l'architetto incaricato dal Comune di regidere un piano per la ricostruzione e la rinascita di Camerino. “Io vado avanti – ha risposto il sindaco – e mi muoverò nel solco della legge. Dovrò fare un bando pubblico per l'incarico e il Comune reperirà i fondi necessari attraverso il capitolo delle perimetrazioni. Per me il futuro è riportare le persone a Camerino. Ma se si va avanti cosi, se tutti i 140 comuni del cratere vengono trattati allo stesso modo, non si va da nessuna parte. Oggi non siamo più neanche una comunità, non abbiamo un posto dove ritrovarci. Con la struttura per i commercianti, raggiungiamo anche questo obiettivo: ci saranno spazi per bambini e per socializzare”.

prima donna che fa domanda

Altro tema la consegna delle casette: il sindaco ha annunciato altre due date, quella del 15 aprile e del 15 maggio per Cortine Ovest, Est e Centro.

Qualcuno ha chiesto lumi sulla viabilità. Pasqui ha spiegato che Camerino ha 150 km di strade e pensare di riuscire a mantenerle con la forza del bilancio comunale è impensabile. Il vicesindaco Lucarelli ha inoltre annunciato che, nonostante le difficoltà economiche, sarà riasfaltata tutta la zona di Vallicelle;  in fase di completamento il reperimento delle risorse per le frazioni e, la strada de Le Calvie sarà riaperta entro 4-5 settimane. Capitolo dolente la ricostruzione leggera. “Non voglio parlare della ricostruzione leggera – ha detto Pasqui - perchè  ancora non c'è. Siamo in alto mare: se di fronte ad ogni piccolo abuso fermiamo la pratica, allora non partiamo mai. A Camerino con i rientri delle Sae e con quelli della leggera riusciremmo a far tornare una buona fetta di persone di quelle che sono ancora fuori città”. Capitolo scuole legato alla ricostruzione. “La donazione Merloni non è andata a buon fine – ha spiegato il primo cittadino – perché la zona da noi indicata, non era di gradimento. Ma io non avevo molte scelte. Avevamo anche pensato di abbinare la collocazione della sede comunale, ma l'idea non si è potuta concretizzaare. Sta facendo invece passi avanti il progetto per la realizzazione dell'asilo di San Venanzio, che dovrà realizzare la parrocchia. Noi faremo l'area verde con strutture sportive. Infine la casa di riposo, che si farà a Vallicelle. Il progetto è stato presentato prima di tutto agli ospiti e questo è di buon auspicio”.

francesco aquili

 

 

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