Si intensificano i lavori sulla strada provinciale 136 “Pian Perduto”,  tra Castelsantangelo sul Nera e Castelluccio di Norcia.

È infatti arrivata la seconda macchina perforatrice, come più volte richiesto dalla Provincia di Macerata, per effettuare le palificazioni interrate con il cemento armato e che permetterà un’accelerazione dei tempi di realizzazione. 

“Questa è una buona notizia per il nostro territorio - dichiara il presidente Antonio Pettinari -, anche se stiamo parlando di una strada ancora interrotta. Il cantiere, che è stato attivo anche nella giornata di sabato scorso, ora procederà più velocemente per giungere il prima possibile al ripristino di questa provinciale da troppo tempo chiusa”.

Il desiderio dei cittadini ma anche degli amanti della montagna è che si possa presto tornare a percorrere quella strada come collegamento, non solo fra due regioni, ma anche tra le bellezze del territorio.
L'apertura della Pian Perduto sarebbe anche una spinta per le attività commerciali della zona, quelle che hanno resistito al sisma e allo spopolamento che attendono ancora di vedere tornare a vivere la montagna.

GS
Una notte, quella appena trascorsa, che ha tenuto in allerta due province per pioggia, grandine e tuoni.
Il forte temporale, già annunciato, che si è abbattuto nel Maceratese e nel Fermano, dall'entroterra alla costa, ha tenuto al lavoro le squadre dei vigili del fuoco impegnati nella notte per numerosi interventi.
Principlamente le richieste hanno riguardato soprattutto danni a lucernari e tetti di abitazioni, soccorso ad automobilisti per grandine e fango su strade e alberi e rami caduti sulla sede stradale.
Alle ore 8 di questa mattina erano 25 interventi che hanno riguardato la provincia di Macerata e 20 quella di Fermo.

GS

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La Provincia di Macerata ha programmato un intervento di ripristino e consolidamento sul ponte nei pressi dell'uscita di "Sfercia  della superstrada.
L'infrastruttura del territorio comunale di Camerino, insiste sulla strada provinciale 180 e permette l'attraversamento del Rio San Luca, affluente del fiume Chienti.  Data la sua collocazione e vicinanza con la Statale 77, l'impalcato è un’opera importante e soggetta a un discreto flusso di traffico, soprattutto in direzione Camerino. Lungo circa 17 metri e largo oltre 7 metri, il ponte presenta due arcate ed è caratterizzato da muratura mista in pietre e mattoni.
“E’ la messa in sicurezza di una infrastruttura molto importante- afferma il presidente Antonio Pettinari-. Siamo nello snodo cruciale tra lo svincolo della superstrada, la vecchia 77 oggi strada provinciale 180 “ Camerino- Tolentino” e l’inizio della Varanese. Un punto che è strategico per la città di Camerino, per l’università e per un vasto territorio che ingloba tutti i servizi dell’entroterra".
I lavori di consolidamento ammontano a 250 mila euro e verranno eseguiti alternativamente sulle due metà, per garantire sul ponte il traffico a senso unico alternato.
Saranno effettuate delle iniezioni della muratura con malte cementizie; saranno rinforzati la muratura, anche con reti di fibra di carbonio, e l’intonaco strutturale.
Previsti anche l'impermeabilizzazione dell'impalcato  e l'installazione  di nuove barriere di sicurezza. L'intervento viene finanziato con le risorse individuate per la gestione emergenziale che vede l'Ente provinciale collaborare in sinergia con l’ANAS nel suo ruolo di Soggetto Attuatore per la ricostruzione, nonchè con  la Protezione Civile e la Regione.

"Non appena abbiamo avuto la certezza delle risorse ed è stato possibile utilizzare i finanziamenti, nello specifico riferiti al quarto stralcio degli interventi di ripristino e ricostruzione della viabilità e delle scuole- spiega Pettinari-  l’ufficio tecnico ha approntato il progetto ed è già potuta iniziare la procedura d’appalto in maniera tale che lavori ed intervento possano essere eseguiti nel più breve tempo possibile. Si tratta della messa in sicurezza della infrastruttura che presenta tutti i canoni della transitabilità, tuttavia, sottoposta a monitoraggio come avviene per tutti i ponti provinciali, è emersa l’opportunità di fare qualche intervento per una situazione che pur non presentando i caratteri dell'urgenza, a seguito del sisma del 2016 ha subito un degradamento. L’intervento si inserisce nel contesto generale dei numerosissimi  che stiamo facendo sulle strade, alcuni direttamente a cura dell’amministrazione provinciale, altri invece a cura e in collaborazione con l'Anas. E’ dunque una buona notizi; un intervento fondamentale per la viabilità è la sicurezza; i cittadini che attraversano un viadotto o un ponte sono inermi, non sanno e non compete loro sapere quale è la situazione reale, statica e di sicurezza di queste infrastrutture ed è l’ente proprietario che deve avere il senso di responsabilità: ottima dunque la collaborazione in atto e soprattutto il lavoro fatto dai tecnici. Per le opere ho chiesto di accelerare anche l’appalto, in maniera tale che, prima dell’invernata, i lavori potranno essere eseguiti e terminati".
C.C.











Prosegue l'iter per l'ospedale provinciale. Mentre lo sguardo dell'opinione pubblica è puntato sul Covid Hospital alla fiera di Civitanova, nuovi passi in avanti si fanno anche per la localizzazione della nuova struttura per la quale il presidente della Provincia, Antonio Pettinari, ha approvato la variante al Piano Regolatore Generale del Comune di Macerata, relativa alla individuazione di una nuova zona il nuovo ospedale provinciale.
“Si tratta di un’importante funzione istituzionale in capo alla Provincia, esclusivamente in materia urbanistica e assetto del territorio - afferma Pettinari - e come tale esula da qualsiasi altra questione riguardo alla futura organizzazione sanitaria del territorio provinciale, nonché della scelta localizzativa della nuova struttura”.

L’area individuata dalla variante è situata in corrispondenza dell’incrocio tra la strada provinciale 485 e la 77, nei pressi dell’ingresso Est della frazione di Sforzacosta; ha una consistenza di circa 24 ettari e prevede una capacità edificatoria complessiva di 450.000 metri cubi.

Sull’oggetto della variante la Provincia si era già espressa in precedenza, relativamente alla procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS), necessaria per l’adozione della stessa, rilevando "la necessità di approfondire le diverse questioni di natura ambientale, paesaggistiche, infrastrutturali, acustiche, di traffico, di trasporto pubblico, di qualità dell’aria, e relative alle opere di mitigazione e compensazione ambientale. Era stata anche rilevata l’esigenza di definire l’organizzazione particolareggiata dell’area, con riferimento all’ingombro massimo delle edificazioni, alle aree per la viabilità, ai parcheggi, al verde e agli accessi carrabili".

Il Consiglio Comunale, sulla base del parere espresso dalla Provincia, potrà ora procedere all’approvazione definitiva della variante.

GS
Con la sentenza n. 337/2020 del 23 aprile, il Tribunale di Macerata ha rigettate tutte le domande proposte dalla ditta appaltatrice I Platani SRL in due giudizi, successivamente riuniti, promossi contro la Provincia di Macerata relativamente ai lavori per la realizzazione del campus scolastico di Camerino. Oltre al rigetto delle domande la ditta è stata condannata al pagamento delle spese legali e della consulenza tecnica d'ufficio svolta in corso di causa.

Nel corso della costruzione, l’impresa appaltatrice ha interrotto i lavori nel dicembre 2008 e ha abbandonato il cantiere nonostante il richiamo della Provincia. Di conseguenza l’Ente ha deciso la risoluzione contrattuale per grave inadempimento.

Nello stesso periodo il cantiere venne sottoposto a sequestro penale per quasi due anni in esito a un esposto da parte della stessa ditta appaltatrice, rivelatosi poi infondato, e che però portò addirittura all'apertura di un procedimento penale per frana colposa contro, tra gli altri, alcuni funzionari della Provincia che vennero in seguito completamente scagionati.

Oltre alla vicenda penale, la ditta avviò, negli anni 2009 e 2010, due cause civili avanti al Tribunale di Macerata, poi successivamente riunite, chiedendo un risarcimento danni per un importo complessivo di oltre 7 milioni di euro.

“Una vicenda assurda legata alla costruzione di una importante opera pubblica - afferma il Presidente Antonio Pettinari - e che vedeva una ditta responsabile di ritardi e di lavori in parte eseguiti male, con un cantiere abbandonato senza motivo. Questa azienda addirittura avrebbe preteso un risarcimento e per giunta milionario”.

La Provincia si costituì in giudizio per resistere a questa iniziativa giudiziaria, contestando totalmente le richieste e chiedendo a sua volta, in via riconvenzionale, il risarcimento dei danni subiti a causa del blocco del cantiere
e delle notevoli spese necessarie per riparare i lavori non eseguiti a regola d’arte e quelli non effettuati affatto. L’Amministrazione provinciale, infatti, dopo il provvedimento di risoluzione contrattuale, si è trovata con un cantiere incompleto, abbandonato e chiuso a seguito del sequestro.

“Quando sono stato eletto nel 2011 trovai un cantiere in completo degrado, a seguito anche del lungo periodo di sequestro penale, sepolto dalle erbacce e dai rovi, una vera e propria incompiuta che rischiava di rimanere tale - prosegue Pettinari -. Al primo sopralluogo provai un colpo al cuore, ma poi ci siamo rimboccati le maniche; creai un gruppo di lavoro ad hoc insieme alla Provincia e grazie al lavoro e all’impegno dei nostri tecnici e delle imprese incaricate e di tutti noi siamo riusciti nel miracolo. All’inizio dell’anno scolastico nel settembre 2013, il nuovo campus fu inaugurato, nonostante non fosse completato in alcune parti.  Ieri il Tribunale di Macerata con la sentenza ha quindi riconosciuto la correttezza dell’operato della Provincia e, al contrario, ha respinto in toto le richieste dell’azienda, ritenendola responsabile di quanto accaduto. Esprimo la soddisfazione dell’Amministrazione provinciale per una conclusione di una vicenda surreale che ha visto l’Ente fortemente danneggiato dal comportamento dell’impresa anche a livello economico e costretta a eseguire lavori aggiuntivi e molto costosi. Analoghi danni e gravi disagi sono stati subiti dalla comunità scolastica e dall’intero comprensorio montano che hanno dovuto attendere molti anni per avere finalmente a disposizione una nuova scuola confortevole e sicura. Attualmente nel campus sono ospitate tutte le scuole superiori di Camerino. La Provincia ha progettato, approvato e in parte già eseguito nuovi interventi per il completamento del campus”.
C.C.








Due nuovi progetti pronti per la viabilità. La Provincia di Macerata ha infatti approvato gli interventi su due strade: la provinciale 91 “Pian di Pieca - Monastero - Fiastra” e la 180 “Tolentino - Camerino”, nel tratto tra Belforte del Chienti e la Sfercia.

“Abbiamo ottenuto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) 510 mila euro in più, rispetto alle risorse a noi destinate - afferma il presidente Antonio Pettinari - e abbiamo subito preparato i progetti. Pochi giorni prima della convocazione del Consiglio provinciale, il MIT ha chiarito la destinazione e l’importo del finanziamento e così è stato possibile discuterne durante l’assemblea e approvare la spesa. Ora siamo pronti per inserire i progetti nella piattaforma del Ministero appena ci arriva il loro decreto. Da quel momento sarà possibile per il nostro ente procedere con l’approvazione dei progetti e poi del relativo appalto”.

Sulla “Pian di Pieca - Monastero - Fiastra” è previsto un intervento di asfaltatura per un importo di 250 mila euro. Una strada importante per il comprensorio montano perché collega numerosi Comuni, mete di destinazione turistica sia estiva che invernale, come Fiastra, Bolognola, Sarnano, San Ginesio, e con bellezze naturalistiche. Negli ultimi anni la strada è stata interessata da corposi investimenti per la messa in sicurezza, dato che con i terremoti del 2016 è stata chiusa e sono stati necessari, per la riapertura, ben quattro interventi, progettati e diretti dall’Anas per conto del soggetto attuatore, la Protezione Civile.

Anche nel tratto Belforte del Chienti - Sfercia viene rifatta l’asfaltatura, per un importo dei lavori di 260 mila euro. Questa arteria, di fatto l’unica alternativa alla superstrada, è conosciuta come la vecchia statale 77 e collega numerosi frazioni e centri abitati. La strada, passata alla Provincia dopo la realizzazione della superstrada, è importante per il traffico locale ed è transitata anche dai camion per via della presenza delle cave. Avendo una buona ampiezza e un traffico veicolare comunque ridotto è una zona utilizzata dai ciclisti. Esiste anche il disegno di una ciclovia, a cui l’amministrazione provinciale in passato è stata interessata, e questa manutenzione, inserita nella nuova programmazione dei lavori grazie alle risorse aggiunte da parte del Ministero, può essere utile pure per il progetto. 

GS
Il Coronavirus non ha fermato solo l’industria e il commercio, specie nelle regioni del nord, ma anche il turismo. Gli operatori del settore sono praticamente in ginocchio, con cancellazioni dell’ordine quasi del 100 per cento. Però, può anche essere un’opportunità per far riscoprire l’Italia agli italiani e soprattutto le Marche. A fare il punto, ai microfoni di Radio C1 è Daniele Crognalletti, amministratore delegato di Esitur, che ha sede in provincia di Macerata, e di Autolinee Crognaletti. 

“E’ stato un boom che si è scatenato improvvisamente e che ci ha colti di sorpresa - afferma - anche se qualche allarme c’era. Nel settore dell’incoming, con Esitur, c’era già qualche sentore. Noi spostiamo persone da 26 Paesi e 5 Continenti verso le Marche e ci siamo accorti che non c’erano più richieste e che arrivavano anche delle cancellazioni. Quando poi all’improvviso la questione Coronavirus è scoppiata anche in Italia, la cosa è peggiorata e si è amplificata”.

Inutile, a questo punto, ragionare su cosa si poteva fare meglio o diversamente. Il problema c’è e va affrontato. E questo è ciò che gli imprenditori, di qualsiasi settore, sanno fare meglio. Bisogna trovare il sistema per uscire dalla situazione di stallo che attanaglia l’Italia e per cercare di riparare i danni: “I danni - torna a dire - sono stati incommensurabili. La stima è che siamo stati danneggiati per almeno 5 mesi sempre che non vi siano ripercussioni anche sull’estate. Sicuramente a livello di incoming la situazione si protrarrà ai prossimi 12 mesi quindi serviranno delle misure non circoscritte a determinate aree geografiche ma estese a tutta la Penisola perché il turismo è liquido, che interessa tutti e coinvolge tutti i settori. L’Italia deve essere considerata tutta zona rossa. Le cancellazioni sono state dell’ordine del 100 per cento, dalla mattina alla sera: e non solo dall’estero ma anche interne. Questo perché su gomma si spostano anche gli studenti delle scuole che sono state chiuse. Dunque sparite le entrate, permangono le uscite: mutui, costo del personale, costi di manutenzione dei mezzi e quant’altro.

Il suggerimento di un imprenditore che vive i disagi in prima persona è quindi quello di non limitare decreti, normative e misure di sostegno solo al nord d’Italia ma di estendere il trattamento a tutti. E poi “serve sinergia con la politica - aggiunge - perché dobbiamo costruire il futuro del turismo italiano che nei prossimi 12 mesi dovrà probabilmente concentrarsi su un turismo ‘Italia su Italia’. Questo punto non va assolutamente perso di vista, potrebbe essere una grande opportunità per la nostra Regione. Il compito di noi imprenditori dovrà essere quello di suggerire ai nostri politici quali possono essere le strategie migliori perché - spiega - solo noi che operiamo in questo settore sappiamo veramente come funziona la macchina del turismo che muove il 13 per cento del Pil nazionale”.

Il settore quindi si aspetta di essere ascoltato dal governo, sarebbe utopico, secondo Crognaletti, dettare dall’alto soluzioni che non sono condivise e che non arrivano da chi conosce il settore e il suo meccanismo. Un settore che, va ricordato, non muove solo il turismo in sé ma “una filiera lunghissima, dall’immobiliare (specie quello adibito a residenza turistica), al commercio, e così via. Se si blocca questa filiera si blocca l’intero Paese”.


Gaia Gennaretti
Il nuovo presidente della Task è di Camerino.
Giorgio Bottacchiari, noto nella città ducale per aver partecipato alla vita politica come vice sindaco e assessore, attuale consigliere della FIGC Marche, è il successore di Francesco Vitali che ha guidato il centro servizi territoriale negli ultimi anni, proprio nel periodo in cui comunicazione e tecnologia, al centro del'attività della Task, hanno vissuto lo sviluppo maggiore.

"Il bilancio di questi sei anni - commenta Francesco Vitali - in cui ho avuto l'onore di svolgere questo servizio, ha visto momenti impportanti per la società stessa. Nel 2013, quando sono arrivato -  si era nella fase in cui si cominciava lo smantellamento delle Provincia. (La Task è partecipata dalla Provincia e poi sono soci tutti i Comuni del Maceratese). Nel momento di passaggio di competenze tra la Provincia e la Regione, abbiamo lavorato affinchè quest'ultima potesse, in qualche modo, entrare nella società e dare anche un orizzonte più ampio rispetto alla sola Provincia di Macerata. Purtroppo - aggiunge - nel mezzo c'è stato il sisma e questa fase è servita anche per  supportare tutti i Comuni del Maceratese e anche quelli del cratere".

Un obiettivo, questo, su cui dovrà proseguire anche il nuovo presidente: "Oggi la siocietà non ha ancora raggiunto l'obiettivo che mi ero prefissato - dice Vitali - . L'auspicio che faccio al mio successore Giorgio Bottacchiari è che si possa ancora ampliare questa società perchè con l'entrata della Regione si possono dare nuovi orizzonti e nuovi spazi non solo per la ricostruzione.

( nella foto Giorgio Bottacchiari consigliere F.I.G.C Marche premia Gianluca Colonnelli il capitano del Real Tolentino )

Giorgio Bottacchiari premia Gianluca Colonnelli il capitano del Real Tolentino
La Task potrà diventare punto di riferimento nei vari bandi comunitaro che si susseguono ed essere ancora di più al servizio degli enti locali che hanno bisogno di supporti".

GS
La Provincia di Macerata prosegue la pianificazione degli interventi da effettuare sulle strade, Negli ultimi giorni del 2019 approvati dall'Ente nuovi progetti definitivi esecutivi, relativi alla manutenzione delle strade e da realizzare nell’anno.
 " Come è stato per i precedenti progetti - afferma il presidente Antonio Pettinari-l’iter procedurale è stato subito avviato per essere in grado di intervenire quanto prima e i lavori sono già in corso di appalto”.
Due delle recentissime approvazioni riguardano nello specifico la provinciale “Bivio Vergini - Civitanova Marche” e la “Polverina - Fiastra” dove, per entrambi i lavori sono stati stanziati 200mila euro ciascuno.  Altri due progetti esecutivi approvati a fine 2019  per un investimento totale di 300mila euro, si riferiscono invece alla strada provinciale “Vanni” nel territorio di Urbisaglia e alla 117 “ S. Urbano” di collegamento tra la“Apirese” e la Apiro –Poggio San Vicino.  
“Il rifacimento della sede stradale in vari tratti di queste provinciali - dichiara Pettinari- permetterà di ridurre la manutenzione ordinaria e aumenterà anche la sicurezza. Per questi lavori utilizziamo le risorse finanziarie messe a disposizione dal MIT (Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti) per interventi sulle strade provinciali. I fondi sono ripartiti su base annua  fino al 2023 e, alla provincia di Macerata sono stati assegnati due milioni e mezzo di finanziamenti. Ogni anno abbiamo pertanto una disponibilità di risorse  per fare pavimentazioni e interventi che, dopo la riassegnazione all'Anas e alla Regione dell'ex statali, attualmente prevedono un totale di circa 1300 chilometri di viabilità a carico della provincia di Macerata.  Solo per far capire di che tipo di somme parliamo, basti considerare che il costo dell’asfaltatura si aggira dai 60 agli 80 mila euro a chilometro. Di sicuro – prosegue il presidente Pettinari- si tratta di risorse molto significative, anche se insufficienti, che noi cerchiamo di utilizzare nel più breve tempo possibile. Gli interventi sono già stati inseriti in un piano Nazionale, approvati su proposta del sottoscritto dal Consiglio provinciale e non possono essere modificati per cui, noi procediamo anno per anno secondo la pianificazione. Nel 2019, per cercare di anticipare i tempi, abbiamo pertanto provveduto ad approvare i progetti esecutivi del'anno in corso che sono a cura degli uffici e dei tecnici della provincia, così come gli appalti della direzione lavoro e quant'altro, motivo per cui, tutti gli interventi sono stati già avviati all'appalto da parte della Stazione Unica Appaltante della Provincia, in maniera tale che a primavera inoltrata, appena avremo completato tutte le procedure di appalto, con le verifiche dei requisiti e l'affidamento definitivo, potremo subito procedere ai lavori.
Quanto alla filosofia che è alla base della scelta e individuazione delle strade- spiega ancora Antonio Pettinari- a guidarci non è tanto il numero degli utenti perchè un ragionamento del genere, porterebbe a realiizare una sorta di chiusura totale di zone dell'entroterra dove vivono poche persone.  Al contrario, l'attenzione è per i paesi, per le Borgate o quei piccoli centri che magari sono serviti da una sola strada provinciale che diventa unica via di collegamento. Questo- precisa il presidente Pettinari-  è un parametro fondamentale dell'attuale amministrazione provinciale:  il criterio non è dunque il numero degli abitanti che insistono in una zona, altrimenti dovremo limitare gli interventi alle strade di poche aree oramai più che abbondantemente abitate. 
Non è così, non la penso e non la penserò mai così- ci tiene a sottolineare-  e non solo per un fatto di equità  anche etico-morale ma proprio perché c’è necessità di recuperare tutto il territorio provinciale e specialmente, un entroterra in ginocchio dopo il sisma. Per cui, senza ovviamente trascurare piani viabili importanti in relazione al numero degli utenti serviti. l'attenzione massima è per i territori che più soffrono e hanno bisogno perchè crediamo che le strade siano assolutamente indispensabili per il rilancio di zone così duramente colpite".
C.C.


È stata riaperta la provinciale 40 dell’Asola, a Montelupone. Il tratto era stato chiuso dopo che la violenta perturbazione aveva provocato uno smottamento del terreno che aveva riversato acqua e fango sulla sede stradale, rendendola pericolosa. La Provincia di Macerata, intervenuta sul luogo immediatamente con mezzi e personale, aveva deciso di chiudere il tratto, data la persistenza della precipitazione. Ieri mattina sono riprese le operazioni di pulizia ed in serata sulla provinciale è stata ripristinata la normale viabilità.

Interventi anche sulla provinciale 10 “Bivio Vergini - Civitanova Marche”, nella frazione di Santa Lucia di Morrovalle. La pioggia, anche in questo caso ha fatto colare fango sulla strada, una massa talmente rilevante che ha bloccato la marcia di una vettura. Sul posto è intervenuta la polizia provinciale e il personale per liberare l’auto e pulire la strada; non è stato necessario interrompere la viabilità.

Gs
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