Questo pomeriggio, a Sarnano, la cerimonia di inaugurazione  dei lavori di ricostruzione della scuola elementare resa inagibile dal terremoto del 2016.
Alla  cerimonia hanno partecipato la presidente di ANIA, Maria Bianca Farina, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Vito Crimi, il Commissario Straordinario alla ricostruzione post sisma, Piero Farabollini,  il sindaco di Sarnano.

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"Sono stato ad Amatrice ieri per l'inaugurazione di una scuola - ha detto Vito Crimi - , oggi sono a Sarnano, domani andiamo ad Accumoli. Sono segnali di rilancio. La ricostruzione c'è, partiamo dalle scuole messe in evidenzia fin dal principio, questa scuola è stata cofinanziata grazie all'Ania, la collaborazione tra pubblico e privato dà i suoi frutti".

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Poi il punto della situazione sulla ricostruzione in generale: "Un appello è quello di non cercare alibi per giustificare i iritardi. Ci sono diverse questioni che vanno risolte. Alcune le abbiamo 
affrontate nel decreto Sblocca cantieri, velocizzando l'affidamento delle progettazioni fino a 40mila euro e per i Comuni che hanno le aree perimetrate. Altre iniziative potremo metterle in campo a breve. Abbiamo dato la possibilità ai Comuni di prendere in carico direttamente i danni lievi dove non c'è bisogno il lavoro istruttorio. Ora si tratta di cominciare a vedere i frutti di queste scelte". 

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L'ANIA,  Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici, finanzierà la ricostruzione dell'edificio che ospiterà 150 bambini, con aule moderne e laboratori polivalenti e che rappresenterà un polo attrattivo per l’intera popolazione di Sarnano, con un’area per le attività extrascolastiche alle quali potranno accedere tutti i cittadini.

GS

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È quanto in tanti si chiedevano ultimamente dopo gli annunci del commissario straordinario per la ricostruzione Piero Farabollini e del sottosegretario con delega al terremoto Vito Crimi.

Stando a quanto riporta il gruppo “Tutela professioni tecniche ricostruzione post sisma”, sembrerebbe che l’ordinanza si sia arenata letteralmente. Entrata alla Corte dei Conti, non ne è più uscita: “immaginiamo sia stata bloccata perché l’erogazione libera, fino a 6mila euro, sia stata posta come un anticipo senza alcuna garanzia. Dovremmo ricordare ai fenomeni commissariali che l’erogazione dovrebbe e potrebbe essere posta come primo stato di avanzamento dei lavori per prestazioni effettuate e relative al rilievo e predisposizione del livello operativo”. Insomma, non un anticipo ma una previsione di pagamento per una prestazione già effettuata. 

Pertanto ora sembrerebbe che il commissario stia valutando la possibilità che Cassa Depositi e Prestiti fornisca le necessarie garanzie ma questo è molto difficile che avvenga. 
“A questo punto - conclude il gruppo - dopo sei mesi di attesa non resta che chiedere le dimissioni del commissario”.

Firmato ieri, in Prefettura ad Ancona, il protocollo d’intesa per impedire le infiltrazioni mafiose nella ricostruzione. 

A farne parte, il direttore della Struttura di missione prevenzione e contrasto antimafia Sisma del Ministero dell'Interno, il commissario straordinario per la Ricostruzione, il procuratore generale delle Marche, i procuratori e i prefetti. Presente anche il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho e il sottosegretario Vito Crimi. La firma di questo documento era stata annunciata la scorsa settimana nel corso del convegno organizzato da Libera a Macerata sulla percezione delle mafie nelle Marche.

"Si vuole che i lavori della ricostruzione vengano svolti in tempi brevi - ha detto Cafiero De Raho - e nello stesso tempo verificare i dati e confrontarli con le rispettive banche dati affinché imprese sospettate di far parte di giri mafiosi restino escluse. I lavori vorremmo che fossero svolti in tempi brevi ma da imprenditori sani”.

Con l’occasione Crimi ha fatto un bilancio di quanto fatto e di ciò che il Governo intende fare. Tra queste, una legge quadro per tutti i prossimi eventi sismici: “All’interno deve contenere le regole da mettere in campo ogni qualvolta succederà un evento sismico. Un progetto da portare avanti non nell’immediato ma entro il 2019. Nella normativa – ha spiegato – dovrebbero essere classificati gli eventi sismici per loro natura in modo tale che da questa classificazione conseguano tutte le attività: di ricostruzione prime case, seconde case, percentuali di contribuzione, chi sono i soggetti attuatori, se deve esserci una contabilità speciale o non è necessaria e quant’altro. Tutto misurato con l’entità dei danni”. Insomma l’obiettivo è “che ci sia un codice: in modo che, dal giorno dopo, tutti – imprese, cittadini professionisti, istituzioni – sappiano quali sono le norme che saranno applicate su quella ricostruzione”.

g.g.

 

FOTO ANSA

Dalla Regione arrivano gli emendamenti da presentare al Governo per velocizzare la ricostruzione. Ma Vito Crimi ironizza: “I responsabili del disastro degli ultimi due anni dicono di avere idee per la ricostruzione. Ma chi volete prendere in giro?”.

Pare non si trovi proprio la quadra tra Vito Crimi, sottosegretario alle aree colpite dal sisma, e il presidente della Regione Luca Ceriscioli.

Quest’ultimo ieri ha presentato gli emendamenti elaborati e condivisi con il tavolo tecnico dei sindacati e delle categorie economiche per semplificare e velocizzare la ricostruzione nelle Marche. Gli ambiti di intervento riguardano l’edilizia privata e quella produttiva, le opere pubbliche e il reclutamento di personale negli uffici speciali per la ricostruzione. L’obiettivo, quello di creare una nuova governance e velocizzare il processo. 

Più nello specifico, gli emendamenti prevedono l’autocertificazione che il progettista potrà presentare per la ricostruzione leggera, la possibilità di affidare opere pubbliche fino a 5 milioni di euro con procedura negoziata e il ripristino del dialogo del Governo con i presidenti delle quattro Regioni colpite dal sisma. 

“Governance - commenta Ceriscioli - significa rispettare gli interlocutori che sono nel territorio perché portatori di una competenza importante. Servono scelte molto forti in termini di semplificazione per la ricostruzione che non può seguire regole ordinarie. Abbiamo poi cento persone che dovremmo assumere da un paio d’anni ma che non possiamo perché ci son regole assurde che ci impediscono di farlo. E poi - aggiunge - essere ascoltati rappresenta l’aspetto più importante così come il rispetto reciproco”.

La risposta di Crimi non si è fatta attendere ed esordisce con un quesito: “Come mai Ceriscioli, che da oltre 2 anni è anche Vice Commissario alla ricostruzione, presenta solo adesso queste idee? E come mai lo fa appena dopo gli incontri che ho recentemente sostenuto con la cittadinanza, le Istituzioni locali e le Forze dell'Ordine, nei quali ho già annunciato misure drastiche e coraggiose per rilanciare il processo di ricostruzione?”. 

Secondo il sottosegretario sarebbero state proprio le regioni, insieme ai commissari straordinari Vasco Errani e Paola De Micheli, ad aver compiuto le scelte che ora stanno provocando ritardi e che essi stessi stanno criticando. 

“Adesso i responsabili della disfatta della ricostruzione si travestono da ‘nuovo-che-avanza' e si presentano con la soluzione in tasca. Ma chi vogliono prendere in giro? È un'offesa all'intelligenza dei cittadini. Se oggi - stigmatizza - ci ritroviamo a dover fare i conti con una procedura lenta e caotica, è grazie a questi soggetti. Hanno sempre preteso un ruolo da coprotagonisti, dunque prima di fare proposte devono assumersi la responsabilità delle scelte sbagliate compiute in questi due anni. Chiedano scusa - continua - per la lentezza nell'esame delle pratiche, per gli eccessivi oneri a carico dei progettisti e dei cittadini nella presentazione delle domande, per le discutibili scelte in merito alle opere prioritarie da finanziare. E soltanto dopo vengano a presentare le loro soluzioni”.

Crimi, a due mesi dall’assunzione della delega alla ricostruzione, si dice già pronto a effettuare modifiche importanti alle normative per semplificare i processi e annuncia che verranno condivise con i sindaci, associazioni di categoria, ordini professionali e soggetti interessati, “affinché il risultato sia frutto di un processo partecipato, dal basso, spontaneo e vero. Con queste proposte condivise passeremo poi dal Parlamento e dal democratico confronto fra i rappresentanti eletti dal popolo. Cari Presidenti di Regione - conclude - ci sarà sicuramente un cambio di passo, ma non avverrà certo per merito vostro”.

Gaia Gennaretti

"Dopo  due giorni sui territori e diversi  incontri che si sono tenuti anche nelle altre regioni, me ne vado con una ricchezza di informazioni. E' una conferma delle impressioni che già avevo di quelle che sono le misure che devono essere prese per questi territori". Così il Sottosegretario Vito Crimi al termine della lunga giornata che lo ha visto prima al Politeama di Tolentino per ascoltare le esigenze e le questioni che gli hanno sottoposto i sindaci e successivamente a Camerino nella sede del rettorato dove sono state invece le associazioni di categoria e gli ordini professionali ad esternare le problematiche più urgenti e a consegnare le loro istanze sotto forma di documento. Come noto a Tolentino, per protesta, non si sono voluti presentare i sindaci di Camerino,Bolognola, Castelsantangelo sul Nera, Fiastra, Muccia, Pievetorina, Valfornace, Serravalle di Chienti,  Ussita Caldarola, Esanatoglia e Castelraimondo. A Camerino, presente il Commissario per la ricostruzione Piero Farabollini, oltre al rettore Claudio Pettinari e ai vari rappresentanti delle associazioni e degli ordini, è intervenuto anche il sindaco Pasqui.  

Sala Crimi

" Bisogna ricostituire un patto di fiducia tra Stato,  imprese, professionisti e cittadini- ha detto il Sottosegretario Crimi-  è necessario smontare un po' quell''idea che lo Stato deve mettere regole e paletti, per impedire che il cittadino o l'impresa  frodi lo Stato ma, attivare  misure di semplificazione, ricostituendo questo rapporto di fiducia perché qui  la situazione è talmente di emergenza che non ci sono neanche persone che possono approfittare, nel senso che sono tutte nella stessa condizione disastrata.  Ovviamente mi riferisco in particolare ad alcune aree che sono molto più colpite di altre, e pertanto hanno bisogno di un intervento più strategico e complessivo.  Quindi abbiamo valutato una serie di iniziative da mettere in campo per semplificare le procedure, per alleggerire gli Uffici  Speciali per la Ricostruzione,  per potenziare il personale e  tutto questo passa dalla responsabilità di tutti i soggetti coinvolti". 

Quanto alla mancata presenza dei sindaci dell'entroterra a Tolentino, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio ha commentato: "  A me dispiace ma non non dico nulla,  nel senso che non me la sento neanche di criticarli  perché le situazioni che vivono sono talmente tragiche talmente complesse e, immagino la sofferenza che hanno avuto in questi giorni ma dico subito che in tutti questi incontri con i sindaci, la prima cosa che ho fatto è stato chiedere scusa se per l'ennesima volta si sono trovati davanti a un'autorità politica a dover raccontare nuovamente i loro problemi e le loro  questioni Vi chiedo scusa ho detto, anche se  sono arrivato davvero da pochi giorni in questo ruolo di delegato per la ricostruzione e quindi potrei semplicemente dire che la colpa è di altri, però mi sento di dover chiedere scusa. Capisco le loro le loro posizioni e mi dispiace della loro mancata presenza:  è stata un'occasione persa, perché sono stati incontri che hanno portato a dei contenuti. Io naturalmente  non mancherò di incontrarli perché non è che mi tiro indietro,  non è che tutto questo significa una rottura, significa semplicemente che tornerò, non oggi, non orae probabilmente non prima di rimettere in piedi magari delle modifiche normative. Il che significa  che forse magari non riuscirò ad ascoltare le loro istanze prima che sia troppo tardi. Insomma è un peccato ma davvero,  non me la sento neanche di criticare i sindaci per questa scelta". 

Una visita che non è stata gradita per tutti, quella del senatore Vito Crimi che è stato a Tolentino per incontrare sindaci del cratere e cittadini. 

Non è stata apprezzata la decisione dei primi cittadini dell’Unione Montana di Camerino di disertare l’incontro per protesta contro la decisione della location.

Forte la critica, non solo di Giuseppe Pezzanesi ma anche di altri sindaci, nei confronti di chi ha scelto di non esserci: “Io ho girato indifferentemente in ogni comune, ovunque si parlasse del cratere - commenta - per portare le istanze della mia terra. Ritengo che non venire qui solo perché la riunione si è svolta a Tolentino lasci intendere quanto a volte si possa essere superficiali. Non è lesa maestà, d’altronde Tolentino è città di cerniera con l’entroterra. È in Unione Montana, è la città più grande, ha oltre 20mila abitanti, è la terza della provincia. Credo meriti rispetto, dovevano essere qui anche perché se erano interessati a portare le istanze dei loro territori lo avrebbero potuto fare anche a qualche chilometro di distanza da casa loro. Questa è serietà amministrativa”.

Per Crimi, la decisione di disertare è stata una “occasione persa per rappresentarmi le necessità del loro territorio”.Crimi in apertura del dibattito, prima di far uscire la stampa dall’aula, ha parlato delle intenzioni del governo per il cratere: “È necessario prevedere, a parità di situazione per i comuni più danneggiati, qualche accelerazione. Quindi direi un cratere accelerato per alcune situazioni. Stiamo poi provando a mettere in campo una zona franca urbana di più ampio respiro anche Se quella già prevista non è mai stata utilizzata pienamente  e le difficoltà spesso sono di applicazione. Forse servono - ha aggiunto - anche delle forme diverse di incentivi fiscali che siano più fruibili. Serve poi un testo unico, un codice sulla ricostruzione che, per il futuro, possa individuare fin dall’inizio quali sono le misure da mettere in campo e per quanto tempo”.

Crimi ha infine espresso l’intenzione di potenziare il personale impiegato nell’emergenza e di modificare le modalità e i criteri di erogazione del Cas. Inoltre, ha annunciato che tutte  le casette saranno controllate, anche quelle che non hanno problemi”. 

G.G.

Il Coordinamento dei comitati del centro Italia incontrano il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Vito Crimi. È successo ieri mattina, presenti i rappresentanti dei comitati di Amatrice, Accumoli, Castelluccio, Montemonaco, Tolentino e Pieve Torina, nonché dello studio legale Alterego (ideatore vademecum legale per i terremotati Oissa).

Oltre ad aver spiegato quali siano le condizioni dei comuni colpiti dal terremoto di due anni fa, sul tavolo sono stati portati alcuni argomenti ritenuti fondamentali e rimasti ancora inascoltati. Primo fra tutti, quello riguardante la divisione del cratere in base ai danni subiti, “senza far mancare - sottolinea il coordinamento - assistenza a nessun paese terremotato”. Su questo argomento il neo commissario Piero Farabollini si sarebbe già espresso dicendosi contrario; il recupero dei posti di lavoro perduti, con una zona franca urbana da estendere per almeno 5 anni (incluse Sas, Srl e Snc), sgravi fiscali ad aziende che assumono terremotati e incentivando il turismo; necessario anche accelerare la lavorazione delle pratiche per la ricostruzione, “verificando la congruità dei progetti basandosi dalle certificazioni ed asseverazioni dei professionisti che saranno comunque responsabili, riducendo così in maniera esponenziale i tempi di evasione delle pratiche. Nel ‘97 fu questo il metodo e non ci risultano indagati o arrestati”.

Vito Crimi

Segnalata poi la necessità che il Governo intervenga affinché: il Cas venga erogato con puntualità e le rendicontazioni vengano effettuate nel mese successivo; venga supportato il rientro immediato dei proprietari delle seconde case, “vero motore dei nostri paesi. A queste persone dovrebbe essere permessa la realizzazione di edifici temporanei per poter tornare e contribuire alla ripartenza degli esercizi commerciali ed alla rinascita dei paesi”.

In ultimo, l’effettuazione di un test del reddito di cittadinanza, inserendo il reddito di cratere sulla base di criteri oggettivi. 

“Il sottosegretario - racconta il coordinamento in una nota - ha subito chiarito che le proposte provenienti dai territori sono quelle che considerano maggiormente la quotidianità, e che pertanto vanno tenute in massima considerazione. Ci ha posto mole domande, come ad esempio cosa non funzioni secondo noi, oppure dove si blocchino le lavorazioni e noi abbiamo espresso il nostro parere. Crimi - aggiungono - ci ha poi chiesto il prospetto della divisione del cratere in base ai danni subiti e gli emendamenti presentati in occasione della nostra audizione al Senato”.

Il coordinamento aveva anche posto delle domande a Luigi Di Maio e Matteo Salvini in periodo pre-elettorale le cui risposte lascerebbero ben sperare “ma devono rapidamente trovare conferma nei fatti. Ci aspettiamo che il contratto con i terremotati sia rispettato dai rappresentanti del Governo, sottosegretario e commissario in testa. L’incontro - concludono - è stato molto costruttivo e la prima impressione appare molto buona. Siamo “montanari” e se le parole non saranno seguite dai fatti, ci comporteremo di conseguenza”.

comitati

g.g.

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