Il procuratore di Macerata, Giovanni Giorgio, ha sottolineato come si tratti di un atto dovuto per scrupolo investigativo e come la Procura non abbia ancora sposato alcuna tesi sui fatti. La versione dei familiari è quella di una rapina con aggressione, per quanto né le testimonianze dei vicini, né le prime ricostruzioni della Polizia Scientifica abbiano evidenziato segni di un’avvenuta effrazione.
La donna aveva, nei giorni scorsi, fissato un appuntamento con il centro antiviolenza “Sos Donna” di Macerata.
Si attende l’autopsia, con la morte che sembrerebbe essere dovuta a soffocamento. Le risultanze dovrebbero sciogliere i dubbi degli inquirenti, non del tutto convinti della ricostruzione fornita dai familiari. Il marito della vittima Enrico Orazi, la figlia, Arianna, e il figlio di lei, Enea, hanno intanto nominato un pool di 4 avvocati.
Red.
Il giovane, nel tentativo di evitare di essere allontanato nuovamente dal paese, ha riferito ai militari di essere suo fratello gemello omozigote, in tutto e per tutto identico al giovane in questione e libero da ogni provvedimento amministrativo o giudiziario. Non contento, ha anche presentato la carta d'identità del fratello, certo che i militari si convincessero della sua versione e proseguissero nel pattugliamento della città. I Carabinieri, tuttavia, hanno voluto approfondire la versione del giovane e, d'accordo con il Magistrato di turno della Procura di Macerata, lo hanno sottoposto a fotosegnalamento, in modo da esaltarne le impronte digitali ed accertare la verità.
Le impronte hanno appurato che il giovane fermato dai militari fosse effettivamente il destinatario del foglio di via e non il fratello gemello, come questi aveva voluto far intendere. Il gemello, sentito dai Carabinieri, ha riferito di essere "se stesso" e di non sapere dove fosse la propria carta d'identità, ignorando ciò che avesse fatto il fratello.
Per questo motivo il giovane fermato dai militari è stato denunciato a piede libero per falsa attestazione o dichiarazione ad un Pubblico Ufficiale sull'identità o qualità personali o di altri, nonché segnalato per la violazione alla misura di prevenzione che gli era stata notificata la scorsa estate.
red.
Il setto nasale rotto per aver inseguito i ladri a casa del suo vicino. È quanto successo a un matelicese alcune sere fa, intorno alle 22:30, in via Sabbatini. Quattro i malviventi che si sono introdotti in una abitazione di un condominio nel quartiere Regina Pacis, riuscendo ad arrampicarsi fino al terrazzo e rompendo poi la finestra. Mentre i malviventi riuscivano a trafugare circa 1.500 euro in contanti, il vicino si è accorto dei rumori e ha notato gli uomini correre verso l’auto per fuggire. Ha provato a rincorrerli per fermarli ma i tre lo hanno aggredito e poi sono riusciti a fuggire col bottino. Il matelicese è stato ricoverato per la frattura al naso e sull’episodio indagano ora i Carabinieri.
g.g.
