Piscine ai blocchi di partenza per la riapertura dopo che il presidente della Regione, Luca Ceriscioli, ha firmato il decreto che prevede che l’attività svolta in palestre e piscine è consentita dal 25 maggio prossimo.
È questa la data da cui saranno consentite, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, le sessioni di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, degli sport individuali e di squadra, nonché l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere svolte in palestre, piscine, centri e circoli sportivi, pubblici e privati. Le strutture del territorio si stanno quindi organizzando per ricominciare anche se lunedì è troppo vicino e probabilmente le riaperture slitteranno a giugno.

Un ragionamento fatto dai gestori della piscina comunale Caporicci di Tolentino, del Blu Gallery di San Severino e Olimpia Nuoto di Camerino.
“Non riusciremo ad aprire il 25 maggio – spiega Mario Foglia, segretario dell’ASD Pallanuoto Tolentino che gestisce la piscina Caporicci - . Quello firmato dalla Regione è il terzo decreto: noi eravamo già partiti per la predisposizione delle nuove normative, ma con le indicazioni pubblicate ieri ci sono delle precisazioni da fare e abbiamo bisogno di qualche giorno in più.

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Mario Foglia

Siamo già impegnati nella sanificazione della struttura – annuncia - ; abbiamo pensato ad un ingresso e una uscita separati; gli spogliatoi avranno spazi diversi con il plexiglass per consentire il distanziamento.
Sicuramente il 3 giugno ricominceranno tutti i corsi, ma forse qualcosa potrà cominciare prima come il nuoto libero per il quale però ci sarà bisogno della prenotazione obbligatoria”.
Nuove norme che prevedono variazioni anche per i corsi: “Prima del virus un istruttore seguiva 8 o 9 bambini – prosegue Foglia - , ora questo non è più possibile perché abbiamo il vincolo dei 7 mq a persona nella vasca e 5 mq a persona negli spogliatoi.

Dobbiamo aggiungere istruttori, il personale per la misurazione della temperatura e quello per le pulizie che sarà impegnato al termine di ogni corso per la sanificazione”.
Tutte spese in più che sicuramente il bilancio non prevedeva prima della pandemia: “Il lato economico è la nota dolente – ammette - perché il 9 marzo, quando abbiamo chiuso, dovevamo fare una scelta: mantenere la piscina in attesa della riapertura o togliere l’acqua. Noi siamo stati ottimisti: abbiamo lasciato tutto come se funzionasse, con i regimi al minimo, ma nonostante questo le spese ci sono state e gli incassi sono stati pari a zero.
Oltre a questo le normative ci impongono ulteriori spese come l’orario continuato della segreteria e l’incremento del personale, così come la maggiore sanificazione. Situazioni che, sommate al dubbio di chi vorrà rientrare in portano a triplicare i costi”.

Gli fa eco il direttore delle strutture di Camerino e San Severino, Venanzio Aquili. “Stiamo procedendo alle disposizioni impartite dal Governo – dice - . Non riusciremo ad aprire per il 25 maggio. Per quanto riguarda San Severino la riapertura è prevista per il 3 giugno o al massimo l’8 giugno; mentre per Camerino apriremo l’8 o forse il 15 giugno.

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Venanzio Aquili

È stato fatto lo svuotamento delle vasche in entrambi i casi: sono state pulite e sanificate e ora stiamo procedendo al riempimento. A San Severino, non avendo la parte all’aperto, si procede alla predisposizione dei percorsi per l’interno. La gestione di Camerino è, invece, più onerosa perché la piscina estiva ha bisogno anche della predisposizione degli ambienti esterni”.

Giulia Sancricca
Presentato stamattina il nuovo sito internet del Turismo marchigiano. L’obiettivo è coniugare territorio, ricchezze e servizi e rientra nel programma Exit Strategy rivolto al sostegno del sistema turistico, il più colpito dall’emergenza sanitaria. Il presidente della Regione, Luca Ceriscioli, ha anche accennato a risorse a fondo perduto per il settore e gli operatori nonché per i Comuni colpiti dal sisma.
“Abbiamo deciso di rivisitare totalmente il sito www.turismo.marche.it per renderlo più appetibile verso i turisti - ha detto l’assessore regionale Moreno Pieroni -. Diversa la grafica e più semplice l’impostazione e l’accesso. Il rinnovamento darà anche più visibilità a tutto il territorio marchigiano, dal mare alla montagna ed è un ulteriore tassello che va ad aggiungersi a tutto il lavoro svolto per anticipare la ripartenza”.  
Il dirigente del servizio turismo, Raimondo Orsetti ha definito il portale “una nuova forma moderna e avanzata per concepire il territorio, le sue ricchezze e i servizi. Tutti i contenuti sono stati curati con particolare attenzione e crediamo che per i turisti sarà uno strumento efficace”.
Itinerari, mappe, nuovi cluster turistici, oltre alla rinnovata grafica e all’ottimizzazione per dispositivi mobili, il portale è anche “seo friendly”, ovvero facilmente rintracciabile sui motori di ricerca.
La home page presenta tutta l’offerta che la Regione vuole proporre al turista, con 17 cluster: Marche in blu, Marche arte e cultura, Marche gusto e tradizioni, l’arte di saper fare, dolci colline e antichi borghi, parchi e natura attiva, spiritualità e meditazione, Marche by bike, Marche family, Marche in moto, cinema, Marche wedding, Wellness, Trekking, business e meeting, turismo scolastico e scienza e tecnica.
Questi cluster hanno poi dei sotto-cluster e il tutto è stato tradotto in cinque lingue: oltre all’italiano, il francese, il tedesco, l’inglese e il russo. 
“Il turismo - ha affermato il presidente della Regione, Luca Ceriscioli, è un settore su cui negli ultimi anni abbiamo puntato tantissimo. Fra le novità, quest’ano il turista potrà trovare la rete internet anche nelle spiagge grazie all’investimento sulla banda larga. Avevamo iniziato a portarla anche nelle aree del sisma ma ora a causa del Covid19 ci siamo dovuti interrompere ma presto si potrà navigare sia nelle spiagge che nelle piazze. 
Il nostro messaggio è che siamo pronti per ricevere i turisti anche se in confini sono ancora chiusi. Fra le altre cose - ha aggiunto - presto rimetteremo in moto anche la macchina dei voli, vogliamo far lavorare l’aeroporto come non è mai stato fatto fin ora, con investimenti importanti, perché significa lavoro e occupazione. C’è poi un contributo a fondo perduto per gli operatori turistici: contiamo di uscire coi decreti per il 1 giugno e i pagamenti a fine giugno. Quando avremo il quadro completo lo comunicheremo, tutto in tempi stretti”.

g.g.
Dopo due mesi di chiusura è di nuovo possibile tornare a visitare le Grotte di Frasassi, una delle attrazioni turistiche tra le tante offerte dalle Marche. E' quanto stabilisce il decreto emanato dal governatore Luca Ceriscioli che a far data da lunedì 18 maggio dispone la riapertura anche di parchi e luoghi di attrazione turistico-ricreativa. Così, sempre nel rispetto di tutte le norme di sicurezza previste dalla normativa nazionale e regionale per evitare la diffusione del contagio sarà nuovamente possibile visitare anche i giardini zoologici, gli orti botanici, le riserve naturali. Ripartono, così, in sicurezza le attività del comparto turistico, settore strategico dell’economia marchigiana, secondo pilastro dopo il manifatturiero per Pil e occupazione, ma tra i settori più in difficoltà a causa della pandemia.

f.u.
"E' stato creato un allarme inutile e oggi possiamo dimostrarlo con i fatti". Sono le parole del governatore Luca Ceriscioli dopo che ieri il Comitato etico ha dato il proprio parere favorevole alla sperimentazione della cura del Covid 19 con il plasma. Come si procederà è stato illustrato oggi in una videoconferenza a cui hanno preso parte la dirigente del servizio Sanità Lucia Di Furia, il direttore del Dipartimento interaziendale regionale di medicina trasfusionale Daniela Spadini, il direttore della Clinica universitaria di Malattie infettive Andrea Giacometti e il presidente Ceriscioli. Potrà donare il plasma il donatore abituale che abbia avuto e superato il Coronavirus e anche il donatore non abituale.
"Quest'ultima tipologia di donatore - ha spiegato Spadini - dovrà rivolgersi ai centri trasfusionali e essere ovviamente sottoposto ai test sierologi per evitare la trasmissione di eventuali malattie come hiv, aids, epatite e dovrà avviare tutta una serie di controlli per appurare l'idoneità. Una volta fatto questo, il donatore dovrà attendere 15 giorni per donare il plasma. Il donatore abituale invece potrà rivolgersi al centro Avis più vicino".
I donatori dovranno avere età compresa tra i 18 e i 60 anni. Sono stati individuati tre poli per la donazione: per il nord delle Marche, a Pesaro, per il centro ad Ancona e per il sud a Fermo. "Non ci sono dei donatori già arruolati e proprio oggi ci siamo attivati per reperire tutta la strumentazione che servirà. Ci sono già state però tante espressioni di intenti e per la prossima settimana saremo pronti a partire con la sperimentazione che durerà sei mesi". Ci è voluto qualche giorno per approvare il protocollo ma Giacometti lo ha definito "inattacabile. Noi delle malattie infettive ci occuperemo dell'arruolamento delle persone che riceveranno il plasma: devono essere positivi al Covid19 ma essere in fase precoce di infezione. Il plasma, se non utilizzato, potrà restare congelato per un anno. Ad oggi non sappiamo quanti pazienti potranno giovare di questa terapia - ha aggiunto - e va anche detto che il nostro tasso di mortalità è basso. Se il San Matteo di Pavia con questa terapia è passato da un tasso del 15 per cento al 6 per cento, noi potremmo anche far meglio visto che partiamo da un tasso del 14 per cento".
A chiudere gli interventi, il governatore Ceriscioli che è voluto tornare sulla polemica generata dalla notizia secondo cui la Regione aveva rifiutato o bloccato la terapia. Nulla di più falso, ma solo la volontà di "fare le cose per bene. Non abbiamo sbandierato soluzioni miracolose né sminuito il lavoro di qualcuno. Il nostro atteggiamento è sempre stato quello di aprirci a qualunque opportunità e se oggi siamo la miglior Regione come dato epidemiologico - quando all'inizio eravamo fra i peggiori, ma non per nostra responsabilità - è la dimostrazione che le cose fatte bene pagano. Non abbassiamo la guardia, non ci interessano le polemiche - ha concluso - ma ci interessa che le fake news non generino ansie e disperazione".

Gaia Gennaretti
“Disagi e rischi per i cittadini erano facilmente evitabili usando anche solo il buonsenso. La regione ha sottovalutato la logistica della ripartenza”. Questa la denuncia di Gian Mario Mercorelli, candidato alla presidenza delle Marche per il Movimento 5 Stelle. “Il presidente Ceriscioli denota la sua cronica mancanza di buon senso – dichiara Mercorelli – In un momento come questo dove un intero sistema si riattiva ci sarebbe stato bisogno di una cabina di regia, un tavolo tecnico che avesse chiamato a sé tutti gli attori coinvolti per stabilire quale fosse il metodo migliore per ripartire”. Chiarisce anche con un esempio il suo pensiero il candidato penta stellato. “Il tessuto economico e sociale delle Marche è costituito in massima parte da piccole e medie imprese, che adottano tutte gli stessi orari di lavoro. Ciò significa che sarebbe dovuto esser stato facile prevedere che la maggior parte dei circa 638.000 occupati in regione si sarebbero riversati sulle vie di comunicazione dei vari distretti industriali della regione, creando blocchi del traffico e situazioni di assembramento pericoloso.
Rivedere gli orari di inizio dei turni di lavoro, magari attraverso una concertazione con le categorie datoriali coinvolte, sarebbe stato non solo opportuno, ma anche doveroso da parte dell’amministrazione regionale.
Si sarebbero dovute adottare politiche e strategie mirate a diluire la concentrazione di traffico e di concomitanza di orari tra operai, impiegati e addetti dei diversi settori. Lo scostamento di 15/20/30 minuti dei classici orari, infatti, avrebbe ad esempio diluito in maniera considerevole la concentrazione di persone”. Un principio che secondo Mercorelli dovrebbe valere nel momento in cui riapriranno negozi e attività al dettaglio. “In sintesi - conclude Mercorelli - se non agiamo razionalmente e se chi ha il dovere di governare non inizia a gestire la situazione invece di pensare solo ai propri affari e non si mette in testa di aiutare i cittadini, ci troveremo con una gran mole di persone libere dal lockdown ma prigioniere delle circostanze, aggravate dall’inettitudine gestionale che temo sarà la cifra di questa cosiddetta fase 2”.
f.u.

FOCUS NOTIZIE

LINK ALL'INTERVISTA RADIOFONICA DI MERCORELLI
http://www.appenninocamerte.info/podcast/itemlist/category/113-focus-notizie
"La parte del leone spetta al cittadino".
Così il presidente della Regione, Luca Ceriscioli, durante la videoconferenza con i direttori dei settimanali diocesani, questa mattina, ha risposto alle domande che riguardano la Fase 2.
L'allentamento del lockdown previsto dal prossimo 4 maggio, infatti, richiederà una maggiore responsabilità, non solo dal punto di vista sanitario, ma anche e soprattutto dal punto di vista sociale in cui i cittadini sono chiamati a fare ancor più attenzione rispetto a quella avuta fino ad oggi.
"A noi compete l'aspetto sanitario - ha detto il governatore - , ma la parte più delicata ed importante è quella che deve fare il cittadino. Dal 4 maggio, quando già in tutta Italia 4 milioni di imprese potranno lavorare, sarà ancora più attenzionato il lato pubblico: nei luoghi di lavoro, negli spostamenti, nelle passeggiate. È nel comportamento di ognuno, nell'uso dei dispositivi di protezione, il trasferimento più significativo".
L'allarme lanciato da Ceriscioli riguarda un possibile ritorno alle restrizioni in caso di nuovi picchi nei contagi. Restrizioni che metterebbero in ginocchio l'economia di un Paese già in grave difficoltà: "Un aggravamento della curva epidemiologica - ha spiegato -  porterebbe ad un ritorno alle restrizioni e non ce lo possiamo permettere.
Se dovesse esserci una ulteriore discesa economica, i Titoli di Stato saranno qualificati come spazzatura nel mondo finanziario e non possiamo permetterci di scendere di nuovo".
È per questo che il presidente si appella ai cittadini. "Il compito più importante e delicato è lasciato ad ognuno di noi - ha ribadito - . Molti si sentono liberi se violano le regole, io credo, invece, che nelle regole c'è la libertà. Il mancato rispetto delle regole non riguarda tanto la sanzione di 400 euro, ma la curva epidemiologica che è scesa e potrebbe risalire. Questo virus ci mette un attimo a spingere di nuovo la curva in alto. Anche gli asintomatici sono rimasti positivi, in alcuni casi, per due mesi. Immaginiamo cosa può succedere, in una situazione aperta, se ci sono dieci asintomatici in giro. Pensiamo a quante persone possono contagiare.
O questo viene percepito o c'è il pericolo di affrontare un rischio enorme. Abbiamo avuto il picco, stiamo scendendo, continueremo a scendere, ma questa discesa non è scontata perchè la curva può tornare ad impennarsi ad una velocità che neanche ci immaginiamo. 
Questo virus non ha un vaccino, pochi hanno prodotto gli anticorpi, la positività dura molto tempo, nella fase di riapertura dell'economia - ha concluso - ognuno di noi ha ancora più responsabilità di quella che aveva prima".


Giulia Sancricca

Nell'edizione de L'Appennino Camerte della prossima settimana sarà dedicato un ampio approfondimento sui temi discussi con il presidente questa mattina.
Il sindaco di Belforte del Chienti, Alessio Vita, si unisce al coro unanime dei colleghi di Tolentino, Camerino e Civitanova sulla sanità marchigiana.
Il primo cittadino rispolvera quanto affermato il 15 dicembre scorso in occasione dell'inaugurazione dell'elisuperficie nel suo paese in cui ribadiva al governatore delle Marche, Luca Ceriscioli "a necessità di tenere vivi e valorizzare gli ospedali dell’entroterra, i quali rappresentato un punto di riferimento per una larga fetta della popolazione marchigiana. Contiamo - aveva detto - di rivedere presto l’ospedale di Tolentino in funzione, anch’esso punto nevralgico della sanità interna, con la speranza che i servizi che riuscirà ad erogare siano appropriati per il bacino di popolazione a cui fa capo, così come chiediamo fermamente il mantenimento e la valorizzazione di tutti gli altri presidi ospedalieri dell’entroterra".
Una richiesta che per i sindaci dell'entroterra è valida oggi come allora. "In quell'occasione - dice ora Vita - , mi sentii ribattere che il modello funziona bene così e che la centralizzazione (su modello Americano) porta ad un miglioramento dei servizi e ad un sensibile risparmio. 
Ritengo - aggiunge il sindaco di Belforte del Chienti - che questo sistema stia mostrando i suoi limiti e pertanto mi accodo all'appello dei colleghi Giuseppe Pezzanesi, Sandro Sborgia e Fabrizio Ciarapica, nel rinviare alla fine dell'emergenza qualsiasi decisione sulla sanità regionale, istituendo un tavolo di confronto che comprenda tutti i rappresentanti dei cittadini".

GS
In arrivo una ordinanza per garantire il pagamento alle imprese dei cantieri del sisma. Era stata annunciata ieri da alcune indiscrezioni vicine al Commissario Giovanni Legnini.
“E’ fondamentale pagare subito le aziende - dice il governatore regionale - . Con le sospensioni dei cantieri edili nella ricostruzione post-sisma, dovute all’emergenza Covid-19, si è aperto un problema grave e urgente sui pagamenti dei lavori effettuati fino allo stop. Abbiamo sollecitato il commissario Legnini e siamo d’accordo sull’ emanazione, a breve, di una nuova ordinanza che garantirà il pagamento alle imprese per gli stati di avanzamento anche se nono state raggiunte le soglie previste – spiega il presidente Ceriscioli - Una richiesta fondamentale che ci arriva del settore edile delle associazioni di categorie delle Marche che hanno bisogno di un sostegno reale in questo momento di grande difficoltà.
L’ordinanza ormai imminente affronta il caso in cui i lavori effettuati fino alla sospensione dei cantieri non abbiano raggiunto le percentuali che consentono i pagamenti. Per noi è prioritario superare il requisito della percentuale da raggiungere e garantire la liquidità immediata alle ditte e con questo nuovo atto si tratta di assicurarne l’applicazione da parte di USR e banche affinché le imprese esecutrici siamo in grado di rispettare i propri impegni per il regolare pagamento dei propri fornitori, lavoratori e prestatori di servizi. Un altro colpo alla nostra economia non sarebbe più sostenibile in questa situazione di totale emergenza”.

GS



















































Al via il progetto 100. Il presidente della Regione Marche scrive alle imprese marchigiane per raccogliere la disponibilità ad effettuare donazioni per la nuova struttura con 100 letti di terapia intensiva.
Dopo aver verificato nella mattinata con l'ex capo della protezione civile Guido Bertolaso le possibilità e le modalità concrete di realizzazione della nuova struttura che ospiterà 100 posti letto in più di terapia intensiva per fronteggiare l'emergenza Coronaavirus, con modalità analoghe a quanto si sta già facendo in Lombardia, il presidente Luca Ceriscioli ha inviato nel pomeriggio una lettera alle più importanti imprese della Regione per chiedere la loro collaborazione attraverso donazioni destinate al progetto.
"Si tratta - ha scritto Ceriscioli - di una struttura di 100 posti letto per la terapia intensiva, che è la parte più complessa e importante della lotta contro il Covid-19. La rianimazione è lo spazio in cui si gioca la partita più importante per restare in vita e l’incremento dei posti è una necessità che potremo avere da qui a pochissimi giorni perché la curva del contagio ancora non scende.

Per realizzare questo progetto occorrono 12 milioni di euro - spiega - . Non possiamo farlo con le risorse pubbliche, non perché non abbiamo a disposizione questa cifra, ma per i tempi strettissimi che sono necessari. La macchina che si è messa in moto è velocissima.
L’obiettivo - prosegue Ceriscioli - è di realizzare l’impianto in 10 giorni, un tempo non compatibile con le regole e le procedure del settore pubblico. Ma siamo in emergenza.
Solo attraverso le donazioni potremo arrivare al risultato, quindi serve uno sforzo straordinario di generosità da parte di tutti, in modo particolare da parte delle più importanti imprese delle Marche.
Sono due le opzioni prese in considerazione per la localizzazione della struttura: una nave o il Palaindoor di Ancona, che per caratteristiche si presta ad una velocissima riconversione in un reparto altamente specializzato per la rianimazione.
Quindi faccio un appello importante alla vostra generosità - conclude - . La scelta di impegnarsi in questa direzione permetterà di salvare la vita di molti marchigiani.
Ora abbiamo subito bisogno di una vostra manifestazione di interesse. Vi chiediamo di inviare la vostra disponibilità alla mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e a brevissimo saranno date indicazioni precise su come effettuare le donazioni.
Certo della vostra solidarietà, vi ringrazio in anticipo per la disponibilità che vorrete e potrete offrire partecipando a questo progetto così determiante".

GS
Palaindoor di Ancona o allestimento di un traghetto da adibire ad ospedale. Queste le due opzioni suggerite da Guido Bertolaso al Governatore delle Marche Luca Ceriscioli dopo il sopralluogo che lo stesso Bertolaso ha compiuto ad Ancona dietro richiesta dello stesso presidente e dell'intero governo regionale per predisporre una struttura di 100 posti letto di terapia intensiva per pazienti affetti da Covid 19 qualora le strutture ospedaliere già predisposte non dovessero rivelarsi sufficienti. "Sono queste le due opzioni che il gruppo di esperti ha individuato insieme all'ex capo della protezione civile nazionale - le parole dell'assessore Angelo Sciapichetti - per un ulteriore centro da costituire qualora gli ospedali che stanno già operando non siano più sufficienti. A Bertolaso avevamo chiesto semplicemente un sopralluogo che è stato fatto ad Ancona in quanto vicina all'ospedale di Torrette. Ora stiamo valutando quale possa essere l'opzione migliore".
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