Si è svolta ieri sera la riunione dell’Unione Montana Marca di Camerino. Fra gli argomenti all’ordine del giorno, l’elezione del Presidente, vicepresidente e del direttivo che è stato confermato così com’era quello precedente. È stata infatti avanzata una mozione programmatica dal Comune di Fiastra che conteneva l’indicazione di un voto che fosse nel segno della continuità per quanto riguarda il rinnovo della figura del presidente: confermato quindi il sindaco di Pieve Torina, Alessandro Gentilucci, alla guida dell’ente. La vicepresidenza è rimasta al sindaco Claudio Castelletti, di Fiastra.

“Nutro una grande soddisfazione per il lavoro fatto in questi cinque anni - afferma Gentilucci -. Abbiamo preso in mano una Unione in cui nessuno voleva entrare perché c’erano delle condizioni economiche non favorevoli. Abbiamo dato un senso di rispetto a questi territori, abbiamo avuto la forza e la voglia di credere in questa istituzione rischiando anche personalmente, la sfida è stata vinta: abbiamo garantito e stiamo garantendo gli stessi servizi che l’Unione ha storicamente garantito a tutti, anche a quei Comuni i cui sindaci avevano fatto scelte differenti uscendo dall’ente. Il senso di responsabilità che ci ha sempre contraddistinto ieri è stato confermato”. L’ente ha peraltro chiuso con un avanzo primario di 80mila euro, altro motivo di soddisfazione per il presidente che lo definisce un traguardo incredibile. “Offrire gli stessi servizi con quattro dipendenti mentre prima ce n’erano più di dieci è qualcosa che non tutti riescono a fare”.

Relativamente ai Comuni che si erano staccati, su cui anche la Regione è intervenuta e il 4 settembre si svolgerà una riunione con l’assessore Angelo Sciapichetti, Gentilucci chiarisce che la loro condizione patrimoniale non potrà essere la stessa dei cinque Comuni che oggi fanno parte dell’Unione: “Ci siamo dati delle regole uno statuto - spiega - la loro condizione non potrà essere la stessa dei cinque Comuni che hanno lottato per avere questa opportunità. Ma soprattutto c’è una linea politica. Abbiamo un percorso e dei punti di riferimento come il Contram, le politiche dei cittadini per l’acqua, mi riferisco anche alla condivisione delle tematiche relative alla ricostruzione. Tutti questi percorsi sostanziano la possibilità di stare insieme in funzione della crescita del territorio”. Secondo Gentilucci l’Unione Montana Marca di Camerino deve guardare e aprirsi agli altri territori e quindi è imprescindibile un percorso congiunto anche con i presidenti delle vicine Unioni Montane. “Vogliamo unire la montagna in un percorso che ha una forza incredibile. Questi sono i temi che io metto sul piano della bilancia”. È cercando una sinergia sulle linee guida e sullo statuto dell’Ente, senza cercare di rientrare a gamba tesa, secondo il presidente, che si potranno ottenere risultati e si potrà fare ancora qualcosa di buono: “E’ in questo spirito che abbiamo potuto garantire la sede della Compagnia Carabinieri di Camerino. Se le cose non fossero andate come sono andate, oggi staremmo parlando di un edificio completato, in disponibilità della Regione che non si sa che uso ne avrebbe potuto fare, e non avremmo potuto metterlo nella disponibilità dell’Arma. Questi sono argomenti fondamentali. Il territorio montano - conclude - deve fare sinergia ma questo non con le poltrone bensì sulle tematiche e sulle politiche”.    

Fra i presenti anche il sindaco di Camerino Sandro Sborgia che ha votato a favore di questa mozione e quindi del rinnovo del direttivo ma ha chiesto di far rientrare all’interno dell’Unione i comuni di Castelsantangelo, Montecavallo e Valfornace: “Ho presentato un documento contenente una dichiarazione di voto - racconta - favorevole alla proposta del Comune di Fiastra proprio per dare un segno di unione e di continuità, di una comunità che ha un percorso complesso da affrontare. Il mio voto però era condizionato da due fattori: che si definisca una volta per tutte la destinazione dello stabile dell’Unione Montana a comando Compagnia Carabinieri di Camerino perché, ricordiamole, da oltre un anno c’è un tavolo aperto per la definizione delle condizioni alle quali questo stabile deve essere ceduto e ormai mi pare un tempo più che sufficiente per prendere una decisione”. La caserma attualmente è ospitata in container allestiti in via Madonna delle Carceri e Sborgia ha chiesto, una volta per tutte, che la situazione si definisca anche perché l’agenzia del demanio ha impegnato 5 milioni di euro per la ristrutturazione dell’immobile e “più passa il tempo e più rischiamo che questi fondi siano destinati altrove con la conseguenza che non solo non potremo realizzare la caserma ma anche che lo stabile dell’Unione Montana rimarrà così, al grezzo, con un doppio danno”.
La seconda condizione era appunto quella di reintegrare i Comuni che erano usciti per questioni economiche: “Mi pare arrivato il momento che questo avvenga. Penso sia un argomento importantissimo e penso che se un’Unione Montana prima era composta da 13 comuni e oggi da 5, considerando gli accorpamenti che ci sono stati, è arrivato il momento di accogliere le richieste di chi chiede di rientrare. Se entro il 31 dicembre non ci saranno stati passi avanti - sottolinea Sborgia - dovremo capire verso quale direzione si vuole andare. Se vogliamo rimanere come gli ultimi 5 anni, lasciando che un intero territorio sia rappresentato solo da una minima parte di comuni penso sia dannoso per tutti. I problemi sono tanti e li dobbiamo affrontare tutti insieme iniziando a parlare di progetti, strategie, iniziative e non solo di poltrone”.

g.g.

"Una squadra giovane, preparata e competente che mi affiancherà quotidianamente nel percorso che ci vede onorati del voto dei cittadini". Così il sindaco di Montecavallo Pietro Cecoli, riconfermato nel ruolo di primo cittadino,nel rendere pubbliche le nomine della Giunta consiliare che verranno presentate ufficialmente nel corso della seduta di insediamento del nuovo Consiglio comunale prevista il prossimo lunedì 10 giugno alle ore 18.30. Assessori sono stati nominati Sante Paoletti e Gaia Boldrini  che, con i suoi 19 anni, è anche la vicesindaco più giovane di tutta la storia del paese.

C.C.
Ad elezioni concluse, la candidata sindaco Francesca Germoni della lista civica "Cambiamento per Monte Cavallo" che, alla scorsa tornata elettorale per il rinnovo delll'amminsitrazione del piccolo paese montano ha ottenuto una percentuale di preferenze del 37,04, con una replica a sua firma, interviene sulle dichiarazioni più volte esternate dal sindaco rieletto Pietro Cecoli.
"Sin dai primissimi articoli di giornale- scrive Francesca Germoni- le sue dichiarazioni sono state accusatorie nei confronti dell'opposizione; ha sempre parlato di attacco politico riferendosi alle indagini della magistratura, attribuendomi un potere che non posso assolutamente avere. Ha rilasciato, e tuttora rilascia, interviste nelle quali parla di campagna denigratoria, quindi invito il sindaco ad aprire un vocabolario della lingua italiana e ad informarsi sul significato della parola "denigratorio". Mi sono sempre limitata a riportare fatti reali non inventati e- contiinua Germoni-, nessuna falsa accusa è stata avanzata nei suoi confronti. Non è facile scalzare chi amministra da tempo immemorabile un paesino, in cui sono tutti amici e parenti ma, finalmente, anche i cittadini di Monte Cavallo hanno iniziato ad aprire gli occhi e, a differenza degli anni passati, abbiamo avuto un importante riscontro con il 37% dei voti a nostro favore: a loro vanno i nostri ringraziamenti e questo è il segnale che il CAMBIAMENTO è già nell'aria.
Fieri del risultato- conclude Francesca Germoni- io e gli altri consiglieri di minoranza, abbiamo già iniziato il nostro lavoro; invito anche il sindaco Cecoli a rimboccarsi le maniche se vuole finalmente mantenere le promesse fatte nel programma elettorale che, da ormai più di trent'anni, non è riuscito a realizzare. Oggi Cecoli parla di un futuro migliore, quando l'artefice del passato, è stato proprio lui".


Francesca Germoni




Pietro Cecoli a Montecavallo è il primo sindaco rieletto in provincia.  Il primo cittadino che ha guidato il paese negli ultimi cinque anni è stato scelto nuovamente dai cittadini con 51 voti contro i 28 dell’altra candidata, Francesca Germoni.

“C’è stato un lungo percorso – dice Cecoli - perché sono alla guida del mio paese da molti anni, i cittadini mi hanno dato fiducia, visto che l’altra campagna elettorale è stata impostata in maniera denigratoria nei miei confronti non ha portato alla loro vittoria. Le polemiche non pagano – commenta il sindaco - . . In politica meno si fanno e meglio è, lo vediamo anche a livello nazionale.

Per Montecavallo ci sarà un futuro migliore, metterò in campo tutta la mia esperienza. Abbiamo fatto molto, continueremo a fare e a ricostruire. Ci hanno legato le mani, rispetto al ’97, ma noi andiamo avanti”.

GS

A guardarla da lontano in queste tiepide giornate di marzo non si direbbe, ma la neve in montagna può essere ancora insidiosa per chi decida di avventurarsi con l’auto sulle strade. Ne sa qualcosa l’imprenditore del perugino che, rimasto bloccato per neve a Selvapiana, deve il salvataggio al provvidenziale aiuto del sindaco di Montecavallo. Programmato di pranzare in un ristorante di Montecavallo, l’imprenditore aveva deciso di raggiungere il paese, passando da Pintura di Ciglia, Selvapiana, Collattoni ma non aveva fatto i conti con una coltre bianca che in quelle zone raggiungeva gli oltre 40 cm di spessore

“ Ero in comune impegnato nelle solite procedure di routine- racconta Pietro Cecoli- quando ho ricevuto la chiamata dell’imprenditore che conosco. In località Pantaneto non c’erano che 20 cm di neve e lì per lì mi sono sorpreso che potesse aver avuto difficoltà. Presa una corda, mi sono messo alla guida del pick up per raggiungerlo e in effetti, ho dovuto ricredermi perché verso Selvapiana, poco prima di prendere la discesa in direzione della Pintura di Ciglia, c’era circa mezzo metro di neve. Con la sua utilitaria- prosegue Cecoli- il mio amico aveva proseguito finché gli era stato possibile, ammucchiando la neve davanti alle ruote ma ad un certo punto, si era ritrovato a cavallo su uno spessore troppo alto. Agganciata la corda al pick up ho quindi trainato il suo mezzo fino a Selvapiana, facendo circa 600 metri a marcia indietro e riuscendo a liberarlo. Per fortuna dalla parte opposta lo spessore era più basso e così tutto è filato liscio. In montagna-commenta il sindaco – bisogna essere tuttofare; una piccola azione per carità, però c’è sempre soddisfazione nel potersi rendere utili “. Ancor più soddisfatto, il protagonista della disavventura conclusasi con il lieto fine e tanti ringraziamenti al suo benefattore. 

C.C.

 

Nella tornata elettorale del prossimo 26 maggio, a sfidare il sindaco uscente di Montecavallo Pietro Cecoli, scende in campo una donna. Candidata alla guida di una lista civica è Francesca Germoni, 46 anni, dipendente al comune di Muccia.

  “ La mancanza d’iniziativa dell’attuale amministrazione - dichiara Francesca Germoni- mi ha spinto ad affrontare questa esperienza, soprattutto in virtù del fatto che a distanza di anni non c'è un incremento di popolazione, non c'è movimento . Questi i motivi principali per cui, insieme agli altri collaboratori, abbiamo deciso di provare a portare un’ aria nuova e comunque, anche nel caso di mancata vittoria, cercare di portare avanti un’opposizione, provare a contrastare un’ amministrazione che, da 30 anni a questa parte, non ha avuto contrapposizioni”.

Non ancora decisa la data di presentazione ufficiale della lista che è comunque già formata e i cui componenti, si stanno riunendo per definire il programma.

“ Al momento, abbiamo deciso di tirare fuori soltanto il mio nome come candidato a sindaco - spiega- ma siamo già una lista definita e stiamo anche lavorando sul logo che possa rappresentarci. Vogliamo confrontarci su un programma di cambiamento per il nostro paese dove, a tre anni dal sisma che lo ha colpito, ci sono tanti particolari da seguire con attenzione”. La stessa candidata, ha abitato a Montecavallo fino al 2008 e, spostatasi a vivere  a Pieve Torina, a seguito delle scosse del 2016, si è ritrovata senza casa.

“ A testimonianza del forte legame che ho con queste zone, dopo il terremoto ho acquistato un’abitazione a Montecavallo dove la mia famiglia ha voluto fortemente far ritorno. Mio marito, i nostri tre figli di 27, 25, e 19 anni, sono tutti affezionati al piccolo paese, dove tra l’altro, nel villaggio sae abita anche mia suocera; addirittura uno dei miei figli è ritornato in paese subito dopo il terremoto, prendendo in affitto una casa. I miei tre ragazzi sono assolutamente innamorati di Montecavallo;  qui  sono nati e cresciuti e qui, intendono portare avanti la loro attività in futuro. Abbiamo dunque tutto l'interesse di contribuire a riportare allo splendore il paese e il territorio circostante. Abbiamo l'oro in mano ma purtroppo non è stato valorizzato e sfruttato. Anche in questo desideriamo portare un’aria nuova”.

C.C.

Il sindaco di Montecavallo Pietro Cecoli interviene nella vicenda che lo vede coinvolto e secondo la quale, avrebbe contravvenuto ad un'ordinanza, utilizzando la sua abitazione inagibile. Il primo cittadino sarebbe finito sotto accusa in quanto, pur essendo la sua abitazione della frazione di Pantaneto inagibile con tanto di scheda aedes redatta dai tecnici e prescrizione che ne inibisce l'utilizzo, avrebbe continuato ad abitarci. Lo stesso sindaco, ha tenuto a spiegarci la sua versione di come sono andate le cose.   

"Come molte altre persone- dichiara  Pietro Cecoli- subito dopo le scosse del 2016 ho soggiornato in strutture ricettive della costa. A fine 2016 ho deciso di acquistare un container e di fare ritorno a Montecavallo. Ho  posizionato pertanto la struttura acquistata nei pressi della mia casa di Pantaneto sfruttando il container al massimo come abitazione.  Nei periodi invernali più rigidi, come quello particolarmente problematico della  nevicata del 2017, durante il quale oltretutto sono stato colpito anche da una fortissima sciatalgia, per qualche giorno ammetto di aver preferito al container la mia casa, seppure inagibile.  Non è che voglia giustificarmi ma credo di non aver fatto nulla di male;  per carità, è vero che ho trasgredito l'ordinanza e ne sono a conoscenza.  Ci sarà  un procedimento nei miei confronti- continua Cecoli- ma sono tranquillo e vedremo se si riuscirà a smontare tutte queste accuse che mi riguardano e  che reputo intimidatorie e fatte unicamente solo perché si stanno avvicinando le elezioni amministrative. Ne sono fermamente convinto anche perchè - aggiunge il sindaco-  si è cominciato a dare fastidio anche a qualche altra persona a me vicina". 

Quanto alla rimodulazione  del contributo di autonoma sistemazione che avverrà  lunedì prossimo in Regione, il primo cittadino ha tenuto a precisare che non avviene soltanto nei suoi confronti e come misura riferita alle accuse che lo riguardano ma, in base a quanto deciso dagli organi governativi per le quattro regioni colpite dal sisma, nei confronti di tutta la popolazione terremotata. 

" Una rimodulazione che reputo giusta anche perchè ci sono delle situazioni che meritano di essere aggiustate e si deve chiarire se a percepire il contributo sono persone che non dovrebbero; fanno bene a rivedere il tutto anche perchè di soldi  non è che più ne spendi e più ne arrivano; ci sta un calderone e, più ne prendi e meno ce ne stanno, quindi bisogna risparmiare al massimo essere consoni a far sì  che tutti quanti possano aggiustare le loro proprietà con meno dispendio di energie possibili.  Per la vicenda che mi riguarda- sottolinea ancora Cecoli-  sono sereno e tranquillo; c'è un procedimento e ne vedremo gli sviluppi e, naturalmente, sarà il giudice giustamente a stabilirne l'esito. Sinceramente c'è solo una profonda amarezza nei confronti di queste accuse partite da pochi cittadini-  conclude il sindaco-  Pensavo che queste cose fossero lontane dalle nostre zone e invece, ho dovuto ricredermi".

C.C.

Nuove infiltrazioni di umidità dai pavimenti delle Sae di Montecavallo. Ancora quattro casette del Consorzio Cns interessate dal problema e altrettante famiglie costrette ad uscire per consentire la sostituzione della pavimentazione con tutti i disagi che questo comporta. Nella stessa area che in tutto  conta dieci strutture CNS, altre tre Sae avevano riportato la stessa problematica,  risolta con la rimozione del pavimento e, in qualche caso, era stato permesso alle famiglie di rimanervi anche durante l'esecuzione dei lavori, riguardando l'umidità solo una parte della struttura. Fattostà che domani verranno sottoposte a controllo anche le ultime tre casette per verificare che il problema non riguardi a quel punto l'intera fornitura dell'area.

" Non si riesce a capire da dove venga questa umidità- afferma amareggiato il sindaco Pietro Cecoli- Dopo la precedente segnalazione, così come avvenuto anche a Muccia, si è ripresentato questo problema alle pavimentazioni. Speriamo che se ne venga a capo e si trovi una soluzione- continua il sindaco di Montecavallo- altrimenti il problema potrebbe anche ripresentarsi perchè non è stata messa nessuna pellicola di protezione tra il cemento e la pavimentazione e non vorrei che tra un anno si debba ricominciare daccapo. Le nostre Sae come quelle di Muccia hanno i famosi piedini ma evidentemente non basta. Il problema è che questo tipo di costruzioni non sono adatte per zone di montagna; avessero realizzato delle strutture a due piani forse non ci sarebbero stati questi problemi e avremmo sicuramente risparmiato ettari ed ettari di terreno fertile e pianeggiante e non avremmo avuto tutta questa cementificazione perchè le palificate di cemento che sono state realizzate, lì rimarranno sicuramente per secoli e secoli".

Intanto le famiglie delle quattro casette si preparano a fare i bagagli e a trovare una diversa sistemazione. " Noi - dice il sindaco- cerchiamo di essere sempre vicini alle persone che sono per la maggior parte anziane. Avevamo già avvertito un paio di giorni prima che sarebbero venuti a verificare e così volta a volta facciamo; so che qualcuno potrà arrangiarsi presso parenti o amici e gli altri, potranno essere ospitati a spese della ditta nella struttura del Beato Rizzerio. Vedremo comunque di dare un supporto massimo, anche perchè- conclude Cecoli- con tutto quello che hanno sofferto proprio non se la meritano un'altra situazione del genere. Speriamo che in breve tutto possa risolversi. Io sono fiducioso sempre per natura, però debbo dire che finora non abbiamo visto granchè di positivo. Sembra che sin dall'inizio, tutte le regole e tutti gli interventi siano stati fatti contro i comuni e contro la popolazione che ha già sofferto qualcosa di grave e devastante".   

C.C. 

muffe 

Pochi giorni di attesa e di ultimi preparativi e la grande avventura dell’Aconcagua Team Experience sarà pronta a partire. Scalare il 7000 metri della vetta più alta della catena delle Ande e piantarvi in cima la bandiera di Montecavallo. A mettersi in gioco con spirito solidale sono tre recanatesi, un veneto e un romagnolo, fondatori della Onlus Aconcagua Team Experience. Guidati da Roberto Pellegrini, tenteranno l’impresa Marco Capodacqua titolare di un agriturismo di Montefano, Giovanni Dall’Armellina, il fotografo Danilo Maceratesi che curerà immagini e video della scalata e Mattia Baffone. La data di partenza per l’Argentina è fissata per il prossimo 23 gennaio, quando prenderà avvìo l’originale sfida solidale intrapresa per dare un segnale di aiuto e visibilità al piccolo centro dell’entroterra danneggiato dal sisma dell’ottobre 2016. “ Save Marche 6.5il motto della Onlus costituitasi la primavera scorsa e attivatasi con una raccolta fondi a favore della comunità.

Porteremo il nome di Montecavallo a 7000 metri di altezza, insieme a quelli della provincia di Macerata e della Regione Marche- dichiara Roberto Pellegrini-. Abbiamo voluto portare avanti questo progetto, proprio per dare risalto al più piccolo comune della provincia, decisi ad offrire il nostro contributo per risollevare le sorti di queste zone così duramente colpite. L’idea iniziale, era quella di coinvolgere in una sfida degli amici, come me, non più propriamente ragazzini. Se vogliamo –prosegue Pellegrini- è stato un momento di follia, eppure, ad animarci fin da subito è stato l’istinto di fare un qualcosa che potesse motivarci; nel frattempo è arrivato il dramma del sisma e, unendo le motivazioni private a quelle istituzionali, abbiamo pensato che in qualche modo avremmo potuto essere d’aiuto. Siamo pienamente consapevoli che il nostro piccolo gesto non servirà a risolvere i gravi problemi della zona, tuttavia, è una piccola goccia che offriamo con gioia. Insomma- continua Pellegrini- siamo 5 persone come tante, senza alcuna esperienza di alpinismo, che si mettono in gioco; si è scelta l’Argentina in quanto, pur residente a Recanati, sono nativo di quel continente e si è deciso di raggiungere il posto più alto dell’America, per ottenere il massimo della visibilità per il territorio. Anche il sindaco Pietro Cecoli ha accolto con entusiasmo l’iniziativa per cui, ci siamo caricati ancor di più. E’ un anno che ci stiamo preparando e, naturalmente, il tempo della spedizione dipenderà dal fattore meteorologico, dall’acclimatamento che faremo in quota.. A seconda delle condizioni climatiche, potremo impiegare da una settimana a una decina di giorni. In Argentina è estate ma parliamo sempre di una vetta di 7000 metri. Ma nelle impegnative giornate che ci aspettano, porteremo nei nostri cuori Montecavallo e tutte le zone devastate dal sisma, per dare un segnale forte e per dimostrare che, con volontà e spirito di sacrificio, si possono ottenere grandi risultati”.

Carla Campetella

Un prefabbricato in legno di 90 metri quadrati, dotato di ufficio del sindaco, anagrafe, altri uffici amministrativi, Tecnico e di Ragioneria. E' la  nuova sede comunale provvisoria di Montecavallo fresca d'inaugurazione sorge  accanto alle soluzioni abitative d’emergenza, nel piazzale Caduti Martiri di Nassiriya. A realizzarla in brevissimo tempo, è stata la ditta Edillegno di Treviso. Una struttura confortevole e sicura che permetterà una migliore gestione del lavoro da parte dei dipendenti comunali.e una  più agevole fruizione dei servizi da parte dei cittadini.

Al taglio del nastro erano presenti il governatore Ceriscioli con l’assessore Sciapichetti, il presidente della Provincia Pettinari e il direttore dell’Area Vasta 3 Alessandro Maccioni.

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  Anche i componenti del team Aconcagua experience Roberto Pellegrini, Marco Capodacqua e Giovanni Dall’Armellina, hanno voluto partecipare al nuovo passo verso il ritorno alla normalità del piccolo centro montano. A fine gennaio, a nome dei paesi terremotati e in segno di vicinanza alle loro difficoltà,  isseranno i vessilli di Montecavallo e della Provincia di Macerata sulla cima  più alta della Cordigliera delle Ande.

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       IIl team di Aconcagua Experience con il presidente Pettinari

E’ un altro tassello del puzzle che ho fin dall’inizio definito per la ricostruzione- ha detto il sindaco Cecoli- Prima o poi, con la caparbietà che come montanari ci rappresenta, finiremo il puzzle. Ne passerà di tempo perché i danni sono tanti e le cose da fare ancora di più. Prima di tutto- ha aggiunto- stiamo cercando di rassicurare le persone; non è facile perché tutto quello che è accaduto, ha prodotto in ognuna di loro profondo turbamento.  Il passo successivo, di concerto con la Regione, sarà ripristinare tutte le abitazioni; confidiamo di riportare nel più breve tempo possibile una normalità vera riabilitando ogni situazione. Non  abbiamo una bacchetta magica e ci rendiamo conto che ci vorrà ancora tanta pazienza, ma di certo noi ci saremo, controlleremo e spingeremo Regione e Governo affinchè il tutto avvenga nel più breve tempo possibile per riacquistare una normalità e quotidianeità”.

Intanto, sempre sul piazzale, si avvicina a grandi passi anche la realizzazione di una struttura da destinare a chiesa. A donarla, in una gara di solidarietà nei confronti del più piccolo comune della Regione, la Caritas di Parma e altre associazioni.

“ E' già in fase di montaggio  il basamento della chiesa che ci auguriamo di inaugurare prima di Natale. Anche il nostro parroco Don Nello Tranzocchi- prosegue Cecoli- potrà così riacquistare una normalità con un edificio adibito al culto, dotato anche di una stanza e servizi che potrà utilizzare per le sue necessità”.

Carla Campetella

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