Terza tappa, tutta settempedana, per il tour "Febbre a 45 giri" promosso e organizzato dall'Associazione Fontana, presieduta da Claudio Brunacci. La serata è in programma per venerdì 7 dicembre al teatro Feronia alle 21, e trasporterà gli spettatori nella magia della musica tipica degli anni in cui tutti i sogni sembravano realizzabili.

“In un momento storico dove tutto si rinnova con una velocità impressionante - afferma Brunacci - e dove la tecnologia, ma anche il consumismo più sfrenato, fa ritenere già superato l'oggetto che abbiamo appena acquistato, potrebbe sembrare assurdo ed anacronistico dedicare una serata all'obsoleto 45 giri: per chi ha vissuto quegli anni - spiega - il 45 giri (come pure il 33 giri) ha rappresentato quasi l'unico mezzo a disposizione per ascoltare la musica che ci piaceva”. Era infatti un' epoca in cui la radio e la TV erano solo quelle di Stato, con pochissimo tempo dedicato alla musica "leggera", ed il fenomeno delle "Radio libere" era ancora lontano da venire.

Ma perché tanta nostalgia? Perché proprio gli anni ’60? “Sicuramente - dice - non è per mancanza di idee, piuttosto è la voglia di rivivere il bello di quell’epoca, o proporre qualcosa di magico a chi, purtroppo, quegli anni non ha avuto il piacere di viverli. Anche noi siamo stati ammaliati dalla voglia di vivere di quegli anni e non abbiamo saputo resistere dal celebrarli come ci piace di più”, regalando a chi li ha vissuti e li ricorda un piacevole viaggio indietro nel tempo e a chi non li ha vissuti, il privilegio di conoscerli e goderne un po’.

A presentare la serata saranno Marco Moscatelli e Taryn Piccinini. 

g.g.

Domani torna a riunirsi il Consiglio comunale di San Severino. Tra gli argomenti all’ordine del giorno della seduta convocata per le ore 20,30 nell’ex sala udienze del Giudice di Pace a palazzo Governatori, in via Cesare Battisti, figurano le comunicazioni del sindaco Rosa Piermattei e due interrogazioni: una sulle modalità di gestione, tutela e valorizzazione della Riserva naturale regionale del monte San Vicino e del monte Canfaito, presentata dal consigliere Francesco Borioni, e l'altra sul progetto per la realizzazione di un impianto di trattamento inerti in località Rocchetta, presentata da Massimo Panicari e Gabriela Lampa. 

L’Assise settempedana sarà inoltre chiamata ad approvare le variazioni al bilancio di previsione 2018-2020 e ad esprimersi sull’alienazione di una piccola proprietà sita all’interno del lotto di proprietà della ditta Nova Immobiliare Srl. Il Consiglio, infine, si esprimerà sulla sostituzione di alcuni componenti le Commissioni consiliari e su di una mozione del Movimento 5 Stelle avente ad oggetto le azioni per il miglioramento della raccolta differenziata dei rifiuti in città.

"Osservando i cassonetti che si trovano lungo le strade per la raccolta di umido, pannolini e vetro o semplicemente aprendoli per conferire i propri rifiuti - scrivono i grillini - molto spesso si riscontra una pessima gestione da parte del cittadino, che o per ignoranza o per noncuranza, deposita il materiale sbagliato generando senza dubbio inefficienze e peggioramento della percentuale complessiva di riciclo dei materiali. Allo stesso tempo, entrando negli esercizi commerciali della città (bar, ristoranti, negozi) o negli spazi pubblici quali strade, stazione, giardini, dove viene smaltita una parte significativa dei rifiuti, non esiste quasi mai la possibilità di conferire il rifiuto in maniera separata. Si genera in questo modo una percentuale a nostro avviso ingiustificata di immondizia indifferenziata, che si somma alla quantità già oggi purtroppo destinata alle discariche". Pertanto si chiede all'amministrazione di organizzare, ogni anno, una settimana dedicata alla sensibilizzazione e alla spiegazione ai cittadini della modalità di cnferimento dei rifiuti; di obbligare gli esercizi commerciali a consentire nei propri locali il conferimento differenziato dei rifiuti; a intercettare regolarmente i casi anomali e a installare negli spazi pubblici dei cestini che consentano di conferire i rifiuti in maniera separata e utilizzare l’area dei cestini per trasmettere semplici messaggi volti alla finalità della separazione e all’importanza del rispetto dell’ambiente.

g.g.

Primo dei tre gli appuntamenti in programma per la rassegna Dialettiamoci8, sabato 17 alle 21.15, a Caldarola, nella sala polivalente Tonelli.

Il Teatro club Gubinelli di San Severino Marche porterà in scena la commedia “Patre pe’ procura” di Amedeo Gubinelli, per la regia di Alberto Pellegrino.

Si tratta di un’opera sperimentata da tempo, ricca di spunti, scritta sapientemente da un sacerdote che ben conosceva l’animo umano, interpretata magistralmente dagli attori settempedani. Dalle note di regia:

La solitudine dei sentimenti. Questa commedia, scritta nel 1980, può essere considerata il capolavoro della drammaturgia di Amedeo Gubinelli e uno dei migliori testi del teatro dialettale marchigiano del Novecento. L’autore ha scritto: “Ho voluto mostrare la vita quotidiana di un prete, i suoi problemi, le sue difficoltà, il piccolo mondo che circonda la parrocchia”. Per raggiungere questo scopo Gubinelli non trascura nessuno degli elementi che caratterizzano una vicenda circoscritta a un piccolo paese della provincia marchigiana: un bambino abbandonato da ignoti genitori; l’aristocratica altezzosa ed egoista, madre di un nobile di provincia conquistatore a buon mercato; una domestica scorbutica e materna; un sacrestano intrigante e fedele, una stagionata Figlia di Maria, zitella per forza e beghina per vocazione. Sembra a prima vista una commedia di costume con qualche velata intenzione educativa, come spesso accade nel teatro di Gubinelli. Il testo, a una seconda lettura, mostra notevole profondità sul piano sentimentale, psicologico e letterario, la quale conferisce un valore aggiunto che sta alla base del successo di pubblico riscosso da questa commedia. Per prima cosa emerge dal testo una totale identificazione tra il sacerdote-autore e il sacerdote-protagonista, perché identiche sono le emozioni e le motivazioni che ha provato nella vita quotidiana e che ora rivivono sulla scena. Alla base di questa vicenda c’è un sentimento di solitudine umana, ben diversa dalla solitudine spirituale che ha una sua sublimazione nella fede. Si tratta di una solitudine che affligge l’uomo-sacerdote, il quale è chiamato dal suo mandato a esercitare la carità e a donare amore a tutti fino a rischiare di restarne privo per sé. Il protagonista avverte dentro di sé un bisogno di paternità e di affetto che costituiscono dei sentimenti naturali per ogni uomo, sentimenti che percorrono questa storia di un sacerdote tanto coraggioso da sfidare le autorità ecclesiastiche e la comunità parrocchiale per tenere presso di sé un “figlio di nessuno”. Sulla base di quest’analisi, senza rinunciare a quanto di divertente la commedia contiene, si è scelta una chiave di lettura più interiore e meno “scanzonata”, che in alcuni passaggi appare persino avvolta in un sottile velo di malinconia, decisa a dare libero sfogo ai sentimenti. Prende così corpo la figura di un sacerdote che è anche un uomo assalito dai ricordi della sua giovinezza, che si trova improvvisamente al centro di una storia turbolenta fatta di sospetti, di pettegolezzi, di gravi accuse morali, di calunnie tendenti a ledere la sua dignità. Egli, con l’ingenua semplicità di chi si affida all’amore ispirato dal Cristo, decide di sfidare l’ambiente sociale, i suoi superiori, i potentati locali, scegliendo di diventare un “patre pe’ procura”, capace di vivere fino in fondo la bella avventura della paternità. Avrà al suo fianco la solidale presenza del sacrestano e soprattutto dell’arcigna domestica, non solo custode-tiranna dell’onorabilità della parrocchia, ma anche “matre pe’ procura” di quell’uomo che rischia di essere travolto dal suo atto d’amore. Dalla coraggiosa decisione di Don Piero, nasce così una nuova e un po’ strana famiglia attraversata da una fresca ventata di speranza: ora l’uomo e il sacerdote non saranno più soli, ma avranno accanto delle piccole mani che accarezzeranno il suo volto”.

Ritorna il concorso, come per le passate edizioni: a votare la migliore commedia presentata sarà solo il pubblico.

La rassegna è organizzata dalla compagnia teatrale Valenti, con la collaborazione dei 5Comuni ed il sostegno di Banca di Macerata, Oro della Terra e ASSM-Terme di S. Lucia di Tolentino.

DIALETTIAMOCI

 

Valfornace, Camerino, San Severino, Visso e San Ginesio. Sono i Comuni del maceratese che ospiteranno gli appuntamenti durante i quali saranno illustrate le opportunità del Piano Sviluppo Rurale Marche 2014/2020 a sostegno del cratere

In totale nelle Marche saranno dieci i seminari per presentare, alle imprese e ai cittadini, i bandi in uscita del PSR destinati all’area colpita dal terremoto. Sono stati organizzati dalla Regione Marche, nell’ambito dell’iniziativa “L’Europa con noi per ripartire”. L’obiettivo, secondo la vice presidente Anna Casini, assessore all’Agricoltura, è quello di “illustrare, direttamente sul territorio, le possibilità offerte con la rimodulazione dei fondi europei per favorire la rinascita post sisma. Grazie alla solidarietà delle altre Regioni italiane e dello Stato, sono stati assegnati alle Marche 159,25 milioni di euro. È importante conoscere le tante opportunità, pensate e confezionate, come un abito su misura, per le comunità terremotate, in modo da garantire che gli investimenti programmati trovino quella giusta e necessaria ricaduta sul territorio”. Secondo Casini, la rinascita parte anche dalla conoscenza delle occasioni esistenti per il mondo agricolo da cogliere per rilanciare un settore caratteristico delle aree interne. La presentazione dei bandi e delle modalità di accesso sarà a cura dei funzionari regionali che offriranno un focus su: Pacchetto giovani; Filiere agroalimentari, Corte e mercati locali, Legno – Energia – No food; Mitigazione conflitti allevatori-lupo; Sostegno alla forestazione e all’imboschimento (focus “tartuficoltura”); Miglioramento della viabilità rurale. Un accenno sarà comunque offerto su tutti i bandi in scadenza e di prossima uscita. Le sedi degli incontri sono state individuate cercando di raggiungere la maggior parte del territorio interessato.

Gli appuntamenti in territorio alto maceratese sono per il 22 a Valfornace alle 18, il 24 a Camerino alle 16:30, il 29 a San Severino alle 16:30, stesso orario per Visso, che si svolgerà il 5 novembre, e San Ginesio il 6 novembre.

Ai 159,25 milioni di euro aggiuntivi del Psr, per sostenere la ripartenza delle zone colpite dal sisma, si sommano agli altri fondi stanziati attraverso Fesr (Sviluppo regionale) e Fse (Lavoro). Un totale di oltre 400 milioni di euro di fondi ulteriori che l’Europa ha assegnato allo sviluppo dell’area del sisma, puntando sulla crescita rurale, sulla salvaguardia del territorio, sul sostegno alle imprese, sulle infrastrutture pubbliche. La programmazione di queste risorse ha tenuto conto del fatto che il territorio interessato ha una forte vocazione rurale. Ha quindi dedicato una grande percentuale alla competitività delle aziende agricole impegnate nel biologico, nella zootecnia e nel benessere animale. Ugualmente sono state fornite opportunità ai giovani di insediare nuove aziende e sostegno alla ripresa economica e sociale, riservando attenzione al miglioramento dei servizi alla popolazione, allo sviluppo turistico e al ripristino della viabilità minore.

“È fondamentale che tutti gli attori coinvolti, a vario titolo, in questo processo di rinascita, facciano rete e collaborino per orientare e sostenere cittadini e imprenditori alla migliore ed efficace utilizzazione di queste risorse”, conclude Casini. Ampio spazio verrà riservato anche al dibattito e alle domande dal pubblico, per favorire un confronto costruttivo e pratico, finalizzato a consentire agli interessati la predisposizione di progetti corretti e utili alla realizzazione di validi investimenti. La partecipazione è libera.

g.g.

Primo giorno di scuola, ma non per tutti. Al Divini a scuola dal 13 settembre, oggi il saluto del comandante della Guardia di Finanza tenenza di Camerino, tenente Alessandro Tomei.

Stamane il sindaco di San Severino Rosa Piermattei ha fatto visita agli studenti delle elementari e delle medie in occasione dell’apertura del nuovo anno scolastico per augurare un buon inizio a loro ma anche ai docenti, al personale e alle famiglie. 

“Sono passata sia all’apertura, prima del suono della campanella, che all’ora di pranzo - racconta - sapendo che i più piccoli erano radunati a mensa, per non disturbare più di tanto. Ho trovato comprensibilmente molto emozionato chi era al primo giorno di scuola ma devo dire che sono stata accolta da bambini felici e sorridenti. Ci sono stati alunni che mi hanno detto di aver vissuto oggi il giorno più bello della loro vita, altri che mi hanno chiesto se potevano restare un’ora in più rispetto al normale orario di lezione. Questo ha emozionato anche me. Ho augurato a tutti, insegnanti compresi ovviamente, un grosso in bocca al lupo da qui alla fine di questo anno scolastico”.

Ad accompagnare il primo cittadino settempedano alla visita nel nuovo plesso di via D’Alessandro e in quello di viale Bigioli anche il dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo “Padre Tacchi Venturi”, professor Sandro Luciani.

All’Itts Divini invece la prima campanella è suonata la scorsa settimana, il 13. Stamattina però, ad augurare agli studenti un sereno anno scolastico è stato il tenente Tomei della Guardia di Finanza di Camerino nonché il nuovo preside Oliviero Strona.

“Spero che per voi sia un anno ricco di soddisfazioni - ha detto il tenente rivolgendosi agli studenti - nel corso dell’anno ci rivedremo per gli incontri sulla legalità ma nel frattempo vi chiedo di non vederci come qualcosa di lontano, diverso. Siamo qui soprattutto per voi e per le vostre famiglie, per essere promotori di una cultura alla legalità in cui voi siate protagonisti. Vedeteci vicini, noi ci impegniamo per questo. Qualsiasi tipo di problema, o sintomo di problema, o dubbio, non esitate a contattare noi, o la Polizia di Stato o i Carabinieri. Siete importanti - ha concluso -avete il compito di spingere il vostro Paese ad andare avanti”.

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Ottimismo nelle parole del professor Strona, in servizio dal 1 settembre ma che oggi per la prima volta si è presentato ai ragazzi: “ho avuto un’ottima impressione in merito al personale e agli studenti. Mi sembra un ambiente favorevole per poter ben lavorare e ci auguriamo una rapida ricostruzione della nostra sede in viale Mazzini. Per questo siamo fiduciosi, vediamo che da parte delle istituzioni c’è molto interessamento. Qui al plesso Luzio - ha aggiunto - ci stiamo adattando. Relativamente a quanto sostenuto da altri quotidiani, noi non abbiamo carenze di insegnanti di sostegno. I ragazzi sono tutti a scuola con i loro professori”.

g.g.

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Tutto pronto per la 28° Mostra Mercato delle Attività Produttive di San Severino. Presentato oggi il programma completo della tre giorni che spalanca le porte al mondo dell’artigianato, dell’agricoltura, dell’industria e del commercio. Quest’anno un occhio particolare sarà fatto all’edilizia e alle modalità di costruzione più innovative. In tutto esporranno una 60ina di aziende del territorio.

“Non è un caso - ha detto l’assessore alle attività produttive Jacopo Orlandani - se questa iniziativa è arrivata al 28esimo anno. Quest’anno abbiamo voluto dedicare dello spazio alla casa, visto che quello delle Marche sarà il cantiere più grande d’Europa. La piccola e la media impresa formano una ampissima parte della produttività italiana e noi vogliamo rappresentare quella nostra in questa mostra. Gli ingredienti perché sia una bellissima manifestazione ci sono tutti”.

L’appuntamento è da venerdì 14 settembre fino a domenica 16 settembre. La rassegna è patrocinata dal Comune, dalla Regione, dalla Provincia, dalla Camera di Commercio, da Confcommercio, Coldiretti e Confartigianato e la partecipazione dell’azienda Simeg di San Severino.

La cerimonia del taglio del nastro dell’edizione 2018 è prevista per venerdì alle 17:30 in Piazza del Popolo. Si aprirà con i saluti dell’assessore regionale alle Attività Produttive Manuela Bora, del sindaco di San Severino Rosa Piermattei e dell’assessore comunale alle Attività Produttive Iacopo Orlandani. Interverranno anche l’assessore regionale Angelo Sciapichetti, il presidente della Provincia Antonio Pettinari, il prorettore di Unicam prof. Andrea Spaterna, il segretario provinciale di Confartigianato Giorgio Menichelli, il direttore provinciale di Coldiretti Giordano Nasini e il presidente provinciale di Confartigianato Renzo Leonori.

Saranno presenti in piazza, insieme alle produzioni del territorio settempedano, anche associazioni culturali e sociali, oltre alle scuole Itts “Eustachio Divini” e Ipsia “Pocognoni”, specializzate nella formazione dei ragazzi al mondo del lavoro.

Per sabato 15, alle 10 nella sala Aleandri (Teatro Feronia), è in programma il workshop su “Manifattura digitale e tecnologie 4.0. Le opportunità per i giovani e per lo sviluppo delle imprese del cratere sismico”. Interverranno Giuseppe Ripani, responsabile del Digital Innovation Hub MArKe (Confartigianato Impresa Macerata) e Emilio Antinori, Product Designer, Maker e socio fondatore di Design For Craft srl.

Alla sera invece, a partire dalle 21:30 “Moda sotto le stelle”, che vedrà sfilare in passerella le seguenti attività commerciali: La Bottega dei Giovani, L’angolo di Margot, Laboratorio TreA, Valentina Abbigliamento, Tuttintimo, Pippy Canaglia, Ottica Pietroni, Delsa Atelier, Carlo Forti, Stylen New. Per la serata si ringraziano gli sponsor Novavetro, Tormatic, Menghini Luigino & C. snc, gi.ma car, K2 Prima, Contram, Autocarrozzeria Mare, Officina Giacomini Luigino.

Domenica 16 giornata conclusiva: alle 16:30 spettacolo musicale e di ballo con la scuola di danza Studio Dance Accademy e alle 17:30 gli “Ol’ Boogies Rockabilly Band”. 

“Grazie all’assessore Orlandani - ha affermato il presidente settempedano delle attività produttive Pierino Verbenesi - quest’anno siamo riusciti a ridare slancio a questa iniziativa. Il tempo ci assisterà e voglio ringraziare l’amministrazione che ci ha dato davvero tanto supporto”.

A concludere gli interventi è stato il presidente provinciale di Confartigianato, nonché anima, insieme a Verbenesi, della mostra delle attività produttive, Renzo Leonori: “Abbiamo voluto orientarci sull’edilizia che le aziende del territorio possono offrire. Ci sarà chi produce case in legno, chi fa arredi interni, infissi e tutto ciò che può essere interessante per la ricostruzione. Il futuro è nelle piccole e medie imprese e noi cerchiamo di dargli una mano. Non vogliamo - ha commentato - che manchino le scuole, l’Itts Divini e l’Ipsia Pocognoni, dalle quali esce il nostro futuro. Il nostro sogno è quello di riportare, un giorno, le aziende più grandi del territorio a partecipare a questa mostra e speriamo di riuscire, il prossimo anno, con l’aiuto dell’amministrazione”.

Inaugurazione della nuova scuola Luzio: è partito il toto nomi sui rappresentanti del Governo che parteciperanno. La cerimonia è prevista per giovedì prossimo e c’è molta curiosità su chi arriverà a San Severino per l’occasione. La certezza per ora è la presenza del Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, annunciata durante l’ultimo consiglio comunale dallo stesso sindaco Rosa Piermattei. Ma, il concentramento di lavori di asfaltatura e di restyling della città nonché l’elevato livello di sicurezza previsto per il 13 hanno fatto presumere che possa presenziare al taglio del nastro anche qualcun altro. I rumors, alimentati da alcune persone coinvolte direttamente dalla cerimonia, parlano del Primo Ministro Giuseppe Conte e del Ministro dell’Interno Matteo Salvini.

Fra le istituzioni c’è però ancora il massimo riserbo.

La presenza di importanti personalità sarebbe dovuta al fatto che la scuola di via Lorenzo D’Alessandro è il più importante cantiere di ricostruzione fin ora portato a termine, frutto di un cofinanziamento del Miur e del Comune stesso (che ha goduto nel corso degli ultimi due anni di molte donazioni per raggiungere l’obiettivo). 

Per l’occasione l’Amministrazione ha voluto un vero e proprio restyling di alcune zone del centro: asfaltatura di viale Bigioli, di via Lorenzo D’Alessandro e di alcune frazioni, pulizia delle vie del centro non accessibili dai mezzi per la nettezza urbana, pulitura dell’alveo e delle sponde del Potenza in corrispondenza del ponte che unisce il rione Di Contro con il centro storico e ultimazione dei dettagli rimasti indietro nel villaggio dei terremotati. 

g.g.

Un mondo prettamente femminile e perfetto che garantisce l’equilibrio del nostro ecosistema e che ci dona prodotti estremamente benefici per la nostra salute. È il mondo delle api, organizzate in micromonarchie dove a capo ci sono api regine e dove i “sudditi”, tutte di specie femminile, dalla loro nascita alla loro morte lavorano senza sosta ricoprendo, nell’arco della loro vita, tutti i ruoli.

Ne avremmo di cose da imparare dalle api anche se le temiamo per le loro punture, e ce lo conferma Nicoletta Raggi di San Severino, 25enne ex studentessa al liceo classico e poi alla facoltà di Mediazione Linguistica di Macerata. Amante del miele, un giorno ha deciso che avrebbe voluto produrselo da sola: “Ero a lavoro per la vendemmia - racconta - in una ditta locale quando un ragazzo mi ha detto che avrebbe partecipato ad un corso di apicoltura di primo livello a Matelica. Io amo il miele e ne mangio tantissimo per cui ho pensato, perché non produrlo io stessa? Il mio compagno Carloandrea mi ha regalato il corso. Durava sei mesi e prevedeva un esame finale di teoria e pratica e, all’interno, un capitolo dedicato all’analisi olfattiva del miele. Durante il corso poi ho ordinato due arnie con all’interno le relative famiglie di api. Poi - continua - il caso ha voluto che il giorno stesso che le ho ricevute, uno sciame avesse nidificato a casa mia. Così ho recuperato anche quello. Non era mai successo prima”. Così è iniziata l’avventura di Raggi con le api. Al momento il suo è solo un hobby ma conta di crescere e, coi dovuti investimenti per spazi e attrezzature, farla diventare una rendita e magari attivare un’attività didattica dedicata ai bambini per sensibilizzarli sull’importanza di questo insetto per il nostro ecosistema.

“È una sorta di monarchia perfetta - spiega - in cui domina il genere femminile. I maschi, i fuchi, servono solo alla riproduzione e una volta che questo avviene, perdono il loro organo riproduttore. Non hanno pungiglione e nemmeno si nutrono da soli, sono le api operaie che lo fanno. Queste iniziano a lavorare fin da quando nascono e nell’arco della loro vita ricoprono tutti i ruoli”. Una sorta di carriera per anzianità dunque il cui primo step, ricoperto dall’ape appena nata è quello di pulitrice delle celle. Dopo pochi giorni passano al ruolo di cuoche e nutrici. Poi ci sono le bottinatrici, quelle che vanno in cerca di nettare. L’ultima fase è quella delle costruttrici, quelle cioè che si occupano di realizzare le celle.

 

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È affascinante sapere che fra di loro le api comunicano attraverso la cosiddetta danza delle api in cui, l’ape operaia che va in avanscoperta per trovare nettare, torna e comunica attraverso specifici movimenti il risultato delle ricerche e poi, attraverso una coordinazione che avviene sempre attraverso la danza, partono per la nuova meta. Dal loro infaticabile lavoro deriva miele, propoli, polline e pappa reale.

“Le api - torna a dire la giovane - hanno tanto da insegnarci. Ad esempio l’importanza della collaborazione, di ciò che si mangia e che da un grande lavoro derivano grandi cose. Inoltre permettono a 400 specie vegetali di vivere. La specie migliore è quella italiana che ha un giusto rapporto tra produzione di miele e docilità di carattere. ma, come in tutte le cose - stigmatizza - l’uomo deve mettere il suo zampino e si sta cercando di mescolare le razze. Questo non va bene. Un’altra gravità è l’inquinamento: o muoiono per i pesticidi, oppure siamo noi che attraverso il miele che producono li ingeriamo”.

Poi Nicoletta conclude il racconto della sua esperienza con le api con un piccolo aneddoto accaduto mentre si trovava al corso: “Durante una lezione un ragazzo, nel tentare di cercare l’ape regina in un telaio, ha fatto innervosire le api. Io ero lì vicino con il cappuccio della tuta da apicoltore tirato giù e, mentre lo stavo allacciando, un’ape è entrata e si è posata sui capelli. Mi sono innervosita e lei lo ha percepito e così mi ha punto in fronte. Poi inspiegabilmente ne è entrata anche un’altra e ho iniziato a correre schiaffeggiandomi. Quando le api pungono - precisa - rilasciano anche un ferormone che attira anche tutte le altre e quindi mi sono trovata a correre con tutte le api dietro. È importante sapere - conclude - che le api sentono quando ci agitiamo e pungono solo se infastidite o toccate direttamente”.

g.g.

La musica degli anni ’60 incanterà la provincia. È nata da pochissimi mesi l’associazione culturale Fontana, di San Severino e presieduta da Claudio Brunacci, ed ha già in programma in diversi teatri della provincia uno spettacolo itinerante dedicato alla musica degli anni ’60: “Febbre a 45 giri”. Stamattina la presentazione dell’iniziativa a Palazzo Gentili, in piazza del Popolo, insieme al vicesindaco di San Severino Vanna Bianconi, il vicesindaco di Treia Edi Castellani e il sindaco di Tolentino Giuseppe Pezzanesi. 

“Ammaliati dalla voglia di vivere degli anni ’60, non abbiamo saputo resistere dal celebrarli. Fu un periodo - ricorda Brunacci - di boom, di benessere e positività e, nella condizione post sisma, vogliamo celebrarlo regalando a chi li ricorda un grosso piacere e al contempo farli godere anche a chi non li ha vissuti.

In quel periodo tutto era possibile - sottolinea - soprattutto sognare, quindi noi vogliamo continuare a sognare, perché la musica di quel decennio era fatta per questo”.

(Claudio Brunacci)

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Lo spettacolo farà rivivere la musica di quegli anni, e quindi le maggiori copertine dei dischi 45 giri, attraverso le voci di giovanissimi talenti affiancati da artisti, cantanti e musicisti, di più esperienza. Ospiti fissi Romolo Forlai e Angelo Carestia e, compatibilmente con i loro impegni, Gianluca Barezzi e David Salvadori.

La serata zero sarà il 14 settembre all’Arena Beniamino Gigli di Porto Recanati. Le altre date già fissate sono l’11 ottobre all’Auditorium Benedetto XIII di Camerino, il 7 Dicembre al Teatro Feronia di San Severino, l’ultimo dell’anno al Teatro Comunale di Treia. In via di definizione le date di Tolentino, Cingoli, Matelica, Morrovalle, Castelraimondo, Civitanova. Saranno un totale di dieci spettacoli entro marzo 2019.

A fare gli onori di casa è stata il vicesindaco e assessore alla cultura Vanna Bianconi: “San Severino cura molto l’aspetto dell’associazionismo perché dietro c’è una ricchezza culturale e sociale. Quando arriva una nuova associazione con finalità che sono le stesse dell’amministrazione, ben venga. Qui la musica è sempre stata una tradizione, fin dalle scuole con l’indirizzo musicale, poi l’Accademia Feronia e il gruppo filarmonico Aleandri. Noi crediamo in questa musica che ha fatto la storia. Per chi ha una certa età è un rivederci giovani, e per i più giovani sarà un modo per rivivere quel tempo dove tutto era diverso”.

Il 31 dicembre la città di Treia festeggerà proprio con “Febbre a 45 giri”, al teatro Comunale: “Appena proposta abbiamo subito aderito - ha esordito Castellani -. Abbiamo un’importante stagione teatrale nel nostro bellissimo teatro e il 31 siamo soliti chiudere l’anno con uno spettacolo. Quest’anno abbiamo scelto questo perché ci crediamo. Come amministrazione condividiamo gli obiettivi dell’associazione Fontana che valorizza la musica degli anni ’60 e i talenti giovani del territorio. Siamo felici di aver avuto questa proposta e se ce ne saranno altre, le abbracceremo. La musica è importante deve far parte della vita di ogni persona e in questo periodo ne abbiamo veramente bisogno”.

(Giuseppe Pezzanesi)

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“Gli anni ’60 sono un patrimonio - ha detto Pezzanesi - il segno di qualcosa che non tornerà più. La musica che abbiamo vissuto e che è rimasta una pietra miliare è nata in quegli anni. Gruppi straordinari, generi diversi e oggi continuano a riscuotere successo anche nei giovani. Tentano di far scolorire le mode ma in questo caso è inutile perché sono brani insostituibili. Questa presentazione è stato un bel momento che ci ha fatto un po’ evadere dai pesi delle nostre giornate. Il sisma ci fa tribolare più del dovuto e la cosa non sembra migliorare. “Febbre a 45 giri" è un bellissimo spettacolo che porteremo a Tolentino nel teatro Vaccaj. Quando si toccano questi tasti, questa musica, c’è peraltro una partecipazione che va oltre l’immaginabile”.

(Romolo Forlai)

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(I giovanissimi cantanti Riccardo Brandi e Camilla Miconi)

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Alberto Cambio è argento al DecaIronman e batte il record italiano di categoria. Doppia soddisfazione per l’atleta settempedano delle imprese titaniche, in Svizzera per una delle sfide più dure nel mondo dello sport: fare un Ironman al giorno (la distanza standard del triathlon cioè 3,86 km di nuoto, 180,260 km di bicicletta, 42,195 km di corsa), per dieci giorni. Cambio ha percorso ben 38 chilometri a nuoto, 1800 in bicicletta e 422 di corsa. E lo ha fatto in 143 ore e 43 minuti, aggiudicandosi quattro primi posti parziali e battendo il nuovo record assoluto italiano di categoria. 

“Per uno come me che ha fatto sempre sport - dice - primeggiare in queste gare di livello mondiale e così dure, perché è forse la più dura delle competizioni, è il massimo della soddisfazione. È vero che puntavo al podio ma mai avrei pensato di arrivare a questi livelli. Tocco il cielo, non sto nella pelle dall’emozione”.

Ma oltre alla difficoltà delle prove, anche le condizioni atmosferiche hanno giocato la loro parte importante. Il DecaIronman si è svolto in Svizzera, a Buchs, lungo il Reno dove le temperature non erano certamente d’aiuto: “Il posto è bellissimo ma non si può dire lo stesso delle condizioni atmosferiche, terribili. I primi giorni è sempre stato molto caldo - racconta - con condizioni atroci. Erano sempre 34 o 35 gradi ma se ne percepivano anche 40. Tirava anche un vento caldissimo e questo non aiutava, specie in bicicletta. Il terzo giorno ha fatto dapprima molto caldo con un vento fortissimo e poi un temporale. Abbiamo fatto tutta la maratona sotto la pioggia e questo ci ha ucciso fisicamente. E il quarto giorno lo abbiamo passato interamente sotto la pioggia. È stato un diluvio”.

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La sveglia, per Cambio e gli altri atleti partecipanti, era ogni giorno alle 5:40 per essere pronti a partire intorno alle 7 meno dieci. Mai avrebbe immaginato, dice, di poter lottare addirittura per il primo posto eppure si è trovato proprio a far questo in una sfida diretta con il russo Vladimir Voloshin. “Nei primi tre giorni - racconta ancora - il russo ha preso tanto vantaggio su di me, quasi 4 ore. Poi il quarto e quinto giorno per me c’è stata la rimonta. Ho iniziato a vincere recuperando ma non tanto da superarlo. Ha mantenuto tre ore di vantaggio nonostante io abbia vinto per quattro giorni. Sono stato bravo a tener botta - spiega - alla sera finivo ad orari che mi hanno permesso di cenare, fare massaggi e dormire molto. Ogni giorno sei sempre più stremato. Il russo era molto molto forte e più imponente di me. Potevo lottare per il primo posto ma non mi importa in fondo - ammette -. L’ultimo giorno è stato bellissimo perché sono arrivato primo e quindi ho dimostrato più resistenza”.

Ora è il tempo di riposare per Cambio e sto fra qualche tempo si penserà alle prossime sfide: “Quali saranno ancora non lo so. Devo fare mente locale, sono sfinito, per recuperare ci vorranno mesi. Vedrò come va il recupero - conclude - e poi cercherò di pianificare la prossima stagione”.

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