«All'indomani di un evento naturale il primo incubo è sempre quello di ripristinare le linee vitali, linee elettriche, idriche. L'azione immediata è rivolta a questo ma la vera ricostriuzione è quella della comunità, cercando come obiettivo principale quello di ripagare le sofferenze della comunità, offrendo servizi migliori di quelli che c'erano prima. E il progetto del Campus diffuso mira essenzialmente a fare questo; Camerino era già prima, per sua natura, un Campus diffuso. Gran parte degli studenti abitavano e transitavano nel centro di questa città. Il modello nuovo è quello di mettere a sistema l'offerta residenziale che c'è, attraverso dei servizi gestiti e centralizzati, ma che siano essi stessi diffusi sul territorio. Stretto il rapporto anche con le attività commerciali che diventano servizio dello studentato».
Così il Direttore Generale di Unicam Andrea Braschi nell'illustrare come potrà concretizzarsi il modello di Campus diffuso la cui presentazione è avvenuta questo pomeriggio davanti all'ingresso del Santuario di Santa Maria in via, in piazza Umberto I a Camerino.
All'incontro, aperto alla partecipazione dei cittadini, sono intervenutti il rettore di Unicam Graziano Leoni, il senatore Guido Castelli commissario straordinario del Governo per ricostruzione sisma 2016, l'ingegnere Manuela Manenti, commissario straordinario per gli alloggi universitari, il presidente Regione Marche Francesco Acquaroli, il vicepresidente del Consiglio regionale Gianluca Pasqui, il sindaco Roberto Lucarelli, il vice presidente Erdis Andrea Spaterna, il direttore generale Unicam Andrea Braschi.
Così il Direttore Generale di Unicam Andrea Braschi nell'illustrare come potrà concretizzarsi il modello di Campus diffuso la cui presentazione è avvenuta questo pomeriggio davanti all'ingresso del Santuario di Santa Maria in via, in piazza Umberto I a Camerino.
All'incontro, aperto alla partecipazione dei cittadini, sono intervenutti il rettore di Unicam Graziano Leoni, il senatore Guido Castelli commissario straordinario del Governo per ricostruzione sisma 2016, l'ingegnere Manuela Manenti, commissario straordinario per gli alloggi universitari, il presidente Regione Marche Francesco Acquaroli, il vicepresidente del Consiglio regionale Gianluca Pasqui, il sindaco Roberto Lucarelli, il vice presidente Erdis Andrea Spaterna, il direttore generale Unicam Andrea Braschi.
«Per arrivare a oggi - ha sottolineato il Dg Braschi- è stato fondamentale il bando del Mur che ha dato il la per mettersi ad un tavolo e costruire attorno la parte economica del progetto». Un progetto che per essere imbastito ha richiesto un anno e lungo tempo per essere reso operativo, ha ricordato il rettore Graziano Leoni. Dopo il rientro in centro del rettorato, si è detto emozionato nel presentare un ulteriore tasselllo di rigenerazione della città.
«L'Università di Camerino è in una situazione di messa in sicurezza - ha affermato Leoni- . I nostri studenti sono ormai da diversi anni stabili, un buon numero di matricole ci scelgono, la maggior parte vengono da fuori città e gli studenti ci stanno scegliendo per come l'ateneo è oggi. Questo, certamente, ci dà soddisfazione perché significa che siamo stati capaci di dare loro quello che si aspettano da una Università. Un ateneo dove l'attenzione ai servizi che offriamo è rimasta al top, nonostante il terremoto. Ma la preoccupazione è il perdurare di questa situazione. Subito dopo il terremoto, la reazione istintiva e l'adrenalina hanno dato all'ateneo la possibilità di riprendersi molto in fretta. Gli studenti che erano iscritti non se ne sono andati, sono rimasti con noi perchè vivevano una realtà pulsante che era nel cuore della città. Hanno deciso di rimanere con noi, nonostante la vita poi si sia spostata fuori, però il centro di questa città, nonostante gli sforzi di tutti, rimane disabitato. Questo centro, comunque e nonostante gli sforzi di tutti, resta vuoto. Presto si ricostruirà tutto quello che c'è, ma ci vorrà tempo.
L'idea che abbiamo trovato interessante è stata quella di far forza sul carattere di campus diffuso proprio di Camerino e provare a realizzarla, grazie a dei finanzxiamenti che c'erano in base al decreto 481 che servono a recuperare spazi da dare agli studenti. Perchè non realizzare un campus diffuso all'interno della città? Il Dg ha pensato a come strutturare l'idea che piano piano ha preso forma. «L'Università di Camerino è in una situazione di messa in sicurezza - ha affermato Leoni- . I nostri studenti sono ormai da diversi anni stabili, un buon numero di matricole ci scelgono, la maggior parte vengono da fuori città e gli studenti ci stanno scegliendo per come l'ateneo è oggi. Questo, certamente, ci dà soddisfazione perché significa che siamo stati capaci di dare loro quello che si aspettano da una Università. Un ateneo dove l'attenzione ai servizi che offriamo è rimasta al top, nonostante il terremoto. Ma la preoccupazione è il perdurare di questa situazione. Subito dopo il terremoto, la reazione istintiva e l'adrenalina hanno dato all'ateneo la possibilità di riprendersi molto in fretta. Gli studenti che erano iscritti non se ne sono andati, sono rimasti con noi perchè vivevano una realtà pulsante che era nel cuore della città. Hanno deciso di rimanere con noi, nonostante la vita poi si sia spostata fuori, però il centro di questa città, nonostante gli sforzi di tutti, rimane disabitato. Questo centro, comunque e nonostante gli sforzi di tutti, resta vuoto. Presto si ricostruirà tutto quello che c'è, ma ci vorrà tempo.
Obiettivi che intendiamo perseguire con questo progetto - ha continuato Leoni - sono quelli di facilitare la ricostruzione della città che porterà giovamento anche all'Università di Camerino. L'obiettivo è di facilitare la ricostruzione di tutta la città, stimolare poi la ricostruzione complessivamente: portare solo gli studenti all'interno delle mura cittadine significherebbe perdere quella dimensione comunitaria che c'era prima del sisma. Gli studenti stavano con gli abitanti, c'erano servizi, per cui, quello che vogliamo fare è l'innesto di un processo che deve essere il più veloce possibile, quello della ricostruzione di tutto il centro storico, il recupero di quanto c'era.
Quello di oggi - ha rimarcato il rettore- è un gesto; è l'avvio di un processo e l'università ci metterà tanta energia perchè poi l'ateneo si prenderà cura di gestire questo campus diffuso, garantendo e uniformando i suoi servizi, affinchè, nelle abitazioni che verranno ricostruite, gli studenti si trovino proprio come all'interno di un Campus. Insieme alle autorità presenti, che ringrazio per la sensibilità, andremo a firmare un accordo che ci vedrà attori di questo bel progetto. Insieme, abbiamo capito come poter coniugare le misure di un finanziamento già in atto per fare qualcosa che ha un valore aggiunto che è proprio il Campus diffuso».
Il Commissario Castelli ha inteso di seguito sottolineare che «il merito di Unicam, con la piena disponibilità dell'amministrazione, della Regione e della struttura commissariale, è stato quello di studiare e indicare come si possa mettere insieme un meccanismo» che, oltre a rinsaldare una storica università «facilita la ricostruzione perché sarà anche più facile per coloro che sono proprietari avere una casa ricostruita ma già con una funzione assicurata, allontanando quindi lo spettro che una volta ricostruito questo centro cittadino rimanga disabitato. Dunque, grazie a questo quadro composito che ha già avuto il placet del ministro Bernini, siamo convinti che si potrà dare una misura concreta e un grande passo alla ricostruzione di Camerino. Questo progetto rappresenta l’occasione per applicare anche qui quel principio del ricostruire innovando che stiamo adottando nell’Appennino centrale, per offrire nuove opportunità ai nostri borghi. Abbiamo l’occasione di andare oltre il “com’era, dov’era” utilizzando la ricostruzione per ripensare e rigenerare i nostri spazi urbani alla luce delle esigenze del presente e del futuro».
In rappresentanza del Ministro dell'università e della Ricerca Bernini, è quindi intervenuta l'ingegnere Manenti che si è detta commossa per essere già venuta a Camerino dopo il sisma del'97 e, non essendo più tornata, mai avrebbe creduto di trovare la città in condizioni così drammatiche.
Nominata da poco più di un mese Commissario straordinario delegato per la ricostruzione di 60 mila alloggi, ha illustrato il bando del Mur al quale Unicam aderisce con la firma dell'accordo, «una misura straordinaria, destinata a 60mila alloggi - ha detto -; serve all'Italia per calmierare gli affitti che in questo momento iniziano ad essere abbastanza onerosi per le famiglie degli studenti universitari. Missione difficile da compiere ma nel bando si parla proprio di alloggi di housing diffuso. E mi piace che l'università di Camerino sia la prima ad adottare concretamnente questa misura. Camerino è eccellenza nello studio e nell'accoglienza agli studenti. È questo un intervento virtuoso ed, essendo io di Pesaro, mi fa piacere che si faccia nelle mie Marche, piccola regione di grandi lavoratori. Spero di tornare prestissimo per inaugurare le nuove residenze».
In una delle città più colpite dal terremoto, il presidente della Regione Acquaroli si è soffermato sulla duplice importante finalità di una rigenerazione del contesto cittadino e della vita universitaria che, attraverso il progetto presentato, vede un passo ulteriore verso la ricostruzione della normalità.
«Riteniamo che la rigenerazione dei centri storici, in linea generale, e ancora più nello specifico del cratere sismico - ha affermato Acquaroli- sia una priorità delle Marche e della nostra amministrazione regionale che cerca di mettere tutte le azioni, in maniera sinergica. Penso al bando appena uscito per la rigenerazione dei centri storici. Camerino è la città sostanzialmente più colpita dal sisma del 2016, ha bisogno di rivedere rifiorire il suo centro storico. Questi borghi, questi centri rappresentano una grande opportunità, attrattiva ma anche urbana del nostro territorio. Solo dopo la rigenerazione e la ricostruzione anche dei centri storici potremmo finalmente veder compiuto il compito della ricostruzione”.
«Giornata della concretezza» per il vicepresidente del Consiglio regionale Pasqui - «Un punto di partenza importante laddove però non ci si è mai fermati».
Hanno rimarcato il segnale di sfida che viene lanciato anche il sindaco e il vicepresidente dell'Erdis, Andrea Spaterna, che ha anche annunciato di un concorso bandito per l'assunzione di 14 nuove figure di cuochi. «Un progetto, quello dello studentato diffuso presentato oggi da Unicam, rilevante e originale, rispetto al quale ERDIS vuol essere parte attiva, coerentemente con il ruolo riservato dal Decreto ministeriale 481/2024 agli Enti regionali per il diritto allo studio ha detto Spaterna- Saranno poi le interlocuzioni future a stabilire chi e come gestirà tali posti letto».
Infine, da parte del direttore generale di Unicam Braschi, l'illustrazione tecnica del progetto di studentato diffuso, risposta concreta alle necessità della popolazione studentesca e leva importante per la ricostruzione e riqualificazione urbana di Camerino.
Il progetto mira alla messa a disposizione di 500 posti alloggio, aggregando interventi privati al fine di costituire uno studentato frazionato su diversi edifici, privati e non, e gestito in modo da garantire servizi identici e adeguati in tutte le residenze collegate. Sarà posta particolare attenzione agli studenti capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, in conformità con le disposizioni del DM 481/24.
I proprietari delle case da ricostruire possono dunque manifestare il proprio interesse a partecipare al progetto. Semplice il format la cui modulistica sarà online già dalla prossima settimana.
C.C.
Scuola, Dad nei Comuni che hanno chiuso gli istituti. Filisetti: "Nessuna polemica con i sindaci"
07 Gen 2022
“La didattica a distanza va garantita, nessun cortocircuito con i sindaci”. Il direttore dell’Ufficio scolastico regionale, Marco Ugo Filisetti è stato chiaro nel richiamare a scuola insegnanti e personale ATA nei Comuni dove le lezioni erano state sospese, con una ordinanza comunale, per l’aumento dei contagi da Covid19.
Stando ai provvedimenti varati dalle amministrazioni di Mogliano, Petriolo e Tolentino, la scuola sarebbe ripartita in presenza lunedì, senza prevedere le lezioni a distanza per oggi e domani. L’Ufficio scolastico regionale ha, invece, ribadito che la dad vada comunque garantita: non un ritardo nell’inizio delle lezioni, dunque, ma una sostituzione della presenza con le video lezioni che evitino maggiori contagi in classe dopo le feste.
Sin da oggi, quindi, professori e collaboratori scolastici si sono recati in classe anche in questi Comuni, ma con forte disappunto da parte dei sindaci: la comunicazione per l’attivazione della didattica a distanza è arrivata solo nel tardo pomeriggio di ieri, costringendo le amministrazioni e gli istituti a una corsa contro il tempo per garantire le lezioni in modalità smart. Per il direttore dell’USR, Marco Ugo Filisetti, però il cortocircuito non c’è stato: “A mio avviso le amministrazioni hanno sospeso le lezioni, non chiuso le scuole – precisa Filisetti –. Oggi è un normalissimo giorno di lavoro per insegnanti e personale ATA, che dunque si sono recati a scuola per attivare la didattica a distanza e tenere le lezioni come previsto. È nelle facoltà dei sindaci sospendere le lezioni per motivi legati alla pandemia, ma la dad va garantita. Non c’è stato alcun tipo di intoppo, né polemiche. Gli insegnanti sono a scuola per adeguare le modalità didattiche alle ordinanze dei rispettivi sindaci”.
l.c.
Stando ai provvedimenti varati dalle amministrazioni di Mogliano, Petriolo e Tolentino, la scuola sarebbe ripartita in presenza lunedì, senza prevedere le lezioni a distanza per oggi e domani. L’Ufficio scolastico regionale ha, invece, ribadito che la dad vada comunque garantita: non un ritardo nell’inizio delle lezioni, dunque, ma una sostituzione della presenza con le video lezioni che evitino maggiori contagi in classe dopo le feste.
Sin da oggi, quindi, professori e collaboratori scolastici si sono recati in classe anche in questi Comuni, ma con forte disappunto da parte dei sindaci: la comunicazione per l’attivazione della didattica a distanza è arrivata solo nel tardo pomeriggio di ieri, costringendo le amministrazioni e gli istituti a una corsa contro il tempo per garantire le lezioni in modalità smart. Per il direttore dell’USR, Marco Ugo Filisetti, però il cortocircuito non c’è stato: “A mio avviso le amministrazioni hanno sospeso le lezioni, non chiuso le scuole – precisa Filisetti –. Oggi è un normalissimo giorno di lavoro per insegnanti e personale ATA, che dunque si sono recati a scuola per attivare la didattica a distanza e tenere le lezioni come previsto. È nelle facoltà dei sindaci sospendere le lezioni per motivi legati alla pandemia, ma la dad va garantita. Non c’è stato alcun tipo di intoppo, né polemiche. Gli insegnanti sono a scuola per adeguare le modalità didattiche alle ordinanze dei rispettivi sindaci”.
l.c.
Approvato lo schema delle perimetrazioni presentate dal Comune di Caldarola. A darne notizia è l'amministrazione, insieme ad altre novità che riguardano la ricostruzione. "Lo scorso 23 luglio - si legge nella nota del Comune - è stato approvato da parte dell'Ufficio Speciale per la Ricostruzione, dello schema di perimetrazione presentato dall’Amministrazione Comunale.
Trascorsi i 10 giorni di rito dalla data di pubblicazione sul BUR ufficiale della Regione Marche, ci sarà la definitiva approvazione con decreto del Presidente della Regione - Vice Commissario e poi, nei successivi 150 giorni, si passerà all'approvazione dei piani attuativi a cura del Comune di Caldarola, di concerto con l'USR e la popolazione".
Novità anche sulla restrizione delle zone rosse: "Abbiamo provveduto alla messa in sicurezza ed alla riapertura di Via Portarella, strategica strada alternativa per il traffico veicolare rispetto a Via Roma, recentemente anch'essa già resa percorribile a senso unico alternato nelle due direzioni di marcia.
Allo stesso modo sono in via di ultimazione i lavori di messa in sicurezza di Via Colcù, nell'area della Castello Pallotta, che sarà, quindi, presto riaperta al pubblico.
Sono stati avviati anche i lavori di ripristino con miglioramento sismico dell'immobile Comunale sito in via Mazzini n.2 ed a breve sarà avviata la ricostruzione anche sull'immobile sito nel vicino civico n.2.
Nei giorni scorsi, infine, si è svolto un'importante tavolo con i tecnici interessati dalla ricostruzione del centro storico per concertare timing e modalità di costituzione degli aggregati, facendo seguito ai precedenti incontri svolti nei mesi passati.
In questa delicata fase della ricostruzione prosegue, infatti, la proficua collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche.
Il prossimo appuntamento, che si terrà a breve con lo staff dell’Architetto Giovanni Marinelli, servirà per valutare le schede sottoposte ai tecnici locali per pianificare i futuri interventi, al fine di coordinare ogni intervento e rendere il più possibile omogenea la ricostruzione del centro storico".
GS



Trascorsi i 10 giorni di rito dalla data di pubblicazione sul BUR ufficiale della Regione Marche, ci sarà la definitiva approvazione con decreto del Presidente della Regione - Vice Commissario e poi, nei successivi 150 giorni, si passerà all'approvazione dei piani attuativi a cura del Comune di Caldarola, di concerto con l'USR e la popolazione".
Novità anche sulla restrizione delle zone rosse: "Abbiamo provveduto alla messa in sicurezza ed alla riapertura di Via Portarella, strategica strada alternativa per il traffico veicolare rispetto a Via Roma, recentemente anch'essa già resa percorribile a senso unico alternato nelle due direzioni di marcia.
Allo stesso modo sono in via di ultimazione i lavori di messa in sicurezza di Via Colcù, nell'area della Castello Pallotta, che sarà, quindi, presto riaperta al pubblico.
Sono stati avviati anche i lavori di ripristino con miglioramento sismico dell'immobile Comunale sito in via Mazzini n.2 ed a breve sarà avviata la ricostruzione anche sull'immobile sito nel vicino civico n.2.
Nei giorni scorsi, infine, si è svolto un'importante tavolo con i tecnici interessati dalla ricostruzione del centro storico per concertare timing e modalità di costituzione degli aggregati, facendo seguito ai precedenti incontri svolti nei mesi passati.
In questa delicata fase della ricostruzione prosegue, infatti, la proficua collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche.
Il prossimo appuntamento, che si terrà a breve con lo staff dell’Architetto Giovanni Marinelli, servirà per valutare le schede sottoposte ai tecnici locali per pianificare i futuri interventi, al fine di coordinare ogni intervento e rendere il più possibile omogenea la ricostruzione del centro storico".
GS



