Proprio quando era tornata a riappropriarsi della piazza, la Giostra de le Castella di Caldarola è costretta a subire un altro stop.
"Abbiamo lavorato all’edizione 2020 fino all’ultimo minuto possibile - spiega Daniele Piani, presidente della Pro Loco - , cercando di tenere in piedi la possibilità di svolgere l’evento, che soprattutto quest'anno avrebbe avuto una partecipazione di artisti di alto livello.
Nonostante stiamo vivendo un momento di nuove aperture via via sempre più ampie, riteniamo che la sicurezza e la salute delle persone vadano comunque e sempre messe al primo posto. È un bene primario la sicurezza di tutti coloro che compongono questa rievocazione - aggiunge - : il pubblico che ogni anno, sempre di più, la rende speciale e la sta riportando allo splendore che merita, gli artisti che vi partecipano e coloro che la organizzano".
La manifestazione, che fa parte della storia del paese dei cardinali Pallotta, è quindi costretta a cedere il passo alla sicurezza, ma come gli organizzatori non si sono arresi dopo il terremoto, non lo faranno nemmeno davanti alla pandemia.
L'evento tanto atteso è solo rimandato al prossimo anno: "Vista l’impossibilità di svolgere la Giostra in forma ridotta o che possa contemplare una qualche forma di “distanziamento sociale”, abbiamo ritenuto imprescindibile scegliere di fare un passo indietro quest’anno per tornare più compatti e con un legame alla tradizione più forte di prima nel 2021.
Siamo già al lavoro per programmare un estate diversa - annuncia la Pro Loco - , riscoprendo il nostro territorio, facendo memoria delle tradizioni e con uno sguardo al futuro".

GS
Sembrava una delle 'isole felici' in cui il virus non aveva ancora fatto capolino, invece con una comunicazione istituzionale anche il comune di Caldarola annuncia il primo caso di contagio.
"A dimostrazione di quanto possa essere subdolo il nemico che ci troviamo ad affrontare - si legge in una nota - si è appreso del primo caso di positività nel nostro territorio comunale. Sono stati presi contatti con la famiglia - spiega il Comune - e siamo lieti di comunicare che le sue condizioni di salute sono buone; la persona si trova in isolamento domiciliare, assistita dai presidi sanitari".

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Era nato per ripensare alla Caldarola del futuro, ma ora è sceso in campo per l'emergenza del virus. E' il comitato Ri-viviamo Caldarola che ha donato al Comune 500 mascherine protettive da destinare agli abitanti delle SAE, ai commercianti che sono attualmente aperti ed ai servizi sociali locali, perché le utilizzino nei casi di particolare necessità.

Un gesto a tutela e protezione di quei cittadini che, purtroppo, sono ancora costretti dopo il sisma a convivere in spazi estremamente ristretti, come quelli imposti dalle Soluzioni Abitative di Emergenza, nonché i commercianti che anche in questa situazione di estrema criticità stanno assicurando al paese i servizi essenziali di cui necessita, correndo notevoli rischi per la propria incolumità.

"L'amministrazione comunale - scrive in una nota - a nome della cittadinanza ringrazia sentitamente il Comitato, apprezzando in modo particolare il gesto lodevole per la sensibilità dimostrata in questa ennesima situazione emergenziale nella quale nostro malgrado siamo coinvolti e che tutti speriamo possa risolversi per il meglio nei tempi più brevi, col comune sacrificio e senso di responsabilità". La distribuzione delle mascherine sarà effettuata dai volontari della protezione civile.

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