Regionali e dimissioni Di Maio. L'opinione di Gianni Maggi

Giovedì, 23 Gennaio 2020 12:20 | Letto 326 volte   Clicca per ascolare il testo Regionali e dimissioni Di Maio. L'opinione di Gianni Maggi La decisione di Luigi Di Maio di rassegnare le dimissioni da Capo politico dei Cinque stelle, segno di un dibattito interno al MoVimento del quale lo stesso Di Maio ha sottolineato la necessità di una rifondazione. Ci si chiede se e quanto questa sua scelta potrà ora incidere in vista delle prossime elezioni regionali delle Marche, dopo che da capo nazionale del M5s ,incontrando una settimana fa insieme a Danilo Toninelli i referenti regionali Gianni Maggi e Martina Parisse, decisione finale per le Marche era stata quella di correre da soli o con eventuali liste civiche, escludendo ogni possibilità di alleanza giallo –rossa. “Mi auguro che le dimissioni di Di Maio siano comunque il primo passo verso una riorganizzazione del MoVimento 5 Stelle e soprattutto dei territori che sono stati trascurati – commenta il Capogruppo M5s in consiglio regionale Gianni Maggi- Questo atto e questo gesto coraggioso compiuto da Lugi Di Maio nel fare un passo indietro ,mi auguro  possa essere veramente un passo in avanti per riorganizzare il territorio e quindi arrivare alle regionali con unorganizzazione territoriale, con un dibattito più intenso e più costruttivo. Io ho una speranza segreta che tutto questo possa rimettere in discussione eventualmente un voto nella piattaforma Rousseau per quanto riguarda le Marche in merito all’andare da soli o invece, partecipare alla tornata elettorale cercando una coalizione- continua Maggi-. Cercare lalleanza è a mio avviso, lunico modo per non lasciare al centrodestra il Governo della Regione. Mi auguro che questo possa essere comunque un passo verso un’operazione democratica che fino adesso non cè stata e che, come conseguenza della decisione unilaterale di andare da soli, ci è stata negata.  L’auspicio è pertanto che questa decisione possa essere presa sulla piattaforma Rousseau col voto di tutti gli iscritti. Da parte mia – prosegue Gianni Maggi- ho sempre detto che per la scelta di andare da soli o eventualmente formare una coalizione intorno ad un programma condiviso, mi sarei adeguato comunque al voto degli iscritti e naturalmente,  che la maggioranza determini la linea di una forza politica è regola fondamentale della democrazia e spero che questo possa accadere. In effetti, la scelta di non far decidere gli iscritti delle Marche non mi è piaciuta affatto”. Prima che arrivasse il responso del capo politico nazionale e poteva ancora ventilarsi l’ipotesi di accordo giallorosso marchigiano, i consiglieri regionali Maggi, Giorgini e Pergolesi avevano espressamente manifestato il gradimento per la candidatura del prof. Sauro Longhi ex rettore della Politecnica delle Marche. “ Il nomedi Longhi- conclude Maggi- avrebbe potuto essere quello di un candidato civico in grado di raccogliere consensi tra le varie forze politiche. Vedremo adesso cosa succederà: con la divisione che è stata sancita, credo che ormai il PD propenda per decisioni diverse e magari ricorrerà alle primarie. Per quel che ci riguarda invece non lo sappiamo ancora, dovendo comunque avvicinarci alle elezioni regionali stabilendo una linea politica che ancora non è stata conclusa”. Carla Campetella
La decisione di Luigi Di Maio di rassegnare le dimissioni da Capo politico dei Cinque stelle, segno di un dibattito interno al MoVimento del quale lo stesso Di Maio ha sottolineato la necessità di una rifondazione. Ci si chiede se e quanto questa sua scelta potrà ora incidere in vista delle prossime elezioni regionali delle Marche, dopo che da capo nazionale del M5s ,incontrando una settimana fa insieme a Danilo Toninelli i referenti regionali Gianni Maggi e Martina Parisse, decisione finale per le Marche era stata quella di correre da soli o con eventuali liste civiche, escludendo ogni possibilità di alleanza giallo –rossa.

“Mi auguro che le dimissioni di Di Maio siano comunque il primo passo verso una riorganizzazione del MoVimento 5 Stelle e soprattutto dei territori che sono stati trascurati – commenta il Capogruppo M5s in consiglio regionale Gianni Maggi- Questo atto e questo gesto coraggioso compiuto da Lugi Di Maio nel fare un passo indietro ,mi auguro  possa essere veramente un passo in avanti per riorganizzare il territorio e quindi arrivare alle regionali con un'organizzazione territoriale, con un dibattito più intenso e più costruttivo. Io ho una speranza segreta che tutto questo possa rimettere in discussione eventualmente un voto nella piattaforma Rousseau per quanto riguarda le Marche in merito all’andare da soli o invece, partecipare alla tornata elettorale cercando una coalizione- continua Maggi-.
Cercare l'alleanza è a mio avviso, l'unico modo per non lasciare al centrodestra il Governo della Regione. Mi auguro che questo possa essere comunque un passo verso un’operazione democratica che fino adesso non c'è stata e che, come conseguenza della decisione unilaterale di andare da soli, ci è stata negata.  L’auspicio è pertanto che questa decisione possa essere presa sulla piattaforma Rousseau col voto di tutti gli iscritti. Da parte mia – prosegue Gianni Maggi- ho sempre detto che per la scelta di andare da soli o eventualmente formare una coalizione intorno ad un programma condiviso, mi sarei adeguato comunque al voto degli iscritti e naturalmente,  che la maggioranza determini la linea di una forza politica è regola fondamentale della democrazia e spero che questo possa accadere. In effetti, la scelta di non far decidere gli iscritti delle Marche non mi è piaciuta affatto”. Prima che arrivasse il responso del capo politico nazionale e poteva ancora ventilarsi l’ipotesi di accordo giallorosso marchigiano, i consiglieri regionali Maggi, Giorgini e Pergolesi avevano espressamente manifestato il gradimento per la candidatura del prof. Sauro Longhi ex rettore della Politecnica delle Marche. “ Il nomedi Longhi- conclude Maggi- avrebbe potuto essere quello di un candidato civico in grado di raccogliere consensi tra le varie forze politiche. Vedremo adesso cosa succederà: con la divisione che è stata sancita, credo che ormai il PD propenda per decisioni diverse e magari ricorrerà alle primarie. Per quel che ci riguarda invece non lo sappiamo ancora, dovendo comunque avvicinarci alle elezioni regionali stabilendo una linea politica che ancora non è stata conclusa”.

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