Ussita, il sindaco Marini Marini si dimette

Venerdì, 26 Luglio 2019 22:24 | Letto 1080 volte   Clicca per ascolare il testo Ussita, il sindaco Marini Marini si dimette Il sindaco di Ussita, Vincenzo Marini Marini ha rassegnato le proprie dimissioni.Di seguito la lettera in cui spiega le sue motivazioni:Con la presente, facendo seduto allincontro con la comunità tenutosi i1 23 febbraio scorso, mssegno le mie dimissioni dalla carica di Sindaco del Comunc di Ussita, che anticipo di qualche settimana rispetto al previsto poiché ora, finalmente realizzato il progetto esec:utivo per il riavvio di due delle funivie di Frontignano, inizierà la fase operativa del lavoro per la gestione delle stesse e ritengo opportuno evitare cesure in tale attività. Il mio rammarico e la mia delusione sono rilevanti sia perché avevo sinceramente creduto, e con forza, nellincarico di Sindaco di Ussita sia perché queste dimissioni sono la presa datto dellinsuccesso di una iniziativa, ma ritengo che quando si constata, come per me è avvenuto, che non si riesce a realizzare ciò che si voleva, se ne dcbba prcndere atto e trarne con determinazione le conseguenze. La circostanza che, come avevo chiaramente anticipato in occasione della mia candidatura a Sindaco, non sono presente nella comunità se non con frequenza al massimo settimanale, seppure non ha creato problemi allazione amministrativa grazie anche alla possibilità, ordinariamente utilizzata anchee in altri contesti, di relazionarsi a distanza, rende però quasi del tutto asscnte quellazione sociale che un Sindaco realizza e che costituisce un catalizzatore collettivo difficilmente sostituibile in comunità di dimensioni limitate, soprattutto se sottoposte a tensioni enormi come quelle generate dalla distruzione operata dal sisma. Ho constatato sia dai contatti diretti sia dalle manifestazioni ed esternazioni - che sià nei primi mesi del mio mandato la mancanza di tale azioni del Sindaco ha aumcntato frizioni e lacerazioni, per di più in una comunità già messa a durissima prova soprattutto nelle sue dinamiche sociali e relazionali, e ha creato più problemi di quelli che cerco di risolvere con lazione amministrativa e, quindi, ritengo più utile che la mia funzione sia ricoperta da una figura diversa dalla mia.A tali considerazioni, legate alla comunità dei residenti, si devono aggiungere quelle legate a quellaltra parte della comunità che, pur non essendo residente e non esprimendo il proprio voto, assume comunque rilievo nelle relazioni e nelle dinamiche sociali di Uscita. Su tale parte della comunità, di cui io stesso faccio parte, avevo confidato per esplicare in modo più efficace la mia azione. Tuttavia, quando ho letto le dichiarazioni, a gennaio, di un esponente di tale parte della comunità che pur dotato di tutti gli strumenti culturali e tecnici per poter bene interpretare il contesto e gli accadimcnti a fronte di un aiuto gratuito offerto da un prestigioso soggetto internazionale affermare a che è necessario «diffidare sempre dei filantropi>> ed ho constatato che le reazioni a tale giudizio sono state numerose ed unanimi, ho compreso che ciò che serve alla comunità di Ussita va oltre le mie forze e le mie capacità. Confido che la futura realizzazione del centro di comunità Papa Francesco -- per cui il Comune ha già posto in essere tutti gli adempimcnti ncccssari - valga a mostrare quanto, invece, un intervento di carattere filantropico comporti non solo il vantaggio materiale dellaiuto concreto ma, soprattutto, il sapore felice di un sostegno sinceramente fraterno ed i valori costruttivi della solidarietà e del senso di appartenenza.GS
Il sindaco di Ussita, Vincenzo Marini Marini ha rassegnato le proprie dimissioni.
Di seguito la lettera in cui spiega le sue motivazioni:

"Con la presente, facendo seduto all'incontro con la comunità tenutosi i1 23 febbraio scorso, mssegno le mie dimissioni dalla carica di Sindaco del Comunc di Ussita, che anticipo di qualche settimana rispetto al previsto poiché ora, finalmente realizzato il progetto esec:utivo per il riavvio di due delle funivie di Frontignano, inizierà la fase operativa del lavoro per la gestione delle stesse e ritengo opportuno evitare cesure in tale attività. Il mio rammarico e la mia delusione sono rilevanti sia perché avevo sinceramente creduto, e con forza, nell'incarico di Sindaco di Ussita sia perché queste dimissioni sono la presa d'atto dell'insuccesso di una iniziativa, ma ritengo che quando si constata, come per me è avvenuto, che non si riesce a realizzare ciò che si voleva, se ne dcbba prcndere atto e trarne con determinazione le conseguenze. La circostanza che, come avevo chiaramente anticipato in occasione della mia candidatura a Sindaco, non sono presente nella comunità se non con frequenza al massimo settimanale, seppure non ha creato problemi all'azione amministrativa grazie anche alla possibilità, ordinariamente utilizzata anchee in altri contesti, di relazionarsi a distanza, rende però quasi del tutto asscnte quell'azione sociale che un Sindaco realizza e che costituisce un catalizzatore collettivo difficilmente sostituibile in comunità di dimensioni limitate, soprattutto se sottoposte a tensioni enormi come quelle generate dalla distruzione operata dal sisma. Ho constatato sia dai contatti diretti sia dalle manifestazioni ed esternazioni - che sià nei primi mesi del mio mandato la mancanza di tale azioni del Sindaco ha aumcntato frizioni e lacerazioni, per di più in una comunità già messa a durissima prova soprattutto nelle sue dinamiche sociali e relazionali, e ha creato più problemi di quelli che cerco di risolvere con l'azione amministrativa e, quindi, ritengo più utile che la mia funzione sia ricoperta da una figura diversa dalla mia.
A tali considerazioni, legate alla comunità dei residenti, si devono aggiungere quelle legate a quell'altra parte della comunità che, pur non essendo residente e non esprimendo il proprio voto, assume comunque rilievo nelle relazioni e nelle dinamiche sociali di Uscita. Su tale parte della comunità, di cui io stesso faccio parte, avevo confidato per esplicare in modo più efficace la mia azione. Tuttavia, quando ho letto le dichiarazioni, a gennaio, di un esponente di tale parte della comunità che pur dotato di tutti gli strumenti culturali e tecnici per poter bene interpretare il contesto e gli accadimcnti a fronte di un aiuto gratuito offerto da un prestigioso soggetto internazionale affermare a che è necessario «diffidare sempre dei filantropi>> ed ho constatato che le reazioni a tale giudizio sono state numerose ed unanimi, ho compreso che ciò che serve alla comunità di Ussita va oltre le mie forze e le mie capacità. Confido che la futura realizzazione del "centro di comunità Papa Francesco" -- per cui il Comune ha già posto in essere tutti gli adempimcnti ncccssari - valga a mostrare quanto, invece, un intervento di carattere filantropico comporti non solo il vantaggio materiale dell'aiuto concreto ma, soprattutto, il sapore felice di un sostegno sinceramente fraterno ed i valori costruttivi della solidarietà e del senso di appartenenza".

GS

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