Sopralluogo ieri mattina del presidente della Provincia Antonio Pettinari all’ITIS “Divini” di San Severino per verificare lo stato dei lavori di realizzazione dei nuovi laboratori e di cinque aule.
Di concerto con la scuola, la Provincia ha deciso di mettere subito a disposizione questi locali, mentre nel frattempo sta proseguendo il cantiere che si occupa del secondo stralcio di lavori, ormai in stato avanzato, che interessano l’aula magna e diversi servizi accessori, nonché dei bagni in dotazione all’intero edificio.
Provvisoriamente, per consentire l’utilizzo di tale struttura, grazie alla concessione della Protezione civile regionale, è stato installato un blocco bagni prefabbricato.
"Il percorso dei lavori, in questi anni, è stato complesso - si legge nella nota della Provincia - : il progetto iniziale, dell’importo di 1,768 milioni di euro, era stato appaltato e il cantiere era stato avviato nell’estate del 2016, prima del terremoto. A tale scopo erano stati già demoliti i vecchi capannoni, in cui si trovavano i laboratori, per realizzare la nuova struttura, ma a seguito del sisma, la Provincia ha dovuto sospendere l’intervento. Successivamente l’Amministrazione provinciale aveva dovuto modificare il progetto per adeguarlo a quello del Commissario straordinario per la realizzazione della nuova scuola.
Questa modifica, per cui è stata necessaria anche un’ulteriore variante urbanistica, ha comportato una spesa maggiore, che ha reso necessario il reperimento di risorse aggiuntive di 713mila euro, di cui 278mila riconosciute dal Commissario straordinario e la parte restante proveniente dal bilancio dell’Amministrazione provinciale.
Nell’estate 2019, quindi, si è proceduto all’appalto di questo secondo stralcio, i cui lavori sono ancora in corso, in quanto si è resa necessaria la risoluzione del contratto nei confronti della ditta aggiudicataria che, in pratica, non aveva mai aperto il cantiere.
La realizzazione di questo edificio ha presentato una serie di notevoli intralci che l’Amministrazione provinciale ha cercato sempre di superare, perfino reperendo ulteriori e notevole risorse nel bilancio, anticipando pure la quota spettante all’ufficio commissariale che, a tutt’oggi non è stata ancora liquidata".
“L’obiettivo dell’Amministrazione - afferma il presidente Antonio Pettinari - è mettere subito a disposizione della scuola i locali realizzati, attesi da troppo tempo dalla comunità scolastica, senza aspettare il completamento dei lavori dell’aula magna. Questo consentirà all’istituto di usufruire dei nuovi laboratori, e di conseguenza permetterà di alleggerire i disagi legati all’utilizzo della sede provvisoria. Nei prossimi giorni, ai fini della messa a disposizione di tale edificio, sarà effettuato un ulteriore sopralluogo con l’autorità scolastica e l’Amministrazione comunale”.
Di concerto con la scuola, la Provincia ha deciso di mettere subito a disposizione questi locali, mentre nel frattempo sta proseguendo il cantiere che si occupa del secondo stralcio di lavori, ormai in stato avanzato, che interessano l’aula magna e diversi servizi accessori, nonché dei bagni in dotazione all’intero edificio.
Provvisoriamente, per consentire l’utilizzo di tale struttura, grazie alla concessione della Protezione civile regionale, è stato installato un blocco bagni prefabbricato.
"Il percorso dei lavori, in questi anni, è stato complesso - si legge nella nota della Provincia - : il progetto iniziale, dell’importo di 1,768 milioni di euro, era stato appaltato e il cantiere era stato avviato nell’estate del 2016, prima del terremoto. A tale scopo erano stati già demoliti i vecchi capannoni, in cui si trovavano i laboratori, per realizzare la nuova struttura, ma a seguito del sisma, la Provincia ha dovuto sospendere l’intervento. Successivamente l’Amministrazione provinciale aveva dovuto modificare il progetto per adeguarlo a quello del Commissario straordinario per la realizzazione della nuova scuola.
Questa modifica, per cui è stata necessaria anche un’ulteriore variante urbanistica, ha comportato una spesa maggiore, che ha reso necessario il reperimento di risorse aggiuntive di 713mila euro, di cui 278mila riconosciute dal Commissario straordinario e la parte restante proveniente dal bilancio dell’Amministrazione provinciale.
Nell’estate 2019, quindi, si è proceduto all’appalto di questo secondo stralcio, i cui lavori sono ancora in corso, in quanto si è resa necessaria la risoluzione del contratto nei confronti della ditta aggiudicataria che, in pratica, non aveva mai aperto il cantiere.
La realizzazione di questo edificio ha presentato una serie di notevoli intralci che l’Amministrazione provinciale ha cercato sempre di superare, perfino reperendo ulteriori e notevole risorse nel bilancio, anticipando pure la quota spettante all’ufficio commissariale che, a tutt’oggi non è stata ancora liquidata".
“L’obiettivo dell’Amministrazione - afferma il presidente Antonio Pettinari - è mettere subito a disposizione della scuola i locali realizzati, attesi da troppo tempo dalla comunità scolastica, senza aspettare il completamento dei lavori dell’aula magna. Questo consentirà all’istituto di usufruire dei nuovi laboratori, e di conseguenza permetterà di alleggerire i disagi legati all’utilizzo della sede provvisoria. Nei prossimi giorni, ai fini della messa a disposizione di tale edificio, sarà effettuato un ulteriore sopralluogo con l’autorità scolastica e l’Amministrazione comunale”.
Sgravi fiscali per il cratere, Patassini (Lega): "Ripartenza? Solo con misure economiche"
14 Dic 2020
È cominciata, alla Camera dei Deputati, la discussione della Legge di Bilancio. L’emendamento della Lega che chiede l’estensione dello sconto sui contributi INPS a carico di imprese e lavoratori, riservato al sud, anche per le zone terremotate è tra quelli che verranno approfonditi. Il firmatario, L’Onorevole Tullio Patassini, ha parlato di un mezzo passo del Governo verso le aree colpite dal sisma.
“È evidente che – afferma Patassini – in questo momento storico la ripartenza dei territori colpiti dal sisma possa essere possibile soltanto attraverso misure di carattere economico. L’obiettivo della Lega è stato, in ogni occasione, quello di presentare proposte in questo senso: in ultima battuta l’estensione della decontribuzione previdenziale come già avviene nelle regioni del sud Italia. Abbiamo molte altre misure in cantiere, tra cui la proroga dell’esenzione IMU, IRPEF, ISEE e mutui prima casa fino alla ricostruzione degli immobili lesionati dal terremoto, oltre a volere la nascita di una vera e propria zona economica particolare per la questione sisma 2016”.
Red.
“È evidente che – afferma Patassini – in questo momento storico la ripartenza dei territori colpiti dal sisma possa essere possibile soltanto attraverso misure di carattere economico. L’obiettivo della Lega è stato, in ogni occasione, quello di presentare proposte in questo senso: in ultima battuta l’estensione della decontribuzione previdenziale come già avviene nelle regioni del sud Italia. Abbiamo molte altre misure in cantiere, tra cui la proroga dell’esenzione IMU, IRPEF, ISEE e mutui prima casa fino alla ricostruzione degli immobili lesionati dal terremoto, oltre a volere la nascita di una vera e propria zona economica particolare per la questione sisma 2016”.
Red.
È di questa mattina l'ennesimo sollecito da parte del sindaco di San Severino, Rosa Piermattei, nei confronti del Commissario straordinario per la Ricostruzione, Giovanni Legnini, in merito ai lavori di ricostruzione dell'Istituto Divini.
Il primo cittadino stila prima un bilancio sulla ricostruzione: "Con l'esigenza di chiudere, entro il 30 novembre, la presentazione delle pratiche B - dice - ci sono state tante domande pervenute. Coi finanziamenti, invece, siamo ad un quarto dell'opera quindi il raggiungimento è ancora lontano. Per quanto riguarda il Divini - aggiunge - ho sollecitato stamattina il Commissario perchè non possiamo aspettare così tanto tempo e stare fermi. È ferma anche la messa a punto della scuola Luzio. Il tempo sta passando molto velocemente - dice Rosa Piermattei - , siamo in piena stagione invernale e vorrei che la questione si sbloccasse perchè sta diventando una storia infinita.
Proprio stamattina mi stado dovumentando che con l'ordinanza 14 non sono state terminate più di due scuole: questo significa che c'è un errore di fondo su questa ordinanza. Continuo a dire che non possiamo procedere con l'ordinario. Erano scuole che dovevano essere costruite nel 2017 e oggi, a fine 2020, non riusciamo a venire a capo della fine dei lavori per una scuola così grande come il Divini.
Io sono molto paziente, capisco tutte le difficoltà, ma dobbiamo procedere velocemente, mentre in questo modo siamo fermi.
Sono stati dati poteri straordinari al Commissario - conclude - ma poi ci blocchiamo in altre situazioni. Così non è possibile".
GS
Il primo cittadino stila prima un bilancio sulla ricostruzione: "Con l'esigenza di chiudere, entro il 30 novembre, la presentazione delle pratiche B - dice - ci sono state tante domande pervenute. Coi finanziamenti, invece, siamo ad un quarto dell'opera quindi il raggiungimento è ancora lontano. Per quanto riguarda il Divini - aggiunge - ho sollecitato stamattina il Commissario perchè non possiamo aspettare così tanto tempo e stare fermi. È ferma anche la messa a punto della scuola Luzio. Il tempo sta passando molto velocemente - dice Rosa Piermattei - , siamo in piena stagione invernale e vorrei che la questione si sbloccasse perchè sta diventando una storia infinita.
Proprio stamattina mi stado dovumentando che con l'ordinanza 14 non sono state terminate più di due scuole: questo significa che c'è un errore di fondo su questa ordinanza. Continuo a dire che non possiamo procedere con l'ordinario. Erano scuole che dovevano essere costruite nel 2017 e oggi, a fine 2020, non riusciamo a venire a capo della fine dei lavori per una scuola così grande come il Divini.
Io sono molto paziente, capisco tutte le difficoltà, ma dobbiamo procedere velocemente, mentre in questo modo siamo fermi.
Sono stati dati poteri straordinari al Commissario - conclude - ma poi ci blocchiamo in altre situazioni. Così non è possibile".
GS
In mattinata a Tolentino l’incontro tra i vertici dell’amministrazione comunale guidata da Giuseppe Pezzanesi e quelli del pool ricostruzione, con in testa il Commissario Straordinario per la ricostruzione Giovanni Legnini. Con loro anche il Presidente della Provincia di Macerata, Antonio Pettinari e Andrea Crocioni dell'Ufficio Sisma.
Un confronto, secondo il Commissario, utile per un resoconto sullo stato di attuazione della ricostruzione pubblica. Da parte di Legnini c’è la disponibilità a considerare eventuali ordinanze speciali che permettano ancora la riduzione dei tempi e delle lungaggini burocratiche tipiche delle opere pubbliche. Soddisfazione invece per lo stato di avanzamento, buono, in tema ricostruzione privata, oltre a un’analisi sui tempi di consegna degli appartamenti in zona Rancia, che sostituiranno le Sae. Il sindaco Pezzanesi, alla prima uscita dopo la convalescenza per l’infortunio di un mese fa, ha ringraziato proprio Legnini, il suo staff e coloro che sono intervenuti: “E’ stata una discussione molto franca, serena, costruttiva dove il Comune non ha assolutamente nascosto nulla: il Commissario aveva già un quadro molto chiaro, oggi, dopo questo incontro, ha un quadro d’insieme ancora più completo della situazione a Tolentino. Speriamo possano esserci le possibilità di agevolare e accelerare la ricostruzione pubblica. Lavoriamo il più possibile per avviare più cantieri possibili. Voglio anche ringraziare il Presidente della Provincia Pettinari che è venuto ad illustrare la situazione del campus scolastico, competenza della Provincia e che nei prossimi mesi, dovrà affrontare tutte le tempistiche del progetto fino alla pubblicazione del bando integrato per l’avvio dei lavori. Una operazione molto complessa sia sotto l’aspetto architettonico che di importanza per la nostra comunità. Ringrazio per la presenza anche l’Ufficio Sisma per l’apporto fornito. Se al lavoro del Commissario Legnini farà seguito anche l’impegno di carattere politico sia a livello regionale, sia a livello nazionale, sicuramente potremmo parlare di un’altra ricostruzione, in termini di concretezza e in termini di tempi”.
La chiusura di Pezzanesi è sul personale a disposizione: troppe poche le persone che lavorano alla ricostruzione. “Abbiamo bisogno di ulteriore personale e oggi lo abbiamo ribadito – sottolinea Pezzanesi – siamo sotto stimati a livello numerico, soprattutto per quanto riguarda la ricostruzione. Sostanzialmente ci auguriamo e scriveremo alla Regione Marche e contemporaneamente al Commissario: il comune di Tolentino, con i suoi 20 mila abitanti, ha bisogno di una dotazione organica più consistente di quella avuta sinora”.
Red.
Un confronto, secondo il Commissario, utile per un resoconto sullo stato di attuazione della ricostruzione pubblica. Da parte di Legnini c’è la disponibilità a considerare eventuali ordinanze speciali che permettano ancora la riduzione dei tempi e delle lungaggini burocratiche tipiche delle opere pubbliche. Soddisfazione invece per lo stato di avanzamento, buono, in tema ricostruzione privata, oltre a un’analisi sui tempi di consegna degli appartamenti in zona Rancia, che sostituiranno le Sae. Il sindaco Pezzanesi, alla prima uscita dopo la convalescenza per l’infortunio di un mese fa, ha ringraziato proprio Legnini, il suo staff e coloro che sono intervenuti: “E’ stata una discussione molto franca, serena, costruttiva dove il Comune non ha assolutamente nascosto nulla: il Commissario aveva già un quadro molto chiaro, oggi, dopo questo incontro, ha un quadro d’insieme ancora più completo della situazione a Tolentino. Speriamo possano esserci le possibilità di agevolare e accelerare la ricostruzione pubblica. Lavoriamo il più possibile per avviare più cantieri possibili. Voglio anche ringraziare il Presidente della Provincia Pettinari che è venuto ad illustrare la situazione del campus scolastico, competenza della Provincia e che nei prossimi mesi, dovrà affrontare tutte le tempistiche del progetto fino alla pubblicazione del bando integrato per l’avvio dei lavori. Una operazione molto complessa sia sotto l’aspetto architettonico che di importanza per la nostra comunità. Ringrazio per la presenza anche l’Ufficio Sisma per l’apporto fornito. Se al lavoro del Commissario Legnini farà seguito anche l’impegno di carattere politico sia a livello regionale, sia a livello nazionale, sicuramente potremmo parlare di un’altra ricostruzione, in termini di concretezza e in termini di tempi”.
La chiusura di Pezzanesi è sul personale a disposizione: troppe poche le persone che lavorano alla ricostruzione. “Abbiamo bisogno di ulteriore personale e oggi lo abbiamo ribadito – sottolinea Pezzanesi – siamo sotto stimati a livello numerico, soprattutto per quanto riguarda la ricostruzione. Sostanzialmente ci auguriamo e scriveremo alla Regione Marche e contemporaneamente al Commissario: il comune di Tolentino, con i suoi 20 mila abitanti, ha bisogno di una dotazione organica più consistente di quella avuta sinora”.
Red.
Boom di richieste di contributo per la ricostruzione privata: alla scadenza fissata per il 30 novembre, sono 14.685 quelle presentate agli uffici regionali della ricostruzione di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria. Rispetto alle 8.822 dello scorso anno si registra una crescita del 66,5% nelle richieste legate ai danni lievi. Risultati importanti, su cui ha inciso indubbiamente la semplificazione delle procedure voluta dal Commissario straordinario alla ricostruzione Giovanni Legnini e ottenuta grazie all’Ordinanza 107. A questi numeri si sommano le richieste per danni gravi e per le attività produttive, portando il totale a 19539, numeri ancora in crescita rispetto al 2019, stavolta del 62%. Attualmente, nell’intero cratere del sisma 2016, sono aperti 3.350 cantieri per la ricostruzione privata, mentre gli immobili già riparati sono 3.520.
Sul tavolo del Commissario sono arrivate richieste di contributo per un quarto degli edifici totalmente danneggiati, sono infatti circa 80 mila gli stabili che necessitano di intervento. Il Commissario Legnini sottolinea come questi dati possano significare finalmente il decollo della ricostruzione: “Sono risultati molto importanti ottenuti grazie alle semplificazioni normative introdotte con le nuove Ordinanze, al lavoro degli Uffici Speciali e al dialogo fruttuoso con i professionisti della ricostruzione che hanno responsabilmente rispettato i termini. Nel corso di questo difficile 2020, segnato dagli effetti negativi della pandemia, le domande di contributo presentate hanno fatto un balzo in avanti significativo arrivando quasi a 20 mila, cioè un quarto del totale potenziale, visto che dopo il sisma si contavano 80 mila edifici danneggiati. Si sono finalmente create le condizioni perché nel 2021 la ricostruzione del Centro Italia, che ha già registrato un’accelerazione in questi mesi, possa finalmente decollare. Sono soddisfatto dei risultati raggiunti, ma con i danni lievi abbiamo chiuso solo il primo capitolo del processo di ricostruzione. Nel 2021 ci aspetta un lavoro molto intenso: i Comuni, gli Uffici Speciali, i professionisti, le imprese,saranno chiamati ad uno sforzo eccezionale, per far sì che le numerose domande presentate arrivino alla concessione del contributo e all’apertura dei cantieri per la riparazione delle case”.
Sul tavolo del Commissario sono arrivate richieste di contributo per un quarto degli edifici totalmente danneggiati, sono infatti circa 80 mila gli stabili che necessitano di intervento. Il Commissario Legnini sottolinea come questi dati possano significare finalmente il decollo della ricostruzione: “Sono risultati molto importanti ottenuti grazie alle semplificazioni normative introdotte con le nuove Ordinanze, al lavoro degli Uffici Speciali e al dialogo fruttuoso con i professionisti della ricostruzione che hanno responsabilmente rispettato i termini. Nel corso di questo difficile 2020, segnato dagli effetti negativi della pandemia, le domande di contributo presentate hanno fatto un balzo in avanti significativo arrivando quasi a 20 mila, cioè un quarto del totale potenziale, visto che dopo il sisma si contavano 80 mila edifici danneggiati. Si sono finalmente create le condizioni perché nel 2021 la ricostruzione del Centro Italia, che ha già registrato un’accelerazione in questi mesi, possa finalmente decollare. Sono soddisfatto dei risultati raggiunti, ma con i danni lievi abbiamo chiuso solo il primo capitolo del processo di ricostruzione. Nel 2021 ci aspetta un lavoro molto intenso: i Comuni, gli Uffici Speciali, i professionisti, le imprese,saranno chiamati ad uno sforzo eccezionale, per far sì che le numerose domande presentate arrivino alla concessione del contributo e all’apertura dei cantieri per la riparazione delle case”.
Presentata oggi l’ultima versione del Programma straordinario per la ricostruzione di Camerino, redatta negli ultimi mesi dall’amministrazione comunale. Si è tenuta infatti in mattinata la periodica riunione del tavolo tecnico, ovviamente in via telematica per ragioni di sicurezza, a cui hanno presenziato gli esponenti del comune camerte, tra cui il sindaco Sborgia, la vicesindaca Jajani, Anna Ortenzi e Luca Marassi, consigliere con delega alla ricostruzione che ha illustrato il programma. Con loro, il Commissario Straordinario alla ricostruzione Legnini, insieme ai suoi tecnici, il Rettore Unicam Pettinari, Carlo Resparambia, presidente Ance e l’Arcivescovo Massara con altri rappresentanti dell’università, della diocesi e dell’amministrazione.
Al centro della discussione il risultato del lungo lavoro svolto in questi mesi e le strategie dell’importante documento volto ad accelerare la rinascita della città. Un documento che verrà presto condiviso con la cittadinanza in una assemblea virtuale in videoconferenza, in seguito il passaggio in Consiglio comunale per l’approvazione, che dovrebbe arrivare prima di Natale, così da dare il via all’iter che lo porterà sul tavolo dell’Ufficio speciale per la ricostruzione e a ottenere successivamente il decreto della Regione.
Prevista per queste ultime settimane dell’anno anche l’assegnazione dell’appalto per la redazione del documento direttore dei piani attuativi per le aree perimetrate. Luca Marassi, consigliere comunale con delega alla ricostruzione ha spiegato: “Di fatto con dicembre si dà il via alla programmazione e alla pianificazione della ricostruzione della città. Oggi è una giornata importantissima perché nell’incontro è stato presentato concretamente il piano per accelerare la rinascita della città. È un passo fondamentale che precede l’apertura dei cantieri. Questo significa quindi che rientreremo presto a Camerino per ricostruirla”.
Red.
Al centro della discussione il risultato del lungo lavoro svolto in questi mesi e le strategie dell’importante documento volto ad accelerare la rinascita della città. Un documento che verrà presto condiviso con la cittadinanza in una assemblea virtuale in videoconferenza, in seguito il passaggio in Consiglio comunale per l’approvazione, che dovrebbe arrivare prima di Natale, così da dare il via all’iter che lo porterà sul tavolo dell’Ufficio speciale per la ricostruzione e a ottenere successivamente il decreto della Regione.
Prevista per queste ultime settimane dell’anno anche l’assegnazione dell’appalto per la redazione del documento direttore dei piani attuativi per le aree perimetrate. Luca Marassi, consigliere comunale con delega alla ricostruzione ha spiegato: “Di fatto con dicembre si dà il via alla programmazione e alla pianificazione della ricostruzione della città. Oggi è una giornata importantissima perché nell’incontro è stato presentato concretamente il piano per accelerare la rinascita della città. È un passo fondamentale che precede l’apertura dei cantieri. Questo significa quindi che rientreremo presto a Camerino per ricostruirla”.
Red.
Più di 61milioni di euro il totale dei finanziamenti già destinati alla ricostruzione privata nel Comune di San Severino Marche. La sindaca, Rosa Piermattei, nelle comunicazioni ufficiali in apertura dell’ultima seduta del Consiglio comunale, ha presentato le cifre ufficiali e i dati: 568 le pratiche di ricostruzione presentate e inserite nel portale Domus Sisma 2016. Di queste, 345 fanno riferimento alla ricostruzione leggera, 163 alla ricostruzione pesante e 55 alla Ordinanza 100. Altre 5 alle attività produttive, mentre ulteriori 45 pratiche hanno interessato la delocalizzazione proprio di queste attività.
In totale sono state finanziate 270 pratiche, per un totale di oltre 61 milioni.
La sindaca spiega: “Abbiamo chiuso 194 cantieri: 3 relativi alla ricostruzione pubblica e altri 41 con riferimento al cosiddetto Sisma Bonus. Abbiamo provveduto in questi giorni al pagamento del Cas, relativo al mese di ottobre, che è andato a 451 famiglie per oltre 380 mila euro. Per quanto riguarda i lavori pubblici legati al sisma il Comune ha dato il via al cantiere per la ricostruzione dell’aula sistemi e automazione nell’area delle ex officine meccaniche dell’Ipsia ‘Ercole Rosa’, per un totale di 610 mila euro”.
La sindaca ha infine ricordato che il 30 novembre scade il termine per la presentazione delle istanze di contributo per i danni lievi. L’eventuale mancata presentazione delle domande comporterà, tra l’altro, la decadenza dal Contributo di autonoma sistemazione.
In totale sono state finanziate 270 pratiche, per un totale di oltre 61 milioni.
La sindaca spiega: “Abbiamo chiuso 194 cantieri: 3 relativi alla ricostruzione pubblica e altri 41 con riferimento al cosiddetto Sisma Bonus. Abbiamo provveduto in questi giorni al pagamento del Cas, relativo al mese di ottobre, che è andato a 451 famiglie per oltre 380 mila euro. Per quanto riguarda i lavori pubblici legati al sisma il Comune ha dato il via al cantiere per la ricostruzione dell’aula sistemi e automazione nell’area delle ex officine meccaniche dell’Ipsia ‘Ercole Rosa’, per un totale di 610 mila euro”.
La sindaca ha infine ricordato che il 30 novembre scade il termine per la presentazione delle istanze di contributo per i danni lievi. L’eventuale mancata presentazione delle domande comporterà, tra l’altro, la decadenza dal Contributo di autonoma sistemazione.
Chiarimenti sulle posizioni lavorative del personale precario assunto nell’immediato post sisma: questa la richiesta di Cisl Fp Marche. Quale destino per questi lavoratori, a rischio disoccupazione al termine della ricostruzione? Il sindacato ha interpellato tutte le istituzioni, dal Commissario alla Ricostruzione ai sindaci, passando per il Presidente del Consiglio dei Ministri.
Ne ha parlato Alessandro Moretti, referente a Macerata per Cisl Fp Marche: “Entro il 12 novembre scorso gli Enti interessati hanno potuto valutare se inviare la richiesta di accesso al contributo per la stabilizzazione del personale precario assunto nel post sisma 2016. I piccoli comuni del cratere hanno numerosi dipendenti assunti a tempo determinato, ma procedere alle stabilizzazioni in coerenza con il piano dei fabbisogni è diventato difficile, se consideriamo la situazione a regime, cioè quando sarà finita la ricostruzione post sisma, tutto questo personale rischia di diventare inoccupato, con conseguenze sia per i lavoratori, sia per il territorio, che perderebbe delle competenze importanti. Va sicuramente chiarito se quando cesserà la ricostruzione continueranno i trasferimenti per il pagamento delle spese di stabilizzazione”.
Secondo la Cisl Fp sarebbe auspicabile adottare una norma che permetta l'assunzione di tutti i dipendenti ora in servizio ai sensi dell'art. 50 bis, da parte di enti diversi da quelli dove prestano servizio. Moretti prosegue: “I lavoratori potrebbero essere assunti per esempio dalle Unioni montane, con contestuale trasferimento dei fondi. Ciò renderebbe più agevole programmare senza timori l'assunzione di molti dipendenti. Nel caso in cui un comune ritenga di non procedere ad alcuna stabilizzazione perché non coerente con il piano del fabbisogno , come Cisl Fp riteniamo importante prevedere la possibilità di continuare ad avvalersi dei personale ‘sisma’ a tempo determinato, almeno fino a quando non sarà terminata la ricostruzione”.
Red.
Ne ha parlato Alessandro Moretti, referente a Macerata per Cisl Fp Marche: “Entro il 12 novembre scorso gli Enti interessati hanno potuto valutare se inviare la richiesta di accesso al contributo per la stabilizzazione del personale precario assunto nel post sisma 2016. I piccoli comuni del cratere hanno numerosi dipendenti assunti a tempo determinato, ma procedere alle stabilizzazioni in coerenza con il piano dei fabbisogni è diventato difficile, se consideriamo la situazione a regime, cioè quando sarà finita la ricostruzione post sisma, tutto questo personale rischia di diventare inoccupato, con conseguenze sia per i lavoratori, sia per il territorio, che perderebbe delle competenze importanti. Va sicuramente chiarito se quando cesserà la ricostruzione continueranno i trasferimenti per il pagamento delle spese di stabilizzazione”.
Secondo la Cisl Fp sarebbe auspicabile adottare una norma che permetta l'assunzione di tutti i dipendenti ora in servizio ai sensi dell'art. 50 bis, da parte di enti diversi da quelli dove prestano servizio. Moretti prosegue: “I lavoratori potrebbero essere assunti per esempio dalle Unioni montane, con contestuale trasferimento dei fondi. Ciò renderebbe più agevole programmare senza timori l'assunzione di molti dipendenti. Nel caso in cui un comune ritenga di non procedere ad alcuna stabilizzazione perché non coerente con il piano del fabbisogno , come Cisl Fp riteniamo importante prevedere la possibilità di continuare ad avvalersi dei personale ‘sisma’ a tempo determinato, almeno fino a quando non sarà terminata la ricostruzione”.
Red.
Due nuove ordinanze, a firma del Commissario Straordinario Giovanni Legnini, per spingere gli interventi di ricostruzione delle opere pubbliche e i lavori legati ai danni lievi causati dal sisma. È di oggi la firma dei nuovi provvedimenti che andranno a snellire ulteriormente le domande per i contributi di sistemazione dei danni lievi, che definiranno con una puntuale tabella di marcia i lavori alle opere pubbliche e che stanziano ulteriori fondi per la gestione delle macerie e per le scuole ancora da ricostruire. Ridefiniti anche i poteri in deroga attribuiti dal Legislatore al Commissario.
Nel dettaglio: le domande di accesso ai contributi, di concerto con gli ordini professionali e con i rappresentanti della Rete delle professioni tecniche, sono ulteriormente semplificate. Dati anagrafici del professionista, dei proprietari e catastali dell’edificio vanno allegati alla ulteriore documentazione necessaria in base a un calendario che verrà definito dopo il 30 novembre, termine ultimo per la presentazione. Vengono inoltre esclusi dal termine del 30 novembre interventi più complessi, seppure relativi a danni lievi, come quelli relativi a edifici in aggregati, in zone rosse o in aree perimetrate.
Definito anche un cronoprogramma per le opere pubbliche: sono 1288 quelle già finanziate, delle quali 482 devono ancora essere avviate. Per accelerare i procedimenti, è fissato un nuovo termine: entro il 31 marzo prossimo dovranno essere chiuse le procedure di affidamento di tutti gli incarichi di progettazione. Ancor prima, entro il 31 dicembre di quest’anno, sul tavolo del Commissario dovrà giungere un cronoprogramma dettagliato di tutte le fasi per la definizione dell’appalto e l’esecuzione delle opere.
Stanziati 100 milioni di euro per le macerie: serviranno a gestire le macerie pubbliche dovute a crolli o demolizioni.
Fondi anche per le scuole: nei comuni del cratere si potrà usufruire del 10 percento dei contributi stabiliti, in attesa della ricostruzione degli edifici, per garantire l’attività didattica con soluzioni temporanee. Di oltre un miliardo e mezzo di euro, alle Marche spettano 945 milioni di euro.
In ultimo la ridefinizione dei poteri in deroga a Legnini: come richiesto a lungo dai sindaci, dai presidenti delle Regioni, dai cittadini ed esponenti di tutti gli schieramenti politici, il Commissario potrà decidere per la realizzazione delle opere pubbliche prioritarie e caratterizzate da particolari complessità e per gli interventi nei centri storici maggiormente distrutti. Disciplinata anche la possibilità di attuare gli interventi in deroga a mezzo di Ordinanze speciali che definiranno le specifiche modalità e tempi di realizzazione, anche in questo caso in accordo con i presidenti delle Regioni e i sindaci, ai quali il Commissario potrà trasferire i poteri attuativi in deroga.
Red.
Nel dettaglio: le domande di accesso ai contributi, di concerto con gli ordini professionali e con i rappresentanti della Rete delle professioni tecniche, sono ulteriormente semplificate. Dati anagrafici del professionista, dei proprietari e catastali dell’edificio vanno allegati alla ulteriore documentazione necessaria in base a un calendario che verrà definito dopo il 30 novembre, termine ultimo per la presentazione. Vengono inoltre esclusi dal termine del 30 novembre interventi più complessi, seppure relativi a danni lievi, come quelli relativi a edifici in aggregati, in zone rosse o in aree perimetrate.
Definito anche un cronoprogramma per le opere pubbliche: sono 1288 quelle già finanziate, delle quali 482 devono ancora essere avviate. Per accelerare i procedimenti, è fissato un nuovo termine: entro il 31 marzo prossimo dovranno essere chiuse le procedure di affidamento di tutti gli incarichi di progettazione. Ancor prima, entro il 31 dicembre di quest’anno, sul tavolo del Commissario dovrà giungere un cronoprogramma dettagliato di tutte le fasi per la definizione dell’appalto e l’esecuzione delle opere.
Stanziati 100 milioni di euro per le macerie: serviranno a gestire le macerie pubbliche dovute a crolli o demolizioni.
Fondi anche per le scuole: nei comuni del cratere si potrà usufruire del 10 percento dei contributi stabiliti, in attesa della ricostruzione degli edifici, per garantire l’attività didattica con soluzioni temporanee. Di oltre un miliardo e mezzo di euro, alle Marche spettano 945 milioni di euro.
In ultimo la ridefinizione dei poteri in deroga a Legnini: come richiesto a lungo dai sindaci, dai presidenti delle Regioni, dai cittadini ed esponenti di tutti gli schieramenti politici, il Commissario potrà decidere per la realizzazione delle opere pubbliche prioritarie e caratterizzate da particolari complessità e per gli interventi nei centri storici maggiormente distrutti. Disciplinata anche la possibilità di attuare gli interventi in deroga a mezzo di Ordinanze speciali che definiranno le specifiche modalità e tempi di realizzazione, anche in questo caso in accordo con i presidenti delle Regioni e i sindaci, ai quali il Commissario potrà trasferire i poteri attuativi in deroga.
Red.
“Forse Flavia Giombetti dovrebbe fare politica, invece di cronometrare i tempi di chi agisce, o peggio di fare la guerra all’amministrazione”. Il sindaco di Tolentino Giuseppe Pezzanesi ha risposto così alla Presidente del Comitato 30 ottobre Flavia Giombetti che denunciava i ritardi nella consegna degli appartamenti a Tolentino in zona Rancia.
Il sindaco si chiede: “Cosa farà e come passerà le sue giornate la Presidente del Comitato 30 Ottobre Flavia Giombetti quando, entro la fine dell’estate 2021 avremo consegnato la totalità dei 199 appartamenti destinati ai terremotati al posto delle Sae a Tolentino?”.
La risposta del primo cittadino Pezzanesi prosegue: “Sono tre anni che, tra una visita e l’altra al Presidente del Consiglio Conte, in qualità di Presidente del Comitato 30 ottobre, non ha mai ottenuto nulla e non ha mai prodotto un documento o una proposta per migliorare la situazione dei terremotati di cui dice di interessarsi. Per lei l’unica ragione di vita e l’unica battaglia da fare è quella di demonizzare e combattere e rendere più difficoltoso possibile il percorso amministrativo del Sindaco di Tolentino e della sua Amministrazione Comunale. I ritardi ci sono stati, è vero, ma per la burocrazia e per questioni che hanno riguardato non noi, ma il Consiglio dei Ministri, la Protezione Civile nazionale e regionale, l’Amministrazione regionale e l’Erap. Malgrado tutto, entro la fine dell’estate 2021, riusciremo a consegnare un appartamento a tutte le famiglie piuttosto che una casetta di legno, tra l’altro più costosa dell’appartamento stesso. Alla luce di tutto ciò comprendiamo che la Giombetti considera esemplare e credo sia l’unica in Italia visto che non ha mai detto il contrario, l’azione di Governo fin qui portata avanti con i risultati che sono ben chiari ai nostri occhi. Per lei forse il problema è diverso, si rivolge ai terremotati ma in realtà desidera che il Sindaco Pezzanesi e la sua Amministrazione si facciano da parte per avere davanti a sé magari prospettive più luminescenti e di buona riuscita in politica. Purtroppo la realtà per lei ha dato due sentenze: la prima è che l’Amministrazione Pezzanesi ha fatto una scelta ampiamente condivisa a livello nazionale, utile per l’ambiente e lungimirante per l’utilizzo dei soldi degli italiani. La seconda sentenza è stata l’ampia conferma avuta vincendo al primo turno nel 2017 con ampio margine sul competitor, cosa mai successo da quando è stato adottato il sistema elettorale che prevede il ballottaggio e riconfermandosi a livello numerico di coalizione e anche personale, alle scorse regionali”.
Pezzanesi torna poi sugli appartamenti, i primi saranno consegnati prima di Natale: ”Purtroppo non sarò presente, a causa del mio infortunio (durante la raccolta delle olive ha riportato una frattura a una gamba, ndr), alla consegna dei primi appartamenti. Comunque le famiglie che dovranno occupare i primi ventuno hanno già avuto persino la planimetria della propria abitazione. Quindi, nel rispetto dei tempi, tutti sono stati informati correttamente. E’ bene precisare, ancora una volta, che sbagliato ripetere che ci abbiamo messo quattro anni, in quanto, come confermato recentemente anche dall’Erap, la progettazione e i finanziamenti sono arrivati solo nel 2018, a due anni dal terremoto e quindi i confronti con i tempi realizzativi con le SAE vanno fatti tenendo conto delle tempistiche e soprattutto di una normativa che non ha previsto alcuna deroga come nel caso delle SAE. Inoltre – conclude Pezzanesi – abbiamo dovuto superare varie problematiche, alcune non prevedibili, come l’emergenza covid che ha sospeso i lavori per tre mesi e a cui vanno aggiunti i tempi di applicazione dei protocolli di sicurezza, oltre alla difficoltà nel reperire i materiali necessari. In tempi ragionevoli avremo alloggi residenziali che realizzano un programma sinora mai attuato nelle Marche, spendendo circa 150 mila euro per alloggio, con notevoli risparmi per la collettività, contro i 2.175 euro a metro quadro pagati per la costruzione delle SAE. Va anche evidenziato che siamo intervenuti su aree già urbanizzate, senza spreco inutile di terreno”.
Red.
Il sindaco si chiede: “Cosa farà e come passerà le sue giornate la Presidente del Comitato 30 Ottobre Flavia Giombetti quando, entro la fine dell’estate 2021 avremo consegnato la totalità dei 199 appartamenti destinati ai terremotati al posto delle Sae a Tolentino?”.
La risposta del primo cittadino Pezzanesi prosegue: “Sono tre anni che, tra una visita e l’altra al Presidente del Consiglio Conte, in qualità di Presidente del Comitato 30 ottobre, non ha mai ottenuto nulla e non ha mai prodotto un documento o una proposta per migliorare la situazione dei terremotati di cui dice di interessarsi. Per lei l’unica ragione di vita e l’unica battaglia da fare è quella di demonizzare e combattere e rendere più difficoltoso possibile il percorso amministrativo del Sindaco di Tolentino e della sua Amministrazione Comunale. I ritardi ci sono stati, è vero, ma per la burocrazia e per questioni che hanno riguardato non noi, ma il Consiglio dei Ministri, la Protezione Civile nazionale e regionale, l’Amministrazione regionale e l’Erap. Malgrado tutto, entro la fine dell’estate 2021, riusciremo a consegnare un appartamento a tutte le famiglie piuttosto che una casetta di legno, tra l’altro più costosa dell’appartamento stesso. Alla luce di tutto ciò comprendiamo che la Giombetti considera esemplare e credo sia l’unica in Italia visto che non ha mai detto il contrario, l’azione di Governo fin qui portata avanti con i risultati che sono ben chiari ai nostri occhi. Per lei forse il problema è diverso, si rivolge ai terremotati ma in realtà desidera che il Sindaco Pezzanesi e la sua Amministrazione si facciano da parte per avere davanti a sé magari prospettive più luminescenti e di buona riuscita in politica. Purtroppo la realtà per lei ha dato due sentenze: la prima è che l’Amministrazione Pezzanesi ha fatto una scelta ampiamente condivisa a livello nazionale, utile per l’ambiente e lungimirante per l’utilizzo dei soldi degli italiani. La seconda sentenza è stata l’ampia conferma avuta vincendo al primo turno nel 2017 con ampio margine sul competitor, cosa mai successo da quando è stato adottato il sistema elettorale che prevede il ballottaggio e riconfermandosi a livello numerico di coalizione e anche personale, alle scorse regionali”.
Pezzanesi torna poi sugli appartamenti, i primi saranno consegnati prima di Natale: ”Purtroppo non sarò presente, a causa del mio infortunio (durante la raccolta delle olive ha riportato una frattura a una gamba, ndr), alla consegna dei primi appartamenti. Comunque le famiglie che dovranno occupare i primi ventuno hanno già avuto persino la planimetria della propria abitazione. Quindi, nel rispetto dei tempi, tutti sono stati informati correttamente. E’ bene precisare, ancora una volta, che sbagliato ripetere che ci abbiamo messo quattro anni, in quanto, come confermato recentemente anche dall’Erap, la progettazione e i finanziamenti sono arrivati solo nel 2018, a due anni dal terremoto e quindi i confronti con i tempi realizzativi con le SAE vanno fatti tenendo conto delle tempistiche e soprattutto di una normativa che non ha previsto alcuna deroga come nel caso delle SAE. Inoltre – conclude Pezzanesi – abbiamo dovuto superare varie problematiche, alcune non prevedibili, come l’emergenza covid che ha sospeso i lavori per tre mesi e a cui vanno aggiunti i tempi di applicazione dei protocolli di sicurezza, oltre alla difficoltà nel reperire i materiali necessari. In tempi ragionevoli avremo alloggi residenziali che realizzano un programma sinora mai attuato nelle Marche, spendendo circa 150 mila euro per alloggio, con notevoli risparmi per la collettività, contro i 2.175 euro a metro quadro pagati per la costruzione delle SAE. Va anche evidenziato che siamo intervenuti su aree già urbanizzate, senza spreco inutile di terreno”.
Red.
