Appuntamento al Centro Fiere di Villa Potenza di Macerata il 5-6-7 aprile per la tradizionale rassegna di Expo Edile, l'evento sui materiali e le tecnologie per l'edilizia e l'ambiente costruito, una vetrina delle novità, un'occasione di networking per la filiera delle costruzioni che vede protagoniste le aziende, un'iniziativa di riferimento per il mercato delle costruzioni del Centro Italia. Expo Edile è un evento specializzato per la presentazione di materiali, tecnologia ed impiantistica innovativa che verte principalmente sui seguenti settori: riqualificazione energetica, recupero e protezione sismica, ricostruzione. Il mercato delle costruzioni è in una fase di trasformazione, tutta la filiera sta vivendo questa fase di transizione verso nuovi modi di produzione. Gli operatori del settore oggi più che mai sono alla ricerca di prodotti per rendere il settore più sicuro ed efficiente, redditizio e sostenibile. I prodotti e le soluzioni che l’Azienda Espositrice propone sono in grado di soddisfare tutte le esigenze del mercato ed Expo edile è il luogo dove i professionisti ed i privati verranno a scoprirlo. I vantaggi di visitare Expo edile sono molteplici fra i quali scoprire i nuovi trend del mercato, conoscere in anteprima le novità del settore, aggiornarsi con i molteplici eventi e workshop offerti. Expo Edile è lo spazio dedicato agli incontri scientifici rivolto ai tecnici di settore, imprese e privati nell'intento di divulgare contenuti assolutamente innovativi per strutture abitative sempre più green.

I visitatori potranno esaminare i prodotti in mostra suddivisi nei seguenti settori espositivi: Nuove tecniche costruttive/ Antisismica, Risparmio energetico, Involucro/Serramenti, Energia/Impianti, Finiture/Rivestimenti, Filiera Servizi, Macchine ed attrezzature edili. La manifestazione si rivolge ai professionisti ma anche ai privati che stanno per acquistare casa o debbono ristrutturarla o debbono effettuare piccoli interventi alla propria abitazione; durante la visita in fiera potranno trovare soluzioni, idee e consigli per effettuare al meglio i lavori programmati.

Iniziata a Pieve Torina la serie di incontri organizzati dall’amministrazione comunale e rivolti ai cittadini per aiutarli a velocizzare il percorso della ricostruzione. Una campagna di aiuto e di ascolto che coinvolge da un lato i tecnici e dall’altro la comunità cittadina, per sciogliere i nodi soprattutto riferiti alle zone più critiche del paese e delle sue frazioni. Il primo appuntamento si è tenuto con grande partecipazione lo scorso giovedì. “ Lo scopo- spiega il sindaco Alessandro Gentilucci- è quello di accompagnare i cittadini in questo percorso, con le informazioni giuste e con tutto l’aiuto possibile al fine di velocizzare la ricostruzione all'interno del nostro territorio. Tutto l’appoggio possibile nel segno della Ricostruzione – continua il sindaco- prodighi nei confronti di chi deve animare le nostre zone. E’ questo il senso dell’iniziativa che ripeteremo periodicamente e che già nel suo primo passo si è rivelata, apprezzata e molto positiva nei riscontri”.
Nel tessuto devastato di uno dei centri più colpiti dell'entroterra il coraggio non è mai venuto meno, rafforzato anche da una solidarietà sensibile che ha permesso di realizzare nuove strutture che hanno rappresentato ottimi segnali di ripartenza. E intanto, Pieve Torina guarda già a quelle che saranno le nuove opere di cantiere, prima fra tutte la costruzione del nuovissimo asilo nido, del quale si attende la posa della prima pietra.
“Già venerdì-- dice il sindaco Alessandro Gentilucci- avremo un primo incontro dedicato al nuovo asilo per i più piccoli; credo che davvero a giorni sarà possibile partire con questa grande opera che significherà ridare un'opportunità. Siamo anche in dirittura d'arrivo con la complessa e delicata procedura riferita al primo piano delle opere pubbliche- aggiunge- Un percorso davvero farraginoso e lungo che riguarda strutture significative per il nostro paese, includendo la nostra “casa di riposo” e la chiesa di Sant'Agostino. Anche per questa parte- conclude Gentilucci-., possiamo dire con soddisfazione di trovarci finalmente ai nastri di partenza”.
In fase di ultimazione a Bolognola i lavori di ristrutturazione della seconda opera pubblica. A circa un anno dall'’inaugurazione dell’ex caserma del Corpo forestale recuperata dal danneggiamento, il comune si appresta a segnare un'altra tappa significativa della ricostruzione. Era il 10 maggio 2018, allorché è stata restitutita la prima opera pubblica che, ricostruita con fondi dello Stato, ha consentito una sede per gli uffici comunali e la consegna di due appartamenti a famiglie rimaste senza casa. Alla cerimonia presenziarono il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, la commissaria per la ricostruzione, Paola De Micheli, il capo dipartimento della Protezione civile, Angelo Borrelli, il presidente della Regione, Luca Ceriscioli.
Uno tra i più piccoli comuni colpiti dal sisma, sta ora ultimando la ricostruzione delle “case valanga”, costruite in passato per dare un alloggio alla popolazione rimasta senza abitazione, per effetto delle rovinose slavine che erano piombate sul borgo. Se tutto procede come dovrebbe, per inizio giugno sarà possibile la consegna di altri 8 appartamenti in sostituzione delle sae. Le “case valanga” di proprietà del comune, attualmente in fase di completamento nella ristrutturazione, dovrebbero essere ultimate per maggio e consentiranno il ritorno a casa delle famiglie che le occupavano in affitto prima del sisma del 2016. Un paio di appartamenti liberi, saranno a disposizione dei nuclei familiari che avevano fatto richiesta al comune di una soluzione abitativa di emergenza.
La vede come una nuova iniezione di fiducia la sindaca Cristina Gentili, trovatasi in prima linea a gestire le difficoltà dell’emergenza, già all’indomani della sua nomina a primo cittadino.
“ Ormai ci rido sopra- afferma Cristina Gentili-; sono stata eletta poco prima del sisma e con l'amministrazione, per sdrammatizzare un po' la situazione, dico che ci siamo trovati a collezionare le varie emergenze: tra rischio valanghe neve e tutto il resto, siamo riusciti nel gennaio del 2017 ad averne ben cinque, quasi in una frazione di secondo. Ma adesso è primavera e ripartiamo per l'ennesima volta –continua-; non pensiamo più alle emergenze ma solo alla ricostruzione. Le emergenze servono per fare la vecchia gavetta e adesso, cerchiamo di andare avanti il meglio possibile. La stagione invernale è stata ottima – sottolinea Cristina Gentili-; abbiamo avuto dei gestori per gli impianti che sanno fare molto bene il loro dovere e dunque siamo stati ripagati da molto turismo; speriamo che tante persone vengano a trovarci d'estate e che scelgano come méta tutti i nostri bellissimi territori. Le domeniche sono tante nell'arco di un anno quindi i turisti possono tranquillamente girare tutti i Sibillini e venire a trovare tutti noi. Come comune- spiega – lo scorso anno abbiamo finito un'opera pubblica, stiamo terminando la seconda e andiamo avanti fiduciosi con altri progetti. Speriamo che ci sia sempre meno burocrazia e si riesca a ripartire sempre più velocemente” .
C.C.
Regione presenta idee per velocizzare la ricostruzione. Crimi: “Proprio loro che hanno causato il disastro”.
21 Feb 2019Dalla Regione arrivano gli emendamenti da presentare al Governo per velocizzare la ricostruzione. Ma Vito Crimi ironizza: “I responsabili del disastro degli ultimi due anni dicono di avere idee per la ricostruzione. Ma chi volete prendere in giro?”.
Pare non si trovi proprio la quadra tra Vito Crimi, sottosegretario alle aree colpite dal sisma, e il presidente della Regione Luca Ceriscioli.
Quest’ultimo ieri ha presentato gli emendamenti elaborati e condivisi con il tavolo tecnico dei sindacati e delle categorie economiche per semplificare e velocizzare la ricostruzione nelle Marche. Gli ambiti di intervento riguardano l’edilizia privata e quella produttiva, le opere pubbliche e il reclutamento di personale negli uffici speciali per la ricostruzione. L’obiettivo, quello di creare una nuova governance e velocizzare il processo.
Più nello specifico, gli emendamenti prevedono l’autocertificazione che il progettista potrà presentare per la ricostruzione leggera, la possibilità di affidare opere pubbliche fino a 5 milioni di euro con procedura negoziata e il ripristino del dialogo del Governo con i presidenti delle quattro Regioni colpite dal sisma.
“Governance - commenta Ceriscioli - significa rispettare gli interlocutori che sono nel territorio perché portatori di una competenza importante. Servono scelte molto forti in termini di semplificazione per la ricostruzione che non può seguire regole ordinarie. Abbiamo poi cento persone che dovremmo assumere da un paio d’anni ma che non possiamo perché ci son regole assurde che ci impediscono di farlo. E poi - aggiunge - essere ascoltati rappresenta l’aspetto più importante così come il rispetto reciproco”.
La risposta di Crimi non si è fatta attendere ed esordisce con un quesito: “Come mai Ceriscioli, che da oltre 2 anni è anche Vice Commissario alla ricostruzione, presenta solo adesso queste idee? E come mai lo fa appena dopo gli incontri che ho recentemente sostenuto con la cittadinanza, le Istituzioni locali e le Forze dell'Ordine, nei quali ho già annunciato misure drastiche e coraggiose per rilanciare il processo di ricostruzione?”.
Secondo il sottosegretario sarebbero state proprio le regioni, insieme ai commissari straordinari Vasco Errani e Paola De Micheli, ad aver compiuto le scelte che ora stanno provocando ritardi e che essi stessi stanno criticando.
“Adesso i responsabili della disfatta della ricostruzione si travestono da ‘nuovo-che-avanza' e si presentano con la soluzione in tasca. Ma chi vogliono prendere in giro? È un'offesa all'intelligenza dei cittadini. Se oggi - stigmatizza - ci ritroviamo a dover fare i conti con una procedura lenta e caotica, è grazie a questi soggetti. Hanno sempre preteso un ruolo da coprotagonisti, dunque prima di fare proposte devono assumersi la responsabilità delle scelte sbagliate compiute in questi due anni. Chiedano scusa - continua - per la lentezza nell'esame delle pratiche, per gli eccessivi oneri a carico dei progettisti e dei cittadini nella presentazione delle domande, per le discutibili scelte in merito alle opere prioritarie da finanziare. E soltanto dopo vengano a presentare le loro soluzioni”.
Crimi, a due mesi dall’assunzione della delega alla ricostruzione, si dice già pronto a effettuare modifiche importanti alle normative per semplificare i processi e annuncia che verranno condivise con i sindaci, associazioni di categoria, ordini professionali e soggetti interessati, “affinché il risultato sia frutto di un processo partecipato, dal basso, spontaneo e vero. Con queste proposte condivise passeremo poi dal Parlamento e dal democratico confronto fra i rappresentanti eletti dal popolo. Cari Presidenti di Regione - conclude - ci sarà sicuramente un cambio di passo, ma non avverrà certo per merito vostro”.
Gaia Gennaretti
L’hanno già firmata oltre 4.900 persone. L’obiettivo è raggiungerne 5mila. È partita dal Seminario di Architettura e Cultura Urbana di Camerino la petizione online indirizzata al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per salvare Camerino dall’abbandono post sisma.
Il centro storico è ancora deserto, chiuso, da quell’ottobre di due anni fa e ormai a farla da padrone è anche la vegetazione selvatica che ha iniziato a crescere qua e là. Un tempo era lì che tutto si concentrava: la vita delle istituzioni, dell’Università e degli studenti che popolavano la città, delle attività commerciali, dei fedeli. Camerino era il suo centro storico.
“Il duplice problema che oggi si pone a Camerino - si legge nel testo della petizione - è di dare forma e sostanza alle conurbazioni esterne, soprattutto dopo gli eventi sismici che hanno comportato un aggravio di utenza delle infrastrutture esistenti e, soprattutto, di restituire alla vita il centro storico che rappresenta la vera anima e la stessa ragion d’essere della città.
Dopo oltre due anni nei cittadini comincia a venir meno l’idea del ritorno: molti, condizionati dall’esilio forzoso stanno ricostruendo la loro vita altrove, i più sono rimasti aggrappati alla speranza di ritrovare quel modo di vivere urbano di antica civiltà che contraddistingue da sempre Camerino”. È per questi ultimi che serve una risposta urgente, prima che anche loro perdano la speranza. E di certo il corpus di procedure e norme fin ora posto in essere non aiuta la città a risollevarsi e a ripartire: è tutto troppo complicato, farraginoso, e i tempi lunghi e incerti.
“È pur vero che occorre il tempo necessario per intervenire con giudizio su un territorio di grande bellezza e di altrettanto grande fragilità. Esistono, comunque, delle priorità incontestabili - prosegue il testo - per cui vale la pena di agire con urgenza: quei luoghi rappresentativi della ‘civitas’ che fungono da attrattori di interesse per la città, promotori della rinascita sociale, culturale, economica e motivo per la sua rioccupazione residenziale”. Per questo il Seminario di Architettura e Cultura Urbana promosso da Università di Camerino, Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori e Archeoclub d’Italia ha individuato quattro complessi monumentali esistenti all’interno del centro storico per una petizione rivolta al Capo dello Stato affinché sia attivata una specifica modalità d’intervento urgente per il loro risanamento: il Palazzo ducale, il Teatro comunale ‘F. Marchetti’, il Polo museale e il Palazzo della Musica.
“Il Palazzo ducale, ricco di storia, col suo cortile rinascimentale che si affaccia sulle mura urbiche è sede del Rettorato, della Scuola di Giurisprudenza, dell’Aula Magna, di un’importante biblioteca aperta agli studenti ventiquattro ore su ventiquattro ed è, inoltre, tradizionale meta di visita turistica e di incontro dei cittadini.
Il Teatro comunale, col suo impianto di palchi a ferro di cavallo, rappresenta il meglio del ‘Teatro ottocentesco del Melodramma’ ed è aperto tutto l’anno alle stagioni musicali e di prosa. Il Polo museale di San Domenico raccoglie importanti testimonianze della pittura camerinese del Quattrocento, il museo archeologico e il museo universitario delle scienze, unico nelle Marche. Il Palazzo della Musica, infine, è sede di scuole musicali di ogni livello, di stage, master e concerti che richiamano musicisti e pubblico dall’Italia e dall’estero”.
È per questi edifici, che hanno un livello di danno che comunque ne consente il risanamento strutturale, che si chiedono specifiche modalità di azione così da restituirli alla città e dare una speranza a chi ha scelto di non andarsene nonostante tutto.
Per firmare la petizione seguire il seguente link: http://chng.it/4GBWcW7Xxk
Piace al sindaco di Sarnano Franco Ceregioli, l'annunciato cambio di strategia del governo per accelerare la ricostruzione. La volontà di una revisione del decreto 189, si era già palesata lo scorso 22 gennaio a Tolentino, in occasione dell’incontro tra il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega sul sisma Vito Crimi e i sindaci del cratere. E il Sottosegretario Crimi è tornato a rafforzarne il messaggio anche dalla recente riunione tenutasi in prefettura a Perugia, dichiarando che l’obiettivo del governo è modificare le leggi, semplificare le norme esistenti e velocizzare le procedure di ricostruzione. “ Tutto questo- afferma il primo cittadino di Sarnano Franco Ceregioli - è perfettamente in linea con le richieste che avevamo espresso al Sottosegretario nella riunione di Tolentino; l'esigenza assoluta è quella di snellire l’iter delle pratiche e intervenendo in quell’occasione, avevo sollecitato di favorire un’azione In tempi rapidi su due aspetti che ritrovo con piacere nelle posizioni espresse da Crimi e cioè, la necessità di mettere mano alle procedure per i danni lievi (sgravando così gli USR e liberando "energie" da dedicare a quelli gravi) e, la necessità di cambiare l'impostazione di fondo della normativa sul sisma, che oggi sembra far sottendere una sorta di inaccettabile "presunzione di mala fede" in capo ai vari attori delle procedure. Nessuno si vuole approfittare del terremoto-continua Ceregioli- e bisogna pertanto un po’ modificare lo schema di un impianto normativo che vede le persone quasi come se fossero tutti in malafede, quando invece siamo tutti in buona fede e volenterosi, proiettati nel desiderio di poter tornare ognuno nelle proprie abitazioni e nel ridare stimolo ad un'economia che appare un po' soffocata dal post sisma. Se questa è la linea che sta seguendo il governo, ben venga- aggiunge il sindaco di Sarnao- Adesso attendiamo di vedere che questa linea e questi intendimenti vengano tradotti in norme concrete e applicabili. Gli Uffici di Ricostruzione, di fatto sonobloccati da procedure talmente macchinose e farraginose che,se creano grandi difficoltà ai tecnici nella predisposizione dei progetti e nella presentazione delle pratiche, al momento in cui queste approdano all'Usr, creano altre difficoltà per poterle istruire. Risultato, prima di arrivare al Decreto che poi concede il contributo per la ricostruzione o la riparazione, passano mesi e mesi e- evidenzia Ceregioli- , a distanza ormai di due anni e mezzo dal terremoto, questo non è più accettabile. Si consideri peraltro che l'Usr sta trattando prevalentemente solo danni lievi e, togliere questa incombenza o quantomeno semplificarla in maniera importante, contribuirebbe a liberare l'Ufficio per la Ricostruzione di energia da poter dedicare alla ricostruzione pesante che non si è mai avviata. Si pensi che su 165 pratiche di ricostruzione presentate a Sarnano, il 90 per cento riguarda solo danni lievi, mentre i danni gravi sono ancora fermi”.
C.C.
Torna a pieno regime l'attività degli organici degli Uffici Speciali per la Ricostruzione del Centro Italia. Il commissario alla ricostruzione Piero Farabollini e l'ad di Invitalia Domenico Arcuri hanno firmato la convenzione che regola, secondo quanto previsto in Legge di Bilancio, la prosecuzione di rapporto con il personale a tempo determinato assegnato agli uffici regionali della struttura commissariale. "Non abbiamo solo siglato un accordo, ma simbolicamente inaugurato un approccio più ri-costruttivo al post sisma 2016 - dichiara Farabollini -. Grazie agli sforzi del Governo che ha derogato dall'applicazione del decreto dignità e alla collaborazione puntuale di Invitalia abbiamo concluso, nei tempi tecnici, il rinnovo dei contratti di personale dotato di un know how, frutto di una formazione sul campo durata due anni.
Mi auguro che questa firma venga interpretata come il segnale per dire basta alle polemiche e lasciare finalmente spazio a quella operatività di cui la ricostruzione ha un gran bisogno".
“Sento dire che con le risorse del terremoto sarà finanziato anche il palazzo comunale di Gabicce, non so se è vero, ma è sicuramente vero che non si finanziano tutte le scuole del cratere. Al di là di quello che si dice, comunque, il fatto grave e inconfutabile è che tutte le istituzioni vanno in pompa magna all'inaugurazione di edifici scolastici realizzati da privati, mentre lo Stato quelle scuole non riesce a farle. Cosa andiamo a celebrare, c'è da chiedersi, il fallimento dello Stato?” – Picchia duro il sindaco di Fiuminata, Ulisse Costantini, ormai da mesi alle prese con la problematica che interessa la sua comunità, la scuola, e che, soprattutto, riguarda la tutela e la salvaguardia dei più piccoli.
“Vorrei ricordare alle nostre istituzioni regionali e nazionali – spiega il primo cittadino - che Fiuminata si trova all'interno del cratere sismico a una ventina di chilometri dall'epicentro. Qui abbiamo la nostra scuola con un centinaio di alunni che ha una vulnerabilità sismica allarmante, pur risultando agibile a seguito degli eventi sismici. Come è noto, una parte dell’edificio è stata chiusa e come comune ci siamo immediatamente adoperati per redigere un progetto di fattibilità, accollandoci interamente le spese per rientrare nella graduatoria regionale. Ma da quel giorno tutto tace. Anzi, peggio ancora, mi sono sentito dire dal funzionario regionale che faranno una graduatoria e finanzieranno solo i progetti definitivi e cantierabili. Questo significa che se la Regione procederà in questa nefasta direzione il comune di Fiuminata dovrà autonomamente e senza aiuti di sorta accollarsi una spesa di oltre 300000 Euro per redigere un progetto cantierabile. Una cifra enorme per le casse comunali e, come se non bastasse, una cifra che rischiamo di buttare al vento, visto che non è possibile sapere precedentemente se poi tale progetto sarà ammesso o meno nella graduatoria che la Regione intenderà stilare. In sostanza veniamo invitati a spendere denaro pubblico per partecipare ad una lotteria!
Qualcuno si è chiesto cosa succederà se non saremo finanziati? La risposta è semplice: la scuola chiuderà perché i termini di adeguamento, assegnati proprio da una legge dello Stato, scadranno per effetto di quella stessa legge. Forse è quello che qualcuno vuole: far svanire sotto il peso della burocrazia e della assenza dei servizi i piccoli centri.
Il mio è un grido accorato alle istituzioni regionali e statali affinché scongiurino questo nefasto destino e istituiscano norme, e soprattutto bandi, che tengano conto delle esigenze dei piccoli comuni terremotati. Anche di quelli onesti che non credono che il terremoto sia una occasione per ingozzarsi di contributi pubblici ma che non ci stanno a vedersi negati diritti sacrosanti. Soprattutto quando riguardano i bambini"
"Dopo due giorni sui territori e diversi incontri che si sono tenuti anche nelle altre regioni, me ne vado con una ricchezza di informazioni. E' una conferma delle impressioni che già avevo di quelle che sono le misure che devono essere prese per questi territori". Così il Sottosegretario Vito Crimi al termine della lunga giornata che lo ha visto prima al Politeama di Tolentino per ascoltare le esigenze e le questioni che gli hanno sottoposto i sindaci e successivamente a Camerino nella sede del rettorato dove sono state invece le associazioni di categoria e gli ordini professionali ad esternare le problematiche più urgenti e a consegnare le loro istanze sotto forma di documento. Come noto a Tolentino, per protesta, non si sono voluti presentare i sindaci di Camerino,Bolognola, Castelsantangelo sul Nera, Fiastra, Muccia, Pievetorina, Valfornace, Serravalle di Chienti, Ussita Caldarola, Esanatoglia e Castelraimondo. A Camerino, presente il Commissario per la ricostruzione Piero Farabollini, oltre al rettore Claudio Pettinari e ai vari rappresentanti delle associazioni e degli ordini, è intervenuto anche il sindaco Pasqui.

" Bisogna ricostituire un patto di fiducia tra Stato, imprese, professionisti e cittadini- ha detto il Sottosegretario Crimi- è necessario smontare un po' quell''idea che lo Stato deve mettere regole e paletti, per impedire che il cittadino o l'impresa frodi lo Stato ma, attivare misure di semplificazione, ricostituendo questo rapporto di fiducia perché qui la situazione è talmente di emergenza che non ci sono neanche persone che possono approfittare, nel senso che sono tutte nella stessa condizione disastrata. Ovviamente mi riferisco in particolare ad alcune aree che sono molto più colpite di altre, e pertanto hanno bisogno di un intervento più strategico e complessivo. Quindi abbiamo valutato una serie di iniziative da mettere in campo per semplificare le procedure, per alleggerire gli Uffici Speciali per la Ricostruzione, per potenziare il personale e tutto questo passa dalla responsabilità di tutti i soggetti coinvolti".
Quanto alla mancata presenza dei sindaci dell'entroterra a Tolentino, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio ha commentato: " A me dispiace ma non non dico nulla, nel senso che non me la sento neanche di criticarli perché le situazioni che vivono sono talmente tragiche talmente complesse e, immagino la sofferenza che hanno avuto in questi giorni ma dico subito che in tutti questi incontri con i sindaci, la prima cosa che ho fatto è stato chiedere scusa se per l'ennesima volta si sono trovati davanti a un'autorità politica a dover raccontare nuovamente i loro problemi e le loro questioni Vi chiedo scusa ho detto, anche se sono arrivato davvero da pochi giorni in questo ruolo di delegato per la ricostruzione e quindi potrei semplicemente dire che la colpa è di altri, però mi sento di dover chiedere scusa. Capisco le loro le loro posizioni e mi dispiace della loro mancata presenza: è stata un'occasione persa, perché sono stati incontri che hanno portato a dei contenuti. Io naturalmente non mancherò di incontrarli perché non è che mi tiro indietro, non è che tutto questo significa una rottura, significa semplicemente che tornerò, non oggi, non orae probabilmente non prima di rimettere in piedi magari delle modifiche normative. Il che significa che forse magari non riuscirò ad ascoltare le loro istanze prima che sia troppo tardi. Insomma è un peccato ma davvero, non me la sento neanche di criticare i sindaci per questa scelta".
Incontro ieri a palazzo Chigi tra il premier Giuseppe Conte e il sottosegretario Vito Crimi con i presidenti delle quattro regioni colpite dal terremoto del 2016, Marche Umbria Lazio Abruzzo. I governatori hanno esposto al tavolo tutte le difficoltà che stanno impedendo una ricostruzione veloce e il ritorno dei cittadini nelle loro case. In primo piano nelle richieste dei presidenti di regione la necessità che i meccanismi decisionali tornino in capo ai governatori delle regioni e dei sindaci, invitando a fare un passo indietro sul decreto Genova. Conte e Crimi si sono detti propensi a valutare la richiesta di una modifica alla norma che esclude appunto l’intesa con i presidenti di Regione nella realizzazione delle opere, lasciando loro solo ‘funzioni consultive’. Lo ha definito un grande risultato il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli.” Sono state accolte le nostre istanze, a dimostrazione che quello che chiediamo è legittimo, necessario e imprescindibile”. Commenti positivi anche sull’apertura del Governo a favore di un Testo Unico che riorganizzi le norme ordinamentali e attuative per la ricostruzione nelle quattro regioni del Centro Italia. Attenzione e disponibilità di Conte e Crimi anche per la questione dell’aumento del personale incaricato alla gestione delle pratiche, sia negli uffici regionali che comunali, per velocizzare l’apertura dei cantieri. “Accelereremo la ricostruzione post sisma superando le criticità delle gestioni passate- ha dichiarato il premier Conte-. Al lavoro fianco a fianco con le istituzioni locali per raggiungere obiettivi condivisi nell’interesse delle popolazioni colpite”. “Siamo fiduciosi che il presidente del Consiglio dia seguito a questa disponibilità”- ha detto il presidente della Regione Lazio Zingaretti; “ La norma generale quadro è da tempo auspicata – ha detto il governatore d’Abruzzo Giovanni Lolli- altrimenti ad ogni terremoto si dovrà ricominciare daccapo”. Incontro definito importante anche dalla presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini:“ Per la prima volta abbiamo potuto rappresentare al premier i problemi dei nostri territori e dei cittadini che sono stati colpiti dal sisma”.
