Camerino.Ripartono le demolizioni. Firmate le ordinanze per due edifici. Sborgia: " E' solo l'inizio"
27 Lug 2019Una settimana che ha visto l'amministrazione impegnata su più fronti. A partire dall'incontro a Roma con Angelo Borrelli, capo della Protezione civile nazionale, che ha dato l'ok per la nuova sede temporanea del Comune.
Continua il rapporto con Unione Montana, Agenzia del Demanio e Comando regionale dei Carabinieri affinché si definisca la firma dell'accordo tra le parti per dare il via ai lavori della nuova sede dei Carabinieri di Camerino, in una parte dello stabile dell'Unione Montana per cui sono già stati previsti 5milioni di euro per l'adeguamento.
Questa sera (sabato 27 luglio) il primo cittadino Sandro Sborgia sarà ospite a Lajatico in provincia di Pisa, al teatro del Silenzio per incontrare Andrea Bocelli dando seguito all'iter avviato per la ricostruzione della Scuola della Musica di cui si occuperà la fondazione che porta il nome del noto artista. Intavolata nei giorni scorsi anche una riunione tecnica con gli assessori Sfascia, Fanelli e Sartori, l'ufficio tecnico e la Croce Rossa per definire gli aspetti inerenti alla costruzione della nuova casa di riposo, "Casa Amica", sbloccata qualche settimana fa.

lavori al nido
“Non ci fermiamo qui” continua Gentilucci. “In questi giorni abbiamo dato il via ai lavori per la costruzione dell’asilo nido in via Betti, in un’area attigua alla scuola materna, con una struttura all’avanguardia che ingloberà nei suoi spazi anche alcuni alberi di un parco giochi. Si tratta di un progetto totalmente antisismico, a bassissimo consumo energetico e con soluzioni ecologiche, naturali e sostenibili. Per realizzare l’edificio, che dovrà avere anche una valenza di spazio civico aperto alla cittadinanza, abbiamo scelto una filosofia costruttiva positiva, che non prevede appunto l’abbattimento di alberi ma che anzi ne valorizza la funzione perché, come diceva Herman Hesse, «gli alberi sono santuari, e chi sa parlarci, chi riesce ad ascoltarli, conosce la verità».”
Intanto si è partiti con la messa in sicurezza delle alberature presenti e lo smontaggio e rimozione delle infrastrutture ed arredi. Il cantiere poi proseguirà con una tempistica che prevede la conclusione dell’intervento, finanziato totalmente con fondi privati, entro un paio di anni.
“Il nostro impegno, come amministrazione, è quello di creare le condizioni perché Pieve Torina possa resistere al disastro che le è piombato addosso. Di certo è difficile coltivare la speranza in un contesto cittadino che è ancora contorniato di rovine e dove, a parte qualche rara eccezione, non è praticamente partito nulla in termini di ricostruzione a più di due anni e mezzo dal sisma. Se il sistema pubblico nel suo complesso non si attiverà finalmente con un processo virtuoso, arriveremo al paradosso di avere edifici scolastici nuovi e all’avanguardia ma vuoti, perché non si raggiungerà il numero minimo di studenti per garantirne la sopravvivenza. Lotterò con tutte le mie forze per scongiurare questo pericolo”.

lavori in Via Marconi
Insieme ad Andrea Bocelli, tanti amici della fondazione che porta il suo nome, dalla ambassadress ABF Catrinel Marlon ad Andrea Griminelli, da Carlo Bernini e Ilaria Della Bidia.
All’evento, al quale è stato concesso il patrocinio della Camera dei deputati, parteciperà un’ampia rappresentanza delle istituzioni locali e nazionali, dal Commissario alla ricostruzione Piero Farabollini al Presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, dall’Arcivescovo di Camerino Monsignor Francesco Massara al Sindaco di Muccia Mario Baroni, a molti suoi colleghi dell’area del cratere sismico. Attraverso un proprio messaggio, anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sottolineerà il proprio compiacimento per l’iniziativa filantropica.
Così come nella non lontana Sarnano, dove ABF lo scorso anno è stata protagonista di un progetto filantropico gemello, a Muccia sono stati rispettati i tempi dichiarati ad inizio lavori: centocinquanta giorni, per edificare il nuovo plesso scolastico che accoglierà gli alunni dell’asilo e delle “elementari”.
Previsto un momento musicale, a ridosso del taglio del nastro, con la voce del celebre tenore accompagnata da un gruppo di giovanissimi strumentisti a fiato, in rappresentanza degli allievi della Scuola di musica di Camerino.

i lavori di realizzazione della scuola
La realizzazione di questa ulteriore scommessa filantropica firmata dalla Fondazione Andrea Bocelli è stata resa possibile anche grazie al prezioso, generoso sostegno di partner quali Generali Italia, Poligrafici Editoriale Spa, Fondazione Mediolanum Onlus, Order Sons And Daugthers Of Italy In America, Psc Group, Famiglia Angelini Welch, Subissati, Columbus Citizens Foundation, Chopard, Palazzo Tornabuoni-Firenze-Soci Fondatori, Future Tech Enterprise Inc., Schnell, Gnutti Cirillo Spa, Pizzardi Editore, Club Z3mendi, Eko Music Group, Tecno Iti Srl, Faeber, Electrolux Manzoni Group, Funplay, Famiglia Massimo Rebecchi, Fondazione Varaldo Di Pietro, Gruppo Giardini Pistoia, Vesmaco, Abb Stabilimento di Terranuova Bracciolini, Fruttilandia, Tif, Associazione Piano Friends, SIAE, Prodea e molti altri. Fondamentale, inoltre, la campagna SMS solidale “Con te” lasciata lo scorso settembre dal palco dell’Arena di Verona, a supporto del progetto.
L’edificio scolastico, progettato da Ing. Paolo Bianchi, coinvolge una superficie di circa 1000 metri quadrati e propone spazi comuni ampi, da utilizzare per lezioni informali, per leggere o semplicemente per socializzare. ABF, attraverso un team di esperti, ha puntato sulla realizzazione di un luogo integrato con la comunità, con le tipicità locali, in grado di rispondere anche ai desiderata dei piccoli studenti: dallo spazio per la coltivazione delle erbe aromatiche all’acquario, ad una mensa al centro di una ideale “agorà” dove si trova anche un pianoforte, simbolo dell’indirizzo spiccatamente musicale della scuola.
La nuova “De Amicis” utilizza la tecnologia “Platform Frame” a telai di legno, garantendo il più alto grado di resistenza disponibile alle scosse sismiche e certificando la scuola in classe d’uso IV, tra gli edifici “con funzioni pubbliche o strategiche importanti, anche con riferimento alla gestione della protezione civile in caso di calamità”.
Laddove sorgeva il plesso formativo compromesso dal terremoto, oggi grazie alla Fondazione Andrea Bocelli, al via una scuola nuova, funzionale, sicura ed ecosostenibile, intorno alla quale l’intera comunità potrà finalmente ripartire.

l'atrio della nuova scuola
Patrocinato dai comuni di Milano e Segrate l’evento è stato organizzato in collaborazione tra Fondazione Francesca Rava e Aeronautica Militare; uno scopo benefico alla base dell’iniziativa e, in particolare, il sostegno a Pieve Torina e alla raccolta fondi a favore della costruzione di un nuovo centro civico -sportivo nel paese dell’entroterra maceratese che, con il 90 % di distruzione, è tra i più colpiti dal sisma. Il Centro polifunzionale sarà ad uso dei ragazzi delle scuole primarie e secondarie e di tutta la cittadinanza.
Un altro grande traguardo a favore dei bambini e della comunità da parte della Fondazione Francesca Rava che a Pieve Torina ha ricostruito già una bellissima scuola per l’infanzia, ottava struttura scolastica realizzata dalla Fondazione nelle zone del Centro Italia colpito dal sisma del 2016. A rappresentare l’intera comunità a Milano il sindaco di Pieve Torina Alessandro Gentilucci, che dal palco ha rinnovato la propria gratitudine per un segnale concreto che abbraccia la sinergia di Fondazione Rava e Aeronautica Militare
“Un altro passo in avanti nella ricostruzione del paese e - ha commentato il sindaco Alessandro Gentilucci - un’altra testimonianza del fatto che, di fronte ad una politica governativa silente e poco incisiva, se non vi fossero questi segni di solidarietà non avremmo futuro”.
Aperto da un incontro divulgativo scientifico con gli interventi del cosmonauta Ten. Col. Walter Villadei, in fase di addestramento per una missione spaziale e del Ten. Col. Daniele Mocio, meteorologo ed esperto di Space Weather (meteorologia dello spazio)dell’Aeronautica Militare, l’evento è proseguito con un concerto di brani tematici dedicati alla Luna eseguiti dalla Fanfara della 1^ Regione Aerea.
C.C.
Associazione di Intesa Sindacale degli Architetti e Ingegneri Liberi Professionisti interprovinciale delle Marche. Si chiama così la neonata associazione che vuole far sentire la voce degli ingegneri e degli architetti liberi professionisti del territorio. A presiederla sarà Roberto Di Girolamo che da tempo si spende non solo per la ricostruzione ma anche per rendere note le difficoltà che questa categoria di professionisti sta incontrando nel portare avanti e, in alcuni casi, nel far partire la ricostruzione. Inarsind Marche è rivolto quindi solo ai liberi professioniti ed è una articolazione locale dell’associazione nazionale di cui ha adottato lo statuto nella seduta assembleare degli iscritti del 28 marzo 2019. L’associazione è apolitica ed apartitica, ha lo scopo di tutelare gli interessi morali, intellettuali, economici e professionali degli iscritti operanti in ogni settore dell’ingegneria e dell’architettura. Particolare spinta alla nascita dell’associazione regionale è venuta dal sisma del 2016 e dalla complessa normativa emanata per la ricostruzione.
Gli iscritti intendono perseguire gli scopi dell’associazione lavorando in sinergia con tutte le figure istituzionali che concorrono alla formazione del quadro normativo di settore, mettendo a disposizione la professionalità dei propri iscritti in tutti i consessi dove vengono prese decisioni in merito alle normative riguardanti la libera professione. Oltre al presidente di Girolano, il direttivo è composto dall'architetto Fernando De Santis (vice presidente), l’ingegnere Sara Ricca (segretario), l’ingegnere Renzo Crucianelli (Tesoriere) e l’architetto Paolo Capriotti (consigliere). "Abbiamo voluto fare questo passo - spiega il presidente - per fare da pungolo ulteriore alle problematiche della libera professione che è quella più maltrattata dalle normative attuali. Cercheremo di far valere la voce e il peso di questo gruppo di professionisti che si impegnano per il territorio. Ci presenteremo sicuramente a tutti gli ordini, quello degli ingeneri e quello degli architetti, per farci conscere e fare in modo di essere i loro portavoci. Il malessere c'è, e c'è soprattutto nell'ottica della ricostruzione post sisma con tutte le problematiche che stiamo affrontando".
g.g.
“Quale rinascita del territorio” il titolo della tavola rotonda tenutasi questa mattina nella Geotenda dell’area ex City Park a Camerino. Vi hanno preso parte Elio Cerri, Segretario Spi Cgil Marche, Daniel Taddei, Segretario Cgil Macerata, Stefano Tordini, segretario SPI Cgil Macerata, Sara Spuntarelli, docente Unicam in diritto amministrativo, Valerio Valeriani, coordinatore degli Ambiti Territoriali sociali 16-17-18 e il segretario nazionale Spi Cgil Ivan Pedretti. Poco prima l’inaugurazione della nuova struttura della Camera del Lavoro in località San Paolo, alla quale cittadini e pensionati, potranno rivolgersi e realizzata grazie alla raccolta fondi attivata dal Sindacato Pensionati Nazionale e Regionale.

Ad aprire il convegno- dibattito, moderato dalla giornalista Barbara Olmai, è stato l’intervento di Elio Cerri che ha inteso sottolineare la necessità di offrire opportunità ai giovani come stimolo a restare sul territorio e a credere nel futuro. Il segretario Spi Cgil Marche ha citato la positiva esperienza di due progetti nati per iniziativa di giovani subito dopo il sisma, quali quelli della “Favalanciata”, crema di fave che porta il nome di una frazione di Acquasanta Terme e del “Furgoncinema” un progetto itinerante che, grazie al sostegno di Unicam, raggiunge i paesi terremotati con film da proiettare, raccogliendo anche memorie e testimonianze degli abitanti per farle diventare documentari di vita. Tra i segnali di solidarietà a favore delle terre ferite, Cerri ha anche annunciato che il prossimo 14 giugno verrà consegnata la somma di 115 mila euro all’Unione Montana di Camerino per l’ampliamento del Centro diurno Alzheimer Millecolori. Un risultato raggiunto grazie ad una positiva campagna di raccolta fondi destinata ai servizi sociosanitari del territorio dell’entroterra.

Difficoltà, perdita di lavoro, stordimento iniziale e coraggio ritrovato, nelle storie portate al tavolo da Sauro Bravi di Gagliole e dall’insegnante Clara Maccari di Camerino, che hanno riacquistato fiducia e stimolo nel mettersi al servizio degli altri, seppure evidenziando che tutto lo sforzo è stato sostenuto in perfetta solitudine e senza alcun sostegno da parte delle istituzioni.

Di fronte al coraggio e alla capacità di resistenza delle persone che hanno subito un dramma, il Segretario di Cgil Macerata Daniel Taddei ha lamentato non solo la mancanza di prospettive e certezze ma soprattutto il fatto che le persone siano state umiliate “ portano avanti la loro lotta quotidiana nell’assenza e latitanza delle istituzioni e il loro senso di frustrazione si trasforma in rabbia, in intolleranza o rassegnazione. E’ questa la più grande preoccupazione- ha detto- Le persone si sentono sempre più sole e sempre meno rappresentate”. Della necessità di una tenuta sociale dei territori ha parlato anche Stefano Tordini, sottolineando la condizione di vita inaccettabile delle persone che si ritrovano private di tanti servizi e, richiamando alla necessità di mettere in campo azioni concrete che, da un lato siano capaci di superare la mancanza di coordinamento che porta a disperdere energie e, dall’altro possano garantire un futuro possibile per i territori: “ Bisogna creare le condizioni per far ritornare i cittadini ancora lontani dalle loro terre”. La professoressa Sara Spuntarelli ha poi ricordato le collaborazioni che l’università di Camerino, già dal 2014 porta avanti grazie alla Consulta per lo sviluppo, dalla quale potrebbero venire anche nuove esperienze da mettere a frutto insieme. La docente ha poi ricordato che di recente Giurisprudenza Unicam ha ricevuto nuovo accreditamento per il Corso di “Legalità, diritti e senso civico” ed è stato avviato il Centro interscuola di ricerche e formazione per lo studio delle mafie e fenomeni sociali devianti.

Nell’approfondire il tema della ricostruzione, lo psicologo Valerio Valeriani, ha portato l’attenzione su casa, lavoro e servizi, evidenziando la necessità di pungolare la politica a fare le scelte opportune. “ Manca la funzione di ascolto e partecipazione delle persone- ha sottolineato- La conflittualità che si avverte sempre di più, parte dal sentirsi fortemente e doppiamente frustrati. La partecipazione nel decidere quale sarà la sorte delle nostre case è un bisogno vitale. Non si può espropriare le persone dal partecipare a questo processo decisionale. Questa è una fonte importante di frustrazione. Quello che manca è un’idea condivisa di futuro e di dove vogliamo andare ”. E i servizi sociali scivolati a valle hanno reso la comunità più fragile e , in uno skyline completamente cambiato c’è bisogno di una pianificazione integrata da costruire da qui a 20 anni.

Le conclusioni finali sono state tratte da Ivan Pedretti, tornato a sottolineare come l’apertura della nuova sede della camera del lavoro di Camerino, rappresenti una resistenza sociale del territorio. “ E’ un segnale importante che testimonia come in un paese delle aree interne dove c'è stato il terremoto si può continuare a vivere ma bisogna investirci.”. Per il segretario nazionale Spi, occorre costruire un'idea di futuro partendo dall'ascolto dei bisogni delle persone residenti..Lo stesso, ha evidenziato la necessità di costituire una piattaforma sociale. "Il sindacato è un agitatore sociale che deve chiamare i soggetti competenti a fare scelte e provare a costruire delle risposte innovative.” Pedretti ha parlato dell'università di Camerino come di un punto di attrazione per sviluppare quella spinta innovativa necessaria, capace di favorire le nuove generazioni fornendogli i giusti strumenti. "L’energia incontenibile dei ragazzi rappresenta la forza, il motore del cambiamento che tiene conto della sua storia e della sua memoria. Il Segretario ha inoltre evidenziato che in questi territori martoriati dal sisma molte istituzioni se ne vanno, mentre lo Spi Cgil resta guardando avanti e cercando di usare l'energia che ha a disposizione per creare una comunità sociale da reinventare.
"Bisogna ragionare come comunità; occorre un percorso partecipato ma è necessaria la volontà politica e una pianificazione partecipata.Tanti sono i bisogni necessari, dalla sanità al lavoro, dall’assistenza alle esigenze della scuola a quelle della popolazione più anziana e, da parte nostra, vogliamo essere presenti e provare a dare il nostro contributo”.
A conclusione dell’incontro, Ivan Pedretti ha consegnato le bandiere dell'Europa,ai rappresentanti delle sedi provinciali
C.C.

“Per la prima volta la Conferenza dei Presidenti delle Regioni ha chiesto alla Commissione competente di valutare i nostri emendamenti al decreto Crimi sul sisma. Il sostegno ricevuto oggi è un segnale molto importante perché rimette al centro del dibattito politico e istituzionale la ricostruzione post terremoto. Un sostegno reale che porterà l’approvazione di un documento nella prossima seduta. Un confronto al quale sono stati invitati anche il sottosegretario Crimi e il capo della Protezione Civile Borrelli, dai quali la Conferenza si attende risposte adeguate e celeri”, così il Presidente Luca Ceriscioli, intervenendo a Roma alla Conferenza dei Presidenti delle Regioni.
“Con i nostri emendamenti vogliamo assicurare la possibilità di lavorare alle imprese del territorio nelle opere pubbliche – ha detto Ceriscioli – Ci auguriamo che almeno la metà di tutti i lavori che saranno necessari per la ricostruzione sarà assegnata alle imprese delle 4 regioni del cratere.
Vogliamo poter reclutare personale, da mettere a disposizione dell'Ufficio per la Ricostruzione, in forme più flessibili perché il meccanismo della mobilità da altri enti non funziona. Potremmo avere a costo zero 100 persone in più che lavorano con risorse già stanziate. Chiediamo anche lo sblocco dei 40 milioni di euro messi a disposizione dalla Camera dei deputati per investimenti sul personale, il ripristino dell'intesa con le Regioni per l'approvazione delle ordinanze, e lo stanziamento di fondi statali per l'attuazione del Patto per la Ricostruzione”.
Andando nel dettaglio il presidente ha illustrato una serie di proposte condivise con il tavolo tecnico dei sindacati e delle categorie economiche. In particolare: autocertificazione presentata da un progettista per la ricostruzione 'leggera' privata e produttiva, affidamento di servizi e lavori con procedura negoziata fino a 5 milioni di euro per le opere pubbliche, ripristino dell'intesa con i presidenti delle Regioni per approvare le ordinanze.
Si faccia a Camerino, anziché a Senigallia, la mostra sulle "51 opere d’arte lesionate ". La proposta e la provocazione, viene dall’’architetto Luca Maria Cristini , docente presso l’Accademia di Belle Arti di Macerata e a lungo Direttore dell’Ufficio per i Beni Culturali Ecclesiastici dell’Arcidiocesi di Camerino –San Severino Marche.
“Va benissimo che degli enti delle associazioni propongano di fare delle mostre nel nostro territorio- afferma l’architetto- Il tema della mostra è il restauro di 51 opere d’arte lesionate e, a dire il vero, sul fatto che siano veramente tutte lesionate ho le mie perplessità, ma questo è un altro discorso. Il fatto che comunque ci sia questa volontà di collegare la mostra agli eventi sismici, mi ha fatto riflettere, nel senso che probabilmente questa mostra sarebbe meglio farla a Camerino. Trovo che un luogo così profondamente colpito nel proprio patrimonio e nella sua intimità anche nelle abitazioni, meriterebbe attenzione. Noto purtroppo un forte senso di sfiducia in città e credo che una bella mostra fatta in quel luogo, possa attrarre turismo, possa riportare Camerino al centro dell'attenzione di coloro che amano il patrimonio culturale. Penso che potrebbe essere un vero e proprio aiuto a questa città e, quanto al possibile contenitore – continua Cristini- ricordo che il terremoto del 1997 portò un'associazione lodevole come il Rotary a donare un immobile che poi nel tempo è stato utilizzato e che, ancora oggi, contiene la Biblioteca Valentiniana. Si tratta di mettere su un prefabbricato, un edificio di basso costo che sono sicuro che molti enti caritatevoli sarebbero disposti a realizzare. Una mostra allestita in un prefabbricato di quel genere - prosegue l’architetto-, intanto potrebbe attrarre turismo quest'estate e fare sì che le attività ricettive e commerciali della città possano tirare un respiro di sollievo e poi, una volta terminata la mostra che secondo i progetti dovrebbe andare a Roma, il luogo creato potrebbe comunque rimanere come contenitore per le opere d'arte meravigliose della pinacoteca civica di Camerino che, segregate ora in un deposito, attendono che il loro spazio fisico torni di nuovo agibile. Visto come stanno andando le cose, credo che per il ritorno alla normalità ci vorranno anni per cui - conclude l’architetto Cristini-, terminata la mostra, dentro questo spazio museale si potrebbe allestire almeno una scelta di opere della pinacoteca civica, ricostituendo, anche se non completamente, un museo della città di Camerino per dare in futuro la possibilità ai turisti, agli studiosi e a tutti coloro che vogliano ammirare le opere del 400 camerte, un luogo dove poterlo fare”.
Carla Campetella
“Camerino. Idee per la ripartenza”, è il titolo dell'incontro organizzato dall'associazione Io non crollo per questo sabato 30 marzo alle ore 17.30 presso la palestra della scuola Ugo Betti in via Medici a Camerino. Se ne parlerà grazie all'intervento di esperti nelle materie del diritto, dei beni artistici e architettonici, della pericolosità sismica, delle fragilità sociali. Coordinata dalla giornalista Rai Patrizia Senatore, la conferenza prevede gli interventi della dott.ssa Maria Giannatiempo Lopez, già funzionario della Sovrintendenza, dello storico dell’arte don Sandro Corradini, di Giuliana Grifantini e Pamela Accaramboni del Dipartimento Salute Mentale Area Vasta 3, dei docenti Unicam Lucia Ruggeri ed Emanuele Tondi e, della dottoranda Unicam Silvia Montecchiari.
“ Vuole essere il primo di una serie di appuntamenti rivolti alla cittadinanza sul tema della ripartenza- spiega il presidente Claudio Cingolani- Rivestita di questo significato è la stessa apertura del locale “in Centro” in piazza San Domenico, in quanto è nostro desiderio lanciare degli spunti di riflessione e idee concrete per poter far ripartire la vita comunitaria e le attività della città. Lo scopo- continua Cingolani- è proprio di ragionare insieme su quello che potrebbe essere lo sviluppo della città , in particolare sotto il profilo del lavoro della ricostruzione materiale e della spinta alla ricostituzione del tessuto sociale, aspetti per la cittàdi primaria importanza in questi anni a venire. Si parlerà dello sviluppo dei progetti per la ristrutturazione delle case, della problematica dei finanziamenti degli enti pubblici, delle urgenti questioni legate alla ricostruzione del tessuto sociale e del recupero dei palazzi del centro storico ma anche, di come trovare delle attività legate alla cultura e ai beni architettonici, in modo che, superando le difficoltà, Camerino possa diventare un centro culturalmente attrattivo come lo è sempre stato".
Carla Campetella
Interdittiva antimafia per la ditta Piccolo. Sospesi i cantieri di Tolentino e Valfornace
21 Mar 2019Ombre nei cantieri della Ricostruzione post sisma. Sospesi i lavori dei cantieri della Basilica di San Nicola di Tolentino e quelli di un'opera pubblica nel comune di Valfornace. La Prefettura di Caserta ha emesso un' interdittiva antimafia nei confronti della ditta Eni s.r.l che, avendo effettuato il maggior ribasso, era risultata aggiudicataria. Secondo quanto riferito da Cgil, manca la certificazione antimafia dell'azienda ( che evidentemente non ha niente a che vedere con Eni S,P.A), attiva nei due cantieri grazie ad una semplice autocertificazione. Già negli ultimi mesi Cgil Macerata aveva denunciato anomalie, segnalando più volte la presenza di un quadro preoccupante, oggi purtroppo confermato.
"E' dal novembre 2017 che stiamo denunciando gravi irregolarità nei cantieri delle Sae e in quelli della ricostruzione - afferma Daniel Taddei, segretario generale della CGIl Macerata- L' interdittiva della Prefettura di Caserta è l'ennesima conferma che il sistema non funziona. Già in precedenza un'altra ditta che faceva capo a Salvatore Piccolo aveva lavorato nei cantieri delle Sae e- continua Taddei- anche in quel caso gli operai avevano denunciato che a dirigere i lavori in realtà non era Salvatore Piccolo, titolare dell'impresa, ma il fratello Raffaele,attualmente imputato per turbativa d'asta, appalti pilotati, corruzione e turbativa d'asta nell'inchiesta Nazionale denominata "The Queen" istruita dalla Dda di Napoli. Il problema è che per gli appalti di Tolentino e Valfornace, le Amministrazioni comunali hanno proceduto correttamente e con una procedura ordinaria. La ditta in questione Eni s.r.l, dal dicembre 2017 aveva richiesto l'iscrizione alla 'White List' della Prefettura di Caserta e, solo ultimamente la stessa prefettura ha emesso l'interdittiva antimafia. Va anche detto - aggiunge Taddei - che un mese fa portammo a fare delle deposizioni 4 lavoratori che avevano lavorato sia su Tolentino che su Val Fornace con un'altra ditta, in regola con le certificazioni antimafia; gli operai affermavano che non era Salvatore Piccolo il vero gestore, bensì il fratello Raffaele, attualmente imputato in processo". Le indagini da parte della Procura di Macerata sono anche riferite ad un'altra ditta che ha lavorato nei cantieri delle SAE con tre persone sospettate "La fase delle indagini preliminari per quanto riguarda quest''inchiesta è stata chiusa; attualmente invece resta ancora aperta l'inchiesta che riguarda una ditta che ha operato nei vari subappalti di Arcale e i cui i reati contestati sono intermediazione di manodopera, minacce, appropriazione indebita e, soprattutto il reato più grave, è quello di riciclaggio".
Secondo Cgil, con la bozza del Decreto sisma,i timori di infiltrazioni oltretutto potrebbero anche aumentare per il possibile allentamento dei controlli che potrebbe rendere più facile aggirare le normative antimafia.
"La preoccupazione vera e propria riguarda proprio la ricostruzione - sottolinea Taddei- perché da una parte non è ancora iniziata a regime e, dall'altra, se si pensa di farla partire allargando ancora di più le maglie e dando la possibilità a ditte irregolari di infiltrarsi nei subappalti o negli appalti stessi, il danno sarà gigantesco perché qui non parliamo di 'casette' che comunque gli sfollati hanno diritto ad averle a regola d'arte; qui parliamo di ricostruzione vera e propria e di abitazioni che dovranno avere agibilità per poter sostenere una scossa, pari di magnitudo a quella che le ha lesionate nell'ordine di un 6.5. Si pensi- conclude Taddei- che quella parte che stiamo affrontando adesso, è una piccola goccia nel grande oceano del più grande cantiere d''Europa che sarà quello della Ricostruzione. Il quadro normativo non può derogare ai controlli, non può aumentare la possibilità di fare appalti o procedure direttamente negoziate, perché questo non fa ache aumentare il rischio di corruzione e di logiche clientelari".
C.C.

