Si discute in queste ore intorno al caso del sequestro della struttura polifunzionale di Norcia, donata da TGLa7 e Corriere della Sera e, realizzata a titolo gratuito dall'architetto Stefano Boeri, che ora si ritrova ad essere indagato insieme al sindaco Alemanno in quanto l'accusa considera il fabbricato non provvisorio ma definitivo e permanente.  La vicenda sta riempiendo le cronache e suscitando reazioni polemiche anche per gli interrogativi che si pongono per le tante costruzioni simili che, nell'arco dei mesi, sono state realizzate nei vari comuni terremotati del centro Italia. Rischierebbero di essere fuorilegge anche le stesse infrastrutture delle aree Sae'? A porsi la domanda è stato  l' ingegnere camerte Roberto Di Girolamo: '" Se una struttura provvisoria cone quella di Norcia  viene considerata permanente- osserva - cosa dobbiamo allora pensare delle SAE che sicuramente sono provvisorie ma il cui posizionamento ha richiesto imponenti lavori di sbancamento, muri di sostegno e tonnellate di cemento spalmate sui nostri territori?Come dobbiamo considerare le infrastrutture che hanno permesso l'installazione delle 'casette?  Il problema fondamentale- prosegue l'ingegnere-  è che si continua a trattare in maniera ordinaria  qualcosa che ha dello straordinario.  Non si possono far valere regole da tempo di pace per  una situazione da tempo di guerra. Ad un anno e mezzo dal sisma- continua  Di Girolamo- non ci si rende ancora conto delle problematiche che esistono nelle nostre città da Mucccia a salire, da Camerino a salire.  La verità è che qui c'è un territorio che non esiste più e per il quale si rendono necessarie  'persone straordinarie' e  'norme straordinarie'. E' d'obbligo mettere un punto fermo;  la normativa che è stata messa in piedi non sta funzionando.e va completamente azzerata perchè, mettere pezze a qualcosa che non funziona, produce più danni che rifarla da nuovo. Questi signori invece continuano a dare delle scadenze assurde, come quella di fine marzo per le schede 'aedes', di fine aprile per i danni di livello B, o la scadenza del mese di luglio per le inagibilità di tipo E. Continuano a dare scadenze quando ancora le regole non sono chiare; teniamo conto del solo fatto che debbono ancora uscire le modifiche  all'ordinanza n.19 relativa alla ricostruzione pesante, che non è ancora chiaro cosa si debba fare nelle zone soggette a microzonazione sismica  perchè i relativi piani non sono stati ancora validati dal Commissario, che si naviga nel buio anche per quel che riguarda le zone perimetrate dai comuni e ci sono piani in itinere per quel che concerne le  opere pubbliche e i dissesti idrogeologic. Nelle more di tutte queste cose ,- conclude il tecnico-, noi dobbiamo consegnare i progetti. E' una vera follia".

 Giovedì verrà riconsegnato il cantiere per la ricostruzione dei laboratori dell'ITIS E. Divini di San Severino alla ditta NEFER che potrà sin da subito riprendere i lavori.

Come si ricorderà, il cantiere era stato chiuso a seguito del terremoto del 2016 per la pericolosità di crollo della struttura principale della scuola.  

Il sisma, a suo tempo, non solo ha bloccato i lavori ma ha indotto anche alla progettazione di una variante per i laboratori perché la ricostruzione dell'intero edificio scolastico, resosi nel frattempo inagibile, ha indotto allo spostamento dei laboratori comportando diverse modifiche degli stessi con conseguenti spese aggiuntive.

Il progetto e l'appalto per la realizzazione dei laboratori sono antecedenti al sisma e la  Provincia aveva già provveduto alla loro demolizione ma poi, l'evento sismico, ha costretto al blocco. 

Verificati i danni irreparabili della struttura principale, il Commissario Straordinario per la ricostruzione non ha avuto scelta ed ha optato per la realizzazione ex novo dell'istituto Tecnico Industriale; da qui la necessità di un nuovo allineamento dei laboratori per renderli compatibili con il progetto dell'ufficio commissariale che prevede, oltre alla realizzazione della nuova scuola, anche una palestra ad essa adiacente. 

“Per evitare che i tempi di ricostruzione si allungassero ulteriormente - prosegue Pettinari – ho deciso di approvare una variante specifica per i laboratori e di sottoporre un atto di sottomissione alla ditta appaltatrice per sbloccare i lavori e ripartire già da giovedì. Tutto questo – aggiunge ancora il Presidente - in attesa della preannunciata erogazione da parte del Commissario Straordinario dell'indispensabile finanziamento che consentirà il completamento dell'opera.” 

La direzione dei lavori è stata affidata all'ing. Giordano Cappella mentre il responsabile unico del procedimento è l'ing. Paolo Margione entrambi dipendenti dell'Ufficio Tecnico della Provincia di Macerata. 

Se per i laboratori, la ditta appaltatrice NEFER potrà essere operativa già da giovedì, per la ricostruzione dell'edificio centrale si dovrà attendere ancora un po'; gli uffici del Commissario Straordinario per la ricostruzione stanno infatti ultimando l'iter per l'affidamento dei lavori.

g.g. 

Mesi e mesi di ritardi, le incertezze delle norme e il "supercontrollo" dell'Anac su ogni appalto rendono impossibile il lavoro dei tecnici e tanto più dei sindaci impegnati in prima persona a rispondere ai cittadini colpiti dal sisma del 2016. 

In molti casi la confusione e il ritardo per la ricostruzione è frutto di una burocrazia "asfissiante" che scoraggia anche i più tenaci.

Un incontro promosso dal collegio dei geometri di Macerata e Camerino per interrogarsi sulle ricostruzioni alla luce delle priorità fissate dal Commissario Paola De Micheli si è svolto a Caldarola alla presenza, tra gli altri, dei sindaci di Caldarola, Luca Giuseppetti, Belforte del Chienti, Roberto Paoloni, Cessapalombo, Giammario Ottavi, Serrapetrona, Silvia Pinzi, Tolentino, Giuseppe Pezzanesi, Treia, Franco Capponi.

"Un'iniziativa voluta dagli ordini dei geometri, ingegneri e architetti per interrogarsi insieme agli amministratori sulle problematiche relative alla ricostruzione – spiega Lucia Rossi ( sotto nella foto a destra )

 

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– Una vera e propria coalizione di tecnici e amministratori per portare a conoscenza degli ordini nazionali e del governo le problematiche relative".

Vorremmo riuscire a risolvere le innumerevoli probematiche da affrontare nelle progettazioni – fa eco Luigi Ricci ( sotto nella foto ),

geometra ricci

coordinatore della Commissione Ricostruzione del Collegio dei Geometri di Macerata - Stiamo organizzando come Collegio un tour itinerante cercando di coinvolgere tutti i sindaci del cratere ed anche la popolazione affinchè si crei un dibattito pubblico in modo tale che alla fine tutti conoscano i veri motivi che impediscono la partenza dei progetti. Sotto il profilo professionale non siamo nelle condizioni di poter presentare progetti idonei perchè siamo bloccati dalla burocrazia. La prima questione da risolvere, dunque, è presentare le progettazioni per i danni lievi, le cosiddette schede B, che daranno il via ad una sorta di ripresa. La regione, che dovrebbe tutelare il cratere, sembra molto distante da queste problematiche e ciò quotidianamente viene ribadito anche da tutti i sindaci. Sotto questo aspetto siamo un rassegnati in quanto riteniamo che il governatore Ceriscioli sia molto più proiettato verso le Marche del Nord o addiritura l'Emilia Romagna piuttosto che verso i territori colpiti dal terremoto".

 

tecnici e sindaci

 

"Un colloquio molto interessante, il parere unanime è la lentezza delle procedure – dichiara il sindaco di Caldarola Luca Giuseppetti ( sotto nella foto al centro ) chiamato a fare gli onori di casa

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- Non vediamo luce all'orizzonte e andiamo avanti a "tentoni". Noi sindaci delle zone più colpite rimaniamo sempre indietro rispetto alle realtà che hanno avuto meno danni e che riescono a gestire in modo più semplice le diverse problematiche. Dopo un anno siamo ancora fermi al palo e questo mi preoccupa molto".

Qualche sindaco, in primis il tolentinate Giuseppe Pezzanesi, ha addirittura lanciato l'idea di una manifestazione di piazza davanti al palazzo della Regione.

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"Purtroppo in questo paese a volte serve anche la protesta – prosegue Giuseppetti – Già i sequestri delle casette mobili private effettuati in questi ultimi giorni sarebbe di per sè già motivo sufficiente per protestare. Se si portassero migliaia di persone a manifestare sicuramente gli enti superiori ai comuni prima di prendere decisioni o di legiferare rifletterebbero. Le procedure rimbalzano tra i tecnici e il presidente facendo trascorrere soltanto il tempo e mi viene da chiedere a cosa serva tutto questo. Il terremoto è un'emergenza e non si può fare politica sulla pelle dei cittadini. Mi sento toccato al cuore da chi in proiezione futura non vedrà più la propria casa".

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rispoli e pezzanesi

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Una grande opportunità per compiere un salto in avanti. E' questo il pensiero del consigliere regionale Daniele Salvi in merito alla strategia da adottare nel post terremoto.

“Indubbiamente mi rendo perfettamente conto che siamo in un momento difficile per parlare di geometrie istituzionali – il pensiero di Salvi – Fusioni, unioni di comuni, accorpamenti sono materia non dell’immediato, tuttavia il terremoto sta producendo due effetti. Il primo quello di aver determinato fra gli amministratori un maggior spirito di squadra, testimoniato da molti segnali. Il secondo la consapevolezza che non si possono affrontare calamità come quella che stiamo vivendo con poche forze a disposizione. Quindi l’unione di tutte le forze costituisce un lavoro che in prospettiva dovrà essere concreto. Dobbiamo assumerlo come un impegno che ora è sedimentato nei nostri cuori, ma che deve divenire un progetto strutturato”.

Mesi difficili per progettare il futuro. Quali le basi di partenza?

“Sicurezza, lavoro e comunità – continua il consigliere regionale Salvi – Sono le tre parole intorno alle quali vogliamo costruire nuovi sentieri di sviluppo per l’Appennino e lo stiamo facendo come consiglio regionale insieme alle quattro università marchigiane, Camerino, Macerata, Ancona, Urbino. E’ stato indubbiamente un segnale importante il fatto che sul tema si uniscano atenei talvolta così differenziati nel modo di essere ed agire che, invece, hanno trovato un comune sentire con anche l’affiancamento di chi ha già vissuto un simile dramma, come le università di Modena e Reggio Emilia che ci supporteranno nel declinare un progetto da loro già sperimentato sulla base delle peculiarità del cratere dell’Appennino marchigiano. Sarà questo l’impegno dei prossimi mesi con un robusto gruppo di ricercatori e giovani laureati che si impegneranno a battere il territorio per individuare nuove direttrici di sviluppo che puntino sugli elementi sopra menzionati: sicurezza, lavoro, ricostruzione delle comunità”.

Lei ha anche affermato: “I soldi ci sono, dobbiamo spenderli bene!”.

“E’ l’obiettivo della sana amministrazione. Le risorse ci sono, nonostante l’iniziale scetticismo, insieme ad un forte impegno del governo centrale che dobbiamo tenere vivo. I soldi vanno spesi bene e da questo punto di vista il controllo civico, la partecipazione dei cittadini, le segnalazioni, l’attivismo dei tanti comitati presenti, la cittadinanza attiva devono aiutare le istituzioni preposte a impiegare in maniera oculata le risorse disponibili”.  

“Il futuro riparte dal passato”. Con un convegno introdotto dalla relazione della professoressa Emanuela Di Stefano a Caldarola si sono aperte le manifestazioni de “La Giostra de le Castella”, rievocazione storica giunta quest’anno alla sua 29à edizione.

“Per noi questa edizione rappresenta l’anno zero di una manifestazione che, nata agli inizi degli anni ’80, ha avuto alti e bassi, con un lungo periodo di sospensione prima del suo rilancio – dichiara il presidente della Pro Loco Eleonora Carducci – Abbiamo voluto fortemente che la Giostra ripartisse per dare un forte segnale di rinascita, dopo che lo scorso anno la disputa del Palio non si è tenuta a causa del terremoto e del lutto che ha colpito il nostro paese con la morte di Milena Nardi e la risposta è stata al di sopra di ogni più rosea aspettativa. Con il convegno introduttivo – continua la presidente – abbiamo voluto dare un impulso per la rinascita dei nostri territori montani, che in modo particolare oggi rischiano lo spopolamento”.

 

eleonora carducci

 

“La montagna può ripartire, anzi è sempre ripartita – il pensiero del la relatrice Emanuela Di Stefano – perché questi luoghi hanno in sé una storia di oltre 3mila anni. I terremoti in queste zone non sono una novità, ma queste sono comunità che hanno risorse da valorizzare, come le tipicità, i boschi, le acque, le tradizioni manifatturiere. Quindi è una montagna che deve prendere coscienza del proprio passato e delle proprie potenzialità”.

“Nonostante le difficoltà ho chiesto alla Pro Loco di continuare a tenere alta la guardia e di mettere in campo le forze necessarie per la riedizione della Giostra de le Castella – così il sindaco di Caldarola Luca Giuseppetti – Le manifestazioni producono ottimismo e fiducia nel futuro, favoriscono l’aggregazione che costituisce il motore dello stare insieme anche per disegnare e capire la Caldarola del post terremoto, nella speranza che il nostro paese possa risorgere e tornare quello che era prima del sisma. Per questo è fondamentale l’appoggio, l’entusiasmo, la vicinanza e l’amore per il proprio paese da parte di tutti i nostri concittadini. Il valore dell’identità e dell’appartenenza ad un territorio di quanti hanno vissuto e continua a vivere nel territorio è l’arma vincente per superare la crisi”.

 

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Pochi giorni fa il Commissario Straordinario per la Ricostruzione, Vasco Errani, ha firmato una nuova ordinanza riguardante la rimodulazione delle modalità di selezione delle imprese interessate a partecipare ai bandi di gara per i lavori relativi agli edifici scolastici.

Lo scarso numero di imprese partecipanti ai bandi pubblici, come sottolineato da Errani, è infatti un problema effettivo che va però ricondotto al fatto che spesso, tra le imprese da sorteggiare per le gare d’appalto, ci sono molte aziende fuori Regione che rinunciano a partecipare proprio a causa di difficoltà oggettive, quali la distanza, la diseconomicità e le molteplici difficoltà nell’organizzazione del personale.

Confartigianato a tutela e supporto delle proprie imprese e soprattutto per velocizzare le fasi della ricostruzione post sisma, torna di nuovo sul tema con una proposta che risolverebbe anche il problema dell’esiguo numero di richieste di partecipazione ai bandi sollevato dal Commissario Errani.

Come previsto dalla Legge 45/2017 all’art.2, per l'affidamento delle opere di urbanizzazione, primaria e secondaria, connesse alla realizzazione delle strutture abitative d'emergenza (SAE), ovvero le cosiddette “casette”, le stazioni appaltanti possono derogare la scelta delle imprese per la partecipazione alle gare d’appalto pubbliche, anche nell'ambito degli elenchi regionali.

Accogliendo la proposta del Commissario Errani relativamente agli edifici scolastici che punta anche ad accelerare i processi della ricostruzione post sisma, Confartigianato chiede quindi che venga applicato lo stesso principio di deroga previsto dalla citata Legge, indistintamente per tutte le opere di ricostruzione pubblica, riservando gli inviti alle gare, se non alle sole imprese della Regione, almeno ad un 50% di esse.

Come appurato infatti dai risultati del nuovo progetto di Confartigianato “Imprese per la Ricostruzione” – afferma il Presidente provinciale, Renzo Leonori - ci sono moltissime aziende pronte per la ricostruzione, ne contiamo ben 300, numero in continuo aumento. Aziende locali, iscritte all’Anagrafe Antimafia, in regola con tutti i requisiti previsti, che non avrebbero nessuna delle difficoltà invece riscontrate dalle imprese fuori regione, e che vogliono ripartire e far ripartire il nostro territorio”.

Cento interventi per un importo complessivo di 127 milioni e 942 mila euro per le zone colpite dal sisma. È quanto prevede il primo stralcio del Piano delle opere pubbliche, approvato oggi – a Roma - dalla Cabina di regia, a favore dei territori delle province di Macerata, Ascoli Piceno, Fermo e Ancona. Il piano comprende le opere segnalate, come prioritarie, dai sindaci e le otto sanitarie concordate, nei giorni scorsi, con i primi cittadini. Complessivamente sono 80 gli interventi che ricadono nelle zone del cratere e 20 quelle fuori cratere. Le prime richiedono un investimento di 110 milioni di euro, le seconde di 17 milioni. Nella provincia di Ancona sono previsti 3 interventi (tutti nel cratere), ad Ascoli Piceno 19, a Fermo 25 e a Macerata 53. Fino a oggi la Regione Marche ha dato il via libera a quattro piani delle opere pubbliche (di cui due riguardano le scuole, di circa 187 milioni), per un totale di 332 milioni di euro. "Prosegue l'iter per la ricostruzione pubblica – ha dichiarato il presidente Luca Ceriscioli - Nella Cabina di regia di oggi sono stati fatti passi avanti anche per il piano dei beni culturali redatto dal Ministero che sarà il prossimo a essere approvato. Un elenco di opere per circa 150 milioni complessivamente destinate alle quattro regioni colpite dal sisma.".

 

Un seminario per parlare dei "Nuovi sentieri di sviluppo per le aree interne dell'Appennino Marchigiano" si è tenuto a Camerino, presso la sala convegni del Campus Universitario, nella giornata di giovedì 22. Un progetto nato dalla volontà del Consiglio Regionale delle Marche e delle quattro Università marchigiane (Camerino, Macerata, Ancona e Urbino) di lavorare congiuntamente per mettere a disposizione della rinascita del territorio colpito dai recenti eventi sismici le rispettive competenze e tecnologie. Tra gli intervenuti al convegno il Presidente del Consiglio Regionale delle Marche Antonio Mastrovincenzo, i Rettori dei quattro atenei interessati, il Presidente della II Commissione del Consiglio Regionale Gino Traversini, la coordinatrice del Comitato Nazionale per le Aree Interne Sabrina Lucatelli, l'Assessore Regionale alla Protezione Civile Angelo Sciapichetti, l'Arcivescovo di Camerino – San Severino Marche Francesco Giovanni Brugnaro, numerosi sindaci e amministratori dei comuni maceratesi colpiti dal terremoto. Il progetto sarà realizzato attraverso la partecipazione di un team composto da 11 laureati, che effettueranno indagini sul campo insieme ad un gruppo di ricercatori di tutte le Università marchigiane, coordinati dall'Università di Camerino sotto la supervisione del professor Massimo Sargolini, responsabile scientifico del progetto.

"Siamo grati al presidente del consiglio regionale per aver organizzato questo importante tavolo di lavoro fra le quattro università marchigiane ed aver dato il coordinamento di questo progetto a Camerino – le parole del rettore eletto di Unicam Claudio Pettinari - E' un iniziativa che consentirà, al nostro territorio di mappare quelle che sono le necessità, di capire come intervenire e catalogare tutto ciò che è accaduto, cercando di trovare soluzioni ai problemi che incontreremo. Probabilmente con una comunità scientifica coesa e compatta si potranno ottenere risultati importanti. Credo che questa sia una via corretta per affrontare la sfida che ci attende: mettere in campo tutte le competenze e le conoscenze scientifiche a vantaggio della comunità. E' questa la famosa terza missione che spesso invochiamo".

"Siamo di fronte ad una sfida cruciale in un momento delicatissimo in cui l'emergenza non è finita, ma noi dobbiamo pensare alla ricostruzione delle comunità – fa eco il responsabile scientifico del progetto Massimo Sargolini - Tutto si dovrebbe svolgere su quattro capisaldi. Il primo è la presa di coscienza del sistema di pianificazione locale, perché non si riparte da zero ma da un sistema di progettazione che diversi comuni hanno consolidato. Il secondo riguarda i beni culturali latu senso, inclusi quelli naturali. Terza questione è mettere in gioco i sistemi della produzione agronomiche, forestali e prodotti locali. L'ultimo è cercare di cogliere il senso delle comunità e come ricrearle in questo momento così difficile. Sono orgoglioso della fiducia che le università marchigiane hanno riposto nell'università di Camerino e nella mia persona. Spero sia l'inizio di un lungo cammino insieme".

 

convegno vescovo

 

"E' compito della politica fare in modo che il territorio elabori un progetto di sviluppo – così l'assessore regionale Angelo Sciapichetti - perché da una tragedia come il terremoto che ha colpito la comunità possa nascere l'occasione, forse unica e irripetibile, di rilancio di un'area che era già fortemente in difficoltà prima del sisma. E' necessario un cambio di passo e un'accelerazione, altrimenti corriamo il rischio di ripetere gli errori del passato. Se riprendiamo le cronache di venti anni fa, dopo il terremoto del 1997, ci accorgiamo che siamo alle prese con gli stessi problemi".

Puntuale e apprezzato l'intervento dell'Arcivescovo Francesco Giovanni Brugnaro, che ha posto l'accento sull'importanza fondamentale delle comunità. "Mi è sembrato giusto partire da un antefatto, che è quello di riconoscere o ricostituire la comunità. Parlare di sentieri, di aree interne da ricostruire secondo le esigenze del lavoro, della scuola, della storia e del turismo è giusto e importante, ma prima di tutto bisogna comprendere come rifare le comunità, come riportare in questi luoghi le persone che sono state delocalizzate. Quando le comunità sono così piccole da avere una insignificanza rispetto alle grandi domande che il terremoto pone in termini di ricostruzione, conservazione, priorità, innovazione tutti questi interrogativi hanno bisogno di trovare risposta non solo dalla singola comunità, ma dall'insieme di comunità. Quindi, chi aiuta la ricostruzione deve offrire modelli credibili, altrimenti il rischio è quello di ricostruire in un deserto cose che non servono a nessuno".

 

convegno platea

Firmati dal vice commissario alla ricostruzione, il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, i primi decreti per il via libera ai finanziamenti per progetti della ricostruzione.

I progetti sono otto in totale: 7 della provincia di Macerata e uno della provincia di Ascoli Piceno. L’importo complessivo dei contributi  approvato oggi è di 594.275,19 euro. Il contributo maggiore è relativo ad un condominio di Tolentino per il quale sono previsti 153,280,75 euro.

Prosegue il lavoro sulle Sae (soluzioni abitative di emergenza). La scorsa settimana sono stati approvati i progetti esecutivi di Monte Cavallo e Muccia per l’ area di Massaprofoglio.

Nella giornata di oggi al via le gare per i seguenti progetti:

-  Valfornace - Area Giovanni XXIII per l’importo di € 1.369.385,09. 41 sae per 128 abitanti

-  Muccia – area Contrada Varano importo lavori € 3.681.569,26. 48 sae per 184 abitanti

-  Cessapalombo – area Campo sportivo importo € 162.573,83. 7 sae per 26 abitanti

 

 

Foto dei decreti firmati :

decreti

 

 

Valfornace

  ll layout del progetto di Valfornace

 

Muccia

Layout Muccia

Si è recato nuovamente a Caldarola, su invito del sindaco Luca Giuseppetti, il Commissario Straordinario alla Ricostruzione Vasco Errani per visitare la zona rossa e fare con il primo cittadino il punto della situazione e degli interventi da realizzare.

“Volevo far vedere al Commissario Errani la situazione di Caldarola, che aveva già visto di sfuggita in precedenza – le parole del sindaco Giuseppetti - Siamo andati nel centro storico e abbiamo percorso diverse vie all'interno della zona rossa. Errani si è reso conto della situazione, non certo facile, assicurando che, sulla base delle ordinanze emanate, molto probabilmente a breve saranno avviati alcuni lavori. Faremo riunioni preliminari con i cittadini proprietari degli edifici che sono nel centro storico per chiarire quanto è necessario fare. Bisogna ripartire al più presto, altrimenti si andrà troppo per le lunghe. Con Errani abbiamo anche parlato della viabilità, che è una delle nostre priorità. A breve apriranno alcuni cantieri ed è necessario, per non danneggiare ulteriormente il nostro centro storico, che sia velocizzata la costruzione della nuova strada”.

Per quanto riguarda la costruzione delle nuove scuole saranno pronte per l'inizio del prossimo anno scolastico?

“Venerdì avremo un incontro con il dottor Renzetti, che è l'incaricato per la nostra scuola, per definire il tutto. Il progetto c'è ed è tutto a posto, vedremo se sarà necessaria qualche piccola modifica. Poi partiranno i lavori. Secondo il commissario Errani, se tutto andrà liscio, riusciremo a costruire la scuola in tempo per l'inizio dell'anno scolastico. Dalle parole del Commissario sembra che la costruzione sarà abbastanza veloce, ma non è certo il completamento per settembre”.

 

La visita ha riguardato anche la parte più antica del paese, con Vasco Errani che ha raggiunto l'ingresso del castello Pallotta. Sul tappeto, nel confronto tra Giuseppetti ed Errani, anche lo stato delle chiese del territorio comunale, tutte ferite dal sisma e chiuse da ottobre. Il sogno, che il primo cittadino ha manifestato al Commissario, è quello di poter giungere quanto prima alla riapertura di almeno uno degli edifici di culto.

( nella foto il commissario Errani parla delle scelte per il futuro del paese con il Sindaco Luca Giuseppetti, il vice Debora Speziani, l'assessore Gianni Fiastrelli e Tiziano Tardella )

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( Via Roma, il corso di Caldarola con il commissario Errani, l'ingegner Spuri e gli amministratori locali )   

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 ( panorama dal Castello Pallotta )

panorama dal castello pallotta

 

 

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