In scadenza il prossimo 31 maggio, per i cittadini la cui abitazione è inagibile, il termine per dichiarare il possesso dei requisiti che permettono di continuare a percepire il contributo di autonoma sistemazione o rimanere nelle soluzioni abitative d’emergenza. Cambia tuttavia la modalità di dichiarazione che, diversamente da quanto avvenuto finora, non andrà più fatta in modalità cartacea da presentare al proprio comune di appartenenza, bensì esclusivamente con procedura online. Già preannunciata dalla regione Marche, la novità della piattaforma informatica che è in fase di predisposizione da parte della Protezione civile, sarà la via da utilizzare anche per la presentazione delle dichiarazioni annuali riguardanti il possesso dei requisiti per la fruizione dell’assistenza abitativa. Quindi, i cittadini terremotati che debbano confermare il diritto a percepire il contributo di autonoma sistemazione o a rimanere nelle Sae, per la compilazione del modulo online dovranno necessariamente essere in possesso dell’identità digitale (carta d’identità elettronica, Spid o carta nazionale dei servizi).

A poco più di 20 giorni dalla scadenza improrogabile del 31 maggio, seppure non ancora suffragata da ufficialità, tra i cittadini dei territori colpiti dal sisma questa nuova regolamentazione telematica sta già creando non poca preoccupazione. La maggior parte della popolazione che vive nelle aree Sae o percepisce il Cas è infatti composta da persone anziane e sole, senza alcuna confidenza con i sistemi informatici. «Ancora una volta abbiamo dimostrazione di quanto poco si conosca il tessuto sociale dei comuni colpiti dal sisma – denuncia il presidente dell’associazione “La terra trema noi no”, Diego Camillozzi –. Ma non ci stupisce visto che il capo di Protezione civile Curcio, non si è mai degnato di avere un confronto con chi invece conosce molto bene le problematiche del territorio. Stesso capo della Protezione civile che, nonostante i nostri appelli, ha deciso di ricorrere contro i terremotati nella causa sul Cas che ci vedeva in parte vincitori riguardo le gravi discriminazioni di trattamento. Per l’altra causa siamo ancora in attesa di fissazione dell’udienza. Queste persone si rendono minimamente conto di quanta popolazione anziana ha il nostro territorio? – rimarca Camillozzi – È già tanto chiedere una presentazione telematica, figuriamoci se dovrà essere fatta tramite Spid, la maggior parte delle persone non sa nemmeno cosa sia, assurdo. Ancora più assurdo è chiedere di far tutto in meno di venti giorni, visto che il modulo da presentare non esiste. A differenza del commissario Legnini, a differenza della Regione con l’assessore Castelli, di molti politici e del suo predecessore Borrelli, che si sono sempre dimostrati disponibili all’ascolto delle problematiche, il capo della Protezione civile Curcio, non è pervenuto. Chiederemo a "Chi l’ha visto"».

c.c.
Una pasquetta nel segno della musica, quella organizzata dall’Associazione Adesso Musica di Camerino. Prove, esibizioni, attività ludiche e il concerto finale hanno coinvolto le tante persone che hanno aderito all’iniziativa. La giornata, patrocinata dal Comune di Camerino, dall’Università camerte e dalla Andrea Bocelli Foundation, ha rappresentato un momento di festa per allievi, componenti della banda, genitori e amici che si sono ritrovati a condividere la passione per la musica. Attimi di commozione nel ricordo di Maurizio Cavallaro, amico, allievo e sostenitore dell’Associazione. A celebrarne la memoria l’esibizione di un giovane allievo di corno, Damiano Senesi. 

Nel pomeriggio, all’esterno dell’Accademia, con il profilo della città camerte sullo sfondo, l’improvvisata “orchestra di Pasquetta” coinvolto allievi, docenti e componenti della banda/orchestra Città di Camerino, diretta dal maestro Vincenzo Correnti. Un concerto dall’avvio semplice, con la partecipazione di tutto il gruppo, per poi passare all’esecuzione di pezzi importanti del repertorio della banda/orchestra (tributo agli Abba e a Santana, Volare, il Concerto a colori e Cin ci là). A presentare la giornata Donatella Pazzelli. Soddisfazione per il risultato dell’iniziativa da parte del presidente Gilberto Spurio e da tutto lo staff di Adesso Musica: il pensiero è già rivolto all’edizione del prossimo anno.

l.c.
Un volo di palloncini colorati, la canzone del suo gruppo musicale preferito, le note allegre della Banda città di Camerino. Così, in una mattinata di sole, un intero territorio ha salutato per l'ultima volta il prof. Maurizio Cavallaro, "maestro di vita" la cui umanità ha lasciato un segno indelebile in chiunque abbia incontrato.
“Non un addio ma un arrivederci ad un padre, un musicista, un ballerino ma soprattutto un amico” la frase che campeggiava sullo striscione davanti al colonnato della basilica di San Venanzio. Una frase che più di ogni altra sintetizza i tratti della personalità eclettica, e per certi versi unica, di Maurizio Cavallaro, uomo generoso e gioioso, dalle tante passioni coltivate che, ovunque si siano posate, hanno seminato bellezza. Unita al dolore dei familiari, una folla immensa ha voluto partecipare alle esequie, officiate a Camerino dall’arcivescovo Francesco Massara e concelebrate dai sacerdoti della città.

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Una testimonianza di grande affetto, che nei ricordi e nella vicinanza alla famiglia, ha unito ogni fascia d’età: dai bambini delle scuole ai tanti componenti le diverse associazioni che hanno visto il più grande amico della città, sempre attivo presente e disponibile, dalle autorità comunali a quelle provinciali, alla folta rappresentanza delle istituzioni scolastiche con le quali, nel lungo tempo di dirigenza di più istituti  dell’entroterra, il prof. Maurizio Cavallaro ha stretto rapporti.

un momento della cerimonia funebre

Carica di emozione, l’omelia di saluto pronunciata da Mons. Massara: ”Maurizio era una persona mite nel cuore. Una mitezza che manifestava nelle sue relazioni personali, nel mondo della scuola, nella società civile, nei contatti col mondo ecclesiale. Una mitezza fatta di bontà- ha ricordato Massara-,  Maurizio era la bontà personificata e con il suo sorriso, con la sua musica e col suo modo di essere, sapeva manifestarla con grande amore. Non ho mai sentito da parte sua una parola che non fosse positiva. E questo accadeva anche a scuola, nelle sue relazioni con gli alunni con i quali è sempre riuscito a creare empatia. Un uomo misericordioso, un puro di cuore, un operatore di pace. Col suo modo di fare, semplice e nel contempo geniale, ha saputo essere presente in tutte le situazioni: la sua perdita è per Camerino e per un intero territorio.
Credo che adesso dal cielo si stia chiedendo il perché di tanta gente qui riunita, ma sono sicuro che starà già dirigendo il coro degli angeli. Nel cuore di Maurizio, la musica è sempre stato l’elemento capace di innalzare di fronte alle cose umane; la scorsa domenica era qui a suonare e oggi è come se fosse sempre presente: è ritornato da quel Dio che ha sempre rispettato. Col suo modo di essere, con la sua forte testimonianza, Maurizio è sempre stato presente; così negli scout, nella rievocazione storica della Corsa alla Spada, nelle tante manifestazioni cittadine di ogni genere. Io debbo ringraziarlo per la sua umanità  e - ha concluso  - ,credo che lascerà un segno nel cuore di ognuno di noi. E se vogliamo fare veramente una bella memoria di Maurizio, penso che anche noi dobbiamo sforzarci di praticare quello che lui ha vissuto nella sua vita: la bontà, la mitezza, la pace, l'accoglienza, così come questo suo modo bello di riuscire a coinvolgere il prossimo anche con la musica. Maurizio noi ti ringraziamo. Se tanta gente oggi è qu,i è perché ti ha incontrato nella vita. E quando noi incontriamo delle persone così positive, non possiamo rimanere come eravamo. Dobbiamo anche noi cercare di cambiare, imitare le cose belle che persone positive e belle come Maurizio ci hanno insegnato».
Significativi i ricordi e le testimonianze di saluto ad un grande amico che si sono succeduti prima dell'ultima benedizione e che hanno visto prendere la parola  una rappresentante dei Centri di riabilitazione Santo Stefano di Camerino e Matelica, l'attuale dirigente dell'Istituto Comprensivo Betti di Camerino e amico d'infanzia Francesco Rosati, la vice preside del Betti Iole Alma. Sono seguiti gli interventi di Paola, legata da amicizia quarantennale a Maurizio e alla sua famiglia, di Stefano Belardinelli, presidente del Cus Camerino, della rappresentante dell'Istituto Comprensivo Strampelli di Castelraimondo, alla cui direzione Cavallaro era subentrato proprio nell'attuale anno scolastico. Parole toccanti sono state pronunciate anche dall'ex parroco di Santa Maria in via don Mariano Ascenzo Blanchi. 
Sentito, autentico e sincero il commiato, come le tante coinvolgenti occasioni che Maurizio ha saputo offrire. 

C.C.

Servizio di approfondimento nel prossimo numero di Appennino Camerte

Murizio fuori da chiesa

Maurizio striscione

Murizio palloncini 2
 
Per la prima volta, da quando sono state unite in persona episcopi, le diocesi di Camerino San Severino Marche e Fabriano Matelica hanno celebrato insieme la solenne Messa Crismale.
Presieduta da Mons. Francesco Massara,  è stata celebrata nella basilica di San Venanzio a Camerino.
Una Chiesa gremita da sacerdoti, diaconi, religiosi e religiose che insieme ai fedeli presenti, hanno voluto pregare il Signore nel giorno in cui ricordano il momento della consacrazione della loro vocazione con olio crismale.
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«Viviamo questo momento liturgico centrale, per la prima volta come due diocesi unite nella persona del vescovo, e lo celebriamo come rendimento di grazie, non solo nella memoria del nostro ministero sacerdotale, ma anche nel fare un grato ricordo dei nostri fratelli sacerdoti che ci hanno preceduto nel segno della fede e dormono il sonno della pace».
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Nel sottolineare il
grande significato della Messa Crismale in cui si manifesta la pienezza della Chiesa diocesana che rende grazie ed è in festa, di fronte alle difficoltà del tempo attuale, reso ancora più faticoso «da venti di guerra che flagellano l’anima e ci rendono sempre più consapevoli della fragilità e della sconsideratezza umana», nella sua omelia  l’arcivescovo ha voluto  evidenziare  l’importanza di «ritrovarsi insieme alle comunità per riscoprire il valore e il senso di essere un popolo consacrato dalla Grazia di Dio».
messa crismale vescovo 2
Un'omelia, quella dell'arcivescovo Massara, ispirata
 ai temi della comunione, missione e partecipazione, parole chiave del cammino verso il cambiamento “Per una Chiesa Sinodale” ed elementi scelti dal presule per esortare i presbiteri, pur nella diversità delle provenienze e dei percorsi formativi ed ecclesiali, non solo a celebrare, ma a vivere autenticamente tra di loro e nelle comunità.
«Il significato più profondo di questa liturgia che ci raduna insieme, sta nel fatto che il Signore ci invita a non pensarci come presbiteri isolati e autoreferenziali, ma come presbiterio di fratelli. Ci chiede, inoltre, di non diventare gestori di cose sacre, ma pastori con l’odore delle pecore e il profumo di Cristo. Un profumo che sa di fiducia, lealtà, sincerità, responsabilità, parresia».
messa crismale laterale
Nell’ottica di una pastorale nuova adeguata ai tempi, che richiede comunione e unità, le praole di Mons. Massara si sono quindi concentrate sulla missione, impegno costitutivo del ministero presbiterale che scaturisce dall’urgenza di far conoscere il Signore e dal desiderio di avvicinarlo alla gente, perché «non ci può essere ministero sacerdotale che possa essere definito autentico se, nonostante il proprio modo di essere, mancasse di circondare di attenzione e di tenerezza le persone a lui affidate, fino a conoscerle una per una» e «
se vogliamo realizzare sapientemente, come Chiesa, un sinodo che non sia solo convegni, pubblicazioni o idee a tema, dobbiamo uscire, come dice Papa Francesco, da una certa pigrizia pastorale, ripiegata sul comodo “si è sempre fratto così”, e cogliere la sfida di questi tempi e dei tanti cambiamenti che non ci permettono di proseguire in una pastorale ripetitiva, ma ci chiedono empatia, slancio, coraggio e creatività».

Infine, la partecipazione, «da vivere come corresponsabilità nel servizio inteso come “passione struggente” verso la propria comunità e la Chiesa. Un servizio da declinarsi nell’essere Pastori secondo il cuore di Cristo, ultimi e servi di tutti coloro che ci sono affidati. Pastori che sanno stare davanti al gregge, con coraggio e senza paure; in mezzo al gregge, per condividere e camminare insieme; alle spalle del gregge per proteggerlo. Pastori che sanno essere fratelli e padri, senza spadroneggiare, in ascolto delle necessita e dei bisogni della gente, e sempre pronti a comprendere e a perdonare, sapendo meravigliosamente coniugare misericordia e verità. Servizio da costruire nella generosa disponibilità ad amare il popolo di Dio a noi affidato, educandolo, ma lasciandoci anche educare da quel dinamismo di condivisione e unità che siamo chiamati a promuovere con sinodalità nelle nostre comunità».
Messa crismale vescovo 3
A concludere l’omelia, l’invito rivolto a ciascuno ad aprirsi incondizionatamente allo Spirito del Signore per guarire soprattutto le malattie dell’anima, le distrofie che possono colpire i cuori delle persone che compongono il presbiterio.«Solo lo Spirito del Crocifisso può aiutarci a rinsaldare i legami della fraternità, della collaborazione pastorale che, grazie a Dio, consente di portare ai poveri il lieto annuncio- ha richiamato Massara-. Maria, che nel Cenacolo si è fatta compagna e sostegno degli Apostoli, ci aiuti a sentire amore per la Chiesa e a essere grati nella comunione, appassionati nella missione e gioiosi nel servizio».
c.c.
Dolore e sgomento ha suscitato a Camerino, sua città di origine, Castelraimondo e in tutto l'entroterra l'improvvisa scomparsa a soli 58 anni di Maurizio Cavallaro, attualmente dirigente scolastico dell'Istituto Strampelli di Castelraimondo.

Un malore improvviso lo ha colto nella notte tra lunedì e martedì, a seguito del quale era stato ricoverato all'ospedale regionale di Torrette dove i medici lo hanno sottoposto ad un delicato intervento chirurgico nel tentativo di salvargli la vita e dove, purtroppo, è deceduto.

Persona molto conosciuta e stimata non solo nel mondo della scuola, dove ha operato prima come insegnante e poi come preside, ma anche nel mondo degli scout e del volontariato cattolico, e grande appassionato di musica Maurizio Cavallaro lascia la moglie Maria Laura Moreni, i figli Alessandro, Maria e Michele, i fratelli Alberto, Mario, Marcello, Gabriella.

Come dirigente scolastico ha diretto gli istituti Lucatelli di Tolentino, Antinori a Camerino, il circolo didattico di Matelica, l'istituto Betti sempre a Camerino e attualmente l'Istituto comprensivo Strampelli di Castelraimondo, città nella quale si era trasferito dopo il terremoto.

Un tragico destino lo ha strappato all'affetto dei suoi cari e ad un territorio da lui amato e che ora ne piange la scomparsa.

I funerali si terrannio venerdì 15 aprile alle ore 11.30 nella basilica di San Venanzio. Questo giovedì pomeriggio, dalle ore 15.00, verrà allestita la camera ardente nella chiesa di comunità di Vallicelle.

La redazione de L'Appennino camerte - RadioC1 inblu, con la quale ha spesso collaborato, si stringe al dolore della sua famiglia.

il dirigente Maurizio Cavallaro

Maurizio Cavallaro con Francesco Rosati
Maurizio Cavallaro con Francesco Rosati






Carissimi sorelle e fratelli,

non vi nego che avevo sperato in una Pasqua migliore ma, per le tristi e purtroppo note vicende sociali, sanitarie, economiche e internazionali che continuano a ferire il mondo, sembra quasi impossibile viverla e celebrarla con autentica gioia nella quotidianità della nostra vita.

Vedo attorno a me i segni di una vita che si spegne e di un disagio sociale, personale e familiare che cresce a dismisura. Molte situazioni appaiono come “partite perse”, restiamo perplessi e increduli davanti all’eventualità di un futuro possibile, al punto che nulla sembra abbia più un senso.

La morte è entrata così prepotentemente nella nostra vita, da avvelenare il cuore e occuparne tutti gli spazi. Se ci sentiamo rifiutati e traditi, viviamo la morte delle relazioni, dei nostri affetti e dei nostri amori. Se perdiamo la speranza che le cose possano cambiare perché la crisi economica si fa sentire, perché la ricostruzione stenta a ripartire, perché i lavoratori rischiano di essere lasciati a casa, viviamo la morte della nostra dignità.

Se guardiamo inermi i nostri bambini, i ragazzi e i giovani che lentamente stanno perdendo tempo preziosissimo destinato a costruire le loro relazioni, viviamo la morte del futuro. Se guardiamo fuori dai nostri confini e restiamo attoniti ascoltando le terribili notizie della guerra, viviamo la morte della pace e della civiltà umana.

Certo, è veramente pesante questo tempo, non possiamo nascondercelo, ma in questo buio e ombra di morte, ancora una volta, si fa strada una luce, un annuncio, un’incredibile e inaudita speranza: “Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto.” (Lc 24,1-12).

È risorto, se già qui e ora anticipiamo qualcosa di ciò che vivremo in pienezza alla fine della storia. È risorto, se la gioia pasquale, nonostante i problemi, le fatiche e le sofferenze, diventa segno distintivo della nostra fede.

È risorto, se un uomo e una donna sono in grado di camminare nella fedeltà del dialogo e del perdono reciproco. È risorto, se siamo disposti a ridare speranza a chi l’ha perduta, fede a chi cerca risposte, amore a chi soffre.

È risorto, se abbiamo il coraggio di vivere pienamente la sfida ecclesiale della sinodalità per generare la vita nuova che viene dal Vangelo. È risorto, se siamo in grado di operare un servizio generoso e senza interessi di parte per il bene della comunità civile.

È risorto se siamo disponibili all’accoglienza solidale, alla generosità senza confini, a tessere cammini di pace iniziando dalle nostre case e dalle nostre comunità.

Cari fratelli e sorelle, il mistero della Pasqua ci ricorda che il Risorto è all’opera ogni volta che qualcuno di noi sceglie di alimentare la fiamma tremula di una vita in pericolo. È all’opera quando usciamo dai nostri spazi di tristezza e ci apriamo agli orizzonti della gioia e della speranza, a quella speranza che rimuove le pietre dai sepolcri e ci incoraggia ad annunciare la Buona Novella, capace di generare vita nuova in noi e negli altri.

Con questa scommessa, che si traduce in certa fiducia nella Vita nuova che Dio incessantemente ci dona, con rinnovata fede, auguro a voi tutti una Santa Pasqua da celebrare con amore e santità di vita.

Il vostro arcivescovo
+ Francesco
A Camerino, nella basilica di san Venanzio,  Francesco Massara, arcivescovo della diocesi di Camerino San Severino Marche, coadiuvato dal cappellano militare don Nicola Masci, ha officiato la Santa Messa del Precetto pasquale interforze. 
La concelebrazione si è svolta alla presenza del comandante della Legione Carabinieri "Marche", Generale di brigata Fabiano Salticchioli, il quale ha voluto rimarcare la propria personale vicinanza e quella dell'intera istituzione ai militari della Compagnia di Camerino che operano all'interno dell'area del sisma sottolineando i disagi che quotidianamente affrontano.

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Alla messa hanno preso parte il commissario prefettizio del comune di Camerino Paolo De Biagi, il comandante della Guardia di Finanza Francesco di Prinzio. Nutrita la rappresentanza degli appartenenti all’Arma dei Carabinieri, alla Guardia di Finanza, ai Vigili del Fuoco, alla Polizia municipale e alla Croce Rossa Italiana. Oltre ai numerosi miltari in servizio, al rito religioso ha preso parte anche il personale in congedo dell'Associazione Nazionale Carabinieri.  
La tradizionale cerimonia ha rappresentato un sentito momento di raccoglimento, di preghiera e di preparazione alla ricorrenza della Pasqua.
Alla luce del delicato momento sociale che il mondo sta vivendo, nel sottolineare il dramma della guerra in Ucraina, al termine della celebrazione l'arcivescovo Massara ha voluto richiamare attenzione anche alle "piccole guerre" che, spesso per futili motivi, talvolta si accendono anche nelle nostre comunità. La richiesta più forte ai militari dell'Arma e alle forze dell'ordine riconosciute tutte nel loro ruolo e valore di operatori di pace, quella di dedicare attenzione ai giovani e, con la loro presenza, aiutarli sotto il profilo educativo e di crescita: «Voi avete un grande compito - ha detto Massara -: quello di aiutare i giovani a ritrovare se stessi, la bellezza delle istituzioni e i veri valori della vita. Voi siete un baluardo e un punto di riferimento per la sicurezza delle comunità».

Al termine del rito religioso è stata data lettura della "Preghiera per la pace".

c.c.

precetto

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Mattinata particolare e molto interessante quella vissuta dagli studenti dell’IPSIA Gilberto Ercoli di Camerino. 
Da sempre, l'Arma dei carabinieri promuove tra i giovani la cultura della legalità e, in veste di docente d’eccezione, è intervenuto il colonnello Nicola Candido Comandante provinciale dei carabinieri di Macerata per trattare argomenti di stretta attualità: l’uso della droga, dell’alcool, il bullismo ed in ultimo l’arruolamento nell’Arma dei Carabinieri.  

La platea, composta dagli studenti delle quinte classi, si è mostrata attenta e vigile anche grazie al taglio diretto dell’intervento dell’alto Ufficiale, che ha concretamente elencato quali e quante possano essere le conseguenze di condotte 
sbagliate e illegali. 

Numerose, nel corso dell'incontro,  le domande da parte degli alunni, sa testimoniare l’interesse verso situazioni e problematiche che potrebbero riguardarli in prima persona.



Ieri pomeriggio l’Auditorium Bocelli dall’Accademia della musica ha ospitato il secondo appuntamento organizzato dall’istituto musicale “Nelio Biondi” con il patrocinio del Comune di Camerino, che ha visto protagonista Lucia Paccamiccio, straordinaria musicista recanatese.
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Club 27” il tema del viaggio, tra gli astri del rock morti troppo giovani, con i loro miti, i complotti e tante verità irrisolte.

L'espressione “Club 27” iniziò ad essere usata nella stampa del settore musicale a partire dal 1994 quando, data la coincidenza dell'età, la morte di Kurt Cobain venne posta in relazione a quelle di Brian Jones, Jimi Hendrix, Janis Joplin e Jim Morrison, morti tutti all’età di 27 anni nel breve periodo tra il 1969 e il 1971.
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In seguito è stata estesa ad altri esponenti del mondo musicale che sono scomparsi a 27 anni, come Amy Winehouse nel 2011, nonché ad alcuni coetanei morti in epoche precedenti, come Robert Johnson nel 1938.

E proprio partendo da questo artista la Paccamiccio, con l’ausilio di filmati dell’epoca, contributi giornalistici, foto e simpatiche escursioni dei Simpson, ha raccontato dei talentuosi musicisti, belli e dannati, con la lettera J come iniziale del nome o del cognome.

Si è parlato di rock, sì, ma pure di eroina, fucilate, pusher, di gente affogata in piscina, morta per overdose o per colpa dell’antigelo messo nel whisky, ma soprattutto di miti che se ne sono andati nella più totale indifferenza di chi era loro vicino.
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Un pomeriggio macabramente interessante che ha ripercorso 70 di storia di personaggi che hanno scritto pagine immortali della musica.

Il prossimo incontro è in programma il 2 e il 3 aprile con Marco Postacchini, presente all’appuntamento con la Paccamiccio insieme al protagonista del primo incontro, Maurizio Moscatelli.

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Risveglio imbiancato come da previsioni nell'entroterra della provincia di Macerata. Un brusco calo delle temperature, per parecchi giorni  mantenutesi su valori primaverili, ha favorito il ritorno delle precipitazioni nevose che dalla scorsa notte hanno interessato anche quote relativamente alte.
È al momento di una ventina di centimetri la coltre bianca che ricopre da questa mattina Camerino dove tuttavia il ripetuto passaggio dei mezzi spazzaneve e spargisale, come confermato anche dalla polstrada, ha fatto sì che, almeno in mattinata, non si registrassero particolari problemi alla circolazione viaria in ingresso e in uscita dalla città. Più o meno dello stesso spessore la neve caduta nel territorio settempedano. Imbiancata anche Tolentino. Col passare delle ore, in particolare nell'entroterra camerte, diversi sono stati gli interventi dei vigili del fuoco per prestare soccorso o assistenza ad automobilisti rimasti in panne o le cui vetture sono scivolate al di fuori della sede stradale. Non si sono comunque registrati danni o feriti.

Nelle foto sotto, un intervento dei Vigli del fuoco di Camerino in viale Aldo Moro.
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Le forze dell'ordine raccomandano agli automobilisti  prudenza alla guida e se necessario l'utilizzo delle catene ancora obbligatorie a bordo. Crollo di temperature e maltempo, stando alle previsioni, dovrebbero attenuarsi già dalla serata anche se la neve potrebbe continuare a scendere sulle vette appenniniche fino a buona parte della mattinata domenicale.
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