Sisma e virus, Massara: "Non restare sul Calvario"

Venerdì, 10 Aprile 2020 14:30 | Letto 594 volte   Clicca per ascolare il testo Sisma e virus, Massara: "Non restare sul Calvario" Il grido di dolore di Gesù sulla croce risuona in questo Venerdì Santo particolare contrassegnato da una popolazione alle prese con la pandemia del Covid 19. Da tutte le parti del mondo si alza verso il cielo allunisono una voce: Dio mio, Dio mio, perchè mi hai abbandonato?. Un grido se possibile ancora più carico di dolore quello dei terremotati che, ancora alle prese con le ferite del sisma, vedono affievolirsi nel loro isolamento le speranze di futuro. Paura e angoscia sono i sentimenti più provati in questo periodo – dichiara larcivescovo di Camerino - San Severino Marche Francesco Massara - È un secondo terremoto. La popolazione si sta aggrappando alla fede per trovare forza e coraggio. Tanta gente sta mettendo nelle mani di Dio la propria sofferenza, le malattie, il non poter vedere i loro cari malati, non accompagnare i loro defunti nell’ultimo viaggio. Ma cè anche tanta generosità e operosità di medici e sanitari all’ospedale Covid di Camerino. Siamo provati ma ci rialzeremo di nuovo, risorgeremo”.L’appello dell’arcivescovo è quello di “non restare sul Calvario” di “non avere paura”. “Esorto tutti a coltivare semi speranza con gesti di solidarietà, di ascolto e di condivisione. Anche una semplice telefonata può portare molto sollievo. La croce del sisma, che ora si ripete più forte con la pandemia, ci porterà alla Pasqua di Resurrezione”. Non manca monsignor Massara di ringraziare i sacerdoti “che sono sempre stati vicini alla popolazione senza mai abbandonarla. Abbiamo avuto un terremoto strutturale, uno interiore e un terremoto delle promesse non mantenute, ma davanti a tutto ciò la fede ci ha dato il coraggio di andare avanti con speranza.f.u.
Il grido di dolore di Gesù sulla croce risuona in questo Venerdì Santo particolare contrassegnato da una popolazione alle prese con la pandemia del Covid 19. Da tutte le parti del mondo si alza verso il cielo all'unisono una voce: "Dio mio, Dio mio, perchè mi hai abbandonato?". Un grido se possibile ancora più carico di dolore quello dei terremotati che, ancora alle prese con le ferite del sisma, vedono affievolirsi nel loro isolamento le speranze di futuro. 
"Paura e angoscia sono i sentimenti più provati in questo periodo – dichiara l'arcivescovo di Camerino - San Severino Marche Francesco Massara - È un secondo terremoto. La popolazione si sta aggrappando alla fede per trovare forza e coraggio. Tanta gente sta mettendo nelle mani di Dio la propria sofferenza, le malattie, il non poter vedere i loro cari malati, non accompagnare i loro defunti nell’ultimo viaggio. Ma c'è anche tanta generosità e operosità di medici e sanitari all’ospedale Covid di Camerino. Siamo provati ma ci rialzeremo di nuovo, risorgeremo”.
L’appello dell’arcivescovo è quello di “non restare sul Calvario” di “non avere paura”. “Esorto tutti a coltivare semi speranza con gesti di solidarietà, di ascolto e di condivisione. Anche una semplice telefonata può portare molto sollievo. La croce del sisma, che ora si ripete più forte con la pandemia, ci porterà alla Pasqua di Resurrezione”. Non manca monsignor Massara di ringraziare i sacerdoti “che sono sempre stati vicini alla popolazione senza mai abbandonarla. Abbiamo avuto un terremoto strutturale, uno interiore e un terremoto delle promesse non mantenute, ma davanti a tutto ciò la fede ci ha dato il coraggio di andare avanti con speranza".

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