“Non abbiamo solo approvato una legge regionale: nel riconoscimento dell’eccellenza lavoriamo per trasformare in opportunità le nostre radici marchigiane – spiega Antonini - È dimostrato che una politica culturale attenta e che investe con pazienza sul binomio tradizione e formazione determina un forte riscontro turistico ed occupazionale. La legge sul saltarello è un ulteriore segnale che unire le tipicità immateriali a quelle materiali è la strada per tramandare, connotare e rilanciare”.

“Il saltarello non è solo una danza tradizionale: è un rituale che evoca quella socialità attiva e quella mutua solidarietà di cui nelle nostre comunità grandi e piccole sentiamo, purtroppo, la mancanza – aggiunge il capogruppo Renzo Marinelli - I marchigiani ci hanno dato il mandato di muoverci, pur tra i rituali della politica, come un unico corpo espressione della comunità regionale in tutte le sue sfaccettature proprio come fanno i danzatori di saltarello. Un anno esatto dopo aver ricevuto questo mandato rinnoviamo quindi anche simbolicamente il nostro impegno con una legge dalla forte componente identitaria”.
