Due cuccioli di pastori abruzzesi per la salvaguardia delle greggi consegnati a un allevatore

Mercoledì, 21 Settembre 2022 13:01 | Letto 273 volte   Clicca per ascolare il testo Due cuccioli di pastori abruzzesi per la salvaguardia delle greggi consegnati a un allevatore Cani pastori abruzzesi per la salvaguardia delle greggi, due cuccioli consegnati ad un allevatore vissano. Tutto nasce da un progetto di tesi della professoressa Alessandra Roncarati, della Scuola di Bioscienze e Medicina Veterinaria di UNICAM, con lo scopo di individuare le vulnerabilità di un’azienda del territorio rispetto alle predazioni da fauna selvatica, in particolare riferibili al lupo, e proporre azioni per prevenirle e contrastarle. Lo studio, a carattere sperimentale, si è svolto sul Monte Cardosa nel comune di Visso applicando il metodo PAN (Predatori Allevatori Natura) messo a punto dal prof. Giampaolo Pennacchioni del Centro Studi per l’Ecologia e la Biodiversità degli Appennini (CSEBA) in collaborazione con il Dott. Andrea Gallizia del Project Wolf Ethology. La tematica ha suscitato l’interesse di una studentessa, laureanda in Medicina Veterinaria, che è stata coinvolta in tutte le fasi sperimentali. Alla luce di quanto analizzato attraverso ricerche è stato proposto all’allevatore il rafforzamento del gruppo canino preposto alla custodia del gregge con l’acquisizione di due cuccioli di Pastore Abruzzese provenienti da un allevamento di fiducia dello CSEBA, situato in provincia dell’Aquila. Il progetto si inserisce in percorsi che il Parco costantemente propone per permettere e favorire una convivenza fra attività agro-silvo-pastorali e fauna selvatica.
Cani pastori abruzzesi per la salvaguardia delle greggi, due cuccioli consegnati ad un allevatore vissano.

Tutto nasce da un progetto di tesi della professoressa Alessandra Roncarati, della Scuola di Bioscienze e Medicina Veterinaria di UNICAM, con lo scopo di individuare le vulnerabilità di un’azienda del territorio rispetto alle predazioni da fauna selvatica, in particolare riferibili al lupo, e proporre azioni per prevenirle e contrastarle. Lo studio, a carattere sperimentale, si è svolto sul Monte Cardosa nel comune di Visso applicando il metodo PAN (Predatori Allevatori Natura) messo a punto dal prof. Giampaolo Pennacchioni del Centro Studi per l’Ecologia e la Biodiversità degli Appennini (CSEBA) in collaborazione con il Dott. Andrea Gallizia del Project Wolf Ethology.

La tematica ha suscitato l’interesse di una studentessa, laureanda in Medicina Veterinaria, che è stata coinvolta in tutte le fasi sperimentali. Alla luce di quanto analizzato attraverso ricerche è stato proposto all’allevatore il rafforzamento del gruppo canino preposto alla custodia del gregge con l’acquisizione di due cuccioli di Pastore Abruzzese provenienti da un allevamento di fiducia dello CSEBA, situato in provincia dell’Aquila.

Il progetto si inserisce in percorsi che il Parco costantemente propone per permettere e favorire una convivenza fra attività agro-silvo-pastorali e fauna selvatica.

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