Non tardano ad arrivare le reazioni anche all'interno dello stesso Partito democratico, sulla frase pronunciata dal candidato governatore Matteo Ricci che, alla partenza del tour in bici che lo porterà a visitare le zone del cratere sismico ha affermato «Se dovessi diventare presidente della Regione farei una legge sul fine vita
A rispondere al candidato presidente il segretario provinciale dei democratici maceratesi Angelo Sciapichetti, che si rivolge allo stesso Ricci attraverso la lettera aperta che integralmente pubblichiamo.
Caro Matteo, non nascondo la mia sorpresa e con lealtà e amicizia voglio dirti che questa volta sono in totale disaccordo (e non sono il solo!) con le tue dichiarazioni sul fine vita per due ordine di motivi, uno di metodo e uno di sostanza.
Di metodo in quanto non mi risulta sia stato mai discusso un tema così importante in nessuna sede del Pd o della coalizione (il sottoscritto oltre ad essere segretario provinciale del Pd come tu sai,fa anche parte della commissione sul programma).
Di sostanza, perché ci sono temi etici come quello del fine vita molto delicati che non possono essere trattati con superficialità perché vengono tirate in ballo questioni di principio enormi che fanno tremare le vene ai polsi quali l’autodeterminazione, la libertà di rifiutare i trattamenti sanitari, l’accanimento terapeutico ecc. Su questi argomenti bisogna usare molto
rispetto e tanta attenzione per tutti e quindi anche per molti credenti che magari possono pensarla diversamente da te. Su questi argomenti nessuno di noi può arrogarsi il diritto di giudicare l'altro e quindi bisogna affidarsi al proprio credo e alla propria coscienza partendo dal presupposto che va sempre guardato con rispetto chi ha una posizione diversa. Il fine vita non può essere banalizzato o relegato ad un problema di destra o di sinistra ma interroga la coscienza di ognuno di noi, laici o cattolici e non può essere tema di campagna elettorale per le regionali perché la Consulta ha sollecitato più volte a legiferare sull'argomento il Parlamento italiano che ad oggi risulta assolutamente inadempiente in materia; non possono esserci infatti 20 leggi regionali su un tema come questo in quanto così facendo si finirebbe per non garantire al cittadino lo stesso trattamento da una regione all'altra. È urgente invece intervenire alla Camera e al Senato per l'approvazione di una legge nazionale trovando una sintesi politica alta, per evitare di fare un arlecchino di leggi regionali; se non sbaglio nel 2022 un testo frutto di una mediazione politica fu approvato dalla Camera ma il Senato non fece in tempo ad esaminarlo per la fine della legislatura.
Caro Matteo, "chi sono io per giudicare?" e quindi rispetto la tua posizione, ma tu che sei candidato a governare la regione devi anche farti carico di rispettare la posizione di tanti come me che avendo il dono della fede credono che la vita umana sia intangibile e che sia un diritto inviolabile da tutelare sempre perché non esiste un diritto alla morte.
Mi sarei aspettato piuttosto caro Matteo che avessi detto che un malato non va abbandonato o lasciato solo nella sofferenza e nella malattia e avessi parlato
di rafforzare il sistema sanitario regionale delle cure palliative, della terapia del dolore, degli hospice ecc.ecc.
Caro Matteo, il tuo ruolo ti impone di farti carico anche di ascoltare le ragioni di chi su un tema che affronta il mistero della vita e della morte non la pensa come te, te lo dice uno che è impegnato in politica "non in nome della fede ma a causa della fede" come diceva Zaccagnini, e che ha passato gran parte della propria esistenza a diffondere la cultura della vita nel volontariato socio sanitario, nell'assistenza agli ammalati, nel diffondere la pratica della donazione del sangue, di organi, di midollo osseo ecc.
Con rispetto e stima
Angelo Sciapichetti
Fine vita: Angelo Sciapichetti risponde al candidato governatore Matteo Ricci
Venerdì, 11 Aprile 2025 14:44 | Letto 506 volte Clicca per ascolare il testo Fine vita: Angelo Sciapichetti risponde al candidato governatore Matteo Ricci Non tardano ad arrivare le reazioni anche allinterno dello stesso Partito democratico, sulla frase pronunciata dal candidato governatore Matteo Ricci che, alla partenza del tour in bici che lo porterà a visitare le zone del cratere sismico ha affermato «Se dovessi diventare presidente della Regione farei una legge sul fine vitaA rispondere al candidato presidente il segretario provinciale dei democratici maceratesi Angelo Sciapichetti, che si rivolge allo stesso Ricci attraverso la lettera aperta che integralmente pubblichiamo.Caro Matteo, non nascondo la mia sorpresa e con lealtà e amicizia voglio dirti che questa volta sono in totale disaccordo (e non sono il solo!) con le tue dichiarazioni sul fine vita per due ordine di motivi, uno di metodo e uno di sostanza. Di metodo in quanto non mi risulta sia stato mai discusso un tema così importante in nessuna sede del Pd o della coalizione (il sottoscritto oltre ad essere segretario provinciale del Pd come tu sai,fa anche parte della commissione sul programma).Di sostanza, perché ci sono temi etici come quello del fine vita molto delicati che non possono essere trattati con superficialità perché vengono tirate in ballo questioni di principio enormi che fanno tremare le vene ai polsi quali l’autodeterminazione, la libertà di rifiutare i trattamenti sanitari, l’accanimento terapeutico ecc. Su questi argomenti bisogna usare molto rispetto e tanta attenzione per tutti e quindi anche per molti credenti che magari possono pensarla diversamente da te. Su questi argomenti nessuno di noi può arrogarsi il diritto di giudicare laltro e quindi bisogna affidarsi al proprio credo e alla propria coscienza partendo dal presupposto che va sempre guardato con rispetto chi ha una posizione diversa. Il fine vita non può essere banalizzato o relegato ad un problema di destra o di sinistra ma interroga la coscienza di ognuno di noi, laici o cattolici e non può essere tema di campagna elettorale per le regionali perché la Consulta ha sollecitato più volte a legiferare sullargomento il Parlamento italiano che ad oggi risulta assolutamente inadempiente in materia; non possono esserci infatti 20 leggi regionali su un tema come questo in quanto così facendo si finirebbe per non garantire al cittadino lo stesso trattamento da una regione allaltra. È urgente invece intervenire alla Camera e al Senato per lapprovazione di una legge nazionale trovando una sintesi politica alta, per evitare di fare un arlecchino di leggi regionali; se non sbaglio nel 2022 un testo frutto di una mediazione politica fu approvato dalla Camera ma il Senato non fece in tempo ad esaminarlo per la fine della legislatura. Caro Matteo, chi sono io per giudicare? e quindi rispetto la tua posizione, ma tu che sei candidato a governare la regione devi anche farti carico di rispettare la posizione di tanti come me che avendo il dono della fede credono che la vita umana sia intangibile e che sia un diritto inviolabile da tutelare sempre perché non esiste un diritto alla morte.Mi sarei aspettato piuttosto caro Matteo che avessi detto che un malato non va abbandonato o lasciato solo nella sofferenza e nella malattia e avessi parlatodi rafforzare il sistema sanitario regionale delle cure palliative, della terapia del dolore, degli hospice ecc.ecc.Caro Matteo, il tuo ruolo ti impone di farti carico anche di ascoltare le ragioni di chi su un tema che affronta il mistero della vita e della morte non la pensa come te, te lo dice uno che è impegnato in politica non in nome della fede ma a causa della fede come diceva Zaccagnini, e che ha passato gran parte della propria esistenza a diffondere la cultura della vita nel volontariato socio sanitario, nellassistenza agli ammalati, nel diffondere la pratica della donazione del sangue, di organi, di midollo osseo ecc.Con rispetto e stimaAngelo Sciapichetti
Non tardano ad arrivare le reazioni anche all'interno dello stesso Partito democratico, sulla frase pronunciata dal candidato governatore Matteo Ricci che, alla partenza del tour in bici che lo porterà a visitare le zone del cratere sismico ha affermato «Se dovessi diventare presidente della Regione farei una legge sul fine vita
A rispondere al candidato presidente il segretario provinciale dei democratici maceratesi Angelo Sciapichetti, che si rivolge allo stesso Ricci attraverso la lettera aperta che integralmente pubblichiamo.
Caro Matteo, non nascondo la mia sorpresa e con lealtà e amicizia voglio dirti che questa volta sono in totale disaccordo (e non sono il solo!) con le tue dichiarazioni sul fine vita per due ordine di motivi, uno di metodo e uno di sostanza.
Di metodo in quanto non mi risulta sia stato mai discusso un tema così importante in nessuna sede del Pd o della coalizione (il sottoscritto oltre ad essere segretario provinciale del Pd come tu sai,fa anche parte della commissione sul programma).
Di sostanza, perché ci sono temi etici come quello del fine vita molto delicati che non possono essere trattati con superficialità perché vengono tirate in ballo questioni di principio enormi che fanno tremare le vene ai polsi quali l’autodeterminazione, la libertà di rifiutare i trattamenti sanitari, l’accanimento terapeutico ecc. Su questi argomenti bisogna usare molto
rispetto e tanta attenzione per tutti e quindi anche per molti credenti che magari possono pensarla diversamente da te. Su questi argomenti nessuno di noi può arrogarsi il diritto di giudicare l'altro e quindi bisogna affidarsi al proprio credo e alla propria coscienza partendo dal presupposto che va sempre guardato con rispetto chi ha una posizione diversa. Il fine vita non può essere banalizzato o relegato ad un problema di destra o di sinistra ma interroga la coscienza di ognuno di noi, laici o cattolici e non può essere tema di campagna elettorale per le regionali perché la Consulta ha sollecitato più volte a legiferare sull'argomento il Parlamento italiano che ad oggi risulta assolutamente inadempiente in materia; non possono esserci infatti 20 leggi regionali su un tema come questo in quanto così facendo si finirebbe per non garantire al cittadino lo stesso trattamento da una regione all'altra. È urgente invece intervenire alla Camera e al Senato per l'approvazione di una legge nazionale trovando una sintesi politica alta, per evitare di fare un arlecchino di leggi regionali; se non sbaglio nel 2022 un testo frutto di una mediazione politica fu approvato dalla Camera ma il Senato non fece in tempo ad esaminarlo per la fine della legislatura.
Caro Matteo, "chi sono io per giudicare?" e quindi rispetto la tua posizione, ma tu che sei candidato a governare la regione devi anche farti carico di rispettare la posizione di tanti come me che avendo il dono della fede credono che la vita umana sia intangibile e che sia un diritto inviolabile da tutelare sempre perché non esiste un diritto alla morte.
Mi sarei aspettato piuttosto caro Matteo che avessi detto che un malato non va abbandonato o lasciato solo nella sofferenza e nella malattia e avessi parlato
di rafforzare il sistema sanitario regionale delle cure palliative, della terapia del dolore, degli hospice ecc.ecc.
Caro Matteo, il tuo ruolo ti impone di farti carico anche di ascoltare le ragioni di chi su un tema che affronta il mistero della vita e della morte non la pensa come te, te lo dice uno che è impegnato in politica "non in nome della fede ma a causa della fede" come diceva Zaccagnini, e che ha passato gran parte della propria esistenza a diffondere la cultura della vita nel volontariato socio sanitario, nell'assistenza agli ammalati, nel diffondere la pratica della donazione del sangue, di organi, di midollo osseo ecc.
Con rispetto e stima
Angelo Sciapichetti
A rispondere al candidato presidente il segretario provinciale dei democratici maceratesi Angelo Sciapichetti, che si rivolge allo stesso Ricci attraverso la lettera aperta che integralmente pubblichiamo.
Caro Matteo, non nascondo la mia sorpresa e con lealtà e amicizia voglio dirti che questa volta sono in totale disaccordo (e non sono il solo!) con le tue dichiarazioni sul fine vita per due ordine di motivi, uno di metodo e uno di sostanza.
Di metodo in quanto non mi risulta sia stato mai discusso un tema così importante in nessuna sede del Pd o della coalizione (il sottoscritto oltre ad essere segretario provinciale del Pd come tu sai,fa anche parte della commissione sul programma).
Di sostanza, perché ci sono temi etici come quello del fine vita molto delicati che non possono essere trattati con superficialità perché vengono tirate in ballo questioni di principio enormi che fanno tremare le vene ai polsi quali l’autodeterminazione, la libertà di rifiutare i trattamenti sanitari, l’accanimento terapeutico ecc. Su questi argomenti bisogna usare molto
rispetto e tanta attenzione per tutti e quindi anche per molti credenti che magari possono pensarla diversamente da te. Su questi argomenti nessuno di noi può arrogarsi il diritto di giudicare l'altro e quindi bisogna affidarsi al proprio credo e alla propria coscienza partendo dal presupposto che va sempre guardato con rispetto chi ha una posizione diversa. Il fine vita non può essere banalizzato o relegato ad un problema di destra o di sinistra ma interroga la coscienza di ognuno di noi, laici o cattolici e non può essere tema di campagna elettorale per le regionali perché la Consulta ha sollecitato più volte a legiferare sull'argomento il Parlamento italiano che ad oggi risulta assolutamente inadempiente in materia; non possono esserci infatti 20 leggi regionali su un tema come questo in quanto così facendo si finirebbe per non garantire al cittadino lo stesso trattamento da una regione all'altra. È urgente invece intervenire alla Camera e al Senato per l'approvazione di una legge nazionale trovando una sintesi politica alta, per evitare di fare un arlecchino di leggi regionali; se non sbaglio nel 2022 un testo frutto di una mediazione politica fu approvato dalla Camera ma il Senato non fece in tempo ad esaminarlo per la fine della legislatura.
Caro Matteo, "chi sono io per giudicare?" e quindi rispetto la tua posizione, ma tu che sei candidato a governare la regione devi anche farti carico di rispettare la posizione di tanti come me che avendo il dono della fede credono che la vita umana sia intangibile e che sia un diritto inviolabile da tutelare sempre perché non esiste un diritto alla morte.
Mi sarei aspettato piuttosto caro Matteo che avessi detto che un malato non va abbandonato o lasciato solo nella sofferenza e nella malattia e avessi parlato
di rafforzare il sistema sanitario regionale delle cure palliative, della terapia del dolore, degli hospice ecc.ecc.
Caro Matteo, il tuo ruolo ti impone di farti carico anche di ascoltare le ragioni di chi su un tema che affronta il mistero della vita e della morte non la pensa come te, te lo dice uno che è impegnato in politica "non in nome della fede ma a causa della fede" come diceva Zaccagnini, e che ha passato gran parte della propria esistenza a diffondere la cultura della vita nel volontariato socio sanitario, nell'assistenza agli ammalati, nel diffondere la pratica della donazione del sangue, di organi, di midollo osseo ecc.
Con rispetto e stima
Angelo Sciapichetti
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Cronaca
