L'insediamento di Mons. Brugnaro a Camerino.

Lunedì, 29 Ottobre 2007 01:00 | Letto 3055 volte   Clicca per ascolare il testo L'insediamento di Mons. Brugnaro a Camerino. Domenica 28 ottobre, alle due e mezzo del pomeriggio, mons. Brugnaro ha fatto il suo ingresso nellArcidiocesi di Camerino – San Severino Marche per insediarsi ufficialmente come Arcivescovo e dove è stato accolto con entusiasmo e partecipazione. Il primo centro visitato dallArcivescovo è stato Serravalle di Chienti, uno dei paesi più colpiti dal sisma del 1997; mons. Brugnaro ha voluto fortemente iniziare il suo ingresso in diocesi da questa località proprio per essere vicino alla popolazione provata dal terremoto. Qui lincontro con il sindaco Rinaldo Rocchi, con il vicario mons. Nello Tranzocchi, e con il parroco don Mario Minnicucci, il più anziano della diocesi, al quale, mons. Brugnaro, ha riservato un saluto speciale. Dopo Serravalle il corteo Arcivescovile, accompagnato dalla scorta donore dei Carabinieri, è giunto a San Severino Marche. LArcivescovo è stato accolto in piazza del popolo dal sindaco Cesare Martini, dallArcivescovo di Ancona – Osimo mons. Edoardo Menichelli, dal vicario don Aldo Romagnoli, dai sacerdoti, dalle autorità civili e militari e dalla popolazione festante. Mons. Brugnario, venerate le reliquie di San Severino vescovo, patrono dell arcidiocesi insieme a San Venanzio martire, è partito alla volta di Camerino. Alle cinque del pomeriggio lArcivescovo è giunto a Camerino, precisamente davanti alla basilica di San Venanzio. Ad accoglierlo il sindaco prof. Enzo Fanelli, il rettore dell Università di Camerino prof. Fulvio Esposito e altre autorità civili e militari presenti. A colpire è senza dubbio la moltitudine di persone che gremiva la basilica del santo patrono di Camerino, fra questi anche i rappresentanti delle confraternite della diocesi e i ministri istituiti. Larcivescovo accompagnato da mons. Giuseppe Scuppa, parroco della basilica, ha venerato le reliquie del Santo martire patrono di Camerino e successivamente, in solenne processione, si è diretto verso la Cattedrale. In piazza Cavour, l Arcivescovo ha ricevuto lomaggio dei rappresentanti dei comuni della diocesi, poi ha varcato solennemente la porta della sua chiesa cattedrale, qui, ad attenderlo, mons. Giancarlo Vecerrica, vescovo di Fabriano – Matelica e Amministratore Apostolico dellArcidiocesi di Camerino – San Severino Marche, e dallArcidiacono del Capitolo della Cattedrale mons. Pietro Paolo Ferretti. Circa alle sei del pomeriggio ha avuto inizio la solenne celebrazione alla quale hanno partecipato il Metropolita Arcivescovo di Fermo mons. Luigi Conti, Mons. Piergiorgio Silvano Nesti , Arcivescovo emerito di Camerino – San Severino Marche, mons. Domenico Crescentino Marinozzi Vescovo di Giocondiana, mons. Giancarlo Vecerrica Vescovo di Fabriano – Matelica, mons. Armando Trasarti Vescovo di Fano – Fossombrone – Cagli – Pergola, mons. Angelo Fagiani arcivescovo emerito di Camerino – San Severino Marche e i sacerdoti dellArcidiocesi di Camerino – San Severino Marche. Durante la celebrazione mons. Vecerrica ha salutato il nuovo Arcivescovo affidandogli larcidiocesi che lui, come amministratore apostolico, ha guidato fino a quel momento. Mons. Brugnaro ha poi consegnato al cancelliere arcivescovile don Gianfranco Gabriele Cossu la Lettera Apostolica con la quale il Santo Padre lo ha nominato arcivescovo di Camerino – San Severino Marche. Il cancelliere ha letto allassemblea dei fedeli il documento e l Arcivescovo Metropolita di Fermo mons. Luigi Conti ha annunciato linsediamento del nuovo vescovo e ha invitato mons. Brugnaro a sedere sulla sua Cattedra. Nella sua prima omelia come Arcivescovo di Camerino – San Severino Marche mons. Brugnaro ha sottolineato limportanza della gratitudine verso le cose che Dio ci dona “Non mi lamenterò mai di ciò che non abbiamo, ma ringrazierò sempre per ciò che abbiamo”, poi si è soffermato sull importanza della Parola Dio “è accogliendo la Parola, che diventiamo comunità autenticamente cristiana, […] tutto il nostro cammino di uomini ci fa incontrare la Parola di Dio che ci riscatta e alimenta la Fede […]. Il primato che dobbiamo alla Parola consiste nel fatto che Essa rovescia la nostra mentalità , mette in discussione il nostro modo di risolvere la vita, rende vivibili i rapporti tra noi, apre le coscienze, soprattutto quelle scettiche, quelle autosufficienti, quelle prive di prospettiva, apre la speranza che il mondo cambierà”. LArcivescovo parla anche della famiglie come il nucleo in cui si rivela “il disegno creatore di Dio” e aggiunge “è nostro compito aiutare i giovani a formare delle buone famiglie. […] La famiglia è la chiesa domestica dove viene anche insegnato a sentire la vita come vocazione chiamata a spendersi per il Regno di Dio e per il bene comune. […] Cari genitori, insegnate ai figli, ai ragazzi e alle ragazze, ad amare la vocazione sacerdotale, la consacrazione religiosa femminile, maschile, missionaria. Il Vangelo ha bisogno di gente che si dona a tempo pieno”. Lomelia si conclude con un pensiero ai giovani, prendendo spunto dall agorà dei giovani di Loreto dello scorso 1 e 2 settembre; “I giovani vanno capiti nelle delusioni, ma vanno anche illuminati sui falsi miraggi, sulle effimere promesse di una vita non autentica”. Radio C1 inBlu ha seguito tutto levento con frequenti collegamenti in diretta, è possibile riascoltare le parti salienti dell insediamento e lomelia nella sezione “Contributi Audio”.

Domenica 28 ottobre, alle due e mezzo del pomeriggio, mons. Brugnaro ha fatto il suo ingresso nell'Arcidiocesi di Camerino – San Severino Marche per insediarsi ufficialmente come Arcivescovo e dove è stato accolto con entusiasmo e partecipazione.

Il primo centro visitato dall'Arcivescovo è stato Serravalle di Chienti, uno dei paesi più colpiti dal sisma del 1997; mons. Brugnaro ha voluto fortemente iniziare il suo ingresso in diocesi da questa località proprio per essere vicino alla popolazione provata dal terremoto. Qui l'incontro con il sindaco Rinaldo Rocchi, con il vicario mons. Nello Tranzocchi, e con il parroco don Mario Minnicucci, il più anziano della diocesi, al quale, mons. Brugnaro, ha riservato un saluto speciale.

Dopo Serravalle il corteo Arcivescovile, accompagnato dalla scorta d'onore dei Carabinieri, è giunto a San Severino Marche. L'Arcivescovo è stato accolto in piazza del popolo dal sindaco Cesare Martini, dall'Arcivescovo di Ancona – Osimo mons. Edoardo Menichelli, dal vicario don Aldo Romagnoli, dai sacerdoti, dalle autorità civili e militari e dalla popolazione festante.

Mons. Brugnario, venerate le reliquie di San Severino vescovo, patrono dell' arcidiocesi insieme a San Venanzio martire, è partito alla volta di Camerino.

Alle cinque del pomeriggio l'Arcivescovo è giunto a Camerino, precisamente d'avanti alla basilica di San Venanzio. Ad accoglierlo il sindaco prof. Enzo Fanelli, il rettore dell' Università di Camerino prof. Fulvio Esposito e altre autorità civili e militari presenti. A colpire è senza dubbio la moltitudine di persone che gremiva la basilica del santo patrono di Camerino, fra questi anche i rappresentanti delle confraternite della diocesi e i ministri istituiti. L'arcivescovo accompagnato da mons. Giuseppe Scuppa, parroco della basilica, ha venerato le reliquie del Santo martire patrono di Camerino e successivamente, in solenne processione, si è diretto verso la Cattedrale.

In piazza Cavour, l' Arcivescovo ha ricevuto l'omaggio dei rappresentanti dei comuni della diocesi, poi ha varcato solennemente la porta della sua chiesa cattedrale, qui, ad attenderlo, mons. Giancarlo Vecerrica, vescovo di Fabriano – Matelica e Amministratore Apostolico dell'Arcidiocesi di Camerino – San Severino Marche, e dall'Arcidiacono del Capitolo della Cattedrale mons. Pietro Paolo Ferretti.

Circa alle sei del pomeriggio ha avuto inizio la solenne celebrazione alla quale hanno partecipato il Metropolita Arcivescovo di Fermo mons. Luigi Conti, Mons. Piergiorgio Silvano Nesti , Arcivescovo emerito di Camerino – San Severino Marche, mons. Domenico Crescentino Marinozzi Vescovo di Giocondiana, mons. Giancarlo Vecerrica Vescovo di Fabriano – Matelica, mons. Armando Trasarti Vescovo di Fano – Fossombrone – Cagli – Pergola, mons. Angelo Fagiani arcivescovo emerito di Camerino – San Severino Marche e i sacerdoti dell'Arcidiocesi di Camerino – San Severino Marche.

Durante la celebrazione mons. Vecerrica ha salutato il nuovo Arcivescovo affidandogli l'arcidiocesi che lui, come amministratore apostolico, ha guidato fino a quel momento. Mons. Brugnaro ha poi consegnato al cancelliere arcivescovile don Gianfranco Gabriele Cossu la Lettera Apostolica con la quale il Santo Padre lo ha nominato arcivescovo di Camerino – San Severino Marche. Il cancelliere ha letto all'assemblea dei fedeli il documento e l' Arcivescovo Metropolita di Fermo mons. Luigi Conti ha annunciato l'insediamento del nuovo vescovo e ha invitato mons. Brugnaro a sedere sulla sua Cattedra.

Nella sua prima omelia come Arcivescovo di Camerino – San Severino Marche mons. Brugnaro ha sottolineato l'importanza della gratitudine verso le cose che Dio ci dona “Non mi lamenterò mai di ciò che non abbiamo, ma ringrazierò sempre per ciò che abbiamo”, poi si è soffermato sull' importanza della Parola Dio “è accogliendo la Parola, che diventiamo comunità autenticamente cristiana, […] tutto il nostro cammino di uomini ci fa incontrare la Parola di Dio che ci riscatta e alimenta la Fede […]. Il primato che dobbiamo alla Parola consiste nel fatto che Essa rovescia la nostra mentalità , mette in discussione il nostro modo di risolvere la vita, rende vivibili i rapporti tra noi, apre le coscienze, soprattutto quelle scettiche, quelle autosufficienti, quelle prive di prospettiva, apre la speranza che il mondo cambierà”. L'Arcivescovo parla anche della famiglie come il nucleo in cui si rivela “il disegno creatore di Dio” e aggiunge “è nostro compito aiutare i giovani a formare delle buone famiglie. […] La famiglia è la chiesa domestica dove viene anche insegnato a sentire la vita come vocazione chiamata a spendersi per il Regno di Dio e per il bene comune. […] Cari genitori, insegnate ai figli, ai ragazzi e alle ragazze, ad amare la vocazione sacerdotale, la consacrazione religiosa femminile, maschile, missionaria. Il Vangelo ha bisogno di gente che si dona a tempo pieno”. L'omelia si conclude con un pensiero ai giovani, prendendo spunto dall' agorà dei giovani di Loreto dello scorso 1 e 2 settembre; “I giovani vanno capiti nelle delusioni, ma vanno anche illuminati sui falsi miraggi, sulle effimere promesse di una vita non autentica”.

Radio C1 inBlu ha seguito tutto l'evento con frequenti collegamenti in diretta, è possibile riascoltare le parti salienti dell' insediamento e l'omelia nella sezione “Contributi Audio”.

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