Autisti trattenuti in Francia: presentata l'interrogazione alla Camera

scritto Venerdì, 15 Marzo 2019

Finisce in Parlamento il caso degli autisti Flixbus. Il Partito Democratico ha presentato una interrogazione affinché “i ministri delle infrastrutture e dei trasporti, quello dell’interno e quello degli affari esteri ma anche il Mise intervengano chiedendo chiarimenti urgenti e scuse alle autorità francesi e che creino le condizioni per evitare che questi accadimenti non si ripetano”.

Queste sono le parole dell’onorevole Davide Gariglio nell’intervento in merito a quanto accaduto agli autisti sulla linea Firenze Barcellona, ammanettati e incarcerati in Francia per circa 10 ore. Anche Martina Parisse, del Movimento 5 Stelle, è intervenuta sull’argomento e presenterà un’interrogazione, sostenendo che quanto accaduto è “inaccettabile e da incubo kafkiano”.

Ecco cosa è successo ai due dipendenti della ditta tesina Autolinee Crognaletti impegnato per contro di Flixbus: “Passata la frontiera a Ventimiglia, il bus è stato fermato in territorio francese all’uscita autostradale di La Turbie, come al solito, dagli agenti della dogana francese per i controlli di rito. La procedura di routine è sempre stata svolta in tempi brevi - dice l’onorevole - gli agenti controllano i documenti e in caso di irregolarità fanno scendere le persone considerate irregolari, permettendo al bus di proseguire”. Sabato 9 marzo invece, non è andata così: “Gli agenti hanno tenuto il mezzo fermo per circa due ore sull’autostrada, dicendo che a bordo vi erano alcuni passeggeri i cui documenti sarebbero risultati irregolari. L’autobus è stato poi scortato dalla Polizia fino all’aeroporto di Nizza dove, alle 2 del mattino, i 40 passeggeri tra cui alcuni bambini molto piccoli, sono stati fatti scendere e informati del fatto che il bus non avrebbe proseguito la corsa fino a Barcellona. Alla richiesta di chiarimenti - prosegue - gli agenti hanno risposto che era colpa di Flixbus”. ai due autisti, contemporaneamente, è stato ufficializzato lo stato di fermo e sono stati provati dei loro oggetti personali. Poi sono stati rinchiusi in due celle diverse “fetide, senza cibo né acqua. Solo alle 10 di domenica mattina sono stati fatti uscire ammanettati l’uno all’altro e fatti passare attraverso l’aeroporto pieno di gente e poi interrogati. Solo alle 15:30 è stato dato loro del cibo e dell’acqua, liberati e riaccompagnati al bus”. Il tutto senza il rilascio di alcun verbale e senza imputazione. L’onorevole nel suo discorso ha anche ricordato che un autista non ha veste di pubblico ufficiale, dunque non è tenuto a identificare i passeggeri o a perquisirli. Gli autisti si possono limitare al check-in, ovvero all’accertamento che i passeggeri abbiano il titolo di viaggio e un documento valido: “Servono chiarimenti urgenti e scuse da parte delle autorità francesi e che si creino le condizioni perché fatti simili non avvengano più”.

Una violazione dei diritti fondamentali, definisce così l’accaduto la deputata Jesina Parisse: “Per i due autisti della ditta Crognaletti trattenuti, perquisiti e isolati dopo un controllo di routine al confine italo-francese, ho predisposto un’interrogazione parlamentare. Non è accettabile - sostiene - che i diritti fondamentali della persona siano violati e che i due lavoratori siano stati indebitamente trattenuti per 17 ore dalla Gendarmérie francese. Sul perché siano stati trattenuti tutti i passeggeri per più di due ore, e perché i due autisti siano stati fermati dalle due di notte alle quattro del pomeriggio del giorno successivo, isolati e trattati come dei criminali, è tutto da chiarire. Non è accettabile il trattamento surreale e da incubo kafkiano riservato ai due autisti fermati per, sembra ma stiamo approfondendo, presunto “favoreggiamento dell’immigrazione clandestina” giustificato dalla presenza a bordo di passeggeri non in regola con i visti. Servono chiarimenti - conclude - e lo faremo attraverso le azioni in Parlamento. Mi dispiace umanamente per il trattamento subito dai due lavoratori della ditta Crognaletti, e mi auguro che se qualcuno dovrà delle scuse, che le recapiti direttamente a loro”.

Gaia Gennaretti

  Clicca per ascolare il testo Autisti trattenuti in Francia: presentata l'interrogazione alla Camera scritto Venerdì, 15 Marzo 2019 Finisce in Parlamento il caso degli autisti Flixbus. Il Partito Democratico ha presentato una interrogazione affinché “i ministri delle infrastrutture e dei trasporti, quello dell’interno e quello degli affari esteri ma anche il Mise intervengano chiedendo chiarimenti urgenti e scuse alle autorità francesi e che creino le condizioni per evitare che questi accadimenti non si ripetano”. Queste sono le parole dell’onorevole Davide Gariglio nell’intervento in merito a quanto accaduto agli autisti sulla linea Firenze Barcellona, ammanettati e incarcerati in Francia per circa 10 ore. Anche Martina Parisse, del Movimento 5 Stelle, è intervenuta sull’argomento e presenterà un’interrogazione, sostenendo che quanto accaduto è “inaccettabile e da incubo kafkiano”. Ecco cosa è successo ai due dipendenti della ditta tesina Autolinee Crognaletti impegnato per contro di Flixbus: “Passata la frontiera a Ventimiglia, il bus è stato fermato in territorio francese all’uscita autostradale di La Turbie, come al solito, dagli agenti della dogana francese per i controlli di rito. La procedura di routine è sempre stata svolta in tempi brevi - dice l’onorevole - gli agenti controllano i documenti e in caso di irregolarità fanno scendere le persone considerate irregolari, permettendo al bus di proseguire”. Sabato 9 marzo invece, non è andata così: “Gli agenti hanno tenuto il mezzo fermo per circa due ore sull’autostrada, dicendo che a bordo vi erano alcuni passeggeri i cui documenti sarebbero risultati irregolari. L’autobus è stato poi scortato dalla Polizia fino all’aeroporto di Nizza dove, alle 2 del mattino, i 40 passeggeri tra cui alcuni bambini molto piccoli, sono stati fatti scendere e informati del fatto che il bus non avrebbe proseguito la corsa fino a Barcellona. Alla richiesta di chiarimenti - prosegue - gli agenti hanno risposto che era colpa di Flixbus”. ai due autisti, contemporaneamente, è stato ufficializzato lo stato di fermo e sono stati provati dei loro oggetti personali. Poi sono stati rinchiusi in due celle diverse “fetide, senza cibo né acqua. Solo alle 10 di domenica mattina sono stati fatti uscire ammanettati l’uno all’altro e fatti passare attraverso l’aeroporto pieno di gente e poi interrogati. Solo alle 15:30 è stato dato loro del cibo e dell’acqua, liberati e riaccompagnati al bus”. Il tutto senza il rilascio di alcun verbale e senza imputazione. L’onorevole nel suo discorso ha anche ricordato che un autista non ha veste di pubblico ufficiale, dunque non è tenuto a identificare i passeggeri o a perquisirli. Gli autisti si possono limitare al check-in, ovvero all’accertamento che i passeggeri abbiano il titolo di viaggio e un documento valido: “Servono chiarimenti urgenti e scuse da parte delle autorità francesi e che si creino le condizioni perché fatti simili non avvengano più”. Una violazione dei diritti fondamentali, definisce così l’accaduto la deputata Jesina Parisse: “Per i due autisti della ditta Crognaletti trattenuti, perquisiti e isolati dopo un controllo di routine al confine italo-francese, ho predisposto un’interrogazione parlamentare. Non è accettabile - sostiene - che i diritti fondamentali della persona siano violati e che i due lavoratori siano stati indebitamente trattenuti per 17 ore dalla Gendarmérie francese. Sul perché siano stati trattenuti tutti i passeggeri per più di due ore, e perché i due autisti siano stati fermati dalle due di notte alle quattro del pomeriggio del giorno successivo, isolati e trattati come dei criminali, è tutto da chiarire. Non è accettabile il trattamento surreale e da incubo kafkiano riservato ai due autisti fermati per, sembra ma stiamo approfondendo, presunto “favoreggiamento dell’immigrazione clandestina” giustificato dalla presenza a bordo di passeggeri non in regola con i visti. Servono chiarimenti - conclude - e lo faremo attraverso le azioni in Parlamento. Mi dispiace umanamente per il trattamento subito dai due lavoratori della ditta Crognaletti, e mi auguro che se qualcuno dovrà delle scuse, che le recapiti direttamente a loro”. Gaia Gennaretti

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