"Dividi et impera", storia di manifestazioni, boicottaggi e ragioni politiche

scritto Sabato, 04 Maggio 2019

Due manifestazioni, una il 18 maggio, l’altra il 1 giugno.

Due visioni diverse per un unico interesse: quello di smuovere la politica nazionale affinché avvenga finalmente un cambio di marcia sulla ricostruzione che non parte. 

Se da un lato regna il nulla cosmico, con un modello di ricostruzione che a stento sta funzionando dove il terremoto non ha portato una completa distruzione e dove non parte affatto nei comuni più vicini agli epicentri, e con un governo che ad oggi poco o nulla ha fatto per dare una svolta, dall’altro l’alto anche i comitati che dovrebbero fare gli interessi dei cittadini terremotati stanno generando confusione e soprattutto divisione.

“Dividi et impera”, motto attribuito a Filippo il Macedone, sta evidentemente funzionando: due gruppi differenti di comitati che organizzano due manifestazioni a Roma.

E il rischio, manco a dirlo, è che si vada nella Capitale con numeri ben inferiori alle aspettative provocando l’effetto contrario a quello sperato.

Eppure, pare che le visioni siano troppo diverse e non conciliabili: chi la vuole il 18 maggio è per farsi sentire anche dai candidati (alle comunali e soprattutto alle europee), come se le promesse fatte nella precedente campagna elettorale non siano bastate a comprendere l’antifona; chi la vuole il 1 giugno è per l’esatto opposto: evitare strumentalizzazioni da campagna elettorale e vane promesse. 

Intanto per la prima manifestazione in programma, organizzata dal coordinamento Terremoto Centro Italia, c’è già un orario e un luogo di ritrovo: 18 maggio ore 9:30 in piazza Del Popolo a Roma. La manifestazione inizierà alle 10. 

Dall’altra parte c’è chi tenta ancora di unire, e sulla pagina La Voce dei Terremotati, l’appello ancora una volta a protestare tutti insieme: “La scelta fatta di manifestare dopo le elezioni, scaturisce esclusivamente dal fatto che una manifestazione a ridosso di elezioni europee ma soprattutto amministrative in diversi comuni del cratere, non può non creare strumentalizzazioni politiche e elettorali.

Dopo la nostra decisione, peraltro presa durante 2 riunioni fatte a Roccafluvione alle quali tutti erano invitati, altri, qualche giorno dopo che avevamo indicato la data del primo di giugno, hanno indetto una manifestazione per il 18 maggio insieme alla CGIL, ad una settimana dal voto. 

Detto ciò - si legge ancora - chiediamo ancora una volta di spostare quella data e di farla insieme a noi il primo di giugno. I sindacati possono benissimo partecipare anche dopo le elezioni, se veramente lo fanno per noi e non per scopi politici. Protestiamo tutti insieme, una due, tre, quattro volte. Fin quando non otterremo risultati”.

Oggi, peraltro, è in programma una riunione per l’organizzazione di questa manifestazione a Campi di Norcia ma pare che a qualcuno la cosa sia davvero poco gradita: “Mesi fa, molti su questa pagina si lamentavano che non si organizzava una protesta. L'abbiamo organizzata e subito dopo ne hanno organizzata una ancor prima di quella che abbiamo organizzato noi.

Decidiamo un incontro per oggi alle 17 a Campi di Norcia per illustrare a tutti la nostra proposta, ed ecco che qualche ora dopo, gli organizzatori della protesta del 18, organizzano sempre per oggi alla stessa ora, un incontro a Roma per discutere della loro manifestazione. Qualche dubbio può  venire, no?”.

Insomma, casualità o boicottaggio? Sta di fatto che sarebbe molto più utile (e si farebbe anche una più bella figura) se ci si mettesse d’accordo e si organizzasse una manifestazione che non divida ma che, finalmente, unisca.

 

Gaia Gennaretti

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