“Tre anni di nulla. Farabollini dovrebbe solo stare zitto”

scritto Sabato, 24 Agosto 2019
Tre anni dal primo terremoto che ha devastato il Centro Italia, tre governi si sono succeduti e altrettanti commissari hanno preso in mano la ricostruzione. Il risultato? Nulla è cambiato. Impietosa la situazione presentata da Roberto Di Girolamo, del sindacato Inarsind Marche.

“Tre anni, tre governi (guidati da Matteo Renzi il parolaio, Paolo Gentiloni il marchigiano e Giuseppe Conte l’avvocato del popolo), tre commissari (Vasco Errani l’arrogante/politico/filosofo, Paola De Micheli attuatrice/taglia nastri e Piero Farabollini professore/chi l’ha visto), un sottosegretario, due direttori della protezione civile, 86 ordinanze per 1.400 pagine - commenta Di Girolamo - ma solo il 4 per cento delle pratiche sono state finanziate. I numeri parlano chiaro, la ricostruzione non parte. Hanno solo fabbricato carta, messo lacci e lacciuoli, hanno solo creato una griglia dove mettere crocette dove se manca qualcosa non parte nulla”. Alle ordinanze vanno anche aggiunte oltre 800 pagine di norme tecniche per le costruzioni e relativa circolare esplicativa. Ma la ricostruzione è ancora ferma al palo, salvo casi particolari, e secondo Di Girolamo la ragione sarebbe un impianto normativo non funzionante, l’eccesso di controlli e di burocratizzazione. Secondo il report dell’ingegnere, entro fine anno dovrebbero essere presentate 70mila pratiche, ovvero circa 570 al giorno, “ma il sistema - si chiede - è capace di sostenere tale mole di dati?. L’ing. Spuri ha sempre detto che i professionisti che lavorano sul terremoto sono circa mille, questo vuol dire che ogni professionista dovrebbe presentare entro fine anno una pratica ogni 2 giorni”. Mancano all’appello anche 10mila schede Aedes, ma non solo. Eppure il commissario Piero Farabollini proprio nella triste ricorrenza ha scaricato la colpa sui tecnici che non stanno presentando una quantità sufficiente di pratiche: “Il Commissario Farabollini può solo stare zitto - è la dura replica di Di Girolamo - perché in un anno di operato ha fatto solo la normale amministrazione. Non ha ancora nominato il CTS, un organo fondamentale per dirimere tutte le problematiche tecniche, non ha ancora emanato l’ordinanza per il pagamento del 50 per cento, non ha ancora rinnovato il protocollo d’intesa per il pagamento dei tecnici, non ha sentito nessuno anche se lui dice di aver ascoltato tutti. Non sta facendo niente”. Alla fine della relazione, Di Girolamo pone tre punti fondamentali per la ricostruzione, tre punti che mancano: programmazione, pianificazione, visione: “I governi che si sono succeduti hanno sottaciuto questi punti fondamentali. Non vogliono programmazione, né pianificazione né visione perché vogliono far morire questo territorio. Mancando queste tre cose purtroppo si uccide un territorio, non pesiamo nulla e quindi non importa a nessuno di far vivere queste aree”.

Gaia Gennaretti
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